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Porte d'Italia (e non)
Ho aperto questo thread con l'intenzione di raccogliere immagini, magari con qualche notizia storica se possibile, delle porte di accesso delle città italiane ed estere. Mi affascinano molto queste costruzioni, e forse un tempo la loro presenza, che limitava i confini cittadini, dava una forma precisa e ben individuabile alla città, mentre oggi si costruisce spesso senza alcun criterio, a ''macchia d'olio''. Anzi, ho notato (ma non vale per tutti i casi, sia chiaro) che le città dove sono ancora presenti delle porte (e, di conseguenza, almeno una piccola parte delle mura) hanno un centro storico molto meglio conservato rispetto a località dove ormai, distrutte mura e porte, si è costruito sconsideratamente dovunque, per cui oggi centro antico ed espansione moderna si confondono tra di loro, dando un volto disomogeneo al luogo.
Comincio io, postando, ovviamente, le porte di Silvi e Atri. SILVI (Te) Porta e Torre di Belfiore (XIV sec.) Si tratta delle uniche parti rimaste del Castello di Belfiore, un piccolo fortilizio edificato nel '300 e già caduto in disuso nel secolo successivo. Il ricordo del castello rimarrà vivo nei secoli, tanto che tra il 1806 e il 1861 Silvi avrà la denominazione di Castel Belfiore. ![]() (da www.abruzzoinmostra.it) ![]() (da www.abruzzoinmostra.it) ![]() Si notino i posti di guardia delle sentinelle (www.abruzzoinmostra.it) Porta da Capo (XV sec.) E' la più importante delle porte del paese e fu costruita dagli amministratori ducali (Silvi era sotto il ducato d'Atri) accanto la loro residenza, che si deve identificare probabilmente in quello che è oggi un edificio settecentesco (urgente di restauro) sulla sinistra della porta. ![]() ![]() ATRI (Te) Porta San Domenico (1528 - 1530) Si tratta dell'unica porta rimasta delle sette che c'erano un tempo; prende nome dalla chiesa a cui è annessa, San Giovanni Battista, da sempre nota agli atriani come San Domenico per essere stata abitata dai Domenicani. L'attuale porta, ricostruita tra il 1528 e il 1530 (come tutte le fortificazioni cittadine) dal marchese di Bucchianico e dal conte di Maddaloni in vista della guerra franco-spagnola, è la riproposizione fedele di quella trecentesca che sorgeva poco più avanti ed era conosciuta come Porta Orientale o di San Giovanni. Dalla vecchia porta vengono lo stemma in alto e i conci in pietra della base. Si nota ancora la trave lignea d'inizi '900 su cui erano montati i portoni lignei, soluzione recente visto che precedentemente la chiusura della porta era garantita da un'inferriata di ferro. ![]() (da www.fotografieitalia.it) ![]() Alla fine dell'Ottocento la porta rischiò la demolizione: nel 1885 il neo-sindaco Antonio Finocchi, visto che nei giorni di festa il varco era insufficiente a smaltire il traffico in direzione del Foro Boario, ne propose l'abbattimento e la ricostruzione in forme più grandiose in stile neoclassico. Dopo due anni i progetti erano pronti, ma gli atriani, dapprima tenuti all'oscuro di tutto, vennero a sapere e subito manifestarono il loro dissenso. Protesta dopo protesta, il Finocchi nel frattempo trovò il modo di distruggere un altro accesso, Porta Macelli (era il 1895), e la popolazione, dopo questo scempio, si accalcò inferocita a Porta San Domenico. Il mandato del sindaco intanto era finito e la demolizione, così, non avvenne. Last edited by Joule69; January 1st, 2012 at 02:51 PM. |
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#3 |
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Идиот
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Porta Napoli
(Capua) ![]() ![]() Porta Roma - Torri di Federico II (Capua) Com'era all'inizio ![]() Prima della guerra ![]() Ora ![]() Per maggiori informazioni su porta Roma, qui http://www.campaniatour.it/uploads/6...erico_II_1.jpg |
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melior de cinere surgo
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Bel thread!
