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#1 |
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VENEZIA | Porti
VENEZIA - Con 1.365.375 passeggeri nel 2005, e un incremento rispetto allo scorso anno del 31,6 %, per un totale di 1414 toccate, il porto di Venezia si e' confermato quale primo home port del Mediterraneo, vedendo approdare sulle sue banchine l'88% delle navi in transito. I dati sono stati presentati oggi dal presidente del Venezia terminal passeggeri Sandro Trevisanato e dell'autorita' portuale Giancarlo Zacchello, che hanno sottolineato l'incremento costante del traffico passeggeri in laguna. Il boom e' stato registrato nel settore dei traghetti, con 446.376 passeggeri ed un incremento rispetto al 2004 del 77,5 per cento, ma anche le crociere, settore leader del porto veneziano, hanno rilevato un piu' 20,3 per cento delle presenze (ben 815.153 i passeggeri totali). In leggera flessione solo gli aliscafi, con meno 4,1 per cento. In sette anni, dall'istituzione del Venezia terminal passeggeri, il numero dei passeggeri stessi e' praticamente raddoppiato (nonostante i periodi di crisi della guerra nei Balcani e dell'11 settembre), visto che nel 1997 le presenze si assestavano appena sopra le 700.000 unita'. Ad oggi, il porto veneziano produce nel solo settore passeggeri 13,6 milioni di fatturato, con un utile di 1,3 milioni, tant'e' vero che la Cruise Industry News ha collocato lo scalo lagunare al 16 posto mondiale, anteponendolo anche a New York.
E bella VENICE!Abbiamo superato anche gli Americani.CONGRATULATIONS!!! |
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#2 |
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fcom1
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http://www.mittelfest.org/ |
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#3 |
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Back. Stronger.
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Ciao Luke, saluti ad un altro utente di Padova! Sei del centro?
Venezia come nel passato capitale dei commerci marittimi
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Dientes, dientes. Eso es lo que les jode. |
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#4 |
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VENEZIA - NUOVO PORTO D'ALTURA
Comunicato Stampa con presentazione del progetto: http://www.port.venice.it/pdv/archiv...rto_altura.pdf Renders progetto: http://www.port.venice.it/pdv/archiv...sentazione.pdf Discorso di Costa (presidente dell'Autorità Portuale di Venezia): http://www.port.venice.it/pdv/archiv...presidente.pdf Video del progetto: Sito internet: http://www.port.venice.it/ Video interessanti: http://www.youtube.com/user/PortOfVenice VENEZIA - A GATE TO VENICE |
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Pronto progetto per porto d'altura a Venezia
La nuova piattaforma permetterà all'Alto Adriatico di tornare ad essere un crocevia per i traffici dall'Oriente e sfidare l'aggueritissima concorrenza degli scali del Nord Europa - (Adnkronos) - Un nuovo porto d'altura a Venezia perche' l'Alto Adriatico torni ad essere un crocevia per i traffici dall'Oriente per poter sfidare l'aggueritissima concorrenza degli scali del Nord Europa. E' questo l'obiettivo del progetto che prevede la realizzazione della prima struttura portuale off shore nel Mediterraneo: si tratta di una piattaforma che si posiziona a 8 miglia nautiche, circa 14 chilometri, dalla costa, dove gia' la legge speciale per Venezia, la 798 del 1984, in materia di nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia, aveva previsto la nascita di un terminal petrolifero, e dove i fondali naturali a meno 20 metri sono adatti a ospitare le grandi navi oceaniche. Il progetto, realizzato dalla londinese Halcrow, una delle piu' importanti societa' di ingegneria al mondo, e' stato presentato oggi alla presenza del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, del ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, del presidente dell'Autorita' portuale di Venezia, Paolo Costa e del Magistrato delle Acque di Venezia Patrizio Cuccioletta. L'investimento richiesto per la realizzazione dell'infrastrutture della nuova piattaforma a mare e' pari a 1.382 milioni di euro, dei quali 315 milioni di euro per la realizzazione del terminal container. Per le aree da attrezzare a terra a Marghera, sono previsti 310 milioni di euro. Risorse che dovrebbero arrivare da capitali privati, fatta eccezione per la costruzione della diga, prevista dal progetto per la protezione del terminal, per la quale e' richiesto un intervento dello Stato. I costi sono pari a 450 milioni di euro. Il terminal d'altura con le connesse strutture a Marghera potra' essere operativo entro 5 anni dall'avvio della progettazione. La scheda tecnica dell'opera dovra' passare al vaglio del Comitatone per Venezia. In base all'esito di questa valutazione, ha spiegato Costa, ''il ministro Matteoli fara' la sua proposta perche' venga inserita nella legge obiettivo come opera strategica''. Con la realizzazione di questo porto d'altura, Venezia sara' in grado di gestire sia lo sbarco dei petroli che il trasbordo dei container. La nuova struttura e' stata pensata per poter essere ampliata in futuro all'approdo di navi dedicate ad altre categorie