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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto



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Old January 31st, 2005, 06:26 PM   #1
Sonic from Padova
Николай
 
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VICENZA

Italia, Vicenza

Riqualificazione urbanistica di Vicenza in prossimità della Stazione Ferroviaria

Studio di Fattibilità

L’area di intervento è localizzata in prossimità della stazione ferroviaria, ed è caratterizzata allo stato attuale dalla presenza di diverse destinazioni d’uso ( servizi generali per l’istruzione , parcheggio pullman , distributore carburante, aree industriali dismesse, edifici ristrutturati, etc.).
La proposta di intervento progettuale si propone di inquadrare tale molteplicità di destinazioni in un programma coordinato, che possa sviluppare un quadro operativo in grado di intervenire contestualmente sull’ambito della città, coinvolgendo la stazione ferroviaria ( in forte stato di degrado) e le aree ferroviarie del dismesso scalo merci, che corrono parallelamente all’area di progetto, costituendo un prezioso ambito di riconnessione per un efficace intervento urbanistico di riqualificazione.
Lo strumento urbanistico in grado di coinvolgere contestualmente tale varietà di aspetti urbanistici è il “programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale”, in base all’ art. 16 della legge 17 febbraio 1992 n. 172, come recepito dalla Legge regionale 1 giugno 1999 n. 23.

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Old January 31st, 2005, 06:28 PM   #2
Sonic from Padova
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ECONOMIA Cda berico straordinario
Fiera Vicenza rilancia per l'acquisto di Padova
Insieme alla gemella veronese

Il conto alla rovescia è finito. Oggi PadovaFiere avrà in mano le offerte definitive per la sua acquisizione. Due le buste sul tavolo: quella della cordata veneta - formata da Vicenza, Verona, Banca popolare di Vicenza, Banca popolare di Verona, Antonveneta e la società finanziaria della Regione "Veneto Sviluppo" - e quella della multinazionale francese Gl Events. Quest'ultima aveva messo sul piatto 14 milioni di euro, tre in più rispetto ai concorrenti. Ieri però, il neonato consiglio di amministrazione della Fiera di Vicenza, riunito in seduta straordinaria, ha deliberato un aumento dell'offerta e lo stesso ha fatto la gemella veronese. Sono state sparate così, le ultime cartucce per tentare di assicurarsi il 75\% della struttura patavina, che pare più orientata verso la società francese. E questo nonostante gli accorati appelli del governatore Giancarlo Galan affinché la decisone finale fosse presa non soltanto valutando aspetti economici, ma anche considerando il progetto di creare un grande polo fieristico regionale. Era stata proprio la Regione, infatti, a dare l'input per fare squadra per contrastare l'invasione del colosso d'oltralpe e a presentare una controfferta. Sulla nuova cifra proposta dalla compagine veneta le bocche sono cucite. Come conferma Antonio Tonellotto, neo presidente forzista della Fiera di Vicenza: «Abbiamo fatto il possibile e adesso la palla passa a Padova. Spero in una risoluzione positiva anche perché è stata, forse, la prima volta in cui si è riusciti davvero a fare sistema. L'impegno messo in campo da tutti in questa circostanza è volto alla costituzione di un grande fiera veneta che metterà tutti nelle condizioni di essere dei competitor più solidi e concorrenziali». Intanto, spunta qualche indiscrezione su presunti disaccordi tra Verona e Vicenza. Quest'ultima, doveva entrare in società con il 20\% e quindi con una percentuale minore rispetto alla gemella scaligera. Adesso invece sembra che l'ente berico correrà alla pari e cioè con il 35\% delle azioni, dopo aver acquisito una parte della quote di Veneto Sviluppo. Risultato, questo, per niente ben visto da Verona che voleva fare da capocordata con la maggioranza relativa.
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Old January 31st, 2005, 06:29 PM   #3
Sonic from Padova
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Italia, Vicenza 3596 Hits

Riqualificazione dello Spazio Urbano adiacente la Cinta Muraria di Viale Mazzini

Riqualificazione dello Spazio Urbano adiacente la Cinta Muraria di Viale Mazzini a Vicenza. Il luogo, attualmente a verde pubblico non attrezzato, necessita di una riprogettazione complessiva per relazionarsi alle nuove destinazioni d'uso previste nelle aree limitrofe

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Old January 31st, 2005, 06:31 PM   #4
Alter-Ego
l'incredibile
 