Catania Porta Uzeda La porta si apre nelle cinquecentesche mura di Carlo V ed è intitolata al viceré spagnolo Giovanni Francesco Paceco, Duca di Uzeda (in castigliano Juan Francisco Pacheco, Duque de Uceda). Detta anche Porta grande della Marina, si trattò di una breccia aperta nel 1696 nel tratto di mura che si affacciava sul mare (detto Bastione di Sant'Agata) per mettere in comunicazione la nuova insenatura creatasi a seguito della colata e la Platea Magna, oggi piazza del Duomo. Venne voluta dal Duca di Camastra, fautore della ricostruzione come simbolo della rinata città: avrebbe rappresentato lo spirito di rinascita dalle macerie di Catania creando nel contempo un "salotto urbano" con il resto degli edifici che sarebbero dovuti sorgere tutt'intorno alla piazza che fosse il cuore del nuovo volto barocco impostato con il piano di risanamento. La sua terrazza è visitabile con l'accesso al Museo e gode dell'irreperibile vista in asse di tutta via Etnea, dal basso. Porta Uzeda vista da piazza Duomo: ![]() ![]() ![]() Porta Uzeda vista dall'esterno delle mura: ![]() ![]() Vista dalla terrazza di porta Uzeda:
Last edited by Sampei; December 31st, 2011 at 07:09 PM. |
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melior de cinere surgo
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Catania
Porta di Carlo V - Porta dei Canali (Pescheria) La Porta di Carlo V si colloca in una situazione urbana molto suggestiva, e cioè proprio in mezzo alla Pescheria, pittoresco mercato giornaliero della frutta e del pesce; da piazza Alonzo di Benedetto (dietro la fontana dell’Amenano) tramite un grande arco si penetra nella galleria che costituiva l’antico corpo di guardia. Da questa galleria si può raggiungere la Porta di Carlo V (a destra) che conduce nella piazzetta Pardo invasa dalle bancarelle del mercato. Una epigrafe posta sopra la porta ricorda che essa fa parte di un rafforzamento voluto dal viceré Vega nel 1553, per difendersi dalle incursioni dei pirati e dei nemici. La Porta di Carlo V è gemella della Porta Uzeda dal lato esterno delle mura (attuale via Dusmet). Dall'interno (piazza Alonzo di Benedetto) si presenta invece così: ![]() image hosted on flickr ![]() Così da piazza Pardo: ![]()
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#6 |
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melior de cinere surgo
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Catania
Porta Garibaldi (già Porta Ferdinandea) Inaugurata come Porta Ferdinanda, venne ribattezzata subito Porta del Fortino o Fortino dai catanesi e ancora è così appellata. Eretta nel 1768 per celebrare le nozze di re Ferdinando III di Borbone e Maria Carolina di Asburgo è riconoscibile dalla elegante bicromia del nero della pietra lavica e del bianco della pietra di lentini, nonché dall'ampio registro di simbologie legate alla città di Catania: l'elefante, Sant'Agata, la Fenicie (Melior de cinere surgo è il motto della ricostruenda città). La Porta presentava ai due lati due torrioni semiconici, mentre l'intera piazza riprendeva il gusto bicromo della Porta, cui pure faceva da contraltare una coppia di egide con le armi borboniche poste ad ingresso della piazza (oggi piazza Palestro) sul lato opposto alla Porta. L'intero apparato decorativo esterno ad essa, però, venne demolito nel corso del XIX e degli inizi del XX secolo, così che oggi di quell'aspetto non restano che stampe settecentesche e sbiadite foto degli inizi del XX secolo. Foto diurne: da via Garibaldi (dall'interno della città antica): ![]() ![]() da piazza Palestro (antico accesso alla città): ![]() ![]() Foto notturne: da piazza Palestro: image hosted on flickr ![]() da via Garibaldi: image hosted on flickr ![]() Porta del Fortino Vecchio Detta anche Porta di Ligne, era l'unica porta esistente nel Ridotto o Fortino, un tratto di mura eretto nel 1672 sulle lave ancora calde, distante dal sistema difensivo originario, ma facente parte di esso in quanto ne sostituiva la parte sud-ovest, irrimediabilmente perduta. Deve il nome al viceré Claude Lamoral I di Ligne che inaugurò il fortilizio entrando per tale porta in pompa magna. L'ultima testa coronata a passarvi fu Vittorio Amedeo II di Savoia durante il suo soggiorno siciliano, dopodiché decadde e si preferirono altri più comodi accessi, come la Porta Ferdinanda del 1768. Il Fortino datato un secolo divenne Fortino Vecchio e oggi la Porta, ancora ben visibile in fondo alla via Sacchero, prende tale nome. ![]()
