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Sud e Isole Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia



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Old January 13th, 2006, 04:34 PM   #201
cristianocani
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Grandi manovre in spiaggia: sabbia nera al microscopio

Poetto. Iniziati i prelievi decisi dalla Regione per stabilire come superare i danni del ripascimento

L'assessore Dessì non esclude alcun intervento di recupero: risultati pronti in tre mesi


■ La Regione studia il Poetto per far dimenticare il drammatico ripascimento del 2002. Da martedì, nel tratto di spiaggia vicino all’ippodromo, una sonda sta effettuando prelievi intorno ai dieci metri di profondità per studiare campioni di sabbia dei vari strati sottostanti. L’operazione di carotaggio è il primo passo di uno studio deciso dalla Regione con una delibera del novembre 2004: fu nominata una Commissione d’indagine composta da tre esperti di ripascimenti, da due rappresentanti della Regione e da un coordinatore, consulente dell’assessore all’Ambiente Tonino Dessì. «Abbiamo perso tempo per ottenere tutte le autorizzazioni ma adesso il carotaggio è iniziato», spiega l’assessore, «se ne occupa la Progemisa, il nostro braccio operativo». La relazione sul risultato degli studi di questi giorni dovrà approdare sul tavolo dell'assessore entro tre mesi dalla fine del carotaggio.
DESSÌ NON SI SBILANCIA su quale sarà il destino del Poetto: «Non si possono fare previsioni, l’unico dato certo è l’attuale condizione dell’arenile. Solo dopo un’attenta indagine conoscitiva potremo decidere se e come intervenire». La sonda sta prelevando campioni di materiale sotto la spiaggia, spetterà alla commissione la prima valutazione sugli interventi possibili. «Non posso escludere nulla a priori», continua l’assessore, «se ci saranno i presupposti per un nuovo intervento sul Poetto prenderemo in considerazione tutte le ipotesi, sono stati fatti già abbastanza danni». Tra le ipotesi prese in considerazione c’è il “ribalta - mento” della sabbia: portare via quella scura e far riaffiorare l’arena bianca. Un’altra idea di Dessì, a prescindere dal tipo di intervento, è la sistemazione di una barriera di massi lontano dalla riva. «Oltre il solco creato dalla draga che oltre trent’anni fa prelevava la sabbia del Golfo per costruire Cagliari: la corrente tende a far ricoprire il solco». Rimane ancora in piedi anche quella che sembrava la scelta definitiva negli anni scorsi, ma venne abbandonata prima di effettuare il ripascimento: la sabbia di cava. Se le indagini diranno che il dramma del Poetto non è definitivo, la Commissione e la Regione avranno una rosa di scelte per rimediare al disastro, ma una sola possibilità: non sbagliare. Dessì ne è consapevole: «Essere ricordato per aver distrutto il Poetto non è di certo il mio obiettivo».


Fonte - Il Giornale di Sardegna
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Old January 20th, 2006, 07:46 PM   #202
cristianocani
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Nuovi fondi per la metropolitana di Cagliari


300 mila euro sono stati assegnati dalla Commissione Bilancio della Camera alla Provincia di Cagliari per la realizzazione della metropolitana nell'area vasta di Cagliari. L'atto formale sarà firmato fra 15 giorni. La Provincia, sottolinea il presidente Graziano Milia, si terrà pronta per portare a termine un progetto importante, che non può cadere nel vuoto per la mancanza di condivisione fra le istituzioni.

CAGLIARI - La metropolitana nell’area vasta di Cagliari è un bel progetto che potrà contare di 300 mila euro per la sua progettazione. Tanto è stato assegnato dalla finanziaria nazionale alla Provincia di Cagliari. L'atto formale del decreto ministeriale arriverà fra una quindicina di giorni.

Il finanziamento, è il frutto di una ri-assegnazione di fondi che erano già stati impegnati nel 2005 ma che, parte degli enti locali, fruitori dell’assegnazione, non avevano speso. L'assegnazione è della
commissione Bilancio della Camera ha individuato una serie di progettazioni, tra cui, su proposta del parlamentare Pietro Maurandi, quella della metropolitana dell’area di Cagliari, che è stata inserita nella finanziaria nazionale.

Immediato il commento del Presidente della Provincia, Graziano Milia, che si dice pronto ad esercitare “fino in fondo il ruolo che ci viene riconosciuto di ente programmatore e di coordinamento. Non perderemo neanche un minuto e appena sarà pubblicato il decreto ministeriale ci attiveremo per portare avanti un progettazione mirata e concertata con tutte le amministrazioni locali interessate”. Diverse volte “ è capitato che siano stati buttati al vento importanti finanziamenti per l’incapacità di arrivare a un progetto condiviso. Il giorno stesso della pubblicazione del decreto ci attiveremo per svolgere tutti gli adempimenti necessari, riuniremo attorno a un tavolo Comuni interessati, Regione, Ferrovie della Sardegna, CTM e gli altri enti competenti. Valuteremo, coinvolgendo anche i cittadini, le diverse proposte in campo, con una priorità: agevolare il trasporto pubblico di massa”.

La proposta di inserire la metropolitana all’interno del piano strategico della programmazione arriva dall’assessore alla Programmazione Carlo Salis “così da individuare e sviluppare gli assi portanti per lo sviluppo del territorio. L’obiettivo è arrivare a un progetto appaltabile entro i primi mesi del 2007»

Fonte - www.sardegnaoggi.it
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Old January 31st, 2006, 03:39 PM   #203
cristianocani
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PROGETTO "LIFELIA"
Ripristino e Conservazione del promontorio di Capo Sant’Elia: “Monte Sant’Elia, Calamosca e Cala Fighera” e “Torre del Poetto”




La Provincia di Cagliari ha promosso il Progetto “LIFELIA”, realizzato secondo i principi del decreto del 12 luglio 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.200 del 29 agosto 2005 e concernente “Modalità di presentazione delle proposte relative al programma finanziario europeo LIFE-Natura, per l’annualità 2006”. Per la sua attuazione è prevista la partecipazione del Comune di Cagliari, dell’Università degli Studi di Cagliari, di Lega Ambiente, dell’Associazione Amici di Sardegna, della Provincia di Palermo, di MEDSOS Mediterranean SOS Network e della Municipalità di Sifnos. Supporters di progetto saranno invece il Gruppo di intervento Giuridico e Amici della Terra, l’Esercito e la Marina.
Il Progetto si inserisce all’interno del programma comunitario di finanziamento Life Natura, nato nel 1992 per contribuire allo sviluppo ed all’attuazione della legislazione e della politica comunitaria in materia ambientale ed, in particolare per la conservazione della natura, per contribuire alla protezione degli habitat e di alcune specie.
Con un budget complessivo di 763.200 euro, il Progetto prevede che vengano attuati dal 1° Ottobre 2006 al 1° Ottobre 2009 una serie di interventi finalizzati al ripristino ed alla conservazione del promontorio di Capo Sant’Elia, nei siti “Monte Sant’Elia, Calamosca e Cala Fighera” e “Torre del Poetto”. Si tratta di interventi che si tradurranno in azioni

Il Progetto LIFELIA si propone di risolvere i più urgenti problemi del promontorio di Capo Sant’Elia: la mancanza di coordinamento tra le amministrazioni competenti e l’assenza di strumenti di gestione; il continuo rischio di incendi; l’abbandono di rifiuti inerti, di rifiuti urbani e domestici ingombranti e di rifiuti pericolosi; l’aumento del diradamento della copertura vegetale, la compattazione della superficie del suolo e la conseguente erosione delle aree maggiormente esposte all’azione degli agenti meteorici; l’erosione del suolo ed i fenomeni di frana; l’espansione di specie floristiche esotiche che minaccia la salvaguardia dell’attuale stato di conservazione degli habitat.

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Il sito Sito di Interesse Comunitario Proposto “Torre del Poetto” (SICp ITB042242) ed il Sito “Monte Sant’Elia, Calamosca e Cala Fighera” (SICp ITB042243) sono inseriti in un contesto territoriale più ampio, oggetto del progetto, facente parte del promontorio di Capo Sant’Elia.

Nel contesto geologico-morfologico il promontorio è costituito dal rilievo del Colle di Sant’Ignazio e dal Colle di Sant’Elia, separati dalla valle strutturale di Is Mesas. Nel suo complesso il promontorio rappresenta un sistema fisico-ambientale unitario che rappresenta l’estremità verso mare della dorsale morfostrutturale delle colline di Cagliari, interponendosi come elemento di separazione fisiografica tra il Golfo degli Angeli ad Ovest ed il golfo di Quartu ad Est e condizionando, allo stesso tempo, i processi di funzionamento dei lidi sabbiosi, delle zone umide e dei sistemi ecologici degli ambiti costieri di Molentargius-Poetto da un lato e Santa Gilla-Giorgino dall’altro. Infatti, il promontorio di Capo Sant’Elia regola la dinamica delle correnti nel Golfo di Cagliari e la distribuzione sedimentaria tra la rada del Poetto e l’ambito del porto di Cagliari.

Più in generale si può dire che il promontorio di Capo Sant’Elia costituisce l’anello di congiunzione tra le due zone umide di interesse internazionale (Zona a Protezione Speciale o ZPS e SICp) a Ovest (Santa Gilla) e ad Est di Cagliari (Molentargius) che nel loro insieme danno una forte connotazione ambientale all’area vasta cagliaritana che vanta uno dei più alti indici di biodiversità delle aree urbane del Mediterraneo europeo, sia a livello di specie (flora e fauna), sia a livello ecosistemico.



Flora

L’ubicazione del promontorio, alle porte di Cagliari, se da un lato ne fa risaltare il ruolo di “polmone verde” della città, dall’altro compromette la sopravvivenza di biocenosi di elevato valore naturalistico-ambientale che, in seguito all’espansione urbana, trovano qui il loro ultimo rifugio. Il sito è stato inserito dalla Società Botanica Italiana tra i “biotipi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia”.

Capo Sant’Elia rappresenta, inoltre, l’unica stazione sarda di Sarcopoterium spinosum (Rosaceae), una specie S.E.-Mediterranea, che trova proprio a Capo Sant’Elia il suo limite distributivo più occidentale.

Sul Capo è inoltre presente la specie prioritaria Brasicca insularis (Brassiceae), in base all’annesso A della Direttiva 92/43/CEE che rappresenta l’ultimo superstite di una tipologia vegetazionale un tempo sicuramente più estesa.



Tra le biocenosi presenti ivi rappresentate, sono di importanza comunitaria: praterie e fruticeti alonitrofili (Pegano-Salsotea); matorral arborescenti di Juniperus spp; arbusteti termomediterranei e pre-desertici; Phrygane di Sarcopoterium spinosum; percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea (habitat prioritario); dune con prati dei Brachypodietalia e vegetazione annua (nella Torre del Poetto).

