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Old July 8th, 2007, 08:30 PM   #1
GENIUS LOCI
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Old July 9th, 2007, 03:01 PM   #2
bressa82
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chi vuole andare a vederla ho fatto una breve scheda sul palagiustizia di gino valle nel treads in prima pagina "tribunali e carceri"

questa credo sia una vista da brescia 2 che permette di vedere lo spazio dove si andra a realizzare la torre di libeskind di 90 m del giornale di brescia... in effetti mi pare un po sacrificata

ovviamnte adesso davanti al palagiustizia c'è il parco tarello



io la vedrei bene al posto dell'albergo brescia che è li abbandonato da anni... che mai verra completato... sarebbe anche un elemento di risalto cper chi arriva da venezia con la ferrovia e forse sarebbe anche bella da vedere per chi percorrendo via kennedy da una sbirciata verso il parco tarello...
andrebbe a coprire la parte grigia del palagiustizia... non ho ancora capito se sia stata voluta cosi o frutto di una variante in corso d'opera....

chi ha le foto dei rendering proposti non le posterebbe?????

Last edited by bressa82; July 9th, 2007 at 07:59 PM.
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Old July 10th, 2007, 12:47 PM   #3
Sonic from Padova
Николай
 
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Ci sono degli aggiornamenti sulle 3 torri di vetro che stanno costruendo ad ovest della città?
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Old July 10th, 2007, 12:49 PM   #4
bressa82
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le tre torri uguali della morgante??????????
io le vedo da lontano perche non ci passo vicino (e si notano benissimo)... sono ormai avviate verso la conclusione.... per gli interni non so!!!
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Old July 10th, 2007, 12:51 PM   #5
bressa82
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dal bresciaoggi: http://www.bresciaoggi.it/

Quote:
LAVORI PUBBLICI. A Mompiano sorgerà il nuovo impianto natatorio cittadino. Sostituirà quello demolito da Brescia Mobilità per la realizzazione del metrobus
La nuova piscina alla stretta finale
Fermi: «A settembre emetteremo il bando per l’appalto: se tutto andrà per il meglio ad aprile apriremo il cantiere»
La nuova struttura sarà simile a un parco acquatico e avrà spazi verdi e zone di ristoro
Il progetto finale è stato preparato da un’ Ati capitanata dal bresciano Camillo Botticini

Daniele Bonetti

Brescia avrà la nuova piscina. Entro la fine di questa settimana l’architetto Camillo Botticini, insieme all’Ati che l’ha affiancato nel progetto, consegnerà il materiale a Brescia Mobilità che dovrà poi produrre la documentazione necessaria per redigere il bando europeo per la costruzione del nuovo impianto natatorio cittadino. Una procedura che, se tutto andrà per il verso giusto senza alcun intoppo di ordine burocratico, dovrebbe far partire i lavori all’inizio della prossima primavera.
«La nostra idea sarebbe quella - sottolinea il presidente di Brescia Mobilità Ettore Fermi - : dopo che l’assessorato ai lavori pubblici del Comune ha licenziato il progetto pochi giorni fa, ora dobbiamo approfondire alcune cose con lo studio di progettazione per poi fare il bando. Vista la portata dell’opera ci troviamo a dover fare un bando europeo che ci richiederà dei tempi leggermente più lunghi».
Salvo rallentamenti, un’opera come quella che sorgerà a Mompiano a pochi metri dallo stadio Rigamonti, richiederà un anno di lavoro, forse anche qualcosa in più: considerati i ritardi cronici per i grandi cantieri, è ipotizzabile che la consegna alla cittadinanza possa avvenire non prima della fine del 2009 e comunque in largo anticipo sull’inizio della stagione estiva che, secondo le previsioni, dovrebbe coincidere con il boom di presenze nell’impianto natatorio. «E’ il nostro obiettivo - le parole di Fermi - : del resto la città ha bisogno di un nuovo impianto e specialmente nella zona nord: la nostra intenzione è quella di concluderla il prima possibile anche perchè in fondo quella vecchia l’abbiamo demolita noi per via della metropolitana leggera. Non avevamo alternative e adesso dobbiamo rimediare».
Dopo aver costruito parcheggi e metropolitana, Brescia Mobilità avrà un ruolo importante per la costruzione della piscina comunale. Per certo versi si tratta di una missione inedita: una «commissione» non casuale ma legata ad un caso specifico, l’«esproprio» che Brescia Mobilità fece della vecchia e obsoleta piscina di Mompiano al Comune. Un «lavoro» necessario per consentire il passaggio della metropolitana leggera ma che di fatto ha privato la zona nord della città di un impianto che veniva utilizzato da parecchie persone facendo registrare numeri non disprezzabili.
Proprio come «risarcimento» per quanto fatto, Brescia Mobilità si è accollata così l’onere di ricostruire la piscina poco distante da quella demolita: ne uscirà però una struttura che avrà ben poco a che vedere con quella vecchia demolita oltre un anno fa.
Nell’impianto cittadino crescerà una piscina coperta con una tribuna in grado di accogliere più di mille spettatori e quindi utilizzabile per i grandi eventi natatori (gare di nuoto, tuffi e partite di pallanuoto) oltre a due specchi d’acqua scoperti che, uniti ad una zona verde molto ampia, permetteranno non solo ai cittadini di fruire di un polmone verde nuovo a pochi passi dal parco Castelli, ma di ritrovarsi catapultati da una vecchia piscina comunale ad un vero e proprio parco acquatico comunale con tanto di bar e zone ristoro disseminate nel prato.
A questo punto non resta che attendere: in primavera partiranno i lavori. Un cantiere notevole che però non dovrebbe sconvolgere la vita di un quartiere che già da parecchi anni si trova a convivere con i disagi legati alle numerose cantierizzazioni. Questa volta però i cittadini vedranno sorgere fuori casa un vero e proprio parco acquatico che diventerà un punto di riferimento per l’estate bresciana. E con la nuova piscina, anche gli altri impianti comunali dovrebbero vedere «allentare» la pressione degli «sfrattati» da Monpiano
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Old July 10th, 2007, 09:09 PM   #6
Rhoy
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Nuovo stadio?
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Old July 11th, 2007, 08:18 AM   #7
bressa82
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in un intervista di corioni a marzo avevo sentito settembre.... ma non lo so perche in questi anni ne ho sentiti tanti di inizi lavori imminenti per lo stadio
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Old July 11th, 2007, 09:22 AM   #8
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Originally Posted by Rhoy View Post
Nuovo stadio?
La storia infinita.........
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Old July 11th, 2007, 12:38 PM   #9
bressa82
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ottima rassegna stampa oggi dal bresciaoggi
http://www.bresciaoggi.it/


