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#3781 |
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Николай
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Beh, la Idroesse come molte altre imprese analoghe che vivevano grazie agli appalti dello Stato ora avranno vita breve. Non a caso si stanno ammazzando tutti gli imprenditori che avanzavano soldi dallo Stato o dagli enti pubblici (che non pagano). Bisognerà farci l'abitudine durante questo anno.
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#3782 |
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Николай
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Ps: benvenuta Alessandra
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#3783 |
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Николай
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Apre Prada e regala a Padova il restauro di San Prosdocimo
Dal 31 gennaio aprirà i battenti il negozio in piazza Garibaldi, al posto dell’ex Ricordi. La casa di moda finanzierà il restauro del sacello del santo nella basilica di Santa Giustina PADOVA. Era il 31 dicembre 2010 quando «Ricordi Media Store», dopo 38 anni, abbassò per l’ultima volta le saracinesche e lasciò vuoti i locali di piazza Garibaldi. Dal 1972 Ricordi è stato uno dei punti di riferimento per tutti i padovani appassionati di musica, sia classica che moderna. Adesso, a partire da martedì prossimo, 31 gennaio, quegli stessi locali, ampliati da altri due vani annessi in via Santa Lucia, saranno occupati dal nuovo ed esclusivo negozio «Prada», che apre in città dopo una lunga attesa, durata decenni. Il nuovo punto vendita del marchio fondato nel 1913 da Mario Prada, è il secondo nel Veneto dopo quello aperto a Venezia tanti anni fa in zona San Marco. In segno di riconoscimento verso la città la casa di moda, oggi guidata dalla presidente Miuccia Prada Bianchi e che può vantare con negozi anche a New York, Tokyo, Shangai, Dubai, Mosca ed Hong Kong, (in totale in 70 paesi sono presenti 345 negozi) ha voluto subito offrire ai padovani un contributo concreto di ringraziamento. In pratica la griffe internazionale della moda si è impegnata a finanziare il restauro completo del sacello di San Prosdocimo che si trova all’interno della basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle. Il progetto sarà coordinato sia dal Fai, il fonda ambientale italiano, che dalla Sovrintendenza ai beni artistici del Veneto. Un’iniziativa artistico-culturale che sarà illustrato in tutti i particolari durante l’inaugurazione ufficiale della nuova boutique di piazza Garibaldi che avverrà giovedì prossimo, 2 febbraio, alle 19, in un clima di elegante mondanità e solo su invito personale. Il nuovo negozio «Prada» a Padova è annunciato come particolarmente esclusivo. Il progetto è firmato da Roberto Baciocchi, l’architetto di Arezzo, che firma i nuovi negozi della griffe internazionale in tutto il mondo, mentre i lavori strutturali interni sono stati eseguiti dalla «Siderbeton», guidata dall’architetto Alberto Avventi. Gli allestimenti dei due piani del negozio, con i magazzini al piano interrato, sono stati realizzati dall’azienda del settore «S4». Il pavimento, già dall’ingresso, si presenta particolarmente elegante. Le mattonelle, a scacchi bianchi e neri, sono tutte di marmo di Carrara e di un materiale molto raro proveniente dallo Zimbabwe. «Abbiamo lavorato giorno e notte, per circa tre mesi, utilizzando sino a 65 uomini per turno - spiega l’architetto Avventi - Ma alla fine siamo riusciti a mantenere l’impegno preso con Prada. Io credo che questo punto vendita potrà essere considerato il più bel negozio della città. Una competizione non facile, visto che questo nuovo punto vendita si situa all’interno di quella che può essere considerata la zona dello shopping di lusso a Padova. In piazza Garibaldi infatti è già presente il negozio «Louis Vuitton». E qui termina via San Fermo dove sono presenti i negozi di altre importanti case di moda come «Dolce e Gabbana», «Luisa Spagnoli», «Hermès» e altri. Resta l’incognita di un nuovo punto vendita per la musica e la cultura in città. Dopo «Ricordi» sembrava pronto per lo sbarco a Padova il marchio francese «Fnac», ma dopo il fallimento dell’operazione per aprire in largo Europa, adesso si cerca uno spazio adeguato, con l’ipotesi dell’ex cinema Altino. http://mattinopadova.gelocal.it/cron...cimo-1.3113847
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#3784 |
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1939
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![]() Complimenti a Prada, ottima iniziativa quella di sponsorizzare un restauro in città. Chissà che qualcun altro non prenda spunto.
