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Old March 11th, 2012, 10:32 PM   #241
licatese
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vascabagno rivenuta all'interno di una struttura


via S.Maria: elementi architettonici



Acquedotto greco-romano








FONTE www.finziade.it

nuovi scatti fotografici eseguiti con maestria da Diego Barucco e pubblicate su Sicilia Fotografica...
aquedotto grco romano


Vasche dell'abbeveratoio antico

Tombe castellucciane



Tomba monumentale, interno - T49L33



Tomba monumentale, interno - T49L33
IMG]http://i47.tinypic.com/302s9bn.jpg[/IMG]

Tomba monumentale - T51L35


Tomba monumentale - T50L34


Tomba monumentale - T49L33-D



Tomba monumentale - T49L33



Tomba monumentale - T49L33


Tomba monumentale - T49L33



Tomba castellucciana, interno



Tomba castellucciana, interno


Tomba castellucciana


Tomba castellucciana


Tomba castellucciana


Tomba castellucciana


Tomba castellucciana

Necropoli


Monte Petrulla


Licata dal Monte Petrulla


Depositi di gesso balanitico


Depositi di gesso balanitico


Cima del Monte Petrulla


www.siciliafotografica.it/homesic/
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Old March 11th, 2012, 10:38 PM   #242
Euplio
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Splendido il servizio di Diego Barucco.


EDIT

Anche questo posto, tutto sommato, vale la pena di essere menzionato.
BELPASSO (CT) - Cisterna della Regina
Nel 1337 moriva il primo Re di Trinacria, Federico III d'Aragona, dinastico II di Sicilia. La moglie Eleonora, molto legata all'eremo di San Nicolò l'Arena, si fece erigere una sontuosa reggia tardo-Gotica, restaurata poi nel 1680, forse a seguito dell'eruzione del 1669 subì ingenti danni ai tetti. La Villa in realtà non pare attirasse molta attenzione, nonostante l'importanza storica e la bellezza degli esterni, nonché l'amenità del luogo dove sorge (un tempo passava vicino un fiume, oggi ridotto a torrente stagionale). Probabilmente i grandi viaggiatori del passato e gli escursionisti odierni trovarono un po' fuori mano la struttura, un tempo collegata solo con Belpasso.
Fatto sta che nel 1910 nessuno si mosse affinché la Villa venisse preservata, così quell'anno un'eruzione inghiottì e incendiò buona parte dell'edificio (in palese stato d'abbandono da tempo immemore), risparmiando appena un vano. Poco oltre esisteva pure una grandiosa cisterna che raccoglieva le acque del fiume e quelle pluvie. Profonda cinque metri e avente un diametro di quasi 35 metri, oggi è quanto rimane di imponente della grandiosa struttura. Oggi sono andato a vedere come si presenta. Eccovela:



Della cisterna si riconosce soprattutto la parete interna, intonacata con la malta idraulica. Al suo interno nei secoli si sono avvicendate generazioni di coltivazioni.

Poco distante è un muro padronale a secco, forse tracciato ai lati della Regia Trazzera che conduceva alla villa, su cui si apre questa curiosa icona. Apparentemente manierista, vi sono raffigurati una Madonna col Bambino al centro, mentre ai lati due Santi (?), su tutto lo Spirito Santo. Lo stile appunto manierista mi induce a datare l'altarino al XVII secolo, forse in occasione dell'eruzione e del restauro del 1680.

Ma che aspetto aveva la Villa prima del 1910? Eccovela*:


Un vero peccato sia sparita.

*Immagine tratta da Wikipedia.
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Io sto con Maniaci

Donde espumoso el mar sicilïano
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O tumba de los huesos de Tifeo,
Pálidas señas cenizoso un llano,
Cuando no del sacrílego deseo,
Del duro oficio da. Allí una alta roca
Mordaza es a una gruta de su boca.

