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#562 |
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Torino è elettronica!!
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OGGI C'E' STATA LA SFILATA DI ASSOARMA CON UN NUOVO BAGNO DI FOLLA IN CENTRO
http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/409794/
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I ♥ TO http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo «Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia) http://vimeo.com/17027696 |
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#563 |
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Torino è elettronica!!
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risultato meritato
Le mostre dei 150 anni oltre quota un milione
L'exploit, a sorpresa, con dieci mostre, la maggioranza ancora in corso. In testa "Il Re Galantuomo" con oltre 300 mila visitatori. "Fare gli Italiani" sfiora i 200 mila e "Bella Italia" i 160 mila. Monopolio quasi assoluto di Torino. A Firenze non arriva la "Gioconda": troppo fragile di GOFFREDO SILVESTRI Le mostre "dei 150 anni" erano obbligatorie per celebrare l'unità d'Italia, ma erano tutte temute da chi le doveva promuovere e finanziare non a corpo perduto per l'idiosincrasia preconcetta (anche a ragione) degli italiani su celebrazioni ufficiali in genere. In modo particolare sull'unificazione italiana, vicenda complessa per sua natura e come si è sviluppata, a volte contraddittoria, vista come il Piemonte conquistatore, poi il Nord contro il Sud. Sono quindi sorprendenti i risultati del primo bilancio delle mostre "dei 150 anni". Oltre un milione di visitatori complessivi (1.069.932) con dieci mostre di cui solo tre concluse. In sei città: Roma, Torino, Racconigi, Venaria Reale, Milano, Firenze. Con una sola vera delusione, "1861. I pittori del Risorgimento", che a Roma, alle Scuderie del Quirinale, lo spazio per mostre più bello del mondo, ha aperto la stagione nell'ottobre 2010, ed ha raccolto solo 57.534 visitatori, con una media minima di 559 dopo 103 giorni. Peccato perché le opere erano molto belle, di grande qualità pittorica, realistiche non retoriche, significative per la storia tanto che si sono riviste in altre mostre dei "150 anni". Nefasto l'allestimento da opera di provincia, ma forse Roma ha visto troppe celebrazioni. Anche Torino ha visto tante celebrazioni, ma Torino, dal risveglio delle Olimpiadi del 2006, brandisce ogni occasione per mandare più in alto quanto fa la città in cultura, architettura, urbanistica, musei (con lo spostamento storico della "Sabauda" e l'allargamento dell'"Egizio" che diventerà anche lui il "Grande Egizio"). E Torino in cui l'unificazione italiana è nata in nome "della Corte, dell'Armata e della Metallurgia", ed ha dato la prima capitale dell'Italia unita, fornisce, con la Venaria Reale, la quasi totalità dei visitatori (941.218) con cinque mostre ancora in carriera. Non ci si può certo scandalizzare, anzi, per una mostra per "amatori", di carattere più tradizionale col soggetto, come "La galleria delle battaglie. La collezione Savoia di Palazzo Reale a Milano" che a Palazzo Reale, sala delle Cariatidi, ha avuto in 77 giorni un totale di 8.260 visitatori. La mostra faceva parte del progetto "Milano e la Lombardia per l'unità d'Italia", insieme a "Giovani ribelli del '48", sempre a Palazzo Reale. Ai fini dei visitatori le due mostre vanno considerate come una sola perché il biglietto di ingresso alle "Battaglie" permetteva l'ingresso ai "Ribelli". Nessuno scandalo per una mostra di "nicchia", come "Dante poeta e italiano "legato con amore in un volume"", che a Roma, Palazzo Incontro, fino al 20 luglio, è stata scoperta in 26 giorni da 279 visitatori (termina il 31 luglio). Dalla