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#3481 |
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Milano
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Sono quasi sicuro di aver sentito bene, ma poco fa DeCorato al TG3 ha comunicatoche grazie al Maxidividendo Sea e di altre società municipali, entro marzo 2006 inizieranno i primi cantieri della Linea 4... in forma ridotta, ma l'importante è cominciare...
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#3482 |
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Milano
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OPERE PUBBLICHE: 132 CANTIERI ENTRO IL 2006
Un miliardo e 270 milioni di euro da investire per interventi strategici che riguardano l'edilizia socio - assistenziale e la viabilità della città. Tredici sono gia aperti e centodiciannove aprono a breve: entro il 2006 partono 132 cantieri. Sono 42 in più rispetto allo scorso anno. Entro il 2006, infatti, è prevista la realizzazione di nuovi alloggi, d'interventi di riqualificazione nelle case popolari, di lavori di manutenzione delle scuole e di opere per la cultura come l'Arengario. In particolare entro aprile il Comune prevede la realizzazione di nuovi alloggi in via Civitavecchia, via Gallarate, via Senigallia, via Ovada. A maggio cantieri aperti pure in via degli Appennini, via Giambellino, via Del Ricordo, via Cogne e in via dei Missaglia. Settantacinque milioni di euro per avviare i lavori di restauro delle case popolari di Quarto Oggiaro e otto milioni andranno per il recupero del quartiere Ponte Lambro, della via Rilke e via Maria Reiner. "Per quanto riguarda la viabilità, entro il 2006 - assicura il vice sindaco Riccardo De Corato - inizieranno i lavori della Paullese, il prolungamento della linea 3 della Metropolitana, il collegamento di via Gattamelata, una nuova stazione ferroviaria a Rho Pero e l'avvio dei lavori per la nuova metrotranvia Milano - Cinisello Balsamo".
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#3483 | |
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Italian Mod
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Sei sicuro che non abbia detto linea 5? Sarebbe una smentita clamorosa delle previsioni se iniziassero prima i lavori della linea 4 (dopo anni che annunciano che quelli della linea 5 partiranno per primi) Oppure saranno cantierate tutte e due prima delle comunali? (anche se sa un po' di mossa elettorale, non sarebbe male...)
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#3484 |
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Italian Mod
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BILANCIO DEL COMUNE E FINANZIARIA 2006
Dopo l'approvazione della legge Finanziaria 2006, per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità interno, il Comune ha adeguato le cifre del proprio bilancio, approvato lo scorso dicembre. In particolare rispetto ai dati contenuti nel consuntivo 2004 e preventivo 2006, la Giunta prevede una riduzione della spese correnti di 15 milioni di euro. Secondo la nuova legge Finanziaria i tagli previsti non intaccano i servizi ai cittadini. La riduzione delle retribuzioni (417 euro in meno) e i gettoni di presenza degli amministratori pubblici comunali permetteranno un risparmio di 700 milioni di euro. Tra le altre voci interessate da una rimodulazione dei finanziamenti si trovano anche le spese di rappresentanza, quelle generali, di gestione e per la convenzione con l'Amsa.
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#3485 |
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Franco Tagliabue
Italia, Giussano (MI) Piazza nera piazza bianca Piazza parrocchiale di Robbiano - Giussano Committente: Comune di Giussano - Resp. Proc. Arch. Paolo Donà Progettista capogruppo: Franco Tagliabue Gruppo di progettazione: Ida Origgi, Chiara Toscani ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=9089
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#3486 |
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Franco Tagliabue
Italia, Casorezzo (MI) Casa Ferrario Edificio residenziale Progettista capogruppo: Franco Tagliabue Gruppo di progettazione: Chiara Toscani Collaboratori: José Angel Orué ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=9091
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#3487 |
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Italian Mod
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Urban Office Architecture
