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Old March 1st, 2006, 01:29 PM   #41
Stranfiér
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Mercoledì 1 Marzo 2006


Punti critici
Tre novità nel percorso della tramvia a Veronetta


Ancora novità in vista per il tracciato della tramvia. La società Metropolitana Milanese che ha la direzione lavori dell’opera veronese ha suggerito all’Amt tre variazioni di percorso in quanto rappresentano punti di criticità.
Si tratta di tre nodi già noti, non di facile soluzione. Il primo è la strettoia di via Rosa Morando, dove ritorna la proposta di abbattere tre case per ottenere un’adeguata larghezza della sede stradale. Il secondo punto critico è il passaggio a Porta Vescovo: viene scartata l’idea del sottopasso, costosissima, per optare invece per il passaggio della tramvia nei fornici esterni della Porta per imboccare poi via XX Settembre.
Il problema successivo è la strettoia di via San Paolo: la società milanese propone di svoltare a sinistra in via dell’Artigliere per passare davanti al Rettorato e servire la zona dell’Università, rientrando poi in lungadige Porta Vittoria, davanti all’ex Questura e percorrere Ponte Navi. Tutta da valutare la fattibilità tecnica delle deviazioni, che propongono curve molto strette e passaggi difficili. Ora la parola all’Amt e ovviamente al Consiglio comunale.




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Old March 2nd, 2006, 01:32 PM   #42
Stranfiér
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Urbanistica. Approvate le osservazioni al Piano d’Area Quadrante Europa. «I nodi vanno risolti in ambito comunale»
Il Paque unisce Provincia e Comune
Pianificazione, anche ai Palazzi Scaligeri critiche all’«invasione di campo» della Regione


Per una volta la Provincia e il Comune si trovano d’accordo. Allineati sull’urbanistica del Paque, uniti nel respingere l’«invasione di campo» della Regione nella pianificazione del territorio veronese.
Il Consiglio provinciale ha approvato ieri le osservazioni alla variante numero 2 del Paque (Piano d’Area Quadrante Europa) da inviare proprio alla Regione Veneto, mentre il Consiglio comunale lo farà lunedì prossimo, 6 marzo. Ai Palazzi Scaligeri è stato infatti trovato un accordo sui vari emendamenti da apportare alla stesura precedente, dopo che si era prodotto uno slittamento di una settimana della votazione. Il lavoro di ricucitura dei capigruppo ha evidenziato una presa di posizione di alcune componenti del centrodestra, che ritengono eccessiva l’ingerenza della Regione sul dettaglio di decisioni che riguardano il territorio veronese. Alla fine, si chiede una maggior autonomia del Consorzio Zai per adeguare i tempi alla rapidità d’azione richiesta dagli operatori economici. Anche il piano regionale di recupero dell’ex Tiberghien a San Michele Extra entra troppo nei dettagli, svuotando di contenuti l’opera degli enti territoriali locali.
Lo stesso discorso vale anche per l’Ecocittà del Crocione, per la previsione della nuova porta della città al Nassar di Parona e per i punti attrezzati per il turismo all’aria aperta, i cui temi possono essere risolti dai Pat comunale e da un’analisi su scala comunale. È la stessa visione emersa a Palazzo Barbieri e rafforza le accuse di centralismo rivolte da più parti alla giunta Galan. La Regione, secondo la maggioranza degli esponenti di centrodestra e centrosinistra, in effetti non avrebbe ancora trasferito deleghe importanti alla Provincia e ai Comuni.
L’altro argomento discusso in Consiglio riguarda la liquidazione della società compartecipata da Camera di Commercio, Provincia e 12 Comuni del comprensorio marmistico, che gestisce il laboratorio prove di Volargne. Dopo quattro anni di attività, l’azienda pubblica ha prodotto un pesante deficit, erodendo l’intero capitale sociale di 200 mila euro. La proposta di ricapitalizzazione non è stata accettata e si preferisce pagare le perdite e ricostituire una nuova società più efficiente. Verrà comunque garantito un forte supporto al comparto dei marmi, che vede operare sul nostro territorio 800 imprese e 8.500 addetti. Il consigliere della Margherita Sergio Ruzzenente si dice contrario alla chiusura dell’azienda e presenta 21 emendamenti, definiti «seriali» da alcuni colleghi e regolarmente bocciati. I Ds non hanno partecipato alla votazione e Marisa Velardita (Di Pietro) ha votato con la maggioranza.
Roberto Ceruti






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Old March 5th, 2006, 08:32 PM   #43
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sabato 04 marzo 2006 cronaca pag. 11


Dopo i suggerimenti proposti dalla Metropolitana Milanese che ha la direzione lavori, Amt e Comune stanno valutando le soluzioni migliori. Per non perdere il tram


Tramvia, troppe curve pericolose sul percorso

Case da abbattere e proprietari infuriati in Borgo Venezia, a Veronetta deviazioni difficili per evitare via San Paolo


Riparte la tramvia. Il primo tratto che verrà affrontato collegherà Madonna di Campagna alla stazione di Porta Nuova. Il nuovo progetto «rimodulato sul precedente», così afferma l’assessore alla viabilità Carlo Pozzerle, vedrà la partenza da quello che a tutti gli effetti sarà un parcheggio scambiatore a lato della nuova rotonda di Verona Est.
Le rotaie non passeranno più dalla via Dolomiti ma dalla strada a fianco, la via Monte Bianco, per poi seguire parte del vecchio tracciato con le vie Marmolada, Fedeli, Cernisone, Corsini, in breve la parte storica di Borgo Venezia. Per il 2010, sarà questo l’anno decisivo per il trasporto pubblico cittadino, Verona finalmente partorirà la tanto attesa tramvia.
Ma prima di allora, anche se le intenzioni di portare a buon fine il progetto ci sono tutte, tant’è che sono stati chiamati in aiuto dall’amministrazione comunale i tecnici dell’azienda lombarda Metropolitana Milanese che con i colleghi dell’Amt stanno mettendo a punto anche il secondo tragitto, quello che va da Ca di Cozzi allo Stadio passando sempre dalla stazione di Porta Nuova, bisognerà che il Comune faccia i conti con i cittadini.
Già ieri sera i residenti di Borgo Venezia si sono riuniti in un’assemblea pubblica: tra i tanti punti interrogativi in ballo ci sono alcuni edifici della via Rosa Morando che con il passaggio del nuovo mezzo a rotaie verrebbero abbattuti. L’opera viabilistica graverà ovviamente sulle spalle dell’azienda incaricata del trasporto pubblico, l’Amt, ma il suo presidente Wilmo Ferrari non se ne fa un cruccio. Anzi, se sulle prime definisce il rapporto tra l’azienda da lui rappresentata e il Comune «strumentale», vale a dire che Amt non fa altro che eseguire degli ordini impartitigli dall’amministrazione comunale, subito dopo prende posizione e afferma: «Il progetto è valido ed io lo considero ottimo».
E’ fuori discussione per Ferrari che sia ormai giunto il momento di mettere ordine alla viabilità cittadina e così anche al trasporto pubblico. «Non possiamo più aspettare», dice, «nel prossimo decennio non sarà più possibile raggiungere il centro città con il proprio mezzo. Come azienda siamo chiamati a realizzare un progetto che nasce da un accordo di programma con il ministero delle infrastrutture che ha stabilito dei tempi e delle modalità. Noi dobbiamo far rispettare quanto concordato».
Per essere sicuri che tutto vada a gonfie e vele Amt confida nella consulenza dell’azienda lombarda Metropolitana Milanese per «rivedere le criticità del percorso evidenziate nel progetto».
«In linea di massima il percorso rimarrà invariato», sottolinea Ferrari, «il nodo rimane quello di via San Paolo, nulla di più». Ma la curva a gomito che il nuovo mezzo di trasporto pubblico si troverà ad affrontare tra il rettorato e l’ex questura, non sembra essere l’unico problema. Sotto accusa c’è anche «come nel precedente progetto», evidenziano Ferrari e Pozzerle l’abbattimento di alcune case in via Rosa Morando. Al riguardo il presidente di Amt ricordando gli anni in cui era assessore all’urbanistica, tra il 1980 e il 1985, evidenzia come in quel tratto di strada fosse previsto da sempre l’allargamento della carreggiata. Il vecchio Prg (piano regolatore generale) incide sempre in quelle che sono le scelte urbanistiche attuali. Ma allora perché venne concesso di costruire delle abitazioni in quel tratto di strada? Per Ferrari la realizzazione di strutture abitative in aree non compatibili allo scopo era accompagnato da un atto detto unilaterale d’obbligo, con il quale chi costruiva si assumeva le responsabilità del caso. E visto che le case non sono mobili e che indubbiamente nessun residente della via Morando accetterà di far passare la tramvia nel salotto di casa, Pozzerle mette le mani avanti e afferma: «Troveremo un punto di incontro con la proprietà».
Del resto in ballo ci sono 125 milioni di euro, un accordo da rispettare fatto di tempi e date. «Abbiamo accettato l’accordo con il Ministero», spiega Pozzerle, «perché siamo certi di riuscire ad ottemperare a tutto». Se così sarà entro il 30 giugno dovrà essere approvato il Pef (piano economico finanziario), successivamente il Comune dovrà indire il bando per l’assegnazione dei lavori le cui procedure dovranno concludersi entro il gennaio prossimo. E se qualcosa va storto? «Se per cause indipendenti dalla volontà amministrativa comunale dovesse slittare qualche data», afferma Pozzerle tenendo le dita incrociate, «non accadrà nulla. Ma se dovesse essere nostra la colpa il finanziamento che è a fondo perduto, vale a dire che la città non avrà alcun debito nei riguardi del Ministero, verrà revocato». (a.z)

