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#13921 | |
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Siceliota
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I catanesi...un popolo che è nello stesso tempo—il diavolo lo sa in che modo—luttuoso e festaiolo, chiuso e rumorosissimo, di poche parole e di molte grida, sensuale e affettuoso, filosofo per natura e incolto in filosofia…. La follia e la saggezza lo guidano senza litigare… Vitaliano Brancati Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla... Martin Luther King |
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#13922 |
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Siceliota
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Oltre tre milioni spesi per un bus nel cassetto
Progetti che vanno, progetti che vengono. Per ogni piano che finalmente dopo un lungo iter si materializza ci sono contemporaneamente altri schemi che al contrario, pur essendo costati già tanti soldi, finiscono in un cassetto e nessuno se li ricorda più. Così se oggi c'è soddisfazione per la notizia che la linea «Brt» parcheggio scambiatore Due Obelischi-piazza Stesicoro è stata appaltata e che per l'avvio dei lavori manca poco, dall'altro si scopre che il progetto «Situs» (Sistema di trasporto urbano di superficie) depositato nel 2005 non ha avuto alcun seguito e che di conseguenza col passare degli anni sarebbe rimasto tra i fascicoli dell'ex Ufficio Poteri speciali pur essendo costato già svariati milioni di euro. Qualche giorno fa è stata la commissione Trasporti, (con i consiglieri Curia, Lo Presti, Di Salvo, Epifanio La Rosa e Tringali) a «rispolverare» il vecchio progetto che presenta alcuni spunti interessanti dal punto di vista della mobilità e a sottoporlo nel corso di un incontro ai tecnici dell'assessorato Viabilità per capire se è ancora possibile sviluppare alcune linee e chiedere i relativi finanziamenti. Al di là del futuro che avrà il «piano di trasporto di superficie» elaborato quando sindaco c'era Umberto Scapagnini, sono i costi sostenuti finora per lo schema di massima che stupiscono e non per l'alta professionalità del lavoro svolto, ma per la sua finora inutilità visto che in questo attuale momento i piani direttivi per la mobilità seguono altri percorsi dettati dall'assessorato Mobilità dell'amministrazione attualmente in carica e non quelli elaborati in precedenza. Secondo le indiscrezioni che arrivano dall'assessorato Lavori Pubblici, che ha «ereditato» i fascicoli dell'Ufficio Poteri speciali, lo studio di fattibilità e il progetto preliminare del «Situs» è già costato oltre 3 milioni di euro di fondi della legge Obiettivo più alcune centinaia di migliaia di euro per pagare il lavoro svolto dai responsabili del procedimento e dai consulenti nominati. Ma cosa prevede il Situs? Si tratta di un progetto per certi versi avveniristico per la nostra area metropolitana. Una sorta di linea di superficie per collegare alcuni paesi dell'hinterland con la città e poi alcune linee interne alla città. Specificamente al territorio cittadino il progetto prevede un sistema di linee di trasporto, un centro direzionale e un terminal per una spesa complessiva prevista di oltre 310 milioni di euro. Il piano consiste nella realizzazione delle linee Rossa (Barriera-Duomo), Azzurra (Monte Po- stazione centrale), Verde (S. G. Galermo-piazza Università), Marrone (Due Obelischi-centro), il centro direzionale in via S.- Sofia e un terminal a Monte Po. Secondo i programmi dello schema di massima alcune di queste linee dovevano fare capo ai parcheggi scambiatori. E a questo punto sorge spontanea una domanda. Se l'attuale amministrazione Stancanelli ha realizzato i progetti dei Brt dagli scambiatori Due Obelischi, Fontanarossa e da Nesima il «Situs» è ancora attuale o no? Dall'assessorato Lavori Pubblici risposta non ne arrivano perché il progetto fa parte delle vecchie idee elaborate da un ufficio che oggi non esiste più. Si dice soltanto che il progetto potrebbe essere utilizzato a stralci, per chiedere alcuni finanziamenti, ma per fare cosa sembra che ancora nessuno lo sappia. Resta soltanto la magra consolazione di un progetto attentamente studiato ed elaborato, costato oltre 3 milioni, di cui forse nessuno dopo sei anni si ricordava più. G.Bonaccorsi 10/10/2011
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I catanesi...un popolo che è nello stesso tempo—il diavolo lo sa in che modo—luttuoso e festaiolo, chiuso e rumorosissimo, di poche parole e di molte grida, sensuale e affettuoso, filosofo per natura e incolto in filosofia…. La follia e la saggezza lo guidano senza litigare… Vitaliano Brancati Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla... Martin Luther King |
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#13923 |
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Registered User
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ragazzi, comunque non credete ciecamente nei redering, sono pur sempre "orientativi", rivestimenti e rifiniture non sono mai quelli finali.
