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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto


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Old November 28th, 2009, 08:57 PM   #81
Lory90MI
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Ho sentito che, soprattutto i primi gioni, c'è stato un traffico spaventoso in prossimità del ponte; tir che sono rimasti bloccati all'ingresso, circolazione paralizzata...
E' vero o è un po' esagerato?
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Old December 19th, 2009, 04:53 PM   #82
Caustic
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Ops, visto solo ora. Da quel che so (io non l'ho ancora percorso) il traffico tende ad essere abbastanza consistente in entrata a Piacenza mentre per chi va in Lombardia il problema principale sta nella tortuosità del tragitto per accedere al ponte.
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Old December 19th, 2009, 04:57 PM   #83
Caustic
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Aggiornamento sul restauro dell'ex chiesa di S. Vincenzo, futura sala prove per l'orchestra Cherubini e auditorium cittadino. I lavori all'interno dovrebbero essere a buon punto mentre in questi giorni é stata svelata la facciata, ripulita dal luridume che così poco le donava.

prima:




ora:

Al termine di due anni di lavori ininterrotti, nel corso dei quali è stato compiuto il restauro dell’edificio e di tutti i suoi affreschi, riapre la ex chiesa di San Vincenzo ora Sala dei Teatini. È questo un evento importante per la città di Piacenza, che vede crescere il suo patrimonio artistico e culturale con uno spazio monumentale pubblico completamente rinnovato.
I meravigliosi affreschi che ora illuminano l’interno della ex chiesa appartenuta all’Ordine dei Teatini sono rimasti per anni inaccessibili e versavano in avanzato stato di degrado. Il recupero dei dipinti, così come delle opere lignee e della facciata, è stato possibile grazie a un’onerosa opera di ripristino che ha coinvolto disparati soggetti e mestieri, sotto il sapiente coordinamento della Sopraintendenza e degli Uffici comunali.
Conclusi i lavori di restauro, un progetto d’avanguardia ha trasformato l’ex chiesa in un moderno auditorium: un luogo di cultura vitale e fruibile. Le caratteristiche di acustica e le soluzioni tecnologiche adottate, in particolare, hanno reso possibile la sua destinazione a sala prove dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti, che a Piacenza ha sede.
Il compimento del restauro della ex chiesa di San Vincenzo e la sua trasformazione in auditorium per la musica segnano un passo cruciale in direzione di uno dei principali obiettivi che l’Amministrazione comunale si è data in tema di cultura: la composizione, nel quartiere San Vincenzo, della Cittadella della Musica: spazio ideale in cui le attività di Teatro Municipale, Sala concerti-prove dei Teatini, Conservatorio, Teatro dei Filodrammatici e Cavallerizza si raccordino e si coordinino.
Per una Piacenza da vivere, da guardare e anche da ascoltare.

http://www.comune.piacenza.it/teatini/index.asp

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Old January 15th, 2010, 04:13 PM   #84
lapavera
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Suvvia, é una delle porte di accesso al centro storico.. Come te l'aspettavi una eventuale riqualificazione se non pedonalizzando in gran parte (visto che lo spazio lo consente) e rallentando il traffico in entrata/uscita. Oltretutto la piazza andrà anche ad inserirsi nel percorso del Parco delle Mura (di cui poco si sa, a dire il vero), che mira a creare una viabilità ciclopedonale sicura attorno alla città antica, riqualificando dove necessario (il vallo a nord? Lo lasciamo così, terrà di nessuno?).
Cosa vuol dire riqualificare? Fare dei "lavoretti" quà e là tanto per dire? secondo me hai colto nel segno quando parlando di p..le libertà dici che si andra a collegare con il parco delle mura. Ma come? Si sa poco?
Te lo dico io non si sa nulla! Da architetto, prima penserei alla struttura della casa, poi al mobile del soggiorno o meglio alla maniglia della porta.
A Piacenza in questo momento si sta , permettendo tutto a tutti (stradone farnese e via manfredi docet) per monetizzare gli oneri e fare dei piccoli interventi chiamati riqualificazione. Se poi come nel caso di piazza S. Antonino riqualificare vuol dire posare 3 pietre per terra, allora non dico più nulla.
Abbiamo permesso la costruzione di centri commerciali solo per avere 4 rotonde a discapito di un centro storico in affanno e che sta morendo.
E palazzo uffici sarà il suo colpo di grazia.
Ma i maligni dicono......... meglio non dirlo.....
E tanto per chiarire. 8 anni fa avevamo piazza cavalli, ora abbiamo piazza arlecchino. E io rivorrei la MIA piazza.
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lapavera
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Old June 29th, 2010, 10:35 PM   #85
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Scusa il leggero ritardo nel rispondere, causa forza maggiore.
Nel caso tu legga ancora, sono d'accordo con te sul ragionamento nel suo complesso. Tuttavia nel caso specifico di Piazzale Libertà, rimango dell'opinione che si tratti di un intervento migliorativo rispetto alla versione precedente.

