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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto



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Old January 23rd, 2005, 03:18 PM   #1
Stranfiér
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Verona: archivio

VERONA


"Magna Verona vale, valeas per secula semper, et celebrent gentes nomen in orbe tuum".

Raterio [890, 974] Vescovo di Verona



Progetti / Projects


Infrastrutture e trasporti / Infrastructures and mobility


Foto / Pictures


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Riporto qui alcune notizie su Verona.
Queste sono un pò vecchie...ma dovrebbero esserci altre novità interessanti a breve (almeno spero!).
Rogers, il Rinascimento della città Verona sud e grandi opere.
L’edificio di 100 metri è destinato a diventare un «simbolo»
«Non si può pensare all’architettura senza le persone»
«Spazi urbani da rivitalizzare per stimolare la gente a viverli»
L’intervento fa parte dei piani di recupero delle aree dimesse

Il celebre architetto inglese autore con Renzo Piano del Beaubourg ha realizzato il progetto di recupero delle ex Officine Adige a Verona Sud.
Seguendo una filosofia che è il suo marchio di fabbrica: al posto dell’area industriale un grattacielo, abitazioni, uffici, negozi e un parco «Non si può pensare all’architettura senza la gente». È da questo punto fermo che parte l’impegno di Richard Rogers, il baronetto di Riverside (ma è nato a Firenze) che guida, nel suo grande studio - un edificio in mattoni rossi - affacciato sul Tamigi, un esercito di giovani collaboratori, addestrati alla sua arte (oggi espressa anche con l’utilizzo dei più
sofisticati mezzi tecnologici e informatici), ma anche al suo modo d’intendere l’architettura.
Del suo «credo». Un «credo» che Rogers aveva diffuso anche tra i professionisti veronesi, l’anno scorso, quando era stato ospite, al Banco Popolare di Verona e Novara in Zai, dei Giovani architetti. Quello era stato un primo approccio con Verona e per Verona Sud (la nuova frontiera della città), denso di attese e di significati. Perché quella di Rogers (inizia l’attività nel 1963, fondando con Norman Foster «Team 4») è una delle grandi firme che stanno contribuendo - affiancando il lavoro «storico» e attuale degli architetti veronesi – a dare un volto nuovo, più internazionale alla Verona del domani.
Mario Bellini con l’ex Foro Boario e Caccia Dominioni con il recupero ad uso residenziale di una grande area in zona Stadio sono altri esempi di quanto il privato sappia oggi affiancare il pubblico (in questo secondo caso la firma più significativa è quella di David Chippperfield per l’Arsenale) per portare nuovi mattoni, anche culturali, quindi non solo materiali, alla costruzione della nuova Verona.
Rogers, tra l’altro, sarà a Venezia per la Biennale, per presentare due suoi progetti: Las Arenas di Barcellona e la 4th Grace di Liverpool. Verona Sud, con il progetto di recupero delle ex Officine Adige, sarà certamente un’opera prestigiosa per la grande firma italo-inglese (la madre era triestina) e diventerà sicuramente una testimonianza, una «firma» nel ridisegnare Verona Sud.
Una riscrittura che passa anche attraverso la realizzazione di un grattacielo, intorno ai 100 metri di altezza, destinato a diventare il simbolo della nuova Verona Sud, come lo è stato il Bauli negli anni ’70, come la Torre dei Lamberti nella storia medioevale o, nel primo dopoguerra, il «grattacielo» di piazza Simoni. Nulla di nuovo, in verità, rispetto a una lettura delle città che vede i periodi storici, quelli dei nuovi «messaggi», caratterizzati da edifici che si proiettano in alto: Milano, ad esempio, con la torre Velasca prima e il grattacielo Pirelli poi e, nel futuro, con tre alti edifici firmati da altrettanti grandi architetti (una irachena, un giapponese e un polacco newyorchese), mentre anche Brescia guarda in alto per il suo nuovo polo commerciale-finanziario.
Quello di Verona Sud è un progetto che si affianca a quelli firmati da Rogers per la sede dei Lloyd’s a Londra, per la Miami Yamashiro School di Kyoto, al nuovo aeroporto Barajas di Madrid o all’Heathrow di Londra o a quello di Marsiglia, al complesso residenziale Daimler Chrysler di Berlino fino alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, al Tribunale di Bordeaux, all’Assemblea del Galles a Cardiff. E poi, per fare mente locale e capire che cosa significhi parlare di Rogers, basterebbe ricordare il Centro Pompidou di Parigi (il celebre Beaubourg progettato insieme a Renzo Piano all’inizio della carriera di entrambi) o il Millennium Dome di Londra.
Anche Rogers, poi, come Bellini e come l’altro grande italiano Rossi (che ha firmato, poco prima di una morte assurda, un complesso al Saval e stava per progettare un grande fabbricato per VeronaFiere) è sensibile alle esigenze del pubblico, delle istituzioni anche se «politicamente trasversale». È così il principale consulente del sindaco di Londra per architettura e urbanistica , e componente dell’Uk Government Task Force, il gruppo di consulenza urbanistica del governo Blair.
La sua Richard Rogers Partnership, con sedi a Londra, Barcellona e Tokio e oltre 130 collaboratori, non conosce frontiere. Progetta stabilimenti industriali, laboratori ad alta tecnologia, centri culturali, uffici, aeroporti (il nuovo terminal di Shanghai è l’ultimo impegno) e lavori di restauro, prevalentemente in Spagna, Olanda, Estremo Oriente e Italia.
Professionista poliedrico, con connotati da artista «razionale», Rogers considera importante anche il suo impegno di Verona, nel recupero delle ex Officine Adige, con spazi per uffici, hotel, spazi residenziali e commerciali, una piazza, una scuola, una chiesa che si affaccia su una grande piazza e un grande parco. Una visione progettuale pensata per una nuova città policentrica e compatta, una città ricca di diversità, dove un’ampia varietà di funzioni sovrapposte crea animazione, ispirazione per i cittadini e dà vita allo spazio pubblico durante il giorno e la notte. Un intervento per la cui definizione urbanistica Rogers ha applicato il suo «credo» dell’architettura pensata per la gente e per una città sostenibile. La riqualificazione delle ex Adige è uno dei piani di recupero di ex aree industriali che la giunta di Palazzo Barbieri deve approvare entro il 23 ottobre. Dare il via libera definitivo toccherà poi al Consiglio comunale.
Rogers contribuirà a rigenerare Verona e, in particolare, Verona Sud, secondo lo spirito già individuato per Barcellona. «La città catalana» ha recentemente raccontato Rogers in un’intervista a Stefano Bucci per il Corriere della Sera - dove si commentava la sua doppia presenza a Venezia - «è secondo me il modello più riuscito di città rigenerata, il miglior esempio di come si possa dare un futuro ai nostri centri storici, per quanto degradati». E Verona, come Barcellona, ha l’acqua, che Rogers considera un elemento fondamentale di rigenerazione.
Privato e istituzionale, quindi, sono i due terminali compatibili del pensiero progettuale di Rogers, che mira a creare, tra l’altro, grandi spazi destinati alla gente (non li chiama pubblici, anche se lo sono) come le piazze e a considerare la città come momento cruciale per ogni possibile sviluppo. «Ma la città», ha ricordato a Bucci, «bisogna ripensarla su tutti i fronti: bisogna potenziare l’efficienza dei mezzi pubblici, bisogna scegliere nuove forme di energia pulita. Bisogna arrivare a tassare chi va a vivere fuori. Così si obbliga a scegliere la città, piuttosto che la periferia, un centro vivo e vitale dove i vecchi negozi riescono a sopravvivere nonostante i grandi shopping centre».
«Una città bella», sostiene Rogers nel presentare il suo progetto a Verona Sud, «in cui arte, architettura e paesaggio stimolano l’immaginazione, una città in cui ci si incontra e ci si sposta facilmente, in cui i cittadini si muovono utilizzando i mezzi pubblici e le informazioni si scambiano incontrandosi faccia a faccia». Una sfida attraverso il Rinascimento urbano che potrà infondere nuova vitalità nella città e ricreare una «città per la gente».
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Old January 23rd, 2005, 03:22 PM   #2
Stranfiér
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Foro Boario. L’area a ridosso della Fiera sarà riqualificata con un intervento su un
lotto di 30mila metri quadrati con un volume edificabile di oltre 75mila metri cubi
Verona Sud, ecco il piano per la rinascita.
Presentato il progetto per realizzare un hotel, un centro direzionale e una grande vetrina del
vino
di Enrico Giardini