Italia, Milano (MI) Padiglione dal cielo stellato ex padiglione del viandante premessa Il “padiglione dal cielo stellato” è stato costruito nell’immediato dopoguerra per ospitare gli emigranti di passaggio a Milano, diretti all’estero ed offrire loro un riparo per alcuni giorni. L’edificio era caratterizzato dalla singolare soffittatura del grande dormitorio, dipinta di blu e decorata con stelle gialle al fine di trasportare l’ospite in una dimensione in cui il sogno e la speranza potessero sdrammatizzare le difficoltà dell’immigrazione. Il progetto qui presentato affronta il tema del riuso di un edificio che ha subito continue trasformazioni nel corso del tempo. L’intenzione della committenza è stata quella di recuperare la vocazione originale di questo piccolo ed intimo luogo, nonchè la sua dimensione di spazio romanticamente aperto verso il cielo, ovvero verso i sogni e le aspirazioni di ognuno. Nell’affrontare il tema del recupero di questo edificio, i progettisti hanno trasformato in elemento generativo di progetto l’esigenza di “mantenere un contatto con lo spazio libero esterno” da parte di quelle persone-utenti che hanno vissuto a lungo l’esperienza della vita senza una casa, all’aperto. Si è quindi deciso di riproporre la vista del cielo come riferimento principale nell’organizzazione degli spazi; di qui l’idea di creare una grande vetrata verso il giardino interno alla casa e verso il cielo, discretamento filtrato dalle fronde degli alberi del giardino stesso. Il progetto prevede che, da ogni punto della casa si possa scorgere direttamente il cielo. I “carissimi” (così vengono chiamate gli ospiti della casa gestita dall’ Opera Cardinal Ferrari Onlus) che soggiorneranno e svolgeranno attività in questo luogo dovranno sentirsi al riparo dalle intemperie, ma dovranno avere la sensazione di non essere “costretti” in spazi chiusi. Le logiche del progetto La sfida affrontata con il progetto per il "Padiglione del cielo Stellato" (ex-Padiglione del Viandante) e' stata quella di operare progettualmente una risposta architettonica ad un tema marcatamente sociale, sia in termini di coinvolgimento del committente che dell'utente. Tale onere ed impegno ha comportato il superamento di alcuni limiti propri della prassi progettuale comune, imponendo un'attività architettonica di livelli diversi di controllo del progetto sia alla scala del complesso che del dettaglio. Il progetto si sviluppa su un duplice livello di lettura pragmatico/teorico che tende a rendere reciprocamente causali le operazioni di tipo costruttivo e di ideologia artistico/architettonica. Spazialmente, il costrutto fondamentale di organizzazione delle funzioni si articola attorno ad un taglio verticale attraverso il corpo centrale dell'edificio. Tale semplice operazione permette di distribuire nuclei funzionali attraverso la disposizione di funzioni creativo progettuali al piano terreno e abitativo al piano primo, in cui il taglio verticale viene posto in risalto dal volume a doppia altezza della sala polivalente. La strutturazione del programma funzionale e, più in generale, di quello sociale ha comportato l'utilizzo di strumenti architettonici arricchiti di un valore aggiunto in grado di trasferire qualità ai pezzi costruiti. Sittale metodologia favorisce l'integrazione di valori simbolici, culturali e di dettaglio architettonico in cui i valori della strada, della temporaneità e dell'essenzialità vengono tradotti in sistemi di arredo, luci, lucernari ed utilizzo di materiali. I materiali vengono trattati con riguardo per la loro funzione e lasciati allo stato naturale: il legno che ripropone la solida volumetria dell'albero, il cemento che rimanda ad immagini di vita urbana, il ferro e la pietra che modificano crude visioni di inospitale sopravvivenza ed il vetro che suggerisce uno sguardo al cielo stellato. In una operazione concettualmente equivalente, la nostra posizione critica è stata quella di osservare, documentare e rappresentare atti sociali attraverso forme architettoniche. Ciò che è utile evidenziare è la complessa analisi spaziale e funzionale che ha fornito gli strumenti per misurare e interpretare i sottili e talvolta delicati equilibri di un'utenza fortemente caratterizzata da impegni sociali. Il rapporto di interazione fra logiche di organizzazione spaziale chiare e il sistema distributivo fra ampi spazi comuni, aree di media densità e spazi privati fa sì che il padiglione operi come sistema di interazione fra gruppi diversi, agisca e si modifichi in modo flessibile, per ospitare eventi e azioni differenti. L’interesse del progetto deriva dalla condizione dell’esplorazione tecnico/formale ed etico/professionale di un territorio di contatto tra fra differenti “attori sociali”. Qui, i caratteri di attribuzione di valore (su parametri architettonici) operano senza riferimenti preconcetti o immagini standard… quale sia l’immagine appropriata (nel senso di comunemente riconosciuta) per una residenza speciale come il Padiglione dal cielo stellato, almeno per chi la vive da fuori, non è più una soluzione formale definita da perseguire, bensì una ricerca da compiere con sistemi di riferimento (non solo spaziali!) non convenzionali. IL PROGETTO La casa è stata riprogettata prevedendo l’inserimento di tre funzioni differenti e volutamente separate, secondo uno schema funzionale che prevede due grandi blocchi di servizi all’estremità del corpo centrale longitudinale: • gli alloggi • l’ atelier • lo spazio polivalente Gli alloggi per sette donne anziane, senza fissa dimora, fisicamente autosufficienti che, per problemi di disadattamento sociale o psichico non possono vivere in grosse