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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto


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Old October 20th, 2010, 12:48 PM   #101
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Ponte sul Po

Ci siamo quasi!
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Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città per cagione e diletto e allegrezza dei forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini - Costituto Senese, 1309


[ Il sonno dell'ironia genera imbecilli ]

Last edited by Caustic; March 2nd, 2011 at 04:39 PM.
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Old November 5th, 2010, 10:09 PM   #102
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Proseguono i lavori per la costruzione del cavalcaferrovia soprastante la biforcazione delle linee storiche BO-MI e PC-TO, tassello fondamentale per la creazione della cosiddetta "tangenzialina nord" la quale avrà lo scopo di alleggerire il traffico sull'asse Via Emilia Parmense / Via Colombo in ingresso in città. In conclusione dei lavori il suddetto asse verrà riqualificato con l'aggiunta di piste ciclabili e filari alberati.



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Old December 9th, 2010, 03:48 PM   #103
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Caritas - Centro di raccolta merci e viveri



Verranno inaugurati sabato i lavori di recupero de “Il samaritano”, il nuovo centro di raccolta e smistamento di prodotti della Caritas diocesana di Piacenza – Bobbio, situato davanti all'attuale sede in Via Giordani. All’inaugurazione parteciperanno il vescovo Ambrosio, che benedirà il cantiere, le autorità cittadine e i donatori. Il nuovo centro sarà completato entro aprile 2012 e sarà composto da tre fabbricati, ottenuti in gestione dal Demanio per 19 anni, per un totale di 1700 metri quadrati. “Una parte verrà adibita allo stoccaggio dei generi alimentari provenienti da diversi progetti – ha spiegato Giuseppe Chiodaroli, direttore della Caritas di Piacenza – Innanzitutto il progetto AGEA per la raccolta dei prodotti europei in sovraproduzione, da consegnare poi ai 21 centri di smistamento per poveri, e il progetto Piacenza Solidale, che ritira i prodotti freschi nei supermercati per consegnarli alle mense”.







Un capanno sarà destinato anche al mobilio che viene offerto dalle famiglie; in quest’ambito la Caritas si impegnerà ad allestire una serie di laboratori, come quello per taglio e cucito e di restauro, per inserire nel mondo del lavoro chi non ne ha l’opportunità. “Vogliamo che il nuovo spazio sia un incontri di saperi; sarebbe bello se persone in pensione potessero insegnare il proprio mestiere a persone che in un determinato momento si trovano in difficoltà” ha sottolineato Francesco Argirò, responsabile dell’area produzione umana.

Il terzo e ultimo fabbricato sarà invece destinato al vestiario. Oltre alla raccolta dei capi d’abbigliamento, verrà allestita una vetrina solidale dove chiunque, attraverso un’offerta, può comprare i vestiti non distribuiti; il ricavato verrà utilizzato per l’acquisto di intimo e altri capi che non si riescono a reperire dalla donazioni.

Il costo dei lavori sarà intorno ai 500 mila euro, ricavati tramite l’aiuto di privati e grazie al supporto degli oltre 500 volontari. “Il Samaritano”, oltre ad essere un centro di raccolta, sarà anche un luogo di incontro con la cittadinanza, come ha ribadito Francesco Milliore della Caritas: “Cercheremo di incontrare il mondo della scuola per educare al tema della sobrietà e di stili di vita sostenibili”.

www.piacenzasera.it
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Old February 2nd, 2011, 12:46 PM   #104
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Completamento di corso Europa



È prevista tra fine marzo e inizio aprile la fine dei lavori dell’ultimo tratto di strada di viale Europa, quello compreso tra il supermercato Esselunga di via Conciliazione e via Boselli. Con l’apertura della nuova via sarà più facile, provenendo dal centro città, accedere alla Tangenziale Sud.

Il ritardo nel completamento dei lavori, inizialmente previsti per l’inizio di marzo, sono dovuti alle pessime condizioni metereologiche degli ultimi giorni: la neve, infatti, ha reso il terreno molto umido e difficilmente scavabile.