In questi giorni ho visto per la prima volta la piazza completata ed è un piacere vedere la gente comodamente seduta fuori dai bar, le madri col passeggino che riposano sedute sulle nuove panchine, i ciclisti che si fermano davanti alla fontana per rinfrescarsi.

Poi, ognuno ha una visione diversa di come poteva essere questo spazio: Io rimango un po' perplesso riguardo alla disposizione delle panchine e dell'illuminazione a terra, casuale, irrazionale. Anche i quattro nuovi filari alberati, seppur positivi nell'intento, frazionano visivamente e funzionalmente le vaste aree pedonali. Cresciuti i nuovi alberi, avremo due bei boschi, tanta bella ombra... ma a che pro? Non bastava piantumare per la semplice delimitazione tra pedonale e veicolare?

La piazza completata:















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Old June 29th, 2010, 10:51 PM   #86
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Ponte sul Po



Proseguono i lavori per il nuovo ponte sul Po, in sostituzione di quello crollato l'anno scorso. Sul mio versante si stanno costruendo i rinforzi per le arcate del vecchio ponte, da conservare, si è detto. Intanto l'ultima arcata in direzione fiume, è stata demolita, e le altre non sono messe troppo bene. Chissà che aspetto avranno alla fine.



Sembra che stiano gettando le fondamenta dell'unico pilone nuovo in terra piacentina.



Pure i vecchi piloni siti nell'alveo sono stati conservati. Sulla sponda lodigiana invece, sono tutti nuovi e sembrano completati.

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Old June 29th, 2010, 11:05 PM   #87
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Aggiornamento su Palazzo Uffici del Comune di Piacenza: C'è stato un primo concorso, poi annullato in seguito a beghe burocratiche. Ce ne è stato un altro ed il vincitore è cambiato:

Progettisti Associati Tecnarc, Capogruppo
Studio Vitali&Solmona, Torino, Progettista
Tecnicaer Engineering, Progettista
Patrizio Losi, Progettista



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Old June 29th, 2010, 11:23 PM   #88
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Cavallerizza

Siamo quasi al termine dei lavori per il nuovo parcheggio interrato ed i giardini sovrastanti.



...e c'è una interessante novità:

Quote:
Il progetto del Comune per Eataly

Un soppalco all'interno per ampliarne la superficie espositiva, una struttura esterna in acciaio e vetro per gli spazi di degustazione.
Così la Cavallerizza diventerà «parco enogastronomico».

Il progetto preliminare della nuova vocazione che Il Comune ha da qualche tempo deciso per il grande salone nella ex caserma Cantore di stradone Farnese è stato approvato martedì dalla giunta e inserito nell'elenco annuale del piano delle opere pubbliche 2010 di competenza dell'unità Grandi Progetti.

Dopo avere ospitato, con cadenza piuttosto estemporanea, manifestazioni varie, rassegne musicali, festival culturali, la Cavallerizza si apre alla riconversione enogastronomica suggerita da Oscar Farinetti, l'imprenditore piemontese inventore di Eataly, di centri cioè per l'esposizione permanente dei prodotti tipici locali, dove poterli conoscere e degustare, dove conciliare il piacere del palato con la cultura e i saperi legati alla tavola.

La formula già avviata con successo a Bologna e a Torino avrà quindi una versione piacentina per la quale è stato giudicato idoneo l'immobile comunale di stradone Farnese.
Che però va adattato alla bisogna.
Un progetto di 4 milioni di euro, interamente finanziato dai privati a cui la struttura verrà affidata con una concessione di 30 anni.
La gestiranno introitandone i frutti, ma facendosi carico della manutenzione e versando al Comune un canone di 32mila euro all'anno.