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#3785 |
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Николай
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riporto anche qui:
Fotovoltaico, a casa 80 della Solon Chiudono le linee produttive delle celle. Sciopero e corteo del distretto in crisi. Lettera dell’azienda, scatta la cassa straordinaria Manfestazione del settore fotovoltaico a Carmignano (archivio) NOTIZIE CORRELATE Il decreto rinnovabili e i primi effetti Alla Solon 100 lavoratori cassintegrati PADOVA — La Solon getta la spugna e smette di produrre pannelli fotovoltaici. La decisione di mettere in cassa integrazione straordinaria 80 dipendenti per la dismissione di un ramo d’azienda è stata comunicata ieri dai vertici della sede di Carmignano di Brenta. «Si concretizza il peggiore dei nostri sospetti», sintetizza Gloria Berton, Fiom Cgil. Le cose alla Solon di Carmignano non andavano più bene già dai primi di dicembre, quando l’azienda aveva fatto richiesta di cassa integrazione per i dipendenti del reparto produzione. Ad anticipare la scadenza naturale dall’ammortizzatore sociale, prevista per il 17 febbraio, è stata la decisione arrivata dalla sede principale di Berlino: niente più produzione di pannelli in Italia. «Le nostre preoccupazioni non si limitano ai lavoratori per i quali è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria - ha poi aggiunto Andrea Bonato, Fim Cisl - ci si domanda che fine faranno anche gli altri dipendenti e la stessa sede italiana». Investiti dalla dismissione del ramo d’azienda legato alla produzione delle celle sono 80 dei 180 dipendenti totali. Ma sono in molti ad interrogarsi anche sulla tenuta degli altri reparti. Il tutto nonostante fino a gennaio a Carmignano si lavorasse no-stop su tre turni di otto ore. Una doccia gelata quella arrivata dal quartier generale. All’origine del provvedimento potrebbero esserci gli evidenti problemi che coinvolgono il gruppo, oggi commissariato e in liquidazione (recentemente sono arrivate alla sede di Berlino due offerte per l’acquisizione di parti e rami d’azienda da parte della indiano-araba Microsol e dalla americana Us Photovoltaics). Accanto ai lavoratori della Solon scenderanno in piazza anche quelli della XGroup, della Ecoware e della Helios. Al mattino ha preso vita davanti alla Helios a Carmignano un corteo di protesta formato da 200-300 persone che ha bloccato la statale 53 Postumia (con inevitabili ripercussioni sul traffico) e ha raggiunto per i comizi il municipio della località cuore del distretto fotovoltaico padovano. La solidarietà ai lavoratori del settore è stata espressa anche dal vicesindaco di Carmignano Alessandro Bolis. http://corrieredelveneto.corriere.it...27376096.shtml
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#3786 |
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Николай
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«Centro congressi e ospedale,
basta con questi litigi» L’Ance richiama Comune e Provincia. Nicolini: altre città vanno avanti, qui siamo al palo PADOVA — «Voglio fare un appello al Comune e alla Provincia di Padova: smettetela di litigare e fate ripartire questa città, che da tanto, troppo tempo è letteralmente paralizzata». Stufo, al pari di molti padovani, dell’incessante muro contro muro tra il sindaco Flavio Zanonato (Pd), e la presidente di Palazzo Santo Stefano Barbara Degani (Pdl), il numero uno dell’Ance, Tiziano Nicolini, prova ad invocare una tregua. «Dal nuovo ospedale al centro congressi - osserva il leader dei costruttori edili - Non si fa altro che chiacchierare, chiacchierare, chiacchierare. Ma poi, quando bisognerebbe passare dalle parole ai fatti, nulla si muove. Nelle altre città, si fanno progetti, si affidano i lavori e si inaugurano opere pubbliche. A Padova, invece, le diverse parti politiche continuano a discutere senza mai giungere ad una posizione condivisa, ma