comunque alla fine di quelle botteghe non se ne potuti fare a meno. perchè togliere un piano intero di posti auto?? di sicuro sarebbero stati molto ma molto più utili. |
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#13924 |
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Pinkfloyder
Join Date: Aug 2007
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Per chi di voi legge facilmente l'inglese, segnalo questo spettacolare articolo di un giornalista americano sui chioschi Catanesi:
http://www.pizzacentric.com/journal/...1-chiosco.html ![]() edit: in un altro articolo su Catania nello stesso sito dove descrive la pescheria, il giornalista afferma: "I hereby designate the fish market in Catania as a SEAFOOD WONDER OF THE WORLD." |
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#13925 |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
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Rifiuti e degrado in via Palermo
“I giovani del quartiere non sono più disposti a tollerare l’inerzia dell’Amministrazione Comunale che ha lasciato una cosi ampia area di via Palermo in uno stato di totale degrado: chiediamo un’intervento immediato per bonificare l’area con la rimozione dei cumuli di rifiuti presenti e l’immediata scerbatura dell’area, sottoposta ad un forte rischio incendi.” Con queste parole, Armando Bonanno, 25 anni, Segretario Cittadino dell’Associazione Giovanile Archè ha concluso un sopralluogo insieme ai ragazzi dell’Associazione e ad alcuni residenti della zona nell’ampia area antistante al civico 237 di Via Palermo. “La presenza di cumuli di rifiuti proprio ai margini di una grande arteria come via Palermo è inaccettabile in una città civile. Da mesi questi rifiuti, ormai nascosti tra le sterpaglie a testimonianza del troppo tempo trascorso dal loro abbandono, sono stati lasciati ai margini della strada, e nella totale indifferenza delle istituzioni cittadini si ergono a momumento del degrado in cui versa la zona.” “Come giovani – continua Armando Bonanno – non vogliamo arrenderci all’indifferenza delle istituzioni, per questo motivo chiediamo a gran voce, insieme ai residenti in via Palermo un immediato intervento di bonifica del terreno. Riteniamo che la rimozione dei rifiuti sia solo il primo passo per ridare dignità a quest’area della città. Ci sembra altresì necessario un immediato intervento di scerbamento in quanto l’area è piena di sterpaglie che costituiscono un grave pericolo per l’incolumità dei residenti in quanto facilmente incendiabili, come testimonia la presenza di grandi aree di resti bruciati all’interno della zona.” “Crediamo – conclude Agatino Lanzafame, presidente dell’Associazione Archè, che la lotta al degrado, e la riconsegna ai cittadini di spazi dignitosi e salubri debba costituire una priorità per l’Amministrazione Comunale e per questo motivo abbiamo scelto di schierarci con i cittadini e gli enti presenti nelle periferie della Città che da tempo denunciano situazioni di degrado e che oggi insieme a noi vogliono gridare che la pazienza è finita.” http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33610
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#13926 |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
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Il buco ideologico
Non c’è stato dolo, ma “solo” falso ideologico. Non disperiamo, magari un domani ci diranno che il buco, meglio voragine, nelle casse del Comune di Catania non è mai esistito. Era pura illusione. In realtà Palazzo degli Elefanti è più o meno come il deposito di Paperon de Paperoni: strabordante di sacchi di denaro. E’ Stancanelli che ci dice bugie, sempre lamentandosi che non ci sono soldi, perché in realtà è un taccagnone e non vuole spendere neanche un centesimo. Ed ha anche la scusa pronta, davanti a ogni mancanza o inefficenza: non è colpa mia, è che non ci sono soldi. Nell’attesa di quel felice giorno, per ora dobbiamo accontentarci di sapere che l’ex sindaco Umberto Scapagnini, l’ex responsabile del servizio di ragioneria del comune Vincenzo Castorina e gli ex assessori Francesco Caruso, Santo Ligresti, Giuseppe Maimone, Giuseppe Siciliano, Giovanni Vasta, Giuseppe Arena, Stefania Gulino, Salvatore Santamaria, Nino Strano, Filippo Drago, Mario De Felice, Domenico Rotella e Giuseppe Zappalà, hanno agito tenendo conto dell’interesse dei creditori dell’amministrazione comunale, per evitare lo stato di dissesto per la città e le gravi conseguenze che si sarebbero susseguite. Dobbiamo essergli grati. E allora grazie di cuore, allora, ci consola e tocca il cuore saperlo. Siamo sicuri che i creditori del Comune vi ricordano ogni giorno nelle loro preghiere. Non c’è stato dolo, cattiveria, volontarietà, nel