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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto



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Old February 4th, 2005, 04:13 PM   #161
Sonic from Padova
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URBANISTICA
Una pioggia di no alla realizzazione del progetto San Carlo Molti cittadini pronti ad intervenire in consiglio comunale

Sono diversi i cittadini pronti a intervenire in Consiglio Comunale per dire no alla realizzazione del progetto "San Carlo". La decisione è stata presa l'altra sera nel corso della riunione organizzata dai Verdi nella sala di via Guido Reni. «Il piano integrato di riqualificazione urbanistica (piru) San Carlo - è stato detto - va fermato. Prima di approvare qualsiasi tipo di intervento che verrebbe a definire per sempre il futuro del quartiere, occorre sentire la gente. Spazio dunque alla consultazione dei cittadini, alla costituzione di gruppi di lavoro e di assemblee aperte. E questo per giungere a scelte progettuali condivise da portare avanti con l'amministrazione, ma perchè no?, anche con i proprietari di aree private soggette a riqualificazione, per costruire una città davvero vivibile».

Questa, dunque, in sintesi, la posizione dei Verdi e degli abitanti che l'altra sera si sono ritrovati in assemblea dove hanno espresso un secco "no" sul progetto San Carlo, approvato invece, pur con la richiesta di diverse modifiche, la scorsa settimana in CdQ 2 Nord dalla maggioranza di Centrosinistra con voto contrario di Verdi e opposizione. All'incontro, coordinato dal consigliere di quartiere Salvatore Pugliesi, sono intervenuti l'assessore alla partecipazione Renzo Scortegagna, la consigliera comunale Aurora D'Agostino (Verdi), l'architetto Sergio Ventura. Va ricordato che il progetto "San Carlo", dell Immobiliare Valli, si rifà al ben più ampio ex Progetto Gregotti che a suo tempo prevedeva la realizzazione, nel cuore del quartiere, di quattro torri di cui una sola fu poi realmente edificata. Lo stralcio "San Carlo" riguarda una delle quattro e prevede l'utilizzo di una superficie di 17.194 metri quadrati situati davanti alla chiesa di San Carlo e nell'area ex Morassuti. Prevista la costruzione di oltre 40.000 metri cubi, 7000 dei quali da cedere al Comune per servizi di quartiere (5300mc) ed edilizia pubblica(1.700 mc.). E di oltre 16.000 metri cubi di edilizia privata, 18.000 di commerciale e direzionale. Prospiciente a questa torre, in piazza Azzurri d'Italia se ne dovrebbe realizzare una gemella con i relativi servizi. «Sono contraria alla cementificazione della città - ha ribadito D'Agostino - . L'ex Gregotti porterà a San Carlo ulteriore traffico e inquinamento. Non si può continuare a costruire senza tener conto delle restanti aree dismesse dove si gioca il futuro della periferia». Sulla questione l'assessore Scortegagna ha invitato a riflettere e a decidere ipotizzando anche la possibilità di un rinvio decisionale.Daniela Borgato
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Old February 4th, 2005, 04:14 PM   #162
Sonic from Padova
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ESTE Dati contrastanti quelli forniti dall’ufficio anagrafe: 24 residenti in più, mentre da 30 anni il numero dei morti supera costantemente quello dei nati
Più abitanti nel 2004, ma sono tutti "stranieri"
Aumenta il numero delle famiglie: quella media è formata da due persone e mezzo. Cresce il numero dei single

Este

Gli atestini sono in crescita, ma sarà poi vero? Dal momento che da almeno 30 anni il "saldo naturale" testimonia, invece, una diminuzione dei residenti. La colpa di questa confusione è legata al "saldo naturale". Emergono, infatti, dati contrastanti sui numeri forniti dall'ufficio anagrafe relativamente al numero di abitanti, dove effettivamente si registra un trend di crescita, seppur minimo: la popolazione al 31 dicembre del 2004 si era stabilizzata sulle 16.807 unità, appena 24 in più dell'anno precedente (16.783 al 31.12.2003), mentre al 31 dicembre 2002 il numero degli abitanti era di 16.709 unità: quindi nel corso del 2003 si è registrato un aumento di 74 abitanti.

Ma l'ufficio anagrafe, a tutto ieri, non aveva ancora reso noto in quale percentuale le 24 persone registrate in più nel 2004 sono extracomunitari o immigrati.

In effetti il "saldo naturale" porta un segno negativo: da quasi 30 anni il numero dei morti registrati supera costantemente quello dei nuovi nati. Il 1977 è stato l'anno dell'inversione di tendenza rispetto al boom delle nascite del periodo precedente.

Bisognerà attendere qualche settimana, al massimo qualche mese, per conoscere in quale misura l'arrivo di extracomunitari contribuisca alla crescita della comunità atestina, dove il dato dello scorso anno segnalava 400 stranieri residenti.

Un altro dato interessante riguarda invece l'aumento delle famiglie nel territorio comunale, che si assestano sulle 6.698: ci sono sempre più nuclei formati da 2 persone o addirittura da una sola: la fascia dei single pare destinata a crescere nell'estense, dato che la famiglia media è formata da due persone e mezzo. Este è stabilmente sotto quota 18 mila abitanti fin dall'inizio degli anni Ottanta, anche se l'anno peggiore è stato il 1995 con 169 abitanti persi: dopo 17 anni di calo, che ha portato il numero sotto le 17 mila unità 5 anni fa, si inizia a vedere una ripresa molto lenta.
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Old February 6th, 2005, 12:48 AM   #163
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Nel terreno di via Catajo a Turri di Montegrotto sono in costruzione cinque condomini. Bloccati subito i lavori
Villa romana riaffiora dallo scavo
La Sovrintendenza ha già effettuato un sopralluogo. Attesi altri colpi di scena

Da un metro di profondità, in mezzo alla campagna di Turri di Montegrotto, dove sono in costruzione cinque condomini, sono spuntate fuori le fondazioni in trachite di quella che potrebbe essere una villa patrizia di epoca romana. Subito sono stati interrotti i lavori e un primo sopralluogo è già stato effettuato dagli esperti della Sovrintendenza Archeologica per il Veneto.

Se le anticipazioni dell'Ente dovessero trovare conferma, il cantiere si avvierebbe a una lunga interruzione. La scoperta dovrebbe riservare ulteriori colpi di scena.
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Old February 7th, 2005, 11:08 AM   #164
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Padova: Piazzale Azzurri d'Italia. L'ansia da metrocubo.

L'Urbanistica attuale a Padova ignora il presente e il futuro e preserva i vizi del passato

L'avvio di questa tornata di amministrazione comunale è all'insegna dell'episodicità più spinta e del dissidio esplicito tra scelte edificatorie e strategie di ecologia urbana. L'ultimo episodio é quello di Piazza Azzurri d'Italia e del cosiddetto rilancio del progetto 'Gregotti' dove si propone un verticalismo senza qualità inseguendo l'ansia da metro cubo.