comunità, occupano l’estremità del corpo longitudinale che da sulla via Boeri. Sette “carissime” trovano un luogo dove poter disporre di uno spazio privato (è la loro casa, non più fatta di sacchi di plastica e cartoni!) ma anche di una struttura di supporto (lO.C.F.). La distribuzione che ne è derivata si articola nello spazio per tutta la lunghezza dell’edificio. L’ingresso alla “casa” avviene dal giardino lungo la via Boeri, ed è caratterizzato-segnalato da un muro curvo in cemento a vista, gesto di aperta accoglienza alla storia personale di ognuno in un ambiente teso verso una “dimensione di ascolto”. Un umile muro curvo in cemento palesa l’intenzione progettuale-formale di segnalare al quartiere con un gesto semplice che “qui”, in questo luogo sta succedendo qualcosa e manifesta un’aperta accoglienza alla storia personale di ognuno. Al piano terreno è situato lo spazio della grande cucina, il vero luogo di socializzazione per le ospiti. Proiettato verso il giardino e la vasca d’acqua dalle grandi vetrate , questo luogo è caratterizzato da tagli di luce che seguono lo sfalsamento dei muri esterni. Uno spazio a tutta altezza, in cui sono collocate sia le scale sia l’ascensore, consente l’accesso al piano superiore, divenendo volume di cerniera e di compenetrazione tra i due piani. In alto, una lunga finestra a nastro porta all’interno la luce del sole… e della luna. La scala diviene così luogo di luci e di ombre. L’accesso alle stanze avviene attraverso una spina di distribuzione che percorre longitudinalmente l’edificio e che nega fortemente l’idea di corridoio. Questa è separata dall’adiacente spazio polifunzionale dal muro-tableau in legno che funge da parapetto e che impedisce alle carissime di essere viste da eventuali persone presenti nello spazio polivalente, pur consentendo alle stesse di vedere il cielo attraverso le vetrate della copertura. Alcune sedute fisse lo rendono un momento anche di sosta... quasi una via cittadina. Le singole stanze sono state progettate secondo uno spirito di essenzialità e tentano di idealizzare e in qualche modo riprodurre l’ambiente della strada.. Non sono presenti cassetti o armadi ma solo piani d’appoggio che diventano ora la base del letto, ora il tavolo, ora un piano su cui adagiarsi per guardare il cielo attraverso la finestra, resa metafisica dal piano della gronda sottostante. I materiali presenti nell’alloggio rispondono alla volontà di fornire un’interpretazione architettonica “concettuale” al progetto sviluppato. In questo senso è stato proposto il tema dell’utilizzo di materiali poveri, trasformandoli in elementi architettonici con una propria dignità, a significare che anche i poveri e i disadattati hanno una propria dimensione dignitosa: … la bellezza Una grande finestra resa metafisica dal piano della gronda sottostante contempla il cielo e gli alberi. L‘accesso alla casa delle “carissime” rimane separato rispetto al resto del padiglione per volontà della stessa O.C.F., al fine di garantire alle ospiti che vi abiteranno una dimensione domestica pur all’interno di una struttura di assistenza. La superficie al piano terreno dedicata alla “casa” per le “carissime” è di circa 90mq, mentre di 200mq al piano primo, per un totale di circa 290mq. Oltre alle camere vere e proprie ed alla grande cucina, essa comprende i servizi igienici tra cui quello per disabili, una camera per un assistente, una piccola reception, una lavanderia, oltre a locali deposito e ad un piccolo spazio comune con camino al primo piano. Grande attenzione è stata dedicata alla progettazione tecnologica degli impianti. Tutti i locali sono dotati di riscaldamento regolabile autonomamente e di un sistema di purificazione dell’aria oltre ad essere predisposti per l’aggiunta dell’impianto di condizionamento. L’atelier per varie attività artistiche, è il luogo più riservato del padiglione. È pensato come open-space ove ricavare piccoli spazi di lavoro più raccolti ed intimi in modo da offrire un momento ludico e creativo agli ospiti. Qui i “carissimi artisti” (il pittore, il fabbro, il falegname, il sarto) hanno il loro piccolo atelier dove poter ritrovare le capacità sopite. In caso di mostre o manifestazioni gli spazi degli atelier possono essere aperti ai visitatori, ed il giardino antistante gli atelier può diventare il “giardino delle sculture”. … la natura come vero spazio da abitare E' stato pertanto collocato nella parte simmetricamente opposta alla sala polifunzionale, da cui è separato dal grande mobile-tableau. Una striscia di vetro che contorna il mobile e lo stacca da terra consente quella compenetrazione spaziale e visiva che è un tema fondamentale del progetto. Lo spazio risulta quindi continuo dilatando percettivamente le dimensioni degli atelier, mentre la luce entra da diversi punti ad illuminare e ad ispirare il lavoro dei “carissimi”. Gli spazi di lavoro affacciano sulla zona posteriore del giardino, e sono funzionalmente collegati anche alla falegnameria che verrà ricavata attrezzando il deposito già esistente che chiude il