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#22 |
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vai a leggere sul forum di Roma.
a Fiumicino hanno deciso altri lavori. ti immagini quanti Comitati Spontanei di Protesta nasceranno entro i prossimi 30 minuti a Roma? centinaia come a Milano contro la 3° pista, contro il 3° satellite, contro il Cargo, contro l'ALbergo....? no. staranno tutti zitti e buoni. poi finiti gli ennesimi lavori (sempre finanziati da tutti gli Italiani, non dimentichiamolo! l'ADR in borsa ha una quota bassissima. il resto è Pubblico) diranno..."ma come...abbiamo speso tutti questi soldi e volete che Alitalia si sposti a Malpensa? MAI! e che ce frega a noi se così Alitalia RI-RI-RI-RI-RI-RI- FALLIRA' per la 100 volta!) |
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#23 |
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un conto è chiedere di spostare i voli a milano per questo o quel motivo, un conto è chiedere nuove infrastrutture per malpensa, ma non vedo perchè a fiumicino non si possa ampliare l'ereoporto, inoltre si tratta di un ampliamento mirato ad aumentare i voli charter, che c'entra questo con la crisi alitalia?
un'altra considerazione, pur non avendo una conoscenza specifica ed approfondita dell'argomento, da tutte le discussioni affrontate (in questo ed in altri thread) un dato l'ho tratto facilmente: in italia molti aereoporti hanno aumentato o raddoppiato il traffico, nonostante le varie "diatribe" tra roma e milano entrambi i sistemi aereoportuali hanno mantenuto un buon numero di passeggeri annui (28-29 mil. annui - correggetemi se sbaglio) quindi il mercato in italia c'è! eccome!! a questo punto se c'è il mercato perchè farcelo portere via da compagnie straniere??? |
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#24 | |
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per quanto riguarda poi lo sviluppo degli aeroporti italiani, il traffico di Fiumicino (25 milioni di passeggeri), di Malpensa (18 milioni) e degli altri aeroporti italiani è ridicolo. Heathrow ne fa 60 di milioni, Gatwick (il 2º dei 5 aeroporti di Londra!!!) ne fa 40 (40!!!), piú di 40 ne fanno anche Parigi Charles De Gaulle, Francoforte e Amsterdam. addirittura Zurigo e Madrid battono Fiumicino e Malpensa. il sistema aeroportuale milanese (26 milioni in 3 aeroporti) non arriva alla metà del solo Heathrow, e questo nonostante i bacini d'utenza delle due aree siano comparabili. tutto ció grazie al fatto che Alitalia dormiva mentre gli altri si sviluppavano. se poi mi dici che è meglio sia un'azienda italiana ad usufruire del nostro mercato, beh, già oggi non è cosí!!! voliamo con compagnie straniere facendo 10 mila scali perché Alitalia di rotte intercontinentali ne ha una manciata e a Malpensa cancella anche quelle poche!!! |
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#25 | ||
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non so se adr sia tutta privata, tutta statale, metà e metà, ho visto però sul sito adr che il bilancio relativo all'anno 2003 ha registrato un fatturato consolidato superiore ai 518 milioni di Euro. quindi mi chiedo non potrebbero utilizzare quelli senza chiedere una lira allo stato??? siamo sicuri che non sia così??? se poi è una azienda statale ed ha un bilancio in positivo vuol dire che funziona e allora è giusto che investa per produrre ulteriore ricchezza. Quote:
il fatto (da te sottolineato) che per raggiungere molte località devi fare 10 scali con compagnie straniere rafforza ancor di più la mia idea, salviamo alitalia e facciamogli coprire quelle rotte! BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! se qualche dirigente alitalia legge questo forum mi assume come avvocato difensore della compagnia. approposito tra Af e LH senza ombra di dubbio LH! Last edited by SdR; September 22nd, 2004 at 09:27 PM. |
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#26 |
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Ma i problemi finanziari restano rilevanti
Alitalia: Cimoli, «Ce la possiamo fare» Prudente ottimismo del presidente della compagnia che avverte: possibile entrare in società con partner italiano ROMA - «Ce la possiamo fare». E' ottimista nonostante tutto il presidente e amministratore delegato di Alitalia Giancarlo Cimoli, al termine del colloquio con i parlamentari delle commissioni Lavori pubblici del Senato e dei Trasporti della Camera. Cimoli ha evidenziato come oltre alla necessità di rivedere i rapporti con Air France sia possibile entrare in società con un altro partner italiano, probabilmente la Meridiana. Il numero uno dell'Alitalia ha poi attaccasto duramente le regole di gestione degli aeroporti italiani. «La situazione negli aeroporti italiani e in particolare quella sul sistema di pagamento dei diritti aeroportuali è una situazione da Congo Belga e non da Paese europeo» ha spiegato Cimoli. DIFFICOLTA' FINANZIARIE - Cimoli, nel presentare al Parlamento il nuovo piano industriale della compagnia aerea pubblica, non ha nascosto però le grandi difficoltà finanziarie in cui l'azienda di trasporto aereo è chiamata