raccolta dantesca più vasta e significativa in mano ad un collezionista privato, l'imprenditore torinese Livio Ambrogio, "malato" di Dante in tutte le forme. Sette secoli di tradizione, manoscritta e a stampa, delle opere di Dante. Le principali edizioni della "Commedia", dalle origini della stampa ad oggi, italiane e straniere; le prime edizioni delle altre opere dantesche; le principali traduzioni in altre lingue. I grandi numeri arrivano da "Vittorio Emanuele II. Il Re galantuomo" che nelle due sedi di Palazzo Reale a Torino e del Castello di Racconigi ha totalizzato il maggiore risultato. Sono 302.480 visitatori, con una media altissima, sempre in senso relativo, che sfiora quota quotidiana 2.000 (1.905) dopo 181 giorni e una cospicua proroga (al 10 maggio). La mostra ha avuto da Brera eccezionalmente il simbolico, tricolore, "Bacio" di Hayez. Vittorio Emanuele è il "meno antipatico" dei "Piemontesi" conquistatori (guidati da Cavour), l'unico che si possa citare con il personaggio dominante del Risorgimento, Garibaldi, al quale si deve una vicenda unica a livello mondiale, la spedizione dei Mille coronata dalla conquista del regno dei Borboni. Per di più "da non ufficiale", "da irregolare", un aspetto, insieme al successo, quanto mai apprezzato dagli italiani. Risultati facilitati dal fatto che siamo in Piemonte, la regione che ha mosso il Risorgimento, dai monumenti che hanno ospitato la mostra (Palazzo Reale nel pieno centro storico di Torino e il castello reale di Racconigi e il parco straordinario), con varie formule di biglietti. La mostra, ideata e organizzata dalla Fondazione DNArt in collaborazione con la Direzione regionale per i beni culturali del Piemonte, ha ottenuto un "notevole incremento" dei visitatori di Palazzo Reale, ma non si danno numeri precisi. Molto interessante il dichiarato 26 per cento circa di visitatori stranieri. A Torino, alle OGR, le Officine Grandi Riparazioni di corso Castelfidardo, al di là delle più rosee previsioni, i 196.562 visitatori di "Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale", registrati al 20 luglio dopo 126 giorni, con la notevole media di 1.560 (la mostra terminerà il 20 novembre). Indimenticabile, anche ad insegnamento di oggi, le valige e gli involti informi scaricati nei porti stranieri, testimonianza dei 29 milioni di italiani (tali da formare una grande nazione) che dal 1861 ad oggi hanno lasciato fisicamente l'Italia. La mostra occupa circa la metà della superficie dei 22 mila metri quadri delle "cavernose" Officine, il resto è per "Stazione Futuro" che racconta l'Italia da "rifare" perché nei prossimi dieci anni "in Italia cambierà tutto", e per "Il futuro nelle mani. Artieri domani", installazioni temporanee che esaltano l'"artigiano metropolitano" che si è imposto nel mondo. Sono altri 95.277 visitatori dopo 126 giorni e una media di 756 (identica la chiusura). Le tre mostre più che idealmente unite sfiorano i trecento mila visitatori, con una media straordinaria di 2.316. Ancora a Torino, a fianco di Palazzo reale, piazza Castello, nel museo di Palazzo Madama, il successo della ricostruzione del primo Senato. Titolo della mostra, "Sarà l'Italia", tratto dal canto di Goffredo Mameli, "Suona la tromba", del 1848, musicato da Verdi. Sempre al 20 luglio, 137.975 visitatori con una media di 1.232 dopo 112 giorni. Ma la sua carriera è lunghissima, all'8 gennaio del 2012. Risultati favoriti dal biglietto unico mostra-museo e che ora avranno maggiore impulso dall'apertura, nel fossato del castello, del giardino medievale formato dall'"Hortus", orto, dal "Viridarium", bosco e frutteto, e dal "Iardinum domini", il giardino del principe. Anche con gli arredi tradizionali. Palazzo Madama, al piano nobile, ospitò dall'8 maggio 1848 il Senato Subalpino