Il soppalco interno, si diceva. Serve per la rifunzionalizzazione del volume unico dell'ambiente principale, si legge nelle carte, Coprirà i tre quarti della superficie utile per circa 700 metri quadrati calpestabili, ponendosi come piano staccato dai muri perimetrali. Sarà in ferro e legno e ospiterà aule per le previste attività didattiche legate al contesto eno-gastronomico che al piano sottostante avrà invece i suoi principali spazi espositivi.
Ma i prodotti tipici locali non saranno solo da ammirare, andranno anche assaggiati, magari comodamente seduti a tavola.
Qui entrano in gioco le aggiunte esterne all'edificio della Cavallerizza, due corpi laterali da costruire ex novo accanto a un edificio a servizi già esistente e collegare al salone principale.
Saranno in ferro, acciaio e vetro, di 300 metri quadrati di superficie ciascuno e tre metri di altezza massima.
Sono le stanze di degustazione, il ristorante, e per realizzarle occorrerà una variante urbanistica.
La realizzazione dei lavori si stima che richieda 6 mesi (a partire dal contratto di aggiudicazione al concessionario).

Nel preesistente corpo centrale troveranno invece posto servizi e locali accessori.

Il complesso dell'ex Cantore è vincolato, oltretutto al suo interno è in via di ultimazione l'ambiziosa riqualificazione che poggia sul parcheggio interrato da oltre 700 posti, sulla sistemazione a giardino della ex piazza d'armi in superficie, sulla ristrutturazione degli edifici militari circostanti sistemazione.

La Sovrintendenza, si apprende dalle delibere, ha esaminato e approvato il sopraggiunto intervento sulla Cavallerizza «mirato alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico comunale» e tale da «non produrre modificazioni ai valori morfologici, ambientali e paesaggistici esterni, integrandosi in maniera armonica con il sistema "piazza" interno al complesso».

Il giudizio, dunque, dell'unità Grandi Progetti guidata dal dirigente comunale Taziano Giannessi è che «il riutilizzo e la rifunzionalizzazione della Cavallerizza rientra nobilmente nella riqualificazione della piazza-giardino creata per ampliare l'offerta di spazi pubblici vivibili e di luoghi di aggregazione».

Gustavo Roccella
Libertà del 19/06/2010
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Old June 29th, 2010, 11:42 PM   #89
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Riqualificazione Piazza Sant'Antonino

Dove
Nello slargo di piazza Sant’Antonino, l’area urbana delimitata da via Giordani, via Verdi, via Sant’Antonino, via Chiapponi e via Scalabrini, per una superficie complessiva di circa 5.500 mq.

Cosa
Il progetto di riqualificazione per l’area di Sant’Antonino propone la ricostruzione storica dello spazio “piazza”, attraverso il recupero urbanistico e d’immagine.
Le pavimentazioni e i marciapiedi sono gli elementi formali, funzionali e materici che disegnano e caratterizzano lo spazio, valorizzano le architetture circostanti e realizzano la continuità dei sistema viario. Sarà dunque attraverso la realizzazione di una nuova pavimentazione in pietra e la definizione dei confini della piazza (allargando e completando i marciapiedi), che si intende restituirle il ruolo di polo urbano e culturale della città.



GLI INTERVENTI

Scavi e sottoservizi
Le operazioni di scavo e sbancamento saranno estese a tutta la superficie stradale e saranno l’occasione per dare l’opportunità ai gestori dei sottoservizi (acqua, luce, gas, illuminazione stradale, telecomunicazioni, fognatura) di organizzare gli interventi necessari.

Marciapiedi
Per i marciapiedi, che saranno ripristinati e completati nei tratti in cui attualmente non esistono, si utilizzerà il granito come cordolo e la pietra di Luserna per gli elementi ortogonali.

Trottatoi
L’attuale trottatoio sarà ricollocato recuperando le pietre esistenti. Per la ricostruzione dei tratti mancanti, che completeranno i trottatoi fino a farli congiungere con il Teatro Municipale e con via Giordani, saranno reperite lastre in granito formalmente e cromaticamente simili a quelle storiche.
Trasversalmente a via Giordani, sarà realizzato un attraversamento in granito e lastre di Luserna che contribuirà a delimitare lo spazio “piazza”.

