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Old February 8th, 2007, 01:35 PM   #21
Cumino
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8/2/2007 (8:40) - CONCORSO A VENARIA

La Reggia vuole conquistare il mondo

Quote:
L'agenzia di comunicazione vincente disporrà di 12 milioni di euro
GIANNI GIACOMINO


TORINO Far conoscere al mondo la Reggia di Venaria. Ecco il compito degli esperti della dozzina di agenzie di comunicazione che hanno aderito al bando di concorso per promuovere il complesso sabaudo nei cinque continenti. «Non è un'operazione semplice: dovrete vendere un capolavoro del passato che esiste, ma è come se non fosse mai esistito, nemmeno nell'immaginario collettivo dei torinesi, e che adesso bisogna far esistere»

[...]



http://www.lastampa.it/Torino/cmsSez...1447girata.asp
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Old March 9th, 2007, 11:27 AM   #22
Johnny_utah
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Venaria il giardino dell’arte

Il nuovo parco d'arte è costato 42 milioni, 22 sono già in opera. I rimanenti completeranno i giardini superiori.

Venaria, un parco da primato



Rimodellato un intero paesaggio, che fonde architettura antica
e arte del domani

MAURIZIO LUPO
VENARIA
Prende forma alla Reggia di Venaria il primo parco storico d’Europa che mescolerà i suoi panorami barocchi all’archeologia e all’arte contemporanea. Verrà inaugurato il prossimo 10 giugno. Con 42 milioni di euro, 22 dei quali già in opera, ricompone uno scenario di 80 ettari di terreno, che hanno come spettacolare orizzonte ottico la cerchia delle Alpi. Abbraccia prospettive che erano scomparse da secoli. Restituiscono la visione delle secentesce fontane dell’Ercole e del Tempio di Diana, ideate da Amedeo di Castellamonte. Risorte dal terreno come vestigia archeologiche, stanno per essere riunite da un canale di 800 metri. Una sapiente regia paesaggistica già le armonizza con le fughe di viali tracciate da Filippo Juvarra, a fianco di un nuovo teatro boschivo, dove svetteranno dieci opere d’arte contemporanea. Sono dedicate al «flusso» della storia, della natura e delle acque. Le ha concepite il maestro Giuseppe Penone, con il sostegno economico della Compagnia di San Paolo e l’assistenza tecnica del Castello di Rivoli.

«Abbiamo realizzato uno spartito antico, con note contemporanee» dice l’architetto Mirella Macera, coordinatrice dell’intervento, che la Presidente della Regione Mercedes Bresso e l’assessore alla Cultura Gianni Oliva intendono reclamizzare al massimo livello internazionale. Perchè rappresenta un esempio mondiale. Il Piemonte è riuscito a rimodellare un intero paesaggio, per fondervi elementi d’architettura antica con pensieri d’arte del domani. Regista dell’opera è Alberto Vanelli. Il progetto è firmato dallo studio Libidach, con la direzione di Maurizio Reggi.

Nasce da tre atti successivi. Ha fatto riaffiorare il disegno originale del parco della Reggia, svelato da foto aeree a raggi infrarossi. Quindi ha riproposto il giardino secentesco di Castellamonte e quello superiore di Juvarra. Nel riportarli alla luce ha intercettato le due fontane che si credevano perdute. Il tutto è stato armonizzato da essenze vegetali coerenti con quelle d’epoca, dove Penone ha profuso la sua creatività. «Ho espresso - spiega il maestro - una scultura di linfe e di fluidi, legati al concetto dell’albero, con le sue ramificazioni». E’ un pensiero che diventa forma sul retro del rinnovato Castelvecchio della Reggia, ai piedi del ritrovato muraglione a nicchie e grotte che Castellamonte eresse per separarla dal giardino con peschiera nella quale si specchia.