Ci siamo dichiarati contrari alla variante Mariani (che concettualmente e operativamente non si discosta dalla variante Riccoboni) perché va a spalmare edificazione nei "cunei verdi" che sono sopravvissuti a fatica tra una radiale e l'altra e non ha un disegno per la città nuova; questo in una città che non ha un parco urbano e che poteva averlo con il Basso Isonzo e con la preservazione del giardino Morandi assieme dell'area ad ovest della ferrovia che transita ai margini dell'Arcella verso Camposampiero.

Assieme ai cunei verdi l'ecologia urbana difende però anche la qualità insediativa e le architetture per le persone. La città di Padova nel novecento ha prodotto una serie di periferie che sono state lasciate abbandonate ad un'espansione a macchia d'olio senza perseguire una visione urbanistica dell'insediamento. L'Arcella è uno degli esempi più vistosi di questo processo.

Ogni quartiere, cioè ogni cittadina di secondo livello di 30-50000 residenti (ma con presenze ben più alte per attività raggiunte anche da city users e operatori e addetti dell'area metropolitana), deve avere la sua pericentralità, ossia il suo centro. La verticalizzazione, collegata ad una stazione del metrotram, consente di dare qualità a luoghi di eccellenza e di identità alle periferie, ma questo comporta il passaggio netto tra edilizia e architettura.

Se tutti gli abitanti hanno il giusto diritto ad una vita vivibile e sana che richiede anche la salvaguardia dei cunei verdi, è anche giusto che i piccoli proprietari siano compensati con quote di proprietà acquisite nelle nuove architetture delle pericentralità, come può essere nel caso del Piazzale Azzurri d'Italia all'Arcella- S.Carlo. E' importante che il modello "Arcella" abbia un buon esito, perché può aprire la strada ad almeno altre pericentralità, una per ogni quartiere.

La garanzia è che non si ragioni solo in metri cubi, ma si miri ad un alto episodio di architettura di livello collegato ad un piano urbanistico che ragioni e governi la riqualificazione dell'intera Arcella, perché l'Arcella abbia il suo centro, la sua piazza, il suo luogo altamente simbolico, il luogo di connessione ad una mobilità innovativa, l'avvio di un nodo di radiali interrotte per mettere in moto il processo metropolitano della riorganizzazione policentrica e il risanamento atmosferico con metodi di interruzione del traffico improprio e non della mobilità celere e non inquinante.

Le verticalizzazioni calibrate e architettonicamente qualificate possono inoltre dare avvio a cambiamenti delle zone degradate e a bassa qualità urbana che sono assai presenti nelle periferie.

Le nuove edificazioni vanno pensate costantemente in termini di accessibilità al mezzo pubblico innovativo per far sì che un numero sempre più alto di persone si sposti non ricorrendo all'auto privata o ricorrendovi solo per tragitti necessitati da trasporti e urgenze specifici e non strutturali, come sono invece il pendolarismo da lavoro e studio, l'accesso ai principali servizi, l'arrivo ai luoghi ricreativi e culturali, l'approccio alle reti commerciali, ecc. L'edificazione sui cunei verdi non è sbagliata solo per evidenti opportunità ecologiche, ma lo è anche perché si collocherebbero fuori dalle reti dei mezzi pubblici e dalle stazioni di accesso, costringendo gli abitanti all'uso del mezzo privato.
La città del XXI secolo è mobile, non automobile.

Sono questi alcuni motivi per dare un sì di orientamento ad una scelta per l'Arcella e dei decisi no ad un'urbanistica non pensata per una Padova moderna e per una abitabilità evoluta, una non-urbanistica che sembra seguire i tortuosi percorsi dei comitati d'affari. O anche più banalmente un tirar su metri cubi, senza aver chiaro cos'è Abitanza e Paeasaggio Urbano contemporaneo. Padova, città del medio Veneto, deve porsi l'obiettivo di diventare un modello di insediamento urbano contemporaneo.
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Old February 7th, 2005, 06:08 PM   #165
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Accuse, repliche e polemiche al vetriolo. Non si placano i ...

Accuse, repliche e polemiche al vetriolo. Non si placano i venti di guerra sulla procedura seguita per la privatizzazione di PadovaFiere. Ma oggi, in vista dei chiarimenti, ci sarà la prima riunione operativa con Olivier Ginon, presidente di Gl Events. Il boss del gruppo francese, alle 14 in punto approderà a Padova per incontrare i rappresentanti degli enti proprietari: Giuseppe Contino, segretario del Comune, Girolamo Amodeo, della Provincia, e Alessandro Selmin, direttore generale della Camera di Commercio.

Al confronto sarà presente anche Andrea Olivi, direttore di PadovaFiere. Obiettivo: definire nei dettagli la trattativa e cercare di strappare condizioni ancora migliori per PadovaFiere. «Ci sono alcuni punti che vanno attentamente valutati - sottolinea Vittorio Casarin, presidente della Provincia - Il primo riguarda l'affitto che Gl Events dovrà pagare annualmente per le strutture di via Tommaseo. Noi chiediamo che l'ammontare venga indicizzato ai dati dell'Istat, perchè solo così si potranno evitare spiacevoli sorprese. Un altro punto riguarda invece la redditività della gestione visto che gli enti pubblici avranno pur sempre complessivamente il 20 per cento delle quote. Anche in questo caso cercheremo di strappare condizioni a noi più favorevoli».

Ma tra l'ente fieristico padovano e quello scaligero la guerra è tutt'ora in atto e si combatte senza esclusione di colpi. A Padova si fa notare che l'offerta di Verona è stata pubblicata su un giornale locale lo stesso giorno in cui è stata presentata. I francesi avrebbero quindi avuto buon gioco per entrare in possesso di informazioni molto utili che hanno consentito loro di spedire un fax migliorativo. Il termine ultimo scadeva martedì 1. febbraio alle 10.

«Entro il termine suddetto - ha scritto il notaio nella lettera-attesto stilata alla presenza dei rappresentati di PadovaFiere e di Alessandro Selmin, segretario della Camera di Commercio - sono pervenute due buste rispettivamente di Gl Events e di Fiere di Verona e Vicenza, nonchè un fax di Gl Events con rettifica dell'offerta contenuta nella busta già in mie mani. Gli originali delle offerte sono stati da me trattenuti, consegnando agli intervenuti copia autentica degli stessi».