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scusa Sonic ma dove chacchio sei riuscito a scovarli??? io su Vicenza non trovo mai na mazza!
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Old January 31st, 2005, 06:46 PM   #5
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Nuovo parcheggio tra via Gallieno e via IV Novembre
36 posti auto a ridosso del centro storico

Nuovo parcheggio tra via Gallieno e via IV Novembre

Nuova opportunità di parcheggio a due passi dal centro storico: all’angolo tra le vie Legione Gallieno e IV Novembre, di fronte all’istituto Rossi, sono in corso i lavori di adeguamento dell’area che il comune ha acquisito dall’Ulss 6.
Nel giro di qualche giorno sarà agibile un nuovo parcheggio provvisorio a pagamento per 36 posti auto, con tariffa oraria di 0,50 euro all’ora, dalle 8 alle 20, esclusi i giorni festivi. Due posti sosta saranno riservati ai mezzi al servizio delle persone invalide, considerata la vicinanza alle strutture dell’Ulss.
Si tratta di un intervento deciso sulla base di una proposta dell’assessorato alla mobilità, il quale sta procedendo al completo riordino dell’area anche sotto l’aspetto viabilistico.
I lavori di installazione della segnaletica e dei parcometri sono ad opera di Aim, quelli relativi alla viabilità interna e agli stalli di sosta per disabili sono realizzati da Amcps.
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Old January 31st, 2005, 06:50 PM   #6
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Italia, Vicenza

Concorso di progettazione REVISIONE E SVILUPPO DEL QUARTIERE FIERISTICO DI VICENZA

L’intervento prevede lo sviluppo del complesso fieristico nell’ambito di una proposta organica di revisione formale e funzionale dell’intero quartiere con la costruzione di un’alta torre vetrata a segnalare la presenza della fiera e la sostituzione del padiglione centrale.

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Old January 31st, 2005, 06:51 PM   #7
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Italia, Vicenza (VI)

Concorso di progettazione RIQUALIFICAZIONE DELLA CINTA MURARIA A VICENZA

Riqualificazione dello spazio urbano adiacente la cinta muraria di Viale Mazzini a Vicenza con un progetto caratterizzato da tre aree d’intervento: la zona all’interno delle mura e Contrà delle mura di San Rocco; Viale Mazzini, il verde e le mura; Viale Mazzini e le aree ad ovest.
Si prevede di convertire Porta Santa Croce in museo cittadino attraverso la chiusura al traffico dell’attuale portone di ingresso, il castello della Rocchetta in sala conferenze.

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Old January 31st, 2005, 06:54 PM   #8
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Ristrutturazione STADIO ROMEO MENTI (VI)

Intervento di ristrutturazione con ampliamento ed adeguamento alla normativa vigente della tribuna principale e progettazione di una nuova copertura.

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Old January 31st, 2005, 06:56 PM   #9
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Come non trovi mai niente su Vicenza ? Vai su Europaconcorsi.com o su Archimagazine.it
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Old January 31st, 2005, 06:59 PM   #10
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Museo e Piazza a Santa Corona, Vicenza

Museo Naturalistico e Sala polifunzionale

Il principio generale del progetto è stato quello di capovolgere l’impostazione classica del convento come struttura chiusa, separata dal contesto per aprirla invece alla vita di relazioni esterne attraverso la costruzione di una facciata urbana che permetta di attraversare i cortili interni e raggiungere le altre zone del centro cittadino. Da essa diparte un’ampia gradonata che si collega alla piazza antistante.Il secondo tema affrontato è quello del rapporto con la preesistenza: la nuova architettura non si sovrappone a quella storica, ma piuttosto le si accosta con rispetto individuando nelle nuove strutture, elementi di raccordo fisico e funzionale tra le due componenti edilizie che mantengono la loro autonomia espressiva. La concezione del museo diviso in due musei separati (museo archeologico al piano terra e quello naturalistico al primo piano) è stata improntata a principi di grande flessibilità d’uso e di impostazione metodologica.



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Old January 31st, 2005, 08:44 PM   #11
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(R.C.) «Un palazzone? Abitazioni? ...