Fauna
Dal punto di vista faunistico il promontorio (in particolare, le formazioni a macchia) costituisce un’importante habitat di sosta per i migratori trans-sahariani durante il passo primaverile, tra cui molte specie di interesse conservazionistico europeo (Asio flammeus, Caprimulgus europaeus, Coracias garrulus, Anthus campestris, Ficedula albicollis, Lanius collirio ed altri) e ospita in periodo invernale numerosi Passeriformes svernanti. Tra la fauna di interesse comunitario (Allegato II Direttiva “Habitat”; Appendice 1 Direttiva “Uccelli selvatici”) vanno menzionati: Chiroptera-diverse specie; Testudo hermanni, T. marginata, Phyllodactylus europaeus, Alectoris barbara, Pullula arborea, Anthus campestris, Sylvia sarda, Sylvia undata).

Nel promontorio di Capo Sant’Elia sono presenti inoltre le seguenti specie di interesse comunitario: Phalacrocorax aristotelis desmarestii (specie prioritaria, possibile nidificazione di 2-5 coppie) e Larus audouinii (specie prioritaria). Altre specie nidificanti: Falco tinnunculus, Larus cachinnans, Tyto alba ernesti, athene noctua, Columba livia, Apus pallidus, Apus melba, Muscicapa striata, MontiCala solitarius, Corvus corax). Altre specie presenti: Calonectris diomedea, Tichodroma muraria (solo nel periodo invernale).
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Il promontorio è stato, ad epoca remota, sede di insediamento umano. Sulle pareti verticali del versante sud-est, accessibili solo dal mare, si apre la “grotta dei Colombi” che ha restituito reperti dell’età del ferro. Nella sua parte sommitale, all’incirca nell’area individuata dal SICp, venne edificata, in epoca fenicia, un’area templare dedicata alla divinità Astarte (nei pressi del tempio fenicio sono state ritrovate cisterne puniche e romane). Dopo il mille, probabilmente per cristianizzare il sito pagano (detto anche “Sella del Diavolo”) fu eretto un monastero benedettino chiamato Sant’Elia del Monte, presso i cui ruderi fu poi costruita la Torre del Poetto (dal catalano Poueth o del Poeta) che da il nome al SICp e che fa parte i un sistema di torri difensive costiere edificate in epoca aragonese.

Attualmente il promontorio di Capo Sant’Elia appare quasi completamente sottoposto a servitù militare: il sito considerato è di proprietà dell’esercito, e nel tratto strettamente costiero, della Capitaneria di Porto (Marina).

Rispetto alla legislazione nazionale: sul promontorio gravano vincoli di tipo paesaggistico (Art. 139 del D.lgs. 490/1999 e s.m.i. e L.431/1985 per quanto concerne la fascia costiera dei 300 metri dal mare).
Rispetto al quadro normativo regionale: tutta l’area è inserita tra le riserve naturali proposte dalla L.R. 31/1989. Inoltre, sono presenti aree a rischio alto ed elevato di frana, individuate ai sensi della L. 267/1998, e per le quali sono previste, all’interno del Piano di Assetto Idrogeologico, Misure di salvaguardia specifiche.
Rispetto alla pianificazione comunale: la destinazione d’uso è HG – “Area di salvaguardia con previsione di riconversione per un uso economicamente produttivo del territorio”.

Il promontorio di Capo Sant’Elia divide in due il Golfo degli Angeli e si erge a cavallo di due diversi quartieri: Sant’Elia e San Bartolomeo che rappresentano entrambi la parte sud della città di Cagliari. I due quartieri sono completamente diversi l’uno dall’altro.



Sant’Elia nasce storicamente da un antico insediamento di pescatori cresciuto negli ultimi 25 anni a seguito di numerosi investimenti di Edilizia Residenziale Pubblica. Tali insediamenti sono stati realizzati senza un’attività pianificatoria efficace ed i cittadini lamentano l’assenza di servizi socio-assistenziali e di spazi verdi intesi quali spazio di crescita e socializzazione.

Il quartiere di San Bartolomeo trova la sua origine storica nella presenza degli insediamenti militari a tutt’oggi ancora presenti nell’areale del Capo Sant’Elia. Gli abitanti dell’area sono in prevalenza residenti nelle due caserme militari: Sant’Ignazio della Marina e Ederle dell’Esercito, ex sede delle visite per la Leva Obbligatoria.

A ridosso del borgo di San Bartolomeo vi è anche la caserma Monfenera, sede nel secolo scorso di bagni penali. Ora il penitenziario non esiste più ed è scomparsa anche la cappella seicentesca consacrata alla Vergine di Lluc mentre la bella fontana in muratura, opera dei galeotti nel 1857, e la chiesetta di San Bartolomeo troneggiano ancora nella piazza omonima e rappresentano il punto di aggregazione di tutto il quartiere.

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All’interno del progetto sono rappresentati in quanto partner, i principali gruppi di interesse: Provincia e Comune di Cagliari, Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Cagliari, Lega Ambiente ed Amici di Sardegna in rappresentanza delle Associazioni ambientaliste; mentre si sono dichiarati supporters del progetto il Gruppo di intervento Giuridico e Amici della Terra, l’Esercito e la Marina (cui afferisce quasi completamente l’area di progetto). Sono inoltre previsti diversi momenti di partecipazione anche con partner esterni (Provincia di Palermo, MEDSOS Mediterranean SOS Network e la Municipalità di Sifnos) atti a consentire lo sviluppo di un progetto condiviso da tutti gli stakeholders al fine di conseguire l’obiettivo di salvaguardia e la valorizzazione degli habitat di Capo Sant’Elia.

Non sono presenti proprietà private nelle aree del progetto e le uniche attività economiche private sono soggette a concessione demaniale (peraltro a termine ed il cui rinnovo è subordinato al rispetto di specifiche normative che ne regolano il rilascio) sotto l’autorità delle amministrazioni che fanno parte del partenariato di progetto. Per scongiurare difficoltà o minacce future dovute all’insorgere di conflitti tra pubblico e privato, eventuali proposte future di attività economiche private, non compatibili o contrastanti con gli obiettivi del progetto ricadrebbero quindi sotto l’autorità concessoria di almeno una delle amministrazioni coinvolte del partenariato.

Il budget complessivo necessario per raggiungere gli obiettivi previsti da LIFELIA è stato valutato in 763.200 euro, di cui 376.600 euro (49.34% del budget totale) richiesti quali contributo alla Commissione Europea e 386.600 euro (50,66% del budget totale) rappresentanti il valore delle risorse messe a disposizione dal partenariato di progetto. Non sono previsti altri finanziamenti complementari dell’UE.

Con tali fondi, il Progetto LIFELIA si ripropone di raggiungere i seguenti obiettivi:

- Definire strategie di gestione dei SICp ITB042242 “Torre del Poetto” e ITB042243 “Monte Sant’Elia, Calamosca e Cala Fighera”, volte a perseguire gli obiettivi di conservazione di questi ultimi ed il loro inserimento all’interno della rete Natura 2000, secondo una prospettiva di sviluppo sostenibile, nell’ambito del contesto ambientale, insediativi, culturale e socio-economico.

- Scongiurare la perdita di habitat protetti ed in particolare di quelli prioritari, promuovendo nel contempo l’ampliamento delle superfici di questi ultimi.

- Dotare le aree SICp delle necessarie strutture ed infrastrutture finalizzate a permettere una fruizione delle stesse coerentemente con la tutela dei loro valori conservazionistici e migliorare le possibilità di controllo delle possibili cause ed azioni di degrado.

- Monitorare nel lungo periodo le azioni e le cause di degrado ambientale, capaci di compromettere l’integrità dei valori ambientali e la biodiversità dei SICp.

- Sensibilizzare e coinvolgere le Istituzioni competenti sull’area ed i cittadini all’interno di un progetto di sviluppo sostenibile del settore, per la protezione dei valori di conservazione ambientale dei SICp.

Dopo la conclusione del progetto, le opere realizzate (ripristino dei siti, segnaletica, materiale informativo e divulgativo, etc.) ed alcune attività come sorveglianza e monitoraggio saranno gestiti dai partner di progetto. Le attrezzature acquisite dal progetto, escluse quelle di normale consumo, favoriranno la gestione continuativa e potranno in tal modo essere realizzati altri interventi anche con risorse proprie dei partner e di altri soggetti che risponderanno alle finalità di progetto. Il personale in carico al progetto, prevalentemente delle Amministrazioni, resterà in carico alle stesse, costituendo così anche una garanzia sia per la gestione delle opere sia per la sensibilizzazione ai potenziali fruitori.
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Per ottimizzare le risorse presenti nel Progetto LIFELIA, lo sviluppo dello stesso avverrà secondo “Azioni”, cioè una serie di interventi contemporanei convergenti verso obiettivi comuni, realizzati di volta in volta dai vari partner.
A1 - Ricerche ed analisi scientifico-specialistiche sugli aspetti geo-botanici
A2 - Predisposizione ed approvazione del “Piano di Gestione”
A3 - Attività finalizzate a favorire l’istituzione di una Riserva Naturale
A4 - Prevenzione del rischio di riduzione degli habitat indotta dall’instabilità dei versanti
C1 - Riqualificazione delle aree SICp e delle aree circostanti
C2 - Conservazione delle specie vegetali rare o minacciate
C3 - Interventi localizzati di stabilizzazione dei versanti
D1 - Gestione, manutenzione e monitoraggio delle aree SICp e delle aree circostanti
E1 - Campagna di sensibilizzazione, informazione e partecipazione
E2 - Creazione di pagine web di progetto
E3 - Layman’s Report
F1 - Project Management
F2 - Realizzazione del piano di conservazione post-Life
F3 - Audit indipendente della rendicontazione finale


 Azione A.1: Ricerche ed analisi scientifico-specialistiche sugli aspetti geo-botanici realizzate dal Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Cagliari.

Si realizzerà la corretta definizione di un quadro conoscitivo di riferimento relativamente agli aspetti scientifico-naturalistici connessi agli habitat ed alle specie prioritarie e di interesse comunitario presenti all’interno dell’area di progetto e del suo ambito territoriale di relazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle indagini sul campo finalizzate all’individuazione delle specie da tutelare; all’individuazione e georeferenziazione mediante GPS delle popolazioni più significative e quindi all’elaborazione e compilazione di schede di rilevamento geobotanico, demografico e fenologico.