che dal 1861 al 1864 sarà il primo Senato del regno d'Italia. L'aula, con la grande cavea, è stata ricostruita con una struttura percorribile, con circa 150 posti a sedere. Su 15 banchi dei senatori più importanti sono libri, oggetti e fotografie storiche. La doppia galleria con le tribune e la balconata per il pubblico sono rese da fondali scenografici. Il vero Senato fu demolito nel 1927 e anche la ricostruzione dovrà essere eliminata. La scena è animata con le voci di senatori, giornalisti, pubblico, delle donne che erano escluse dalla vita politica. Con importanti decisioni, operazioni di voto, discorsi di Vittorio Emanuele, Cavour e d'Azeglio. Ancora al centro di Torino, Palazzo Carignano, progettato nella seconda metà del Seicento da Guarino Guarini, capolavoro del Barocco europeo. E prima sede del Parlamento Sabaudo. Qui il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele proclamò il regno d'Italia. La nuova occasione è l'apertura al pubblico, dopo più di mezzo secolo, degli appartamenti barocchi. Con le straordinarie, rare, "boiseries"; le pareti ricoperte di specchi; lo scalone monumentale che conduce al Parlamento Subalpino (visibile nel percorso); le scale elicoidali su piazza Carignano (sempre chiuse al pubblico); lo studio di Cavour. Gran finale con gli affreschi restaurati del Legnanino (Stefano Maria Legnani), autore di quasi tutta la decorazione a fresco del palazzo. Il "proibito svelato" ha attirato fino al 20 luglio, quasi cinquanta mila visitatori (49.295) con una media di 461 dopo 107 giorni. E la mostra è stata prorogata all'11 settembre. Poco oltre l'anello della Tangenziale di Torino, alla "Reggia delle delizie" sabaude della Venaria Reale, nelle Scuderie juvarriane, per centinaia di metri è distesa la "Bella Italia" con più di 350 opere dalla antichità alla vigilia del 1861. Rappresentano le undici "capitali culturali" prima dell'unità. Fino al 20 luglio, in 125 giorni, la "Bella Italia" ha avuto 159.629 visitatori con una media crescente di 1.277; la chiusura è all'11 settembre. Fondata nel 1588, la manifattura granducale di Firenze, era celebre in Europa, al servizio esclusivo della corte, Medici o Lorena, che la utilizzavano per le esigenze interne dell'arredo di palazzi e ville, ma soprattutto per meravigliare le corti europee con il dono di creazioni a "commesso" o "mosaico fiorentino" di pietre dure e tenere e marmi policromi. Creazioni alla pari ed anche superiori all'"opus sectile" romano, la tecnica più raffinata e più costosa di pavimenti e pareti in marmi policromi. Dagli splendori di corte al lusso borghese, l'Opificio delle Pietre Dure (il suo nuovo nome), nell'Italia unita, ha attirato a Palazzo Pitti con le sue "impossibili" meraviglie, 62.641 visitatori con una media di 1.424 dopo 44 giorni (fino al 20 luglio, chiusura 11 settembre). Naturali vantaggi dal biglietto unico con la Galleria d'arte moderna di Pitti. Punti di spillo e carezze fra Francia e Italia. Il Louvre ha chiuso la bocca a Firenze negando il prestito della "Gioconda" perché opera "estremamente fragile". La Provincia avrebbe voluto il dipinto nel 2013 per celebrarne la ricomparsa dopo il furto di Vincenzo Peruggia a Parigi e il recupero a Firenze. Ma le opere non si chiedono senza conoscerne lo stato di salute, e dopo non si fanno petizioni. Al Mart di Rovereto, Gabriella Belli, direttore del museo, è diventata "Cavaliere delle arti e delle lettere di Francia". Una delle migliori direttrici di museo d'Europa, che ha creato il Mart "partendo praticamente dal nulla", come ha osservato nel discorso di consegna dell'onorificenza Cuy Cogeval, presidente del Musée d'Orsay, su incarico del ministro della Cultura. Una bella fascia di cavaliere sul nuovo incarico di Gabriella Belli, trentina, da 22 anni