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Piemonte e Liguria insieme scommettono sul polo logistico
12/06/2006
Piemonte e Liguria insieme scommettono sul polo logistico Sulle geometrie non ci sono dubbi. Davanti al mare tre porte d'accesso: Genova, Savona e La Spezia. Dietro, superate le Alpi liguri, il porto secco dell'Alessandrino per lavorare e smistare le merci. Altro centro fondamentale è Novara, incrocio naturale tra il corridoio 5, Lisbona-Kiev, e il corridoio 24, Genova-Rotterdam. Nella geografia generale si inserisce anche Torino con il Sito di Orbassano, nocciolo duro per la distribuzione nell'area metropolitana. Ecco servito, almeno sulla carta, il polo logistico del Nord-Ovest, via preferenziale al Sud-Europa. In cifre, secondo lo studio di Slala, la Società Logistica dell'Arco Ligure e Alessandrino, significa 17 milioni di metri quadri di aree destinate a merci e prodotti, contro i 4,4 milioni attuali. Il tutto condito da tre porti, un hub internazionale come Malpensa, uno scalo minore ma competitivo nel settore cargo come Caselle. Investimenti? Dieci miliardi, tra pubblici e privati. Un progetto ambizioso ma difficile da realizzare, sia per i problemi legati alla costruzione della Torino-Lione, ad iniziare dalle proteste dei "No-Tav", sia per il reperimento delle risorse. Ma Liguria e Piemonte ci credono. I due presidenti, Claudio Burlando e Mercedes Bresso, ne hanno parlato a lungo nell'ultimo vertice. Ed il 23 giugno, durante l'assemblea dei soci di Slala, le due finanziarie regionali, Filse e Finpiemonte, entreranno nel capitale della società con 150 mila euro a testa. Un modo per assumere un ruolo guida. «E' inutile che i centri piemontesi della logistica - sottolinea Daniele Borioli, assessore ai Trasporti della giunta Bresso - si facciano guerra. Meglio integrare subito i porti liguri con l'Alessandrino ed entro fine anno far entrare Novara ed Orbassano. Solo così si fa concorrenza all'asse Anversa, Rotterdam e Amburgo». Slala non si occuperà della gestione dei siti, ma del disegno generale, definendo politiche e spazi. Una sorta di authority di indirizzo governata dal pubblico. La partita si deve giocare in fretta per dissipare gli ultimi dubbi delle Ferrovie su dove piazzare la piattaforma cargo del Nord-Ovest. In ballo, oltre ad Alessandria, c'è Piacenza. «Si tratta di un'insidia - aggiunge Borioli - ma credo che i vertici del gruppo preferiscano il Piemonte». In più le due regioni puntano a fare alleanze piuttosto che guerre: «I campanilismi sono inutili, nel progetto c'è spazio per l'Emilia e per una parte della Lombardia». Il perno, rispetto ai tre porti liguri, è la provincia di Alessandria, dove si trova l'interporto di Rivalta-Scrivia, lo scalo ferroviario di Novi-Ligure e il megascalo del capoluogo. Centro attorno al quale nascerà una nuova area logistica prevista nei piani della Regione. Sono già 3,5 i milioni di metri quadri disponibili, altri 11,3 milioni in progetto tra i comuni di Alessandria, Arquata Scrivia, Casale Monferrato, Novi Ligure, Pozzolo Formigano, Tortona e Rivalta Scrivia. Nel Nord del Piemonte c'è il Cim, l'interporto di Novara,con una superficie di 840mila metri quadri e un ampliamento previsto di 1,5 milioni di metri quadri. Spazi che permetterebbero di movimentare 1milione e 300mila tonnellate di merci all'anno. Scopo del progetto? Portare imprese e lavoro, compensando le perdite nel settore industriale con la trasformazione: attività di fine filiera come il confeziona mento, l'assemblaggio, la verifica della qualità e lo smistamento. Primo punto della legge sulla logistica che Borioli sta scrivendo. A giugno la bozza, a fine anno, l'approvazione
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