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Old March 8th, 2006, 02:53 PM   #44
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Mercoledì 8 Marzo 2006


Conterrà 357 posti auto su tre piani
Al traguardo i lavori per il parcheggio sotto Piazza Simoni


Ultime rifiniture per il parcheggio sotterraneo in piazza Renato Simoni. Stanno per essere completati infatti i tre piani interrati che, una volta ultimati, potranno ospitare 357 posti auto.
I lavori, partiti nel 2004, sono stati pensati in modo da lasciare sempre aperta una via di circolazione e limitare i disagi per i cittadini.
A breve inizieranno le opere di arredo urbano nella parte superficiale di piazza Renato Simoni. Una parte dell’area sarà adibita a parcheggio dei veicoli (una quindicina i posti disponibili più quelli per ciclomotori e biciclette), mentre in un’altra porzione sarà ricollocato il monumento agli avieri, tolto per consentire i lavori.
Il parcheggio di piazza Renato Simoni rientra nel piano lavori disposto dall’Amministrazione per la costruzione di nuove aree di sosta in città. Oltre alla piazza del grattacielo anche piazza Cittadella, grazie ad un progetto avveniristico che darà un nuovo volto al piazzale, servirà il centro con un parcheggio interrato su tre piani per 750 auto.
Per consentire le operazioni di smontaggio della gru di cantiere in piazza Renato Simoni, dalle 8 di domani, giovedì, alle 20 di sabato 11 marzo, sarà vietato il transito dei veicoli nella carreggiata centrale della piazza e in via Città di Nimes, nel tratto compreso tra circonvallazione Oriani e piazza Simoni. Modifiche alla viabilità riguarderanno anche le linee degli autobus passanti per via Della Casa, piazza Renato Simoni e via Città di Nimes che saranno deviati in circonvallazione Oriani e corso Porta Palio.
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Old March 10th, 2006, 01:07 PM   #45
Stranfiér
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Venerdì 10 Marzo 2006


Ieri sopralluogo con i segretari dei sindacati
Lavori ai Palazzi Scaligeri, apertura all’inizio del 2007

Nuovo sopralluogo ieri al cantiere dei Palazzi Scaligeri. L’assessore ai Lavori pubblici Carlo Pozzerle e quello al Patrimonio Gian Gaetano Poli hanno condotto i segretari di categoria dei sindacati Cgil, Cisl e Uil a visitare i lavori di restauro e consolidamento.
Ai Palazzi Scaligeri nascerà, all’inizio dell’anno prossimo, un centro espositivo all’avanguardia (già questo giugno saranno aperti i bagni pubblici su via Cairoli) finanziato dalla Fondazione Cariverona e su progetto degli architetti Afra e Tobia Scarpa. Le sale espositive costituiscono la parte centrale, il fulcro del complesso, mentre il piano terra è riservato a botteghe e merchandising collegati al centro espositivo. Al primo piano trovano posto le attività museali ed espositive a carattere temporaneo, una sala conferenze, bar e servizi igienici, mentre il piano mezzanino è destinato agli uffici per la gestione del centro e ad altri spazi espositivi. Infine, nei piani alti della Torre della Cappella, sono previste sale destinate alla comunicazione multimediale, alle attività di laboratorio e di conservazione delle opere.




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Old March 10th, 2006, 06:30 PM   #46
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Stranfiér ecco le foto del nuovo ospedale di S. Bonifacio che qualche mese fa ti avevo promesso...

le foto non sono un granchè ,ti devi accontentare


qui si vede anche il "grattacielo"


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Old March 12th, 2006, 04:30 PM   #47
Sonic from Padova
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Bello!

Questo è un edificio direzionale molto carino, che ho trovato navigando per internet


Complesso "Eurocenter E33" Verona Est


Anno : 2003
Complesso composto da 93 unità immobiliari ad uso direzionale e commerciale, sito nel Comune di S. Martino B.A., zona casello di Verona Est.











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Old March 13th, 2006, 01:15 PM   #48
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Lunedì 13 Marzo 2006


Il Comune ha intenzione di acquistare l’area e avviare lavori per due milioni di euro Tiberghien pronto a risorgere La gloriosa struttura sportiva sarà risparmiata dalle ruspe San Michele Gli appassionati di calcio tirano un sospiro di sollievo
L’operazione in cantiere in Municipio è una permuta con una zona a Fondo Frugose