La documentazione finale sarà costituita da una relazione scientifico-specialisticha sugli aspetti geo-botanici, schede di rilevamento, allegati cartografici in sCala di dettaglio.


 Azione A.2: Predisposizione ed approvazione del “Piano di Gestione” a cura della Provincia di Cagliari.

Il Piano di Gestione comprendente i due SICp deve considerare tutti gli interessi in gioco, pubblici e privati e coordinare e regolamentare le attività e gli interventi nell’intera area, coerentemente con la preservazione degli habitat per i quali i SICp sono stati proposti, rispetto ad una prospettiva di sostenibilità a lungo termine.

La realizzazione di questa azione risulterà fortemente integrata con le iniziative orientate a garantire la completa partecipazione e coinvolgimento dei partner e degli altri portatori di interessi al processo di definizione del progetto di gestione dell’area.

Correlata alla realizzazione di questa azione è inoltre l’Azione di Project Management (F.1), in cui è prevista la costituzione, all’interno del partenariato, di un gruppo di coordinamento tecnico-scientifico e definizione di un gruppo di lavoro incaricato della redazione del Piano di Gestione. In particolare quest’ultimo sarà fortemente caratterizzato in termini interdisciplinari e sarà costituito da esperti afferenti alle discipline botanico-naturalistiche, faunistiche, geologico-geomorfologiche, socio-economiche, urbanistiche, storico-archeologiche e paesaggistiche.


 Azione A.3: Attività finalizzate a favorire l’istituzione di una Riserva Naturale ai sensi della L.R. 31/1989 a cura della Provincia di Cagliari.

La proposta di costituzione di una Riserva Naturale ai sensi dell’art.19 della L.R. 31/89 costituisce un’opportunità per uno sviluppo coerente del progetto, in quanto può contribuire ad estendere gli obiettivi di conservazione e tutela ad un’area più vasta di quella interessata dai SICp. L’avviamento del processo di coinvolgimento delle amministrazioni interessate all’eventuale istituzione di una Riserva Naturale è funzionale a garantire migliori prospettive future per il progetto LIFELIA.

L’Azione consiste in alcune attività propedeutiche volte al coinvolgimento dei soggetti responsabili per l’istituzione della Riserva Naturale ed alla verifica delle migliori condizioni di fattibilità. Si tratta in primo luogo di attività di costruzione del consenso istituzionale attraverso la condivisione degli obiettivi finali del progetto LIFELIA con il comune di Cagliari, le amministrazioni militari, la Regione Autonoma della Sardegna. Tali attività sono fortemente integrate con le azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica (vedi Azione E.2). E’ prevista la conduzione di focus group trai rappresentanti delle Amministrazioni interessate al progetto, in preparazione delle attività di coinvolgimento degli attori locali e, successivamente, a chiusura delle attività di progettazione partecipata, per discutere i risultati ottenuti.

I rappresentanti delle Amministrazioni competenti sull’area parteciperanno a tutte le fasi del progetto.


 Azione A.4: Prevenzione del rischio di riduzione degli habitat indotta dall’instabilità dei versanti a cura della Provincia di Cagliari e del Dipartimento di Botanica dell’Università degli Studi di Cagliari.

Verranno realizzate indagini tecnico-scientifiche volte all’individuazione dei processi di instabilità dei versanti che coinvolgono le aree SICp, con particolare definizione delle cause naturali, dei meccanismi di evoluzione delle frane e valutazione dei rischi attuali e potenziali di modificazione degli habitat interessati. Costruzione di una zonizzazione di dettaglio delle aree SICp e immediatamente limitrofe, soggette a instabilità e classificazione dei rischi di perdita o modificazione irreversibile degli habitat per cui i SICp sono stati proposti. I rilevamenti diretti in campo e le tecniche di rilevamento indiretto, le analisi ed elaborazioni dei dati raccolti e la costruzione di modelli di previsione di evoluzione dei versanti, permetteranno una delimitazione e classificazione delle aree per tipologia dei processi attesi, tendenza evolutiva degli habitat e loro grado di resilienza a seguito di un processo franoso. Gli ambiti di interesse all’interno dei SICp, comprendono il crinale tra la sommità del Monte Sant’Elia e la Torre del Poetto, le falesie ed i versanti che degradano verso mare tra Cala Fighera e Calamosca, ed infine i settori di cava abbandonati tra Calamosca ed Is Mesas.



 Azione C.1: Riqualificazione delle aree SICp e delle aree circostanti finalizzata alla conservazione degli habitat ed alla fruizione compatibile degli stessi a cura della Provincia e del Comune di Cagliari.

L’Azione è costituita da interventi di riqualificazione naturalistica delle aree SICp e di quelle ad esse strettamente associate, da interventi di sistemazione ed infrastrutturazione per la valorizzazione e fruizione sostenibile del sito.

In generale l’intervento è orientato a promuovere la conservazione e l’ampliamento dell’attuale areale di diffusione degli habitat prioritari e di interesse. In particolare l’azione è orientata ad eliminare le cause attuali di compromissione e degrado degli habitat presenti nell’area di progetto, nonché ad effettuare interventi di sistemazione ed infrastrutturazione del sito e del loro perimetro finalizzati a permettere una fruizione ricreativa, turistica e scientifico-didattica dell’are, in coerenza con gli obiettivi di tutela della stessa.

 Azione C.2: Conservazione delle specie vegetali rare o minacciate mediante messa a punto e creazione di una Banca del Germoplasma a cura del Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Cagliari.

L’obiettivo è di raccogliere, conservare e studiare tutte le unità tassonomiche rare o minacciate, endemiche e di rilevante interesse fitogeografico presenti nell’area di progetto realizzando un incremento delle accessioni presso la Banca del Germoplasma del Centro per la Conservazione della Biodiversità, operante presso il Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università degli Studi di Cagliari. Inoltre le Azioni saranno concentrate sulle entità di potenziale impiego per il ripristino o il recupero ambientale attraverso le tecniche e le metodologie dell’ingegneria naturalistica.



 Azione C.3: Interventi localizzati di stabilizzazione dei versanti finalizzati alla conservazione degli habitat a cura della Provincia di Cagliari.

Gli interventi saranno finalizzati alla stabilizzazione dei processi franosi dovuti alla naturale evoluzione dei versanti che possano compromettere la presenza degli habitat per cui i SICp sono stati proposti. Tali interventi sono mirati alla protezione degli habitat a rischio, attraverso soluzioni tecniche compatibili con la spontanea evoluzione degli habitat stessi. Verranno utilizzate metodologie fondate su azioni di ingegneria naturalistica, con l’utilizzo di materiali naturali e di specie vegetali autoctone, che possano integrarsi completamente con gli habitat presenti ed allo stesso tempo garantire un efficace azione regimante delle acque di dilavamento e di stabilizzazione dei versanti. Tali interventi garantiscono la colonizzazione dei settori instabili da parte delle specie autoctone in grado di ripristinare condizioni di habitat riferibili a quelli riconosciuti di interesse e prioritari presenti nel sito. Le falde detritiche che caratterizzano i versanti prospicienti l’insenatura di Cala Fighera, caratterizzati da un progressivo disfacimento ed erosione del suolo richiederanno azioni prioritarie con fascinate, impianti ed inerbimento delle scarpate. Mentre, gli altri settori che riguardano gli ambiti sommitali dei versanti in prossimità della Torre del Poetto e della Sella del Diavolo, le falesie e le scarpate in roccia, sia naturali che dei vecchi fronti di cava nell’area di Is Mesas, potrebbero richiedere interventi locali e circoscritti con opere di sostegno, qualora questi possano compromettere la funzionalità degli habitat presenti.


 Azione D.1: Gestione, manutenzione e monitoraggio delle aree SICp e delle aree circostanti finalizzata alla conservazione degli habitat ed alla fruizione compatibile degli stessi a cura della Provincia e del Comune di Cagliari.

L’azione mira a ridurre il rischio d’incendio e di altri potenziali fenomeni di dissesto, attraverso interventi di controllo e di manutenzione periodica dei siti e del loro perimetro, operazioni di prevenzione degli incendi e di dissesto, e presidio contro possibili atti di danneggiamento o di degrado delle risorse ambientali. Verrà stilato un rapporto periodico (con cadenza settimanale) relativamente all’attività di controllo effettuata sulla base di un percorso che interessi le aree maggiormente sensibili e da punti di osservazione, capaci di dare una visione complessiva dell’area di progetto. Si realizzerà la pulizia e la sistemazione all’inizio della stagione estiva finalizzata all’eliminazione delle sterpaglie e della vegetazione infestante maggiormente pericolosa per l’innesco dei focolai di incendio su circa 10 Km di perimetro delle vie di transito, di stazionamento degli automezzi e delle aree comunque soggette a frequentazione antropica. Monitoraggio annuale per le aree maggiormente a rischio di riduzione degli habitat per instabilità dei versanti all’interno di un’area di circa 10 ha.


 Azione E.1: Campagna di sensibilizzazione, informazione e partecipazione a cura della Provincia di Cagliari, della Mucipalità di Sifnos (Grecia) e di MedSOS Netwoork.

L’azione tende a rimuovere le cause prime delle minacce legate allo stato di abbandono ed alla fruizione incontrollata ed inconsapevole dell’area, nonché a favorire la risoluzione di eventuali conflitti intorno alle opzioni di conservazione dei SICp. L’obiettivo è di informare, sensibilizzare e coinvolgere gli enti competenti sull’area ed i cittadini all’interno di un progetto di sviluppo sostenibile del settore, con specifico riferimento alla salvaguardia dei valori di conservazione ambientale dei SICp. La realizzazione di una conferenza sulla gestione della Rete Natura 200 è favorita a favorire lo scambio di esperienze e la disseminazione su sCala europea dei risultati del progetto.


 Azione E.2: Creazione di pagine web di progetto a cura della Provincia e del Comune di Cagliari.

E’ prevista la costruzione, l’implementazione e l’aggiornamento di pagine web relative al progetto (ciò avviene sul sito del soggetto promotore del progetto, in lingua originale ed in inglese mentre i partner provvederanno ad apportare i link corretti sui loro rispettivi siti). Le pagine devono illustrare non solo i presupposti ma anche i risultati del lavoro. L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di mettere a disposizione del partenariato di progetto tutto il materiale prodotto e di diffondere l’informazione sulle attività del progetto. La costruzione delle pagine web sarà avviata a partire dal terzo mese successivo all’avvio del progetto. Le pagine web inoltre saranno aggiornate costantemente e resteranno on line anche successivamente alla conclusione delle attività progettuali. Ciascun partner sarà responsabile per ciò che attiene il trasferimento on line dei contenuti tecnico scientifici e di gestione delle attività, così che ciascun soggetto coinvolto contribuisca fattivamente alla diffusione dell’informazione ed alla crescita, scambio ed integrazione del partenariato di progetto.