restando sempre ognuna sulle proprie». Con un esito scontato: «Già, col risultato, alla fine - scandisce Nicolini - che gli interventi messi in programma da anni restano fermi al palo. E con il rischio, tangibilissimo, che i cittadini fatichino a caprine i motivi. Oppure che, capendoli troppo bene, non si fidino più dell’intero sistema, non solo politico ma anche imprenditoriale. Generando così un danno enorme per tutta la nostra categoria ». Quindi, il presidente dell’Ance scende in concreto ed entra nel dibattito sul nuovo ospedale: «Sono ormai passati sei mesi da quando, era il 3 agosto 2011, il governatore del Veneto Luca Zaia ha ufficialmente deliberato la realizzazione dell’opera. Bene - allarga le braccia Nicolini - si è forse mosso qualcosa da allora? Poco o nulla. Sì, è vero, è stata istituita una commissione tecnica per individuare l’area più adatta dove costruire il nuovo polo medico-sanitario. D’accordo, ma quanto tempo ci mette per prendere una decisione definitiva?». Come noto, il Comune ha proposto la zona di Padova Ovest, in corso Australia, davanti allo stadio Euganeo. Mentre la Provincia ha offerto la superficie dell’ex servizio psichiatrico a Brusegana, in via dei Colli, che è di sua proprietà. A breve, questione chissà di qualche settimana, la Regione dovrebbe pronunciarsi in favore dell’una o dell’altra ipotesi: «Il mio non è un giudizio politico, ma squisitamente tecnico - spiega Nicolini - Penso che l’area migliore sia quella di Padova Ovest, pure se prima dovrà essere tutta espropriata, perché è più grande ed accessibile. Quella di Brusegana, invece, mi sembra un po’ troppo sacrificata e poi non credo proprio che la Provincia la metta gratis a disposizione». Dal nuovo ospedale al centro congressi che dovrebbe sorgere in Fiera: «Mi risulta che l’accordo di programma tra Comune, Provincia e Camera di commercio sia stato firmato il 30 settembre scorso - ricorda il numero uno dell’Ance - E, da quel giorno, si è in attesa della perizia da parte dell’advisor Kpmg. Ottobre, novembre, dicembre, gennaio, siamo ormai a febbraio: anche qui, quanto tempo ci vuole? E poi, scusi, per quale motivo il presidente dell’istituto camerale Roberto Furlan, che ha messo sul piatto ben 10 milioni di euro, non preme pubblicamente per dare un cambio di marcia?». http://corrieredelveneto.corriere.it...09063920.shtml
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#3787 |
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Николай
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Ecco Volunia, un po’ social e un po’ «Farmville»: il web si divide
Massimo Marchiori ha svelato dal Bo il suo nuovo motore di ricerca, con lo slogan «Le galline non più in gabbia, ma libere di volare». Ma il web si divide tra commenti negativi ed entusiasti PADOVA. E’ stato presentato al Bo a mezzogiorno il nuovo motore di ricerca «made in Padova» Volunia, inventato dal docente padovano Massimo Marchiori, il creatore dell’algoritmo di Google. Tante le nuove funzionalità che Marchiori ha illustrato nella conferenza stampa, trasmessa in streaming mondiale. E, come avviene spesso nelle grandi occasioni, non è stato immune da problemi tecnici: per oltre venti minuti il proiettore della Sala Archivio Antico dell’università di Padova non riusciva a proiettare nulla. "Non aspettatevi la luna, siamo appena nati e vogliamo dare uno stimolo all'innovazione in Italia - ha spiegato Marchiori nell'introduzione - Non siamo l'anti-Google. Vogliamo fare qualcosa di completamente diverso". Tra le innovazioni del motore di ricerca padovano c’è la possibilità di navigare i siti attraverso una mappa che Marchiori ha definito una sorta di «Tom Tom», cioè un navigatore satellitare. Tanti utenti però l’hanno già rinominata «Farmville», come il giochino che impazza su Facebook. In pratica un sito si potrà navigare come fosse una città, percorrendone strade e saltando da un’area