Tirano un sospiro di sollievo gli appassionati di calcio di San Michele Extra. La giunta di Palazzo Barbieri, proprio in questi giorni, ha assunto l’impegno di aprire una trattativa con gli attuali proprietari dell’area del campo sportivo Tiberghien, per l’acquisto tramite una permuta dell’area da parte dell’amministrazione comunale.
La Legnaghese Cantieri Spa, proprietaria dell’impianto sportivo acquistato nel febbraio del 2005 dalla Tiberghien Manifattura Tessile, riceverebbe in cambio un’area edificabile da individuare a Fondo Frugose. Una soluzione positiva della vicenda soddisferebbe non solo le aspettative dell’Audace, ma anche di tutti gli sportivi veronesi.
Il mitico Tiberghien, per la sua gloriosa storia, qualcuno a ragione lo ha definito il tempio del calcio veronese, non poteva essere abbattuto. Chi ci ha giocato almeno una volta sa quello che vuol dire e chi ha avuto la fortuna di aver calpestato il suo manto erboso, conserva delle sensazioni uniche ed irripetibili. Una vittoria al Tiberghien contro l’Audace ha sempre avuto un fascino particolare, tutto suo. Una soddisfazione nella soddisfazione.
Era quindi impensabile che l’architettura molto particolare della tribuna che è sempre rimasta intatta e si differenziava da tutti gli altri stadi e il manto erboso che trasuda di storia e di gloria calcistica, dovessero essere cancellati per sempre. «Dopo varie trattative - spiega l’assessore Giancarlo Pozzerle - c’è la possibilità concreta di poter raggiungere un accordo con la Legnaghese Cantieri Spa. In queste settimane abbiamo avviato un’istruttoria per formalizzare l’acquisizione dell’area da parte del Comune tramite una permuta».
«Gli attuali proprietari si sono dichiarati disponibili ad una trattativa e quindi credo che siamo sulla strada giusta per chiudere una vertenza in modo positivo sia per l’Audace, per il quartiere e per tutti gli sportivi della città». In buona sostanza il Comune di Verona è disposto a cedere un’area individuata a Fondo Frugose in cambio dell’impianto sportivo. La società Legnaghese Cantieri dal canto suo si impegnerebbe a realizzare alcuni necessari lavori di sistemazione. La costruzione di nuovi spogliatoi interrati adiacenti alla tribuna, saranno ristrutturati la sede ed alcuni fabbricati di servizio per le attività sportive da adibire a magazzini.
Lavori per un importo che si aggira intorno ai 2 milioni di euro. Alla notizia di un possibile accordo si sono dichiarati molto soddisfatti anche gli attuali dirigenti dell’Audace di San Michele. «Che l’Audace continuasse ad esistere - spiega il presidente della società Rovelli - ci sembrava un atto dovuto soprattutto per la prestigiosa storia di una società unica in Italia. Una società che ha avuto tra le proprie fila nomi prestigiosi del calcio nazionale e un campo sportivo che ha ospitato squadre come Udinese, Parma, Reggiana, Mantova e poi il derby col Verona. Ma non solo».
«In questi ultimi anni la società è cresciuta molto. Il nostro stadio è diventato un punto di riferimento nel quartiere per giovani calciatori, per le loro famiglie e per molti anziani che trascorrono alcune ore in compagnia. L’Audace conta su ha un vivaio molto numeroso con oltre 200 ragazzi tesserati. Ragazzi soprattutto del quartiere, che sarebbero rimasti senza campo sportivo».
Luciano Purgato





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Old March 16th, 2006, 01:22 PM   #49
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Giovedì 16 Marzo 2006


Approvato il masterplan dell’architetto Chipperfield. Cantieri dall’inizio dell’anno prossimo, primo obiettivo fermare il degrado e realizzare il parcheggio da 500 posti
Per l’Arsenale il futuro inizia nel 2007
Il progetto comprende il nuovo Museo di Storia naturale, negozi, ristoranti, spazi per i ragazzi
Nella palazzina comando andrà una sezione del Museo di Castelvecchio Il progettista inglese ha disegnato due spettacolari nuovi edifici


di Bonifacio Pignatti



Questa volta sarà quella buona, promettono a Palazzo Barbieri. Il primo masterplan dell’Arsenale era stato presentato quattro anni fa, ultime fasi dell’amministrazione Sironi. Poi il cambio di giunta e di orientamenti ha rallentato la pratica, l’incertezza sui finanziamenti ha frenato progetti ed entusiasmi ma non il degrado che ha continuato a intaccare l’ex complesso militare fra proteste e polemiche. Ieri mattina però il sindaco Zanotto, con gli assessori Pedrazza Gorlero e Pozzerle, ha rotto gli indugi e presentato il masterplan numero due approvato pochi minuti prima dalla giunta.
Il progettista è sempre lui - il prestigioso architetto inglese David Chipperfield che cinque anni fa ha vinto il concorso lanciato dal Comune -, il piano ha recepito le nuove impostazioni introdotte da questa amministrazione non senza lunga e talora faticosa elaborazione. Resta invariata la destinazione fulcro del futuro Arsenale: qui sarà trasferito il museo di Storia Naturale che lascerà le sedi dei palazzi Pompei (lungadige Porta Vittoria) e Gobetti (corso Cavour). La novità sostanziale rispetto al masterplan sironiano è la collocazione di una sede staccata del museo di Castelvecchio nella palazzina comando e un approccio più variegato alla nuove funzioni della cittadella. È sparito, inoltre, il museo della lirica.
Il masterplan è il piano di massima su cui saranno modellati i progetti. Ci vorranno tre mesi per disegnare il preliminare, poi inizierà l’iter di verifiche tecniche e autorizzazioni (in primis della Sovrintendenza) fino ai progetti esecutivo e definitivo (non sono necessari passaggi in Consiglio comunale). L’amministrazione prevede di partire con i lavori all’inizio del 2007, ha annunciato il sindaco. Il piano è stato pensato per poter intervenire in fasi progressive. Sarà subito concesso alla Saba Italia (ex Italinpa) di progettare il parcheggio sotterraneo da 500 posti, mentre fra la priorità rientra anche la sistemazione del parco esterno e la riparazione dei tetti della parte destinata al museo per fermare il degrado.
Il piano prevede il recupero e la trasformazione dei volumi esistenti sulla superficie di 65 mila metri quadrati. Ma il progetto Chipperfield introduce anche due spettacolari ed eleganti elementi di architettura moderna, simmetrici rispetto alla palazzina comando che funge da entrata principale: a sinistra l’edificio di accesso e servizi per il museo, che poi si svilupperà negli edifici che circondano la corte retrostante, a destra una grande sala civica multifunzionale che sarà costruita sopra il parcheggio interrato della Saba e introdurrà alla zona ludico-educativa-teatrale (la «città dei bambini») sul lato ovest dell’Arsenale. La sala civica sarà articolata in una grande aula centrale e altri spazi minori, a beneficio di attività culturali e ricreative, associazioni e circoscrizione. Il parcheggio sarà realizzato dalla Saba - era quello in origine destinato a piazzale Cadorna - con la formula della concessione in cambio della gestione, cioè a costo zero per il Comune. Sarà accessibile da piazzale Cadorna.
La parte centrale dell’ex complesso militare asburgico sarà destinata alla cosiddetta «corte commerciale», un’area destinata a ristoranti, bar, negozi «a supporto della cittadella della cultura, sempre in linea con l’impostazione di Chipperfield anche se questa parte sarà realizzata in project financing», dice Pedrazza Gorlero. Concessione a privati che ristruttureranno per rientrare dalle spese con la gestione.
La palazzina comando - ingresso principale dell’Arsenale - ospiterà una sezione staccata del museo di Castelvecchio dove troveranno visibilità collezioni oggi relegate nei depositi per insufficienza di spazi: quadri del Sei-Settecento, libri, armi, monete antiche. E proprio per collegare anche fisicamente l’Arsenale a Castelvecchio sarà rifatto con materiali diversi il viale che unisce il complesso al ponte medievale. Attraverserà un piccolo parco nel quale sarà migliorato il parco giochi e recuperata la vasca della fontana, oggi vuota. Il piazzale-parco sarà esteso oltre la strada a digradare sull’Adige in uno dei pochi punti di accesso diretto alla riva, con richiamo e collegamento in passeggiata al parco dell’Adge Nord a poche centinaia di metri di distanza (lungadige verso Parona). È una rivisitazione che prevede l’esclusione del traffico di attraversamento davanti all’Arsenale: passerà solo chi deve raggiungere casa propria.