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Teramo
Porta Reale (Porta Madonna) Si tratta, essendo ormai scomparsa Porta San Giorgio, dell'accesso più importante della città, tant'è vero che l'attuale Corso De Michetti, una delle principali vie del centro storico, anticamente era denonimato Strada di Porta Reale. Fu costruita nel 1832 in occasione della visita di Ferdinando di Borbone e da qui il nome; anticamente la porta non esisteva e il lato orientale della città era servito da Porta Carrese, ora demolita. I teramani la chiamano Porta Madonna perchè nel vicino piazzale si trova il Santuario della Madonna delle Grazie. Porta Reale è stata ristrutturata in epoca fascista, con l'aggiunta della scritta INTERAMNIA URBS. ![]() (da www.cuboimages.it) ![]() Porta Melatina E' annessa alle strutture dell'ex Ospedale Psichiatrico e, come questo, è stato completamente trasformata nell'Ottocento, modificando completamente la porta settecentesca, che era stata costruita accanto alla piccola Porta Sant'Antonio, che ormai era insufficiente a smaltire da sola il traffico in quella parte della città. Prende nome dal Palazzo dei Melatini, che sorge nelle vicinanze, potente famiglia che arrivò addirittura a contrastare i duchi di Atri, che nel XV secolo avevano il dominio di Teramo. ![]() Largo Melatini con veduta del lato interno della porta prima delle trasformazioni tardo-ottocentesche, in uno schizzo di Consalvo Carelli alla Pinacoteca di Giulianova (http://cultura.regione.abruzzo.it/). ![]() Porta Melatina e, sulla destra, Porta Sant'Antonio (da Panoramio) image hosted on flickr ![]() Lato interno su Via Saliceti (da Flickr). Porta Sant'Antonio (Porta delle Recluse) Si trova accanto Porta Melatina, ma rispetto a questa è medievale e di dimensioni più piccole, nonostante nello stile le sia molto simile. Come la sua vicina, si trova annessa all'ex manicomio ed è stata trasformata nell'Ottocento. Prende nome dall'antica chiesa di Sant'Antonio abate, oggi all'interno dell'edificio dell'ospedale, ma i teramani la conoscono anche come Porta delle Recluse perchè, poco prima della chiusura, il manicomio era diventato esclusivamente di sezione femminile. ![]() Porta Sant'Antonio dall'interno (da Panoramio) Last edited by Joule69; January 2nd, 2012 at 01:29 AM. |
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#8 |
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Apollonian
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Busy bringing democracy everywhere. |
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#9 |
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Apollonian
Join Date: Jan 2005
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Porta Nuova (vecchia
), MilanoArchi Romani di Via Manzoni [CC-BY-2.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/2.0)], by Jose Mª Izquierdo Galiot (Flickr: Archi Romani di Via Manzoni), from Wikimedia Commons Da altri angoli fa un effetto differente... 125MilanoPortaNuovaMedievale [Public domain], by MarkusMark (Own work), from Wikimedia Commons
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#10 |
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Appesi a un filo
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#11 |
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Registered User
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Palermo - Porta dei Greci
![]() Porta di Mazara ![]() Porta Felice ![]() ![]() ![]() Porta Felice vista dalle mura delle cattive: ![]() Porta Nuova: ![]() ![]() E c'è ne sono altre di cui non ho foto. Particolare Porta Sant'Agata e Porta Carini.