Last edited by Euplio; March 12th, 2012 at 05:14 PM.
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Old March 12th, 2012, 08:44 PM   #243
Simone Stifler
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Ragazzi 2 segnalazioni:
Il Parco Archeologico di Monte Jato è chiuso dal maggio del 2011 per restauri
L'Antiquarium di Himera dopo i numerosissimi ritrovamenti nella necropoli è in restauro,i restauri termineranno nella prima settimana di Maggio
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Old March 12th, 2012, 09:28 PM   #244
iltuttologo
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Originally Posted by Euplio View Post
Fatto sta che nel 1910 nessuno si mosse affinché la Villa venisse preservata, così quell'anno un'eruzione inghiottì e incendiò buona parte dell'edificio

e come avrebbero potuto preservarla da un'eruzione? smontandola pezzo per pezzo e rimontandola altrove o mettendo un tappo nella caldera del vulcano?

ci sono pistacchieti per caso in zona?
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Old March 12th, 2012, 10:36 PM   #245
Euplio
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Originally Posted by iltuttologo View Post
e come avrebbero potuto preservarla da un'eruzione? smontandola pezzo per pezzo e rimontandola altrove o mettendo un tappo nella caldera del vulcano?
Storicamente quasi tutte le colate laviche hanno avuto qualche tentativo di deviazione da parte dell'uomo. In un modo o nell'altro.
Per esempio nel corso dell'eruzione del 1669 vennero portate grandi quantità di acqua verso il fronte lavico per rallentarne il flusso. In quell'occasione a Catania si provvide a riempire con materiale di risulta i pozzi e i siti di una certa importanza strategica, affinché si potessero recuperare in seguito.

Se nel 1910 non venne adottato alcun provvedimento ci possono essere solo due motivi a mio parere egualmente validi.
Il primo ce lo suggerisce il precedente sisma del 1908 che colpì principalmente lo Stretto. Il terremoto vide impreparate le città della costa jonica, nonché il Regno d'Italia, decisamente indietro rispetto gli altri stati sovrani d'Europa per quanto concerneva la protezione civile che - giusto appunto - nasceva proprio per quell'occasione. La stessa Catania subì le conseguenze del sisma, dunque anche Belpasso non doveva essere propriamente interessata a difendere un edificio storico, quanto piuttosto a salvare il salvabile.
Il secondo motivo è quello testé detto: la Villa - come si nota in foto - dovette essere abbandonata e considerata priva di valore, così l'eruzione non avrebbe portato via nulla che al tempo si sarebbe considerato importante al punto da venire tutelato.

Pistacchi credo proprio di no. La zona maggiormente produttiva è comunque il versante nord dell'Etna, qui siamo a sud...
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Old March 13th, 2012, 11:05 PM   #246
Simone Stifler
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Old March 14th, 2012, 01:09 AM   #247
Alicata Dilecta
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simone quando vuoi venire,ti faremo da cicerone
Alicata Dilecta no está en línea   Reply With Quote
Old March 14th, 2012, 02:14 AM   #248
Simone Stifler
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Originally Posted by Alicata Dilecta View Post


simone quando vuoi venire,ti faremo da cicerone
Grazie .. stessa cosa per voi a Palermo (figlio di Guida Turistica)
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Last edited by Simone Stifler; March 14th, 2012 at 02:25 AM.
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Old March 14th, 2012, 06:13 PM   #249
Euplio
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Originally Posted by Alicata Dilecta View Post


simone quando vuoi venire,ti faremo da cicerone
Posso approfittare?

Ovviamente mi offro per ricambiare il favore nel catanese. Mah, in realtà per qualsiasi posto in cui sono stato e/o ho vissuto. Ossia mezza Sicilia.