La prima opera che s’incontra si intitola «Tra scorza e scorza». E’ un albero vero, che sorge fra due alte cortecce di bronzo. Un boschetto di tigli li separa da un «Disegno d’acqua»: un bacino dove bollicine disegnano un’impronta digitale. Altri tigli fanno da quinta alla «Pelle di marmo» di Carrara, una bianca piastra di 600 metri quadri, con venature scure scolpite a rilievo, a fianco di un’«Anatomia in marmo». S’attraversa quindi un boschetto surreale, di bianche betulle tibetane. Nascono da un tappeto di ghiaia candida. Annunciano un grande «Cervello di foglie» e la «Biforcazione» di un ramo di bronzo, segnato da un’impronta umana, dalla quale sgorga l’acqua. Sono all’ombra di un gigantesco albero monco, in bronzo. Punta «Verso la luce», ma nasconde all’interno i camini della centrale termica della residenza. Accanto giace un cippo di bronzo. Punta «Verso il centro della terra».

Il discorso riprende con un corridoio di siepi in tasso. Celano il cavedio della dimora. Ma in superficie accolgono «Idee di pietra», espresse da un albero di bronzo che sostiene un masso di fiume, pesante due tonnellate. Accanto si manifesta un «Gesto vegetale», raffigurato da una sagoma umana, colma di vegetazione.

L’insieme, chiuso da un’esedra di faggi, si staglia sul fondale architettonico che Castellamonte disegnò per contenere il giardino superiore, fino alla fontana dell’Ercole. E’ un emiciclo che pare strappato da Pompei, ma è trapunto di nodi sabaudi. Riavrà il suo bacino d’acqua, al centro del quale tornerà ad ergersi la statua di Ercole, finora conservata a Palazzo Madama. Guarderà verso le Alpi, lungo l’asse del canale che raggiunge la fontana di Diana. Le sue fondamenta, di 60 metri di diametro, sono articolate su tre corone circolari concentriche. Nel mezzo, un tempo, sorgeva il Tempio di Diana Cacciatrice. Verrà riproposto da un teatro d’acqua, che ne riplasmerà le forme con una coreografia di zampilli.
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Old March 9th, 2007, 12:39 PM   #23
Hogan
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Il nuovo parco d'arte è costato 42 milioni, 22 sono già in opera. I rimanenti completeranno i giardini superiori.

Venaria, un parco da primato



Rimodellato un intero paesaggio, che fonde architettura antica
e arte del domani

MAURIZIO LUPO
VENARIA
Prende forma alla Reggia di Venaria il primo parco storico d’Europa che mescolerà i suoi panorami barocchi all’archeologia e all’arte contemporanea. Verrà inaugurato il prossimo 10 giugno. Con 42 milioni di euro, 22 dei quali già in opera, ricompone uno scenario di 80 ettari di terreno, che hanno come spettacolare orizzonte ottico la cerchia delle Alpi. Abbraccia prospettive che erano scomparse da secoli. Restituiscono la visione delle secentesce fontane dell’Ercole e del Tempio di Diana, ideate da Amedeo di Castellamonte. Risorte dal terreno come vestigia archeologiche, stanno per essere riunite da un canale di 800 metri. Una sapiente regia paesaggistica già le armonizza con le fughe di viali tracciate da Filippo Juvarra, a fianco di un nuovo teatro boschivo, dove svetteranno dieci opere d’arte contemporanea. Sono dedicate al «flusso» della storia, della natura e delle acque. Le ha concepite il maestro Giuseppe Penone, con il sostegno economico della Compagnia di San Paolo e l’assistenza tecnica del Castello di Rivoli.

«Abbiamo realizzato uno spartito antico, con note contemporanee» dice l’architetto Mirella Macera, coordinatrice dell’intervento, che la Presidente della Regione Mercedes Bresso e l’assessore alla Cultura Gianni Oliva intendono reclamizzare al massimo livello internazionale. Perchè rappresenta un esempio mondiale. Il Piemonte è riuscito a rimodellare un intero paesaggio, per fondervi elementi d’architettura antica con pensieri d’arte del domani. Regista dell’opera è Alberto Vanelli. Il progetto è firmato dallo studio Libidach, con la direzione di Maurizio Reggi.