La costruzione delle pagine web risponde ad un duplice obiettivo: da un lato è utile ed importante al fine di informare i partner sull’andamento del progetto attraverso la creazione di una sezione riservata (ad accesso limitato tramite password) sulla quale saranno caricati i lavori (documenti, relazioni e rapporti) che devono essere prodotti nel corso delle attività del progetto; dall’alto garantiscono una costante informazione circa le attività del progetto e sono in grado di coinvolgere un più vasto pubblico. Le pagine web possono essere considerate un primo risultato nell’ambito della divulgazione delle premesse, obiettivi e risultati del progetto. Le pagine assolvono il compito di informare un pubblico più vasto di quello dei soli tecnici ed addetti ai lavori rafforzando le attività di coinvolgimento, animazione e disseminazione previste all’interno del progetto.


 Azione E.3: Layman’s Report a cura della Provincia di Cagliari.

Il “Layman’s Report” è un documento ufficiale che deve essere predisposto a conclusione delle attività di progetto al fine di dare una sintetica immagine del progetto in circa 5-10 pagine al massimo e che consente la divulgazione di tutte le informazioni in maniera semplice, chiara e sintetica. La sua sinteticità e schematicità rende il documento compatibile anche ai non addetti ai lavori, per cui è la base del coinvolgimento attivo della cittadinanza al mantenimento dei risultati del progetto. Il Layman’s Report dovrà contenere la descrizione dei seguenti elementi: contesto in cui è nato il progetto, partner, beneficiari, azioni, metodologia di lavoro e risultati. Per una più chiara lettura possono essere inseriti anche grafici sui dati quantitativi relativi ai risultati del progetto, l’immagine del sito web ed alcune fotografie.

La sua predisposizione è necessaria proprio nell’ottica del coinvolgimento attivo dei cittadini e della massima divulgazione anche al fine di accrescere la consapevolezza della cittadinanza circa le attività fatte in campo ambientale attraverso il progetto ed il loro mantenimento.


 Azione F.1: Project Management a cura della Provincia di Cagliari.

L’azione di Project Management rappresenta il cuore di tutto il progetto, dal momento che la buona riuscita delle singole fasi esplicitate in progetto ed il rispetto della tempistica concordata con l’Unione dipende da un buon coordinamento del progetto e quindi dal grado si efficienza che il Project manager e lo staff di progetto è in grado di esprimere. Le attività specifiche in Capo al Project Management spaziano dalla direzione, al coordinamento e supervisione delle singole azioni progettuali, fino alla supervisione inerente le attività di gestione economica e rendicontazione.

L’attività di Project Management, stante la sua importanza e la sua durata, che si articola per tutta la durata del progetto, deve essere adeguatamente supportata dalla presenza di figure altamente qualificate e specializzate. In tal senso si prevede la costituzione di uno staff di progetto composto da due unità operative, la prima incaricata di sovrintendere alle attività di coordinamento, sotto le direttive del Project Manager, con compiti e funzioni di segreteria organizzativa, la seconda con funzioni di supervisione e coordinamento di natura tecnico-scientifica, composta da figure altamente specializzate in rappresentanza di tutto il partenariato di progetto.

In sintesi, le attività caratterizzanti l’azione di Project Management sono: pianificazione di dettaglio delle attività di progetto; riunioni periodiche del team di progetto; gestione contatti con il Project Officer; monitoraggio; predisposizione ed elaborazione dei report; valutazione esterna del progetto; rendicontazione; partecipazione alle attività di comunicazione e promozione; organizzazione e coordinamento delle fasi operative.


 Azione F.2: Realizzazione del piano di conservazione post-Life a cura della Provincia di Cagliari.

L’azione mira alla realizzazione di un piano di conservazione Post-Life riguardante attività di controllo e manutenzione periodica dei siti e delle aree contermini, nonché un programma di interventi di gestione e monitoraggio.

L’azione è volta a garantire la prosecuzione del progetto nel lungo periodo e la conservazione dei SICp, assicurando una duratura difesa contro le minacce individuate. L’impegno comune dei partner ad individuare ulteriori fonti di finanziamento per la prosecuzione post-Life è tesa a consolidare la cooperazione ed il coinvolgimento dei partner stessi in una prospettiva di lungo periodo.


 Azione F.3: Audit indipendente della rendicontazione finale a cura della Provincia di Cagliari.

L’audit indipendente della rendicontazione finale sarà affidato ad una specifica professionalità iscritta all’Albo dei Revisori dei Conti che si avvarrà anche della collaborazione della segreteria organizzativa del progetto che svolge (come indicato nell’azione F.1) compiti di gestione amministrativa al fine di verificare che sia garantito il rispetto delle norme contabili vigenti, nonché la conformità della spesa alle Disposizioni del Programma Life.

Il motivo essenziale della sua stesura è garantire la veridicità delle informazioni contenute nella rendicontazione finanziaria che deve essere inoltrata alla Commissione Europea con il rapporto finale.


Estratto del Progetto “Ripristino e Conservazione del promontorio di Capo Sant’Elia” realizzato dalla Dr.ssa Pina Monni in collaborazione con l’Assessorato Sviluppo economico, Attività produttive, Rapporti con U.E. (Assessore Giampietro Comandini e Dr. Alberto Sanna)

www.ufficiostampacagliari.it
















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Old February 1st, 2006, 10:36 PM   #204
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Via dei Valenzani: la scoperta degli Amici di Sardegna


In un'antica villa abbandonata spuntano i segni di una casa medievale



Reperti archeologici risalenti probabilmente al periodo medioevale all'interno della villa abbandonata di proprietà della Provincia in via dei Valenzani. La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi dall'associazione Amici di Sardegna, il cui presidente Roberto Copparoni è anche ispettore onorario della Soprintendenza.

la finestra
In un sopraluogo all'interno della struttura, ormai fatiscente e semi diroccata, per anni regno di barboni e senzatetto, i volontari hanno infatti rinvenuto alcuni elementi di una finestra posta al primo piano che dovrebbe appartenere al periodo aragonese, mentre al piano terra si possono scorgere a occhio nudo archi che poi sono stati cementati e pietre di tufo incise, tipico delle costruzioni isolane tardo medioevali. «La struttura è da salvare senza alcun dubbio anche perché potrebbe essere una pertinenza della mai ritrovata chiesa Santa Maria di Claro », sottolinea Copparoni, in quanto resta uno dei rarissimi esempi di architettura antica presenti a Cagliari, al di fuori delle mura di Castello.

i lavori
Purtroppo le ruspe che stanno appianando il terreno circostante rischiano di danneggiare ulteriormente le mura. Servirebbe un intervento deciso della Provincia, che rimane proprietaria dell'area, per recuperare quanto è stato rinvenuto e verificare se all'interno del caseggiato ci sono altri reperti interessanti». La villa abbandonata, il cui primo nucleo risale al 1400, è stata utilizzata: nata come edificio padronale, si è via via trasformata in maniero, fattoria, mattatoio e infine ufficio postale agli inizi del '900.

Fonte - Unione Sarda
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Old February 2nd, 2006, 02:06 PM   #205
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Porto

Palacrociere, l'aula dà il via libera


L'assessorato regionale all'urbanistica scopre che nel piano regolatore portuale non è previsto alcun terminal crociere. E che manca l'approvazione del progetto da cinque milioni di euro da parte del consiglio comunale. Per questo ieri l'assemblea civica ha dovuto approvare una deroga al vecchio piano che autorizzi la modifica del molo e la costruzione del palacrociere, salvacondotto verso un turismo tutto da conquistare ma che - ha sottolineato il sindaco Emilio Floris - «porterà occupazione alla città, anche grazie alle attività produttive che saranno attratte dalla riqualificazione dello scalo marittimo». Il provvedimento è passato all'unanimità. Via libera anche alla trasformazione di una ex scuola tra via Rossini e via Boito in appartamenti da affittare dopo una ristrutturazione che sarà compiuta grazie a finanziamenti regionali.


Fonte - Unione Sarda
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Old February 3rd, 2006, 11:01 AM   #206
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L'asfalto nel cuore del parco: addio al muro di Monte Claro

Il caso. Il Comune vuole una strada all'ingresso dell'oasi, la Provincia è disponibile al dialogo

La proposta dell'assessore Campus: «Cancellata di ingresso e nuova arteria parallela a via Cadello». E Milia si trova in sintonia: «Servono soluzioni per il traffico»


La pazza idea di Comune e Provincia: giù il muro di cinta di Monte Claro, ben venga una striscia di asfalto all'ingresso del parco. Una strada alternativa e paralella a via Cadello, come ricetta per snellire il traffico e ridurre l'impatto ambientale del nuovo tunnel. E le ruspe potrebbero davvero arrivare presto dentro l'oasi per far nascere una nuova arteria cittadina, perché questa volta la sorpresa è politica. E vede insolitamente in sintonia la Provincia sulla proposta del Comune.
TUTTO NASCE da un progetto dell'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Campus: «L'ideale sarebbe una strada che arriva a fondersi col parco di Monte Claro- dice Campus- e che può nascere solo con un presupposto: l'abbattimento del muro di cinta di via Cadello, una struttura obsoleta e esteticamente in contrasto col parco stesso. Noi pensiamo invece alla costruzione di una cancellata alternativa al muro, che potrebbe arretrare rispetto a via Cadello. E in mezzo potremo costruire questa nuova strada, l'ideale per diversificare il flusso delle auto in una zona nevralgica del traffico metropolitano». Dunque l'asfalto nel verde diMonte Claro, un tentativo che era stato fatto anche dall'Asl che nei mesi scorsi voleva creare delle strade di collegamento col nuovo polo sanitario. Ma al posto dello scontro politico, stavolta tra Comune e Provincia c'è un dialogo proficuo: «Anche noi abbiamo interesse alla nascita di una strada funzionale in quel trattoavverte il presidente Graziano Milia - cioè nella zona dove stanno per essere trasferiti i principali uffici della Provincia. Nelle parole di Campus colgo un'esigenza che condivido, perchè l'asse della viabilità attorno a via Cadello va reso più fruibile e soprattutto più decoroso». E a proposito di decoro, tornano in mente altre polemiche, come quelle tra Milia e l'assessore Mureddu sull'abbattimento del muro di via Cadello. Una soluzione che, adesso, diventa sempre più probabile: «Se la Provincia è disponibile al dialogo ne parlerò immediatamente col sindaco Floris- aggiunge Campus - nei prossimi giorni metteremo a punto il progetto e ne discuteremo attorno a un tavolo». Milia si dice pronto a chiedere garanzie sull'impatto della nuova arteria, perchè l'equilibrio si gioca sulle lunghezze di misura: «Potrei vedere bene una strada che passa a pochi metri dall'attuale muro - dice Milia - e non che tagliasse in due l'oasi». Il dibattito è aperto, in piena campagna elettorale. E sta per nascere un'intesa bipartisan. Tutto l'assetto del traffico attorno a via Cadello subirà nei prossimi mesi una vera e propria rivoluzione. Ma il tunnel potrebbe non essere l'unica, contestata svolta urbanistica.