ridurre la città ai minimi termini, ma semplice sbadataggine, distrazione, superficialità, forse inettitudine, ma di certo non l’hanno fatto apposta. Saperlo ci permette di affrontare a cuore più leggero la vita in una città senza servizi sociali, trasporto pubblico, strade asfaltate, vigili urbani, parcheggi, lavoro, e quant’altro i catanesi hanno subito in questi ultimi anni e continuano ancora oggi a sopportare. Hanno agito per il bene di Catania, per salvarla dal dissesto e coprire i milioni di debiti di bilancio. Ma la domanda resta lo stesso: il buco chi l’ha creato? Qualcuno vuole prendersene la responsabilità politica o no? Ah già, scordavamo. Per la responsabilità politicha occorrerebbe, scusate il gioco di parole, una politica responsabile. Ma a Catania la politica si è “calata i causi” da tanto tempo. http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/3637
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#13927 |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
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Dialogo tra costruttori e Comune per il nuovo Regolamento edilizio
Tipologia degli interventi, gestione dei reflui e sostenibilità ambientale tra i nodi principali del testo. L’approvazione di alcune modifiche al documento è “urgente” già dal 2009 CATANIA - Una proposta di modifica e integrazione del nuovo Regolamento edilizio è stata presentata ieri mattina al sindaco Raffaele Stancanelli da Andrea Vecchio, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Catania, che ne ha curato la stesura insieme agli ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri e con il supporto degli studi legali D’Alessandro e associati e Scuderi-Motta. Nonostante già dal 2009 l’approvazione di un nuovo Regolamento edilizio è segnata con urgenza nell’agenda del Consiglio comunale, i ritardi sono ormai consolidati quindi il nuovo regolamento si presenta come uno strumento indispensabile per la città di Catania. Basti pensare che il Piano regolatore generale in vigore è stato redatto da Luigi Piccinato nel 1969 (Dprs 28/06/69 n.166) e quindi non tiene conto della metamorfosi della città nel tempo. Tipologia degli interventi edilizi, gestione dei reflui fognari, acque, consumi idrici e sostenibilità, qualità del paesaggio e dell’ambiente sono i concetti chiave del regolamento presentato, il tutto nell’ottica della necessaria semplificazione della normativa vigente. “Lo abbiamo pensato – ha detto Vecchio – affinché sia uno strumento utile all’amministrazione della città, che comunque dobbiamo ringraziare per l’attenzione al problema urbanistico. Il nostro obiettivo è contribuire a migliorare la città, renderla appetibile per il turismo. Vogliamo che sia un esempio di sviluppo di qualità che non tralasci la bellezza di cui tanto disponiamo ma che troppo spesso abbandoniamo e quindi è poco attraente”. Importante la proposta d’istituzione di uno Sportello unico per l’edilizia, punto privilegiato di contatto tra l’utente e le amministrazioni per eventuali pareri, nulla osta e autorizzazioni, garante di tempi certi e procedure semplificate. Particolare attenzione è stata poi riservata al centro storico, polo d’attrazione principale della Catania-metropoli: “Deve essere subito attivata - ha affermato il presidente degli Architetti Luigi Longhitano – la Carta per la valorizzazione del patrimonio edilizio del centro storico, che è tutelato dall’Unesco. Non è necessario utilizzare altro territorio, ma di certo dobbiamo recuperare l’esistente”. La proposta dell’Ance per il nuovo Regolamento edilizio per Catania è uno strumento pronto e subito applicabile per lo sviluppo e il rinnovo urbanistico della città, con l’obiettivo quindi di svecchiare totalmente quello vigente. Il nuovo testo, inoltre, vuole essere universale, un contributo per tutti i Comuni della provincia, un documento tipo adattabile a qualsiasi Piano regolatore generale. “È sempre positiva - ha detto il sindaco Raffaele Stancanelli, che ha preso parte all’incontro insieme all’assessore Luigi Arcidiacono – la partecipazione della società civile al miglioramento della propria città. Le proposte nel regolamento che potranno essere subito accolte lo saranno. La commissione urbanistica lavora intensamente per cercare di recuperare un vuoto di oltre 60 anni: molto ha fatto, ma molto rimane ancora da fare. Di certo, comunque, lo spirito collaborativo è il percorso migliore da seguire”. http://www.qds.it/8405-catania-dialo...o-edilizio.htm
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#13928 | |
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Sicilia Stupor Mundi
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![]() c'è qualcosa che non va....