merceologiche. L'area dedicata al terminal e' dimensionata per gestire una capacita' massima di 7 milioni di tonnellate di petrolio grezzo e per accogliere navi di oltre 150 mila tonnellate di portata, che scaricano direttamente su un oleodotto sottomarino, collegato alle raffinerie di porto Marghera e di Mantova. L'area dedicata all'imbarco-sbarco dei container sara' in grado di movimentare da 1,5 a 3 milioni di teu e potra', quindi, ospitare navi oceaniche di capacita' compresa tra i 6 mila e i 14 mila teu. Per il ministro Matteoli, si tratta di una ''proposta progettuale strategica e antesignana perche' il sistema portuale dell'Alto Adriatico possa competere con i porti del Nord Europa''. ''L'Italia- ha osservato Matteoli- non ha espresso appieno tutte le sue potenzialita' con i suoi porti spesso in guerra tra loro. Per questo, il Governo non puo' che impegnarsi per far decollare il progetto il prima possibile''. Stessa assicurazione e' arrivata dal ministro Brunetta: ''siamo -ha detto- di fronte a una congiuntura assolutamente favorevole sotto il profilo tecnologico, progettuale ed economico, per far passare da 1 a 10 l'offerta di questo sistema portuale. Una congiuntura che il Governo fara' del tutto per cogliere''. http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni...005906998.html |
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1939
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Un po' di rendering sui progetti approvati preso dal sito dell'autorità portuale di Venezia:
Porto d'Altura: ![]() ![]() ![]() ![]()
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1939
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Nuovo terminal container sui terreni bonificati della penisola della chimica a Marghera:
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#8 |
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1939
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Nuovo terminal traghetti a Fusina:
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#9 |
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1939
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Infine, la cd. "porta di Venezia" al Tronchetto (fermata Marittima del people mover):
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#10 |
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Registered User
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#11 |
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Italian Mod
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Interessante il terminal Off Shore... mi chiedo però quanto sia 'pratico'
Intendo dire che per funzionare bene dovrebbe utilizzare le idrovie interne (sviluppando la navigazione interna, e qui il fatto si farebbe ancora più interessante) o al massimo approvigionare solo la laguna dove i beni devono essere per forza trasportati via acqua Ma se deve veicolare i beni su strada o su ferro deve prima portarli a un altro terminal: c'è un passaggio di troppo
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www.urbanfile.org Poland National Stadium - Kiev Olympic Stadium - The Shard - NYC 2 WTC - The Shanghai Tower - Milan Garibaldi Tower - Milan Expo 2015 E=mc²? |
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#12 |
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MASUKI Team
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Salone Nautico Internazionale di Venezia dal 7 al 10 aprile 2011
Il Salone Nautico Internazionale di Venezia , che quest’anno festeggia il suo decennale, sarà organizzato da Expo Venice. Venezia presenta per il 2011 un progetto articolato, coordinato con il territorio in un’ottica internazionale. Un’accurata analisi del mercato e il confronto con gli Operatori hanno portato a progettare un evento con due livelli di attenzione: piccola - media nautica e grande nautica. PICCOLA E MEDIA NAUTICA Il core dell’edizione 2011 sarà dal 7 al 10 aprile al Parco di San Giuliano, raggiungibile in auto e dall’acqua, con l’inconfondibile sfondo dei Palazzi e delle Chiese di Venezia. L’obiettivo è di agevolare l’accesso alla nautica, con la promozione del diportismo, della cultura del mare e del mercato di questo segmento. L’ingresso per i visitatori sarà gratuito. NAUTICA MAGGIORE Il segmento della grande nautica è valorizzato con un’attenzione all’esclusività. Il progetto prevede il coinvolgimento dell’Arsenale, con banchine dedicate, aree lounge e di accoglienza. Il collegamento è garantito da Parco San Giuliano, con uno shuttle che connette il parcheggio alla darsena storica in 20 minuti. Una cornice d’eccezione, per un target selezionato di espositori e visitatori, con esigenze differenziate. internazionale. Con questo progetto, Venezia intende consolidare l’unanime riconoscimento dei media economici e di settore, nonché degli operatori economici, come Salone leader in Adriatico. Dopo Genova, indiscussa vetrina internazionale, si sono gettate le basi per la necessaria riorganizzazione dei Saloni nautici “di primavera”, connotando Roma e Venezia quali eventi di riferimento rispettivamente nel Tirreno e nell’Adriatico. Fonte: Ufficio stampa - Expo Venice
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MASUKI Team
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Parziale O.T. ma riporto qui per semplicità...