direttore del Mart. Gabriella Belli è infatti il nuovo direttore della Fondazione musei civici di Venezia. Giandomenico Romanelli scade il 31 agosto e il nuovo direttore "prenderà servizio in autunno". Un bel salto, dalla nobile periferia d'Europa a Venezia. La "Gioconda" non arriverà a Firenze. Dal cinque luglio al cinque agosto, grazie al supporto dell'Enel, la "Tempesta" di Giorgione è all'Ermitage. ? la prima volta che il dipinto è al museo di San Pietroburgo e la seconda volta in assoluto che lascia l'Italia in nome dell'Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e dell Anno della cultura e della lingua russa in Italia. Il museo russo ha già tre opere di Giorgione. In cambio del prestito della "Tempesta", a settembre, alle veneziane Gallerie dell'Accademia arriveranno due capolavori di Lorenzo Lotto dell'Ermitage, il "Doppio ritratto di Nicolò Bonghi con la sua sposa" e la "Madonna col Bambino ed angeli". E nel 2012 una mostra incentrata sul telero di Tiziano, la "Fuga in Egitto". Ora, la "Tempesta" del Giorgione (tela di lino, 82 per 73 cm), è dipinto molto più importante per la storia dell'arte e molto più enigmatico della "Gioconda" e se è stato mandata a Pietroburgo è perché lo stato di conservazione lo permette. Enrico dal Pozzolo che l'ha avuta fra le mani per la mostra su Giorgione a Castelfranco a fine 2009-aprile 2010, lo giudica "onestamente buono". "La tempesta" è stata anche spostata in Venezia, nell'agosto-ottobre 2010, per far scoprire il recuperato Palazzo Grimani. La "Gioconda" è un pannello di pioppo (77 per 53 cm) "molto sottile", incurvato e con "una fessura ben visibile, soprattutto sul retro". (30 luglio 2011) http://www.repubblica.it/speciali/ar...ione-19811386/
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I ♥ TO http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo «Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia) http://vimeo.com/17027696 |
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#564 |
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Utente Curioso
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Articolo molto interessante anche se sembra scritto con uno stile da cinegiornale d'epoca. Grazie.
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#565 | |
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passerby
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Comunque l'articolo è interessante, sicuramente questi numeri a Torino sono dovuti anche al fatto che vi siano state tutte le varie adunate di Carabinieri Alpini ecc che hanno portato molta gente in città in primavera
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'non millanto lavoro nel settore' (cit.) ◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◥◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣◣ |
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#566 |
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Utente Curioso
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Anche 60000 abbonamenti musei conteggiati piu volte nelle varie mostre fanno numero. Io sono stato conteggiato 2 volte a palazzo reale, 1 a racconigi, 3 mostre alle ogr, 1 a venaria, 2 al mauto e infine ad entrambe le proposte di palazzo carignano. Totale 11 biglietti.
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#567 |
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Torino è elettronica!!
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Italia 150 prepara il gran finale
L'adunata dei vigili del fuoco http://torino.repubblica.it/cronaca/...uoco-21411562/
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#568 |
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Torino è elettronica!!
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non perdertela!!