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"..Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene; e tutti quanti, Gattopardi, leoni, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.." Last edited by Rex__Siciliae; October 11th, 2011 at 06:30 PM. |
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#13929 |
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Registered User
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piazza europa RICHIESTI ACCERTAMENTI
Questa mattina mi sono svegliato alla buon ora, ed avendo letto sul giornale che la società parcheggio europa spa starebbe facendo trattative "a porte chiuse", quindi non trasparenti col comune per modificare ancora l'appalto di piazza europa ho richiesto accertamenti amministrativi alle autorità competenti.
vedremo se è come dcono alcuni che tutto è legale o se ha ragione l'antitrust e l'accusa nel dire che il progetto non si puo modificare. ma soprattutto sapremo chi sono i protagonisti al comune di catania che starebbero facendo persino altri accordi con la parcheggio europa spa, una società che non ha alcun titolo su piazza europa, trattandosi di gare, in ogni caso viziazte sotto l'aspetto amministrativo, a prescindere dalla sorti del processo penale che è ancora in corso. scopriremo ,così finalmente , per quale motivo il comune non ha mai quantificato i danni da chiedere alle imprese, inneggiando, invece, per tutto il processo, al dissequestro a favore dei soliti noti
Last edited by vangogh1956; October 11th, 2011 at 06:54 PM. |
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#13930 |
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Siceliota
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San Berillo, il mancato risanamento: una vergogna che viene da lontano
L'articolo di Zaira Dato ha suscitato emozioni e ricordi che mi costringono a interloquire sul tema dell'assetto urbanistico della nostra città. Nel lontano 1973, l'improvvisa crisi energetica costrinse i governi a vietare l'uso dell'automobile in alcune domeniche e indusse i cittadini a muoversi a piedi o in bicicletta, rinunziando almeno per un giorno all'uso del più potente simbolo della nostra civiltà: l'automobile. Giacomo Leone, che mi aveva già coinvolto come dirigente politico del Pci nelle problematiche dello sviluppo urbano e delle periferie, invitò l'architetto Samonà a tenere una conferenza domenicale nei locali dell'Esa sul tema dell'"abusivismo di necessità" che si era sviluppato in quegli anni in modo impetuoso ed imprevisto. Rimasi stupito nel vedere la sala piena di gente che veniva da tutte le parti della città a piedi o in bicicletta. Stranamente quel giorno fu come una domenica di festa per tutti i catanesi che si riversarono per le strade e che scoprirono per la prima volta il senso dell'ozioso trascorrere del tempo passeggiando per piazze e stradine e ammirando, per la prima volta, le bellezze delle architetture dell'antica Catania risorta nel '700 dopo il terremoto. Da allora fui preso da una passione viscerale verso la città in cui vivevo, dall'ansia di capire i pensieri e le aspettative dei miei concittadini e di creare un movimento che avesse il senso dell'apprendere a vivere i luoghi della propria vita quotidiana. Gli anni Settanta Nel 1975 questa passione sembrò prendere corpo nel "programma di governo" che il Pci e la Dc tentarono di porre alla base di una nuova stagione della vita sociale e politica. Il riassetto urbanistico della città era il tema centrale di questo programma che si proponeva di risanare le fratture storiche fra i vari pezzi della città, di rendere fruibili da tutti spazi e luoghi che sarebbero potuti diventare i simboli di una nuova vita collettiva, e di creare connessioni fra i vari quartieri, le periferie e il centro, restituendo alla città nuovi modi di utilizzazione collettiva. Ricordo ancora distintamente gli obiettivi. Ottenere lo sgombro del Distretto Militare insediato accanto alla chiesa del Carmelo per ristrutturarlo e farlo diventare un grande mercato dell'artigianato e, allo stesso tempo, liberare la cosiddetta "fiera" dal commercio ambulante per farne un luogo di sosta anche per turisti, con bar e ristoranti. Sfrattare la caserma Sommaruga per costruire un grande parco attrezzato che arrivasse fino a Cibali, comprendente spazi per i bambini, per gli anziani e per le attività artistiche. Trasformare la zona