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Claudio "i Siciliani sono mediamente più onesti dei Padani, in Sicilia c'è meno mafia rispetto alla Lombardia(cit.)" |
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#12 |
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east side man
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Per mettere tutte quelle di Verona, romane, veneziane e austriache, dovrei perdere una mattinata
Iniziamo da quelle romane: Porta Leoni fatta costruire dal console Publio Valerio in età repubblicana, fu poi restaurata in età imperiale e rifatta in marmo. Ancora visibili i due strati. La porta purtroppo è conservata solo in parte. Questo l'aspetto originario: ![]() questo è quello che rimane image hosted on flickr ![]() Verona: Porta Leoni di gengish, su Flickr ancora visibile il rivestimento repubblicano, in mattoni, sotto quello imperiale. ![]() basamento di una delle due torri su via Cappello ![]() Porta Borsari La porta rappresenta l'accesso occidentale alla città sulla via Postumia/Claudia Augusta. Chiamata dei Borsari per via del dazio che vi si doveva pagare. La porta è conservata molto bene. image hosted on flickr ![]() Porta Borsari, Verona di photoverulam, su Flickr lato interno image hosted on flickr ![]() Porta Borsari, Corso Porta Borsari, Verona di ell brown, su Flickr image hosted on flickr ![]() Porta Borsari di maximus shoots, su Flickr |
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#13 |
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Registered User
Join Date: Oct 2007
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Grosseto - Porta Vecchia
Risalente all'antica cinta muraria medioevale, venne poi riutilizzata nella cinta medicea cinquecentesca. ![]() Uploaded with ImageShack.us Grosseto - Porta Nuova Questa è una antica immagine di Porta Nuova (dal lato opposto della cinta muraria rispetto a Porta Vecchia) con ancora la barriera daziaria demolita 90 anni fa. ![]() Uploaded with ImageShack.us Porta nuova come è adesso: ![]() Uploaded with ImageShack.us Esistono poi Due porta novecentesche, ma non so se sono off-topic (ditemi se posso postarle). Le immagini che ho postato sono tratte da wikipedia (quelle a colori) e dal mio archivio personale (quella antica in bianco/nero). |
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#14 |
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L'attacco dei cloni
Join Date: Jan 2011
Location: Urbe et Orbe
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eh, anche roma è questione lunga.
sono infatti presenti nell'urbe sostanzialmente 3 cinte murarie (aureliane, leonine, gianicolensi), più una quarta antichissima di cui rimane poco (mura serviane) aggiustamenti quà e là e allungamenti (bastione del sangallo) e porte aperte nei tracciati degli acquedotti. per un totale di: 28 porte nelle mura aureliane; di cui 6 scomparse e 2 ricomprese in porte di porzioni murarie successive. 2 per le mura gianicolensi 9 per le mura leonine 19 per le mura serviane, di cui solo 2 rimaste. e poi porte quà e là sugli acquedotti: tra tutte porta furba e la porta sull'aurelia antica. vediamo di fare una selezione delle migliori...
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Il fu Civis Fede the First... (gennaio 2009-gennaio 2011) «Quod solius pape pedes omnes principes deosculentur.». Segretario del politburo del Sacro Partito della Virtù. |
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#15 |
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Join Date: Jun 2007
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Moncalieri (TO)
Porta Navina La Porta Navina, che originariamente aveva un disegno molto semplice, è stata più volte rimaneggiata nei secoli XV-XVI. L'aspetto attuale è quello raggiunto verso la metà del XIX secolo, quando venne aggiunta una loggia con quattro archi. Questa porta difendeva l'ingresso alla città da ponente ed è l'unica rimasta delle originarie porte medievali a carattere difensivo. Secondo i documenti più antichi, le porte dovevano essere quattro o sei; nelle incisioni settecentesche la città appare difesa da quattro porte: Mediolanensis, Rivigliasca, Taurinensis e Piacentina. La Porta Navina è appunto l'antica Porta Mediolanensis ed è sempre stata conosciuta come Navina in quanto vicina al porto fluviale a carattere commerciale che si trovava in questo luogo dove il Po formava un'ampia ansa. Passando sotto l'arco e percorrendo la ripida rampa di accesso, si entra nel cuore del centro storico di Moncalieri. Un altorilievo di bronzo ricorda il "Proclama di Moncalieri" firmato da Vittorio Emanuele II il 20 novembre 1849. www.comune.moncalieri.to.it ![]()
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#16 |
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Registered User
Join Date: Dec 2008
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#17 |
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Join Date: Aug 2007
Location: Mantova
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Ma che carino...ne metto qualcuna anch'io.