Sale la febbre per Leonardo
E' già caccia al biglietto per la mostra alla Venaria. Si attendono prenotazioni da tutto il mondo torino A poco piu' di un mese dall'inaugurazione di «Leonardo. Il genio, il mito», che aprirà i battenti il prossimo 18 novembre alle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria, è già caccia al biglietto per accedervi. Sono già dodicimila le persone che hanno prenotato la visita e a Torino si attendono prenotazioni da tutto il mondo, perchè sarà possibile ammirare per la prima volta in assoluto, in occasione di una grande esposizione, il celebre Autoritratto di Leonardo, conservato nel caveau della Biblioteca Reale di Torino ed esposto prima d'ora in rarissime occasioni. L'esposizione, realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e nell'ambito degli eventi di Esperienza Italia per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unitànazionale, si concluderà il 29 gennaio 2012. Intorno al celeberrimo autoritratto, che sarà esposto grazie alla speciale concessione del Ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan, saranno esposti il Codice sul volo degli uccelli ed una trentina di importanti disegni di Leonardo, provenienti da musei italiani ed europei, sul tema dell'anatomia umana e del volto, delle macchine, della natura nonchèaltri interessanti ritratti riferibili ad allievi per un confronto diretto ed inedito con lo stesso Autoritratto. Una significativa sezione della mostra sarà dedicata alle opere di importanti artisti che nel corso dei secoli si sono ispirati al mito di Leonardo, fino all'arte contemporanea con Duchamp, Warhol, Spoerri, Nitsch, Recalcati e tanti altri. Curata da un autorevole comitato scientifico composto dai professori Carlo Pedretti, Pietro Marani, Arnaldo Colasanti, Renato Barilli e altri studiosi leonardeschi, l'esposizione è arricchita da una spettacolare scenografia ideata dal premio Oscar Dante Ferretti, che a Torino ha già curato il riallestimento del Museo Egizio. http://www3.lastampa.it/arte/sezioni...o/lstp/424552/
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#569 |
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Torino è elettronica!!
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Per Leonardo una teca da record
![]() Uno scrigno ipertecnologico per esporre alla Reggia di Venaria Reale il celebre "Autoritratto" di da Vinci ALESSANDRO MONDO torino Un gioiello tecnologico unico nel suo genere: così sofisticato che avrebbe intrigato anche Leonardo da Vinci, dedito a progettare nella sua vita irripetibile macchine meravigliose disegnate pezzo per pezzo, con la stessa cura dei particolari anatomici. La prossima settimana - a meno di un mese dalla grande mostra organizzata nella cornice della Reggia di Venaria Reale dal 17 novembre al 29 gennaio, tributo al genio poliedrico di «ser Piero da Vinci» nell'anno di Italia 150 - arriverà a Torino la «culla tecnologica» nella quale il celebre Autoritratto, il pezzo da novanta, sarà custodito prima, durante e dopo la rassegna: una teca «intelligente», costruita da una ditta di Venezia su progetto del dipartimento di Energetica del Politecnico. Il quale si incaricherà anche di collaudarla. Un traguardo importante, preceduto da polemiche roventi sull'opportunità di esporre il capolavoro custodito nella Biblioteca Reale e raggiunto sotto la supervisione di soggetti diversi: Soprintendenza, Istituto di Patologia del Libro, Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma (nelle persone di Cristina Misiti, Flavia Pinzari, Eugenio Veca), Politecnico. E naturalmente il Ministero diretto da Giancarlo Galan, che ci ha creduto dall'inizio e che ha giocato un ruolo fondamentale assecondando la spinta del sindaco Piero Fassino, dell'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola e di Alberto Vanelli, vicepresidente del Comitato Italia 150. La seconda notizia è che non parliamo di una teca ma di 19. Anche i disegni di Leonardo e dei «Leonardeschi», custoditi alla Biblioteca Reale ed esposti alla Reggia con il celebre Autoritratto, conteranno su altrettanti scrigni tecnologici. Con una differenza: terminata la mostra i disegni - dal Ritratto di fanciulla alle tre Vedute di testa barbuta, dai Nudi per la battaglia di Anghiari allo Studio di carri d'assalto falcati, passando per il Codice del volo degli uccelli - verranno riposti e monitorati nei cassetti della Biblioteca, mentre l'Autoritratto resterà nella sua teca in via permanente. Un contenitore all'avanguardia, come premettevamo. «Sarà dotato di sensori che misurano temperatura e umidità relativa trasferendo i valori, tramite