Il commento del governatore del Veneto Giancarlo Galan era stato durissimo: «Le procedure seguite in questa vicenda sono uguali a quelle dell'ex Unione Sovietica quando ha privatizzato le aziende di stato». La cordata francese, è la tesi, avrebbe quindi avuto la possibilità di correggere la sua offerta all'ultimo momento con un ulteriore rilancio. Ancora: il gruppo transalpino, secondo Galan, sarebbe intervenuto via fax quando la procedura prevedeva che le offerte fossero in busta chiusa. Resta da vedere se questo è un elemento sufficiente per invalidare una gara.

A PadovaFiere lo escludono con decisione. Ed i veronesi, prima di prendere ogni decisione, vogliono vedere i contenuti dell'offerta. Quali erano i valori nella busta dei francesi consegnata il 31 gennaio? E soprattutto: ci sono state modifiche sostanziali rispetto al fax dell'ultimo minuto? Quali cifre sono eventualmente cambiate? E di quanto? Sono domande che si pone anche Casarin, presidente della Provincia.

«Chiederemo delucidazioni - dice - per capire se vi siano state effettivamente delle anomalie nella procedura. E chiederemo anche di prendere visione del fax che i francesi hanno inviato al notaio Salvatore La Rosa per correggere la loro offerta. Solo così si potrà fare chiarezza».

Paolo Gabrielli
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Old February 8th, 2005, 03:44 PM   #166
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Questa sarà la settimana decisiva ...

Questa sarà la settimana decisiva per i provvedimenti anti Pm10. Venerdì, infatti, l'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Marcato ha convocato i rappresentanti dei Comuni che fanno parte della Città Metropolitana, per decidere se estendere le misure contenute nella Carta di Padova preparata dal referente comunale Francesco Bicciato anche oltre i confini cittadini ed è molto probabile che ciò avverrà a partire dal prossimo 17 febbraio, dato che i dati registrati dall'Arpav segnalano una massiccia presenza di polveri sottili un po' ovunque. Legambiente, peraltro, invoca le targhe alterne dappertutto e minaccia, in caso contrario, di rivolgersi alla magistratura. Perplessità sulle restrizioni, invece, arrivano sia da Abano e Montegrotto, sia da Villafranca e Vigodazrere, i cui amministratori sino scettici sull'efficacia dei provvedimenti.
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Old February 8th, 2005, 03:45 PM   #167
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IL GRUPPO FRANCESE
Gl Events, 400 milioni di fatturato

GL Events (ex la Générale Location) è un gruppo francese quotato alla borsa di Parigi (sede centrale nella zona industriale, route d'Irigny, a Brignais) da 400 milioni di euro (risultato netto 12.8 mln di euro nel 2003) di fatturato che nasce nel 1978, fondato da Olivier Ginon, che ne è il presidente e il controllore, attraverso la sua finanziaria Polygone.

Gl Evensts gestisce, tra le molte cose saloni, professionali e congressi prevalentemente in francia (80\%) e nel resto Europa (il loro sito ricorda il G7 a Lyon nel '96 o il salone mondiale del turismo a Parigi, nel '91). Nel'arco dello scorso anno, il gruppo francese ne ha collezionati 1.206. GL Events vanta oltre duemila dipendenti.
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Old February 8th, 2005, 03:46 PM   #168
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Il presidente della Camera di Commercio difende la scelta della privatizzazione. «Comune e Provincia sono sempre stati coerenti, nonostante le pressioni contrastanti»
Chiesa: «La Fiera sarà più vicina alle imprese»
«Nessun pericolo di colonizzazione. Gl Events ha avanzato un’offerta credibile ed adeguata alle esigenze di Padova»

È un intervento pacato, circostanziato e puntuale. Ma è anche un chiaro invito a superare l'attuale fase di litigiosità ed a pensare a PadovaFiere ed al suo futuro con quel pizzico di sano pragmatismo che non guasta. A scendere in campo è Gianfranco Chiesa presidente della Camera di Commercio: un ente che oltre ed essere uno dei proprietario della Fiera, è anche il più vicino al mondo delle imprese. Sulla necessità di privatizzare la Fiera, Chiesa non ha dubbi. «L'Unione Europea - spiega - già da qualche anno, ha stabilito che gli organizzatori di fiere non svolgono un servizio pubblico ma un'attività imprenditoriale. Pertanto, in questo settore vi è libertà di impresa e diritto di stabilimento in qualunque Stato. Ed aggiunge: «Di questo hanno preso atto sia lo Stato italiano con una legge del 2001 sia la Regione Veneto con una legge del 2002. La Regione dovrebbe quindi prendere atto ed anzi apprezzare pubblicamente il fatto che Padova, per ora, è l'unica fiera del Veneto che ha rispettato la legge. Ma qui non si tratta solo di adeguarsi alle norme. La liberalizzazione delle fiere obbliga i gestori ad essere competitivi per offrire alla clientela nuove manifestazioni e servizi». La ricetta? «Occorrono investimenti e persone - risponde il presidente della Camera di Commercio - che sappiano muoversi nel settore e guardare al futuro: sono fattori che possono essere assicurati soprattutto da organizzazioni private. Data la difficile situazione della finanza pubblica gli enti non possono più impegnare risorse per le fiere».Qual è stato il comportamento dei tre soci nell'operazione di privatizzazione?

«Si è iniziato a discutere in concreto dall'inizio del 2002. E si è sempre trovato un accordo a prescindere dal colore politico delle amministrazioni. Sull'opportunità o, meglio, la necessità di cedere la maggioranza ai privati, purchè qualificati nella gestione fieristica, non ci sono mai state esitazioni. Devo dare atto che Provincia e Comune sono stati coerenti, nonostante pressioni contrastanti. A Padova si è verificata un'armonia di fondo che non vi è stata in altre province».

Cosa pensa delle accuse rivolte agli attuali amministratori della Fiera per aver fatto investimenti eccessivi?

«Dopo che si è deciso di rinunciare al trasferimento a San Lazzaro, era inevitabile ampliare la superficie della sede storica. Se questo non fosse avvenuto la decadenza della Fiera era inevitabile. Anche su questa operazione tutti erano d'accordo. Certo il piano finanziario era basato sull'ipotesi di crescita della Fiera ad un ritmo che non si è verificato causa la stagnazione economica che ha colpito tutte le fiere. Oggi le fiere hanno spesso spazi invenduti. Va poi ricordato che Padova non ha avuto gli enormi contributi a fondo perduto per gli investimenti che invece hanno avuto altre fiere».

Quali rapporti ha avuto la Camera di Commercio con il mondo economico che rappresenta?

«A partire dal 2002 una Commissione del Consiglio camerale ha seguito costantemente la questione. Se ne è parlato più volte in Consiglio e in Giunta dove sono rappresentate tutte le forze economiche e sociali. Si è discusso anche con il coordinamento delle categorie. Dopo le recenti elezioni, con il Comune e Provincia è stato istituito il Tavolo dell'Economia che ha dedicato due riunioni sull'argomento. La Camera di Commercio, quindi, ha svolto un'attività informativa costante; è stato il tema più dibattuto in questi anni dagli amministratori camerali».