Pavimentazione
Per la piazza sarà adottata una pavimentazione in pietra. Nelle aree interessate dal traffico veicolare è prevista la posa di cubetti e binderi di pietra grigia, mentre sarà riprodotta l’antica pavimentazione in acciottolato nelle zone esclusivamente pedonali: l’area sud-est della piazza, la pavimentazione adiacente alla basilica e gli slarghi di Santa Maria in Cortina.
Per mettere in risalto l’andamento dei trottatoi e il contorno della piazza è stata adottata una tecnica di posa a tessitura fine. I cubetti di pietra grigia, di diverse dimensioni e pezzature, saranno posati senza disegni o direttrici, in continuità con il lastricato dell’acciottolato posato di punta, di piatto e di coltello.
L’uniformità delle texture si ottiene attraverso un’assonanza tra il grigio della pietra e quello del ciottolo, e realizzando una “frangia” irregolare fra le due pavimentazioni, in modo che i due materiali sfumino l’uno nell’altro.

Illuminazione
Il progetto della luce accompagna l’intervento di riqualificazione della piazza di notte e prevede: un’illuminazione funzionale, mediante l'utilizzo di lanterne in stile su mensola a muro e con lampada a luce bianca, e un’illuminazione decorativa del Teatro Municipale e della Basilica di Sant’Antonino, mediante l’aggiornamento e la qualificazione degli impianti esistenti.



IL PROGETTO D’USO

Uno spazio aperto e flessibile
Con la riqualificazione la piazza diventa uno spazio aperto, flessibile e attrezzato per ospitare eventi culturali, musicali, artistici e commerciali.
Un’opera importante che consegna nelle mani della città la sfida inedita di individuare, e alimentare, la vocazione di questo suggestivo spazio architettonico.
Il progetto d’uso della piazza deve quindi tenere conto sia delle sue funzioni di base, quali il traffico e la sosta dei passanti, sia delle sue possibili future identità, che potranno essere svelate, nel tempo, solo attraverso lo svolgimento delle attività della città e il prezioso contributo dei suoi abitanti.

Trasporto pubblico e pedoni
Dal momento che la parte centrale della piazza Sant’Antonino rimarrà un nodo di passaggio del trasporto pubblico, è stata proposta una pavimentazione resistente all’usura (cubetti di pietra). Per le zone pedonali, definitivamente sottratte alla sosta dei veicoli, come emerso dal percorso partecipato con gli enti e le associazioni coinvolte e condiviso dalla Sovrintendenza, è stato invece prescelto l’acciottolato, quale forma di selciato originario.
Per la fascia di utenza debole e diversamente abile l’area della piazza è comunque accessibile e servita da marciapiedi più ampi e riqualificati.

Arredo versatile
L’arredo è pensato per definire lo spazio pubblico, mantenendone la flessibilità e senza precluderne i vari futuri impieghi. Nella spazio a destra della basilica e all’ingresso di via Verdi saranno collocati una serie di cubi e parallelepipedi realizzati con un impasto di granito o pietre di marmo, caratterizzati da una cromia affine alla pavimentazione. Essi avranno funzione di arredo e di seduta per i passanti quando la piazza è sgombra da manifestazione ma potranno essere integrati nel contesto durante i diversi utilizzi della piazza stessa: capofila delle seggiole per un concerto o per il teatro all’aperto, direttrici per la disposizione di banchi per mercati ed esposizioni.

Servizi
Nell’ala della piazza situata sulla destra della basilica saranno inoltre attivate delle torrette a scomparsa alle quali è possibile allacciarsi per utilizzare le reti dei servizi disponibili (acqua, luce).

Perché
Per restituire alla piazza l’identità perduta, mettendo in risalto il valore storico-architettonico degli edifici che ne costituiscono le quinte: la monumentale chiesa di Sant’Antonino, il palazzo Zanardi Landi, la chiesetta di Santa Maria in Cortina, che per prima conservò le reliquie di Sant’Antonino, il palazzo nobiliare della famiglia Anguissola da Cimafava e il neoclassico Teatro Municipale.
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Old July 23rd, 2010, 01:55 PM   #90
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Progetto aree militari



Un progetto dettagliato, redatto dal Politecnico di Milano sul futuro delle aree militari di Piacenza, che si configura come un vero e proprio mosaico nel quale tutti i tasselli hanno una propria valenza nel disegno complessivo. Dopo l'anticipazione nel tavolo poilitico di ieri, il sindaco Roberto Reggi e il vice sindaco Francesco Cacciatore, hanno illustrato l'iniziativa nei dettagli. L'ipotesi che l'amministrazione sottoporrà al Ministero della Difesa prevede che su 740mila metri quadrati coinvolti, 200mila diventino di verde pubblico (con un parco nel vallo della Mura e un'altra significativa parte di verde nella Pertite, con 120mila metri quadrati), non meno 180mila metri quadrati di verde privato e di cessione, 66mila metri quadrati di uffici, commercio e servizi, mentre il numero degli abitanti teorici insediabili nel nuovo comparto complessivamente inteso sarà di 2mila persone.