ad operare. Ricordando che le conseguenze si sono viste nei conti del 2003 con una perdita di 520 milioni di euro oltre a una perdita di quote di mercato e un drastico calo dei ricavi, Cimoli ha fatto presente che l'indebitamento finanziario netto è passato da 908 milioni di euro nel 2002 a 1.440 milioni di euro a fine 2003. «I primi 9 mesi del 2004 - ha sottolineato Cimoli - confermano in pieno le difficoltà di performance del 2003 con un aggravio della posizione finanziaria con cassa prossima a zero a fine settembre. La capacità di credito è, com'è noto, esaurita». OBIETTIVI - Cimoli ha poi illustrato gli obiettivi del progetto industriale 2005-2008 che prevede un sostanziale recupero di redditività e ritorno al pareggio nel 2006. Lo stesso Cimoli ha fatto presente che fino a tale data l'obiettivo primario sarà il risanamento per garantire la continuità aziendale. «Con questo piano l'Alitalia punta a posizionarsi come un vettore a rete altamente efficiente con una flotta in grado di competere su tutti i mercati valorizzando il concetto di carrier for Italy quale veicolo di sviluppo e identità». Il manager ha fatto anche presente che con le risorse a disposizione è inconcepibile pensare all'Alitalia come vettore globale visto che non avrebbe le dimensioni per giocare tale ruolo nel mercato del trasporto aereo mondiale. Comunque per raggiungere gli obiettivi del piano, secondo il numero 1 dell'Alitalia, è necessario una «posizione di costo radicalmente più bassa dell'attuale e la massima utilizzazione degli asset disponibili». E infatti i nuovi contratti di lavoro vanno in tale direzione, tant'è che «per quanto riguarda le operazioni di volo - ha affermato Cimoli - con la firma dei nuovi contratti per il personale navigante si sono raggiunti livelli di impiego in linea con quelli dei maggiori vettori europei». http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...alitalia.shtml Meridiana...cioè un'ulteriore concessione alla politica e soprattutto a Storace/Veltroni/Gasbarra. il Corriere di oggi era stato molto chiaro a riguardo: Pronto per domani il decreto sugli ammortizzatori sociali per gli esuberi «Alitalia privata modello Air France» I sindacati: firmeremo l’accordo solo se lo Stato conserverà un ruolo chiave ROMA - L’incontro decisivo tra Alitalia e i sindacati, previsto per ieri pomeriggio, è slittato alle 18 di oggi. Ma la linea del dialogo, voluta dal governo, tiene. Così ieri nei frenetici incontri tra l’azionista (il ministero dell’Economia, rappresentanto in consiglio da Roberto Ulissi), l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli e i sindacati, si è messo mano al dossier più delicato: la privatizzazione della nuova azienda del volo, Az Fly. I sindacati la vorrebbero sul modello di Air France, cioè con l’ingresso di investitori istituzionali che mantengano intatto il potere decisionale dello Stato. La questione è dirimente: i sindacati sembrano aver accettato lo schema in due tempi secondo il quale in un primo momento sarà Az Fly a controllare la/le società dei servizi (Az Service) fino al momento della privatizzazione. Poi la Fly scenderebbe sotto il 51%. In cambio però i sindacati chiedono garanzie su due fronti. Primo: i lavoratori della/e società di servizio (manutenzione, informatica, handling) dovranno mantenere per un certo numero di anni il loro «status», conservando ad esempio, il contratto del trasporto aereo. Ma non basta: cosa succederà a questi lavoratori quando Az Fly verrà privatizzata? I sindacati vogliono essere sicuri che i patti vengano rispettati anche dai privati ma soprattutto che questi non si limitino a speculare liquidando le attività di servizio. Di qui la necessità di «blindare» la privatizzazione, invocando l’ingresso di banche, fondi, istituzioni, investitori istituzionali. Ma sul punto l’azionista è tornato a porre chiare condizioni: la privatizzazione deve avvenire secondo regole di mercato altrimenti rischia di fallire. Si cerca dunque un compromesso, non ignorando che sulla questione ci sono pressioni politiche cui Cimoli non mancherà di rispondere oggi nell’audizione alle commissioni parlamentari Trasporti. Non sfugge a nessuno l’insistenza con cui la Lega continua a porre condizioni al salvataggio di Alitalia. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha detto che il decreto sugli ammortizzatori sociali è pronto. Ma negli scorsi giorni Maroni era tornato a chiedere lo spostamento del baricentro della compagnia su Malpensa. E’ fin troppo facile immaginare che se a entrare nel capitale di Alitalia fosse una compagnia del Nord, come Volare, l’operazione gli riuscirebbe a costo zero. Ma non tutti nel governo la pensano così. Certo non i sindacati che considerano Meridiana e non Volare la compagnia più compatibile per un’alleanza sul domestico. Alleanza e non fusione, perchè tra le condizioni del prestito-ponte, poste dall’Ue, c’è il blocco delle acquisizioni fino al 2007. Antonella Baccaro Economia |
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#27 |
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L'ultima cosa SDR, poi la smetto.