(R.C.) «Un palazzone? Abitazioni? Macché. Intendo solo ripristinare il volume esistente e realizzare 26 garage interrati». Fabio Amadu dell'immobiliare "Le Mura" srl, proprietaria dell'ex distributore di benzina di via Ceccarini, tranquillizza chi, come i residenti, teme per il futuro urbanistico dell'area. La vicenda, com'è noto, vede da tempo di fronte abitanti (che vorrebbero un parcheggio), Comune e appunto privato. Una delibera di giunta del novembre 2003 proponeva uno studio di fattibilità "per il recupero, il restauro e la valorizzazione delle mura di Vicenza ". Qualche giorno fa la commissione Territorio del Comune ha approvato una mozione presentata da alcuni consiglieri di centro-sinistra in cui si chiede tra l'altro una variante al prg per opere di pubblica utilità che individui per l'ex "Q8" un parcheggio di 40 posti auto circa (e quindi un esproprio). «La nostra società ha notificato al Comune la presa di visione di documenti, convocazioni e ordine del giorno della commissione - spiega ancora Amadu - Vedremo se ci sono gli estremi per impugnarli. Ho inoltre chiesto ai miei tre avvocati un parere di parte. Non intendo costruire abitazioni, come qualcuno ha ipotizzato. Mi domando se siamo in uno stato di diritto. Il parcheggio? Mi risulta che sia stato detto che è sufficiente che in via Zambeccari e Borgo Santa Lucia arrivino le strisce blu a pagamento per garantire la rotazione della sosta. Non c'è alcuno studio urbanistico per un'area verde. E non è vero che non voglio parlare con residenti e commercianti. Anzi, mi risulta che non ci sia la volontà di trattare con il privato. Non sono io che ignoro i cittadini, ma il contrario». Amadu ironizza infine sulla raccolta delle 600 firme da parte del comitato locale: «Sono state raccolte offrendo vin brulé in occasione della festività di Santa Lucia. A questo punto potrei organizzare una cena e raccoglierne duemila».
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Old January 31st, 2005, 08:47 PM   #12
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LAVORI Una legge regionale impone che le amministrazioni accantonino l’8 per cento degli introiti per le manutenzioni
Oneri di urbanizzazione destinati alle chiese
Il comune assegna 50 mila euro a sei luoghi di culto, ma non bastano: gli interventi sono tanti e costosi

Bassano

L'amministrazione ha stanziato cinquantamila euro, pari all'8 per cento degli oneri di urbanizzazione secondaria riscossi dal comune, per la manutenzione delle chiese bassanesi. Una percentuale resa obbligatoria da una legge regionale, che alla resa dei conti si dimostra modesta rispetto alle effettive necessità delle chiese cittadine. Tetti da riparare, impianti di riscaldamento e illuminazione da rifare, tinteggiature, pavimenti, affreschi da restaurare: la lista dei lavori è infinita e servirebbero centinaia di migliaia di euro.

Ma i soldi in casa sono quelli e la giunta, alla fine, ha dovuto stilare un piano di riparto assegnando la priorità ai lavori più urgenti. I cinquantamila euro saranno dunque suddivisi così: 25 mila euro alla chiesa di Marchesane, 12.900 per la chiesa di san Vito, 6.200 euro per l'organo di S. Eusebio, 4.000 euro alla parrocchia di san Lazzaro, quattrocento per il capitello votivo in via san Sebastiano nel Margnan, settecento euro per gli infissi nella sala della dottrina di San Michele. Escluse dal piano di riparto le spese non connesse alla pratica di culto, come l'impianto di videosorveglianza al Centro giovanile e la manutenzione degli infissi della sala teatro alla parrocchia di san Michele.

La fetta maggiore della «torta oneri» andrà dunque alla chiesa parrocchiale di Marchesane dedicata a S. Maria Assunta, costruita nel 1928. Il parroco, don Martino Prandina, sottolinea la necessità dell'intervento anche per le infiltrazioni d'acqua riscontrate nei muri durante la fase di rifacimento degli interni. Questi a sommi capi i lavori fatti: la sostituzione degli scalini del presbiterio, il rifacimento della pavimentazione della cappella laterale col riscaldamento a pavimento, la tinteggiatura degli interni, compreso il soffitto finemente rifinito ad "effetto doratura". È stato sistemato il pregiato coro ligneo che si trova dietro all'altare. Le nuove porte sono state donate da una locale azienda del mobile. La spesa complessiva da coprire ammonterebbe a 165 mila euro. «Ci sarebbe da ripassare anche il tetto della chiesa, visto che c'è qualche tegola rotta e servirebbe una tettoia all'entrata laterale - fa sapere il parroco, - ma si tratta di lavori che per ora dovranno aspettare».

A proposito di lavori e fatture da saldare, Don Giovanni Bovolini, parroco di san Lazzaro, mette subito in chiaro che sono i collaboratori laici della parrocchia a seguire la gestione delle strutture parrocchiali: «È preferibile che il prete si dedichi all'annuncio e all'ascolto». Il tetto del centro socio ricreativo di san Lazzaro dovrebbe essere riparato; l'impianto di illuminazione e riscaldamento dei locali del seminterrato della chiesa, dove si trova la cappellina invernale, devono essere messi a norma; il meccanismo della torre campanaria sarebbe da revisionare.