all’altra. Egli stessi webmaster potranno modificare la mappa del loro sito. La seconda innovazione è senz’altro il sistema «social» che permette di contattare e stringere «amicizia» tra utenti del web che visitano gli stessi siti. Un po’ Facebook ma senza le limitazioni imposte dal social network di Zuckerberg. Nel pomeriggio i primi «power user» potranno iniziare a provare Volunia. ''Questo motore fa qualcosa di differente rispetto a quelli tradizionali - ha spiegato Marchiori -: il progetto è il frutto di tre anni di lavoro ed è completamente italiano, il segno che anche da noi si possono fare cose innovative''. Il motore, realizzato grazie ai finanziamenti dell'imprenditore sardo Mariano Pireddu, ha due parti, simboleggiate dallo slogan 'seek and meet' (cerca e incontra). http://mattinopadova.gelocal.it/cron...vide-1.3151802
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#3788 |
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Marasma
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#3789 |
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![]() Ogni volta che passo per la stanga penso ci voglia una rotonda, con annesso sottopasso però... |
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#3790 |
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![]() Se fanno la rotonda è proprio per non fare altro. Comunque non si sa ancora quando verrà effettuato il test....presumo in estate per ovvi motivi. |
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#3791 |
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Registered User
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6-700 mila euro ??
Capperi!!!
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#3792 |
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Simpatici alcuni commenti sul "Mattino" :
E' un'idea demenziale, ma d'altronde ne abbiamo viste anche di peggio: funzionerà come quella di via Boccaccio (ovvero non funzionerà) o come quella di via Ariosto, famosa per riuscire ad inchiodare tutta via Gattamelata negli orari di punta. Ci saranno sensi di marcia sempre liberi, altri impossibili da usare ed un caos permanente. A tacere di come pensano di gestire i lavori. Rossi, facci e fatti un piacere, dimettiti. lavavetri e venditori di fiori sono sul piede di guerra... ogni tanto mi chiedo se il Vice Sindaco guidi o meno l'auto E' impensabile una rotonda del genere alla Stanga....con tutti il rispetto secondo me non funzionerà mai ! Peggio di come è ora non sarà di sicuro (opinioni personali che -a volte!- non rispecchiano il pensiero dello scrivente: ho solamente fatto Ctrl+C Ctrl+V)
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#3793 |
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Se è questa voce: "Riorganizzazione del nodo Stanga e percorso ciclabile (progettazione interna)" in Comune hanno messo a bilancio 750.000 € per il 2013.
Considerato che alcune rotatorie o manutenzioni di ponti (ad es. quello di via Facciolati sullo Scaricatore) le vedo programmate da vari anni ma le rimandano sempre.... campa cavaeo che l'erba cresse
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#3794 |
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Николай
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No vi prego una rotonda come quella raffigurata no!
oltre al fatto che esteticamente "rovina" in un certo senso la geometria dell'incrocio (visivamente una rotonda cosi fà vomitare), é assurdo farla in un'incrocio che ingloba 6 grandi viali. se la vogliono fare, che la facciano normalmente, ma con un sottopasso che colleghino le 2 vie Venezia creando una continuità. invece mi domando che fine abbia fatto il ripristino a doppio senso di via S.Marco e la famigerata rotonda all'ex-Stimamiglio.
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#3795 |
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Mi sembra un'altra "rattoppata" all'italiana.