VENETO, FONDI PER I PORTI E LE FERROVIE La Regione Veneto ha varato tre provvedimenti a favore del trasporto intermodale terrestre e delle infrastrutture portuali. Nel primo caso, la Giunta ha destinato 700.000 euro alla società controllata Sistemi Territoriali, che gestisce servizi ferroviari destinati ad unità intermodali. Il sostegno è andato anche alla modalità idroviaria, permettendo al Porto di Rovigo di movimentare circa 178.226 tonnellate di merce con origine o destinazione porti situati nella Regione del Veneto. Per il trasporto ferroviario, dove le agevolazioni non potranno superare il 30% dei costi totali del servizio di trasporto, gli sconti non potranno superare i seguenti limiti: per percorrenze da 0 a 250 km, 6,20 euro treno x km; per percorrenze da 251 km a 450 km, 5,60 euro treno x km; per percorrenze superiori a 450 km, 4,90 euro treno x km. Per il trasporto idroviario, lo sconto dovrà essere di 2,20 euro per ogni tonnellata di merce movimentata. La Giunta del Veneto ha anche impegnato 707.000 euro per sostenere interventi di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture e delle attrezzature per i porti marittimi di Venezia e Chioggia. L'Autorità Portuale di Venezia ha ottenuto 150.000 euro per cofinanziamento delle spese necessarie per la realizzazione d'infrastrutture ferroviarie a Porto Marghera. Al Venezia Terminal Passeggeri andranno300 mila euro come contributo sulle spese per la costruzione di una nuova torre multifunzione mobile. Il Porto di Venezia ha ottenuto dalla Regione anche la firma di un'intesa integrativa all'Accordo di Programma del 2008 relativo alla gestione dei sedimenti di dragaggio dei canali di grande navigazione e alla riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell'area di Venezia – Malcontenta - Marghera. Fonte : Camera del lavoro di Pozzallo
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#14 | |
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Buahbuah
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Le statistiche delle maree negli anni della costruzione parlano chiaro -,- Che poi non mi sembra un gran problema spostare off shore l'attracco delle navi... da lì si può "chiattare" tutto verso fusina creando, tra le altre cose, diversi posti di lavoro per quei pochi ormai poveri operai di marghera che man mano sono lasciati a casa. PS: la posizione di Venezia è eccezionale considerando come i commerci marittimi dall'Asia siano fondamentali. Mi chiedo davvero come sia possibile essere ancora così indietro -,- * non è per essere contro il mose, ma è una proposta per integrare il mose... |
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Registered User
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Porto in mare aperto
Ora il progetto decolla Il Magistrato alle acque ha dato il suo via libera alla progettazione mentre Bancaintesa si è impegnata a dare assistenza finanziaria Il nuovo porto di Venezia in mare aperto si sta ancorando al fondo: una settimana fa il Magistrato alle Acque ha dato il suo ok alla progettazione, e Bancaintesa, assieme alla Cassa depositi e prestiti, si è impegnata ad assistere l’Autorità portuale veneziana (Apv) nella parte finanziaria e legale. Con queste novità e premesse Paolo Costa, il presidente dell’Autorità, si dice convinto che entro il 2011 completerà la parte tecnica del progetto e subito dopo «torneremo ad incontrarci con gli investitori internazionali, che già ci seguono da tempo con interesse, per mostrare loro i progetti veri e propri, così potranno decidere definitivamente quanto e come investire nell’opera. È il piatto forte del banchetto offerto ieri da Costa agli invitati per l’inaugurazione dell’"Anno portuale 2011", la seconda edizione di questo evento che ormai mira a trasformarsi in appuntamento fisso annuale per fare il punto della situazione. Operatori, armatori, autorità politiche e militari hanno ascoltato la lunga relazione del presidente del Porto che ha una gran fretta di realizzare il porto offshore al largo di Malamocco perché, altrimenti, lo scalo veneziano rischia di restare tagliato fuori non solo dall’ambizioso progetto del Napa (l’unione dei porti di Ravenna, Trieste, Capodistria, Fiume e Venezia) per creare una piattaforma portuale unica dell’Alto Adriatico, ma anche dal novero dei porti con un certo spessore in quest’Italia