Nasce da tre atti successivi. Ha fatto riaffiorare il disegno originale del parco della Reggia, svelato da foto aeree a raggi infrarossi. Quindi ha riproposto il giardino secentesco di Castellamonte e quello superiore di Juvarra. Nel riportarli alla luce ha intercettato le due fontane che si credevano perdute. Il tutto è stato armonizzato da essenze vegetali coerenti con quelle d’epoca, dove Penone ha profuso la sua creatività. «Ho espresso - spiega il maestro - una scultura di linfe e di fluidi, legati al concetto dell’albero, con le sue ramificazioni». E’ un pensiero che diventa forma sul retro del rinnovato Castelvecchio della Reggia, ai piedi del ritrovato muraglione a nicchie e grotte che Castellamonte eresse per separarla dal giardino con peschiera nella quale si specchia.

La prima opera che s’incontra si intitola «Tra scorza e scorza». E’ un albero vero, che sorge fra due alte cortecce di bronzo. Un boschetto di tigli li separa da un «Disegno d’acqua»: un bacino dove bollicine disegnano un’impronta digitale. Altri tigli fanno da quinta alla «Pelle di marmo» di Carrara, una bianca piastra di 600 metri quadri, con venature scure scolpite a rilievo, a fianco di un’«Anatomia in marmo». S’attraversa quindi un boschetto surreale, di bianche betulle tibetane. Nascono da un tappeto di ghiaia candida. Annunciano un grande «Cervello di foglie» e la «Biforcazione» di un ramo di bronzo, segnato da un’impronta umana, dalla quale sgorga l’acqua. Sono all’ombra di un gigantesco albero monco, in bronzo. Punta «Verso la luce», ma nasconde all’interno i camini della centrale termica della residenza. Accanto giace un cippo di bronzo. Punta «Verso il centro della terra».

Il discorso riprende con un corridoio di siepi in tasso. Celano il cavedio della dimora. Ma in superficie accolgono «Idee di pietra», espresse da un albero di bronzo che sostiene un masso di fiume, pesante due tonnellate. Accanto si manifesta un «Gesto vegetale», raffigurato da una sagoma umana, colma di vegetazione.

L’insieme, chiuso da un’esedra di faggi, si staglia sul fondale architettonico che Castellamonte disegnò per contenere il giardino superiore, fino alla fontana dell’Ercole. E’ un emiciclo che pare strappato da Pompei, ma è trapunto di nodi sabaudi. Riavrà il suo bacino d’acqua, al centro del quale tornerà ad ergersi la statua di Ercole, finora conservata a Palazzo Madama. Guarderà verso le Alpi, lungo l’asse del canale che raggiunge la fontana di Diana. Le sue fondamenta, di 60 metri di diametro, sono articolate su tre corone circolari concentriche. Nel mezzo, un tempo, sorgeva il Tempio di Diana Cacciatrice. Verrà riproposto da un teatro d’acqua, che ne riplasmerà le forme con una coreografia di zampilli.




Venaria, un parco da primato





Scorcio virtuale delle dieci installazioni di Penone a ridosso del muraglione a nicchie di Castellamonte



Tempio di Diana. Sono affiorate le sue antiche fondamenta. Verranno esaltate da un bacino d?acqua a raso, mentre un teatro di zampilli riprodurrà le strutture scomparse.






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Old March 9th, 2007, 03:35 PM   #24
Cumino
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Meraviglioso, non vedo l'ora di andarci e che sia tutto finito soprattutto!
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Old March 14th, 2007, 10:06 AM   #25
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Che dire... la Venaria Reale è qualcosa più che un gioiello, è un colossso!
Stupinigi è superiore come architettura di insieme (unità architettonica), ma in certe sue parti la Venaria è una poesia...
E poi l'integrazione con il borgo è spettacolare!
Da domani Torino sarà un'altra città, sempre meno industriale e sempre più turistica. Il Palazzo Madama, la Palazzina di caccia Stupinigi, la Venaria Reale, il Castello di Rivoli, Moncalieri, Racconigi, il Castello del Valentino... Da Italiano mi sento veramente orgoglioso!
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Old March 14th, 2007, 11:36 AM   #26
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Che dire... la Venaria Reale è qualcosa più che un gioiello, è un colossso!
Stupinigi è superiore come architettura di insieme (unità architettonica), ma in certe sue parti la Venaria è una poesia...
E poi l'integrazione con il borgo è spettacolare!
Da domani Torino sarà un'altra città, sempre meno industriale e sempre più turistica. Il Palazzo Madama, la Palazzina di caccia Stupinigi, la Venaria Reale, il Castello di Rivoli, Moncalieri, Racconigi, il Castello del Valentino... Da Italiano mi sento veramente orgoglioso!
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Old April 4th, 2007, 01:25 PM   #27
mindthegap
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Abbandonata per anni, la "Versailles d'Italia" alle porte di Torino
Aprirà al pubblico in settembre. Ecco le prime foto del "miracolo"