Invece che risolvere i problemi alla radice (leggasi sottopasso) si buttano soldi per una soluzione neanche economica (700 mila euro per una rotatoria, sti ca...) e dai dubbi risultati. Boh.... ![]() P.S. Per Sonic: per la rotonda dello Stimamiglio si aspetta la costruzione del Trony. Last edited by Koji77; February 16th, 2012 at 11:31 AM. |
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#3796 |
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1939
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A me non sembra una cattiva idea, di sicuro meglio che non far nulla. D'altronde si tratta di una sperimentazione, si prova per qualche tempo e se si vede che non funziona si toglie.
Il vecchio PRG prevedeva un cavalcavia tra Via Ariosto e via Grassi, opera decisamente più costosa e più impattante di una rotonda. L'unica incognita rimane il (futuro) tram. Sia che la rotonda funzioni sia che si opti per un'altra soluzione, credo che il sottopasso tranviario sia una scelta inevitabile.
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#3797 |
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Николай
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dovrebbero demolire parte dell'area verde di fronte alla Cittadella per fare la rotonda "provvisoria". Non mi sembra onestamente tutta questa convenienza.
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#3798 |
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1939
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Molti incroci in prossimità delle mura cittadine hanno beneficiato dalla sostituzione della regolazione semaforica con rotonde. Non tutti, è vero, ma non vedo perché ostinarsi a difendere un'aiuola disgraziata davanti alla possibilità di migliorare seppur di poco le condizioni di traffico in quel punto.
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#3799 |
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Николай
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NEL PADOVANO
Italcementi nel Parco dei Colli sì dei giudici alla grande torre Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar, via libera al piano di ammodernamento della fabbrica. Esultano azienda e lavoratori, ambientalisti furiosi PADOVA - L’attesa è durata un mese e mezzo. Da una parte i comitati che demonizzavano l’investimento alzando lo scudo a difesa del Parco Colli Euganei, dall’altra il colosso bergamasco Italcementi, che quell’investimento lo difendeva a spada tratta. In mezzo, il revamping: un progetto da oltre 160 milioni di euro per riammodernare e dare maggiore produttività all’impianto di Monselice. Rispettando - è parola di Italcementi - l’ambiente. Un progetto che ha avuto il via libera pure dal Consiglio di Stato. I giudici hanno accolto il ricorso dei legali della multinazionale orobica dopo la decisione, nel maggio 2011, del Tar del Veneto che accogliendo l’esposto dei comitati popolari «E Noi?» e «Lasciateci Respirare», annullava l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Colli il 13 dicembre 2010 e la delibera di approvazione della Commissione di valutazione di impatto ambientale della Giunta Provinciale di Padova del dicembre 2010. Un pronunciamento quello del Tar con cui di fatto si chiudeva una porta in faccia all’azienda. Porta che ieri pomeriggio - l’udienza romana era stata celebrata il 17 gennaio - è stata riaperta dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto a Italcementi quanto cassato in precedenza dal Tar. Cioè, hanno scritto i giudici «si può concludere che non vi è la creazione di un nuovo impianto, ma la sostituzione di rilevanti strutture che comporterà un impatto globale notevolmente migliorativo dell’esistente, aggiungendo anche un termine per la fine dell’attività industriale (28 anni, ndr) e la rinaturalizzazione successiva del sito, il tutto nel rispetto delle norme vigenti». Tutto l’opposto di quanto ravvisato dal Tar. Oltre a questo si cita pure la salvaguardia degli attuali posti: circa 250 persone. Insomma il dubbio attorno a cui i cittadini si erano divisi tra «pro» e «contro » revamping, è stato risolto in favore di Italcementi e della sua volontà di investire contro il vento della crisi. Il revamping, che nelle idee di Italcementi prevede la costruzione di un’unica torre da 89 metri in sostituzione dei tre forni ora esistenti e la diminuzione del 70% delle emissioni, si può fare. Quando? Si deciderà in avanti, il prossimo step è il passaggio in Provincia a Padova per l’autorizzazione ambientale integrata. Ma intanto la sentenza di ieri ha già diviso i fronti. Italcementi per bocca di Eric Goulignac, direttore della Cementeria, esprime soddisfazione per «la sentenza in cui si conferma, anche nel merito e in modo inequivocabile, la correttezza della posizione di Italcementi, sia per l'iter sia per il progetto industriale». Umore nero tra i leader dei comitati che non demordono e ricordano come «rimane incredibile che una torre di 89 metri in piena area Parco possa essere considerata un manufatto di qualità architettonica apprezzabile ». Un sorriso invece lo fanno i lavoratori, corsi in assemblea subito dopo la pubblicazione della sentenza. «C’era preoccupazione e ora siamo sollevati», ha detto Marco Benati di Fillea Cgil. Stesse parole del sindaco di Monselice Francesco Lunghi, contento «per la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’impresa ». «Questa sentenza - ha commentato Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova - riconosce il corretto operato dell’amministrazione provinciale. L’impianto ha una grande rilevanza ambientale e contribuisce al miglioramento della qualità delle emissioni nell’aria».