Un'altra parrocchia che ha beneficiato del riparto è Sant'Eusebio. «È in restauro dagli esperti del settore, Barthelemy e Formentelli, il pregiato organo della pieve», dice don Gino Prandina. Per il lavoro di ricomposizione nell'organo degli ingranaggi, come da assetto originario, con il rifacimento della balconata in legno e della cassa, è stato preventivato un costo di 120 mila euro. La pieve, costruita su fondamenta che risalgono a qualche secolo prima del Mille, è frequentata per le liturgie solenni e le messe prefestive: «Con l'organo restaurato si potranno tenere delle rassegne musicali», osserva don Gino. Nella competenza territoriale di sant'Eusebio anche la chiesetta di San Giorgio del 1200. Da un paio d'anni sono in restauro tre cicli di affreschi medievali. Quest'anno nessun riparto per santa Maria in Colle. Lo scorso anno c'era stato il contributo per i lavori della chiesa di via Beata Giovanna, per il campanile del duomo e la torre. Mons. Renato Tomasi, riferendosi al cantiere aperto a san Francesco, rileva che i lavori sono in fase di ultimazione. Col rifacimento anche delle pareti e la sistemazione del pavimento, l'intervento potrebbe costare ben tre miliardi di vecchie lire. Il comune lo scorso anno si è impegnato per 200 mila euro per il tetto e per coprire il costo bisognerà trovare altri contributi.

In merito al progetto di installare delle telecamere a circuito chiuso per la sorveglianza degli accessi al Centro Giovanile, l'abate osserva che «si potrebbe migliorare la sicurezza, in considerazione dell'ampiezza dell'area e della frequentazione anche serale dei locali».
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Old January 31st, 2005, 08:48 PM   #13
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Cassola
Un ricorso al Tar pende ...

Cassola

Un ricorso al Tar pende sulla discoteca Theatro, ex cinema Duse. I gestori della discoteca Theatro lo hanno presentato contro l'amministrazione comunale di Cassola in luglio. Quello che chiedono è la revoca della sospensione della licenza avvenuta il maggio scorso perché, a loro dire, sarebbe illegittima. Tutt'altro che chiusa dunque la vicenda che per anni ha alimentato i malumori dei residenti di via Pio X per i continui disturbi notturni.

La vicenda è nota. Nell'aprile scorso il sindaco Antonio Pasinato ha incontrato i residenti dando loro la soluzione chiesta da anni: una variante al piano regolatore che trasformava la zona interessata in area di utilità pubblica, premessa per la conseguente revoca della licenzia commerciale, il successivo esproprio e la realizzazione di un parcheggio pubblico con una sessantina di posti auto. E la discoteca a maggio in effetti chiuse. Quindi il silenzio. A riaccendere il caso, la scorsa settimana, una lettera con cui 122 residenti di San Giuseppe nord chiedevano a Pasinato di trasformare l'ex Duse non in un parcheggio, ma in una sede di incontri e riunioni. Tempo qualche giorno, è emersa la storia del ricorso. Che gli avvocati delle parti, Domenico Dissegna per i gestori ed Emma Bergamin per il comune di Cassola, confermano.

L'avvocato Dissegna, difensore dei gestori, dichiara: «Il ricorso l'abbiamo presentato noi, contro la revoca della licenza, illegittima. Nostra intenzione è chiedere che l'ordinanza sia sospesa perché quelle addotte dall'amministrazione comunale sono argomentazioni infondate». Ovvero motivi di ordine pubblico, «quando, invece, - prosegue Dissegna - negli ultimi tre anni non c'è stato il minimo provvedimento amministrativo o contravvenzione contro i gestori». Non solo: «Il comune non è si è nemmeno impegnato a trovare un'alternativa per la locazione della discoteca com'era invece previsto da una convenzione». Quella stipulata nel gennaio 2000 tra amministrazione e gli stessi gestori che all'articolo 9 recitava: «Entro 4 anni la società Theatro si impegna a trasferire la discoteca in altra zona individuata con l'amministrazione comunale, dando avvio alle procedure urbanistiche entro 3 anni». «Al momento ha concluso Dissegna - non è escluso che il Tar revochi l'ordinanza con la conseguente riapertura del locale. In quel caso chiederemo i danni e il comune sarà obbligato a risarcire le perdite per il periodo di chiusura. Se nel giro di un mese non si arriverà ad una soluzione qualcosa faremo: chiederemo la sospensiva o la sentenza abbreviata».