Saloni, stucchi e giardini
rinasce la Reggia di Venaria




VENARIA REALE - Accadrà tra poco meno di sei mesi, il 21 settembre prossimo. E, da quel giorno, i milioni di visitatori dei decenni che verranno dovranno ringraziare gli ormai quasi sconosciuti fondatori di un'associazione dal nome impronunciabile, "Avta", e quella loro battaglia lontana, all'inizio degli Anni '50, per bloccare "l'abbattimento della Reggia a favore di un'espansione edilizia della città di Venaria Reale". Così, fu impedito che la "Versailles d'Italia", una delle inestimabili meraviglie delle corti e del barocco europei, voluta dai Savoia a partire dalla metà del '600 alle porte di Torino, fosse rasa al suolo dalle ruspe e sostituita da una schiera di case popolari.

Qualcosa di straordinario, un patrimonio dell'umanità alla pari di Versailles, dell'Hérmitage o di Caserta, che buona parte d'Italia ha sempre ignorato. Così come un secolo e mezzo di lento abbandono era quasi riuscito ad annientarlo: tetti sfondati sui quali crescevano addirittura gli alberi, affreschi e stucchi divorati dall'umidità come se fosse una lebbra, arredi, quadri e mobili dispersi in mille rivoli, porte, lastre di pietra e di marmo, travi di legno e caminetti interi divelti e saccheggiati subito dopo il 25 aprile 1945 nella rabbia, contro il regime e contro i Savoia, della gente povera e affamata di quell'antico borgo militare e della "caccia reale" (la Venaria, appunto) che si preparava a diventare uno dei dormitori operai della città del boom e della Fiat.

Adesso, che un miracolo durato già otto anni e che costerà, alla fine di tutto, 280 milioni di euro, si è quasi realizzato, la Reggia spalanca per la prima volta, al taccuino del cronista e all'obiettivo del fotografo, le porte dell'intero cantiere che mette assieme 250mila metri quadrati di superficie tra edifici, giardini e strade e che, come in un immenso rompicapo, ha ricomposto i tasselli di un puzzle disegnato, tra il 1659 e il 1739, da principi dell'architettura che si chiamano Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. Ma, mentre guida la visita in quella che considera da un decennio la sua creatura, e che tra qualche settimana consegnerà al mondo, neppure il soprintendente per i Beni Architettonici del Piemonte, Francesco Pernice, riesce a trovare una sintesi completa di tutto l'evento. "Guardate, è una cosa bellissima, emozionante", ripete solo con semplicità e passione ad ogni varco, ad ogni immenso salone invaso dalle impalcature e dai muratori, anche in una domenica mattina.

E' già tante cose, infatti, il restauro di Venaria Reale e tantissime altre le sarà, magari se saranno stati eleminati anche gli scempi edilizi e industriali che la circondano. A settembre, ad esempio, quando il regista Peter Greenaway rispolvererà i ricordi del suo I misteri del giardino di Compton House per proiettare, in cinque diverse "stazioni" della visita, la storia dei Savoia da Umberto Biancamano sino a Torino capitale. "Saranno dei quadri che parlano, come nei film di Harry Potter - spiega Alberto Vanelli, il direttore della Cultura della Regione Piemonte - nei quali un duca, una damigella, un servo, una favorita, la Sindone, una madama reale, un ballo o un corteo di ambasciatori narreranno l'atmosfera della corte e di questo luogo destinato al piacere e al divertimento".