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#3800 |
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sempre per sagre
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Padova Store: il biancoscudo batte nel cuore della città
Nel corso del recente Cda biancoscudato è stato tra l’altro anche dato il via al nuovo Padova Store. Il primo negozio ufficiale del Calcio Padova sarà inaugurato il prossimo 8 marzo nella Filiale Superflash del Cassa di Risparmio del Veneto di via VIII febbraio. Si tratta di un punto vendita innovativo e sperimentale che completa l’offerta per i tifosi biancoscudati, che va ad aggiungersi al negozio on line e ai punti vendita che vengono attivati allo stadio Euganeo in occasione delle partite casalinghe. Insomma, tanti modi per acquistare il merchandising biancoscudato! Soddisfatto il presidente Marcello Cestaro:” Sono contento che dalla collaborazione con la Cassa di Risparmio del Veneto sia nato il negozio del Calcio Padova. Un servizio importante che la Società offre ai propri tifosi per permettere di acquistare gli attuali prodotti ufficiali e quelli che proporremo in futuro direttamente in centro città”. Ha aggiunto la vice presidente Barbara Carron :” Il Padova Store è un “regalo” che il Padova, grazie alla collaborazione con la Cassa, fa alla Città di Padova, ma prima di tutto ai suoi tifosi. Siamo orgogliosi di questa operazione e con l’entusiasmo che regna in città ci aspettiamo un riscontro più che positivo”. “Siamo contenti di aver potuto rispondere alle tante richieste dei nostri tifosi di avere un punto vendita fisso in centro città dove poter acquistare i prodotti ufficiali della Joma e del nostro merchandising – ha dichiarato il direttore della comunicazione Gianni Potti - Da quest’estate abbiamo lavorato in silenzio per trovare una giusta collocazione al Padova Store, in accordo con la Cassa di Risparmio del Veneto. Non potevamo accontentarci di una location qualsiasi, serviva una soluzione innovativa, anche nell’orario di apertura, rispetto al solito negozio di articoli sportivi e che in futuro potrà diventare anche qualcosa di più: un contenitore di servizi per i tifosi, a cominciare magari dai biglietti. Quando è nata l’idea dello spazio Superflash in via 8 Febbraio abbiamo capito di aver fatto la scelta giusta.” Il Padova Store porta il Calcio Padova in una delle zone più storiche e frequentate della città, di fronte al Caffè Pedrocchi e a pochi passi dal Municipio, dal Bo e dalle Piazze. Il cuore della città di Padova. Il negozio sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 13.00 alle 19.00 L’inaugurazione avverrà giovedì 8 marzo alle 18.00 alla presenza del presidente Cestaro, dei dirigenti e della prima squadra, capitanata da mister Dal Canto. ![]() By ricpast at 2012-03-05 |
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