giardino. Grandi vetrate, al cui interno sono stati inseriti mobili attrezzati per supportare il lavoro manuale, proiettano questi spazi verso il giardino esterno. I quattro atelier costituiscono un unico spazio aperto che può essere utilizzato senza separazioni in occasione di mostre ed esposizioni dei lavori prodotti all'interno degli stessi atelier, oppure diviso mediante separatori mobili per creare spazi più raccolti ed adatti allo svolgimento delle attività creative. Così come nello spazio polivalente la riflessione sul tema dell'interrelazione con gli ospiti avviene nello stesso luogo in cui i programmi decisionali trovano una loro collocazione pratica, è importante che l'osservazione dei lavori dei “carissimi” avvenga nello stesso luogo in cui essi vengono prodotti . La vocazione espositiva di questo spazio è sottolineata anche dai volumi incastrati nei serramenti e rivestiti esternamente in legno che si prestano a fornire un elegante supporto espositivo alle opere prodotte dagli artisti, risultando tra l'altro protette dalle intemperie dalla gronda fortemente aggettante e illuminate dalle luci posizionate nel marciapiede esterno. I singoli spazi di lavoro sono stati attrezzati con armadiature e piani d'appoggio per consentire lo svolgimento delle varie attività. La parete-mobile compresa nel serramento che da sul giardino è attrezzata con un lavabo, oltre ad avere diversi ripiani porta oggetti. Sul lato opposto il grande mobile continuo a tutta parete è stato studiato per fornire i vani necessari ad ospitare gli indumenti di lavoro, gli attrezzi ed i materiali in maniera ordinata, così che terminate le lavorazioni e richiuse le ante del mobile lo spazio risulti sempre pronto ad essere utilizzato per manifestazioni. Un tema progettuale di grande interesse è risultato essere quello del serramento che chiude gli atelier verso il giardino. Un unico elemento progettuale risolve contemporaneamente diversi temi. Il serramento vetrato risolve il tema degli ingressi (evitando spazi distributivi interni che avrebbero ridotto notevolmente gli spazi) che risultano indipendenti e dell'aerolluminazione. Il mobile inserito nella vetrata consente di posizionare un piccolo lavandino e il fan-coil per il riscaldamento. Infine sia all'interno che all'esterno è stata ricavata una seduta in legno per i momenti di pausa. In caso di mostre o manifestazioni gli spazi degli atelier possono essere aperti ai visitatori, ed il giardino antistante gli atelier può diventare il “giardino delle sculture”. … la natura come vero spazio da abitare Lo spazio polivalente, con ingresso diretto dalla sede dell’Opera Cardinal Ferrari e situato sul lato opposto a quello dell’atelier. Si tratta di un luogo con una grande forza concettuale dedicato al “pensiero pensante”, uno spazio in cui pianificare le attività per gli ospiti della casa e riflettere sui temi del recupero di queste persone, a diretto contatto con esse. In questo senso i momenti dell’abitare e quello ricreativo trovano sia praticamente che concettualmente un naturale completamento nella fase della riflessione sui meccanismi posti in atto: qui la cultura del dare e del ricevere si concretizza in un laboratorio di idee che , lungi dal voler essere sterile luogo di riflessioni astratte, si trasforma invece in interfaccia direttamente a contatto con il mondo dei “carissimi”. Questo luogo, accessibile direttamente dalla casa, per la sua posizione e per la sua conformazione potrà essere organizzato in postazioni operative e luoghi di riunione per gli operatori. Per questo sono presenti sia blocchi di servizi che piccoli uffici oltre ad una piccola palestra dove è possibile svolgere attività di tipo fisico. Lo spazio polivalente è la vera interfaccia dell’Opera verso i visitatori. Per questo occupa lo spazio in qualche modo più interessante dell’edificio, godendo di un ambiente a tutta altezza in cui la luce cade liberamente dalla vetrata di copertura, ed in stretta relazione con il giardino e con il grande salone dell’Opera, già sede di molteplici attività. L’orientamento favorevole consente di non avere fenomeni di abbagliamento dal punto di vista dell’illuminazione e di surriscaldamento nei mesi caldi. All’interno lo spazio polifunzionale è fortemente caratterizzato da un grande pannello di legno compensato che, oltre a dividere lo spazio a tutta altezza da quello a due piani e a contenere diversi vani, costituisce un grande “tableau” sfruttabile per appendere le opere degli artisti elaborate negli spazi adiacenti (quelli degli atelier o della falegnameria) o come spazio comunicativo in occasione di eventi, incarnando un pò il concetto della “tabula rasa”, una specie di foglio bianco su cui scrivere attraverso i lavori prodotti le storie ed i sogni di ognuno. In questo spazio vetrato a doppia altezza la cultura del dare e del ricevere si concretizza in un laboratorio di idee che, lungi dal voler essere sterile luogo di riflessioni astratte, si trasforma invece in interfaccia direttamente a contatto con il mondo dei carissimi. Lo spazio a tutta altezza