guarda che per Malpensa si chiede sostanzialmente solo 1 cosa: o che Alitalia si sposti da Roma e lo usi come Hub o che Alitalia se ne va definitivamente fuori dalle palle e va a Roma in toto. perchè in ogni caso i 20.000.000 di abitanti ...non è che si spostano a Fumicino tutti per usare Alitlaia! non è che di colpo gli abitanti del centro-sud si mettono a volare come matti epr far vivere Alitalia! Alitalia deve solo SCEGLIERE. a Malpensa ci sono almeno 3 grandi e sane compagnie estere disposte ad usarlo come loro HUB del Nord Italia! ma l'Alitalia tiene bloccati gli Slots, non permettendo tutto questo. in più...a me dell'Alitalia non me ne frega mica poi tanto....non è che sono così FIERO dell'Alitalia...anzi è presa per il culo in tutto il mondo da tutti gli stranieri! ALitalia, Alitarda, Alicasca....quindi....a Roma dovrebbero avere semplicemente il coraggio di prendere una decisione: lasciare libera la competizione. ma sanno che perderebbero....e per salvare il culo agli elettori di STorace/Veltroni (22.000 + familiari + indotto) e c. sono disposti a far saltare Malpensa e a far fallire Alitalia per la 1000° volta. d'altra parte....Alitlaia è fallita ogni 3 anni circa dagli anni 80. e dove era l'Hub? ....A FIUMICINO per dio! mica a Malpensa!!!!! |
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#28 |
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dal sito del Sole 24 Ore:
Holding più lontana per Alitalia Slitta a oggi l’incontro tra Cimoli e i sindacati. Maroni: domani il via libera al decreto sugli ammortizzatori Si allontana la holding per Alitalia, mentre l’incontro tra i sindacati e Giancarlo Cimoli per chiarire il nuovo assetto societario è stato rinviato a stasera. Prima, nel pomeriggio, il numero dell’Alitalia illustrerà il piano industriale alle commissioni Trasporti congiunte di Senato e Camera. Sarà però un piano privo delle informazioni sul nuovo assetto, in origine previsto con lo spezzatino tra Az Fly, la società di volo con 11.700 dipendenti o 10mila nel 2008 al netto degli esuberi, e Az Service, la società di servizi (manutenzione, handling aeroportuale, informatica) con 9mila dipendenti, che si ridurrebbero a 7mila dopo l’uscita delle eccedenze. Azioni in ribasso del 3,2% a 0,278 euro. Alla Magliana i contatti con i sindacati sono proseguiti ieri, ma non è stata trovata una soluzione che avesse il loro gradimento. Così l’incontro nel quale Cimoli punta ad ottenere l’intesa generale è slittato di 24 ore alle 18 di oggi. L’ipotesi della holding che mantenga unito il gruppo e controlli il 51% di Az Service anche dopo la privatizzazione di Az Fly viene respinta dal ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, azionista al 62,4% dell’Alitalia. Come alternativa, Cimoli propone ai sindacati un assetto più articolato e flessibile. Nella prima fase, all’inizio del 2005, Az Fly avrebbe la maggioranza di Az Service e il 49% del capitale passerebbe a Fintecna, la società al 100% del Tesoro che ha assorbito l’ex Iri in liquidazione e tutti i casi più difficili di imprese pubbliche da ristrutturare e ricollocare sul mercato. Questa costruzione cesserebbe al momento della privatizzazione, da realizzare entro l’estate 2005. A quel punto la partecipazione di maggioranza di Az Service verrebbe scaricata da Az Fly a un altro partner, la stessa Fintecna, eventualmente con altri soci. I sindacati però chiedono garanzie per l’occupazione, così questo punto è il più fragile dell’intera costruzione. Clausola di dissolvenza. Alla Magliana c’è ottimismo per il buon esito della trattativa. L’assenso dei sindacati è necessario per rendere efficaci gli accordi sui circa 3.700 esuberi della scorsa settimana, che sono il passo preliminare e necessario per la riduzione dei costi. Negli accordi è stata inserita, come lettera dell’azienda ai sindacati, la clausola di dissolvenza. Questa clausola subordina l’efficacia degli accordi «alla definizione di un’intesa complessiva sul progetto industriale di gruppo 2005-2008, che dovrà prevedere — fra l’altro — le modalità condivise di gestione delle eccedenze di gestione» Ammortizzatori. Sullo smaltimento degli esuberi i sindacati hanno chiesto ammortizzatori sociali, dovrebbero esserci cassa integrazione e mobilità corta (tre anni). Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha rinviato l’audizione di ieri al Senato in cui avrebbe dovuto illustrare il provvedimento sugli ammortizzatori sociali, perché ancora non era raggiunto l’accordo generale con i sindacati. Maroni ha comunque sostenuto che il decreto sugli ammortizzatori sociali per Alitalia è pronto per essere approvato dal Consiglio dei ministri, previsto domani. Alleanze. È aperto anche il cantiere delle alleanze. Un altro colpo contro il partner Air France e a favore di Lufthansa è stato sparato ieri dal ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi. «sarebbe preferibile un accordo con Lufthansa piuttosto che con Air France: i tedeschi sono più affidabili. E quanto a una partnership con un vettore nazionale bisognerebbe valutare attentamente l’ipotesi di Meridiana». |
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#29 |
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Rimini expat
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Sito Repubblica di oggi:
Nuovo allarme per Alitalia. A lanciarlo è ancora una volta Gianfranco Cimoli. "Siamo con la cassa ai limiti; a fine settembre è prossima allo zero", ha detto ai parlamentari delle commissioni Lavori pubblici del Senato e Trasporti della Camera il presidente ed amministratore delegato della società, sottolineando che le performance economiche della compagnia "risultano, purtroppo, tra le peggiori" e la struttura dei costi è "tra le più inefficienti". Cimoli ha poi lasciato porte aperte ad un rinnovato accordo con Air France e, a chi gli chiedeva se Meridiana sarà il prossimo partner di Alitalia ha risposto: "Può essere". La compagnia ha proseguito il numero uno di Alitalia "si trova ad affrontare una situazione estremamente difficile da tutti i punti di vista: performance di business, economico, finanziario, patrimoniale. In particolare le performance economiche risultano di gran lunga tra le peggiori nell'ambito delle principali compagnie di bandiere europee". E secondo il top manager, "l'insostenibile andamento economico-finanziario dell'Alitalia dipende da inefficienze in tutte le aree aziendali: un mix tra la configurazione della flotta non allineata alla domanda, una rete penalizzante, l'assenza di una base equipaggi a Malpensa, i costi aeroportuali più elevati dei competitor, i processi commerciali inefficaci, le