Il nuovo tratto di strada farà parte del tragitto previsto per Placentia Marathon, in programma il 6 marzo. L’amministrazione comunale ha spiegato che, in caso di mancato completamento dei lavori, verrà installata una speciale copertura per permettere il passaggio ai corridori.



Dove
Nella zona compresa tra via Boselli e via Conciliazione

Quando
Da gennaio 2010 all'estate 2011.

Cosa
Sarà completato l'ultimo tratto della nuova direttrice destinata a collegare via Boselli con via Conciliazione.

Il progetto prevede la realizzazione da parte del Comune di Piacenza di un nuovo tratto stradale tra via Boselli e l'incrocio con via Gardella (tratto in rosso nel disegno a lato), dotato di due semicarreggiate separate da aiuola spartitraffico centrale e di marciapiedi laterali destinati a pista ciclabile bidirezionale e al transito pedonale.

Contestualmente verranno realizzati a cura di soggetti esterni all'Amministrazione il tratto di strada destinato a collegare via Gardella con via Conciliazione e la rotatoria in corrispondenza dell'incrocio tra corso Europa e via Gardella (tratto in verde nel disegno a lato).

Perché
L’intervento completa il tracciato esistente di corso Europa creando un nuovo asse viario di accesso alla città dalla Tangenziale Sud.
Il nuovo tratto stradale permetterà di alleggerire la viabilità sulla direttrice della strada Farnesiana, collegando direttamente la Tangenziale Sud con i nuovi interventi di lottizzazione nella zona di via Conciliazione.

Costi
630.310,01 euro IVA esclusa a carico del Comune di Piacenza

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Old February 2nd, 2011, 09:41 PM   #105
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si sa lo stato di avanzamento di questo edificio??? http://europaconcorsi.com/projects/1...Ed-subito-sera
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Old February 3rd, 2011, 12:01 PM   #106
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Da quando c'è stato il concorso d'idee, non se ne sente più parlare.

Intanto, al termine dei lavori di rifinitura al nuovo ponte sul Po, dovrebbe partire la tanto attesa riqualificazione del lungo fiume, con contestuale costruzione di un pontile per l'attracco di imbarcazioni da diporto e motonavi turistiche da crocera.

Dopodiché, forse, potrà rientrare in gioco il punto panoramico sul fiume.
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Old February 28th, 2011, 04:25 PM   #107
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www.ediliziapiacentina.com


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Old March 2nd, 2011, 04:11 PM   #108
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Collegamento ciclabile città-fiume o abbaglio?



Considerato che:

1. la soppressione del passaggio a livello di via Nino Bixio, contestuale alla realizzazione della cosiddetta tangenzialina nord, ha portato all'eliminazione di un vitale collegamento a servizio della mobilità ciclo-pedonale, dal centro storico al lungo Po;

2. il progetto di una passerella ciclabile città-fiume da agganciarsi al vecchio Ponte ANAS della SS9, già redatto a livello preliminare, è stato messo da parte in seguito al crollo del ponte stesso;

3. il nuovo ponte ANAS, allargato rispetto al precedente, include una pista ciclo-pedonale bidirezionale con terminali in Piazzale Milano sul versante piacentino e nei pressi del centri commerciali Auchan sul versante lodigiano;

Come faremo noi bistrattati ciclisti a raggiungere il fiume senza dover fare km e km in più?

Le notizie sugli organi informativi in rete, latitano. Per fortuna c'è un Caustic che si sbatte...


Indizi

Rivolgendo lo sguardo da viale Sant'Ambrogio in direzione fiume, appena oltre la ferrovia TO-PC, si notano due piloni in costruzione, di altezze diverse. Si trovano entrambi a pochi metri dalla pista cicabile sul ponte, il che mi fa supporre si stia costruendo una rampa.

foto 1.


Imboccando la pista ciclabile sul ponte ANAS, poco prima del viadotto A21, si nota la presenza di quello che sembra essere un parapetto provvisiorio.

foto 2.


Osservando giù dal ponte, in corrispondenza del parapetto sopra citato, vediamo nuovamente il pilone già visto in foto 1. Alla destra dell'immagine, la ferrovia TO-PC

foto 3.