Il suo pensiero sul progetto di un sistema fieristico veneto e del Nordest?

«Intanto va specificato che per ora è un auspicio e non un progetto neppure abbozzato. Poi, un conto è fare sistema tra società di fornitura di servizi essenziali come acqua e gas, e un conto è fare sistema tra imprese che gestiscono attività concorrenziali. Se per fare sistema tra imprese competitive bastasse una legge, avremmo risolto i problemi economici del Veneto. Certo sarebbe la soluzione ottimale ma nessuno ha chiarito dove si vuole arrivare. Per ora è un tema che ha molta risonanza mediatica ma mi pare che alcune persone che sventolano la bandiera del sistema veneto sono anche accaniti difensori della struttura fieristica locale, quando parlano nelle rispettive province».

Cosa ne pensa della gara organizzata per la privatizzazione ?«La gara pubblica iniziata nel giugno scorso ha dimostrato che i potenziali acquirenti sono interessati solo alla gestione e non alla parte immobiliare e di questo occorre tener conto. I due concorrenti sono specialisti del settore fieristico ma va detto onestamente che solo la società francese fin dall'inizio ha avanzato un'offerta credibile e adeguata alle esigenze di Padova. Nel percorso della successiva trattativa privata si è consentito ai due offerenti di integrare e precisare meglio le offerte. Va detto subito che la questione non è di 100.000 euro in più o in meno perché due sono le questioni decisive: i debiti per gli investimenti ma anche il progetto imprenditoriale che non può essere paralizzato da troppe alchimie tra esigenze locali».

Da più parti si è detto che occorre difendersi dalla colonizzazione degli stranieri

«Credo che agitare questa questione faccia poco onore all'intelligenza dei veneti. Vicino alla Fiera di Padova c'è una grande struttura commerciale francese, presto ce ne sarà una svedese. Nessuno si è scandalizzato per la nazionalità dei titolari che, anzi, sono stati considerati dei benvenuti. Ai consumatori la questione che interessa sono i servizi e i prezzi. Agli imprenditori padovani e veneti interessa che la Fiera soddisfi le loro esigenze e basta. E poi, occorre essere coerenti. Non ci piace la delocalizzazione delle imprese padovane all'estero; almeno dovremo essere lieti che operatori stranieri, o meglio, europei, trovino interessante investire a Padova. Negli ultimi anni svariati indicatori economici ci dimostrano che Padova sta progressivamente perdendo posizioni rispetto ad altre province del Nord Est. La Fiera può essere una delle pochissime realtà imprenditoriali che può farci recuperare la situazione».
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Old February 8th, 2005, 03:48 PM   #169
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Selvazzano
(Ri.Ba.) Una rotonda ...

Selvazzano

(Ri.Ba.) Una rotonda per risolvere il traffico di Tencarola. E' questo il progetto presentato qualche settimana fa dall'amministrazione Fortin per risolvere i frequenti ingorghi che interessano il ponte di Tencarola e l'incrocio tra via Euganea e via Montegrappa. "Il progetto - interviene il gruppo consigliare di Forza Italia - risale però alla precedente amministrazione comunale con la sola differenza che quest'ultimo riguardava non solo la messa in sicurezza dell'incrocio ma anche di tutto il corridoio viario che da Padova porta verso i colli". Il gruppo di Forza Italia reclamerebbe in poche parole la paternità di un progetto che, presentato poco tempo fa dall'assessore ai lavori pubblici Boris Sartori, sarebbe in realtà una eredità della passata amministrazione Borella. L'importo complessivo di 500.000 euro, 250.000 dei quali a carico dello Stato, sarebbe però eccessivo per i rappresentanti di Forza Italia. "Costituisce sì un miglioramento - spiegano - ma saranno sostenute spese invano se contestualmente al completamento dei lavori non si interverrà con provvedimenti amministrativi di regolazione del traffico in particolare per le vie S. Antonio e Don Bosco". Per il gruppo consigliare di Forza Italia risulterebbe dunque del tutto inutile un progetto di queste dimensioni. A dover essere rivista sarebbe infatti non solo l'incrocio tra via Euganea e via Montegrappa ma la viabilità in tutta via Padova, arteria fondamentale per il collegamento tra Padova città e i Colli Euganei. "Riteniamo inoltre - aggiungono - che un altro punto da prendere urgentemente in considerazione sia l'incrocio tra via Padova e viale della Repubblica (incrocio Salata)".
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Old February 8th, 2005, 03:48 PM   #170
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BATTAGLIA TERME
«La lottizzazione di Valli Selvatiche mette in pericolo l'area naturalistica»

Battaglia

(O.M.) La lottizzazione di Valli Selvatiche a Battaglia sbarca in Parlamento. L'iniziativa è dei parlamentari Luana Zanella, Andrea Colasio, Piero Ruzzante e Franca Bimbi. I deputati padovani hanno presentato un'interrogazione scritta ai ministri Giuliano Urbani per il dicastero dei Beni e delle Attività Culturali e Altero Matteoli, per quello dell'Ambinete e Tutela del territorio.Intendiamo porre l' attenzione il caso del progetto di lottizzazione in località Valli Selvatiche nel comune di Battaglia Terme - ha detto la Zanella - che si trova all'interno del Parco regionale dei Colli Euganei. La vicenda sta avendo un epilogo che riteniamo grave per la salvaguardia di uno dei luoghi di maggior interesse naturalistico e storico - architettonico del Parco. I parlamentari sottolineano quindi, i risvolti contraddittori delle normative vigenti per la formulazione dei pareri favorevoli adottati dalla Soprintendenza, dell'Ente Parco e della stessa Regione. Chiedono quindi un intervento autorevole dei due rappresentanti del Governo per salvare dalla cementificazione il prezioso luogo naturalistico.