Flyght operations e Ground operations con bassa produttività e una configurazione operativa non ottimale, criticità organizzative e di processo e funzioni di Head quarter sovradimensionate." Per finire con "un livello di assenteismo molto superiore al normale". Cimoli ha sottolineato quindi che l'indebitamento finanziario netto è passato da 908 milioni di euro nel 2002 a 1.440 milioni di euro a fine 2003. E "I primi 9 mesi del 2004 confermano in pieno le difficoltà di performance del 2003". Per riempire le casse vuote della compagnia, Cimoli ha poi illustrato gli obiettivi del progetto industriale 2005-2008 che prevede un sostanziale recupero di redditività e ritorno al pareggio nel 2006. L'obiettivo primario "sarà il risanamento per garantire la continuità aziendale". Il manager ha fatto anche presente che con le risorse a disposizione è inconcepibile pensare all'Alitalia come vettore globale visto che non avrebbe le dimensioni per giocare tale ruolo nel mercato del trasporto aereo mondiale. Il che non significa rinunciare all'alleanza con Air France a patto di rivedere alcune condizioni dell'alleanza. "Non vogliamo stare seduti sull'ultima sedia del tavolo - ha aggiunto - perciò occorre ridiscutere di alcuni vantaggi" appannaggio dell'aviolinea francese. E a conclusione del capitolo alleanze, Cimoli non ha escluso che il prossimo partner della compagnia di bandiera possa essere Meridiana. Se aspettano qualche altra settimana la domanda che ho posto come titolo del thread si rispondera' da sola... |
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#30 |
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Join Date: Jul 2004
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vedrai, incasseranno il prestito ponte, pagheranno forniture urgenti e stipendi, ritorneranno a non avere piú cassa, gli investitori privati si terranno alla larga, e tra qualche mese ci sarà ancora un tormentone. solo che allora di prestiti ponte la UE non ne autorizzerà piú...
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#31 |
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Registered User
Join Date: Jun 2004
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e il prestitio di 800 miliardi di soldi nostri ...evaporeranno......ma Storace e Veltroni faranno la loro bella figura di averle tentate tutte...così i loro elettori sarano felici....
speriamo che almeno Alitalia non si porti nella tomba gli Slots di Malpensa!!!!! |
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#32 | |
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Registered User
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comunque a conti fatti: - io non lavoro all'alitalia se fallisce al lavoro non mi cambia nulla, a fiumicino voli dell'alitalia praticamente non ce ne sono più (quasi tutte tratte (poche) intercontinentali di alitalia partono da malpensa), se fallisce per partire non mi cambia nulla, lo sottolineo perchè a questo punto sembra quasi che abbia io degli interessi, non è così, si tratta di mie opinioni e basta! - 20.000 (+ indotto) dipendenti sono tanti e sarà una bella botta per roma, il 5% del pil è tanto ... ma ad esempio il settore dove lavoro io conta già migliaia di cassaintegrati, se non cambia la situazione economica del PAESE non basterà salvare alitalia per salvare tutta l'economia che sta andando a rotoli. -veltroni e storace: i voti o vanno a destra o vanno a sinistra, se li contendono, percio "tutti scontenti o tutti contenti" ma sempre o uno a l'altro vincerà le elezioni anche se non salvano alitalia, credo piuttosto si tratta di politici locali che difendono interessi locali (come ovunque succede). - siete così convinti che malpensa avrà dei vantaggi da un eventuale fallimento di alitalia?? pensate milano - pechino ci pensi l'air france a coprirlo??? o milano - NY ci pensi LH?? secondo me è molto più facile che le compagnie di altri stati rafforzino i collegamenti con i loro hub con voli da milano .... molto probabilmente linate! per la gioia di tanti milanesi. - relativamente ai soldi che lo stato (quindi noi cittadini e quindi anche IO) regala ad alitalia, sono gli stessi che ha sempre regalato ad altre grandi aziende che con la minaccia di licenziamenti di massa ... se li fanno elargire. la FIAT ad esempio ha avuto mille agevolazioni dallo stato, c'è sempre stato un certo "feeling" tra la politica e la famiglia agnelli (credo ci sia stato anche un senatore a vita) eppure la fiat a sede a torino e non a roma, questo non ha impedito di alla fiat di accaparrarsi dei favori in parlamento. e gli agnelli non sono di Roma! per non parlare poi del nostro attuale premier, titolare di mediaset (e quant'altro) con sede a MILANO, quantomeno qualche leggina per favorire i suoi interessi se l'è fatta ... mediaset è una delle poche aziende italiane di rilievo che potrà chiudere il bilancio in attivo ... tutto merito di scelte aziendali e strategie economiche azzeccate ... oppure qualche favore il presidente di mediaset se lo è fatto fare dal presidente del consiglio???anche in questo caso la politica a fovore di aziende non romane. ragazzi la politica e l'economia vanno a braccetto!!!! scordatevi un'economia libera dalla politica e viceversa!!! i politici e gli imprenditori si cercano vicendevolmente ed amorevolmente per un unico interesse comune: tanti €uro!!!! non centra niente roma, milano, napoli e torino. roma è il luogo dove ciò si consuma, i consumatori vengono però da tutte le latitudini per interessi personali in qualsiasi latitudine! @gruber Il mio "BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! ..... " era una battuta, mi spiace tu l'abbia inteso come un mio non voler più discutere della situazione alitalia, ti assicuro che non sono affatto stufo (anzi!!), ritengo sia un discorso abbastanza interessante da poterci perdere ogni tanto un po di tempo. ciao. |
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#33 | |
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Italian member
Join Date: Feb 2003
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raggruppati i seguenti settori: - siderurgico - autoavio - elettromeccanico - elettronico - meccanica generale - fonderia di seconda fusione - cantieristico Per ognuno di questi poi c'è un elenco di settori di cui non sto quì ad elencare i particolari (come il mio che rientra nei servizi), a casa ho un vecchio contratto del 1994 (un bel libro 298 pagine!). Chissà come mai in generale per l'industria (soprattutto quella privata) è tutto così semplice, possibile e invece quando si parla di lavoratori statali o parastatali diventa così problematico...