«Il ricorso non impedisce all'amministrazione di andare avanti con le sue procedure replica l'avvocato Bergamin . Di sicuro la discoteca non riaprirà con quei gestori e quello che posso dire da tecnico è che la procedura è davanti al Tar, i cui tempi sono molto lunghi. Le previsioni rimangono comunque quelle di parcheggio. Siamo a conoscenza del movimento di pensiero sull'area. La curiosità, però, è che il ricorso sia stato presentato dai gestori e non dal proprietario. Il sindaco, comunque, ha preso in mano la situazione per dare piena attuazione alle previsioni di Prg».
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Old January 31st, 2005, 08:49 PM   #14
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CENTRO STORICO Al via lavori per 600.000 euro che coinvolgeranno pure via Bellavitis
In via Verci nuova pavimentazione e, forse, marciapiedi più spaziosi

Bassano

(A.M.) Bassano avrà una nuova via Verci. È all'orizzonte l'inizio dei lavori per il rifacimento della strada che porta in piazza Libertà, compreso il tratto di via Bellavitis. Il progetto è stato esaminato pochi giorni fa dalla Commissione lavori pubblici, che ha dato il via libera, approvando una spesa di 600mila euro.

Al centro dei lavori sarà non solo il rifacimento della pavimentazione, ma anche il miglioramento dei sottoservizi e la sistemazione dei marciapiedi che corrono su entrambi i lati. Come in tutti gli interventi sulle arterie del centro, ha spiegato l'assessore competente, Egidio Torresan, anche per le vie Verci e Bellavitis si è seguita la filosofia di salvare il salvabile. Riguardo al marciapiede, almeno (verranno riposate le lastre in buono stato), dal momento che il manto stradale sarà completamente rinnovato.

Il progetto prevede l'asfaltatura di via Verci a partire da via Mure del Bastion fino all'incrocio a nord con via Bellavitis. Quest'ultima, invece, verrà ripavimentata in porfido, per assicurare un ingresso in centro esteticamente più apprezzabile.

E già che ci si mettono le mani, è stata la proposta di Mauro Beraldin (Centrosinistra unito), perché non allargare da una parte e dall'altra il marciapiede? In questo modo, si stringerebbe sì la carreggiata, ma a vantaggio dei pedoni, che potrebbero passeggiare con più spazio e tranquillità. "In centro dobbiamo dare la precedenza ai pedoni e alle biciclette e non a chi fa le corse in macchina" - ha chiosato. In effetti, ha concordato Ruggero Bizzotto (Bassano Futura), un provvedimento di questo tipo contribuirebbe a creare un centro più vivibile. Va da sé che, se la cosa dovesse andare in porto, sarebbe possibile il posteggio solamente da un lato. Ad ogni modo, ha osservato Beraldin, "per i commercianti sarebbe una manna avere una zona di passeggio più spaziosa di fronte alle loro vetrine".

Questo non è però l'unico intervento in centro storico. A pochi metri di distanza si apriranno altri cantieri. Per 100 mila euro verrà ripavimentata la piazzetta sul lato est del Ponte Vecchio (lo slargo che si trova in fondo alla discesa di via Gamba) e, sempre in porfido, sarà rifatto anche un tratto di via Ferracina.
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Old January 31st, 2005, 08:50 PM   #15
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Cromo, si trivella fino a 36 metri di profondità
Già sotto i dieci metri pesante inquinamento. 160 milioni di € i vertiginosi costi del risanamento

Tezze sul Brenta

Continua l'operazione di bonifica alla Pm Galvanica di via Tre Case, dove i pozzi piezometrici dànno sempre risultati allarmanti. La diminuzione di piogge di quest'ultimo periodo ha causato l'abbassamento della falda, che, non passando per la zona contaminata e non avendo più dilavamento del terreno soprastante, dà valori di inquinamento più bassi. È però solo una situazione temporanea, perchè con l'arrivo delle precipitazioni ritornerà il problema con tutta la sua gravità. Per essere pronti in modo adeguato gli organi competenti (Comune, Arpav, Provincia, Ulss) hanno predisposto la costruzione di un pozzo più largo da cui prelevare "l'acqua al cromo". Si vuole arrivare fino ai 36 m. di profondità con un pozzo che nei primi 6 m. sia largo 50 cm., il resto 25. Al momento la perforazione è arrivata ai 25 metri.