Sotto al viadotto A21, il secondo pilone. Ancora non si capisce se ha raggiunto l'altezza definitiva.

foto 4.


Se qualche piacentino sta leggendo ed ha notizie certe al riguardo, si faccia pure avanti.

Oltre al ripristino di questo collegamento, aspetto con ansia di capire come e quando si procederà al restauro delle vecchie arcate del ponte ANAS su sponda piacentina. Se è vero che il nuovo impalcato in area golenale rappresenta un netto miglioramento estetico oltreché funzionale rispetto al vecchio, lo stesso non si può dire per quanto riguarda la struttura ad archi, pesantemente oppressa dall'aggiunta delle nuove opere di sostegno e allargamento dell'impalcato.
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Old March 5th, 2011, 01:26 PM   #109
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La città che cambia - Piazzetta S. Paolo



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Old March 6th, 2011, 08:50 PM   #110
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A21

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Old April 9th, 2011, 06:24 PM   #111
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Restauro del campanile di San Pietro

Pubblicato: venerdì 19 novembre 2010

Piacenza - Confidando nelle buone condizioni metereologiche le opere di restauro del campanile di san Pietro dovrebbero concludersi dopo Natale. Le spese previste di 300 mila euro sono state confermate e finanziate dalla parrocchia in collaborazione con l’Ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Piacenza. L’opera, si era è resa necessaria per garantire la sicurezza dell’accesso al campanile.
Per il restauro delle malte del monumento, si sono messe in atto indagini stratigrafiche per risalire alla vecchia composizione di quelle originarie, ritrovando il colore naturale della materia.

http://www.piacenza24.eu/

image hosted on flickr

Il campanile, il secondo più alto di Piacenza dopo quello del Duomo, è parte del complesso ecclesiastico di San Pietro, situato in corrispondenza di quello che fu il Foro Romano della città, nei pressi dell'intersezione tra cardo e decumano.
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Old April 23rd, 2011, 08:04 PM   #112
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Parco Pertite



Piacenza vuole un cuore verde

Inviato da redazione il Gio, 21/04/2011 - 15:40

La storia della città di Piacenza si intreccia con quella delle aree militari, grandi spazi che oggi però sono ormai in gran parte dismessi. La Pertite è una di queste. Un’ex polveriera militare inglobata nel tessuto urbano di Piacenza, su via Emilia Pavese, a circa 600 metri dalle mura rinascimentali che delimitano il centro storico della città. L’area ha un’estensione di 280 mila mq, contiene numerosi capannoni da tempo inutilizzati e in parte diroccati. Tutta la superficie inedificata è, da decenni, ricoperta da una lussureggiante vegetazione spontanea.

Per questo motivo, nel 1998, nelle analisi del Piano regolatore tuttora vigente, la Pertite viene qualificata da uno dei consulenti del Comune, l’architetto paesaggista Andreas Kipar, come area di particolare pregio ambientale, denominata “bosco in città” e proposta per la destinazione a parco naturale. Ed è questo l’obiettivo del Comitato Parco della Pertite-Bosco in Città. Nato nel maggio del 2009, il Comitato, dopo aver chiesto più volte, con scarsi risultati, all’aministrazione comunale di raccolgiere questa proposta è impegnato, ora, in una sfida importante: il referendum consultivo, così come prevede lo statuto ed il regolamento comunale, al fine di chiamare tutti i cittadini ad un pronunciamento sulla destinazione dell’area Pertite. Il comitato si è costituito formalmente alla presenza di un notaio ed è stata presentata in comune la richiesta di referendum. E sono state raccolte 6mila firme, necessarie per poter indire il referendum.

Il voto dei cittadini potrebbe essere la carta decisiva da giocare in una vicenda complessa, che vale la pena ripercorrere nelle sue tappe principali. Nelle fasi di approvazione del Piano l’area della Pertite viene classificata, in un primo tempo, come edificabile e, infine, ne viene riaffermata la destinazione militare. Il 17 aprile 2009 la scuola media “Calvino” e la scuola elementare “De Gasperi” di via Stradella, confinanti con l’area militare Pertite, presentano alla città con una mostra di testi, immagini e uno spettacolo, la proposta di trasformare l’intera area Pertite in un parco pubblico naturale, compreso in un più ampio sistema di parchi, destinato a formare la Cintura Verde della città.