Domenica ad esempio porto i miei consoci a Calatabiano, un paesello settecentesco sorto sotto ai ruderi di un borgo medioevale di cui rimangono solo i ruderi del castello - recentemente restaurato - e la chiesa del Crocifisso (infatti dopo il sisma del 1693 i cittadini letteralmente smontarono il vecchio villaggio diruto e lo ricostruirono casetta per casetta riciclando il possibile).
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Old March 14th, 2012, 10:29 PM   #250
Simone Stifler
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giorno 25 Marzo andrò a Palikè nei pressi di Palagonia in provincia di Catania con Sicilia Antica....vi aspetta un bel reportage di foto
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Old March 14th, 2012, 10:33 PM   #251
mars76
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Intanto oggi sul gds c'era un articolo sulla tomba romana da poco trovata a Santa Flavia, dove continuano gli scavi perchè si sono trovate nuove "nicchie" (sic).
mars76 no está en línea   Reply With Quote
Old March 14th, 2012, 10:57 PM   #252
Simone Stifler
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Originally Posted by mars76 View Post
Intanto oggi sul gds c'era un articolo sulla tomba romana da poco trovata a Santa Flavia, dove continuano gli scavi perchè si sono trovate nuove "nicchie" (sic).
Mario c'è scritto se sono stati trovati manufatti oltre a nuove nicchie??
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Old March 14th, 2012, 11:11 PM   #253
mars76
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Originally Posted by Simone Stifler View Post
Mario c'è scritto se sono stati trovati manufatti oltre a nuove nicchie??
Non si parla di manufatti nell'articolo di oggi, ma di sei nicchie scavate nel tufo e alcuni gradini.
La tomba è nei pressi della stazione ferroviaria.
Qualche settimana fa però c'era sul gds un articolo molto più grande ma non ricordo in verità se si parlava di manufatti
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Old March 14th, 2012, 11:12 PM   #254
licatese
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Wink

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Originally Posted by Simone Stifler View Post
Meravigliosa Licata...Mare fantastico e siti archeologici di tutto rispetto...cosa volere di più?? Devo assolutamente andarci
grazie per i complimenti per il resto quoto il mio amico Alicatanaturalmente l'invito vale pure per Euplio !
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Old March 14th, 2012, 11:18 PM   #255
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Non si parla di manufatti nell'articolo di oggi, ma di sei nicchie scavate nel tufo e alcuni gradini.
La tomba è nei pressi della stazione ferroviaria.
Qualche settimana fa però c'era sul gds un articolo molto più grande ma non ricordo in verità se si parlava di manufatti
Bene,sicuramente troveranno qualcosa...questione di giorni o settimane
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Old March 15th, 2012, 12:12 AM   #256
Euplio
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Originally Posted by Simone Stifler View Post
giorno 25 Marzo andrò a Palikè nei pressi di Palagonia in provincia di Catania con Sicilia Antica....vi aspetta un bel reportage di foto
Nuoooooooooooooo!!!

Noi ci andiamo il 13 maggio... )))


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Originally Posted by licatese View Post
grazie per i complimenti per il resto quoto il mio amico Alicatanaturalmente l'invito vale pure per Euplio !
Ma volentieri!
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Old March 15th, 2012, 01:56 AM   #257
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euplio quando vuoi e volete venire con la tua associazione siete i benvenuti. c'è tanta ma tanta roba da mettere alla luce. per cui ci vogliono tanti appassionati che possono portare avanti determinate scoperte.
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Old March 15th, 2012, 12:11 PM   #258
Euplio
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Volentieri.

Stavo organizzando un'uscita a Gela con Stelle&Ambiente per il 22 di aprile. Potrei piazzarci anche Licata.

Con SiciliAntica invece sto attendendo la replica di Condorelli, che aveva in programma l'uscita per Gela-Licata.
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brick84
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Noto - Villa Romana del Tellaro

Come abbiamo fatto a dimenticarla??


Villa Romana del Tellaro - Noto (SR)

www.villaromanadeltellaro.com





La villa del tesoro


Si tratta di un capolavoro del IV secolo dopo Cristo. Scoperto casualmente trent’anni fa, dopo un lungo lavoro di restauro sarà finalmente esposto al pubblico.



Un particolare di uno dei tre grandi
mosaici pavimentali ritrovati nella villa
romana del Tellaro, presso Noto.