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#34 |
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Italian member
Join Date: Feb 2003
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Mi sembra di capire che di tutta questa vicenda non ci resta che aspettare di vedere di quale morte devrà morire Alitalia:
1) fallire 2) comprata da AF 3) comprata da LH Per quanto mi riguarda tra Malpensa e Linate mi trovo meglio ad Orio al Serio con compagnie a basso costo come Volare, già sperimentata, peccato che questa sia ora in crisi. |
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#35 | |
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per quanto riguarda Mediaset, lo stato roseo delle sue finanze è dovuto al fatto che in Italia si spartisce il monopolio della TV terrestre e quindi della PUBBLICITA' con la RAI. le cose andavano benissimo anche prima che il Berlusca diventasse premier. e te lo dice uno che non ha alcuna simpatia per Berlusconi. però hai assolutamente ragione quando dici che politica e affari vanno a braccetto. senza la sua amicizia con Bettino Craxi (e i socialisti a Milano volevano dire potere, tant'è che sono finiti quasi tutti in Forza Italia), non sarebbe andato da nessuna parte. e il fatto che Canale 5 sia stato trasferito in massa a Roma non è un caso. e inoltre dopo Tangentopoli anche i piú ingenui hanno dovuto ammettere che a Milano come a Roma gli affari si facevano "politicamente". ma a Milano non ha sede un cazzo (neanche la Consob), quindi il pericolo che le aziende di Stato agiscano in base ad interessi elettorali localistici milanesi non è tanto grosso. nonostante i "milanesi" non siano nè piú né meno potenzialmente disonesti dei "romani". |
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#36 |
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Maratona nella notte sul salvataggio. Maroni: la decisione al Consiglio dei ministri. Ammortizzatori, decreto pronto
Alitalia sarà divisa in due, asse con Meridiana Tramonta la holding. Cimoli: possibile accordo in Italia, ridiscuteremo con Air France. Az Fly, il Tesoro mai sotto il 30% ROMA - Stretta finale nella notte per Alitalia. L’amministratore delegato Giancarlo Cimoli, in accordo con l’azionista, il ministero dell’Economia, ha concordato con sindacati uno schema di riassetto societario che punta a salvaguardare l’«unitarietà» del gruppo senza ricorrere a una holding. Alitalia, trasformata in Az Fly (solo attività di volo), controllerebbe Az Service al 100% (e poi al 51%), cioè le attività di servizio, mentre il 49% andrebbe a Fintecna, società pubblica. La proposta non metterebbe un termine a questo assetto. Ma il termine implicito è probabilmente quello della privatizzazione di Az Fly che avverrà nei primi mesi del 2005. Nella proposta di Cimoli, il Tesoro s’impegna a non scendere sotto il 30% di Az Fly, il resto del capitale andrebbe, come richiesto dai sindacati, a investitori istituzionali secondo il modello Air France. Nel frattempo la Service potrebbe alleggerirsi di alcune attività per le cui dismissioni i contatti sarebbero a buon punto (informatica a Ibm). Insomma la cessione delle attività di servizio non sarebbe traumatica. A marzo la Service potrebbe consistere già nelle sole attività di manutenzione: il successivo passaggio del 51% della Service a Fintecna è la parte più delicata dell’accordo per la forte sindacalizzazione di queste attività (Cgil e Sult). Per questo Alitalia (e poi di Fintecna) s’impegna a mantenere immutato il contratto collettivo dei lavoratori coinvolti. Del resto Az Fly e Az Service resteranno legate dai contratti di fornitura che dovrebbero garantire l’attività della seconda ai prezzi migliori per la prima. Intanto il ministero del Welfare ha approntato il decreto con gli ammortizzatori sociali per i 3.679 esuberi che potrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministri: la cassa integrazione per 12/24 mesi e i tre anni di mobilità potrebbero costare 110 milioni di euro. Ieri Cimoli, ascoltato dalle commissioni parlamentari Trasporti, ha confermato che la cassa a settembre conterrà solo 20 milioni e ha ribadito che l’alleanza con Air France è da ridiscutere. Quella sul domestico potrebbe realizzarsi «in tempi molto brevi». Candidati sono 2-3 vettori, tra questi «potrebbe» esserci Meridiana, ipotesi confermata ieri dall’amministratore delegato, Gianni Sebastiani. Cimoli è tornato ad attaccare alcuni aeroporti per i favori ai «low cost»: «Sembra di essere nel Congo Belga» ha detto, invocando l’intervento dell’Antitrust. Antonella Baccaro Economia |
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#37 |
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però era a fiumicino quando alitalia era la sesta o settima compagnia aerea del mondo quindi non è solo colpa di fiumicino.