Fonte - Giornale di Sardegna
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Old February 3rd, 2006, 01:47 PM   #207
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Anfiteatro libero, tribune a Sant’Elia

Il Comune aspetta le autorizzazioni per togliere i legni che da sette anni coprono il monumento romano

Ma nessuno garantisce sui tempi dell’operazione trasloco



L’anfiteatro romano di Cagliari sarà liberato dalle tribune di legno che da cinque anni lo tengono nascosto alla vista e al paesaggio. Non si sa quando, però. Un anno fa il consiglio comunale cagliaritano aveva deliberato di spostare altrove le tribune. Si era deciso per una porzione del parcheggio dello stadio di Sant’Elia, ma forse questa destinazione, ora, con tutto quello che bolle nel pentolone urbanistico acceso dalla Regione, decisa a buttar giù palazzoni e a tirar su il museo dei sardi, può diventare un’altra. Si guarda a San Bartolomeo e alla zona militare. E non si sta a guardare e basta: c’è già un accordo di massima col Comando militare perché il Comune trasferisca le tribune lì, casomai l’opzione Sant’Elia saltasse. Per i tempi: sono il neo di tutto questo fervore, non c’è neanche l’idea di quando i cantieri potranno aprire.
La prigionia dell’anfiteatro nelle tribune di legno, progetto voluto dal Comune e avallato dalle soprintendenze, dopo le infinite proteste da parte di cittadini di ogni estrazione, si scoprì che poteva durare «soltanto» cinque anni: il tempo minimo che la legge per il finanziamento di opere pubbliche destinate allo spettacolo imponeva sulla durata delle strutture realizzate, appunto, con soldi pubblici. Il termine di cinque anni fu anche quello cui la soprintendenza ai beni archeologici si aggrappò per giustificare il lasciapassare dato a quell’intervento tanto contestato (anche da alti dirigenti del ministero dei beni culturali) e fu fatto valere per trovare una scappatoia al contenzioso avviato col ricorso al Tar da parte del Comune. Il 2006 è il sesto anno, le tribune di legno sono ancora lì, il soprintendente regionale ai beni culturali tornato di recente in Sardegna (Paolo Scarpellini) ha in animo di promuovere un incontro per riprendere in mano il tema: come liberare l’anfiteatro romano di Cagliari, unico manufatto isolano della Roma imperiale giunto sino a noi, conosciuto dagli studiosi di architettura romana di tutte le università perché presenta la particolarità di essere per una parte costruito e per l’altra scavato nella roccia. Adesso l’anfiteatro è invisibile: le tribune di legno lo coprono quasi interamente. Le contestazioni sulla scelta fatta dal Comune non riguardavano soltanto il lato paesaggistico del problema: c’era chi sosteneva che quelle tribune erano state inserite bucando la roccia lavorata dell’anfiteatro. Cosa resterà quando tutto il legno sarà tolto? A suo tempo i tecnici del Comune davanti a queste osservazioni mostravano i sacchetti con i detriti raccolti dopo la perforazione: per dimostrare che, una volta levato il legno, tutto sarebbe stato rimesso a posto.
Quando apriranno i cantieri non si sa. L’assessore ai lavori pubblici del Comune, Raffaele Lorrai, spiega che è pronto il progetto preliminare per rimontare il teatro di legno a Sant’Elia e che si aspettano le autorizzazioni. Il terreno è comunale ma visti e nullaosta debbono arrivare lo stesso da uffici vari. «Se non arrivassero - spiega ancora l’assessore - siamo pronti a proporre altre localizzazioni». Nessun pensiero verso l’ex cava di Monte Urpinu, quella sul costone che digrada verso l’ospedale Binaghi: «Non c’è modo di realizzare gli accessi - considera Lorrai - e poi è vicino a un ospedale». Altra soluzione che convince certo di più è la zona militare di San Bartolomeo: c’è tutto lo spazio necessario per allestire accessi del tutto sicuri e i militari sono d’accordo sull’ipotesi di aprire a un uso pubblico adeguato i terreni che a poco a poco potrebbero non servire più agli interessi militari. L’attesa, insomma, è ricominciata.



fonte - La Nuova Sardegna
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Old February 5th, 2006, 09:36 AM   #208
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Interventi di architettura nella strada 554

Cagliari, 1 febbraio 2006. E' stato pubblicato ieri il bando di gara per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura nella strada statale 554.

L'incarico riguarda lo studio funzionale dell'intera arteria con particolare riferimento alle numerose intersezioni stradali, sulla base del progetto preliminare curato dall'Anas S.p.A, e la stesura del progetto definitivo di alcuni svincoli nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili.
Tali risorse ammontano a 30,457 milioni di euro di fondi Cipe. Su una previsione di spesa complessiva di circa 90 milioni di euro, si prevede di utilizzare questo primo finanziamento quale quota necessaria per attivare le restanti risorse pari a 59,5 milioni euro a valere sui fondi della Legge obiettivo.
"L'obiettivo – ha detto l'Assessore regionale dei Lavori Pubblici, Carlo Mannoni – è quello di portare avanti un disegno strategico dell'intera arteria, e di individuare gli interventi prioritari da realizzare attraverso un percorso progettuale, che preveda la partecipazione di tutte le amministrazioni interessate".
E' stato predisposto un protocollo di intesa e si è costituito un organismo di consultazione e sorveglianza, coordinato dall'assessorato regionale, che seguirà tutte le diverse fasi procedurali. Sarà composto dai rappresentanti istituzionali dell’amministrazione provinciale, dei comuni di Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu e dall'Anas.
"Una volta individuate le infrastrutture da realizzare – ha aggiunto Mannoni - sarà data, così come previsto dal bando di gara, priorità agli aspetti architettonici e di inserimento ambientale e urbanistico delle opere necessarie per migliorare la qualità del trasporto nella circonvallazione nord dell’area di Cagliari".


per consultare il bando:
http://www.regione.sardegna.it/j/v/5...1=1323&id=2622

Fonte - http://www.regione.sardegna.it
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Old February 6th, 2006, 02:56 PM   #209
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Il museo nuragico si può fare a Sant’Elia

Concluso lo studio dei tecnici sul luogo giusto per l’edificio


Fattibile a Sant’Elia. Il museo della civiltà nuragica e dell’arte contemporanea deve essere progettato per sovrastare il deposito Nervi sul canale di Terramaini che sbocca nel mare. Questa la proposta degli esperti dell’università invitati dalla Regione a condurre lo studio di fattibilità dell’opera. L’ipotesi del porto era suggestiva, eco perfetta di sfide urbanistiche tentate con gran successo altrove (Genova, per esempio). Ma qui lo spazio a disposizione per il museo non era abbastanza nel punto scelto; perché doveva stare davanti alla palazzata di via Roma, non certo in un angolo del porto meno pregiato come i piazzali a ridosso del ponte della Scafa.
Quindi, Sant’Elia: localizzazione ardita, se si guarda al presente stretto.
Calato nello scenario dell’oggi il museo sarebbe davvero un’astronave (è l’accusa verso questa scelta). Neppure i detrattori negano che l’«astronave», qui, disporrebbe dello spazio prezioso (con un museo di questa portata) per i parcheggi di bus e auto. Inoltre l’asse mediano sarebbe il canale stradale utile per evitare il centro città se il pubblico, come si immagina, arriverà spesso da fuori Cagliari. Ma la definizione di «astronave» è stata trovata per altri motivi, nasce dal deserto di quella fetta di città: il museo sarà un edificio di grande interesse sotto ogni profilo calato in un punto in cui, oggi, si passa velocemente senza ragioni per fermarsi o per dare uno sguardo attorno. La sfida della scelta sta proprio qui. Questo è un luogo abbandonato, da un lato c’è il quartiere ghetto di Sant’Elia, dall’altro c’è il sogno del lungomare che Cagliari non ha mai avuto. Il museo dovrebbe avere la forza di provocare molte cose che si riassumono in un unico concetto: riqualificazione. Viene dato per scontato che un museo del genere attirerà visitatori, quella zona non sarà più sconosciuta, rischia anzi di diventare famosa quanto Castello e di attirare un pubblico che farebbe volentieri un giro nei dintorni a cercare altre bellezze da ammirare, trattorie, tipicità varie. Al momento la città in questa zona è impresentabile, col museo si pone il problema di accorgersene, finalmente. A tratti, qualche atto di buona volontà si vede. Ai primi di gennaio è stato firmato l’accordo con la Marina Militare per far passare la passeggiata a mare anche nei terreni della Marina. Era il grande ostacolo al progetto: il muro lungo il molo Ichnusa (abbattuto nell’estate 2005) e poi tutti gli insediamenti sul mare impedivano che si potesse pensare seriamente a un lungomare di qualche chilometro e non di poche centinaia di metri. Per il momento è progettato fino a su Siccu, ma è nelle cose amministrative che si vada oltre per arrivare dove si può, vale a dire a Sant’Elia. Sant’Elia è al centro di un incredibile sogno: buttare giù i palazzoni davanti allo stadio e ricostruire con criteri differenti. E’ un sogno attorno al quale la Regione sta costruendo una cassaforte piena di denaro, c’è già un articolo della finanziaria che mette da parte 50 milioni di euro per l’operazione. I risultati non possono essere immediati, il museo invece avrà tempi molto più brevi. L’«astronave», insomma, farà in tempo a vedersi. Sembra però che la città non intenda restare indietro rispetto alle opportunità indotte da teatro. Già l’amministrazione comunale ha lanciato l’idea che la nuova via Roma sarà da Su Siccu fino a Sant’Elia e i programmi elettorali si stanno cimentando con questo tema: che fare per ricongiungere la città al suo ghetto, che fare per riqualificare case e stili di vita in un quartiere finora volutamente abbandonato. Qualcuno dice: si comincia col museo.





fonte - La Nuova Sardegna
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Old February 6th, 2006, 10:58 PM   #210
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hey si vede quasi casa mia!e i campetti dove vado a giocare!grandeee
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Old February 7th, 2006, 02:24 PM   #211
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Nasce un piccolo parco per Fido


Evitare che i cani scorrazzino nei parchi frequentati dai bambini, scongiurare il rischio che i marciapiedi siano imbrattati ogni giorno di più dagli escrementi e rispondere alle esigenze dei tanti cinofili che premono per avere più spazi per i loro amici a quattro zampe: sono i motivi che hanno spinto la Circoscrizione 4 a dare avvio ai lavori per la realizzazione, in via Flavio Gioia angolo via Volta, di una nuova area-cani, la quinta dopo quelle di via Castiglione, via Salvator Rosa, Monte Urpinu e via dell'Abbazia. «Il nuovo spazio-cani sorgerà sotto il cavalcavia dell'asse mediano - annuncia il presidente della circoscrizione Alessandro Sorgia - su un'area incolta di 3.500 metri quadri, frequentata fino a pochi giorni fa esclusivamente da tossicodipendenti e sbandati». I lavori sono già partiti e si concluderanno entro un mese: per ora il terreno è stato ripulito ed è stato realizzato un grande recinto in legno. «Ma è solo l'inizio - spiega Paolo Pintor, dirigente del settore verde del Comune - in seguito sistemeremo in loco panchine, lampioni, siepi e un distributore automatico di sacchetti per la raccolta delle feci».