Un centro direzionale, un albergo e un «wine world trade center», cioè uno spazio dedicato al commercio e alla promozione del vino. E all’interno una piazza verde,usufruibile anche dai cittadini, e parcheggi, sempre pubblici. Sarà questo il futuro dell’area del Foro Boario, a ridosso della Fiera, un’area di proprietà del Cis, la Compagnia Investimenti e Sviluppo, che l’ha acquistata due anni fa, per riqualificarla. Con la realizzazione del progetto, in fase di definizione, dell’architetto Mario Bellini, l’ex Foro Boario diventerà quindi il primo tassello di riqualificazione di Verona Sud. A presentare il progetto, ieri mattina in municipio, alla presenza del sindaco Paolo Zanotto, degli assessori Roberto Uboldi e Giangaetano Poli, è stato lo stesso Bellini, con il presidente del Cis,
Bruno Tosoni.
Sono tre i blocchi del complesso che sorgerà al Foro Boario, su un lotto di 30.100 metri quadrati, con volume edificabile di 75.250 metri cubi, esteso tra viale dell’Industria, via Belgio e via Francia. Il centro direzionale, chiamato «il palazzo dell’informazione», è a forma di incudine, e nella punta è alto 50 metri, l’altezza massima prevista nell’intero complesso. L’edificio è di 34.317 metri cubi. L’altro edificio, il wine world trade center, cioè il blocco centrale, sarà di 4.843 metri cubi, con altezza massima di 10 metri. Il terzo blocco infine, quello alberghiero, sarà di 36.000 metri cubi, con altezza massima 36 metri.
Completano il progetto, in un’area di 21.500 metri quadrati, un parco di 11.500 metri quadrati e una zona a parcheggio, di 10.500. Nella fascia libera tra gli edifici e la strada, oltre a filari di alberi, il progetto prevede di collocare i parcheggi per la sosta occasionale, per realizzare piste ciclabili, marciapiedi e bordi alberati. Insomma, un complesso avveniristico, ma, secondo l’intenzione del committente del progetto, il Cis, e di chi l’ha realizzato, integrato nel contesto urbanisitico, con i quartieri adiacenti e soprattutto con la Fiera, con cui intende collegarsi, anche per le funzioni per cui è stato pensato.
Zanotto ha ricordato che l’area del Foro Boario era proprietà della Veronamercato, insieme a quella dell’ex Macello, che due anni fa le mise all’asta. Il Comune scelse di togliere dall’asta l’area ex Macello, poi acquistata dalla Fiera, e di indire un’asta tra privati per la vendita del Foro Boario, con l’obiettivo di riqualificarla. «Finalmente parte qualcosa a Verona Sud, dove si svilupperà la città del futuro», ha detto Zanotto, «su un’area per cui è già stata prevista una variante urbanistica e che non ha bisogno di nessun altro provvedimento consiliare».
A presentare le linee guida del progetto è stato lo stesso Bellini, che ha iniziato l’attività di architetto nei primi anni Sessanta. Già notissimo per la sua attività di designer, dagli anni Ottanta lavora nel campo dell’architettura in Europa, negli Stati Uniti, in Australia e negli Emirati Arabi, oltre all’Italia, ed è specializzato in progettazioni fieristiche ed espositive.
«Nel quartiere Zai la città storica ha smarrito il suo senso e le sue regole», ha detto Bellini, «e per rendere abitabile questo luogo occorre ricreare un nuovo insieme di regole che renda riconoscibile l’intervento nel contesto che lo circonda, urbanisticamente disfatto e incoerente, architettonicamente irrilevante».
Da qui la scelta di costruire, al Foro Boario, ha continuato Bellini, «un fronte strada compatto e caratterizzato da una composizione ritmata di pieni e di vuoti, da edifici verticali e altri orizzontali, riferiti alla scala di percezione di pedoni e automobilisti. Si è voluto poi dedicare all’interno del lotto un’area di dimensioni cospicue di verde pubblico, che confinerà con i campi di calcio comunali, dotato di una piazza verde, visibile dalle strade».
Uboldi ha ricordato che il progetto, approvato dalla commissione edilizia, andrà in Giunta, per l’approvazione, la prossima settimana. «I contenuti del progetto collimano con le intuizioni del Piano preliminare», ha spiegato Uboldi, «e segue le indicazioni già tracciate anche per quanto riguarda l’aspetto viario. Ed è significativo che sia di questo livello qualitativo, da imitare nei futuri interventi di riqualificazione urbanistica a Verona Sud».
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Old January 24th, 2005, 12:19 PM   #3
Stranfiér
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Si allungano i tempi per il nuovo parcheggio interrato di tre piani.