Soggette a dismissione, secondo i desiderata del Comune saranno le caserme Niccolai, Bixio e Lusignani, l'ex ospedale militare e l'area di viale Malta, mentre il Macra si estende sull'area adiacente ex Staveco.

Dunque non è previsto un parco integrale alla Pertite ma più porzioni di verde pubblico distribuite nei vari comparti da dismettere: l'area dell'Arsenale viene definita "parco abitato" con residenze e verde, mentre il comparto delle caserme Niccolai e Bixio comprenderà il mantenimento di gran parte dei manufatti esistento con la creazione di un "prato per la città", spazio libero tra ex caserme e la parte del laboratorio pontieri. Il vicesindaco Francesco Cacciatore è stato netto: "E' un'ipotesi realistica e un'operazione sostenibile dal punto di vista urbanistico per quella che è la nostra realtà".



E' stato altresì ricordato che sarà di circa 100 milioni di euro il valore complessivo dell'operazione di dismissione per le autorità militari. Secondo quanto prevede la legge finanziaria 2010 alle amministrazioni comunale viene riconosciuta una quota tra il 10 e il 20 per cento del ricavato derivante dalle alienazioni degli immobili coinvolti. Risorse che verranno reinvestite per interventi di riqualificazione pubblica dentro le aree. "La sostenibilità ambientale economica e urbanistica - dice il sindaco Roberto Reggi - richiede la progettazione e l'intervento contestuale per tutte le aree coinvolte. Il progetto è una scommessa per la Piacenza del futuro, investendo su ambiente e cultura". "Desidero esprimere la mia gratitudine - ha continuato il primo cittadino - ai partecipanti al tavolo di ieri: tutti hanno dimostrato grande responsabilità politica e amore per la città, mettendo da parte le rivalità di partito in funzione del bene comune". Il progetto sarà ora inoltrato al Ministero della Difesa: una risposta, auspicano Reggi e Cacciatore, dovrebbe arrivare entro settembre.

Di seguito il progetto nei dettagli.


IL PARCO ABITATO - L'ipotesi prevede la trasformazione dell'area dell'Arsenale in un "parco abitato", uno spazio aperto per la città capace di accogliere al suo interno edifici residenziali. Il progetto vuole proporre un ambiente inedito, per sottolineare l'eccezionalità del luogo in città.






COMPARTO PONTIERI, IL PRATO PER LA CITTA' - Il progetto prevede il mantenimento di buona parte dei manufatti delle caserme Niccolai e Bixio, insieme al trattamento del margine tra tale complesso e l'area ex pontieri, attraverso una sequenza di edifici e spazi aperti a ridosso del dislivello fra le due parti. Si verrebbe così a creare un grande spazio libero, caratterizzante l'intero comparto.






CASERMA LUSIGNANI - Il progetto intende ristabilire la continuità del tessuto residenziale esistente, mettendo in relazione i due settori urbani oggi separati dal recinto militare. Verso la via Emilia e via Einaudi si prevede un principio insediativo con due ambiti che ridefiniscono i due affacci: quello a nord, tenendo conto della vocazione commerciale della via Emilia, sarà destinato ad edifici per attività commerciali o terziarie.






IL PIANO CARICATORE (ZONA STAZIONE) - Il progetto immagina di insediare nelle profondità del lotto quattro edifici a torre destinati a servizi o terziario, ciascuno con una certa autonomia sia per la forma che per l'accessibilità (attraverso una corsia di accesso che da via dei Pisoni porta al parcheggio interrato). Una lunga passerella l'attraversamento est-ovest delle torri. La prima torre, sul lato verso vai Colombo, poggerà su un suolo pubblico. La piazza è modellata su alcune rampe che, alzandosi e abbassandosi, consentono di guadagnare il percorso distributivo in quota e di raggiungere la quota dell'ex binario ferroviario, trasformato in un lungo percorso ciclo pedonale.



www.piacenzasera.it - 20 Lug, 2010
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Old September 19th, 2010, 08:27 PM   #91
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Oggi ho fatto il turista a Piacenza, la mattina, per poi andare a visitare il borgo di Grazzano Visconti nel comune di Vigolzone.