Fonte - Unione Sarda


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Old February 9th, 2006, 02:30 PM   #212
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La città si colora di verde: «Raddoppiati i parchi»

Cagliari si riscopre una città verde: negli ultimi dieci anni i parchi sono raddoppiati, e ogni cittadino ha, in media, otto metri quadri fruibili di spazi verdi. Dati illustrati dall'architetto paesaggista tedesco, Andreas Kipar, studioso della realtà cagliaritana, intervenuto ieri nel seminario organizzato dall'Urban Center del Comune all'Exmà, che si concluderà sabato. Un confronto sul futuro architettonico della città voluto dall'assessore all'Urbanistica, Giovanni Campus, perché «la Cagliari di domani non deve sorgere come conseguenza di quella di oggi, ma deve essere progettata e studiata. Non può essere una città pensata da poche teste che intervengono nel territorio senza seguire un programma. Per questo ci deve essere un dialogo tra amministrazione, cittadini, associazioni, Università». La speranza dell'assessore è che l'Urban Center possa trovare una sede.

seminario all'exmà - Intanto ha iniziato il suo percorso con il seminario che ha preso il via ieri all'Exmà. E non sono mancate le diversità di vedute sugli argomenti presentati. Kipar ha illustrato la sua idea di città ambientale, ruolo che può ricoprire anche Cagliari e che, in parte, ricopre già: «Esiste un monitoraggio che ci permette di dire che i circa 162 mila cagliaritani hanno in media otto metri quadri di verde fruibile, e che dal '96 a oggi sono aumentate le aree a verde, sia pubbliche che private». Cagliari ambientale dunque? «Sì», anche se per l'architetto c'è ancora molto da fare: «I centomila alberi in città permettono di assorbire 38 mila chili di polveri sottili e il 23 per cento degli scarichi di anidride carbonica delle auto. Perché il verde non è solo estetica».

database verde - La creazione dunque di un percorso di aree verdi, collegate tra loro e con quelle già esistenti, permetterebbe di avvicinarsi agli esempi europei di Parigi, Londra e Francoforte: «A iniziare dagli spazi più piccoli, che rischiano di essere esclusi dal sistema ambientale». Campus ha aggiunto che l'amministrazione «sta avviando il progetto per la costruzione di un database per la catalogazione di tutti gli spazi verdi presenti in città». In questa direzione è importante anche la nascita della facoltà di Architettura: «Spero esista un percorso parallelo tra la facoltà e l'Urban Center, per la creazione di un laboratorio architettonico».

la polemica - Durante il dibattito, sono emerse alcune perplessità. «Mi stupisce sentir parlare di città ambientale e di un aumento delle zone verdi», ha detto Antonello Gregorini di Legambiente, «quando nel Puc sono cresciute le aree edificabili definite bs3*». Campus ha precisato che «erano troppe le zone vincolate, e che con questa classificazione, che permette ai privati di costruire, il 40 per cento delle lottizzazioni sarà destinato al verde».

Fonte - Unione Sarda
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Old February 9th, 2006, 02:34 PM   #213
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Area vasta, pochi trasporti, rifiuti e inquinamento

Indagine dell’Osservatorio economico promossa da Confindustria e sindacati



La popolazione di Cagliari continua a invecchiare, le persone fuggono. I trasporti portuali e aeroportuali reggono, ma quelli interni, dell’area, sono in situazione critica. Nell’hinterland aumenta il numero delle abitazioni, solo in città è pressochè stazionario e il saldo tra emigrazione e immigrazione, nati e morti è negativo; mentre nell’area vasta è positivo. Questi alcuni dei dati presenti nella relazione “sull’analisi strutturale dell’area vasta di Cagliari” promossa dall’Associazione industriali e le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, e realizzato dall’Osservatorio economico della Sardegna.
Si tratta della prima indagine dopo l’accordo per il “Progetto di governance Confindustria-Cgil, Cisl e Uil” volto a monitorare la situazione dell’area cagliaritana. Oltre al capoluogo, l’area anche Assemini, Capoterra, Decimomannu, Dolianova, Domus de Maria, Maracalagonis, Pula, Quartu, Sarroch, Selargius, Serdiana, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai, Soleminis, Uta, Villa San Pietro, Villaspeciosa, Quartucciu, Elmas e Monserrato, per una popolazione complessiva di 538.210 persone e una superficie totale di 1.525 chilomeri quadrati.
Ambiente. Oltre ai parchi nazionali e regionali, vi sono anche 15 siti di importanza comunitaria per un totale di 28.850 ettari. Il che significa che nonostante si tratti di un’area prevalentemente urbana, vi sono risorse naturali tali che, «se protette e gestite in maniera accurata, potrebbero mantenere elevato il livello di qualità dell’ambiente e produrre reddito». Nello steso tempo ci sono una serie di rischi ambientali che non vanno sottovalutati, «primo fra tutti il problema dei rifiuti».
Rifiuti. Nel 2003 l’area ha prodotto, si legge nella relazione, 217 milioni di chili di rifiuti, di cui il 96 per cento dalla popolazione residente, gli altri dai turisti. Ogni cittadino locale produce 533,7 chili di scarti all’anno, contro i 473,4 di tutta la Sardegna. E la raccolta differenziata si attesta solo su 3,19 per cento del totale, mentre in campo nazionale si è già oltre il 20 per cento.
Inquinamento. Precisato che questi dati si riferiscono al 2001, nel capoluogo cagliaritano sono stati registrati 12 inquinanti atmosferici diversi: un numero superiore sia alla madia regionale, che nazionale. Per l’inquinamento acustico, invece, Cagliari ha registrato il valore più basso in rapporto al numero di segnalazioni di protesta per ogni centomila abitanti: 13,4. Mentre a Sassari sono stati 189,7 e 77 a Oristano, e 38,7 ogni centomila in tutta Italia.
Trasporti. La Sardegna è tra le regioni europee con il più basso indice di accessibilità «determinato dallo scoarso sviluppo delle reti viarie e ferroviarie», mentre c’è «un buon potenziale di accessibilità» aerea e navale. Inoltre anche in termini di intermodalità, la Sardegna «presenta un indice tra i più bassi europei» e questo penalizza soprattutto il settore portuale. Mentre quello aereo è reso meno attivo dalle incertezze sull’applicazione della continuità territoriale. Le noti più dolenti, però, iniziano dalla rete ferroviaria con solo 18 metri per chilometro quadrato, contro i 55 nazionali. Poi c’è una percentuale bassissima di rete a binario doppio e manca quella elettrificata. Altro pollice verso va dato alla rete stradale per la bassa incidenza delle provinciali e statali, la scarsa accessibilità di alcune parti del territorio e l’assenza di una rete autostradale.
Cultura e istruzione. L’area mostra una buona dotazione di strutture culturali con un indice del 78,2 rispetto al 56,4 dell’intera regione e il 55,6 del Mezzogiorno, e il centro nord attestato su 129,2. L’istruzione nel 2004 presenta un indice di 85,4 contro un 57,4 di media della Sardegna. E in rapporto al 1991 nell’area cagliaritana c’è stata una perdita di 12 punti. Il Mezzogiorno è a 92,9 e a 104,5 il centro nord. Importante segnalare che la percentuale di laureati (9,4 per cento della popolazione) dell’area è superiore sia alla media regionale (6,2 per cento) che nazionale (7,5).
Strutture sanitarie. Notevole il miglioramento in questo settore: nel 1991 l’indice di dotazione delle infrastrutture sanitarie era di 37,1, nel 1999 di 51,4 e nel 2004 di 91,7.
Istituti di credito. In flessione l’indice delle reti bancarie, che nell’area di Cagliari passa dal 70,8 del 1991 al 51,1 del 2004, anche se resta superiore al resto della Sardegna che si attesta su un indice medio di 39. Dato che fa riflettere e che viene considerato un segnale di difficoltà economica.
Ricerca. Buone le infrastrutture legate alla ricerca. La presenza a Pula della ramificazione centrale del parco scientifico e tecnologico Polaris è vista come una «base fondamentale per la crescita e lo sviluppo di imprese». Infatti l’obiettivo del parco «è quello di migliorare la competitività delle imprese sarde» e favorire l’adozione di nuove tecnologie di prodotto e di processo.
Popolazione. Cagliari è l’unico Comune dell’area vasta che presenta un saldo demografico negativo nel 2004 (meno 1.095 unità) e questo nonostante l’immigrazione di stranieri abbia interessato anche il capoluogo. In città, inoltre, è negativo sia il saldo migratorio che quello naturale. Solo Sarroch si attesta su un risultato negativo, mentre per gli altri venti Comuni dell’area il saldo è positivo. Nel 1991 Cagliari aveva 204.237 abitanti, passati a 161.465 nel 2004. Da rilevare poi che Cagliari ha l’indice (192) di vecchiaia (ovvero 192 persone superiori a 64 anni per ogni 100 giovani) non solo più alto della Sardegna (che ha 125), ma tra i più elevati nazionali (che ha un indice medio di 136).

fonte - La nuova Sardegna
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Old February 9th, 2006, 06:50 PM   #214
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Non c'è la ferrovia elettrificata?
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Old February 10th, 2006, 11:18 AM   #215
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No, tra l'altro per fare Cagliari - Sassari (210 Km, quasi tutti in rettilineo), ci vogliono circa 4 ore.....
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Old February 10th, 2006, 11:19 AM   #216
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Urban center. Esperti a confronto durante il seminario
Mediateca del Mediterraneo nell'ex mercato di via Pola