del "macello" in uno luogo della cultura e della scienza. Infine, liberare il Monastero dei Benedettini dalla persistente presenza di un Reparto di Cavalleria dell'esercito che usava molti dei locali (attualmente ristrutturati e utilizzati come aule universitarie) come stalle e deposito di rifiuti. Quest'ultimo obiettivo fu il tema di una famosa Festa dell'Unità conclusa in Piazza Dante da Enrico Berlinguer, che impegnava tutto il partito a promuovere l'acquisizione del grande complesso dei monaci Benedettini da parte dell'Università. Il grande progetto In questa prospettiva di riqualificazione di questa intera zona come grande patrimonio della città, veniva ipotizzato lo spostamento dell'ospedale "Vittorio Emanuele" e la costruzione di un campus universitario che avrebbe trasformato l'intero aspetto della via Plebiscito, rispettandone i tratti storici e le peculiarità popolari. In un comizio tenuto in Piazza San Cristoforo, dal balcone della sezione del Pci, promettemmo ai cittadini di quel quartiere che da lì al Tondicello della Plaia si sarebbe realizzata una grande trasformazione urbanistica non speculativa ma destinata a far vivere diversamente una delle zone più popolari della città. Contestualmente veniva posto il problema di costruire e completare la città satellite di Librino attuando un decentramento delle sedi universitarie e pubbliche, e progettando un collegamento viario che congiungesse il nuovo quartiere al centro della città e alla rete autostradale. Chi avrà voglia di ricostruire la storia degli ultimi decenni, potrà trovare ne La Sicilia del 1975 tutti i dettagli conseguenti e potrà verificare come, a tanti anni di distanza, l'unica cosa realizzata è il grande restauro del Monastero dei Benedettini e l'insediamento della facoltà di Lettere e Lingue. Dopo quel periodo, la città è andata lentamente morendo e sono via via crollati i sogni che avevano fatto parlare di Catania come della "Milano del Sud". Nonostante la breve fiammata della sindacatura di Bianco, che per lo meno ha reso la città pulita e il centro storico presidiato da vigili urbani e forze dell'ordine, il susseguirsi delle amministrazioni comunali ha accompagnato un degrado senza precedenti e un imbarbarimento progressivo della qualità della vita cittadina. Nonostante il succedersi delle campagne elettorali, i discorsi retorici sul riscatto della nostra realtà urbana, la convocazione di Stati Generali e l'apparente mobilitazione degli ordini professionali, nulla lascia sperare che si possa riaprire un dibattito serio e propositivo su cosa pensiamo debba essere fatto con urgenza per rendere vivibile la nostra città. Qual è l'identità di Catania? Anche qui ricordo il dibattito degli anni '70: una città commerciale, universitaria, della ricerca avanzata, della cultura, una città ponte fra l'Europa e l'Africa. Il mancato risanamento del vecchio San Berillo, che avrebbe dovuto costituire il legame visibile tra la Stazione, il Corso dei Martiri della libertà e la Piazza Stesicoro, è l'emblema del nostro attuale degrado e del progressivo svilimento del Corso Sicilia in appendice disorganizzata delle parti contigue, come per l'appunto la Fiera che confina con i grandi palazzi, una volta immaginati come la city di Catania. È veramente una vergogna per tutti che da decenni si discuta inutilmente dell'uso possibile di un'area così importate e così centrale che potrebbe essere l'occasione per ripensare l'intero assetto del centro storico e della sua connessione strutturale con pezzi di nuova architettura. La proposta di Zaira Dato La proposta di Zaira Dato di fare di San Berillo un grande spazio dell'accoglienza e dello sviluppo delle relazioni interculturali apre davvero una prospettiva che può attrarre l'attenzione anche di finanziamenti privati e pubblici per dar vita a strutture destinate ad uso pubblico e collettivo come centro di incontro fra le religioni, fra i grandi monoteismi del Mediterraneo o come luogo per promuovere un grande festival della cultura mediterranea in cui far confluire le rappresentanze culturali ed artistiche dei popoli della riva nordafricana e i rappresentanti delle culture mitteleuropee e delle tradizioni francesi e spagnole. Catania non ha una grande sala per convegni (se non alle "Ciminiere"), non ha neanche strutture ricettive che permettano il soggiorno più o meno breve di ospiti importanti che esprimono lo sviluppo