Una richiesta che i parlamentari padovani dell'opposizione supportano così, attraverso la loro portavoce: La situazione che si va profilando per la località detta le Valli Selvatiche a Battaglia Terme è in stridente contrasto con l'orientamento del patrimonio delle ville venete. Infatti - ha aggiunto al Zanella - si tratta di un'area dominata da tre pregevoli emergenze architettoniche: la seicentesca Villa Selvatico, sul colle di Sant'Elena, circondata dal parco progettato dallo Jappelli; la cinquecentesca Villa Emo a Rivella; l'ottocentesca Villa Italia sul luogo del monastero di S. Maria ai piedi del colle di Lispida, circondata da parco, boschi e coltivazioni. In questa realtà la Variante al Piano regolatore generale di Battaglia approvata dalla Regione prevede la progettazione nel cuore di quest'area di una lottizzazione termal-residenziale per il momento di 90.000 metri cubi, con una nuova strada che dovrebbe passare addirittura dentro il parco dello Jappelli. Le forti controindicazioni di questa operazione sotto il profilo urbanistico, sono accompagnate dall'assenza di credibili motivazioni sul piano economico-sociale. Basti rilevare - ha concluso la Zanella - che una priorità s'impone è sicuramente quella del recupero del vasto complesso termale ex INPS, oltre 400 posti letto, da anni desolatamente abbandonato.
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Old February 9th, 2005, 07:20 PM   #171
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Crollano le presenze nei musei (AHHHHH!!!!!!!! )
Lo scorso anno pesante flessione dei visitatori. Interrogazione di Avruscio

Presenze in calo ovunque e di conseguenza anche minori introiti per le casse comunali. Nel 2004, i musei padovani sembrano avere perso parte della loro attrattiva. E per una città che aspira ad avere un ruolo di primo piano tra i grandi centri d'arte italiani, è un brutto smacco. Durante lo scorso anno moltissimi visitatori hanno infatti disertato quasi tutte le strutture museali: Eremitani, Cappella degli Scrovegni, Palazzo Zuckermann, Palazzo della Ragione, Odeo Cornaro e Oratorio di San Michele.

È un "forfait" generalizzato che dovrà essere attentamente esaminato. E non a caso l'argomento è stato sollevato lunedì sera anche dal consigliere Giampiero Avruscio con una interrogazione. In assenza dell'assessore Monica Balbinot, il sindaco Zanonato si è riservato di rispondere per iscritto e di aggiornare l'argomento in una delle prossime assise. I dati parlano chiaro.

Nel sistema museale che comprende gli Eremitani, la Cappella degli Scrovegni e Palazzo Zuckermann, il calo dei visitatori paganti è stato complessivamente di 31 mila 60 unità. Erano 259 mila 653 nel 2003, sono stati 228 mila 245 nel 2004. Nei dodici mesi del 2004, sono stati emessi 20 mila 584 biglietti gratuiti, mentre sono stati circa 8 mila gli ingressi con Carta famiglia e Padova Card. Il calo più forte delle presenze "paganti" si è registrato nei mesi di aprile (meno 7 mila 885) e novembre (meno 7 mila 363).

Le cose non sono andate meglio per il Palazzo della Ragione. Tenuto conto che per lavori di restauro è rimasto chiuso al pubblico fino al giugno del 2003, a partire da quel mese e sino a tutto il 2004, i visitatori sono diminuiti di 9 mila 86 unità (meno 15 mila 240 quelli paganti).

L'Odeo Cornaro ha riaperto i battenti al pubblico il 15 aprile del 2003. Confrontando i dati di quell'anno con quelli di aprile-dicembre del 2004, in quella sede si sono avute 2 mila 178 presenze in meno (meno 1.455 quelle paganti).

L'Oratorio di San Michele, per la verità già poco visitato, presenta invece una diminuzione di 617 visitatori (meno 553 i paganti). Il Piano Nobile del Pedrocchi ed il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea, a febbraio del 2004 (mese in cui è stato inaugurato) ha registrato infine 2 mila 700 presenze, di cui 2100 con concessioni gratuite. Dall'inaugurazione in poi, la media è stata di sole 20 persone al giorno, con minime di 10 e con incassi di circa 950 euro al mese.

Per Monica Balbinot, assessore alla cultura dalla scorsa primavera, non è il caso di stracciarsi le vesti. «Questi dati non mi sorprendono più di tanto - dice - Il calo generalizzato della visite nei musei cittadini è infatti in linea con quando sta avvenendo in altri centri italiani e stranieri. Va però aggiunto che, nonostante tutto, le cose sono andate meglio di quanto si pensasse. Quei dati vanno tuttavia disaggregati e valutati attentamente in modo da avere un quadro più chiaro». Monica Balbinot ricorda infine di avere già avviato un progetto di riesame del marketing complessivo dei beni culturali. «Attendiamo i dati del 2005 - spiega - che saranno senz'altro positivi, anche grazie alle manifestazioni legate al Mantegna».
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Old February 9th, 2005, 07:21 PM   #172
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mpegnativi i lavori di ristrutturazione che sono stati rallentati dal ritrovamento di tombe risalenti al 1.300. La capienza è di 236 persone sedute
Aprirà a marzo il teatro Ruzante restaurato
Ci sono voluti cinque anni per sistemare l’antico stabile di proprietà dell’Università. I locali destinati a aule e sala cinema

Quasi cinque anni di lavori e 2.370.000 euro stanziati per la realizzazione del progetto, ma il prossimo 30 marzo l'ex-Teatro Ruzante sarà consegnato all'amministrazione dell'Ateneo patavino che l'aveva acquisito il 29 dicembre del 2000. L'edificio ha richiesto un restauro lungo e tortuoso. La pulizia e il rifacimento delle opere murarie sono durati tre anni e si sono arrestati una prima volta nel settembre del 2003 per il rinvenimento di una superficie, pari a 100 metri quadrati, sotto il pavimento dell'abside dell'ex-teatro, di tombe risalenti al 1300. Poi nuovo stop nel febbraio del 2004 quando sono stati ritrovati degli affreschi sia all'interno, che all'esterno dell'edificio, sotto i canali di gronda, che sono stati restaurati interamente, ripristinando le pitture decorative emerse.

«Il lavoro a cui siamo andati incontro è stato notevole e non privo di imprevisti - ha detto l'architetto Gianni Fabbri, progettista e direttore dei lavori - Oggi dobbiamo, però, ritenerci soddisfatti di quanto compiuto. La struttura potrà ospitare sino a 236 persone, numero che comprende sia la sala conferenze che la parte adibita a cinema. Il pavimento sarà sospeso e leggermente inclinato, tale da poter garantire la massima visibilità agli spettatori. L'assetto del palco è rimasto immutato; abbiamo, invece smantellato l'enorme solaio esistente, alto più di due metri e mezzo e risalente al 1800, quando il teatro era divenuto una sorta di magazzino. Per procedere al rifacimento del tetto, lasciato con le volte a crociera, abbiamo usato un materiale di alluminio, traslucido, illuminato dall'interno per far divenire la copertura dell'edificio estremamente luminosa e al contempo moderna senza dimenticare la precedente architettura antica».