mediamente piena di porti, ma povera di servizi portuali all’avanguardia. La fretta deriva dall’avanzamento dei lavori del Mose: entro due anni le esigenze del Mose dovranno essersi compenetrate con quelle del porto; ci sono decisioni importanti come l’estromissione dei petroli e la conca di navigazione (che dovrà permettere alle navi di accedere a Marghera anche se le paratoie mobili del Mose saranno alzate) che devono essere prese congiuntamente e in fretta. Il progetto originario prevede di spostare solo i petroli in mare aperto, e di arrangiarsi in laguna con il resto delle navi commerciali. Ma uno dei grafici che Costa ha mostrato ieri spiega più di un fiume di parole ciò che sta accadendo: i traffici industriali stanno colando a picco, quelli petroliferi subiscono un grosso calo, anche se mitigato dal fatto che si stanno trasformando in "commerciali", nel senso che sono meno destinati alla raffinazione e più alla distribuzione nel Nordest e oltre; a fronte di questi due numeri negativi, il porto commerciale ha un’impennata che è cominciata prima della crisi ed è ripresa a metà del 2010, quando la crisi, almeno per il porto, può dirsi lasciata alle spalle. Sono le merci varie e sono soprattutto i container il vero futuro di questo porto, oltre naturalmente alla crocieristica che non ha mai avuto una battuta d’arresto nemmeno durante la crisi globale, anzi continua a crescere. Il Porto, ha continuato a spiegare Costa, assieme al Magistrato alle acque, ha investito più di 800 milioni di euro per mettere in sicurezza le banchine e per scavare i canali permettendo così alle navi più grandi di accedere a Marghera, ma se Porto e Mose non si coordineranno al millimetro sarà stato tutto vano, o quasi. Ecco perché è assolutamente necessario procedere spediti con la realizzazione del porto offshore che ospiterà navi petrolifere e navi container. I petroli entreranno in laguna con una tubatura sotterranea, i container raggiungeranno Marghera, Chioggia, Porto Levante (e forse Mira) con un servizio "di linea" di chiatte che non saranno minimamente ostacolate dal Mose. In tal modo Venezia sarà in grado di servire tutte le fabbriche padane che oggi, invece, scelgono i porti del Nord Europa; e diventerà davvero la cerniera tra i mercati nostrani, austriaci, tedeschi e svizzeri, e quelli del Mediterraneo e del vicino ed estremo Oriente. http://carta.ilgazzettino.it/MostraS...27&CodSigla=VE |
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MASUKI Team
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27 aprile 2011
PORTI E BANCHE
PER VENEZIA IN CAMPO INTESA SAN PAOLO E CDP Venezia. Il progetto di un grande polo container a Monfalcone sembra fermo al palo - con Unicredit sempre più tiepida - e così Paolo Costa, presidente del porto di Venezia, cala l’asso: per la piattaforma offshore in Laguna c’è il sostegno di Intesa Sanpaolo e Cassa depositi e prestiti. Non solo: nel 2012 potrebbero già partire le richieste di impegno formale agli enti finanziatori per procedere con l’avvio dei lavori. È sempre più sfida dei container nell’Adriatico: formalmente sempre negato dalla politica, il match è nei fatti, derby tra progetti che, inevitabilmente, rischiano di pestarsi i piedi. Così ai malumori di Unicredit per la concorrenza di Venezia, si contrappone il rilancio di Costa: l’Autorità portuale, ha detto, «è pronta ad accettare anche la sfida di un finanziamento statale pari a zero per questo grande intervento a mare. In questi giorni - ha aggiunto -, abbiamo stabilito con il Magistrato alle Acque le competenze relative a ciascuno dei nostri enti e contiamo di concludere la parte tecnica, interamente di nostra spettanza, entro fine anno, per essere in grado di contattare nel 2012 in via formale i soggetti finanziari internazionali che già ci seguono». «Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - ha poi spiegato - ha accolto la proposta del Magistrato alle acque di Venezia e dell’Autorità portuale di Venezia definendo la piattaforma portuale d’altura opera di “interesse strategico nazionale”, come risulta dall’ “Allegato infrastrutture” della Decisione di finanza pubblica approvato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Tale documento propone l’inserimento della Piattaforma d’altura nella prossimo “Intesa quadro Stato-Regione del Veneto”, evidenziando il rinnovato ruolo del Nord Adriatico e dei suoi porti come porta di accesso ai mercati locali del Nord-Est, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e ai mercati internazionali di Svizzera, Germania, Scandria-Austria e Adriatico-Baltico. Un progetto che Banca Intesa e la Cassa depositi e Prestiti si sono impegnate ad assistere nella parte finanziaria e legale». shippingonline.it