della sala multifunzionale sintetizza l'articolazione spaziale del progetto oltre ad essere una naturale continuazione del giardino dell'Opera e del salone “storico”. Per quanto separata dalle altre due funzioni del padiglione (gli alloggi e gli atelier) c'è comunque una compenetrazione spaziale e visiva che lega questi spazi in maniera indissolubile. Il tableau in legno infatti non sale fino al soffitto. Non chiude cioè lo spazio, semplicemente lo separa. Allo stesso modo non scende fino al pavimento ma rimane sollevato, sospeso. Sempre viene rappresentata l'apertura. L'apertura verso il cielo, verso le idee, verso i “carissimi”. La superficie della sala viene raddoppiata all'esterno, dove una piattaforma in porfido diviene occasione per attività all'aperto in relazione anche con il campo da bocce. Questa zona inoltre può essere raggiunta da persone con difficoltà motorie tramite il passaggio grigliato direttamente dall'ingresso dell'Opera. PROGETTO OLTRE IL PROGETTO: prospettive L’operazione realizzata è quantomeno insolita. La sfida è stata quella di mettere in relazione operatori professionali della costruzione e della progettazione (costruttori, imprenditori, fornitori, finanziatori e progettisti) con operatori sociali del terzo settore (assistenti sociali, operatori, amministratori e volontari). Non va scordata neppure la peculiarità del tema di progetto e della fascia di utenza in oggetto: le carissime. Quello che ne è derivato non è solo l’introduzione di un nuovo processo edilizio di “autocostruzione organizzata” e di “progettazione sensibile”, non è solamente un risparmio economico, ma è anche e soprattutto un fatto culturale importante che può servire, può aiutare a costruire la società e, più matericamente parlando, la città, intesa non solo come aggregazione di “artefatti” identificati da valori economici, volumetrici e dimensionali, bensì come manufatti “fatti ad arte”, in risposta a richieste di uomini che vivono e non sopravvivono. …ascoltando l’altro. La partecipazione al progetto ed alla gestione del processo di realizzazione del proprio habitat è estremamente interessante all’interno di una società più o meno espansa. L’esperienza vissuta attraverso la progettazione dapprima e poi la realizzazione del “Padiglione dal cielo stellato”, ha permesso agli operatori coinvolti (dai committenti ai fruitori, dalle imprese ai fornitori, dai volontari all’amministrazione) di mettere a punto un vero e proprio PROGETTO PILOTA. Il Padiglione può essere così visto come prototipo per la sua capacità di integrare architettura ed aspetti sociali, in cui semplicità, chiarezza ed economia possono essere rappresentate con fascino e discreta eleganza. E’ bene ed opportuno sottolineare che questo tipo di approccio, alla progettazione prima ed alla realizzazione poi, certo non riduce le opportunità di lavoro per gli addetti al settore edile: ne può anzi derivare l’allargamento della fascia di mercato della casa ad utenze che non sarebbero solvibili in condizioni normali di mercato. L’atteggiamento tenuto apre dunque nuovi mercati per le imprese edili, per i fornitori, per i progettisti che sono chiamati a realizzare le opere che normalmente non sono a carico delle utenze particolari, come le realtà no-profit. La sfida è dunque quella di ottenere una costruzione dignitosa, funzionale, sicuramente bella e con costi di gestione e di manutenzione proporzionati al benessere ottenuto. Come fare? L’operazione è semplicemente complessa: si tratta di mettere in rete operatori professionisti capaci, per la propria organizzazione, di fornire servizi e/o materiali di buona qualità a costi bassi, proponendosi loro come clienti interessanti in quanto parte di un settore (il terzo settore!) capace di sviluppare progetti sociali di ampio respiro e dunque economicamente convenienti. L’autocostruzione organizzata, forse così possiamo definire l’esperienza svolta, può portare a risparmi del 30-40% che, nel nostro caso ha significato poter impiegare risorse per la creazione di un ambiente più dignitoso e finalmente bello, in coerenza con i propositi iniziali. Può anche essere una soluzione per usare al meglio il patrimonio edilizio esistente. Committente: Opera Cardinal Ferrari Onlus Progettista capogruppo: Massimo Edolo Marinelli Gruppo di progettazione: Carlo Enzo Frugiuele, Mario Presutto Collaboratori: Francesco Adorni, Roberta Conditi, Mario Farina ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=9107
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#3488 |
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Milano
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OPERE PUBBLICHE