Con le loro attività didattiche gli approfondimenti teorici e pratici e le elaborazioni multidisciplinari, gli studenti e le insegnanti delle scuole di via Stradella scelgono di adottare l’area Pertite con tre scopi. Conservare e potenziare le vaste aree boscate e a prato dell’area, per farne il “bosco in città” di Piacenza; recuperare parte delle costruzioni esistenti per usi pubblici culturali, della memoria, didattici e ricreativi; svolgere nell’area manifestazioni pubbliche compatibili con l’ambiente naturale. Poche settimane prima, il 19 febbraio 2009, il Consiglio Comunale aveva approvato un documento di indirizzi per il nuovo Piano strutturale comunale (Psc) che, tra l’altro, prevedeva che l’ex polveriera Pertite fosse destinata a «recupero del verde, nuovi quartieri urbani eco-compatibili e funzioni attinenti».

La destinazione dell’area Pertite all’edificazione veniva spiegata con la necessità di compensare gli operatori privati che, a proprie spese, sulla base dell’intesa sottoscritta nell’aprile 2008 dal ministero della Difesa e dal Comune di Piacenza, avrebbero dovuto costruire un nuovo Polo di mantenimento pesante, in luogo di quello esistente nel centro storico, nonché realizzare interventi di riqualificazione urbana in alcune aree militari interne alla città, destinate ad essere cedute al Comune. Recentemente, però, viene abbandonata l’ipotesi di costruzione di un nuovo Polo di mantenimento pesante e l’intesa Governo-Comune è in fase di revisione.

Nel frattempo vengono pubblicate sulla stampa locale e su internet numerose ipotesi progettuali di iniziativa privata per la riqualificazione urbana delle aree militari. Pressoché tutte prevedono interventi di nuova edificazione nell’area Pertite. Nessuna prevede che la Pertite sia un parco naturale. Il 21 maggio 2009 un gruppo di cittadini, dopo aver presenziato allo spettacolo delle scuole di via Stradella, raccoglie la proposta dei ragazzi e, allo scopo di darle concretezza, forma un Comitato spontaneo per chiedere all’Amministrazione comunale di modificare la delibera di indirizzi del Psc e di destinare l’intera area Pertite a parco pubblico.

Le motivazioni alla base della richiesta sono molte. A Piacenza vi è carenza di aree verdi pubbliche. La dotazione di spazi verdi pubblici, in rapporto alla quantità di spazi costruiti è tuttora inferiore allo standard minimo stabilito dalla legge, in particolare nelle zone più densamente edificate, come quelle adiacenti al Parco.

La Pertite già ora, con la sua densità arborea e le vaste aree a prato contribuisce sensibilmente alla riduzione dell’inquinamento dell’aria, del surriscaldamento e dell’impermeabilizzazione del suolo della zona; se venisse destinata interamente a parco conserverebbe il suo altissimo valore ambientale e acquisirebbe un altrettanto grande valore d’uso per l’intera popolazione urbana e per quella extra-urbana che gravita su Piacenza, con molteplici possibilità di utilizzazione e di svago (anche al coperto, grazie alla presenza di capannoni e tettoie).

Il parco Pertite sarebbe una componente fondamentale della cintura verde della città. Proposta dalla scuola Calvino, prendendo spunto dalle indicazioni dell’architetto paesaggista Andreas Kipar, in parte questa cintura è già esistente, in parte è prevista dal Piano regolatore e può essere integrata con aree contigue. Inoltre si sovrappone per un lungo tratto alla linea esterna delle fortificazioni ottocentesche, ancora parzialmente conservate e, perciò ha anche un valore storico-documentario. Infine è percorsa da piste ciclabili collegate con la città, con le frazioni e con i fiumi, ad imitazione dei modelli di parchi realizzati e previsti nelle più evolute città europee.