VERONA. RICORSO AL TAR PER IL PARKING CITTADELLA

17-01-2005

Un nuovo ostacolo potrebbe fermare l’inizio dei lavori, previsti ad Aprile, per l’autosilo da 750 posti di Piazza Cittadella.
Era già tutto pianificato, la gara d’appalto vinta dalle imprese Astaldi e Apcoa e stabiliti i tempi di realizzazione (circa un anno e mezzo), ma l’apertura del cantiere sembra che dovrà aspettare.
La società Parcheggio Arena, terza classificata nella gara e titolare dell’omonimo garage a due passi dalla piazza, è ricorsa al Tar denunciando carenze progettuali sul rispetto della normativa antincendio: il Comune ha presentato oggi al Tar, assieme alle imprese appaltatrici, il suo controricorso, ma se il Tribunale deciderà di prendere tempo, come è probabile, scatterà la sospensiva e si allungheranno, almeno di qualche mese, i tempi per la realizzazione del parcheggio.
E così ci risiamo: Verona, da sempre disperatamente a corto di parcheggi, anche per i pochi che riesce a far progettare, deve poi vederne la realizzazione vessata da ritardi, intoppi, querelle e imprevisti.
Il parking ultra tecnologico Cittadella non è che l’esempio più recente, con i suoi tre piani interrati, vetrate, piante e sale d’attesa, senza citare i lavori di superficie con una nuova piazza tutta pedonale, aree verdi e spazi per mercatini.
Stessa sorte è già toccata ad altri progetti: il rifacimento del piazzale della Stazione di Porta Nuova con annesso parcheggio sotterraneo, il parcheggio da 1000 posti dell’ex-Gasometro, già finanziato, ma bloccato per necessità di bonifica del sito e l’annosa questione dei parcheggi pertinenziali.
In sostanza, il Parking Cittadella avrebbe dovuto essere pronto nell’estate del 2006, ma adesso questa non è più una certezza: che il malocchio presieda a ogni progetto di parcheggio in città?
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Old January 24th, 2005, 06:42 PM   #4
Falcon83
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ma è un elenco infinito!!!
tramvia......in malora!!
parcheggi........in malora!!
arsenale.........in malora!!
ex off. Adige......in malora!!
cartiere......in malora!!
((((((((((viva il sindaco!!!!)))))))))
__________________
Si è sempre Settentrionali di qualcuno
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Old January 27th, 2005, 11:09 AM   #5
Stranfiér
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Questo “sarebbe” il progetto MetroTramvia di Verona.
Dico sarebbe, perché attualmente, nonostante ci siano già state delibere comunali, finanziamenti statali, ecc., la cosa è ancora in alto mare. Infatti, i lavori, che non sono mai iniziati, sarebbero già dovuti partire nel 2001!!!

Tratto da www.amt.it

La bellezza di Verona e dei suoi monumenti deve convivere con una viabilità selvaggia, dove le auto la fanno da padrone.
Proviamo per un attimo ad immaginare di essere comodamente seduti, di scorrere velocemente nelle strade senza scossoni, con la beata certezza di arrivare puntuali a destinazione. Fra non molto questa rasserenante visione sarà a Verona una realtà, perché è esattamente così che si viaggerà a bordo della tramvia. Il mezzo avrà il grande vantaggio di portare 160 persone per convoglio, arrivando a 250 aggiungendo moduli intermedi.
Il pianale ribassato consentirà un accesso agevole a tutti, permettendo la salita e la discesa senza dover superare gradini.
La silenziosità e l'assenza di vibrazioni, sia all'interno che all'esterno del mezzo, non potranno che contribuire a rendere il tragitto ancora più gradevole.
Due caratteristiche che sono tra gli elementi di spicco della tramvia grazie ad un sistema fra i più all'avanguardia in circolazione.
E un mezzo moderno, silenzioso e che non supera i 50 km orari.
I binari sono inseriti nel manto stradale e quindi, non oppongono vincoli nè limiti ai pedoni, alle biciclette e alle autovetture.
I problemi di congestione del traffico e il peggioramento della qualità dell'aria, hanno spinto moltissime città europee e non, a munirsi della metrotramvia di superficie, con notevoli benefici per l'ambiente, per la mobilità e per la qualità della vita urbana.
I cittadini hanno compreso, lì dove è stata realizzata, la comodità del mezzo e pochi mesi dopo l'entrata in servizio infatti, sono aumentati gli utenti. Si è spostata così sul mezzo pubblico una parte significativa di viaggi che prima venivano effettuati in automobile
Lo scopo della tramvia è di trasportare 5-7 mila persone all'ora per direzione e nessun altro mezzo urbano può dare questi risultati, a meno che non si voglia intasare la città di mezzi pubblici. Oggi gli autobus servono 30 milioni di passeggeri l'anno, con la tramvia se ne movimenteranno 50.
Dalle diverse esperienze riscontrate all'estero, si è constatata inoltre una crescita del valore degli immobili dove è stata scelta la tramvia. In Europa per esempio, il "mattone" è aumentato mediamente del 15%.
Uguale tendenza per quanto riguarda gli esercizi commerciali. In alcune città in cui si è monitorata la situazione prima e dopo la realizzazione della tramvia, si è riscontrato un aumento del 7% per esempio a Monaco di Baviera, come a Zurigo. A Strasburgo il fatturato medio ha toccato invece ben il 15%.
La tramvia sarà una risposta al trasporto di massa, comoda, veloce e ridurrà notevolmente l'inquinamento atmosferico.