Sono rimasto stupefatto dalla bruttezza di una chiesa, via Dante Alighieri, per andare verso lo stadio/Podenzano e Grazzano Visconti.

Ho anche una domanda, cosa è quel binario che affianca le mura? A cosa serve?

Cmq. Piazza Cavalli, ma, soprattutto Grazzano Visconti, meritano una visita a PC.

Aprirò un threa su Grazzano Visconti, perla della Val di Nure.
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Old September 22nd, 2010, 01:34 PM   #92
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Oggi ho fatto il turista a Piacenza, la mattina, per poi andare a visitare il borgo di Grazzano Visconti nel comune di Vigolzone.

Sono rimasto stupefatto dalla bruttezza di una chiesa, via Dante Alighieri, per andare verso lo stadio/Podenzano e Grazzano Visconti.

Ho anche una domanda, cosa è quel binario che affianca le mura? A cosa serve?

Cmq. Piazza Cavalli, ma, soprattutto Grazzano Visconti, meritano una visita a PC.

Aprirò un threa su Grazzano Visconti, perla della Val di Nure.
La chiesa che ti ha inorridito è la SS. Trinità e ne stanno ora ampliando il complesso parrocchiale.





Il binario lungo via IV Novembre collega la stazione ferroviaria all'arsenale militare di Viale Malta e all'area militare delle Pertite sulla via Emilia Pavese. Quando andavo alle superiori veniva ancora utilizzato. Adesso si attende l'acquisizione del comune per trasformarla in pista ciclabile. Si sono anche fatti degli studi per l'utilizzo come sede tranviaria ma non c'è abbastanza domanda.

Grazzano... che dire... Odiata perchè è un falso storico (eccetto il castello). Amata perchè è probabilmente il migliore dei falsi storici possibili.
Comunque la Val Nure è una zona tutta da scoprire: i paesi a valle, pur non avendo particolari emergenze artistiche, sono tutti piuttosto graziosi e ben tenuti (e ci sono tra le migliori trattorie/agriturismi della provincia), mentre l'alta valle è nota per la sua rete di sentieri panoramici, veramente meritevoli.
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Updates

Parcheggio giardino della Cavallerizza

Qui la scheda informativa. Una settimana fa è stato inaugurato il parcheggio mentre ora sono ancora in via di completamento gli interventi sul residenziale (24 appartamenti nelle recuperate casematte).

PRIMA:




OGGI:




UN ANNO FA:




OGGI:




PANORAMICHE:








Peccato per gli orrori edilizi che separano il giardino dal passeggio pubblico e quindi le mura farnesiane.
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Last edited by Caustic; September 27th, 2010 at 01:06 AM.
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Ripristino tipologico di un edificio ecclesiastico distrutto da un aereo precipitato nel '43, situato sullo Stradone Farnese







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Qualcosa riguardo alla riqualificazione degli ex Magazzini Generali Comunali:

Fronte strada, via Bolzoni, PRIMA:




DUE MESI FA:




I PEZZI MANCANTI (residenziale/commerciale):







http://www.edilstradegroup.it/
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Ristrutturazione ex palazzo ENEL in Viale Risorgimento, davanti a Palazzo Farnese.




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Old September 28th, 2010, 01:28 PM   #97
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Tangenziale Sud - Ponte sul Trebbia





“Ora che i lavori del nuovo ponte sul Trebbia hanno avuto un'accelerata l'obiettivo dovrà essere la realizzazione del collegamento alla via Emilia e da qui all'autostrada A21. Nel visitare il cantiere della nuova infrastruttura sul Trebbia il presidente della Provincia Massimo Trespidi ha già delineato la prossima sfida.

“La prosecuzione dei lavori – ha detto – è un obiettivo che, come amministrazione, vogliamo darci. Pur rimanendo con i piedi per terra abbiamo l'ambizione di dare pieno compimento all'opera”. Tracciata la via del futuro il sopralluogo ha rappresentato l'occasione per stilare un bilancio dei lavori, con l'assessore provinciale alle Infrastrutture e alla viabilità Sergio Bursi e i tre sindaci dei comuni territoralmente interessati: Piacenza (Roberto Reggi), Rottofreno (Giulio Maserati), Gragnano (Andrea Barocelli). Invitati anche i primi cittadini di: Borgonovo (Domenico Francesconi), Pianello (Giampaolo Fornasari), Nibbiano (Alessandro Alberici), Caminata (Danilo Dovati), Pecorara (Franco Albertini) e i consiglieri provinciali della commissione consiliare Lavori pubblici e pianificazione territoriale. Sul posto anche il dirigente settore Viabilità, edilizia e infrastrutture Stefano Pozzoli. Per la Provincia anche i tecnici Emanuele Tuzzi e Andrea Reggi.