Un progetto di città condiviso da associazioni, cittadini ed Enti locali. Nella seconda giornata di seminario all'Exmà, l'Urban center del Comune di Cagliari ha incontrato i rappresentati di istituzioni e organizzazioni. I lavori si concluderanno domani con i primi risultati concreti per il futuro della città. Qualche anticipazione c'è già stata ieri. La prima riguarda un concorso di idee per la riqualificazione del rione Santa Teresa di Pirri, l'altra è il progetto per la ristrutturazione dell'ex mercato di via Pola, che diventerà la mediateca del Mediterraneo. Il dibattito si è concentrato sull'edilizia residenziale e le aree ambientali di Cagliari e in particolare su un quesito: abbattere il muro di cinta del parco di Monte Claro? Aprendo i lavori, l'assessore comunale all'Urbanistica, Giovanni Campus, ha sottolineato gli aspetti positivi della prima giornata di lavoro del seminario: «Stiamo cercando di arrivare a una metodologia di lavoro, nata dalla condivisione e destinata a essere trasferita poi nell'amministrazione». Già il sindaco, Emilio Floris, nel suo intervento nella giornata inaugurale dei lavori aveva evidenziato «che la collaborazione è indispensabile per arrivare a una progettazione della città che sia condivisa». Oggi proseguiranno le discussioni e il dialogo con i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni: «Si vogliono ridurre al minimo - ha ricordato Ada Lai, dirigente del Comune, - le possibilità che nascano delle forme di opposizione ai lavori già appaltati», come per il multipiano di via Manzoni e il tunnel di Tuvumannu. L'assessore Campus ha ricordato l'importanza di progetti e idee di valenza internazionale: «Abbiamo partecipato a un concorso europeo European, che potrebbe aprire le porte a finanziamenti della Comunità. Si tratta di una riqualificazione urbana del rione di Santa Teresa. Ne sapremo qualcosa di più il 13 febbraio, nella speranza di arrivare a ottenere i fondi per la sua realizzazione». Si può già partire in via Pola, dove, con i dieci milioni di finanziamento della Regione (fondi Por) sarà ristrutturato lo stabile che diventerà, come ha ricordato Efisio Ibba, funzionario comunale, «la mediateca del Mediterraneo, con la biblioteca attualmente situata in via Newton, il Consorzio Camù e la Cineteca Sarda». Si è discusso anche di verde, edilizia residenziale, Monte Claro («L'abbattimento del muro è un tema ancora da approfondire», ha sottolineato Campus, dopo che il docente universitario di Architettura, Francesco Colamatteo, era intervenuto a favore dell'eliminazione di quello che «è un muro visivo e mentale») e di Cagliari e il mare. Oggi, sempre all'Exmà, la terza giornata del seminario, e domani la conclusione.


Fonte - Unione Sarda
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Old February 10th, 2006, 11:23 AM   #217
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Manifestazioni d’interesse da tutto il mondo per il concorso internazionale


Museo nuragico, oltre cento architetti rispondono all’appello della Regione

CAGLIARI. Registra un primo grande successo in termini di numeri e candidature illustri la fase di prequalificazione del concorso internazionale di progettazione per la realizzazione di Betile, il museo dell’arte nuragica e dell’arte contemporanea del Mediterraneo, che deve sorgere a Cagliari quasi sicuramente nella zona di Sant’Elia. Sino a questo momento sono oltre 130 manifestazioni di interesse pervenute negli uffici della Regione, che ha bandito il concorso in collaborazione con la rivista Domus e il Politecnico di Milano. Una partecipazione sorprendente per una gara internazionale impegnativa e originale nei suoi contenuti come quella di Betile, tanto più se si considera che oltre il 24 per cento delle candidature arrivano da studi internazionali di Stati Uniti, Corea, Libano, Inghilterra, Francia, Svizzera, Germania, Olanda, Portogallo, come si rileva dalle intestazioni dei plichi contenenti i documenti richiesti ai candidati.
Numerose le candidature di architetti italiani, tra i quali anche qualcuno sardo. Il forte interesse internazionale è attestato anche dalla scelta di alcuni studi di architettura esteri di associarsi con studi italiani per partecipare alla preselezione.
Emerge poi un altro dato significativo, che dà prestigio al concorso della Regione: a firmare il progetto del museo dell’arte nuragica e dell’arte contemporanea del Mediterraneo dimostrano di essere interessati alcuni tra gli architetti più prestigiosi del mondo: il giapponese Arata Isozaki, l’iraniana Zaha Hadid, il francese Jean Nouvel, gli italiani Alessandro Mendini, Massimiliano Fuksas, Ettore Sottsass e Gae Aulenti, lo studio svizzero Herzog & De Meuron, il gruppo inglese Future Systems e un team di architetti dello statunitense MTI (Massachussets Institute of Technology).
La fase di prequalificazione prevede adesso che la giuria del concorso, entro sessanta giorni dalla scadenza di presentazione delle manifestazioni di interesse, selezioni un massimo di 10 candidati per la redazione dei progetti preliminari.

fonte - La nuova Sardegna

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Assalto al museo sul mare

All'appello della Regione per “Betile” il centro d'arte nuragica e contemporanea di Cagliari ha risposto il gotha dell'architettura mondiale.



Betile, la pietra sacra che, nelle antiche civiltà, univa cielo e terra, maschile e femminile, se evocata conserva ancora qualche potere. Il concorso internazionale per realizzare il museo dell’arte nuragica e contemporanea ha fatto centro, almeno per ora. Alla Regione, infatti, sono arrivati centotrenta progetti dei quali più del 24 per cento provengono da Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea, Libano. La dimensione internazionale di Betile è quindi assicurata, come raramente avviene in Italia, perché il nostro paese ha fama lasciare incompiute le opere pubbliche. Non solo, per Betile si è mosso il gotha dell’architettura mondiale. Infatti nell’assessorato di viale Trieste ci sono i progetti di Arata Isozaki, Zaha Hadid, Alessandro Mendini, Massimiliano Fuksas, Herzog e de Meuron, Jean Nouvel, Sottsass e Gae Aulenti, lo studio Future Systems e il MIT (Massachussets Institute of Technology) di Boston.
SARÀ L’IDEA di un salto nel tempo che unisce nuragico e contemporaneo, sarà la sfida di coniugare urbanistica, ambiente e culture ancestrali mettendo davvero la Sardegna e Cagliari al centro del Mediterraneo. Saranno pure le dimensioni dell’opera che impegna fin d’ora sessanta milioni di euro e almeno altri cinque milioni l’anno per farla vivere. Comunque sia la sfida è stata accolta. Se è vero che Jean Nouvel è l’archite tto francese è autore dell’Opera di Lione nonché dell’Istituto del Mondo arabo di Parigi, Sottsass è il designer geniale di Memphis che si presenta in tandem con Gae Aulenti, autrice del restauro del museo d’arte catalana di Barcellona. Zaha Hadid, irachena di formazione anglo irlandese, è allieva dell’olandese Rem Koolhass, ha realizzato il Guggenheim di Taiwan e il MAXXI di Roma. Mendini è il designer eclettico del marchio Alessi, Massimiliano Fuksass, per anni direttore della Biennale architettura, geniale, tecnologico ma non troppo, è considerato il più europeo degli architetti italiani. Herzog e de Meuron, architetti svizzeri capaci di trovare soluzioni semplici per un progetto complesso, autori della Ciudad del Flamenco di Madrid, del New Walker Art Center di Minneapolis ma anche del Prada di Tokyo. Il MIT è la scuola americana di architettura fondata da Gropius. Il giapponese Isozaki ha firmato il Palahokey di Torino che, come Betile, poneva il problema di un intervento di forte connotazione urbanistica. L’area è quella tra il porto e Sant’Elia che, dal dopoguerra chiede di essere restituita ai cagliaritani e ai sardi come passeggiata e porta naturale sul mare. La parola passa ora alla commissione formata da Elisabetta Pisano, Paolo Scarpellini, Stefano Boeri, Cristiana Collu, Antonio Marras, Catherine David, Hans Ulbrich Obrist, Salvatore Settis, Luigi Snozzi, Enrico Corti, Italo Rosi, Gianni Massa, Tullio Angius e Salvatore Todde.

Fonte - Il Giornale di Sardegna
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Last edited by cristianocani; February 10th, 2006 at 11:41 AM.
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Lo scalo cagliaritano in testa per incremento di traffici



L’irresistibile ascesa del porto container


CAGLIARI. Il porto canale di Cagliari è dopo Savona lo scalo italiano che ha registrato nel 2005 un maggior incremento di traffico di contaiener. Il dato è contenuto nella relazione annuale dell’attività dello scalo di Genova, presentata dal presidente dell’autorità portuale genovese, Giovanni Novi. Nel dettaglio, questa la crescita registrata nel traffico dei contenitori: Savona +162% (una crescita dovuta al trasferimento di Grimaldi e Costa Container Line dal porto di Genova a quello di Vado), Cagliari +27,6%, Palermo +16%, Trieste +13.6%, Napoli +7,5%, Livorno +3%, Salerno +2%. Taranto ha registrato un calo dell’ 8,4%, Gioia Tauro del 3%, La Spezia dell’1,5%, Ravenna dello 0,5%, Genova dello 0,2% (sempre per il trasferimento delle due linee a Vado).
L’ Italia, con 9,6 milioni di containers movimentati nel 2005, ha raggiunto un livello di tutto rispetto, che rischia però di fermarsi se non si dirottano dai porti nordici verso quelli nazionali le merci in esportazione dall’Europa.
«Le navi che attraccano negli scali italiani per scaricare contenitori - ha detto Giovanni Novi, nominato di recente direttore dell’associazione mondiale dei porti, la Iaph - hanno bisogno di ripartire cariche. La merce in esportazione va verso Anversa e Rotterdam. Dobbiamo puntare sul traffico di ritorno se vogliamo raggiungere dei risultati».
Il traffico containers, nel porto di Rotterdam, è cresciuto del 12%, ad Amburgo del 15,5%, a Zeebrugge del 18%. In Italia, la crescita è stata mediamente del 2%, in Spagna (con 7,5 milioni di contenitori) dell’8%. In Francia (con 3 milioni), si è registrato un calo dell’ 1%.

fonte - La nuova Sardegna

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Il terminal nel 2005 ha registrato un incremento del 27,6%
Cagliari svetta in Europa per la crescita dei container