Oppure è una sfilza di cifre, esagerate e affascinanti al tempo stesso: i nove tipi diversi di mattonelle di cotto realizzate per avere pavimenti che ricreino l'antichità del Seicento, le 450 opere che arriveranno dai grandi musei del mondo per l'inaugurazione, le oltre 10mila analisi agli infrarossi di ogni cosa si doveva riconoscere e poi rifare per ripristinare quello che il tempo aveva degradato, i 50 milioni di euro raccolti con il Lotto nel 2000 dall'allora ministro Veltroni per dare il via all'opera, oltre 700 persone al lavoro ogni giorno per 8 anni, gli 80 mila metri quadrati della Reggia e i 40 mila del Borgo Castello, dove l'ultimo re che qui veniva, Vittorio Emanuele II, portava la moglie morganatica: la "Bela Rosin". E ancora, i futuri 400 dipendenti e la spesa di 15 milioni di euro all'anno per gestire il tutto. Ma anche il numero che nessuno ricorda più di alberi, piante e di rose comprati per rifare il giardino trasformato in una spianata senza confini quando Venaria Reale diventò una grande caserma, ma che era stato disegnato con la consulenza di André Le Notre, il genio di Versailles. "Ne sono serviti così tanti - dice Vanelli - che a un certo punto abbiamo dovuto rivolgerci all'estero. I carpini, ad esempio, li abbiamo trovati in Olanda".

Poi ci sono i vanti di un restauro che ora, a ogni riunione dei soprintendenti delle grandi dimore europee, fa schiattare di invidia i francesi riempiendo di orgoglio Pernice e che, intanto, sta per essere imitato in molti altri posti del Continente.
Un'intera ala, quella delle scuderie e del maneggio di Benedetto Alfieri, ospita già il Centro di conservazione e restauro dei Beni Culturali che lavora per il cantiere, ma anche per i musei di mezza Europa. "Per prima cosa, abbiamo deciso di non rifare tutto ciò che era andato distrutto, ma di usare le tecniche del puntinato, del sottotono, del rigatino per far intuire che cosa manca e come poteva essere nella realtà - aggiunge Pernice - Dopo, abbiamo scelto tecnologie e materiali a basso costo: solo 1300 euro al metro quadrato, mentre nel resto d'Europa se ne spendono più di duemila".

Lunghissimo è anche l'elenco di ciò che la Reggia e il Borgo ospiteranno, entro il 2010 quando saranno a pieno regime. Una mostra permanente sui Savoia, uffici propri e una sede dell'Unesco per un "museo dei musei", un ristorante di lusso, caffetterie, un albergo a cinque stelle, un centro per l'allevamento del cavallo con maneggio coperto, cortei in costume e concerti nel giardino, una foresteria, botteghe artigiane, un mercatino Slow Food, almeno tre biblioteche, il teatro delle commedie del '600 restaurato e con 200 posti, più tante altre cose ancora da decidere o inventare: "Servirà almeno un weekend per visitare tutto".

E infine i quattro "gioielli" dello Juvarra che si susseguono nella pianta imponente di corridoi, cortili, maniche e padiglioni possenti: la galleria di Diana (è già aperta da qualche anno ed è affittata almeno ogni 15 giorni per feste, convegni e location di film), la chiesa di Sant'Uberto, la Citroniera (sarà un grande giardino d'inverno e forse ospiterà un collage di tutti i "paradisi terrestri" delle religioni del mondo) e la Scuderia (diventerà il luogo delle grandi mostre annuali di archeologia e di arte). Con un sogno, quello dell'assessore regionale alla Cultura e storico dei Savoia, Gianni Oliva: ricostruire, in qualche angolo, la rappresentazione dei giorni dell'amore tra Vittorio Amedeo II e la sua favorita, la contessa di Verrua.
"Lei arrivava da Versailles e si fece corteggiare quasi per un anno, insegnandogli l'arte della seduzione. Poi restò qui dieci anni e Venaria fu davvero degna del Re Sole".

http://www.repubblica.it/2007/04/sez...ia-reggia.html

galleria di foto
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Old April 4th, 2007, 02:04 PM   #28
Cumino
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Mi sono venuti i lucciconi agli occhi leggendo questo articolo...
guarda, non vedo l'ora arrivi settembre, tra l'apertura della metro e di Venaria Reale, un mese col botto!