Costruire sull’area Pertite non risponde ai bisogni abitativi dei cittadini. Il patrimonio edilizio della nostra città è sovradimensionato rispetto agli abitanti e l’espansione del territorio urbanizzato del Comune sta divorando la campagna in modo sempre più accelerato, come attesta lo stesso documento di indirizzi per il Psc approvato dal Consiglio Comunale. La previsione di “nuovi quartieri urbani eco-compatibili e funzioni attinenti”, quindi, non è determinata da un fabbisogno della popolazione, ma dalla domanda di aree edificabili proveniente dal mercato immobiliare. La realizzazione nell’area Pertite dei nuovi quartieri e dei relativi spazi pubblici sottrarrebbe questo grande polmone verde alla città e provocherebbe l’aumento della densità edilizia, del traffico e dell’inquinamento atmosferico della zona.

Ora, dopo una prima raccolta di firme, ben 12mila, sostanzialmente ignorate, per ottenere il parco della Pertite c’è a disposizione lo strumento del referendum. Speriamo nella partecipazione e nella sensibilità dei cittadini di Piacenza ( info.minelliclaudio@libero.it).

*Comitato Parco Pertite-Bosco in città

http://www.terranews.it/
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Old May 5th, 2011, 03:42 PM   #113
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Architettura Rurale





http://www.piacenzamusei.it/
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A tal proposito, nel piacentino si segnala ciò che segue:













http://www.archiportale.com/progetti...one_33684.html
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Old May 6th, 2011, 12:03 PM   #115
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Piano Strutturale Comunale

La Piacenza del 2030

Una città che non consuma altro suolo pubblico, il cui sviluppo urbanistico si baserà quindi esclusivamente su quanto al suo interno c'è da riutilizzare - aree militari e demaniali, il comparto a nord della stazione ferroviaria che sarà liberato dallo scalo merci - e sulla «sostituzione delle parti più obsolete», spingendo sulla qualità dell'abitare (una quota sarà riservata all'edilizia sociale) e destinando agli insediamenti produttivi specifiche zone della periferia (Gerbido e Borghetto).

Una città con la grande viabilità che ha sempre sognato: un secondo ponte sul Po a Le Mose, in variante alla via Emilia; un collegamento autostradale da Rottofreno a Guardamiglio che, spostando l'A21 in Lombardia, permetta (ma ci vuole anche l'allargamento a quattro corsie dell'Autosole, compreso il ponte tra Piacenza Nord e Piacenza Sud) di disfarsi dell'attuale raccordo che sfiora il centro storico (appena 900 metri da piazza Cavalli).

Una "città verde" ed ecologicamente sostenibile, grazie al completamento della rete dei parchi (Mura, Trebbia, Lungopo, Nure).

Una città che «favorisca la coesione sociale investendo sullo spazio pubblico», potenziando i servizi alla persona.

Una "città delle conoscenza" che investe nei suoi poli universitari e tecnologici.

Una "città della cultura" che arricchisce i poli museali esistenti (dal Farnese alla Ricci Oddi) con contenitori prestigiosi quali le ex chiese di Sant'Agostino e del Carmine.

Un po' per slogan, come era forse inevitabile, ma la Piacenza dei prossimi 20-25 anni l'ha descritta così Francesco Cacciatore.
Il vicesindaco e assessore al territorio era ieri in commissione consiliare 2 per illustrare l'impianto del Piano strutturale comunale (Psc), in altre parole il nuovo Prg.

Siamo solo al primo di una lunga serie di passaggi procedurali, ossia l'esame del documento preliminare preparato dallo specifico ufficio comunale diretto da Claudio Maccagni: se tutto filerà liscio, l'amministrazione in carica non andrà oltre l'adozione del Psc entro il mandato che scade tra un anno, rimandando dunque l'approvazione definitiva ai successori; anche perché l'intenzione è di lasciare ampio spazio al dibattito e alla pubblica partecipazione.

Le scelte di fondo sono comunque tutte delineate nella bozza di documento preliminare e sono quelle sopra sintetizzate.