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Old January 28th, 2005, 10:39 AM   #6
Stranfiér
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Ex-Cartiere

Negozi, appartamenti e parco, piano in giunta entro il 28 febbraio

Ex Cartiere, oggi cittadella del degrado e della microcriminalità, domani centro commerciale e in più uffici e appartamenti e un parco che scende verso Basso Acquar. È questo che prevede la proposta progettuale dei proprietari, uno dei 30 Piru (Piani di riqualificazione urbanistica) che dovrano passare al vaglio della giunta comunale entro il 28 febbraio. Proprio in questi giorni sono in corso la conferenza di servizi e incontri tecnici fra la proprietà e i progettisti comunali, per chiarire vari aspetti del piano e per appianare problemi di viabilità e rendere compatibili gli accessi al nuovo insediamento con il progetto di prolungamento della Statale 434, che arriverà appunto a Basso Acquar.

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Old January 28th, 2005, 10:51 AM   #7
Alter-Ego
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go Verona...!
speriamo che tutti questi nuovi progetti vadano in porto
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Old January 28th, 2005, 02:35 PM   #8
SkyHawk
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Ho letto bene?!?! un Grattacielo per verona?
Fantastico!
Ma per ora è solo un idea o esiste già un piano e un progeto?
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Old January 28th, 2005, 02:36 PM   #9
SkyHawk
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l'ho visto adesso...


è questo?
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Old January 28th, 2005, 02:43 PM   #10
Alter-Ego
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da che ho capito io skyhawk i grattacieli dovrebbero essere 3 di cui 2 sui 100mt in zona Verona sud
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Old January 28th, 2005, 07:43 PM   #11
GENIUS LOCI
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Go Verona
Verona sud mi pare adattissima a questo tipo di interventi
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URBANFILE
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Old January 28th, 2005, 11:58 PM   #12
Stranfiér
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Originally Posted by SkyHawk
l'ho visto adesso...


è questo?
No! Questo rappresenta solo il progetto di riqulificazione di un'area, attualmente degradata, detta "Ex-cartiere".
La vera rivoluzione dovrebbe avvenire in quella che è la ZAI storica, a Verona Sud, che sta per essere riconvertita in una zona direzionale e commerciale.
Qui è previsto un grattacielo dell'architetto Rogers, di almeno 100 metri, un area direzionale-alberghiera, con un edificio di 50 metri, progettata da Bellini e il polo finanziario, con un altro grattacielo di 100 metri.
Dei progetti ho visto solo quello di Bellini, che però in rete non si trova, mentre degli altri al momento dobbiamo accontentarci solo delle...parole.
Cmq, nel polo finanziario dovrebbero trovare inizialmente posto le sedi di Banca Popolare di Verona e Novara, di Unicredit Banca d'Impresa e di Cattolica Assicurazioni, ma sarà lasciato lo "spazio" per sviluppi futuri con l'avvento di altri istituti di credito. Insomma, l'intenzione è quella di fare un polo finanziario che faccia concorrenza a...Milano.
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Old February 3rd, 2005, 01:19 PM   #13
Stranfiér
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Giovedì 3 Febbraio 2005
Il sindaco cerca di dare una svolta all’operazione: «Esercitiamo il diritto di prelazione, sarà più facile avere la Corte d’Appello»
Campone, Zanotto chiama Galan
«La Regione intervenga per comprare l’ex carcere, noi faremo la nostra parte»