La storia
Lo fecero gli Austriaci a metà dell’Ottocento


Di un Arsenale a Verona si cominciò a parlare dopo il 1848, quando con l’edificazione del sistema fortificato del Quadrilatero per gli Austriaci si rese necessario l’adeguamento delle attrezzature e dei magazzini. In un libro curato dall’esperto di achitettura militare Lino Vittorio Bozzetto ed edito nel 1996 da Cierre, sono descritte tutte le fasi dalla progettazione alla costruzione all’utilizzo nel tempo, fino alla dismissione della 14. Direzione d’Artiglieria nel 1995, quando l’Arsenale fu ceduto al Comune di Verona.
La sua costruzione avvenne tra il 1854 e il 1861, insieme all’ospedale a Santo Spirito (negli stessi anni) e alla caserma Santa Marta (tra il 1863 e il ’65). L’autore è l’architetto Conrad Petrasch.
Il primo progetto fu presentato alla commissione l’8 gennaio 1852 ma solo nel novembre dello stesso anno Radetzky scelse definitivamente la Campagnola come area dove edificarlo, davanti a Castelvecchio che era il primo arsenale austriaco. Nel 1854 il progetto venne esaminato a Vienna e approvato il 13 maggio. Prevedeva al centro, dietro all’edificio principale, gli stabilimenti per le lavorazioni d’artiglieria. Il corpo lineare a un piano che attornia la corte rettangolare, conteneva le officine dei mastri e i depositi del materiale corrente, in modo che l’esercito fosse autonomo anche nella costruzione dei pezzi di ricambio. Nel corpo rettilineo posteriore, le lavorazioni a fuoco. Il fabbricato centrale aveva al piano di sopra gli uffici tecnici e amministrativi. A levante e occidente delle officine, le due corti chiuse erano per i magazzini di artiglieria, mentre dalla parte verso Castelvecchio erano allineati gli alloggi degli ufficiali e le scuderie. Al centro dell’edificio principale stavano al piano alto l’armeria e la sala trofei, al piano terra l’officina degli armorari, la portineria e la guardia.
Nel progettare l’Arsenale di Verona, il maggiore Petrasch guardò come modello a quello di Vienna ma non mancò di introdurvi grandi finezze architettoniche ispirate al romanico: le linee cromatiche chiare e scure, gli archetti pensili stilizzati, le murature in pietra, le bifore, gli arconi di entrata, gli archi a tutto sesto per finestre e porte, l’'uso del tufo, la finestra circolare e il frontone, che richiamano San Zeno (alla cui facciata si rifà la sezione del corpo centrale), oltre a elementi viennesi, come i pilastri ottagonali.
Ceduto dall’amministrazione militare al Comune nel 1995, l’Arsenale è stato oggetto di un concorso di progetti internazionale vinto nel 2001 dall’architetto inglese David Chipperfield. Ieri la giunta ha approvato il suo masterplan.





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Old March 16th, 2006, 03:58 PM   #50
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rendering dei due spettacolari nuovi edifici?
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Old March 16th, 2006, 05:29 PM   #51
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Originally Posted by Alter-Ego
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rendering dei due spettacolari nuovi edifici?
http://www.davidchipperfield.co.uk/

Bisogna andare sul sito di Chipperfield e cercare "Polo Culturale".

Le immagini disponibili da L'Arena:




Last edited by Stranfiér; March 16th, 2006 at 05:37 PM.
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Old March 17th, 2006, 09:09 AM   #52
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Old March 17th, 2006, 01:15 PM   #53
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Ecco la nuova Verona Sud
di: red2
giovedì, 16 marzo 2006

A Verona Sud nascerà una nuova città circondata dal verde, con grandi palazzi che si affacciano su viale del Lavoro e costruzioni via via più basse alle loro spalle verso i quartieri di Borgo Roma e Golosine, che avranno finalmente a disposizione aree verdi attrezzate e vivibili.
Sono questi in estrema sintesi i contenuti della variante di Verona Sud approvata dalla Giunta comunale che verrà presentata al pubblico all'Agricenter della Fiera di Verona lunedì 20 marzo, alle 17.
Il progetto elaborato dall'architetto Bruno Gabrielli in collaborazione con l'Ufficio di Piano del Comune di Verona è una delle più ampie riqualificazioni urbanistiche realizzate in Europa.
Oltre al progettista, saranno presenti alla presentazione il Sindaco e l’assessore all’Urbanistica del Comune di Verona, il direttore generale della Fondazione Cariverona Fausto Sinagra, il presidente dell’Autostrada Serenissima, Aleardo Merlin, il presidente del Collegio Costruttori, Francesco Farinelli. All’incontro è stato invitato anche l’assessore regionale alle Politiche del Territorio.
Tutto il progetto ruota intorno a quattro aree strategiche: partendo da sud troviamo infatti l'area della Genovesa dove verrà realizzato un grande parcheggio scambiatore, collegato da un servizio di trasporto pubblico con il centro città. Per garantire l’utilizzo del parcheggio scambiatore, con l'obiettivo di limitare il più possibile il traffico privato diretto verso la città, gli standard a parcheggio delle nuove realizzazioni (posti auto a servizio per uffici e negozi) verranno ricavati all’interno dell’area della Genovesa. Da qui verrà realizzata una galleria che correrà sotto viale del Lavoro fino alla stazione di Porta Nuova, che in un primo momento sarà utilizzata da autobus e, successivamente, potrà ospitare una metropolitana.
C'è poi il complesso delle Officine Adige, dove l'architetto inglese Richard Rogers prevede la nascita di un borgo con funzioni residenziali, direzionali, commerciali, affacciato su un grande parco che prosegue poi alle spalle delle realizzazioni che si affacciano su viale del Lavoro fino al Polo Finanziario dove, di nuovo, questo sistema del verde si amplia dando vita ad un altro grande parco urbano con 2.500 piante ad alto fusto, per poi proseguire nell'ex Scalo Ferroviario di Porta Nuova.
Un'area di 500 mila metri quadrati sulla quale, grazie ad un accordo tra il Comune e Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) verranno realizzate alcune costruzioni con funzioni prevalentemente direzionali ma il cui fulcro sarà il più grande parco urbano di Verona.
Il sistema del verde della variante di Verona Sud è stato studiano da Andreas Kipar, uno dei più noti e considerati architetti del paesaggio d'Europa.
Articolato e complesso anche il meccanismo con cui i proprietari delle aree soggette a riqualificazione contribuiranno alla realizzazione delle opere pubbliche del nuovo quartiere. La variante, infatti, è accompagnata da un regolamento che prevede a seconda dell’aumento del valore delle proprietà private, conseguente agli indici sfruttati per le realizzazione, un contributo sotto forma di opere (verde, arredo urbano, servizi) da conferire al Comune di Verona.
La variante prevede a questo scopo un catalogo sul quale sono riportati tutti gli elementi di arredo urbano, ma anche i tipi di piante, che dovranno essere utilizzati per fare della “nuova città” un insieme armonioso.
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Old March 21st, 2006, 01:24 PM   #54
Stranfiér
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Martedì 21 Marzo 2006