"Stiamo lavorando con macchine all'avanguardia - spiega Fabio Botti, il tecnico della Geotecnica Veneta incaricata di fare il pozzo - ma abbiamo trovato un terreno ostico; prima il durissimo conglomerato, poi grossi sassi, veri macigni, e poi una voragine che inghiottiva tutta l'acqua adoperata. Avevamo previsto che avremmo trovato il vecchio letto del fiume, ma comunque l'opera sta assorbendo parecchie energie".

Fate tanti pozzi del genere in zona?

"Ne facciamo continuamente per uso industriale, domestico ed agricolo. I cittadini e gli organi competenti devono rendersi conto che tutto il territorio pertinente al Brenta è a rischio di inquinamento. Sbagliare modo di fare un pozzo, oggi, equivale a creare problemi di contaminazione domani. Il cittadino, per risparmiare, spesso si accontenta di un 'buco' fatto in qualche modo, e sbaglia: non bisogna creare promiscuità tra falde sane e malate".

Purtroppo l'acqua usata per la perforazione, anche sotto ai 10 metri, si tinge di "giallo-viola", segno evidente di presenza massiccia di cromo. Anche la ghiaia che arriva in superficie, portata dalla trivella, a contatto con l'aria umida si tinge di giallo. Mano a mano che i lavori avanzano, l'orizzonte di una situazione disastrosa si fa sempre più ampio e prende sempre più consistenza anche la cifra di 154 milioni di euro che i tecnici dell'Apat (l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio) hanno preventivato e richiesto nell'ultima udienza di dicembre al Tribunale di Cittadella. Ingentissima la cifra per risanare la falda acquifera che per anni ha alimentato gli acquedotti a sud di Tezze. Per la depurazione si parla di 11 milioni di metri cubi d'acqua a un costo di 14 euro al metro cubo (154 milioni); ma a questi vanno aggiunti 2,7 milioni di € per realizzare ex-novo la rete di distribuzione pubblica, altri 309mila per mancati investimenti per la sicurezza, 750mila già stanziati dalla Regione per la roggia Brotta ed infine dai 500 ai 900mila - dipenderà dai calcoli - per illecito profitto.

Ma chi sborserà tutti questi soldi?

Al processo di Cittadella, al momento, c'è un unico imputato, ma gli avvocati della difesa hanno sempre ricordato che la legge prevede una responsabilità specifica, ognuno risponde del danno che provoca, mentre la zona incriminata, sostengono, ha anche ulteriori fonti di inquinamento. Le prossime udienze del 16 febbraio e del 16 marzo ci diranno dell'altro, prima della sentenza definitiva prevista per il 23 marzo o per il 13 aprile.

Pio Brotto

PRINCIPIO D'INCENDIO - Ieri, alle 16, i pompieri sono intervenuti nell'abitazione di Adriano Pellanda, in via Dante, a Tezze. L'uomo aveva visto fumo uscire dalla canna fumaria. I vigili hanno verificato che il camino si era surriscaldato, ma non era scoccato il fuoco.
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Old January 31st, 2005, 08:51 PM   #16
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ROSÀ
Contessa: «La bretella ovest di fatto esclude il parco rurale»

Rosà

Problemi del territorio sempre al centro del dibattito politico rosatese. L'altra sera il geologo Umberto Tundo ha tenuto una conferenza a San Pietro di Rosà sui problemi dell'acqua, organizzata dall'assessore all'ecologia Lando; la sera prima si è riunito il comitato intercomunale Cartigliano-Rosà con l'ing. Chiuppani per seguire la situazione del parco rurale di Travettore e della strada bretella ovest.

A San Pietro il dibattito sull'acqua è stato acceso, per la presenza di alcuni esponenti del comitato della frazione, che hanno riproposto il tema dell'inquinamento della falda nelle nuove zone industriali. Qualche settimana lo stesso comitato portò il problema nella popolare trasmissione di 'Striscia la notizia'. Echi di quella trasmissione si sono fatti sentire anche l'altra sera, con richiami da parte del Comitato di San Pietro alla ex Pm Galvanica ed all'inquinamemento del cromo esavalente, oggetto di una inchiesta giudiziaria a Cittadella.