Una cosa tecnica che vorrei sapere dai più informati; vedo che l'esterno della Reggia è in parte intonacato, mentre una grossa parte è lasciata con i mattoni a vista, tipo piazza Castello,
volevo sapere se resterà così (bigusto ), o verrà tutta intonacata?
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Old April 4th, 2007, 02:07 PM   #29
caligola00
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....se posso dire la mia, e non per smorzare gli entusiasmi, premettendo che ho una conoscenza del cantiere per averci lavorato a più riprese qualche anno fa.
paragonare la venaria a versailles o all'hermitage o anche caserta è una di quelle iperboli giornalistiche che lasciano il tempo che trovano. il confronto regge solo da un punto di vista: le dimensioni colossali.
per il resto l'apparato decorativo della venaria è quasi interamente e colpevolmente (per quelle amministrazioni dello stato che lo hanno permesso)perduto.
il giardino è una ricostruzione; io personalmente ne sono contento, ma rimane una ricostruzione con tutti i limiti culturali che una tale operazione presenta (non mi addentrerò in temi inerenti la questione del falso storico etc.)
Il Centro per la Conservazione ed il restauro al momento, non lavora per nulla per i musei di tutta europa, semplicemente perchè non ha, al momento, nè risorse nè personale. Oltre tutto si è fatta la scelta sbagliata di affidarne la direzione del laboratorio di restauro ad una celebre restauratrice di 84 anni. largo ai giovani.

comunque plaudo anche io alla iniziativa. per lo meno quel che rimane del bene è recuperato e fruibile
__________________
[Ora basta!!!!!]

...sono qui ad aspettar la Metro.......la 4!!
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Old April 4th, 2007, 02:08 PM   #30
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Mi sono venuti i lucciconi agli occhi leggendo questo articolo...
guarda, non vedo l'ora arrivi settembre, tra l'apertura della metro e di Venaria Reale, un mese col botto!

Una cosa tecnica che vorrei sapere dai più informati; vedo che l'esterno della Reggia è in parte intonacato, mentre una grossa parte è lasciata con i mattoni a vista, tipo piazza Castello,
volevo sapere se resterà così (bigusto ), o verrà tutta intonacata?
credo proprio che resterà così
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Old April 4th, 2007, 02:32 PM   #31
Johnny_utah
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....se posso dire la mia, e non per smorzare gli entusiasmi, premettendo che ho una conoscenza del cantiere per averci lavorato a più riprese qualche anno fa.
paragonare la venaria a versailles o all'hermitage o anche caserta è una di quelle iperboli giornalistiche che lasciano il tempo che trovano. il confronto regge solo da un punto di vista: le dimensioni colossali.
per il resto l'apparato decorativo della venaria è quasi interamente e colpevolmente (per quelle amministrazioni dello stato che lo hanno permesso)perduto.
il giardino è una ricostruzione; io personalmente ne sono contento, ma rimane una ricostruzione con tutti i limiti culturali che una tale operazione presenta (non mi addentrerò in temi inerenti la questione del falso storico etc.)
Il Centro per la Conservazione ed il restauro al momento, non lavora per nulla per i musei di tutta europa, semplicemente perchè non ha, al momento, nè risorse nè personale. Oltre tutto si è fatta la scelta sbagliata di affidarne la direzione del laboratorio di restauro ad una celebre restauratrice di 84 anni. largo ai giovani.

comunque plaudo anche io alla iniziativa. per lo meno quel che rimane del bene è recuperato e fruibile
Sei mai stato in Irlanda dove visitando i castelli e abbazie la guida, orgogliosissima, ti fa notare che c'è anche qualche pezzo di vetrata originale (tutto il resto è ricostruito, ma ti assicurano, dai documenti dell'epoca, che era proprio così)?
Mi sembra un po' esagerata la tua puntualizzazione: dal punto di vista architettonico la Venaria presenta una varietà di stili e di forme enormemente maggiore rispetto a Caserta e Versailles che sono solo la ripetizione all'infinito di un solo modulo architettonico.
I giardini, beh, ricostruire un giardino non mi sembra un gran falso storico...
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Johnny_utah
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Mi sono venuti i lucciconi agli occhi leggendo questo articolo...
guarda, non vedo l'ora arrivi settembre, tra l'apertura della metro e di Venaria Reale, un mese col botto!