Illustrata in Fiera la variante urbanistica che cambia volto al viale e dà nuove destinazioni ai complessi ex industriali della Zai
A Verona Sud nasce una nuova città
«È il progetto più grande d’Italia». Dieci anni per trasformare le aree


di Enrico Giardini



Dal nuovo casello autostradale di Verona Sud fino a Porta Nuova. E da lì in Bra, lungo il «cardo massimo». Un salto in avanti di una decina d’anni. È questo l’arco di tempo in cui dovrebbe prendere corpo, passo dopo passo, la nuova Verona Sud. Una fetta di città (tre milioni di metri quadrati, di cui un milione e 600mila interessati alle novità) lungo l’asse viario del «cardo», di circa quattro chilometri e mezzo, con grandi palazzi per uffici affacciati su viale del Lavoro, circondati da parchi pubblici, e case di dimensioni ridotte nella parte verso Borgo Roma. Una fetta di città dove verranno costruiti nuovi edifici e realizzati parchi, o recuperate aree dismesse della Zai, come le ex Officine Adige, l’ex Foro Boario, le ex Cartiere Verona e gli ex Magazzini generali, oltre allo Scalo ferroviario. A cominciare, però, dal Polo finanziario, il motore della nuova Verona Sud, nell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo ceduta dal Comune alla Fondazione Cariverona e dove sono già partiti i lavori.
Il progetto della nuova Verona Sud — «il più grande d’Italia, per l’estensione dell’area interessata», dice il suo autore, Bruno Gabrielli — cioè la variante urbanistica approvata dalla Giunta comunale, è stata presentato ieri in Fiera da chi l’ha realizzato, cioè l’architetto Gabrielli, insieme al sindaco Paolo Zanotto e all’assessore all’Urbanistica Roberto Uboldi, con il presidente dell’Autostrada Serenissima Aleardo Merlin, il direttore generale della Fondazione Cariverona Fausto Sinagra e il presidente del Collegio dei costruttori edili, Francesco Farinelli. Una presentazione a più voci condotta dal direttore di Telearena (che la riproporrà sabato) Mario Puliero, in una sala gremita di esponenti del mondo politico e amministrativo (Giunta e consiglieri comunali, oltre al presidente della Provincia Elio Mosele), professionale e imprenditoriale. Presenti fra gli altri il presidente dell’Associazione industriali di Verona Gian Luca Rana, quello della Camera di Commercio Fabio Bortolazzi, quello di Veronafiere Luigi Castelletti e quello di Unicredit Banca d’Impresa, Mario Fertonani.
«Questa variante risolve i grandi nodi urbanistici e viabilistici di Verona Sud all’interno di uno stesso progetto di recupero», ha spiegato il sindaco, seguito dall’assessore Uboldi che ha definito i tempi amministrativi: «Abbiamo già fissato degli incontri di concertazione con gli ordini professionali e i rappresentanti istituzionali per accogliere osservazioni alla variante ed entro giugno puntiamo ad approvarla. Il progetto è compatibile con il nuovo Pat, il Piano di assetto territoriale». «Ci auguriamo che i futuri insediamenti di Verona Sud attraggano professionalità in grado di far compiere un salto di qualità a Verona e di creare un collegamento fra l’antica e la nuova città», ha detto il sindaco.

Dalla Genovesa in galleria fino a Porta Nuova
Il trasporto pubblico sarà sotterraneo. Il piano ruota attorno a quattro zone strategiche
Partendo da sud sono Genovesa, Polo finanziario, ex Officine Adige e scalo ferroviario


Tutto il progetto redatto e illustrato da Gabrielli ruota intorno a quattro aree strategiche. Partendo da sud, cioè dal casello autostradale di Verona sud, c’è infatti la Genovesa, dove verrà costruito un grande parcheggio scambiatore, collegato da un servizio di bus pubblici con il centro città. Per garantire l’utilizzo del parcheggio e limitare quindi il più possibile il traffico privato, gli standard a parcheggio delle nuove opere, vale a dire i posti per auto a servizio di uffici e negozi, verranno ricavati nell’area della Genovesa. Il parcheggio scambiatore sarà di tre-quattromila posti auto, che potranno aumentare anche con parcheggi a silos.
Quanto al casello, il presidente dell’Autostrada Serenissima Merlin ha ricordato che il progetto di ribaltarlo è già in fase avanzata. Vicino al futuro casello ci sarà poi l’incrocio con la strada statale 12, che si innesta nella complanare. Dalla Genovesa verrà inoltre costruita una galleria destinata al trasporto pubblico, che correrà sotto viale del Lavoro fino alla stazione di Porta Nuova. In un primo momento la galleria sarà utilizzata dagli autobus e poi potrà ospitare anche una metropolitana.
Proseguendo verso la città, il piano di Gabrielli individua il recupero delle ex Officine Adige, dove l’architetto inglese Richard Rogers prevede la nascita di un borgo con edifici per uffici, case, negozi, alberghi e poi una chiesa e una scuola. Il futuro borgo sarà affacciato su un grande parco che proseguirà poi alle spalle delle costruzioni che si affacciano su viale del Lavoro fino al Polo finanziario — la city bancaria che sorgerà nell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo, venduta dal Comune alla Fondazione Cariverona — dove, di nuovo, questo sistema del verde si amplierà dando vita a un altro grande parco urbano con 2.500 piante ad alto fusto, per poi proseguire nell’ex Scalo ferroviario di Porta Nuova. L’area dell’ex Scalo ferroviario è estesa 500mila metri quadrati. Su questa, grazie a un accordo tra il Comune e Reti ferroviarie italiane, verranno realizzate costruzioni prevalentemente per uffici, anche se il fulcro della nuova area sarà il più grande parco urbano di Verona.
Il sistema del verde della variante di Verona Sud è stato studiato da Andreas Kipar, uno dei più noti architetti europei del paesaggio. I proprietari delle aree soggette a riqualificazione contribuiranno a realizzare le opere pubbliche del nuovo quartiere. La variante è accompagnata da un regolamento che prevede a seconda dell’aumento del valore delle proprietà private conseguente agli indici sfruttati per le nuove costruzioni e i recuperi urbanistici, un contributo sotto forma di opere — verde, arredo urbano, servizi — da conferire al Comune. E c’è un catalogo su cui sono riportati tutti gli elementi di arredo urbano e i tipi di piante da utilizzare per fare della «nuova città» un insieme armonioso.
Il «lancio» della nuova Verona sud è il Polo finanziario. Nell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo, vicino alla Fiera, ci saranno uffici di banche e assicurazioni, una piazza con negozi e ristoranti nelle ex gallerie del mercato non abbattute, un grande parco pubblico e anche case, rivolte a Borgo Roma. Il direttore generale della Fondazione Cariverona Sinagra ha tenuto a sottolineare come gli ideatori del futuro polo finanziario siano stati il presidente del Banco Popolare di Verona Carlo Fratta Pasini e l’amministratore delegato Fabio Innocenzi e che sarà la Polo finanziario Spa, presieduta da Giuseppe Nicolò, ad attuarlo.
«Non sarà un luogo dove spostare uffici di banche», ha detto Sinagra, «ma un polo finanziario sul modello di quelli di Dublino e Londra, in cui opereranno Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni e Cariverona. Ci saranno poi altri edifici e anche ampi spazi verdi». Poco distante, agli ex Magazzini generali, proprietà della stessa Fondazione Cariverona, sorgerà inoltre una cittadella della cultura e dell’arte. «Il progetto è già in fase avanzata per gli edifici che verranno destinati all’Estravagario teatro e a Interzona e per quello destinato all’Accedemia Cignaroli», ha detto Sinagra, «e stiamo inoltre puntando a un recupero di grande qualità dell’ex ghiacciaia, la cosiddetta rotonda, che auspichiamo diventi un museo d’arte contemporanea».
Un altro complesso che verrà recuperato sarà quello dell’ex Foro Boario dove, su un’area di 30mila metri quadrati tra via Belgio, via Francia e viale dell’Industria, sorgeranno palazzine per 75mila metri cubi per uffici e abitazioni, oltre a un grande parco attrezzato. Nell’ex Manifattura Tabacchi, inoltre, verrà conservato l’edificio costruito dall’architetto Nervi e verrà realizzato un centro congressuale e un albergo.
Gabrielli ha delineato inoltre il recupero delle ex Cartiere Verona, dove sorgerà una costruzione coperta destinata a centro commerciale e a una multisala cinematografica, oltre a un parcheggio, a una parco e a tre torri destinate a ospitare uffici. Lì vicino scorrerà la nuova bretella di collegamento fra viale Piave (dove verrà fra l’altro abbattuto il cavalcavia attuale) e Basso Acquar, collegata anche alla bretella di Verona Nord. Questo insieme di interventi, ha ricordato Gabrielli, andrà a tutto vantaggio della Fiera, «che vuole più parcheggi attorno e più spazi per espandersi».
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Old March 22nd, 2006, 01:28 PM   #55
Stranfiér
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Mercoledì 22 Marzo 2006