Anche sulla bretella ovest continua vivace il dibattito. Daniele Contessa, ex sindaco leghista, oggi all'opposizione, ha fatto delle precisazioni, dopo l'intervista sul nostro giornale. "Mi hanno accusato di essere contrario alla bretella ovest - sottolinea - ed invece io in consiglio ho chiesto che essa venga spostata più ad ovest del parco, tra Rosà e Cartigliano, appunto per non compromettere il parco rurale". Contessa ricorda come per la legge 40 sui parchi non sia possibile realizzare all'interdmo dei medesimi delle strade. "Vorrei ricordare il comportamento singolare dell'amministrazione rosatese che prima presenta una variante al Prg con una strada che attraversa il parco di Travettore, poi nelle osservazioni alla variante la stessa amministrazione toglie la strada e mette una fascia di rispetto di circa 100 metri. Nel piano ambientale approvato lunedì viene tolto anche questo vincolo ma si spera che la Regione accetti la variante al Prg con la strada. Ma la legge è chiara: o si insiste con l'idea parco o si sceglie la strada ed allora si dice chiaramente che non si vuole il parco".
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In pensione il semaforo

Nove

(E.B.) Due rotatorie in altrettanti punti critici della viabilità novese. Una, in pieno centro, dovrebbe spedire in pensione l'attuale impianto semaforico, che rallenta non poco l'attraversamento del cuore del paese fra l'altro sempre trafficato nonostante la circonvallazione sud.

La seconda, a Crosara, porrà riparo all'odierna pericolosità dell'incrocio fra via Martini, via Santa Romana, via Nodari e via Tezze.

L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Manuele Bozzetto crede fortemente in queste due soluzioni, al punto da aver già chiesto alla Provincia (proprietaria delle strade interessate) uno studio di fattibilità sulla realizzazione delle rotonde.

Nei progetti della giunta c'è pure una pista ciclopedonale (o, nella più riduttiva delle ipotesi, un marciapiede) sul lato ovest di via Molini: lungo l'insidiosa arteria che da piazza De Fabris si dirige verso il confine con Bassano, poco più di un anno fa perse la vita la giovane Elena Barettoni, travolta da un'auto pirata.

Anche in questo caso, trattandosi di lavori che riguarderebbero la Provinciale 52, il comune di Nove ha iniziato a sondare la disponibilità dell'ente del capoluogo: se non a finanziare l'opera, quantomeno ad autorizzarla.

Fra le urgenze nel campo della viabilità, l'esecutivo municipale intende dare però assoluta priorità alla messa in sicurezza di via San Giuseppe: l'individuazione delle misure più idonee sarà compito dell'apposito gruppo di studio formato da rappresentanti istituzionali, tecnici e residenti della zona, che comincerà a riunirsi a breve.

Un toccasana davvero auspicabile per il centro della ceramica.
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Old January 31st, 2005, 08:52 PM   #18
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Al Comune l'ex Casa di riposo
Sarà appannaggio di residenze, terziario e servizi. All’Usl quasi 5 milioni per completare il monoblocco

Castelfranco

Sarà il Comune, attraverso il suo ente strumentale, l'Azienda per l'Edilizia Economica e Popolare ad acquistare il compendio dell'ex casa di riposo in via Cazzaro. Il grande complesso di proprietà dell'azienda sanitaria (oltre 27 mila metri cubi di volume, su 15 metri quadri di superficie), nato dal preesistente convento delle monache clarisse di cui conserva testimonianze tutelate, sarà destinato alla trasformazione in residenza, terziario e servizi. Una operazione di cui si parla ormai dal 1998, ma che ora appare improcrastinabile per la necessità dell'Usl 8 di reperire i fondi necessari all'operazione del project financing. E in particolare, al completamento del monoblocco ospedaliero castellano.

L'accordo di programma, che sarà posto all'approvazione del Consiglio comunale convocato per lunedì, prevede la cassione dell'intera proprietà all'Azienda per l'Edilizia Popolare che verserà 4 milioni 680 mila euro (iva esclusa) all'Usl 8. L'azienda sanitaria, per parte sua, si impegna a liberare completamente l'immobile entro la fine di giugno.Una impresa non semplicissima viste le molteplici funzioni da sempre insediate all'interno del grande contenitore. Associazioni e cooperative sociali hanno già traslocato, ma vi sono ancora importanti servizi come il Consultorio familiare e una comunità residenziale.