«Dottore venga, abbiamo trovato qualcosa in un rudere sul Tellaro»: era l’estate del 1971, quando Giuseppe Voza, in forze alla sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, ricevette quella telefonata da un capitano della Guardia di finanza. Qualcuno aveva avvertito le fiamme gialle che in una masseria abbandonata, non lontano da Noto, e dall’antica città di Eloro, si erano visti scavatori di frodo. Che cosa li aveva attirati tra le rovine di quel casale? In un angolo della stalla si intravedeva un frammento di mosaico a colori, volti di personaggi intenti a banchettare. I cacciatori di reperti l’avevano già pulito con l’intenzione forse di strapparlo senza immaginare il valore di quello che avevano casualmente trovato.
Si trattava, infatti, dei resti di una villa romana del IV secolo dopo Cristo, la dimora di una famiglia di latifondisti, i cui pavimenti erano ricoperti da straordinari mosaici che, per raffinatezza di stile, sono tra i più significativi dell’epoca e possono bene rivaleggiare con quelli, notissimi, di Piazza Armerina, presso Enna. E ora, dopo un lunghissimo restauro, saranno visibili al pubblico: a fine giugno, provvisoriamente, nella chiesa di San Domenico a Noto; da settembre nella sede originaria, dove verranno ricollocati. Un evento consacrato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che, nella visita in Sicilia agli inizi di luglio, ammirerà i mosaici. Panorama li presenta in anteprima.
«Gli scavi, cominciati tra mille difficoltà burocra- tiche a metà degli anni 70, hanno portato alla luce



i resti di una villa di 6 mila metri quadrati» racconta Voza, che da sovrintendente ha poi seguito passo per passo la straordinaria scoperta. «Il corpo centrale era costituito da una corte circondata da un portico sul quale si affacciavano vari ambienti. Il camminamento era ricoperto da un mosaico a tappeto con festoni e motivi geometrici, ben conservato per 15 metri». Ma il ritrovamento eccezionale riguarda i pavimenti di tre stanze tappezzati con scene mitologiche, di caccia e danze, realizzate con milioni di tessere in pietra calcarea e cotto dai colori naturali intensissimi. Storie piene di animali, fiori e volti talmente vivi che sembrano schizzare fuori dal disegno.
La residenza romana bruciò in un incendio, probabilmente alla fine del IV secolo. Forse fu una conseguenza della calata dei barbari ipotizza il sovrintendente.

«Il racconto sulla vita di santa Melania dice che in quel periodo la nobile romana si rifugiò in Sicilia dove la sua ricca famiglia possedeva 60 ville e da una di queste assistette al rogo di altre dimore, appiccato dagli invasori. La stessa sorte potrebbe essere toccata a quella sul fiume Tellaro». Sullo strato di macerie e cenere abbandonato per secoli nel 1700 venne costruita una fattoria, tranciando i mosaici scampati alla distruzione e seppellendoli sotto 50 centimetri di terra e pietre.





«Per recuperarne alcune porzioni abbiamo tolto con un lavoro chirurgico parte delle fondazioni evitando di far crollare quel che resta della masseria» aggiunge Voza. «E viste le condizioni in cui si trovavano abbiamo dovuto tirare via i mosaici e portarli al laboratorio per il restauro». Un’operazione delicatissima e rischiosa perché, se eseguita malamente, rischia di scompaginare le tessere, distruggendo per sempre le immagini. Un telo impregnato di un collante speciale viene posato sulla superficie del mosaico, poi si stacca dal terreno il fondo su cui sono posate le pietruzze ottenendo una sorta di tappeto che viene arrotolato intorno a un cilindro di legno per il trasporto. «Avevo una tal paura di danneggiare le opere che feci montare una tenda nel cortile della fattoria dove far immediatamente fissare i mosaici sulle resine» confessa Voza.




Era la fine degli anni 80. Da allora gli esperti hanno lavorato per togliere le tracce lasciate dall’incendio. Con pazienza hanno risistemato alcune delle tessere sparse, ritrovate durante gli scavi, riportando all’originale splendore i racconti narrati sui pavimenti della villa.
«Le fondazioni della masseria avevano rovinato la parte principale di una delle scene più straordinarie: la pesatura del corpo di Ettore, un evento a cui si fa riferimento nell’Iliade» dice Voza. «Dopo la pulizia sono emersi particolari che ci hanno permesso di stabilire che si trattava proprio del riscatto dell’eroe ucciso.


Al centro campeggia una grande bilancia: sul piatto di sinistra è posato l’oro, su quello di destra il corpo». In alto l’iscrizione in greco svela che i personaggi presenti all’operazione sono Ulisse, Achille e Diomede, i troiani e Priamo. La drammatica rappresentazione era incorniciata dauna fascia decorativa ricca di piante e animali: tra essi una splendida tigre intenta a spiccare un balzo.