Sulla variante il Comune avvia un confronto con 40 fra associazioni e categorie. Per ascoltare proposte
Verona Sud per seimila veronesi
È la stima dei nuovi abitanti. Al voto in Consiglio entro giugno


Approvata dalla giunta di Palazzo Barbieri, presentata in pompa magna l’altro giorno in Fiera, la variante urbanistica di Verona Sud disegnata dall’architetto Bruno Gabrielli inizia il suo viaggio che la porterà a ridisegnare un’ampia porzione di città. Non solo: a consegnarle nuove destinazioni e dunque nuova vita, in gran parte diversa da quella per cui era stata pensata. Una volta spariti i complessi-relitto della zona industriale e manifatturiera nata nel dopoguerra oltre Porta Nuova, nel giro di dieci anni al loro posto sorgeranno grandi parchi pubblici, nuovi insediamenti abitativi, centri attrezzati per il terziario, «borghi» di qualità architettonica con le funzioni e i servizi necessari. Il tutto in un contesto vivibile che relegherà nel passato remoto l’attuale ambientazione di degrado post-industriale e incuria urbanistica.
L’altro ieri in Fiera parole e immagini hanno proiettato Verona Sud in un futuro relativamente vicino, quando sarà la «Verona 2» collegata al centro storico con una metropolitana, sviluppata attorno a un largo viale alberato e arredato, impostata su una mobilità prevalentemente pedonale, ciclabile e di mezzi pubblici, abitata finalmente non come una periferia di serie B se è vero che le firme di architetti come Richard Rogers (ex Officine Adige) e Mario Bellini (ex Foro Boario) sono state evocate a garanzia di esperienza nella qualità. Ma abitata da quante persone? In Comune hanno stimato che la variante avrà come effetto l’insediamento abitativo a Verona Sud di circa 6.000 persone.
Ma il percorso è lungo. E ancora sulla carta. Ieri l’assessore all’Urbanistica Roberto Uboldi ha nuovamente indicato le tappe che lo attendono nell’immediato. Il progetto riqualifica un’ampia zona attorno all’asse viario Porta Nuova-Genovesa (casello autostradale Verona Sud), una zona vasta 3 milioni 199 mila metri quadrati di cui 1 milione 900 mila soggetti a trasformazione. Include interventi di grande portata come il Polo finanziario all’ex Mercato e quello culturale agli ex Magazzini, il «borgo» polifunzionale di Rogers alle ex Officine Adige, la trasformazione delle Cartiere in zona commerciale-direzionale. Ma rappresentando nel suo complesso la variante numero 1 al Paque (il Piano d’area del Quadrante Europa, uno strumento urbanistico della Regione), in questa veste, senza frammentazioni intervento per intervento, proseguirà il suo iter amministrativo.
Per cominiciare - spiega Uboldi - l’altra sera in Fiera 40 fra associazioni, categorie e ordini professionali hanno dato la loro adesione a partecipare a un tavolo di concertazione. «Le tra sedute del tavolo si terranno il 27 marzo, il 13 e il 28 aprile», spiega l’assessore, «al Museo di Storia Naturale. Le condizioni per accettare le adesioni sono state due: partecipare a tutti e tre gli incontri e sempre con la stessa persona. Al termine di questa fase verranno illustrate alla giunta le eventuali proposte di modifica della variante che saranno emerse al tavolo. Nello stesso periodo il provvedimento sarà al vaglio della commissione consiliare, in modo che fra maggio e giugno possa essere adottato per la seconda volta dalla giunta e trasmesso al Consiglio comunale. La Regione chiede infatti che il voto in aula avvenga entro il 30 giugno. Poi è a Venezia che la variante sarà definitivamente approvata».
E a quel punto Verona Sud imboccherà davvero la strada per il futuro. (b.pi.)

Il retroscena
Il casello attende la variante
La Serenissima chiede che l’operazione sia a costo zero

Il mega-intervento su Verona sud annunciato dall’amministrazione comunale è, inevitabilmente per la grande mole di progetti e lavori, ricco di retroscena non ancora noti e di tappe obbligate ancora da rispettare.
Un esempio per tutti è quello del casello autostradale di Verona sud. Il Comune chiede, e lo ha fatto come socio della Serenissima, di ribaltare l’autostazione costruendone una nuova a sud dell’asse autostradale liberando il piazzale per preparare l’accesso al grande boulevard progettato dall’architetto Gabrielli. La Serenissima, a quanto risulta, ha dato il proprio parere positivo come ha confermato il presidente Aleardo Merlin l’altra sera in Fiera, a una condizione: che per la società autostradale l’intervento sia a costo zero. E dal momento che si tratta di costruire un casello completamente nuovo, la Serenissima deve avere una compensazione. Quale? Per esempio l’utilizzo della grande area dove attualmente sorge la barriera di esazione, che è di proprietà appunto dell’A4. E la società potrebbe chiedere un cambio di destinazione d’uso per poter edificare uffici, visto che lì a fianco sorgono già la sede della Serenissima e di Infracom. Ma per far tutta questa operazione serve una delibera del Consiglio comunale che approvi il cambio di destinazione d’uso. Ed è solo uno dei tanti ingranaggi del grande Piano di Verona sud che devono andare a posto: questo è l’accordo di programma che le parti dovranno stipulare.