delle conoscenze, della ricerca e delle arti. La costruzione di centri-convegni e piccole strutture residenziali, l'attrezzatura degli spazi per il soggiorno e gli incontri potrebbero fare di questo pezzo della città il fulcro di un nuovo ripensamento dell'intero territorio di Catania e dell'hinterland. Mobilitazione generale Per realizzare obiettivi così ambiziosi, tuttavia, bisogna capire che non bastano né gli articoli né i convegni né i dibattiti degli Stati Generali o dei vari ordini professionali da coinvolgere in siffatta impresa. Occorre, invece, una mobilitazione generale delle forze produttive e culturali: dalle università, impelagate ancora nei vecchi giochi di potere, ai commercianti che spesso respingono ogni tentativo di innovazione con la miope visione di mantenere l'accesso agli attuali clienti, dagli albergatori, che hanno sviluppato in questi anni anche un'utile rete recettiva, ai giovani che aspettano invano di trovare un lavoro e che solo da un grande processo trasformativo della città potranno avere risposte alle proprie speranze. Occorre cioè recuperare una visione d'insieme dello sviluppo della città, dell'importanza del risanamento delle sue periferie e della riqualificazione del centro urbano, che non sia un astratto disegno intellettualistico, ma un concorso di energie e di attori diversi che escano dalla loro visione autarchica e conservatrice. È necessario un nuovo ruolo del Comune che sappia davvero voltare pagina rispetto alle misere chiacchiere propinate agli elettori nel corso di ogni scadenza; è necessaria una Provincia che non si attesti nella difesa delle proprie funzioni burocratiche ma sappia offrirsi come grande struttura di servizio dell'intero territorio di cui Catania è la capitale intellettuale (cervello pensante collettivo); un'altra presenza della Regione Siciliana che deve uscire dall'attuale fase in cui le beghe interne agli stessi partiti che sostengono il governo Lombardo paralizzano ogni iniziativa di respiro facendola apparire lontana e quasi inutile. Il ruolo dei mass media Non si tratta però di fare tavoli per discutere ancora una volta del che fare, rinviando sempre a dopo "l'inizio dei lavori", ma di cominciare subito a fare ciascuno la sua parte per ridare all'intero il servizio delle Istituzioni Pubbliche che non sia quello di finanziare direttamente o indirettamente il ceto politico che ne occupa le sedi. Al direttore di questo giornale, che dispone degli strumenti di comunicazione per parlare a tutti, il compito di fare seguire a questo articolo, come a quello di Zaira Dato, un fervore di interventi giornalistici che producano inchieste e conoscenze sugli angoscianti ritardi delle amministrazioni e sulle condizioni di vita degli abitanti di questa città. Un progetto di rinascita culturale di Catania ha bisogno di un giornalismo di lotta dove la denuncia sappia accompagnare la proposta in modo che ciascuno possa effettivamente conoscere e capire perché abbiamo finito tutti col rassegnarci ad un'afosa esistenza in cui tutto si confonde e nessuno ha il coraggio delle proprie responsabilità. Il territorio Non sono un esperto di urbanistica, ma sento il tema del territorio come centrale per trovare altre vie allo sviluppo e per uscire dalla grande Crisi che ci colpisce. Ho promosso nel giugno scorso, presso la sede del Collegio d'Aragona, un grande seminario internazionale di due settimane sul tema del rapporto fra territorio e civiltà. Sono venuti architetti e artisti da tante parti dell'Europa, e tutti, visitando la nostra città, sono rimasti colpiti dal cattivo uso che facciamo del nostro patrimonio e delle nostre risorse umane e naturali. Proprio questa occasione mi ha fatto pensare che riuscire a "vivere" la propria città deve essere la meta e il desiderio di ogni abitante. Forse questa città ha più futuro di quanto noi stessi oggi siamo capaci di pensare. P.Barcellona 11/10/2011
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Siceliota
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Il cuore di Catania si sposta nel vecchio quartiere a luci rosse