In certi casi si tratta di indirizzi già inseriti nella programmazione urbanistica, ma rimasti sin qui lettera morta, come il secondo ponte sul Po lungo la viabilità ordinaria.
In molti altri casi sono, allo stato, poco più che «suggestioni», ha ammesso Cacciatore, nel senso che c'è tutto un percorso politico-amministrativo ancora da costruire, spesso dovendosi coinvolgere soggetti terzi che non brillano per speditezza decisionale e rapidità burocratica.

L'esempio più conclamato sono le aree militari dove la discussione si protrae da anni senza approdare a nulla di concreto. Davvero complicato scrivere la città del 2030 lasciando bianche caselle importanti come i beni della Difesa, ma anche del demanio civile, che il Comune è interessato ad acquisire:
«Quello che abbiamo delineato è un quadro complessivo che tiene insieme tutte le aree», ha osservato in proposito l'assessore, ma non si potrà non rimetterci mano alla luce degli approdi che, auspicabilmente, avrà il negoziato Comune-Stato sul destino dei beni demaniali. Si è perciò optato di lasciare al documento la «flessibilità» necessaria per «consentire a chi verrà dopo di noi», cioè alle prossime amministrazioni, di correggere il tiro in base agli sviluppi della situazione, pur rimanendo «legati alle scelte di fondo del Psc».

Il documento preliminare si limita dunque a ricomprendere tutte le aree dello Stato ritenute «da valorizzare», compresa quella di Le Mose (polo logistico) dove in una prima ipotesi si era previsto di delocalizzare gli stabilimenti militari accorpandoli in un unico polo industriale e liberando così l'Arsenale. Quanto al demanio non militare, si tratta di percorrere fino in fondo le opportunità di recente aperte dal federalismo demaniale.

C'è un progetto "parco delle mura" in cui rientrano tutti i bastioni della cinta farnesiana (Borghetto, San Sisto, Cornegliana, Sant'Agostino, Fodesta) e l'ex rimessa locomotori (Berzolla).

E poi i progetti "cittadella giudiziaria" (palazzo Madama, caserma Dal Verme, palazzo Landi, ex plazzo delle Poste, convento delle Benedettine, ex chiesa di San Lorenzo) e "città della cultura" (Farnese, parte della caserma Cantore, ex Carmine).

Gustavo Roccella
LIBERTA' 06/05/2011
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Scalo Merci al polo logistico

Scalo merci nel lotto Granella (Le Mose).
E a nord della stazione spunta una discoteca.


(gu. ro. ) Trasferire lo scalo merci in un'area del polo logistico di Le Mose.
E' uno dei progetti a cui da tempo lavora il Comune al fine di liberare un'ampia fascia di binari a Nord della stazione ferroviaria lungo via Diete di Roncaglia.
Ma spostarlo in quale punto del polo logistico?
Nell'area Granella.
L'ipotesi che in passato circolava come indiscrezione ha avuto conferma ieri nell'illustrazione della bozza di Psc fatta in commissione consiliare 2 dal vicesindaco Cacciatore.
Nel documento preliminare di quello che sarà il nuovo Piano regolatore è infatti indicata esplicitamente la Granella come nuova sede dello scalo merci.
Si tratta di un terreno a destinazione produttiva, di 500mila metri quadrati, il grosso del quale della "Cssg" dell'imprenditore Rossetti, il resto essendo suddiviso fra altri proprietari.
E' collocato in una posizione interclusa all'interno di un comparto sacrificato, tra logistica, tangenziale, autostrade e linee ferroviarie, con cantieri viabilistici in capo a una pluralità di soggetti e non ancora chiusi.
Questi almeno i motivi con cui quattro anni fa l'allora giunta Reggi-1 spiegò perché aveva deciso per l'esclusione del lotto dal Ppa, che in sostanza significava inserirlo in una moratoria edilizia di tre anni (poi prorogata) insieme a un altro elenco di aree la cui edificazione, pur consentita dal Prg, era sempre rimasta al palo per inerzia dei proprietari.
Ne derivò un contenzioso legale con la proprietà che ha visto sin qui il Comune uscire vittorioso.
Ne esce perciò rinforzata la scelta di spostarci lo scalo merci.
E difatti la Granella nel Psc è inserita, insieme ad altre sei aree, in un capitolo a parte rispetto a tutti i restanti terreni che residuano, come capacità produttiva, dal Prg ancora vigente e per i quali viene affermato «il principio della conferma dello stato di diritto»: si tratta invece di individuare altre aree dove spostare i diritti di edificazione residui.
E' il caso pure del lotto privato accanto al parco della Galleana che viene considerato come naturale ampliamento dell'area a verde pubblico.
Tornando allo scalo merci, per lo spazio che si libererà l'idea è di recuperare un accesso anche da nord alla stazione, ben servito dai parcheggi della grande area adiacente in predicato di essere acquisita da Edipower. E nella quale si pensa pure di realizzare una discoteca, con altri servizi nella zona destinata ai giovani.