I particolari del felino sono resi con un dosaggio sapiente dei colori paragonabile a un affresco più che a un mosaico. «Lo studio cromatico nella posa delle pietre, le dimensioni delle tessere, che si riducono sensibilmente nelle sfumature dei volti e dei musi, per rendere ancora più precisi i dettagli, fa pensare che gli autori erano artisti raffinatissimi» valuta Voza.



«Lo stile è riconducibile a quello dei mosaici dell’Africa preconsolare e della villa romana di Piazza Armerina, ma queste rappresentazioni sono più armoniose e più vivaci, le figure sembrano muoversi, la profondità delle immagini è maggiore».




Elementi che si ritrovano nel mosaico della scena di caccia che ricopriva la più ampia delle stanze ritrovate di 6 metri e 40 per 6 e 20. È la storia di una battuta che si svolge in vari capitoli. In alto si scorgono i cacciatori che assistono all’ingresso nelle gabbie delle fiere catturate, al centro un cavaliere sferra un colpo di lancia a un leone che ha appena ucciso una gazzella. La scena è intensissima:



il felino si erge imponente con la sua folta criniera sul corpo straziato dell’antilope che sanguina. Poco più in basso si intravede una figura femminile con lo sguardo rivolto alla tigre che assalta un altro dei cacciatori.
«È molto rovinata ma si intuisce chiaramente che è la rappresentazione dell’Africa, ha tratti comuni a quella del mosaico della Grande caccia di Piazza Armerina».

La terza stanza aveva un mosaico figurativo più complesso: ai quattro angoli, altrettanti vasi rivolti al centro, da cui traboccano fiori e frutta e da cui partono festoni di alloro che si incontrano in centro in una formella completamente perduta, delimitando quattro zone semicircolari contenenti altre scene come la danza erotica di un satiro e una menade.
Impossibile risalire alla destinazione delle camere. «Non c’è nulla che ci aiuti a capire se c’era un legame tra la scelta dei soggetti e l’uso delle stanze. E purtroppo il fuoco ha cancellato quasi tutte le tracce della vita quotidiana» conclude Voza. «Si sono salvate solo alcune monete, ceramiche e attrezzi di lavoro che stavano nel piano sottostante a quello dei mosaici».



I mosaici del Tellaro






Gli scavi finora eseguiti hanno permesso la scoperta dei mosaici pavimentali del lato nord del portico del peristilio, i tre ambienti che vi si affacciano e un breve tratto del lato sud del portico. Il pavimento conservato del lato nord del portico si estende per 15 mt. circa di lunghezza e per 3,70 mt. di larghezza. Raffigura un autentico tappeto di ricchi festoni di alloro in forma di medaglioni circolari che delimitano degli ottagoni a lati curvi decorati da motivi geometrici. Eccezionale la policromia. Questi motivi sono abbastanza noti in ambiente africano e denominati “entrelacs de coussins”.



La prima stanza da est che si affaccia sul lato nord del portico era in origine dotata di un eccezionale mosaico pavimentale rappresentante nell’emblema centrale la scena della pesatura del corpo di Ettore. Proprio su questa scena insistevano le fondazioni della masseria. Il lavoro di recupero fatto ha permesso nonostante tutto di interpretare la scena rappresentata, quella appunto del riscatto del corpo di Ettore. Un’incisione in alto accompagna la figurazione: da una parte le figure di Ulisse, Achille con l’alto cimiero piumato, e di Diomede e dall’altra i Troes, i Troiani di cui resta solo la parte superiore di una figura; manca del tutto quella di Priamo anch’egli presente come cita l’iscrizione. Al centro campeggia una grande bilancia con all’estremità dei bracci i due piatti: quello di sinistra con gli ori del riscatto, quello di destra con il corpo esanime di Ettore.Si conservano gli arti inferiori accostati. Interessante il fatto che il drammatico evento nel XXIV° libro dell’Eneide non compare in questa forma. E’ però mostrato in questo modo nel racconto riportato nei “Frigi” di Eschilo, tragedia andata perduta, da cui si può ipotizzare che esso sia tratto. E’ meraviglioso come tale mosaico renda tutta la forza evocativa del solenne evento narrato 15 secoli prima nel poema omerico. Qui tutta la alterigia di Achille che obbedisce all’ordine di Teti “d’Ettore il corpo al genitore rendi e il prezzo del riscatto accetta” ( Iliade XXIV , 360). Qui il volto del fortissimo Diomede. Dall’altro versante il mosaico non integro mostra solo il volto dell’araldo Ideo, e due lettere che attestano la presenza di Priamo, ci riconducono al verso omerico “ il mesto veglio e il suo fido araldo entrambi pensierosi e muti” ( Iliade, XXIV 360) . Tutta la scena è incastonata in un’ampia fascia perimetrale decorata con fastosi girali avvolgenti corpi animali. Questi motivi, vegetali, geometrici o naturalistici, pur non essendo centrali nello schema compositivo, non sono di secondaria importanza.