Quote:
URBANISTICA. In sei anni recuperati oltre 120 edifici, togliendo la zona del centro storico da una preoccupante condizione di degrado. Investiti 41 milioni
«Così il vecchio Carmine rinasce a nuova vita»

Daniele Bonetti

Il nuovo Carmine sta rinascendo con 41 milioni di euro. Una cifra considerevole che la Loggia ha destinato ad un quartiere storico di Brescia: quasi 80 miliardi delle vecchie lire cui però vanno aggiunti anche gli investimenti di soggetti privati che hanno contribuito a sollevare il quartiere, non definitivamente, da una zona di degrado che iniziava a diventare preoccupante.
Ieri mattina infatti il sindaco Paolo Corsini, accompagnato da buona parte della giunta comunale, ha effettuato un sopralluogo per verificare in prima persona i progressi fatti. Ebbene, in quelle vie che una decina d’anni fa erano terreno di conquista per la criminalità, in quegli angoli dove la sporcizia regnava incontrastata, Brescia si è rivelata decisamente più gradevole, almeno nella tarda mattinata, quando la zona è decisamente più vivibile. Diversa è la fruibilità del quartiere verso sera, quando, nonostante quanto fatto in termini di sicurezza, il Carmine rimane ancora una delle zone a rischio della città.
Il nuovo Carmine è il risultato di un progetto iniziato nel 2001 e che finirà solo tra due anni. «Ricordo quando si decise di recuperare questo quartiere - ha sottolineato il sindaco Paolo Corsini - : in quasi 6 anni l’amministrazione ha stanziato complessivamente 41 milioni di euro e prima della fine del mandato faremo ancora qualcosa per recuperare altri edifici».
Effettivamente nelle varie fasi del progetto Carmine sono stati recuperati una quantità considerevole di immobili, anche di grande importanza. «Nel 2001, con i primi lavori - ricorda Corsini - , il progetto Carmine ha recuperato 76 immobili - : con la variante del 2005 ne abbiamo accettati altri 35 mentre con quella 2007 finiranno con l’essere recuperati gli ultimi 17 palazzi. Se dovessi fare la somma, supererei i 120 immobili, mi sembra un bel risultato anche perchè siamo riusciti a proseguire il lavoro che Luigi Bazoli iniziò tra le fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80».
Il lavoro portato avanti dal Comune è stato concepito in due diversi filoni: in primis il recupero degli edifici, il secondo piano l’incentivazione economica per le attività commerciali. «Abbiamo seguito un iter diverso da quelli tradizionali per il recupero di quartieri difficili - assicura l’assessore all’urbanistica Mario Venturini - : recuperare tanti edifici ci ha permesso di ridurre il frazionamento di tante unità immobiliari e questo è senza dubbio un fattore positivo. Importante è stato poi incentivare la nascita di nuove attività commerciali».
Il futuro del quartiere Carmine però non può prescindere dalla continuazione di un progetto che, pur con buoni risultati, ha toccato inevitabilmente solo una parte del quartiere. Il proseguimento di una strada imboccata nel 2001 permetterebbe alla città di ridurre ancora il livello di criminalità che interessa la zona riportando la qualità della vita a livelli decisamente migliori. «Noi abbiamo fatto qualcosa di importante per il centro storico - ha ricordato Corsini - : da parte mia posso dire con soddisfazione che il progetto Carmine andrà avanti fino al 2009. Poi toccherà alla nuova amministrazione stabilire se sia il caso di proseguire questo lavoro o meno».
Da via Capriolo a via Battaglie, fino a Contrada del Carmine, un grande lavoro è stato fatto negli ultimi anni: per fare in modo che non resti un lavoro inutile sarà d’obbligo continuare in questa direzione puntando anche sul recupero sociale di un quartiere che per tutto il ’900 ha vissuto in condizioni molto particolari.