http://www.filibertoputzu.it/primi_p...sc_sc_8170.htm
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Old May 7th, 2011, 10:37 AM   #117
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Corso Europa

Oggi si inaugura il tratto finale. Più tardi, effettuato un giro di ricognizione, saprò dire quanto ci si mette dalla stazione a raggiungere la tangenziale sud. Finalmente avrò modo di uscire dalla città diretto alle valli, senza rallentamenti semaforici.

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Corso Europa II



Ore 19 di oggi, sabato 7 Maggio. Piazzale della stazione -> rotonda per immettersi in tangenziale: 5 minuti, 10 secondi. Ritorno: 4 minuti, 30 secondi (senza contare una ventina di secondi in coda per arrivare in stazione).
Città metropolitane e mica città metropolitane... Che spettacolo vivere in una città da 100k abitanti!

Scusate il post puerile ma devo arrivare a fine pagina.
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Immagini dal Giro d'Italia



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Consumo del suolo: dati regionali

Cemento, a Piacenza 9mq in più a testa ogni anno

A Piacenza negli ultimi anni l’urbanizzazione pro capite è aumentata di 9 mq/abitante ogni 12 mesi. Un primato in regione che la nostra provincia condivide con i “cugini” di Parma.
E’ invece di Rimini la più alta percentuale di urbanizzazione del territorio (21,2%). I dati arrivano dal rapporto recentemente pubblicato dal Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo, promosso da Legambiente.

Tra il 2003 ed il 2008 il ritmo di consumo di suolo agricolo in Emilia Romagna è stato di 8,4 ettari al giorno. Numeri che vanno ad integrare quelli già raccolti per il periodo tra il 1976 ed il 2003, che avevano registrato un ritmo di urbanizzazione di 8,2 ettari al giorno.

“Il fatto che la velocità di urbanizzazione del territorio negli ultimi 5 anni sia stata uguale, o superiore, a quella dei 25 precedenti, evidenzia Legambiente, è un segnale molto preoccupante, che sancisce un forte declino delle politiche urbanistiche”. “Evidentemente – proseguono - i meccanismi che stanno alla base della continua edificazione - speculazione fondiaria, corsa agli oneri di urbanizzazione da parte dei Comuni, riciclaggio di denaro illecito - non hanno trovato strumenti correttivi adeguati”.

La norma regionale sull’urbanistica (la Legge n° 20 del 2000) enuncia il principio che si debba “prevedere il consumo di nuovo territorio, solo quando non sussistano alternative” derivanti dalla sostituzione o riorganizzazione degli insediamenti esistenti.

“La distanza tra questi principi teorici e gli 8,4 ettari al giorno di suolo sottratto all’agricoltura da insediamenti ed infrastrutture dà il segno di come le politiche urbanistiche debbano essere profondamente riformate – dichiara Lorenzo Frattini presidente regionale dell’associazione – Il suolo è una risorsa non rinnovabile e finita, che stiamo consumando come se fosse illimitata. Occorre che la Regione si doti rapidamente di una legge idonea, come abbiamo richiesto da tempo”

Secondo l’associazione, infatti, lasciare ai Comuni completa autonomia, senza porre limiti all’espansione, espone i Sindaci alle pressioni degli interessi locali e lascia aperta la possibilità di ripianare i bilanci svendendo il territorio.

Di seguito le tabelle con i dati sul consumo di suolo in Emilia Romagna:



www.piacenzasera.it
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