A visionare i lavori per l'Università di Padova c'era il pro-rettore all'edilizia, il professor Lorenzo Fellin. «Abbiamo acquistato - precisa il prorettore - l'ex-teatro Ruzante, con l'obiettivo di dare un'ulteriore spazio per l'insegnamento didattico al nostro ateneo, ospiterà infatti gli studenti di Scienze Politiche, ma anche con la precisa volontà di riconsegnare a tutta la città uno dei suoi edifici storici più importanti. Il progetto di recupero del Ruzante deve iscriversi in un quadro più ampio che comprende anche il restauro, in via del Padovanino dell'ex convento San Giorgio e, poi, di Palazzo Clericini, in via Cesarotti, dove sorgeranno i dipartimenti di Sociologia. Infine nel palazzo Luzzato Dina, in via Vescovado, avranno sede i dipartimenti di Storia».

Grazie ad una convenzione con il Comune di Padova, il nuovo teatro Ruzante, oltre a divenire un'aula destinata alla facoltà di Scienze Politiche, sarà anche utilizzato come sala cinematografica aperta alla cittadinanza e dotata dei più moderni sistemi di illuminazione e climatizzazione in dotazione ai più famosi teatri internazionali.
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Old February 10th, 2005, 03:37 PM   #173
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Flavio Zanonato è tra l'incudine ...

Flavio Zanonato è tra l'incudine e il martello. Perchè fermare la città, e quindi tentare di arginare l'inquinamento, significa anche bloccare le attività economiche.

Sindaco, siamo arrivati al trentottesimo giorno di superamento della soglia dei 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo. Che cosa intende fare?

«Fondamentale sarebbe estendere le misure che applichiamo a Padova a un territorio molto più vasto. Se il capoluogo è isolato in questa battaglia contro le poveri sottili, si fa fatica a ottenere risultati soddisfacenti».

Che bilancio si può stilare sulle restrizioni imposte da novembre a oggi in città?

«I numeri, che sono piuttosto alti, parlano da soli. La città sta rispondendo all'emergenza, segno che il problema è stato recepito. Abbiamo tolto dalla strada un numero elevatissimo di veicoli e adesso c'è l'impegno da parte nostra di riconvertire gli impianti di riscaldamento a gasolio con caldaie alimentate a metano, ma qui si inserisce pure il grosso problema dei costi».

Ma non è troppo poco quello che si sta attuando, considerata la situazione?

«Vale la pena di ricordare che sul fronte ambientale non abbiamo soltanto messo in pratica l'ordinanza che limita la circolazione, ma stiamo lavorando anche per la realizzazione di un sistema di trasporto di massa, cioè il tram, che dovrebbe ridurre drasticamente il traffico. D'altro canto che altro possiamo fare? Non posso mica imporre ai condomini di spegnere il riscaldamento in un periodo in cui il freddo è pungente».

Nonostante tutto, però, a Padova i livelli di polveri sottili presenti nell'aria sono elevatissimi.

«Noi non ci siamo mai tirati indietro e abbiamo cercato di risolvere il problema, introducendo misure ragionevoli. Purtroppo ci sono anche le condizioni geografiche che peggiorano il quadro: ieri ero a Trieste e c'era un vento incredibile che ripuliva l'aria. Qui, invece, c'è una cappa continua».

A questo punto, però, c'è chi invoca l'introduzione di provvedimenti più drastici.

«Direi che per il momento non me la sento di fare dell'altro, anche perché se fosse solo Padova a fermare le macchine ci sarebbero dei vantaggi economici per le città dove non si prendono decisioni del genere. Voglio dire che non intendo, usando una metafora, utilizzare terapie che ucciderebbero il paziente. Supponiamo per un attimo che io decida di imporre otto giorni di blocco totale: dopo che cosa accadrebbe? La situazione sarebbe identica a prima. Non si può considerare di tenere la città chiusa e di riaprirla solo quando piove».

Ma se i livelli continueranno a essere elevati a Padova non cambierà nulla?

«Questo adesso non lo posso escludere a priori. Ma se chiuderò Padova e in Cintura si circolerà liberamente quale sarà la conclusione? Che il Pm10 supererà il confine e ritornerà nell'ambito territoriale del capoluogo».

Allora, oltre che l'arrivo della pioggia, qual è il suo auspicio?

«Noi andiamo avanti con limitazioni compatibili con una città che deve vivere, ma tutto il Veneto deve fare lo stesso. Questo come provvedimento immediato. E poi bisogna lavorare per migliorare il servizio di trasporto pubblico, in modo da "traghettare" sui bus le persone che solitamente usano l'auto. Cercheremo anche di ottimizzare i servizi di Sita e Aps in modo che non ci siamo automezzi che viaggiano semivuoti lungo le stesse tratte. Ma la cosa fondamentale è che si combatta tutti insieme, su un territorio il più vasto possibile».
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Old February 12th, 2005, 07:19 PM   #174
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TAVOLA ROTONDA
«Le automobili sono responsabili solo di un terzo delle emissioni»

(A.G.) Non solo con l'auto si inquina l'atmosfera. Un motorino a due tempi non catalitico emette Pm10 come duecento auto nuove e un pullman Euro zero sparge polveri nell'aria quanto un migliaio di veicoli di ultima generazione. Sono queste le puntualizzazioni sull'emergenza inquinamento che emergono dall'incontro di giovedì sera promosso dall'associazione Mario Volpato in collaborazione con Unindustria Padova e Camera di Commercio. Alla tavola rotonda coordinata da Maurizio Mistri, intitolata "Traffico urbano: nuove prospettive tecnologiche" hanno partecipato il direttore generale dell'Arpav Paolo Cadrobbi, il responsabile dell'osservatorio regionale aria Alessandro Benassi, il docente di Sistemi di trasporto dell'Università di Padova Luca Della Lucia e Alberto Mirandola, ordinario di energetica applicata. «Prima di prendere delle iniziative come quella delle targhe alterne occorrerebbe uno studio approfondito sulle cause dell'inquinamento e dell'emissione di polveri sottili nell'aria - ha spiegato il direttore generale dell'Arpav - il traffico automobilistico è responsabile di appena un terzo sul totale delle emissioni delle polveri sottili. Se non si opera in maniera seria e strutturale anche sulle emissioni degli impianti di riscaldamento e delle centrali termiche degli impianti produttivi si rischia di penalizzare solo gli automobilisti senza avere benefici apprezzabili e soprattutto duraturi sulla qualità dell'aria». Secondo i relatori intervenuti occorre spingere per una graduale e costante azione di rinnovamento delle caldaie domestiche e del parco macchine circolante. Questo per il futuro. Per il presente avanti con le targhe alterne e il lavaggio delle strade.
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Old February 12th, 2005, 07:20 PM   #175
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PER LA SICUREZZA
Fondi regionali a ottocento imprese