stai parlando dei gloriosi anni 50 e 60? quando le compagnie aeree erano 30 in tutto il mondo? in ogni caso l'AZ perde soldi sino ad essere perennemente in rosso dai primi anni 80. sono passati 25 anni quasi..... e Malpensa2000 c'è da 6 anni.... comunque a conti fatti: - io non lavoro all'alitalia se fallisce al lavoro non mi cambia nulla, a fiumicino voli dell'alitalia praticamente non ce ne sono più (quasi tutte tratte (poche) intercontinentali di alitalia partono da malpensa), se fallisce per partire non mi cambia nulla, lo sottolineo perchè a questo punto sembra quasi che abbia io degli interessi, non è così, si tratta di mie opinioni e basta! tu pensa che ad oggi a Malpensa le tratte Intercontinentali sono DIMINUITE. perchè AZ non molla gli slots! a Roma invece li ha rilasciati e le compagnie estere sono subentrate. questo perchè? interessi politici? certo economici? pure. vogliono tenersi la carta di riaprire quei voli da Milano per il resto del mondo. però per 5 anni danneggiano gli utenti dle nord. mica quelli di Roma. a noi, qua, di volare con AZ interessa ancora meno. credimi. A Roma c'era poco da fare...o vai a Fiumicino...o vai a Fiumicino. per fortuna a Milano in 2 ore di auto andiamo a Zurigo o in 50 minuti di volo da Linate possiamo scegliere tra 4 o 5 hub Europei....e qui al nord per 30 anni tutti hanno fatto così! Alitalia ha campato con il monopolio Milano-Roma con prezzi folli. era la tratta aerea più cara del mondo in rapporto alla durata del volo!!! e nonostante ciò...era in perdita. a noi se AZ va a Roma o fallisce....non cambia nulla. anzi...ti assicuro...E' MEGLIO! Libererà gli slots e finalmente potrò volare ovunque....senza andare a Londra! - 20.000 (+ indotto) dipendenti sono tanti e sarà una bella botta per roma, il 5% del pil è tanto ... ma ad esempio il settore dove lavoro io conta già migliaia di cassaintegrati, se non cambia la situazione economica del PAESE non basterà salvare alitalia per salvare tutta l'economia che sta andando a rotoli. io alla fine sono d'accordo con quello che ha scritto Robyk. se una azienda va in malora, per motivi ben noti....sorry...cazzi vostri. si chiude l'azienda (COME AVVIENE IN TUTTO IL MONDO) e i lavoratori cercano un altro posto. mica siamo in Urss!? lo stesso per la FIAT! ogni auto della Fiat...non costa il prezzo di listino...ricordatelo...costa sempre quas il doppio...perchè TUTTI NOI abbiamo regalato alla FIAT svariati milioni di lire per farli sopravvivere. -veltroni e storace: i voti o vanno a destra o vanno a sinistra, se li contendono, percio "tutti scontenti o tutti contenti" ma sempre o uno a l'altro vincerà le elezioni anche se non salvano alitalia, credo piuttosto si tratta di politici locali che difendono interessi locali (come ovunque succede). gli stessi politici che con i sindacati hanno causato il fallimento di AZ....a casa anche loro! - siete così convinti che malpensa avrà dei vantaggi da un eventuale fallimento di alitalia?? pensate milano - pechino ci pensi l'air france a coprirlo??? o milano - NY ci pensi LH?? secondo me è molto più facile che le compagnie di altri stati rafforzino i collegamenti con i loro hub con voli da milano .... molto probabilmente linate! per la gioia di tanti milanesi. strasicuro! il problema , ti ripeto, sono gli SLOT! se AZ li libera a Malpensa arrivano compagnie da mezza Europa. mica sono scemi come i nostri dirigenti! 20.000.000 di potenziali clienti, dell'area UE più ricca, che sono tra i maggiori fruitori di voli aerei sia per lavoro che per turismo a livello EUropeo....e secondo te non spostano i voli a Malpensa? con un aeroporto già bello e pronto? Linate più di così non può crescere. prima era arrivato a 12.000.000 di passeggeri, nonostante il limite fosse 5 o 6 Milioni. in più adesso sono vietati i voli di notte. Linate oltre a questo punto non va. Orio al Serio sta facendo i lavori e tra 2 anni porterà circa 4 Milioni di persone, come base della Ryanair e dei Charter. e quei 19.000.000 che oggi sono a Malpensa???? ci aggiungiamo anche un bel 6 o 7 Milioni di abitanti (probabilmente anche qualcosa di più) del nord che DEVONO usare Fiumicino? - relativamente ai soldi che lo stato (quindi noi cittadini e quindi anche IO) regala ad alitalia, sono gli stessi che ha sempre regalato ad altre grandi aziende che con la minaccia di licenziamenti di massa ... se li fanno elargire. vedi sopra. ma infatti io sono contrario. è un "usanza" italiota....mica normale. AZ fallisca. la FIAT ad esempio ha avuto mille agevolazioni dallo stato, c'è sempre stato un certo "feeling" tra la politica e la famiglia agnelli (credo ci sia stato anche un senatore a vita) eppure la fiat a sede a torino e non a roma, questo non ha impedito di alla fiat di accaparrarsi dei favori in parlamento. e gli agnelli non sono di Roma! guarda che quando io parlo di Roma...non intendo i Romani! se il Parlamento e Governo fossero a Canicattì o a Vertemate con Minoprio.... parlerei (male) di que posti. ma mica riferendomi ai cittadini....ai Politici!!!! per non parlare poi del