Primo porto non solo del Mediterraneo ma dell'intera Europa per incremento di container da un anno all'altro. Cagliari nel 2005 ha tagliato uno storico traguardo, lasciandosi forse definitivamente alle spalle gli anni bui dei ritardi e dell'immobilismo. La percentuale di incremento è del 27,6%. In realtà il primo porto europeo del 2005 è Savona, con un incremento del 162%, troppo influenzato, però, dal fatto che Grimaldi e Costa Container Line si sono trasferite dal porto di Genova a quello di Vado. Seguono Cagliari, anche se ben distanziati, i porti di Zeebrugge in Belgio (+18%), Palermo (+16,4%), Amburgo (+15,5%) e Trieste (+13,6%). A stilare la classifica del transhipment è stata l'Autorità portuale di Genova. Il terminal sardoLo scalo cagliaritano, gestito dal Cict, Cagliari international container terminal, del gruppo Contship Italia (a sua volta legato ai tedeschi di Eurokai), ha visto il trasbordo, sulla grande banchina di Macchiareddu, di 631.435 teus (unità di misura del container standard). Leandro Ferrari, responsabile dell'ufficio costumer service e statistiche della società terminalista, ricorda che al 31 dicembre 2004 si era arrivati a 494.766 contenitori in entrata e in uscita. La differenza nel 2005 è di 136.669 che, in termini percentuali, corrisponde al 27,6%. Nessuno, in Europa, nel 2005, ha fatto meglio. Nel 2003, nel primo anno di gestione con la Contship Italia, i teus al porto canale cagliaritano erano stati 234.653. Nel 2002 ci si era fermati a 45.676, nel 2001 29.329. Nel 2000 i teus erano stati appena 2.767. I dipendenti di Cict sono 186. La crescita del traffico è accompagnata dal miglioramento costante della professionalità e delle prestazioni. Un termine di paragone è il movimento dei container ogni ora che, stando ai rilevamenti che risalgono al mese di ottobre, è arrivato in media a 22,4. L'obiettivo aziendale è 25. Ma, giusto per avere un paragone, a Gioia Tauro, dove si trasbordano contenitori da una decina d'anni, la media è di 23 all'ora. I porti d'EuropaIl traffico containerizzato, in generale, ha scelto nel 2005 gli scali del Nord Europa a scapito della portualità mediterranea. È quanto risulta dai dati forniti dall'Authority del porto di Genova sull'andamento annuale delle diverse realtà. Nel nord d'Europa lo scalo di Zeebrugge ha registrato un incremento percentuale del 18%; Anversa +6,9%; Brema +7,7%; Amburgo +15,5%; Rotterdam +12%. Buone performances anche per gli scali spagnoli di Barcellona (+8%) e Algeciras (+8,2%). Consuntivi meno brillanti, a parte Savona, Cagliari, Trieste e Palermo, si registrano negli scali italiani: Genova -0,2%; Spezia -1,5%; Livorno +3%, Napoli +7,5%; Salerno +2%; Gioia Tauro -3,2%; Taranto -8,4%; Ravenna -0,5%. In linea con il nostro Paese la Francia: Marsiglia -1%; Le Havre -1%. Nonostante il trend rallentato, il 2005 si è chiuso per i porti italiani con un movimento complessivo di 9.624.068 contenitori a fronte di 3.016.000 della Francia e 7.550.340 della Spagna.

Fonte - Unione Sarda




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Old February 13th, 2006, 11:59 AM   #219
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I progetti per la città trovano casa



Urbanistica. All'Exmà incontro tra grandi architetti e giovani professionisti. Presentati decine di elaborati e programmi


Urban center: idee e confronti sul capoluogo che verrà


Un'area oggi incompiuta tra viale Diaz e viale Colombo. Un grande giardino attrezzato davanti al mare, un grande edificio direzionale sull'altro lato del viale, un'opera architettonica ardita che riscrive, con un linguaggio attuale, il porticato di via Roma. Sul retro, tra il fronte mare e il retro dei palazzi che si affacciano su viale Diaz, una piazza, uno spazio nuovo inventato dove oggi ci sono cortili inutilizzati. Un ponte passerella, suggestivo, collega il mare a viale Diaz, passando per un altra piccola piazza, e al piazzale di Banca Cis. Probabilmente sarebbe rimasta una tesi di laurea, il sogno nel cassetto di tre neo ingegneri se non fosse nata, tardivamente, un'iniziativa comunale che promette di coinvolgere chi ha idee, progetti e chi vuole semplicemente partecipare alla costruzione della propria città: si chiama Urban center ed è il luogo della trasparenza, dove tutto viene esposto, dove si elaborano progetti urbani condivisi.

Uno spazio da inventare
Per ora non è uno spazio fisico ma una bozza le cui potenzialità e i cui obiettivi sono stati chiari a chi tra sabato scorso e ieri ha fatto un salto all'Exmà ed ha assistito allo scambio di esperienze tra giovani progettisti, alle idee sulla Cagliari del futuro illustrate da architetti di fama come Paolo Riani, Andras Kipar, paesaggista e autore del piano del verde della città, Cesare Casati, Massimo Giovannini, Gianni Campus. E dalle decine di persone che hanno voluto esporre pensieri, opere e contributi. Progetti di ristrutturazione dell'ex ospedale Marino che diventa un grande museo del mare, anfiteatri davanti al mare di Sant'Elia che fungono da spazi per eventi, grandi e piccoli. Decine di lavori inediti con scarse possibilità di tradursi in opere. Perché il Comune di Cagliari è la più grande società di ingegneria dell'Isola con 70 ingegneri in organico. E perché in quest'Isola i concorsi di progettazione, dunque le occasioni per mettersi alla prova, sono rari.

Dove sorgerà
Dopo la prova generale di questa settimana, l'Urban center nascerà, probabilmente entro due mesi. Nel bilancio del Comune, spendibili da maggio, ci sono 400 mila euro (legge 37) per la riqualificazione di un edificio e 150 mila per le attività immateriali, dal portale internet ai convegni.
I luoghi? A lungo termine l'ex scuola Mereu di viale Regina Elena (oggi occupata da una famiglia di abusivi), a breve può essere il grande open space ricavato nei sotterranei del Municipio che , anticipa l'urbanista Maria Sias, dovrebbe essere pronto tra due mesi.

A che cosa servità
Sarà, hanno ipotizzato due giovani architetti, Maria Grazia Cocco e Laura Ligas, il luogo di incontro tra offerta di idee e domanda, il luogo dove formare e confrontare idee ed elaborati prima che diventino pezzi di città, dove far partecipare tecnici e cittadini alle scelte che li riguardano.

Il passo indietro
Perché prevenire è meglio che curare. L'amministrazione Floris l'ha capito quando sono iniziate le contestazioni di gruppi di cittadini. «Pensavamo, in buona fede, che progetti discussi e approvati in giunta, passati, spesso all'unanimità, in consiglio comunale, inseriti nei piani triennali dei lavori pubblici, approvati da soprintendenze, organi tecnici sovraordinati, commissioni edilizie, pubblicati all'albo pretorio potessero considerarsi condivisi», ha detto il capo area gestione del territorio Paolo Zoccheddu. Non è più così e lo ha ammesso, pur criticando le strumentalizzazioni politiche attorno a gruppi spontanei di cittadini, anche il sindaco.

52 mila nuovi abitanti
Del resto ci sono molte cose da decidere nei prossimi anni. Basti pensare che Cagliari ha una potenzialità di volumetrie destinate a servizi di interesse generale di 2,5 milioni di metri cubi e una capacità edificatoria residenziale di 3,2 milioni di metri cubi. Quanto basta per ospitare 52 mila nuovi residenti (la quota-limite è 214 mila), gran parte in nuove aree di espansione (San Lorenzo, Terramaini-viale Marconi e a ridosso della statale 131) e in minor misura nelle piccole porzioni di terra private vincolate per più di 30 anni e sbloccate dal Piano urbanistico in vigore dal 2004.

A proposito di concorsi di architettura.
La Regione ne ha indetto uno per la progettazione di Betile, il Museo nuragico che sorgerò a Cagliari. Gualtiero Cualbu, uno dei più importanti costruttori sardi, ha annunciato che promuoverà e finanzierà lui alcuni concorsi. Una buona notizia.

Fonte - Unione Sarda
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Old February 14th, 2006, 01:58 PM   #220
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Idea: gli architetti nell'ex Manifattura


La nuova facoltà nell'edificio di viale Regina Margherita
La proposta dell'ex assessore Abis durante un convegno dei Riformatori. Sì di Floris


La manifattura tabacchi potrebbe ospitare la nuova facoltà di Architettura. La proposta è stata avanzata ieri da Emanuela Abis, ex assessore comunale all'urbanistica e docente in Ingegneria, nel corso di un convegno organizzato dai Riformatori sardi all'hotel Caesar. «È un possibile scenario e si adatterebbe all'esigenza di trasformare un'area come quella in un luogo vivo tutto l'anno», aggiunge Abis. Che aggiunge che «anche l'Urban Center del Comune potrebbe trovare una sua giusta collocazione». Una tesi condivisa dal sindaco Emilio Floris, «a patto che diventi un centro d'eccellenza e di richiamo non solo per i sardi, ma per il territorio nazionale». Indispensabile comunque il dialogo tra Regione, Comune e cittadini, hanno ribadito i tre docenti di Ingegneria intervenuti (oltre alla Abis, Giampaolo Marchi e Giancarlo Deplano), per decidere cosa fare della struttura, nata come convento dei francescani nel 1478 e trasformata in fabbrica nel 1764. «È impossibile parlare della ex Manifattura isolandola dal suo contesto», ha detto Marchi, anche lui assessore all'urbanistica sino a un anno e mezzo fa. Per Marchi «va inserita nell'area portuale e fieristica». Il docente ha poi fatto una considerazione sul suo valore: «Calcolando 500-1.000 euro a metro cubo arriviamo a 40-80 milioni di euro. Bloccare il tutto è un danno per la comunità. Questo potrebbe avvenire anche a causa del Piano paesaggistico regionale, che individua l'area nel centro storico, dove si possono fare solo opere di restauro e manutenzione». Deplano, che ha ricostruito la storia della Manifattura, ha parlato di «inserimento nel contesto portuale per l'utilizzo della ex fabbrica». In tutti gli interventi è stato ricordato che non esiste soltanto il caso "ex Manifattura": ci sono altri beni di proprietà demaniale (basti ricordare il vecchio ospedale Marino e il carcere di Buoncammino, in via di dismissione) che saranno strategici per il futuro urbanistico di Cagliari. Un tesoro di grande valore, custodito a due passi dal porto. Un tesoro di 25 mila metri quadri e 80 mila metri cubi, inserito in un contesto urbano che non può essere trascurato. Un tesoro che ha un valore minimo di 40 milioni di euro, ma che potrebbe arrivare anche a 80.


Fonte - Unione Sarda
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