“Oggi completiamo il sesto palo, su 15 complessivi – ha precisato l'ingegner Luca Cortellari, direttore tecnico della ferrarese Cir costruzioni, che insieme alle piacentine Maserati ed Edilstrade Building si sono aggiudicate l'opera –, del diametro da primato di 2,80 metri (è la prima volta in Italia). A breve avvieremo le prove di carico per verificare la portanza delle strutture di fondo. Sono già state realizzate le fondazioni per la 'spalla' (il versante) lato Piacenza”. I pali affondano nel terreno per 32 metri e sono realizzati, in subappalto, dalla ditta Trevi, leader a livello mondiale nelle trivellazioni.

Il progetto esecutivo del ponte, redatto a cura della Cir, è di un piacentino, l'ingegner Stefano Rossi, che per la prima volta ha studiato, insieme al collega Franco Candeo (direttore cantiere), un'innovativa soluzione palo-pila, che prevede la soppressione dei plinti tradizionali e l'inserimento diretto dei pali nel terreno. La tecnica, innovativa e mai utilizzata prima, consente un notevole risparmio di tempo. La posa della prima delle 15 travi è prevista per la metà di ottobre. La prima è già pronta ed è stata realizzata dalla Cimolai di Pordenone, la stessa che ha realizzato il ponte galleggiante sul Po e ha collaborato alla costruzione di opere faraoniche come lo stadio di Pechino. Il costo complessivo del ponte è di 26milioni e 500mila euro. La cifra comprende: i lavori, gli espropri e l'Iva al 20 per cento.

La struttura ha una lunghezza di 652 metri. 16 le campate, di 42 metri ciascuna, tranne le laterali che misurano 32 metri. L'innesto è in zona Quartazzola e l'uscita, verso Nord, è in località Sordello, comune di Gragnano. L'iter di realizzazione è partito sul finire del 2001, contestualmente al trasferimento alla Provincia di 245 chilometri di strade ex Statali.
“Abbiamo dato risposte chiare ed inequivocabili – ha commentato Trespidi –: a fine 2011 è prevista l'apertura del ponte. Intendiamo tenere monitorato e vigilare sul cronoprogramma. A tal fine prevediamo un sopralluogo ogni 45-50 giorni per tenere informata l'opinione pubblica sullo stato di avanzamento dell'opera. I lavori stanno procedendo in coordinamento con amministrazioni e imprese. Con questo spirito di collaborazione possiamo dire che abbiamo avviato la realizzazione del ponte. Ora si tratta di mettere mano ad alcuni aspetti collaterali alla realizzazione dell'infrastruttura. Il principale: l'innesto con la tangenziale di Piacenza, per cui fisseremo a breve un incontro: prima di prenderci in carico quel tratto di strada vogliamo verificarne la qualità”.

Si tratta di dare attuazione alla convenzione stipulata con il Comune di Piacenza per la cessione alla Provincia del tratto di tangenziale compreso tra la rotatoria provvisoria in zona Quartazzola e il rondò di via Turati, a cui si aggiunge anche la porzione di strada compresa tra la stessa via Turati e la rotonda della Galleana. L'obiettivo è avere tratti contigui il più possibile omogenei per competenze, che altrimenti sarebbero spartite tra tre enti: Provincia (tratto Sordello-rotatoria via Turati), Comune (rotatoria via Turati-rotatoria Galleana) e Anas (connessione tra Galleana ed ex Statale 10).

“Finalmente l'occhio nudo sopisce le polemiche – ha commentato l'assessore Bursi –. Si è visto che i lavori sono a buon punto, la cronologia è rispettata e si arriverà a fine lavori nei tempi indicati. Si spera che l'evidenza abbia messo a tacere le discussioni, che ora non hanno più motivo di esistere, vista l'accelerazione delle opere principali e l'ottima prosecuzione dei lavori”.

www.piacenzasera.it
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