Metrò 4, Palazzo Marino userà il maxidividendo Sea MILANO - Sempre più a rischio la futura linea 4. In assenza dei fondi della privatizzazione Sea, impantanata nei ricorsi (oggi dovrebbe pronunciarsi il Consiglio di Stato e domani il Tar), la giunta ha messo a punto il piano «B», già ribattezzato da qualche assessore «missione impossibile». L’idea è quella di utilizzare i 160 milioni dei dividendi straordinari che il Comune incasserà a marzo per finanziare uno «stralcio» del metrò 4, portando questi soldi sul tavolo del Cipe. Ma è tutto da dimostrare che l’amministrazione riesca a ottenere il finanziamento dello Stato (240 milioni) con uno stanziamento comunale più ridotto e non è nemmeno detto che la questione linea 4 sia all’ordine del giorno della prossima riunione del Cipe, che si terrà pochi giorni prima delle elezioni. «Noi ci proviamo - dice l’assessore al Traffico, Giorgio Goggi - e speriamo che l’iter si concluda prima della fine della legislatura. Un nuovo governo potrebbe fissare altre priorità». «Ci auguriamo che il comitato si riunisca ancora, ormai siamo in zona Cesarini», incalza il vicesindaco, sottolineando che, linea 4 a parte, partiranno entro l’anno 132 cantieri, per un totale di un miliardo e 270 milioni di euro. Intanto, tornando alla Sea, il capogruppo dei Ds, Emanuele Fiano, ricorda che «per distribuire il maxidividendo ai soci la Sea si è vista costretta a chiedere un finanziamento alla Cassa depositi e prestiti».
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#3489 |
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Italian Mod
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Ecco una foto del nuovo filobus Cristalis operativo sulla circonvallazione
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#3490 | |
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Registered User
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#3491 |
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Ciclista Metropolitano
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Credevo che le foglie fossero solo un'allestimento fatto per la fiera progetto città dell'anno scorso, invece purtroppo le hanno tenute...io lo avrei lasciato senza nulla come le i sirio....fuori è un po tozza come linea, dentro però sono fatti bene, confertevoli e spaziosi....
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#3492 |
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Mediolanense User
Join Date: Oct 2004
Location: milano
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a me sinceramente non spiace, soprattutto dal vivo!
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#3493 | |
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fcom1
Join Date: Nov 2004
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#3494 |
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Ciclista Metropolitano
Join Date: Jan 2006
Location: MILANO - Crescenzago - Q.re Adriano
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Gia...ci stanno un po trascurando a favore di altre città, roma-giubileo, torino-olimpiadi, genova-capitale della cultura ecc....a parte qualche fermata aperta sparsa qua e la da quanti hanni non si affronta seriamente il problema metropolitana?
![]() PS: torino sarà anche capitale del design 2008 con tutto quello che ne può derivare: http://www.aiap.it/news.php?ID=689 Milano avrebbe bisogno di un grande evento per smuovere le acque....
Last edited by Milanomia; February 14th, 2006 at 05:47 PM. |
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#3495 |
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Kunst um der Kunst willen
Join Date: Sep 2005
Location: Milan
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PARCHEGGIO DI SANT'AMBROGIO
La Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici ha espresso parere favorevole per il progetto del parcheggio interrato in piazza Sant’Ambrogio. Si chiude quindi la Conferenza dei servizi su questo progetto, vale a dire la riunione conclusiva con tutti gli enti interessati. Nel febbraio 2005 la Sovrintendenza ai Beni Archeologici aveva disposto l’esecuzione di alcuni scavi preliminari per verificare le condizioni del sottosuolo. Prima dell’inizio dei lavori gli scavi dovranno essere estesi a tutta l’area della nuova struttura. "L’amministrazione comunale – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti, Giorgio Goggi – si sta adoperando insieme al promotore del parcheggio per ottemperare alle prescrizioni". Il Comune studierà, infatti, un piano viabilistico per l’accesso al parcheggio che non coinvolga la piazza e un progetto complessivo di riqualificazione del complesso monumentale comprendente anche il restauro della Pusterla. Il parcheggio di piazza Sant’Ambrogio rientra tra quelli in project financing progettati e realizzati da operatori privati. I posti auto complessivi saranno 470 di cui 234 in vendita ai residenti e gli altri a rotazione. 14 - FEB - 2006 17:43
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On a le bras armé et le cul sur la selle. (Henri IV) "Your humor does not amuse me as much as Eleinad's." (cit.) "La Francia non ha nemmeno la storia italiana." (cit.) We must not judge people by their friends: Judas blameless people attended! (E. Hemingway) |
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#3496 |
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Milano
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Sempre sul parcheggio...