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Old March 23rd, 2006, 01:19 PM   #56
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Giovedì 23 Marzo 2006


Piazza Bra. Depositato ieri il progetto Zeffirelli corretto in base alle prescrizioni del Comune
«Liston libero quest’inverno»
Zanotto: «Da novembre a marzo via i tendoni davanti a bar e ristoranti»
Zilioli: «Progetto corretto ma non stravolto. I dettagli? Abbiamo sempre operato con i tecnici degli assessorati»


In autunno il Liston sarà sgomberato. Niente più tendoni di bar e ristoranti per tutto l’inverno, fini alla primavera prossima. E poi così ogni inverno. L’ha detto ieri il sindaco Paolo Zanotto tornando a parlare del «progetto Zeffirelli», il piano commissionato dagli esercenti di piazza Bra al maestro fiorentino con l’obiettivo di modificare con vantaggio estetico l’affaccio dei locali sul marciapiede-salotto di Verona, e di liberare la piazza dai tendoni nei mesi freddi. Da quando Zeffirelli ha presentato i disegni a Palazzo Barbieri - dicembre 2004 - il piano s’è scontrato con problemi di praticabilità. Belle le tende dai colori pastello, belli gli arredi uniformati dei locali; ma che pesanti e «rococò» i sostegni in ghisa dei tendoni, e inutili le fioriere in pietra fra plateatici e passeggio. Queste le valutazioni del Comune che chiedeva di alleggerire il progetto.
Il Comune chiedeva di alleggerire il progetto, Zeffirelli non ne voleva sapere, i committenti si trovavano nella scomoda posizione di dover recepire le indicazioni di Palazzo Barbieri senza provocare risentimenti nel maestro, e di assicurare a tutti gli esercenti il felice esito a una vicenda che sulle prime non sembrava così contorta.



L’altro giorno il legale dei committenti, l’avvocato Tito Zilioli, ha fatto sapere che i suoi assistiti avevano accolto le prescrizioni del Comune, al quale si apprestavano a inviare il progetto modificato «senza stravolgerne lo spirito e la consistenza». E infatti il progetto è stato depositato ieri intorno alle 13. Sono alleggeriti con inserimenti in alluminio, vengono ridotti i decori ed eliminata gran parte dell’intelaiatura a sostegno delle tende, si diminuisce l’intensità dell’illuminazione, scompaiono le fioriere. Sarà contento Zeffirelli? «L’architetto Rizzi - spiega Zilioli - ci assicura di sì. Anche perchè non vi sono stati particolari stravolgimenti ».
La «mossa» di Zilioli sembra sia stata per alcuni una sorpresa. Nessuno - sindaco o assessori - fino a ieri, secondo alcuni, aveva visto il progetto con gli elementi anticipati da L’Arena. «Mi pare strano - spiega Zilioli - poichè il nostro architetto ha lavorato in sintonia con i tecnici degli assessorati competenti. Anzi, ad una riunione di questo tavolo congiunto mi risulta abbia partecipato lo stesso assessore Tamellini. Credo che i tecnici abbiano quindi via via tenuto al corrente assessori e sindaco di quanto andava maturando»
Sta di fatto che il sindaco ha preferito puntare sul futuro, anche perchè la vicenda ha preso la direzione chiesta dall’amministrazione. «È un progetto atteso da tutta la città», dice Zanotto, «perchè il Liston è prezioso per Verona. A noi sta a cuore che d’inverno non ci siano tedoni e sostegni, tutt’al più qualche tavolino. E così sarà».
Zanotto ha anche spiegato che «la tenda non fissa ma sollevabile è una condizione posta da noi, così come l’armonizzazione con le facciate dei palazzi e con l’altro progetto presentato». Si tratta dell’arredo del ristorante «Olivo», realizzato dall’architetto Luciano Cenna e finora non accolto dal Comune nè approvato dalla Soprintendenza proprio perchè disarmonico con gli altri affacci sul Liston. Ovviamente bisogna arrivare a una omogeneità che finora non c’è stata.
«Mi risulta che tutti gli esercenti (tranne i titolari dell’Olivo, ndr) abbiamo firmato per il progetto», dice ancora il sindaco, «e quindi auspico che si arrivi presto a una conclusione della vicenda. Comunque vada, la piazza sarà libera a partire dal prossimo inverno, senza tende nè sostegni». Questo il Comune lo dà per scontato. L’accordo sui periodi di utilizzo del plateatico e dello sgombero infatti era già stato raggiunto: bar e ristoranti potranno tenere le tende montate dal 15 marzo al 15 novembre, con la superficie del plateatico praticamente invariata rispetto a quella attuale, con l’eccezione del periodo clou del turismo (15 giugno-15 settembre) nel quale sarà concesso un «allungamento» verso la zona passeggio. D’inverno via tende e sostegni, sul Liston si potranno solo sistemare tavolini per sfruttare le giornate più calde. In nessuna stagione potranno essere aggiunti ombrelloni.
Per le nuove tende tutto è rimandato ormai all’anno prossimo. Ma il primo inverno di sgombero sarà questo, 2006-2007.





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Variante Verona Sud
http://portale.comune.verona.it/port..._elaborati.pdf




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Old March 24th, 2006, 01:11 PM   #58
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Venerdì 24 Marzo 2006


Esposto a Palazzo Barbieri lo studio d’impatto ambientale del secondo tracciato
Foto, video, progetti e tracciati la tramvia si presenta alla città
Scartata l’ipotesi «Translohr» a ruota gommata, i convogli saranno su rotaie


Anche se non c’è ancora, la tramvia si presenta alla città. In modo che i veronesi se ne facciano un’idea, dopo aver letto e ascoltato fiumi di parole. Dopo ieri, anche oggi (fino alle 17.30) e domani (fino alle 12) l’atrio di Palazzo Barbieri è aperto al pubblico e rivestito di pannelli blu con tracciati, informazioni, dati, foto, disegni e video. Insomma, tutto quello che vorreste sapere sulla tramvia e forse avete faticato finora a capire perchè s’è perso di tanto in tanto il filo della vicenda.
Già, ma a che punto è la vicenda? Va detto che lo show di questi giorni è un appuntamento fissato per legge. Tecnicamente si tratta della presentazione dello Studio di impatto ambientale (Sia) relativo al secondo tracciato - Stazione Porta Nuova-Ca’ di Cozzi via corso Cavour e ospedale Borgo Trento -, passaggio obbligatorio nella fase precedente la progettazione. I cittadini possono vedere, esaminare, fare osservazioni (anche all’Ufficio tecnico del Comune, dopo questi giorni), poi il tracciato tornerà alla commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale) che darà le prescrizioni definitive.