nostro attuale premier, titolare di mediaset (e quant'altro) con sede a MILANO, quantomeno qualche leggina per favorire i suoi interessi se l'è fatta ... mediaset è una delle poche aziende italiane di rilievo che potrà chiudere il bilancio in attivo ... tutto merito di scelte aziendali e strategie economiche azzeccate ... oppure qualche favore il presidente di mediaset se lo è fatto fare dal presidente del consiglio???anche in questo caso la politica a fovore di aziende non romane. ecco non parliamone che mi viene la gotta solo a immaginarmelo il Berluska.... secondo te...io sono orgoglioso del fatto che quel trapiantato (di capelli...di cervello non ancora) sia della mia stessa città? una sola cosa....le aziende, grandi aziende non pubbliche, a Roma...quali sono?quante ce ne sono? quali possono definirsi grandi come Fiat, Mediaset, Pirelli, Breda, Costa, Ferrari, Luxottica, Illy, Impregilo, Hopa, Italcementi.... ragazzi la politica e l'economia vanno a braccetto!!!! scordatevi un'economia libera dalla politica e viceversa!!! i politici e gli imprenditori si cercano vicendevolmente ed amorevolmente per un unico interesse comune: tanti €uro!!!! non centra niente roma, milano, napoli e torino. roma è il luogo dove ciò si consuma, i consumatori vengono però da tutte le latitudini per interessi personali in qualsiasi latitudine! è quello che ho scritto sopra. quando ho fatto gli esempi di accentramento a Roma....bhè...quelli sono puri e semplici dati di fatto. è la realtà. ma ti ripeto che quando io sono incazzato con Roma...non ce l'ho con i Romani, anche perchè non sono così giovincello e ho visto passare tanti governi e i Romani, tranne Messere Andreotti l'Highlander, erano sempre pochini. prima di questa becera ondata di politici dal nord, per 30 anni la politica era gestita in prevalenza quasi assoluta dai Meridionali. @gruber Il mio "BASTA NON CE LA FACCIO PIU'!!!! ..... " era una battuta, mi spiace tu l'abbia inteso come un mio non voler più discutere della situazione alitalia, ti assicuro che non sono affatto stufo (anzi!!), ritengo sia un discorso abbastanza interessante da poterci perdere ogni tanto un po di tempo. figurati, pensavo solo che trovassi di scarso interesse l'argomento! scusa. ciao |
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#38 |
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quando parlate di roma so benissimo che non vi riferite ai cittadini romani ma alla politica ed ai "politicanti" che vi risiedono, questo non lo metto in dubbio assolutamente.
a volte però alcune affermazioni (i mafiosi di fiumicino, i politicanti affaristi romani ecc...) possono far sembrare distorta la realtà di roma, insomma quello voglio dire è che qui a roma non siamo tre milioni di parassiti che vivono sulle spalle del resto d'italia. sullo sticky di milano ho letto che i politici di roma dovrebbero ringraziere gli italiani per aver sostenuto alitalia e quindi il 5% del pil del lazio, e vero! ma detto così sembrerebbe che a roma campiamo grazie ai sovvenzionamenti statali e nel resto d'italia si fanno il mazzo per noi romani, non ci scordiamo allora che dovrebbero chiedere grazie anche i politici del piemonte per gli aiuti alla fiat (credo che la fiat abbia un certo peso sul pil regionale), i politici di molte regioni del meridione per la cassa del mezzoggiorno, insomma gli aiuti economici da parte della politica non avvengono solo per la città di roma ma per tutta italia! L'italia è divisa in colleggi elettorali ed ogni centimetro di territorio è rappresentato in parlamento! i politicanti sono ITALIANI! Relativamente al discorso delle aziende publiche e private, è vero roma è sede di grandi aziende statali, dove la politica entra prepotentemente! ma il fatto che a milano ci siano aziende private non preclude affatto un coinvolgimento politico. mediaset oltre ad andare aventi con i proventi publicitari va avanti anche grazie ad una legge che ha tolto rete4 dal suo stato di ABUSIVA(!), rete4 ha tolto il diritto ad un'altra azienda di trasmettere sul nazionale!!! certo non sono stati elargiti fondi a rete4 , ma che gran bel favore!!!! idem per la fiat, la legge sulla rottamazione non è stato un gran bel favore?! come vedete anche aziende private e lontane da roma hanno i favori del parlamento. Infine tornando al discorso delle grandi aziende che richiedono aiuti allo stato, (vedi fiat ed alitalia) non posso dare torto a chi dice che se un'azienda va male deve fallire, anzi è forse la prima legge del libero mercato! ma se questo fallimento porterebbe alla creazione di grosse sacche di disoccupazione concentrate in una zona, e quindi il rischio di un crollo economico generale, lo stato (secondo me) è giusto che intervenga, naturalmente la controparte dovrebbe avere dei piani industriali seri, dovrebbe essere scontato ma non è così purtoppo. questo è un grosso problema che andrebbe debellato. |
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#39 |
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sinceramente non ho mai avuto alcun dubbio!