Una cosa tecnica che vorrei sapere dai più informati; vedo che l'esterno della Reggia è in parte intonacato, mentre una grossa parte è lasciata con i mattoni a vista, tipo piazza Castello,
volevo sapere se resterà così (bigusto ), o verrà tutta intonacata?
Rimarrà così, anche perchè l'originale era così!
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Old April 4th, 2007, 02:34 PM   #33
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....se posso dire la mia, e non per smorzare gli entusiasmi, premettendo che ho una conoscenza del cantiere per averci lavorato a più riprese qualche anno fa.
paragonare la venaria a versailles o all'hermitage o anche caserta è una di quelle iperboli giornalistiche che lasciano il tempo che trovano. il confronto regge solo da un punto di vista: le dimensioni colossali.
per il resto l'apparato decorativo della venaria è quasi interamente e colpevolmente (per quelle amministrazioni dello stato che lo hanno permesso)perduto.
il giardino è una ricostruzione; io personalmente ne sono contento, ma rimane una ricostruzione con tutti i limiti culturali che una tale operazione presenta (non mi addentrerò in temi inerenti la questione del falso storico etc.)
Il Centro per la Conservazione ed il restauro al momento, non lavora per nulla per i musei di tutta europa, semplicemente perchè non ha, al momento, nè risorse nè personale. Oltre tutto si è fatta la scelta sbagliata di affidarne la direzione del laboratorio di restauro ad una celebre restauratrice di 84 anni. largo ai giovani.

comunque plaudo anche io alla iniziativa. per lo meno quel che rimane del bene è recuperato e fruibile
Anche Carcassonne è una città completamente ricostruita, peraltro con molta fantasia. Eppure mi pare che i turisti apprezzino lo stesso.
La Venaria Reale non è Versailles, e Torino non è Parigi. Ma un capolavoro del passato che riemerge così dal nulla è una notizia che non può passare inosservata, nè può essere sminuita. La Venaria Reale ha in più un valore aggiunto, in quanto va ad integrarsi con le altre stupende palazzine reali che si trovano attorno a Torino, prime fra tutte la palazzina di caccia di Stupinigi e il Castello di Racconigi.
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Rome: hidden & secret wonderful places
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=452475

Rome's most beautiful Str33t5
http://www.skyscrapercity.com/showth...475060t=461792
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La Reggia vuole conquistare il mondo


L'agenzia di comunicazione vincente disporrà di 12 milioni di euro
GIANNI GIACOMINO

TORINO Far conoscere al mondo la Reggia di Venaria. Ecco il compito degli esperti della dozzina di agenzie di comunicazione che hanno aderito al bando di concorso per promuovere il complesso sabaudo nei cinque continenti. «Non è un'operazione semplice: dovrete vendere un capolavoro del passato che esiste, ma è come se non fosse mai esistito, nemmeno nell'immaginario collettivo dei torinesi, e che adesso bisogna far esistere»


http://www.lastampa.it/Torino/cmsSez...1447girata.asp
Intanto potremmo cominciare a pubblicizzarla noi qui, un bel thread sui lavori con tanto di foto dei cantieri e dei plastici illustrativi e poi un bel thread fotografico di altissima qualità quando sarà inaugurata!
Cumino, sei pronto per realizzare un bel servizio fotografico?
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Rome: hidden & secret wonderful places
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=452475

Rome's most beautiful Str33t5
http://www.skyscrapercity.com/showth...475060t=461792
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Old April 4th, 2007, 03:01 PM   #35
Cumino
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Ovviamente si, con foto personali! Non aspetterò altro fino a Settembre
Se poi nel corso dell'estate ci scapperà qualche guida in anteprima, meglio ancora!
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Old April 4th, 2007, 03:23 PM   #36
Pavlvs
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Originally Posted by Johnny_utah View Post
Sei mai stato in Irlanda dove visitando i castelli e abbazie la guida, orgogliosissima, ti fa notare che c'è anche qualche pezzo di vetrata originale (tutto il resto è ricostruito, ma ti assicurano, dai documenti dell'epoca, che era proprio così)?
I castelli d'Irlanda, salvo qualcuno, sono una farsa - a cominciare da quello di Dublino.
Se quelli sono castelli, chiederò ai beni culturali di far classificare come maniero la mia villa in campagna, dopo aver provveduto a mettere i merli sul balcone e sul comignolo.
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Old April 4th, 2007, 03:27 PM   #37
Cumino
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Originally Posted by Pavlvs View Post
chiederò ai beni culturali di far classificare come maniero la mia villa in campagna, dopo aver provveduto a mettere i merli sul balcone e sul comignolo.
Hai capito il signor marchese come si tratta bene...
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Old April 4th, 2007, 03:31 PM   #38
Pavlvs
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Niente di che.
Campagna entroterra abruzzese, mica il Chianti.