Dopo aver subito una pioggia di critiche, da Forza Italia con il sottosegretario Brancher a Rifondazione con la deputata Valpiana, il Comune cerca di dare una svolta all’ affaire Campone. Stamattina il sindaco Paolo Zanotto chiederà al presidente della Regione Giancarlo Galan - i due si vedranno al cantiere dell’ospedale di Borgo Trento - di acquistare la metà dell’ex carcere di via del Fante. Per l’altra metà «faranno la loro parte la Provincia e il Comune», dice il sindaco. Per ora il Campone è (quasi) nelle mani dei fratelli Magnoni, i finanzieri che l’hanno acquistato a 9.5 milioni dalla Patrimonio dello Stato Spa. Manca solo la firma dal notaio.
Dunque l’amministrazione prende l’inziativa. Confermato che la legge prevede, in caso di cessione di beni demaniali vincolati, la possibilità di intervenire con il diritto di prelazione da parte dgli enti locali, Regione in testa e a seguire gli altri eventualmente interessati, Zanotto vuole proprio percorrere questa strada. Non da solo, però: con un regista forte, la Regione appunto, in grado di far pesare la propria voce a Roma nella richiesta di orientare su Verona la scelta di insediare una sede di Corte d’Appello e Tribunale amministrativo (Tar).
Resta proprio questo l’obiettivo della mossa: la Corte d’Appello 2 del Veneto, dopo Venezia. «Se insieme compriamo il Campone», dice il sindaco che ieri ha illustrato questa ipotesi alla giunta, «ci saranno più possibilità di successo nella richiesta di Corte d’Appello». Bisogna fare presto, però. L’esercizio del diritto di prelazione per annullare la precedente vendita comporta infatti non una semplice intenzione di acquisto ma un preciso impegno di spesa, con tanto di delibera, entro 60 giorni dall’atto di compravendita fra Patrimonio Spa e acquirenti. È per questo che oggi stesso Zanotto chiamerà in causa Galan.
«A Regione, Provincia e Comune», spiega il sindaco, «viene data l’opportunità di giocarsi le proprie reponsabilità a beneficio del sistema della giustizia. Che è ingolfata di cause penali e civili, e che con un’altra sede di Corte d’Apello potrebbe dimezzare i tempi e distribuire il lavoro. È interesse anche della Regione un miglior funzionamento della macchina della giustizia. E dunque credo che sia interesse anche di Galan sostenere con il ministro Castelli la necessità di una sede di Corte d’Appello e Tar a Verona».
«Ma la Regione ovviamente non deve essere sola», continua il sindaco. «Acquistando il 50% del Campone per la Corte d’Appello farebbe un servizio a tutto il Veneto. La Provincia e il Comune farebbero poi la loro parte, spartendosi la spesa per la restante metà dell’ex carcere». Dunque viene coinvolto anche Mosele, chiamato a dividere con il Comune una spesa di circa 2 milioni di euro. «Credo che la Provincia sia nelle stesse condizioni del Comune», dice ancora il sindaco. «Può spendere questi soldi per i cittadini solo con la garanzia che ci siano le condizioni per farlo. Insomma, le forze locali ci credono e spendono se c’è una forza capace di sostenere a Roma i bisogni della giustizia a Verona».
E così Zanotto torna a motivare uno degli interrogativi che al Comune sono stati posti nei giorni scorsi: perchè, se gli int eressava, non ha comprato il Comune e ha lasciato che finisse nelle amni dei fratelli Magnoni? Il sindaco ha sempre detto: senza che il ministero fornisse garanzie sull’arrivo della Corte d’Appello, impossibile affrontare quella spesa «alla cieca». Ma se ci fossero anche Regione e Provincia a far pressione su Castelli, e se quei 9 milioni e mezzo fossero spartiti in tre, le cose cambierebbero. Se cambieranno, lo si saprà forse già oggi.

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Old February 3rd, 2005, 01:20 PM   #14
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Giovedì 3 Febbraio 2005
La ristrutturazione dell’ospedale. In fase di esecuzione opere propedeutiche per un valore di 5 milioni
E oggi l’incontro al cantiere di Borgo Trento
Il Governatore visita i lavori che precedono la realizzazione della piastra chirurgica

E dunque oggi il sindaco Paolo Zanotto incontrerà il presidente della Regione Giancarlo Galan in visita al cantiere aperto per la ristrutturazione dell’ospedale di Borgo Trento. Un progetto che era stato osteggiato dall’amministrazione Zanotto all’inizio del mandato. Come si ricorderà, Palazzo Barbieri spingeva perchè i finanziamenti di Regione e Fondazione Cariverona fossero dirottati sulla realizzazione di un grande tecnologico polo ospedaliero nuovo di zecca a Sud di quello già esistente a Borgo Roma. L’ipotesi prevedeva la conversione di Borgo Trento in ospedale a dimensione «cittadina». Ma il tentativo comunale di modificare decisioni già prese non era approdato a nulla. E così a Borgo Trento i lavori sono partiti. Intanto per l’esecuzione di opere propedeutiche alla costruzione del nuovo polo chirurgico. Si tratta di lavori per un valore di 5 milioni di euro che dureranno circa un anno e precederanno l’apertura del cantiere per la piastra chirurgica nel cuore dell’ospedale.
Il cantiere è stato formalmente consegnato il 5 luglio 2004 all’impresa Bonatti Spa di Parma, capogruppo mandataria dell’associazione temporanea di imprese cui fanno parte Grossi & Speier Spa e Gavazzi che nel novembre 2003 che si è aggiudicata la gara europea dell’importo di 98 milioni di euro, sulla base di un ribasso del 14,12%.
Il progetto è stato realizzato dallo Studio Altieri Srl capogruppo dell’Ati costituita da G.M.P. Von Gerkan, Marg und Partner, Land Srl, TiFS ingegneria Srl e Studio S.TE.P. Prevede la costruzione di un polo chirurgico che occuperà un’area di 10mila metri quadrati nella zona intermedia fra i padiglioni del vecchio Ocm e il Geriatrico, dove attualmente si trovano la farmacia, la centrale termica, la palazzina della Psichiatria e quella dell’ex batteriologia. Soltanto queste strutture dell’intero Ocm saranno abbattute per far spazio al polo. Questa sarà la fase 1 dei lavori per la quale sono previsti tre anni di cantiere. Sarà proceduta dalla cosiddetta fase 0 - quella attualmente in corso - durante la quale saranno costruite le opere propedeutiche.
Opere propedeutiche che saranno completate entro l’estate 2005. Sono in fase di realizzazione: cabina elettrica e centrale per i gas medicali (entrambe sul lato via Mameli) e centrale tecnologica (termica e frigorie) sul lato Adige. È già stato realizzato il collegamento fra la nuova centrale per il trattamento reflui e la rete fognaria Agsm. L’Azienda ospedaliera provvederà inoltre alla ristrutturazione dell’area economale, all’approntamento dell’area ecologica e alla ristrutturazione della rete telefonica. Inizieranno quindi i trasferimenti dei reparti dalle strutture che saranno demolite per ricavare l’area su cui sorgerà il nuovo polo.

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Old February 4th, 2005, 12:01 PM   #15
Falcon83
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Ho sentito che vogliono buttar giù il Bentegodi e fare uno stadio nuovo e più piccolo modello inglese alla Spianà, speriamo di noooooo! Appena trovo qualcosa lo posto!
Ieri sera per la cronaca:

Hellas Verona-Venezia 1-0

78°-Martin Bolzan ADAILTON 2° in classifica!!
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Old February 4th, 2005, 02:31 PM   #16
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Originally Posted by Falcon83
Ho sentito che vogliono buttar giù il Bentegodi e fare uno stadio nuovo e più piccolo modello inglese alla Spianà, speriamo di noooooo! Appena trovo qualcosa lo posto!
Ieri sera per la cronaca:

Hellas Verona-Venezia 1-0

78°-Martin Bolzan ADAILTON 2° in classifica!!
E sénpre forsa Céo...dai. skerso...SOLO HELLAS!!!