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1939
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Nuovi rendering del terminal di Fusina delle autostrade del mare (dal sito dell'autorità portuale di Venezia). E' scomparsa l'improbabile torre e gli approdi sono passati da due a quattro:
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Un paese di ct della Nazionale, geologi, giuristi, costituzionalisti, esperti di finanza strutturata. Sono un autodidatta che ha avuto un cattivo maestro e un pessimo scolaro |
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#18 | |
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Used
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23.04.12
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Fate quello che volete...ma fatelo BENE |
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#19 | |
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Isola artificiale, chiatte e un oleodotto:
ecco il porto merci davanti a Malamocco Una grande piattaforma per petroliere e portacontainer Il progetto, tra dubbi ambientali e vantaggi economici VENEZIA - Sarà una "cittadella portuale" nel cuore del Golfo di Venezia. A otto miglia (circa 15 chilometri) al largo della Serenissima proprio di fronte alla bocca di porto di Malamocco. Qui nascerà il futuro porto off-shore della città. Una grande piattaforma che consentirà, grazie alla costruzione di una "diga foranea" di 4 chilometri appoggiata su un fondale a 20 metri di profondità, la realizzazione di un terminal petrolifero con un oleodotto sotterraneo di 26 chilometri che, dopo aver transitato in laguna, raggiungerà la cosiddetta "Isola dei Serbatoi" a Porto Marghera per lo stoccaggio del greggio. Ma non solo. La "piattaforma" in Adriatico, che potrà essere realizzata in sette anni dopo aver ottenuto l’ultimo permesso, avrà anche un terminal container con un sistema di movimentazione che consentirà il carico/scarico dei "contenitori" e il loro trasferimento dentro la laguna a bordo di chiatte lunghe 26 metri "liberando" il bacino veneziano dalle grandi navi mercantili. (...) Ma è stato sulle conseguenze del progetto dal punto di vista ambientale che l’Autorità Portuale e Magistrato alle Acque hanno inteso puntare l’attenzione. E qui ci sarà da discutere anche perché la Via è stata illustrata ieri per la prima volta. Di certo ci sono luci e ombre che possono essere indicate in più fasi, quella della costruzione e quella della gestione dell’impianto. In questo senso la Via chiarisce che ci saranno azioni di modifica dell’habitat naturale (fondali, torbidità dell’acque, mezzi di cantiere, scavi e re-interramenti, emissione di gas in atmosfera, polveri e rumori). In una seconda fase, quando la "cittadella" sarà a regime potrebbero esserci problemi di congestionamento legato al traffico marittimo; effetti sull’ambiente idrico e all’habitat naturale. Ma al di là delle "criticità", che Autorità portuale e Magistrato ritengono comunque a basso impatto, potranno esserci anche effetti positivi come l’esclusione delle petroliere e/o portacontainer dalla laguna e riflessi sull’occupazione (è previsto l’impiego di almeno 1200 persone) e pure sul sistema complessivo dello scalo marittimo con un sostanziale decongestionamento della rete stradale; il maggior uso delle ferrovie e non del trasporto su gomma, fino allo sviluppo di nuove competitività favorevoli al Nordest e ai mercati nel cuore dell’Europa. http://www.gazzettino.it/nordest/ven...e/220743.shtml Da qualche post sopra: Quote:
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#20 |
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Buahbuah
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Bene, se demolissero anche un po' le casse di colmata per rialzare leggermente il fondo del canale dei petroli (visto che le navi rimarrebbero fuori)... ci sarebbe un bell'aiuto per le acque alte non "coperte" dal mose.
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