Ho attinto liberamente a fonti pubbliche come il sito di Lombardia Beni Culturali e ...Google streetview. Dopo secoli di vita da fortezza, tutte le porte di Mantova sono state abbattute. Uno scempio intollerabile, la cui responsabilità può essere divisa abbastanza equamente fra i danni bellici e un malriposto senso di modernità, con una spruzzata di retorica. I toponimi sono rimasti, ma non si vede più nulla. O quasi. Porta Mulina. ![]() Distrutta durante un bombardamento nell'ottobre del 44. Troppo vicina alla ferrovia, troppo. Sostituita da un anonimo vialone e qualche rotatoria. Porta San Giorgio. Beh il casello daziario sulla riva esterna esiste ancora...ma è fuori dalla strada principale, si trova dentro un campeggio ed è ormai legato ai luoghi immaginari del Rigoletto come "Casa di Sparafucile" ![]() ![]() Porta Pradella. ![]() Ah, i tempi dell'inciviltà! Quando si poteva lasciare il calesse negli stalli intorno alla porta, sorseggiare un caffè nei giardinetti all'ombra degli archi per poi prendere un tram elettrico per il centro... Ricordiamola così ![]() ![]() Porta Cerese. ![]() shall I say more? ![]() Porta Pusterla. ![]() Il ponte che scavalcava la Fossa Magistrale e univa il complesso di San Sebastiano all'isola del Te è oggi dedicato a quattro corsie di traffico, un grosso incrocio e numerosi parcheggi. Sigh, Porta Giulia...ah si, l'ultima è rimasta. ![]() Passando alle campagne vorrei citare Sabbioneta: Porta Vittoria ![]() Sabbioneta: Porta Imperiale ![]() Rivarolo Mantovano (un paesino minuscolo, con una porta deliziosa)
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Proshay, otchiy kray, Tyi nas vspominaya, Proshay, miliy vzgljad, Prosti-proshay, prosti-proshay... Last edited by WalkTheWorld; January 5th, 2012 at 09:15 AM. |
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#18 | |
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suburban bishop
Join Date: Feb 2005
Location: Milano
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![]() Deve averla progettata sicuramente il Cazzaniga o il Meneghetti
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He was the first to propose the hypothesis that the unknown particle involved in the experiment of Irène Curie and Frédéric Joliot should not only be neutral but have a mass about the same as the proton: he was inventing the neutron. Fermi told him to write an article about this, but Majorana didn't bother, and the credit for this interpretation was given to James Chadwick - who was awarded the Nobel Prize for this discovery. Majorana was known for not seeking credit for his discoveries, considering his work to be banal. |
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#19 |
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Sulmona (Aq)
Sulmona, nella Valle Peligna, ha conservato gran parte del sistema murario medievale. Nel periodo altomedievale, la città era molto più piccola di oggi e comprendeva il tratto iniziale di Corso Ovidio fino alla fontana del Vecchio, all'inizio di Piazza Garibaldi. All'estremità meridionale c'era Porta Salvatoris, dalla parte opposta Porta San Panfilo, da dove partiva la strada che conduceva alla Cattedrale dedicata all'omonimo santo (la chiesa era allora fuori le mura). Nel '200, a ridosso delle mura meridionali, si svilupparono degli agglomerati urbani chiamati "borghi", gli attuali quartieri di S.Maria della Tomba e Porta Pacentrana. Fu così che nel '300 si decise di ampliare le mura, ingrandendole fino ad inglobare i due nuovi quartieri. Anche la Cattedrale e il vicino Episcopio vennero finalmente inglobati all'interno della città (proprio accanto la chiesa venne aperta la nuova Porta S.Amico) ma fino al secondo dopoguerra questa zona non sarà mai urbanizzata. Nel corso della nuova murazione vennero completamente rifatte pure le mura e le porte del più antico circuito murario, distruggendo gli accessi che si venivano a trovare all'interno e riutilizzando quelli compresi nel nuovo percorso. Sulmona si trovò così ad avere un totale di dieci porte, delle quali otto ancora esistenti, più una di cui rimangono solo i resti. Nella cerchia muraria più antica si aprivano sette porte: Porta Salvatoris, Porta San Panfilo e Porta Manaresca scomparvero a seguito dell'ampliamento delle mura e per le ultime due se ne conservò il ricordo perchè diedero nome ai quartieri annessi. Le altre sono ancora in piedi perchè riutilizzate nella nuova murazione. Porta Bonomini ![]() Di essa ne rimanevano i piedritti già nell'Ottocento (causa il devastante sisma del 1706), ma continuò ad essere