Qua ci sono un po di notizie anche sullo stadio!
venerdì 4 febbraio 2005

I proprietari dell’area lamentano al sindaco il ritardo dei tempi. La maggioranza non esclude di rifare lo stadio di calcio per gli Europei.
Ex Cartiere, il progetto può attendere
Proroga al 31 dicembre. Centro commerciale con «cittadella della moda» all’ex Abital di Parona

< CW> Il piano di riqualificazione delle ex Cartiere non dovrà essere approvato necessariamente entro il 28 febbraio. A differenza degli altri Piru e delle varianti urbanistiche al Piano regolatore in scadenza, l’atteso progetto chiamato a dare nuova vita al complesso degradato e frequentato dalla piccola criminalità potrà prendersi più tempo, fino al 31 dicembre di quest’anno. È il termine che la legge urbanistica regionale assegna agli adeguamenti del Paque (Piano d’area Quadrante Europa), e siccome la trasformazione delle ex Cartiere oltre a essere un progetto di recupero è anche la variante numero 1 al Paque, ecco che cadono i motivi di urgenza.
Non cadono però le preoccupazioni dei proprietari del complesso, i gruppi imprenditoriali Mazzi, Lonardi e Brendolan. I fratelli Stefano e Alberto Mazzi hanno incontrato ieri il sindaco Zanotto ed espresso nuovamente la loro amarezza nel constatare che le ex Cartiere restano «terra di conquista» e a nulla srvono i minimi interventi di ripristino eseguiti in accordo con la Questura per tentare di scongiurare nuovi insediamenti di senzatetto e disperati. Il progetto di trasformazione è già pronto, e in questi giorni è all’esame della maggioranza comunale che sta mettendo a fuoco tutti i temi caldi dell’urbanistica e definendo l’impianto del Pat, il nuovo Piano regolatore. Il primo incontro è stato sabato a Costagrande, il secondo mercoledì sera, l’ultimo si terrà venerdì prossimo.
Le ex Cartiere saranno uno dei due poli commerciali della città. Il complesso sarà trasformato con quella prevalente destinazione, accompagnata da direzionale, residenziale (una cubatura complessiva di 290 mila metri cubi, nel progetto) e da un parco digradante verso l’Adige e la zona sportiva di Basso Acquar. E parlando di destinazioni commerciali, mercoledì sera la maggioranza ha affrontato anche il tema della collocazione di un’altra forte concentrazione di negozi (oltre i 2.500 metri quadrati, cioè già con la qualifica di centro commerciale) nel territorio comunale. Come previsto dal Pat, e come da tempo pensa il Comune per bilanciare la proliferazione di centri commerciali alle porte del suo territorio.
L’orientamento, da confermare, è accogliere la richiesta dell’imprenditore della moda Corneliani, proprietario del complesso ex Abital a Parona. Corneliani vorrebbe trasformare lo stabilimento in una «cittadella» commerciale della moda, un progetto che non dispiace alla maggioranza anche se ricade nell’area del Parco dell’Adige. Se non si fa niente, è il ragionamento di assessori e consiglieri comunali, quei brutti capannoni resteranno al loro posto, inutilizzati e degradati. Se invece si concede a Corneliani quella opportunità, magari diminuendo drasticamente i volumi e facendo destinando una parte del terreno a parco pubblico, il recupero potrebbe unire l’utile (del proprietario) al dilettevole (dei cittadini).
Nell’incontro di maggioranza sono stati affrontati anche argomenti rimasti in sospeso la volta precedente, dal nuovo Stadio da costruire alla Spianà all’ippodromo dell’Alpo, alla zona artigianale di Poiano. Saranno approfonditi ancora, ma per quanto riguarda lo Stadio l’ipotesi non è stata esclusa e ieri ne ha parlato il sindaco Zanotto con i fratelli Mazzi. La condizione è che l’abbattimento del Bentegodi non apra il campo a speculazioni edilizie, l’auspicio è che l’eventuale nuova impresa sia sostenuta dallo Stato nell’eventualità che l’Italia ospiti gli Europei di calcio del 2012.
Nel Pat, comunque, alla Spianà sarà confermato il «colore» di zona verde-servizi. È una delle aree - altre sono l’x caserma Passalacqua e l’ex scalo merci delle Fs - definite «zone di attuazione». Il Pat dà indicazioni di massima, ma il destino di quei milioni di metri si compirà solo con la definizione dei progetti.
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Old February 4th, 2005, 02:33 PM   #17
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Venerdì 4 febbraio 2005

Il presidente della Regione ha visitato il cantiere per la ristrutturazione dell’ospedale di Borgo Trento
A Verona la sanità del futuro
Galan anticipa: «Sarà sede dell’Istituto veneto di Neuroscienze»