Sono più di ottocento le piccole e medie imprese che hanno deciso di rafforzare i propri sistemi di sicurezza con l'aiuto della Regione. L'assessore regionale alla sicurezza, Raffaele Zanon, ha presentato il bilancio dell'attuazione dei contributi regionali per l'anno 2003, durante un incontro sul tema "Piccole e medie imprese e sistemi di sicurezza", tenutosi in Provincia. Presenti anche l'assessore provinciale Mario Verza, Stefano Canepelle dell'Osservatorio regionale per la sicurezza, il segretario regionale del Sap, Michele Dressadore e rappresentanti delle associazioni di categoria regionali e provinciali del commercio e dell'artigianato. «In Veneto, come nel resto del territorio nazionale, le attività produttive e commerciali sono uno dei principali obiettivi della criminalità: per fronteggiarla abbiamo già fatto molto, ma occorre fare ancora di più rilanciando con forza le iniziative, finanziate dalla Regione, per dotare le piccole e medie imprese e gli esercizi commerciali di sistemi di sicurezza tecnologicamente avanzati». A Padova sono una ventina i progetti di sicurezza passiva finanziati dalla Giunta regionale in applicazione alla legge. A livello regionale in cima alla classifica delle categorie produttive che hanno fatto richiesta dei finanziamenti figurano bar, pizzerie e ristoranti, tallonata da vicino dalle strutture alberghiere. «Per aumentare la sicurezza - ha aggiunto Zanon - la Regione non si è limitata a elaborare statistiche sull'andamento della criminalità, ma ha sostenuto e cofinanziato importanti investimenti sul territorio. Negli ultimi tre anni la Giunta regionale ha impegnato finanziamenti per quasi dieci milioni di euro volti a partecipare alla costruzione di nuove caserme per le forze dell'ordine. Nel 2003 la Giunta regionale ha finanziato 530 installazioni di dispositivi di sicurezza».Basteranno telecamere e allarmi a bloccare ladri e rapinatori?"Certamente sono un deterrente importante - ha sottolineato Zanon - credo che occorra fare uno sforzo in più e favorire il collegamento in rete dei video catturati dai sistemi a circuito chiuso per aprire queste immagini alle centrali operative delle polizie locali o delle agenzie di vigilanza privata, in maniera da dare un allarme tempestivo in caso di reato, e non solo raccogliere elementi utili alle indagini post rapina, come avviene adesso".
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Old February 14th, 2005, 07:49 PM   #176
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Brugine
Il "no" all'antenna per le telecomunicazioni ...

Brugine

Il "no" all'antenna per le telecomunicazioni sfocerà in un ricorso al Tar. Il comitato di "Via Giacomo Matteotti", una sessantina di residenti nella via della frazione di Campagnola si è riunito in sala Borsellino per contestare la scelta dell'amministrazione comunale, che nella vicina via Carlo Alberto Dalla Chiesa ha individuato il sito per l'emittente per la telefonia. Secondo i membri del comitato quel sito non è adatto all'istallazione dell'antenna per la telefonia mobile, a causa della vicinanza di alcune scuole e perchè la zona è ad alto densità abitativa.

L'incontro pubblico, che ha visto la sala colma di cittadini, organizzato dal "Veneto delle Libertà", ha evidenziato, grazie all'intervento dell'avvocato Anna Ciardullo, il cammino dell'amministrazione per arrivare all'individuazione di quel sito. Nel 2001 la precedente amministrazione aveva scelto cinque siti dove poter piazzare queste antenne. Nella delibera dello scorso dicembrel'attuale amministrazione del sindaco Silvia Salvagnin ha ridotto a due i posti idonei. Quello nelle vicinanze del cimitero è stato scartato per la troppa vicinanza a Villa Roberti, palazzo sottoposto a vincolo da parte della sovrintendenza. Pertanto rimaneva solamente quello di via Dalla Chiesa.

«Nella delibera di giunta - ha reso noto l'avvocato Ciardullo - non è riportato il criterio secondo il quale è stato scelto questo sito».

Francesco Panin dell'Ispesl (Istituto Superiore Provinciale Sicurezza sul Lavoro) ha spiegato in maniera molto esaustiva il funzionamento di queste antenne, i limiti in cui devono rientrare per non danneggiare le persone.

«Entro martedì - ha annunciato Marica Barella dell'associazione Venete delle Libertà - l'avvocato Ciardullo presenterà il ricorso al Tar contro questo provvedimento dell'amministrazione comunale»".

Da parte sua Leonardo Padrin ha dichiarato che «la comunicazione non può essere prioritaria rispetto alle persone, l'evolozione tecnologia deve essere a servizio del cittadino che deve essere fatto parte delle decisioni di chi lo governa, altrimenti una maggioranza sovrasta una minoranza ed è proprio per questo che sosterrò la causa del comitato».
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Old February 15th, 2005, 03:34 PM   #177
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L’OPINIONE
«A proposito di via Anelli: sindaco non fare il clandestino»
di FILIPPO ASCIERTO*

Dispiace ma non stupisce quanto sta accadendo in questi giorni a Padova a proposito della vicenda di via Anelli.

Cos'altro poteva succedere in una città dove governa un'Amministrazione sostenuta da Centri Sociali, organizzazioni cosiddette No Global, Disobbedienti e varie altre frange di "sinistri" extraparlamentari?

Giustamente, questi attivi ed energici sostenitori del Sindaco, rivendicano il loro ruolo all'interno di un'amministrazione comunale che hanno contribuito ad instaurare, e lo fanno con i mezzi ed i metodi che lo stesso Zanonato, assieme ai suoi "compagni", ha incoraggiato e legittimato quando sedeva sui banchi dell'opposizione.

Ha ben poco da lamentarsi dichiarando alla stampa che "così non si aiuta nessuno". Al contrario, lui è stato aiutato, e non poco, dagli atteggiamenti "esuberanti" dei suoi sostenitori, da sempre forniti di idee creative e, soprattutto, di molto tempo libero per realizzarle.

Forse ora, però, il Primo cittadino è un po' allarmato dalla nuova dote che gli "occupanti per professione e disobbedienti per educazione" hanno sviluppato negli ultimi tempi.

Con poteri che hanno del sovrannaturale riescono a prevedere quali siano gli alloggi destinati agli ex residenti di via Anelli, e ne prendono possesso violando tutte le norme e procedure vigenti per l'assegnazione degli alloggi pubblici.

Ma stia pure tranquillo il Sindaco. Lo fanno, come hanno candidamente dichiarato ai giornali, soltanto "per accelerare un po' i tempi burocratici per l'assegnazione".

E se, nonostante la rassicurante buona volontà dei Disobbedienti, il cui unico intento è quello di dare una mano al Comune nel velocizzare i tempi della burocrazia, Zanonato avesse ancora un briciolo di preoccupazione, rimanga pure sereno, gli daremo una mano noi.