wireless, a una centralina di acquisizione dati - spiega Marco Filippi, il docente del Politecnico che segue la partita con il collega Marco Perino -. Quest'ultima li trasmetterà sul Web, dove la Biblioteca Reale e l'Istituto di Patologia del Libro potranno controllarli in tempo reale e usufruire delle serie storiche. Previsto un sistema di allarme che, in caso di variazioni, allerterà tramite sms o e-mail le persone di riferimento negli orari definiti». Questo, in estrema sintesi, il «software» della teca. L'«hardware», riportato nell'immagine, rimanda invece a materiali e finiture funzionali alla corretta conservazione del disegno. Tutto calcolato nei dettagli. Ma visto che prevenire è meglio, la struttura sarà sottoposta a forti sbalzi di temperatura e di umidità per verificarne la reazione. Soltanto allora l'opera verrà collocata nel suo scrigno, già alla Biblioteca Reale, in vista del trasferimento alla Reggia. Diecimila euro per la teca dell'Autoritratto, 50 mila per l'operazione di messa in sicurezza di tutti i disegni: costi sostenuti dalla mostra che vede Lavazza nel ruolo di «main sponsor». Più in generale, i «climabox» saranno un lascito della rassegna: l'occasione per approfondire gli studi sullo stato di salute del capolavoro di Leonardo, - precisa Elisabetta Ballaira, responsabile delle mostre delle Scuderie Juvarriane della Reggia - afflitto da numerosi acciacchi. In primis il «foxing», il fenomeno di pigmentazione che costituisce l'attentato più serio alla sua sopravvivenza. Da qui una serie di esami, avviati a Torino e destinati a proseguire a Roma, dove verrà sottoposto a un check-up completo. I primi riscontri sono promettenti: il raffronto tra le recenti foto ad alta definizione con altre, più datate, dimostrerebbe che negli ultimi 15-20 anni il processo di degenerazione si è arrestato. Un buon auspicio per il futuro. http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/426009/
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Ex Ogr, ultima settimana
per le mostre di Italia 150 Nel fine settimana 12 mila ingressi nell'area che ospita le tre rassegne, aoerte dal 17 marzo e allestite per celebrare l'Unità d'Italia Dodicimila visitatori alle ex Ogr, trai sabato (4.500 ingressi) e domenica (7.500 ingressi). E' il buon esito del penultimo fine settimana per le tre mostre ospitate nelle ex Ogr: “Fare gli italiani” che racconta gli ultimi 150 del nostro Paese, curata dagli storici Walter Barberis e Giovanni De Luna; “Stazione futuro” che immagina l’Italia prossima ventura partendo dai più interessanti progetti di innovazione, curata da Riccardo Luna; “Il futuro nelle mani. Artieri domani” che racconta la capacità di saper fare tutta italiana, partendo dall’artigianato fino al design, curata da Enzo Biffi Gentili. La prossima sarà l’ultima settimana utile per poter visitare le Officine Grandi Riparazioni e le loro mostre Dal 17 marzo 2011, quando sono state inaugurate dal Presidente Napolitano, le mostre hanno accolto migliaia di visitatori tanto che “Fare gli italiani” è a oggi una delle cinque mostre più visitate in Italia secondo le più autorevoli classifiche. La settimana conclusiva vedrà nelle Officine una grande festa di chiusura e l’evento finale di Working capital, il premio dell’innovazione promosso da Telecom Italia e PniCube in collaborazione con il Comitato Italia 150, che ha cercato i “nuovi mille” giovani innovatori: ha raccolto 2.000 progetti in tutta Italia e venerdì 18 novembre saranno premiati i migliori. http://torino.repubblica.it/cronaca/..._150-24956560/ _____________________________________________________________________ Leonardo è pronto al bagno di folla A Venaria in mostra da giovedì Già 22 mila prenotazioni http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/429486/
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gran finale questo weekend
Italia 150: chiudono grandi mostre Ogr, 560mila i visitatori
Ultimo weekend di festa con musica e film per bambini ![]() http://www.ansa.it/web/notizie/regio..._16689292.html
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#572 |
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Registered User
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Al termine dei festeggiamenti posto questo articolo di gennaio 2011...
http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/384959/
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#573 |
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Utente Curioso
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tu non hai fatto un giro col pallone e la ruota panoramica?