Al Comune i privati stanno per firmare la convenzione per il progetto San Berillo, che poi sarebbe il completamento di Corso Sicilia da piazza della Repubblica fino alla stazione centrale, cioè l'attuale corso dei Martiri della libertà. Ma cosa prevede questo progetto? Diciamo intanto quello che non prevede: non ci saranno i due grattacieli a vela di cui si è parlato perché le costruzioni non possono essere più alte di 34 metri, cioè quanto l'edificio più alto attualmente in zona. Non ci sarà il tunnel da piazza della Repubblica alla Stazione centrale, in parte per i costi e in parte perché altrimenti il nuovo quartiere perderebbe di vitalità, se venisse bypassato. Secondo il progettista Massimiliano Fuksas l'ipotesi del sottopasso è ormai esteticamente superata. E allora cosa ci sarà? L'idea è quella di un quartiere elegante che si integri con il resto del tessuto urbano cittadino, e allora su un'area di 8-9 ettari ci saranno, oltre ad una parte di edifici residenziali, un albergo, un teatro, un cinema multisala, negozi di abbigliamento, gioiellerie, librerie, banche, una chiesa (che già c'è), un parco urbano di due ettari nell'area dell'attuale piazza della Repubblica, e in questo parco urbano uno spazio per il mercato che servirebbe a liberare piazza Carlo Alberto dalle bancarelle. In sostanza si sposta il cuore della città, un baricentro con l'arteria completata di Corso Sicilia e con piazza Carlo Alberto che è uno stupore e che dovrebbe essere abbellita il giorno in cui fosse fruibile la caserma dell'esercito, che potrebbe diventare tutto: museo in centro (che a Catania ancora manca), albergo, centro multiculturale. Una volta sgomberate le bancarelle e lasciata la piazza Carlo Alberto al passeggio elegante della cittadinanza, resteranno ovviamente i negozi in maggior parte dei cinesi negli edifici che circondano la piazza, ma anche questi negozietti di proprietà dei cinesi dovranno essere abbelliti per non deturpare uno dei luoghi più belli della città, attorno al quale dovrebbero sorgere winebar, negozi di antiquariato, fast food. Tornando a Corso martiri della libertà, la scuola che era il pomo della discordia, non sarà abbattuta, ma resterà e sarà rimodellata dallo stesso Fuksas. Questo comporterà una redistribuzione dei volumi del master plan, ma ciò non inficia la valenza del progetto. Direte: ma che ci sta a fare il mercato nel nuovo quartiere di corso Martiri della libertà? Dovrebbe venire come Campo de' fiori a Roma, pochi esercizi al centro, con negozi di prodotti tipici. Un mercato coperto, ma allo stesso tempo aperto, un mercato popolare non distante dai negozi di alta fascia che verranno realizzati in Corso Martiri della libertà e con cui il mercato rivalutato si integrerà al meglio. In sostanza, negli anni 50 cominciò lo sventramento del San Berillo, il quartiere a luci rosse di Catania, per far posto a Corso Sicilia, il che comportò il trasferimento di decine di migliaia di catanesi, ma l'operazione restò a metà: la seconda parte, quella di Corso Martiri della libertà, restò in sospeso, perché la prima parte si era «mangiata» una bella fetta della volumetria complessiva. Ora dopo 50 anni si potrà mettere mano al completamento sanando una ferita storica. Qualcuno mostra perplessità perché questo è un momento di stasi immobiliare. Ma per fortuna gli imprenditori sanno scommettere sul futuro e le previsioni dicono che già a partire dal prossimo anno ci sarà una ripresa del mercato delle costruzioni. L'imprenditore Luca Parnasi, che ha la maggior parte dei terreni di quell'area, ha confermato che, non appena approvata la convenzione, aprirà i cantieri. Il che vorrà dire non solo rifare il volto del vecchio centro cittadino, ma anche dare lavoro per almeno cinque anni a migliaia di tecnici e operai. Il futuro di questa città potrebbe essere bello anche con il Pua alla Plaia in via di approvazione. Dipende anche da noi, abitanti della città di Sant'Agata, tredici volte distrutta da terremoti ed eruzioni, e tredici volte risorta. 11/10/2011
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I catanesi...un popolo che è nello stesso tempo—il diavolo lo sa in che modo—luttuoso e festaiolo, chiuso e rumorosissimo, di poche parole e di molte grida, sensuale e affettuoso, filosofo per natura e incolto in filosofia…. La follia e la saggezza lo guidano senza litigare… Vitaliano Brancati Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla... Martin Luther King |
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#13932 |
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melior de cinere surgo
Join Date: Dec 2005
Location: Catania