anche perchè quando mi riferivo alla Mafia della ADR....avevo citato Elia Valori...che è Veneto, se non sbaglio Padovano! per il resto credo che abbiamo scritto le medesime cose. quanto alle sovvenzioni, dove ricordavo il fatto che Alitalia viene salvata da tutti gli Italiani...è ovvio che ciò avviene per tutte le ditte che ricevono tali sovvenzioni (infatti prima citavo il costo reale delle auto Fiat...alle quali bisogna aggiungere tutti i soldi che lo stato ci ha rapinato per darli agli Agnelli!), ma facevo riferimento a quello che avevo scritto sopra: le dichiarazioni di Veltroni e Storace. quello che mi irrita (e anche tante altre persone al nord) è l'atteggiamento di quei 2 signorotti. sono a Roma, che è la capitale, allora tutto deve essere dovuto? no. Roma ha gli oneri e gli onori di essere la capitale, ma qualcuno dovrebbe ricordare ogni tanto ai 2 signorotti che se la Capitale fosse a Firenze o Napoli o Torino...a Roma scomparirebbero d'improvviso una milionata di posti di lavoro! quindi quando sbandierano dati e cifre ridicoli sui meriti (che in parte si autoattribuiscono ovviamente) della loro città o regione, abbiano almeno la grazia di ricordarsi che essendo il Lazio una regione dove quasi la metà dei posti di lavoro è pubblica..bè..ricordare che lo stipendio a loro lo pagano tutti gli Italiani, e che quindi quando in altre città per anni si chiedono finanziamenti ridicoli per spese impellenti....e da Roma non arrivano mai notizie....quello fa girare le balle! assai! ovvio che i Romani come cittadini di Roma non c'entrano una mazza! ma Cip % Ciop Veltroni Storace ce la mettono ttuta perattirare antipatie sui Romani! credimi. quanto alle porcate del Berluska per Mediaset...evito di palrarne perchè me ne vergogno. l'altro giorno per esempio sul Messaggero Veltroni sbandierava per la 150° volta i 1 anno i dati Istat sulle riattribuzioni del denaro alle singole città. l'articolo del fido leccaculo di Veltroni ha sottolineato come Roma prende 100, Milano 120, Torino 130, Napoli 280, Palermo 500. ok. ma il servo giornalista e Veltroni in malafede si sono dimenticati di citare quanto versano le città allo stato!!! Milano versa 500 e prende 100 Torino 300 e prende 130 Roma 90 e prende 100 Napoli 20 e prende 280 e Palermo 0 e prende 500.(La Sicilia non da soldi allo Stato, li prende e basta) per peggiorare il tutto il dato che hanno sbandierato padrone e servo era al NETTO dei contributi straordinari!!!!!!!! vogliamo ricordare che a Roma ci sono stati quasi 4.000 miliardi per il Giubileo? che a Napoli sono finiti fondi straordinari pari a 3.000 miliardi per le metropolitane? che a Torino ne sono arrivati altrettanti per le Olimpiadi? ...e che a Milano negli ultimi 14anni ne sono arrivati pari a ....ZERO. gli utlimi per i mondiali del 90! però si sono chiesti ai governi Prodi, D'Alema, Amato e Berlusconi 400 milioni di euro per le metropolitane. sono passati 6 anni abbondanti dalla prima richiesta. non si sono ancora visti. sono i soliti famosi 400 milioni di cui parlavamo un paio di mesi fa! quindi io mi incazzo non con i Romani...non sono scemo. mi incazzo con i politic in generale e sopratutto con Veltroni e Storace, perchè sono 2 bugiardi mentecatti più degli altri. perchè stanno danneggiando l'italia per l'ennesima volta con la vicenda Alitalia, e sopratutto...perchè come tu sarai stufo di sentire le cazzate e le idiozie di quell'idrocefalo di Borghezio o di qualche altro omino verde...io sono stufo di sentire questo Leghismo de Roma da parte di Veltroni e Storace! Last edited by gruber; September 24th, 2004 at 01:30 PM. |
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#40 | |
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Italian member
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Quote:
Restando in Francia non dimentichiamo del tentativo recente del governo francese di salvare Alstom dalla crisi verso la quale il commisario Mario Monti è dovuto intervenire. Lo stabilimento di FIAT in Polonia di Bielsko Biala risale agli inizi degli anni '70 in piena guerra fredda, mio padre che lavorava in Autobianchi mi ha raccontato dei tecnici e operai polacchi a cui lui e suoi colleghi insegnavano il lavoro. Lo stabilimento russo di Togliattigrad risale agli anni sessanta e non era/è proprietà di FIAT ma del governo russo come SEAT era del governo spagnolo prima che fosse venduta alla WV. Quelli brasiano e argentino risalgono all'era Romiti degli anni '80, vuluti per la "world car italiana" in periodo in cui sembrava esserci uno sviluppo del sud america e non a caso all'epoca investirono anche Opel, WolksVagen ed altri, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe poi arrivata la crisi argentina. Con lo stabilimento di al sud di Melfi FIAT realizza la cosiddetta frabbrica integrata, infatti si sviluppa intorno ad esso un galassia di piccole e medie aziende che operano ne settore dei componenti per auto, all'epoca lo Stao italiano aveva due alternative: 1) permette a FIAT di costruire lo stabilimento in Portogallo o Irlanda 2) sovvenzionare FIAT per costruirlo nel sud Italia La seconda non mi sembra una scelta sbagliata. Hai dimenticato l'accordo con la Cina della fine anni '90 per la produzione di veicoli commerciali IVECO, e gli impianti IVECO in Germania, Spagna, ma questo rientra nei normali sviluppi e assetti di qualsiasi grande azienda del mondo. L'idea degli incentivi sulla rottamazione era francese e il/i governo/i italiano/i non fece/ro altro che adottarla a più riprese e comunque non era un'esclusiva sulle auto italiane (altrimenti Bruxell non l'avrebbe mai permesso) tant'è che FIAT negli ulltimi anni ha perso in contnuazione quote di mercato mentre gli altri costruttori europei e mondiali ne hanno beneficiato tanto quanto, anzi di più di FIAT. |
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