L'intervento di recupero del complesso edilizio, su cui la Soprintendenza ha già espresso le proprie prescrizioni, sarà destinato ad insediamenti abitativi, commerciali e direzionali come previsto dal nuovo Prg. Non è esclusa la realizzazione di edilizia convenzionata, e comunque l'Aeep punterà a mettere sul mercato gli immobili ad un prezzo concorrenziale per realizzare un effetto calmiere.E' stato lasciato ad un successivo accordo con l'Aeep, il passaggio al comune della proprietà dell'antica chiesetta sconsacrata al primo piano del compendio e di una porzione del grande parco. Sul lato sud della proprietà sarà infatti realizzato un collegamento viario fra via Cazzato e via Bordignon.

Resta così in mani pubbliche e non viene ceduta a privati, l'operazione immobiliare che per l'estensione, la centralità e il valore architettonico dell'immobile rappresenta un grande interesse per la città. Resta da capire però se sarà seguito il progetto urbanistico disegnato a suo tempo dell'arch.Paolo Portoghesi per conto dell'Usl 8.
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Old February 1st, 2005, 05:47 PM   #19
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LA PROVINCIA
Formenton: «Non siamo nè inerti nè assenti. Il 3 febbraio prima riunione»

Il Comune delibera lo stop delle auto in città. Lo può fare senza concordarlo con la Provincia? Walter Formenton, assessore provinciale all'Ambiente, cerca di sintetizzare compiti e priorità in tema di risanamento dell'atomosfera, come previsto dal piano regionale entrato in vigore a gennaio. In sintesi, abbiamo dunque questa architettura: a) Il Comitato di indirizzo e sorveglianza detta le linee guida per redigere i Piani d'azione; b) I Comuni redigono i Piani d'azione; c) Le Province approvano i Piani d'azione apportando eventuali cambiamenti per armonizzare le scelte nel territorio. Se i Comuni non predispongono i Piani d'azione, vi provvede la Provincia. d) Le Province istituiscono un Tavolo tecnico zonale che ha il compito di coordinare gli interventi tra diversi Comuni. Questo è quanto prevede la normativa. Nei primi quaranta giorni dalla pubblicazione del documento regionale ci sono state: a) Due riunioni del Comitato di indirizzo e sorveglianza; b) La Provincia di Vicenza ha promosso e presieduto due riunioni di coordinamento tra le Province, al fine di armonizzare scelte e comportamenti delle Amministrazioni Provinciali, dando il via alla convocazione dei Tavoli tecnici zonali; c) Per il territorio Vicentino, il Tavolo tecnico zonale, nonché la normativa in materia, verranno presentati attraverso i Circondari con la prima riunione già fissata da tempo per giovedì 3 febbraio. «Non si può dunque parlare né di inerzia, né di assenza di volontà da parte della Provincia in materia. Ne sia prova anche l'impegno della Provincia di Vicenza nella lotta all'inquinamento atmosferico già manifestato attraverso l'azione di controllo degli impianti termici e delle emissioni, attivata per primi in Veneto due anni or sono attraverso Agener».
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Old February 1st, 2005, 05:48 PM   #20
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URBANISTICA Il consigliere Soprana e alcuni ragazzi ieri dall’assessore Franzina per chiarimenti
In zona industriale un circolo Arci

(r.c.) «Il Regolamento che disciplina le attività sociali legate per esempio ad alcuni circoli supera quello urbanistico». Lo sostiene Stefano Soprana, consigliere comunale di opposizione per la lista "Vicenza capoluogo", il quale ieri, assieme a una delegazione di ragazzi del "centro giovanile-sociale" ricavato in un capannone in zona industriale, ha incontrato in Comune l'assessore all'Urbanistica Maurizio Franzina. A quest'ultimo Soprana ha consegnato un documento con la legislazione che regola attività come quelle svolte, ha osservato, in via dell'Edilizia 128. «Nel documento emerge chiaramente che la struttura è in regola. Il circolo è affiliato all'Arci è come tale ha diritto di esistere», ha sottolineato il consigliere. Prudente Franzina: «Ne prendo atto. Ora provvederò a fare le opportune verifiche. Gli aspetti da considerare sono molteplici. In questo momento è prematuro pronunciarsi».

Il caso è nato pochi giorni fa in seguito a un'interrogazione presentata in consiglio comunale dal consigliere di Alleanza Nazionale Luca Milani in cui chiede di fare chiarezza sulla natura del capannone e sulla sua legalità. Il dubbio di Milani è che questo "sia una sorta di centro sociale" simile a quello che fino ad alcuni fa occupò una vecchia struttura dismessa di via Battaglione Framarin chiamata "Ya Basta". Di qui l'interrogazione nella quale si invita il Comune a verificare anche se concerti e altre iniziative organizzate all'interno del capannone di Sant'Agostino osservino le norme in materia di sicurezza.
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