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![]() Sarebbe stato carino che La Sicilia inserisse il masterplan originale del progetto piuttosto che quelle indicazioni (che peraltro non tengono conto del mantenimento della scuola). Skyscrapercity forum batte La Sicilia! |
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#13933 | |
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Registered User
Join Date: Aug 2006
Location: Milano (Catania 'ndo cori)
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La morte sociale e culturale nella nostra città coincide anche con la scomparsa di qualunque forma radicata e diffusa di coscienza politica di sinistra e progressista.
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[...]terra antica, terra niura, focu russu 'ntra lu mari, arrifriscu di la petra lavica[...] |
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#13934 | |
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Registered User
Join Date: Aug 2010
Location: Catania
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#13935 |
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Registered User
Join Date: Feb 2010
Location: KATANE
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Che inizino il prima possibile. Certo che 5 anni di cantiere mi sembrano tanti. Ricordavo si parlasse di 3 anni.
Quello che desidero di più, invece, è l'esecuzione del PUA. Una vera e propria spinta all'economia locale. Un centro congressi crea un indotto non indifferente, che, con l'acquario vicino, creerebbe un flusso di visitatori notevole. L'acquario di Genova registra 3 milioni di visitatori l'anno! Non dico di mirare a tanto, ma almeno la metà sarebbe un gran risultato. |
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#13936 | ||
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MASUKI Team
Join Date: Aug 2007
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![]() Very good! Mi fa moolto piacere leggere queste notizie, sopratutto dai giornali/siti esteri grazie per la notizia Dead0peat.
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Non chiederti che cosa puo' fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese. ********************** Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte |
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#13937 | |
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Pinkfloyder
Join Date: Aug 2007
Location: Chinatown, Catania
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Figurati... eppoi, non so se li avete letti, ma sono articoli molto belli, soprattutto quello sui chioschi :P
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http://www.anobii.com/deadpoet/books |
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#13938 | |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
Location: Roma - Catania - Palermo
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I catanesi...un popolo che è nello stesso tempo—il diavolo lo sa in che modo—luttuoso e festaiolo, chiuso e rumorosissimo, di poche parole e di molte grida, sensuale e affettuoso, filosofo per natura e incolto in filosofia…. La follia e la saggezza lo guidano senza litigare… Vitaliano Brancati Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla... Martin Luther King |
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#13939 |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
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Un paese, così come una città, senza infrastrutture è destinato a morire...
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#13940 |
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Siceliota
Join Date: Oct 2009
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Tutta la zona della Plaia e del Viale Kennedy ha potenziale 100...sfruttato 1...il problema insormontabile credo sia rappresentato dai vari "lidi" e dai loro "gestori" (che, fra l'altro, non potrebbero gestire proprio un bel niente) i quali, tra le altre cose, votano e fanno votare...
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I catanesi...un popolo che è nello stesso tempo—il diavolo lo sa in che modo—luttuoso e festaiolo, chiuso e rumorosissimo, di poche parole e di molte grida, sensuale e affettuoso, filosofo per natura e incolto in filosofia…. La follia e la saggezza lo guidano senza litigare… Vitaliano Brancati Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla... Martin Luther King |
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