Via Anelli verrà bonificata. Non sarà più, come è stato finora, ricettacolo di delinquenza, spaccio di droga e clandestinità diffusa.

E ciò avverrà nonostante le proteste ed i comportamenti provocatori ed illegali di quattro ragazzetti insolenti, chiassosi e scansafatiche che vorrebbero fare di Padova il loro privato e personale parco giochi.

Non vorremmo farlo, c'è una Giunta ed un Consiglio deputati ad impedire che i propri cittadini siano costretti a vivere sotto la minaccia della criminalità ed il ricatto di pochi facinorosi.

Tuttavia, se le connivenze con i movimenti estremisti sono tali da mettere a rischio le poltrone di qualche amministratore, è compito nostro ristabilire in questa città il rispetto della legalità e la tutela della civile convivenza, e ciò con tutti i mezzi leciti che la politica e le istituzioni hanno a disposizione.

Se è pur vero, come dichiarava Zanonato in campagna elettorale, che "siamo tutti marocchini bianchi", tuttavia invitiamo il Sindaco a non comportarsi come un clandestino che si nasconde e lascia che l'illegalità gli scorra dinanzi agli occhi senza avere la forza né la volontà di intervenire.

Altrimenti, che il Primo cittadino si trasferisca in via Anelli e si comporti davvero da "marocchino bianco", e lasci che questa città venga amministrata da chi non scende a patti con i violenti.

(*)deputato di Alleanza Nazionale
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Old February 15th, 2005, 04:28 PM   #178
Paxromana
ad mos maiorum
 
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STRADE: PRESENTATO PROGETTO RACCORDO ANULARE PADOVA
(ANSA) - PADOVA - ''Il Grande raccordo anulare mettera' Padova nella condizione di svolgere a pieno la sua funzione di centro di quella grande citta' metropolitana che e' il Veneto''. Cosi' ha commentato la presentazione ufficiale del progetto del 'Gra' il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan. L'opera, la cui progettazione e' in fase avanzata, avra' un percorso totale di 42 chilometri e la previsione di costo si aggira attorno ai 306 milioni di euro. Il progetto preliminare e la proposta di project financing del 'Gra' sono stati presentati nel mese di dicembre all'Anas. Il tempo stimato per la realizzazione dell'opera e' di sei anni, il 'Gra' quindi dovrebbe entrare in esercizio nel 2011. ''E' un'opera di cui la zona di Padova e il Veneto in generale ha urgente bisogno - ha aggiunto Galan - da piu' parti si sente parlare di rimpianto per i tempi in cui la nostra regione aveva una classe politica che contava a livello nazionale. Voglio ricordare che negli anni passati si preferi' realizzare prima l'alta velocita' ferroviaria sulla Roma-Napoli o l'autostrada Salerno-Reggio Calabria a scapito dell'alta velocita' ferroviaria tra Torino e Venezia o le grandi infrastrutture viarie di cui il Veneto si sta dotando solo ora, in grave ritardo''.(ANSA).
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Old February 15th, 2005, 05:00 PM   #179
Pavlvs
DIABOLIKVS
 
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Mi sembra incredibile che appena 220.000 persone visitino la Cappella degli Scrovegni.
Nella regione più turistica d'Italia poi!!
Mah!
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Old February 17th, 2005, 08:31 PM   #180
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IL PROGRAMMA EDILIZIO

Quasi 11 milioni di euro in tre anni per risistemare il patrimonio di edilizia pubblica residenziale. A tanto arriverà il programma triennale "Servizio edilizia residenziale 2005-2007" che sarà discusso in consiglio comunale nell'ambito delle decisioni per il bilancio. In questo piano rientrano alcune ristrutturazioni importanti come quella da 6.5 milioni di euro per i 18 appartamenti in via Rovereto e Paltana che sono chiusi da anni.

«Ma l'intervento più importante - dice l'assessore Ruffini - sarà dedicato ai circa 80 appartamenti di via Cave, via Curie, via Plana, Via Boyle, ex ministero delle Finanze che sono abitati e che da circa 30 anni non subiscono alcun intervento. In queste case, dove 25 famiglie hanno già acquisito il diritto a comperare, il Comune intende riadattare gli appartamenti con una spesa di circa 4 milioni di euro».

L'elenco annuale del 2005 è lungo. Il pacchetto per opere di manutenzione straordinaria per 552mila euro comprende ad esempio 3 case erp in via S. Marco 175 e in via Ceron 36-38, a Ponte di Brenta, dove è prevista la revisione ed impermeabilizzazione dei manti di copertura con sostituzione delle lattoniere. Poi il recupero delle facciate e dei vani scala dei fabbricati erp in via Sografi 30-32 e 34-36. Interventi di manutenzione straordinaria anche in via Chiesavecchia, via Guidi e via Morandini con il risanamento delle opere in legno strutturali e a carattere decorativo.

Fra gli altri interventi, manutenzione in via Sandelli: primo stralcio delle tinteggiature (190mila euro) e il risanamento conservativo degli stabili ex ministero delle Finanze di via Cave, via Curie, via Boyle il cui primo stralcio sarà di 500mila euro. Saranno risanate le prime due palazzine. La ristrutturazione dello stabile di via Rovereto 15 costerà 777mila euro. La casa è disabitata. Alla fine dei lavori saranno pronti 9 alloggi. Risanamento conservativo per il fabbricato erp di via S. Marco. Lavori per 380mila euro. È una casa ex ministero delle Finanze oggi del Comune.

Fra gli interventi ricompresi nel Contratto di quartiere Portelo figurano la riqualificazione dei fabbricati di via Stella 2-4 e di vicolo Pastori 18-20 con l'accorpamento dei mini alloggi e il completamento delle opere di recupero delle facciate per 865mila euro; poi la riqualificazione delle aree esterne di pertinenza ai fabbricati del Comune in via Gradenigo, via Stelle e vicolo Pastori per 300mila euro. Infine la ristrutturazione di un fabbricato erp di 12 alloggi in via Gradenigo 12-14 per 1milione di euro (contributo regionale di 686mila).

Per il 2006 sono previsti invece un intervento di manutenzione straordinaria in via Polesine col rivestimento a cappotto e le tinteggiature esterne per 190mila euro e la manutenzione straordinaria in via Sandelli per altri 190mila euro. Altre opere di manutenzione per 150mila euro e infine 50mila euro per il progetto di accompagnamento sociale del Contratto di quartiere Portello.

Per il 2007 sono previsti altri 218mila euro per la manutenzione straordinaria in via Polesine e 150mila euro di un pacchetto per opere di manutenzione straordinaria per 150mila euro, in più altri 50mila euro per il progetto di accompagnamento sociale del Contratto di Quartiere Portello.
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