Carla Di Francesco: accessi limitati e rispetto dei monumenti. Goggi: un contributo al rilancio della piazza. L’architetto Cini Boeri: sono incredula e disarmata
Sant’Ambrogio, via libera al parcheggio antitraffico Sì dei Beni culturali: ma il Comune riveda il progetto e difenda i simboli storici dell’area. Il quartiere: un errore «Parere positivo». Avanza il progetto del parcheggio interrato in piazza Sant’Ambrogio. Dopo il via libera della Sovrintendenza Archeologica della Lombardia, a dicembre, ieri è arrivata la decisione favorevole del direttore regionale ai Beni culturali, Carla Di Francesco, che ha «fatto proprio» il parere consultivo del comitato tecnico-scientifico istituito al ministero. I nodi sono quasi tutti sciolti. Il quasi è d’obbligo, perché la Sovrintendenza ha «prescritto» al Comune lo studio di un piano viabilistico che riduca il traffico d’accesso al parcheggio e la riqualificazione dei simboli storico-artistici della zona (Pusterla, sagrato della Basilica, chiostro bramantesco, caserma ottocentesca). L’assessore comunale al traffico, Giorgio Goggi, è comunque fiducioso: «Si è visto che l’opera è fattibile e sono sicuro che darà un grande contributo alla riqualificazione della piazza». Ottimismo che non addolcisce la delusione dei residenti più critici: «Sono incredula e disarmata», commenta sconsolata Cini Boeri, architetto e abitante in piazza Sant’Ambrogio. Ora si aspetta il progetto esecutivo. L’ultima tappa. L’intervento in project financing da 17 milioni di euro, firmato dallo studio Giorgi, prevede la realizzazione di 470 posti auto su quattro livelli (234 per residenti, 236 a rotazione). Dopo i controlli «campione», ora riprenderanno gli scavi archeologici. Chiusura dei cantieri: entro il 2008. Il progetto è già stato rivisto nelle dimensioni della rampa d’accesso al parcheggio (sarà ridotta e non più a chiocciola), ma le modifiche dovranno necessariamente essere più profonde: «Abbiamo chiesto al Comune di rivedere il piano viabilistico: l’obiettivo dev’essere una riduzione del traffico quasi a zero, con un’ampia pedonalizzazione», sottolinea Carla Di Francesco. E poi c’è da considerare il «contesto sensibile» in cui si inserisce il parcheggio: «La progettazione deve assicurare che sia adeguatamente riorganizzata dal punto di vista architettonico tutta l’area attorno alla basilica di Sant’Ambrogio», continua la sovrintendente. Pusterla, strade, monumenti. In sostanza: se lo spazio «è unitario», gli interventi devono essere «coerenti». Messi nero su bianco in «un protocollo d’intesa tra Sovrintendenza e Comune che dimostri l’impegno preciso per il miglioramento della qualità della vita nella zona». Un compromesso. «Il migliore possibile», conclude la sovrintendente, preso atto della «volontà dell’amministrazione di andare fino in fondo». Da parte sua, la giunta «si sta adoperando insieme al promotore del parcheggio per ottemperare alle prescrizioni: non dovrebbero esserci problemi», risponde Goggi. L’assessorato sta verificando se le richieste della Sovrintendenza siano «già incluse nel piano particolareggiato del traffico» (mai partito a causa dei veti politici). Mentre «qualche problema in più potrebbe darlo la questione della Pusterla», conclude l’assessore. Questione di tempi e di fondi. I residenti aspettano. Tutti: quelli che hanno prenotato i box e quelli che si sono opposti fin dal primo giorno. Come Cini Boeri: «Mi sembra impossibile che il degrado culturale che ci ha accompagnato in questi anni sia arrivato fino alle sovrintendenze, le istituzioni che dovrebbero salvarci da questo scempio». Ma «l’indignazione», dice, non basta: «È un’arma spuntata contro lo strapotere dei palazzinari».