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#574 |
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Torino è elettronica!!
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chiusura col botto per le OGR!
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#575 |
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utente italiano
Join Date: Sep 2006
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comunque oggi su leggo versione milano c'era una pagina intera dedicata alla mostra su Leonardo!
si, avete immaginato bene, quella di Londra.....
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Se sorgesse una società del demonio, che combattesse despoti e preti, mi arruolerei nelle sue file. Giuseppe Garibaldi |
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#576 | |
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Italia 150, il Comitato chiude in rosso
http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/431545/ Quote:
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#577 |
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Torino è elettronica!!
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"COMITATO ITALIA 150" IN ROSSO DI 3,9 MIL €. ANCORA IN CREDITO DI 1 MIL VERSO LA REGIONE E MANCATO TRASFERIMENTO STATALE DI 2 MIL.
http://www.comune.torino.it/ucstampa...icle_266.shtml prima 1 mil promesso dal governo, adesso 2...forse intendevano la regione nell'articolo precedente?
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I ♥ TO http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo «Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia) http://vimeo.com/17027696 |
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#578 |
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ITALIA 150: TRA BILANCI E PROSPETTIVE
Commissione Cultura, questa mattina a Palazzo civico, dedicata al bilancio legato alle attività di Italia 150. Alla riunione, presieduta da Luca Cassiani, sono intervenuti l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe e il vice presidente del Comitato Italia 150, Alberto Vanelli. Proprio Vanelli ha illustrato le voci di bilancio che dovrebbe chiudersi a fine 2012 con un disavanzo di circa 3 milioni 500 mila euro, “una cifra, ha sottolineato, nettamente inferiore a quello di fine 2011, pari 7 milioni 800 mila euro”. Nel disavanzo vanno conteggiati 2 milioni di mancate entrate da biglietteria, per quanto riguarda la mostra Fare gli Italiani, dovute non a un afflusso di pubblico inferiore alle attese, ma al prezzo medio dei biglietti assottigliatosi a causa del successo di vendite della Carta Musei. A questo va aggiunto il mancato contributo da parte del Governo. Vanelli ha sottolineato come a fronte di tale disavanzo, esista la disponibilità patrimoniale di 3 milioni 450 mila euro data dai lavori di messa in sicurezza e di recupero delle Ogr, secondo la valutazione realizzata dal Politecnico di Torino. “Entro fine anno, ha assicurato, saranno saldati tutti i fornitori”. La Commissione è stata l’occasione per parlare del futuro delle Ogr. L’assessore Braccialarghe ha affermato che la Città è impegnata nel velocizzare la trattativa di cessione delle Ogr da parte delle Ferrovie alla Fondazione Crt. La Fondazione, ha dichiarato, sembra orientata ad un pragmatismo sul piano progettuale, manifestato dalla volontà di salvaguardare le ristrutturazioni già avviate. Ha altresì evidenziato come l’interesse della Città sia che l’acquisizione delle Ogr, da parte della Fondazione, avvenga in concomitanza con la conclusione della gestione della struttura, da parte del comitato Italia 150. Questo, ha sottolineato, per tre motivi: “perché sulle Ogr non cali la notte con un conseguente degrado, per valorizzare gli investimenti realizzati, perché le Ogr rappresentano uno spazio che esiste e che è stato vissuto, avendo ospitato, oltre alla mostra, molte manifestazioni”. http://www.comune.torino.it/ucstampa...icle_987.shtml
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I ♥ TO http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo «Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia) http://vimeo.com/17027696 |
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