Ma mentre sul primo tracciato - Verona Est-Stadio, con attraversamento di Veronetta e grandi incroci - la Via aveva richiesto l’introduzione di modifiche sostanziali e costose (sottopassi), in questo caso il percorso non incontra nodi cruciali e l’iter dovrebbe filare più liscio.
Quella di ieri è stata l’occasione per il sindaco e il presidente dell’Amt di ricordare la scaletta prevista per questa grande e tormentata opera pubblica. Dice Zanotto: «I cittadini si aspettano un servizio di trasporto pubblico moderno, veloce, rapido, puntuale: quello che sarà la tramvia. Noi contiamo di approvare il Piano economico-finanziario in Consiglio comunale entro il mese di giugno, poi avviare la gara per riassegnare i lavori. Comune e Amt hanno risorse in più per effetto del rimborso ottenuto da Siemens - quei 25 milioni per lo scioglimento del contratto precedente - e del Piru di via Torbido. C’è fiducia».
I costi sono comunque altissimi: poco più di 300 milioni, di cui 125 finanziati dallo Stato. Tant’è vero che ieri lo stesso sindaco ha chiesto al segretario dei Ds Piero Fassino, in casi di vittioria del centrosinistra alle elezioni, di mettere una buona parola con il futuro governo per un ricalcolo di quella cifra. Anche perchè, ha detto Zanotto, «nel 2004 il prezzo che abbiamo pagato col governo per mantenere il finanziamento è stato il suo taglio da 292 a 250 miliardi di lire». Dunque il dibattito in Consiglio sul Piano economico finanziario sarà un momento cruciale. E il momento per verificare se il centrodestra, promotore del progetto con l’ammninistrazione Sironi, lo rinnegherà oppure voterà a favore.
Ieri intanto c’è stata l’opportunità di farsi un’idea ammirando foto e video inviati da tre delle principali aziende produttrici di tramvie - AnsaldoBreda, Alstom e Bombardier - senza escludere che alla gara possano partecipare altri competitori. S’è appreso anche, per la prima volta, che il bando conterrà l’indicazione che la tramvia deve essere su ferro e non su gomma. Rotarie tipo treno, insomma, e non ruota centrale di gomma come il Translohr di Padova. Una soluzione scelta sia di fronte ai problemi del sistema padovano, sia in prospettiva di raccordo - ha spiegato il presidente dell’Amt Wilmo Ferrari - con la metrotramvia sotterranea che raggiungerà Verona Sud.
Lo studio esposto in Comune, oltre a far capire cos’è il progetto, presenta fotosimulazioni su alcuni passaggi della tramvia in corso Porta Palio, corso Cavour, via Diaz, piazza Vittorio Veneto, via XXIV Maggio. E fornisce interessanti elementi su mobilità (ci saranno 39 fermate, 16 o 22 convogli), ambiente, campi elettromagnetici («400 volte inferiori ai limiti di legge» dice Ferrari).
Vertici di Amt e assessori comunali (c’erano Pozzerle, Guerrini, Montagnoli e Pedrazza Gorlero) hanno spiegato che dopo l’auspicato voto del Consiglio comunale, l’obiettivo è lanciare la nuova gara d’appalto in luglio e concluderla entro fine anno per consegnare i lavori all’inizio del 2007. Si prevedono quattro anni di cantieri. La tramvia, se tutto va bene, entrerà in funzione nel 2010.




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Piazza Bra. Depositato ieri il progetto Zeffirelli corretto in base alle prescrizioni del Comune
«Liston libero quest’inverno»
Zanotto: «Da novembre a marzo via i tendoni davanti a bar e ristoranti»
Zilioli: «Progetto corretto ma non stravolto. I dettagli? Abbiamo sempre operato con i tecnici degli assessorati»


In autunno il Liston sarà sgomberato. Niente più tendoni di bar e ristoranti per tutto l’inverno, fini alla primavera prossima. E poi così ogni inverno. L’ha detto ieri il sindaco Paolo Zanotto tornando a parlare del «progetto Zeffirelli», il piano commissionato dagli esercenti di piazza Bra al maestro fiorentino con l’obiettivo di modificare con vantaggio estetico l’affaccio dei locali sul marciapiede-salotto di Verona, e di liberare la piazza dai tendoni nei mesi freddi. Da quando Zeffirelli ha presentato i disegni a Palazzo Barbieri - dicembre 2004 - il piano s’è scontrato con problemi di praticabilità. Belle le tende dai colori pastello, belli gli arredi uniformati dei locali; ma che pesanti e «rococò» i sostegni in ghisa dei tendoni, e inutili le fioriere in pietra fra plateatici e passeggio. Queste le valutazioni del Comune che chiedeva di alleggerire il progetto.
Il Comune chiedeva di alleggerire il progetto, Zeffirelli non ne voleva sapere, i committenti si trovavano nella scomoda posizione di dover recepire le indicazioni di Palazzo Barbieri senza provocare risentimenti nel maestro, e di assicurare a tutti gli esercenti il felice esito a una vicenda che sulle prime non sembrava così contorta.



L’altro giorno il legale dei committenti, l’avvocato Tito Zilioli, ha fatto sapere che i suoi assistiti avevano accolto le prescrizioni del Comune, al quale si apprestavano a inviare il progetto modificato «senza stravolgerne lo spirito e la consistenza». E infatti il progetto è stato depositato ieri intorno alle 13. Sono alleggeriti con inserimenti in alluminio, vengono ridotti i decori ed eliminata gran parte dell’intelaiatura a sostegno delle tende, si diminuisce l’intensità dell’illuminazione, scompaiono le fioriere. Sarà contento Zeffirelli? «L’architetto Rizzi - spiega Zilioli - ci assicura di sì. Anche perchè non vi sono stati particolari stravolgimenti ».
La «mossa» di Zilioli sembra sia stata per alcuni una sorpresa. Nessuno - sindaco o assessori - fino a ieri, secondo alcuni, aveva visto il progetto con gli elementi anticipati da L’Arena. «Mi pare strano - spiega Zilioli - poichè il nostro architetto ha lavorato in sintonia con i tecnici degli assessorati competenti. Anzi, ad una riunione di questo tavolo congiunto mi risulta abbia partecipato lo stesso assessore Tamellini. Credo che i tecnici abbiano quindi via via tenuto al corrente assessori e sindaco di quanto andava maturando»
Sta di fatto che il sindaco ha preferito puntare sul futuro, anche perchè la vicenda ha preso la direzione chiesta dall’amministrazione. «È un progetto atteso da tutta la città», dice Zanotto, «perchè il Liston è prezioso per Verona. A noi sta a cuore che d’inverno non ci siano tedoni e sostegni, tutt’al più qualche tavolino. E così sarà».
Zanotto ha anche spiegato che «la tenda non fissa ma sollevabile è una condizione posta da noi, così come l’armonizzazione con le facciate dei palazzi e con l’altro progetto presentato». Si tratta dell’arredo del ristorante «Olivo», realizzato dall’architetto Luciano Cenna e finora non accolto dal Comune nè approvato dalla Soprintendenza proprio perchè disarmonico con gli altri affacci sul Liston. Ovviamente bisogna arrivare a una omogeneità che finora non c’è stata.
«Mi risulta che tutti gli esercenti (tranne i titolari dell’Olivo, ndr) abbiamo firmato per il progetto», dice ancora il sindaco, «e quindi auspico che si arrivi presto a una conclusione della vicenda. Comunque vada, la piazza sarà libera a partire dal prossimo inverno, senza tende nè sostegni». Questo il Comune lo dà per scontato. L’accordo sui periodi di utilizzo del plateatico e dello sgombero infatti era già stato raggiunto: bar e ristoranti potranno tenere le tende montate dal 15 marzo al 15 novembre, con la superficie del plateatico praticamente invariata rispetto a quella attuale, con l’eccezione del periodo clou del turismo (15 giugno-15 settembre) nel quale sarà concesso un «allungamento» verso la zona passeggio. D’inverno via tende e sostegni, sul Liston si potranno solo sistemare tavolini per sfruttare le giornate più calde. In nessuna stagione potranno essere aggiunti ombrelloni.
Per le nuove tende tutto è rimandato ormai all’anno prossimo. Ma il primo inverno di sgombero sarà questo, 2006-2007.





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Arda là,anche da noi stanno rifacendo el listòn predisponendo solo un dato genere di elementi d'arredo!Si chaima progetto dehors!
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Old March 25th, 2006, 09:34 AM   #60
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Arda là,anche da noi stanno rifacendo el listòn predisponendo solo un dato genere di elementi d'arredo!Si chaima progetto dehors!
Ogni città...la gà el so listòn, insoma!
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