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#3497 |
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Presentata la kermesse che parte ad aprile. Previsti oltre 200 mila visitatori
Fuksas: il prossimo Salone del Mobile sarà la vera prova per la Nuova Fiera Con i suoi 200 mila visitatori, che hanno riempito gli alberghi fino a 10 chilometri dal centro, il Salone del Mobile 2006 sarà la prova generale della nuova fiera. Ne è convinto Massimiliano Fuksas, progettista dell’opera avveniristica di Rho-Pero sorta, sulle ceneri di una raffineria. «Sarà un’occasione per capire che cosa funziona e che cosa resta da fare», ha spiegato l’architetto, invitando i milanesi a passeggiare sulla passerella che vola a sette metri d’altezza. Con una raccomandazione: «Usate il metrò che dal Duomo arriva in 20 minuti». «I parcheggi che ospitano fino a 10 mila posti auto, lasciamoli per chi viene da fuori», gli fa eco Manlio Armellini, amministratore delegato del Cosmit, l’ente promotore del Salone, che nel suo 45° compleanno cambia casa. Presentata ieri da una scatenata Serena Dandini, la rassegna dal 5 al 10 aprile presenterà le tendenze dell’abitare. Con qualche preoccupazione per gli uomini, che a giudicare dagli spazi domestici saranno sempre più relegati in cucina a spadellare, mentre le signore si rilassano in sale da bagno grandi come Spa. Sono 2.465 gli espositori distribuiti su una superficie di 222.000 mq, con i vari settori. Oltre al mobile di design, il bagno e il mobile per l’ufficio che si chiama Welness, benessere. Torna anche la biennale Eurocucina con veri locali macchine, «pensate per i nuovi uomini casalinghi», annuncia Paolo Boffi. Ma al di là dei mobili, il Salone conferma la sua doppia anima, mercantile e culturale, con le proposte dei giovani creativi del Salone Satellite e tanti eventi collaterali. Mentre a Rho la Fura dels Baus mette in scena «Il focolare di Sofia», alla Triennale 30 artiste curate da Claudia Gian Ferrari presentano «Il Diavolo del focolare». L’alter ego del vecchio angelo. Maria Teresa Veneziani
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#3498 |
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Metrò 4, una linea fondamentale per tutta la città Trovo ...
Metrò 4, una linea fondamentale per tutta la città Trovo assurdo che si continui a parlare della linea 4 come della metropolitana che va a Linate e serve soltanto l'aeroporto. La 4, al contrario, è una grande metropolitana diametrale lungo tutta la città. Parte da Lorenteggio e serve un'area, sino a Sant'Ambrogio, che rappresenta uno dei più grossi generatori della mobilità urbana; quindi tocca San Vittore, Sant'Ambrogio, la cerchia dei Navigli, il Policlinico, la Statale, il Tribunale. Con l'interscambio a San Babila con la 1, la metropolitana 4 alleggerisce la linea rossa, stracolma, e ne aumenta la funzionalità, quindi serve la direttrice dei grandi viali (Argonne, ad esempio), altro grande generatore di mobilità servito solo da bus, e contribuisce a scaricare il percorso, congestionato, del tram 27. La diramazione su via Mecenate, infine, serve un grande quartiere. Da ultimo va ricordato l'interscambio con il Passante a Dateo e con l'alta velocità a Pioltello dove è previsto il prolungamento della linea. Appare quindi senza fondamento l'ipotesi che la 4, una linea da 10 mila utenti all'ora per direzione, venga realizzata solo per andare a Linate. Giorgio Goggi assessore ai Trasporti
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#3499 |
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Ciclista Metropolitano
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Contunuo a pensare che il ramo lorenteggio sia un doppione del 14 che potenziato e trasformato in una vera MT potrebbe benissimo bastare da quella parte (stesso discorso di M5 e MT cinisello). Consideriamo l'ipotesi inoltre che venga prolungato lungo la vigevanese fino a trezzano....il ramo linate potrebbe benissimo essere collegato al ramo rho della 1 creando una linea unica che collega l'aeroporto alla fiera......
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#3500 |
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Registered User
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Non capisco....<<partiranno entro l’anno 132 cantieri, per un totale di un miliardo e 270 milioni di euro, linea 4 a parte>> che sappiamo bene, non inizierà certo nel 2006...e dunque? Visto che nei 132 cantieri non si parla della linea 5 del Metrò vuol dire che hanno definitivamente abdicato per quest'anno? Siamo davero messi così male? E che fine ha fatto la gara visto che si é inserito un secondo contendente prima della chiusura delle offerte? Qualcuno sa qualcosa a proposito?
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