di Enrico Giardini
G li ospedali, i servizi sociosanitari sul territorio e l’Università fanno di Verona la punta di diamante della sanità veneta e nazionale. È l’affermazione, ma anche l’auspicio per il futuro, del presidente della Regione Giancarlo Galan, ieri in città per visitare il cantiere di ristrutturazione dell’ospedale civile di Borgo Trento. E per annunciare che Verona sarà sede dell’Istituto veneto per le Neuroscienze e la Salute mentale: il primo atto per la costituzione sarà l’11 febbraio, in giunta regionale. «È il riconoscimento del ruolo e della competenza di Verona in questo settore», dice Galan.
Il cantiere di Borgo Trento, avviato nel luglio scorso per le opere propedeutiche, si concluderà nel 2010 con la costruzione del nuovo polo chirurgico e della piastra servizi.
«Dopo tante parole, finalmente si parte», ha detto Galan, alludendo alle discussioni degli anni scorsi, anche con il Comune, sulla bontà o meno del progetto. «Siamo di fronte al più grande intervento strutturale in corso nel Veronese, con una previsione di spesa di 206 milioni 583mila euro, di cui 155 già finanziati, per due terzi dalla Fondazione Cariverona, di cui va sottolineato l’apporto, e per un terzo dal Servizio sanitario pubblico, cioè dalla Regione», ha aggiunto Galan in sala Marani ad autorità, medici e personale dell’Azienda ospedaliera, con in testa il direttore generale Valerio Alberti, alla presentazione dei lavori. La Regione, intanto, ha già assicurato la copertura finanziaria per gli ulteriori 51 milioni necessari a completare l’opera.
Di fronte al sindaco Paolo Zanotto, al presidente della Provincia Elio Mosele, al rettore dell’Università Alessandro Mazzucco, a monsignor Giancarlo Agnolini, vicario del vescovo per la carità e la salute, Galan ha sottolineato che «a Verona, come nel resto del Veneto, la Regione non si sta dedicando a restauri conservativi, bensì a progetti di sviluppo di una sanità sempre più moderna ed europea». Basta piccoli ospedali sparsi sul territorio, quindi, «ma servizi di eccellenza organizzati attorno ad alcuni ospedali principali, raccordati a servizi sul territorio».
Era stato il sindaco Zanotto a sottolineare l’eccellenza raggiunta dalla sanità scaligera, sia all’ospedale di Borgo Trento sia al policlinico di Borgo Roma, capaci di attrarre pazienti anche da fuori regione (il 16 per cento). Il sindaco, prima autorità sanitaria, riferendosi ai lavori di Borgo Trento, ha evidenziato che tutti gli interventi sugli ospedali «devono mettere al centro la salute dei cittadini, e il Comune intende sostenerli. Ma, a nome dei veronesi, non posso non ricordare che tutt’ora non sono previsti interventi per la sistemazione alberghiera dei pazienti dell’ospedale di Borgo Trento. Chiedo, quindi, alla Regione di mettere le risorse per colmare questa vergogna per la nostra città e la nostra sanità».
Sui finanziamenti per la terza fase dei lavori di Borgo Trento, quella appunto destinata a ristrutturare le palazzine per l’ospitalità, Galan non si è espresso. Ma il direttore dell’Azienda ospedaliera Alberti avrebbe già ricevuto dall’assessore veneto alla Sanità, Fabio Gava, la disponibilità della Regione a mettere i soldi. Zanotto, però, dice di non averli visti.
La Provincia, che non ha competenza in sanità, vuole svolgere un ruolo di ente intermedio per portare in Regione le richieste e le indicazioni dei Comuni, come dice una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale. «Ero contrario a ristrutturare Borgo Trento», ha detto il presidente Mosele, «ma dopo l’intervento della Regione e della Fondazione mi sono convinto e mi pare che i lavori procedano senza disagi particolari disagi».
Intanto, nel futuro prossimo ci sarà un rapporto più stretto tra Azienda ospdaliera e Università. Lo ha detto il rettore Mazzucco, parlando di quanto di sta già facendo per creare un’azienda ospedaliero-universitaria, «capace di integrare il ruolo assistenziale con quello della facoltà di medicina, per avere una sanità di eccellenza unita alla formazione continua di medici e infermieri».
Le ruspe entreranno in azione il prossimo autunno, per demolire la farmacia, la centrale termica, la palazzina della Psichiatria e quella dell’ex Batteriologia. Sorgerà lì, il nuovo Polo chirurgico dell’ospedale di Borgo Trento, nell’area di 10mila metri quadrati tra l’attuale ospedale maggiore (inaugurato nel 1942, mentre il primo ospedale, l’Alessandri, è del 1914) e il Geriatrico (1966). La prima fase dei lavori, presentati ieri in sala Marani da Valerio Alberti, direttore generale dell’Azienda ospedaliera (5.000 dipendenti) durerà tre anni e partirà appunto dopo l’estate, quando si concluderà la fase preliminare, in corso, necessaria per costruire le opere propedeutiche al funzionamento del nuovo polo. Vale a dire, l’area ecologica, la cabina elettrica e la centrale tecnologica, quella per i gas medicali e quella per il trattamento reflui, la riorganizzazione del sistema telefonico e la ristrutturazione della palazzina che ospiterà la nuova farmacia, il centralino telefonico e il magazzino economale.
Il nuovo edificio del polo chirurgico sarà realizzato su cinque piani scoperti, che ospiteranno tre piani di degenze (450 posti letto), un piano per le rianimazioni e il day surgery. La hall d’ingresso ospiterà studi medici e negozi. Nei tre piani seminterrati o interrati troveranno spazio sale di sterilizzazione, spogliatoi per il personale, 32 sale operatorie con annessa radiologia per interni. Al corpo principale del polo, verso l’Adige, sarà addossata la palazzina del pronto soccorso, con ingresso da lungadige Attiraglio. Al lato rivolto all’ingresso di piazzale Stefani sarà addossata la palazzina di circa 100 ambulatori. Al termine di questi lavori partirà la fase 2, per costruire la piastra servizi (nell’area oggi occupata dalla palazzina principale dell’ospedale, escluso il Pronto soccorso), che sarà sotterranea, collegata a quelle laterali, e dove troveranno posto la Radiologia per esterni, il centro trasfusionale e prelievi per i laboratori. In superficie ci sarà un giardino. Nel 2010 l’opera dovrebbe essere terminata.
Il direttore generale Alberti cita i dati dell’ospedale di oggi: 41 sale operatorie funzionanti, 1.419 ricoveri al giorno di media, 431 ricoveri diurni, 3.500 persone servire, 450 persone al pronto soccorso, 1.100 prenotazioni al giorno per visiste ambulatoriali. E, illustrando la ristrutturazione, spiega: «Questo progetto parte nasce da una lettura complessiva della situazione ospedaliera veronese, che tiene conto anche del Policlinico di Borgo Roma e dei i servizi sul territorio. È un nuovo modello culturale, quindi, e anche di gestione dell’ospedale, ad animare questo progetto. L’obiettivo, infatti, è integrare i servizi».
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Old February 5th, 2005, 10:58 AM   #18
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TRENITALIA/ PRESENTATO NUOVO TRENO A DUE PIANI TRASPORTO LOCALE
04/02/2005

Programmato in 90 esemplari
Verona, 4 feb. (Apcom) - E' stato presentato oggi presso le officine ferroviarie veronesi il nuovo treno a due piani per il trasporto locale che entrerà in esercizio dal prossimo aprile.