utilizzata come porta fino al secondo dopoguerra. Da' il nome ad uno dei sestieri di Sulmona. Porta Molina ![]() Conosciuta un tempo con il nome di "Porta Sant'Andrea", è la più piccola della città e l'unica che ha conservato i battenti lignei. Porta Filiamabili ![]() In realtà, questa non è una vera e propria porta, perchè nel '300 essa si trovò compresa all'interno della nuova murazione e nelle immediate vicinanze fu costruita la nuova Porta Sant'Antonio; nonostante ciò, non venne smantellata. Da il nome ad uno dei sestieri della città. Porta Japasseri L'antica porta, a dire il vero, è andata quasi del tutto perduta a seguito del sisma del 1706. Di essa rimangono pochissimi resti, ma la porta rimase idealmente visto che comunque vi furono collocati dei cancelli poi rimossi negli anni '50. Da' nome ad un sestiere sulmonese. In compenso, la zona attorno Porta Japasseri conserva un cospicuo tratto delle mura, con tanto di torrione ed archi di rinforzo. ![]() Nel corso dell'ampliamento delle mura, furono aperte otto nuove porte, di cui risultano scomparse Porta Fontis e Porta Sant'Amico (quest'ultima proprio a ridosso della Cattedrale). Porta Romana (1428) ![]() Posta proprio al limite tra la vecchia e la nuova recinzione, a nord della città, Porta Romana porta però ancora evidenti i danni del sisma del 1706. Ai lati della porta vi sono alcuni resti delle mura ottimamente conservati. Porta Sant'Antonio (XVIII secolo) ![]() Sebbene risulti edificata nel '400, Porta Sant'Antonio dell'antica costruzione conserva solo l'arco d'ingresso: l'intera costruzione è stata molto compromessa nel '700 dopo gli eventi tellurici di inizio secolo. Il nome deriva dal fatto che la chiesa del Carmine, non molto lontana, era anticamente dedicata al santo padovano. Porta Santa Maria della Tomba (XV- XVI secolo) ![]() E' la più recente di tutte le porte e si trova dietro l'omonima chiesa. Nella parte interna è decorata da un affresco barocco raffigurante la Pietà fra santi. Porta Napoli (1338) image hosted on flickr ![]() E' la più grande ed importante delle porte cittadine e venne edificata per volere della regina Giovanna. Non si esclude che la sua realizzazione debba essere attribuita ad artisti della corte napoletana. Agli inizi del '900 la porta era ancora circondata dalle mura, come si evince da questa foto: ![]() Si nota, sulla destra, la cabina per il pagamento del dazio. Porta Saccoccia (XIV- XV secolo) ![]() La porta, dal curioso nome (che nel dialetto locale indica le tasche), si presenta oggi più bassa sia a causa di alcuni interventi databili al '600 che al sisma del 1706. Porta Pacentrana (1376) ![]() E' la porta posta più a est della città e infatti il vero nome anticamente era "Porta Orientale". Il nome attuale era in realtà il modo con cui la chiamavano comunemente i sulmonesi, visto che dalla porta inizia la strada che si dirige verso Pacentro. |
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#20 | |
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Italian user
Join Date: Aug 2010
Location: around Catania
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La parte interna della Porta invece è questa: ![]() Qui in alta risoluzione. Questa invece è porta della Decima, o almeno ciò che ne resta. Nell'Ottocento venne distrutta per ripavimentare l'antistante piazza Maravigna, allora detta piano di San Giuseppe. Nemmeno una targa a memoria di questa importante porta della città, né una foto a testimonianza. Storicamente legata alla figura di Federico di Svevia, il quale punì i ribelli catanesi facendoli passare per questa porta in segno di umiliazione sotto un arco di spade, citando le celebri forche caudine. Della porta, rimasta integra anche dall'eruzione del 1669, rimane solo un troncone murario, un tempo parte dell'apertura. Immagini tratte da Panoramio. I diritti dell'autore. Prossimamente posterò anche ciò che resta di Porta della Lanza (1550 ca.) e dovrei avere anche qualche foto di porte urbiche di Cefalù, Motta S. Anastasia, di Genova (credo), forse di Piazza Armerina e altre. Ne ho anche estere, ma di fattura veneziana (a Creta), le consideriamo italiane?
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Donde espumoso el mar sicilïano El pie argenta de plata al Lilibeo, Bóveda o de las fraguas de Vulcano O tumba de los huesos de Tifeo, Pálidas señas cenizoso un llano, Cuando no del sacrílego deseo, Del duro oficio da. Allí una alta roca Mordaza es a una gruta de su boca. Last edited by Euplio; February 15th, 2012 at 08:42 AM. |
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