Il mio garage qui a Roma vale di più.
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Old April 4th, 2007, 05:45 PM   #39
plottigat
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Originally Posted by caligola00 View Post
semplicemente perchè non ha, al momento, nè risorse nè personale.
Per le risorse non so, ma per quanto riguarda il personale le selezioni sono cominciate da un po' . Il primo bando di selezione si è concluso il 20/09/05 e sul sito c'è l'elenco delle persone individuate.
Forse tu ne sai più di me perchè conosci la situazione dall'interno, ma pensavo che a queste selezioni corrispondesse l'inserimento dei restauratori presso i laboratori. Mi sbaglio? Non stanno lavorando sullo "Stanzino delle duchesse"?

Comunque non credo sia possibile fare una classifica delle regge... cosa prendi in considerazione? Solo il valore architettonico o anche l'importanza storica?
Una cosa è sicura, i soldi spesi per il marketing della Venaria cominciano a farsi sentire... bravi noi! Si vede che - almeno in Piemonte - abbiamo imparato qualcosa dai maestri francesi.
__________________
Alla fine la vita non è altro che un gavettone lanciato contro una struttura reticolata.
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Old April 4th, 2007, 07:42 PM   #40
caligola00
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Non sono mai stato in Irlanda. L'orgoglio, pur legittimo di una guida o di chicchessia, non credo che aggiunga valore culturale ad un bene architettonico. Non volevo fare classifiche fra le regge perchè non ha senso. Proprio perchè non ha senso mi sembra sbagliato paragonare Venaria a Hermitage o Versailles. Oltre che sbagliato mi sembra provinciale, come se avessimo sempre bisogno di modelli esteri per aggiungere valore ai nostri beni. Il mio invito andava nella direzione di diffidare di certe iperboli giornalistiche che servono solo a deviare il giudizio.
Quello che volevo dire è l'insieme delle seguenti cose:
l'apparato decorativo della Venaria è, ahimè, quasi completamente perduto, e le colpe vanno ricercate in chi ne ha devastato gli interni per una serie di destinazioni d'uso sbagliate.
Il giardino è una ricostruzione. Attenta, meticolosa, fondata su disegni e su rilievi, ma pur sempre una ricostruzione. Si è quindi ripristinato il “disegno originale”, ma un bene culturale non è solo disegno. Tutto il resto del “testo storico” non può essere recuperato. Ciò detto, sono ben contento che abbiano ricostruito il giardino; nel caso di materia viva, come è quella vegetale, anche le teorie del restauro consentono qualche licenza in più.
Anche la citta di carcassonne è una ricostruzione, così come tanti altri edifici storici; se i turisti non se ne accorgono è solo perchè viviamo in tempi distratti. Io cerco di essere attento e credo che in un forum che si occupa di architettura questa attenzione vada bene.
Per quanto riguarda le assunzioni, in effetti qualcuna è stata fatta.l'attività dei laboratori è per ora molto ridotta.
Ciò detto mi rallegro dell'inaugurazione prossima di Venaria e meno male che i lavor sono stati fatti, anche se tardivamente e di sicuro non con le idee così chiare: ad esempio il solito balletto sulle destinazioni d'uso (museo egizio, museo della reggia con un ambiente che avrebbe dovuto ospitare la ricostruzione di una imbarcazione usata dai Savoia, interi piani vuoti che, a quanto mi risulta rimarranno vuoti perchè non si sa cosa metterci) poteva essere evitato.

Quando però a settembre entreremo nelle sale sicuramente sarà una gran bella giornata. Meglio quindi la situazione attuale rispetto a quella di venti anni fa.
__________________
[Ora basta!!!!!]

...sono qui ad aspettar la Metro.......la 4!!
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