Il treno si chiama Vivalto e le prime vetture consegnate circoleranno nelle regioni e nelle province che hanno contribuito all'acquisto. Si tratta della Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto e provincia di Roma. Il treno a due piani per il trasporto locale è stato programmato in 90 esemplari e si compone di cinque carrozze (una vettura semipilota, una rimorchiata di prima classe, tre rimorchiate di seconda classe) ed è trainato dalla moderna locomotiva E464.

Le prime 300 vetture, attualmente in produzione negli stabilimenti veronesi del consorzio Corifer, saranno consegnate ad aprile e la fornitura verrà ultimata alla fine del 2006. Il piano di investimenti di Trenitalia prevede poi l'acquisto di ulteriori 150 carrozze.

Il valore complessivo della commessa e dall'appalto vinto dal consorzio Corifer è stato di 468 milioni di euro. Il treno avrà delle caratteristiche che verranno incontro anche alle esigenze delle persone disabili. Sempre nella vettura semipilota c'è un sistema di elevazione bilaterale che consente un agevole accesso anche ai passeggeri in carrozzella. Sono state infatti istallate due postazioni equipaggiate per il trasporto di viaggiatori disabili con aggancio per carrozzella e toilette attrezzata.

Inoltre il nuovo treno è attrezzato con una serie di dispositivi informativi, sonori e tattili incluse le pulsantiere con le scritte in braille per passeggeri non udenti e non vedenti.

"Il nuovo treno - ha spiegato Roberto Testore - potrà trasportare fino a 842 passeggeri e raggiungere una velocità massima di 160km orari. Con questo treno ad alta capacità si vuole soddisfare la crescente domanda di mobilità locale nelle tratte maggiormente frequentate assicurando comfort e buone prestazioni".



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uau, bello! Ma non ho trovato niente sul treno Vivalto, ma se hanno parlato di Testore vuol dire che probabilmente è di Finmeccanica.
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Old February 13th, 2005, 03:18 PM   #20
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domenica 13 febbraio 2005

Giacino (FI): «Noi siamo favorevoli»

« Polo finanziario, il sindaco porti la delibera in aula»
Il tempo stringe e per portare in Consiglio comunale la delibera di approvazione del Polo finanziario da realizzare a Verona sud c’è soltanto un mese di tempo. Sulla base dell’accordo tra il sindaco Paolo Zanotto per il Comune e l’ingegner Paolo Biasi presidente della Fondazione Cariverona, l’operazione può andare in porto se i tempi vengono rispettati e la tabella di marcia prevede che in Consiglio comunale si discuta il provvedimento entro il 15 marzo.
Ma visto il clima politico di Palazzo Barbieri e la tensione con la quale si svolgono le sedute di Consiglio comunale, le prospettive non sono rosee. Tuttavia il progetto del Polo finanziario trova una condivisione trasversale, che coinvolge anche buona parte del centrodestra. Per questo il consigliere di Forza Italia, Vito Giacino (foto), torna a rilanciare una proposta già cara al centrodestra: «La maggioranza del sindaco Zanotto porti in Consiglio comunale al più presto la delibera sul Polo finanziario, ma lasci perdere tutto il resto, vale a dire gli scambi di immobili che riguardano il futuro di Castel San Pietro, le alienazioni di Palazzo Gobetti e Palazzo Pompei e altro ancora. Si tratta di interventi delicati, sulle cui destinazioni il Consiglio comunale deve e vuole discutere. Operazioni patrimoniali, tra l’altro, che non fanno altro che appesantire la procedura del Polo finanziario che, da solo, può procedere velocemente».
Un segnale di disponibilità da parte dell’opposizione in un momento di rapporti tesi e difficili.
«Da ottobre continuiamo a proporre questa formula», prosegue Giacino, «però il sindaco non risponde. Ma allora Zanotto ha davvero la volontà di portare fino in fondo il Polo finanziario e di sottoporlo al Consiglio?».
Più che altro c’è in città una intensa discussione sul destino delle aree riservate al Polo finanziario, perché sono di fronte alla Fiera. Un Polo finanziario lì di fronte secondo alcuni limiterebbe le possibilità di espansione del quartiere fieristico. O no? «Non credo che il problema sia questo, visto che comunque il Prusst in quelle aree prevederebbe uffici. Poco cambia, quindi. Credo invece che l’urgenza principale sia quella di trovare in accordo con la Fiera, soluzioni per creare parcheggi interrati che siano al servizio del Polo finanziario ma anche delle esposizioni fieristiche. E in quest’ottica la vera emergenza è rappresentata dalla viabilità: il futuro Polo finanziario ha bisogno di accessi veloci e funzionali, tanto quanto la Fiera. Ecco l’occasione per intervenire».
C’è disponibilità da parte di Forza Italia a lavorare in questo senso in Consiglio?
«Sì, da parte del nostro gruppo consiliare la disponibilità c’è, a patto che non si porti in aula anche il resto delle dismissioni, perché allora significherebbe affossare il Polo e non volerlo fare. E’ interesse di tutti che Verona abbia un ruolo finanziario di primo piano ed è ovviamente anche nell’interesse della Fondazione stessa alla quale però chiediamo uno sforzo.»
Vale a dire? «Che sul progetto di recupero del Teatro Ristori si fermi un attimo e ascolti le ragioni dei residenti; la zona e il Teatro vanno riqualificati, non c’è dubbio, ma l’impatto deve essere minore e vanno approfondite tutte le soluzioni». (m. batt.)
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