Il secondo ambiente, attiguo al precedente, ad ovest di esso per l’esattezza, presenta una composizione musiva più complessa: nei 4 angoli del pavimento sono raffigurati altrettanti 4 crateri con la bocca ricolma di frutti da cui si dipartono festoni di alloro che incontrandosi inquadrano nella parte centrale del pavimento una formella quasi del tutto perduta, e delimitano 4 zone semicircolari contenenti altre 4 formelle rettangolari con scene figurate. Esse sono contornate da una fascia a onda sovrastata da un motivo a conchiglia. Il tutto è perimetrato da un motivo a onda e a fiori di loto. Questa composizione inquadra perfettamente le scene simmetriche raffiguranti un satiro e una menade presso un’ara in atto di danza, rese su un fondo bianco.ianco.


Il terzo ambiente sul lato nord del portico attiguo al precedente e ad ovest di esso, presenta scene di caccia contornate da una fascia perimetrale con rappresentazioni di volatili, animali acquatici e svastiche. Le scene del racconto sono distribuite asimmetricamente e tenute insieme da elementi naturali quali rocce, vegetazione e acque. Solo la scena del banchetto si estende su tutta la parte più bassa del campo musivo figurato. Nella parte alta figure di cacciatori alcune stanti, altre in azione, impegnate nella cattura delle fiere dirette verso una gabbia dove una figura accosciata tiene aperto il portello per favorirne l’accesso. Al di sotto di questa raffigurazione la zona centrale è dominata dalla scena di un cacciatore che vibra un colpo d lancia contro un leone cui soggiace il corpo sanguinante di una gazzella. Nella zona sottostante a destra il passaggio in una palude di un carro che trasporta belve catturate; il carro è accompagnato da un cavaliere, da servi e cani; a terra uno dei tre personaggi paludati impugna un bastone simbolo di comando. Segue la spettacolare figura femminile centralmente posta su un trono di rocce e incorniciata da fronde d’albero. La figura di evidente valore simbolico rappresenta l’Africa (come nel mosaico della Grande Caccia a Piazza Armerina); danneggiata su tutta la parte centrale presenta integro solo il volto con lo sguardo rivolto verso un cacciatore che enorme che soggiace all’assalto di una tigre, mentre un cavaliere tenta di colpire la belva dopo che essa ha già azzannato lo scudo del ferito. La scena del banchetto all‘aperto, quella che come accennato in precedenza occupa la parte bassa del mosaico, si compone di 3 momenti salienti. Dall’estremità sinistra si osserva l’affaccendarsi dei servi atti all’apprestamento delle portate e al servire; la rappresentazione di 6 commensali al di sotto di una tenda di alberi e infine un gruppo di cavalli che si riposano dopo la caccia.

In generale, tutti i mosaici della villa del tellaro sono riconducibili a maestranze operanti nei grandi centri dell’Africa settentrionale tra il III° e il IV° sec.d.C.: la policromia, gli elementi decorativi, il movimento delle scene mai cristallizzato ma reso sempre vivo.Da non sottovalutare inoltre la componente figurativa romana (come accennato in precedenza) rilevabile nelle figure dei banchettanti che riportano all’iconografia imperiale tra il 337 e il 360 d.C. e alle rappresentazioni dell’arco di Costantino.





http://www.villaromanadeltellaro.com/La%20villa.asp
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Old March 15th, 2012, 04:05 PM   #260
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Originally Posted by brick84 View Post
Come abbiamo fatto a dimenticarla??



F.A.V.O.L.O.S.A!!!!
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