CASE RECUPERATE NEL 2007
La variante al progetto approvata quest’anno consentirà il ripristino di 17 palazzi del quartiere
Corsini: «Il progetto arriverà al termine solo nel 2009. La nuova amministrazione deciderà se proseguirlo»

Dietro alle facciate colorate di palazzi rimessi a nuovo, qualche volta si nascondono situazioni difficili che inevitabilmente si ripercuotono sul quartiere. E proprio per fare in modo che queste situazioni vengano a galla l’amministrazione ha provveduto ad incaricare una studiosa di sociologia, Bianca Barbero Avanzini, di tracciare un quadro sociologico del quartiere per capire come e dove si debba intervenire nel migliore dei modi. «E’ uno strumento che ci sarà di grande utilità - conferma Corsini - : entro breve avremo i risultati di questa ricerca e potremo presentarli alla città».
Intanto l’intervento che ha riportato ad una parziale riqualificazione del Carmine pare aver già dato i primi frutti. «Dai dati che abbiamo in mano - assicura l’assessore ai servizi sociali Fabio Capra - , si deduce che negli ultimi mesi il quartiere sta vivendo una vera e propria inversione di tendenza sulle tipologia di residenti. I cittadini stranieri sono in leggero calo mentre stanno aumentando le famiglie bresciane che scelgono di tornare a vivere al Carmine. Si tratta di una bella vittoria anche se dobbiamo fare ancora molto perchè la sfida-Carmine non è ancora vinta: un fattore che mi sta dando molta soddisfazione è la sensibilità verso gli anziani che in questo quartiere stanno tornando a sentirsi a loro agio».
Per convincere i bresciani a tornare ad abitare una zona che in molti considerano ancora a rischio è stato determinante lavora con decisione proprio sul fattore sicurezza. «E’ stato fondamentale - ha sottolineato l’assessore alla sicurezza del Comune Dionigi Guindani - , riportare in centro il distaccamento di Polizia Locale. In questo modo si è aumentata la presenza sul territorio e senza dubbio si è fatto un primo deciso passo avanti. In secondo luogo vorrei ricordare le 18 telecamere che monitorano le vie considerate maggiormente a rischio. E’ un deterrente importante per i malviventi che non possono più fare i loro comodi alla luce del sole».




ANNI LA DURATA DEL PIANO
Partito nel 2001, il progetto di recupero del quartiere Carmine si concluderà solamente nel 2009.
Ritorno al passato con famiglie bresciane
Chiesto finanziamento per palazzo Avogadro

La riqualificazione del Carmine passa attraverso gli interventi futuri. Quanto fatto in questi anni è la prima parte di un progetto di più ampio respiro. Per proseguire il lavoro l’amministrazione comunale ha deciso di chiedere l’accesso a un fondo statale. Uno dei prossimi passi sarà tentare di recuperare il palazzo Avogadro, i giardini di via Odorici e riqualificare la zona sud di via Battaglie. Per riuscire nell’intento, l’amministrazione ha deciso di attingere al fondo «contratto quartiere 2», emesso dal ministero degli Interni.
IL FINANZIAMENTO. «Abbiamo chiesto di poter avere 8 milioni di euro - rivela l’assessore Venturini - : dopo aver inoltrato tutto il materiale tecnico abbiamo avuto dei riscontri decisamente positivi anche se da Roma ci hanno fatto sapere che ci sono dei ritardi nelle erogazioni dei fondi. Appreso questo abbiamo chiesto dei chiarimenti ma ci hanno garantito che il nostro progetto è uno dei primi che verranno evasi. Per questo sono assolutamente fiducioso e sono sicuro che i ritardi dovuti all’intromissione delle regioni verranno presto superati».
PALAZZO AVOGADRO. Dello stesso avviso anche il sindaco di Brescia Paolo Corsini. «La prossima settimana andrò personalmente a Roma per cercare di accelerare l’iter - ammette - : però ho avuto delle rassicurazioni e, tempistiche a parte, non sono preoccupato. Sarà bellissimo recuperare palazzo Avogadro, uno dei più belli della città. I bresciani ricorderanno sicuramente che i matrimoni più belli sono stati celebrati proprio lì».
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Old July 11th, 2007, 12:40 PM   #10
bressa82
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sui magazzini generali

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DOPODOMANI. Iniziativa di «Città e dintorni»
Ex «Magazzini» Un dibattito sull’intervento
Invitato anche Libeskind, progettista di Sannazaro
«Ci sono i tempi e i modi per discutere a fondo dell’opera, prima della definitiva formulazione»


Nel suo ventesimo compleanno, la rivista «Città e Dintorni - Le ragioni e le cose della politica» torna ad occuparsi delle evoluzioni urbanistiche di Brescia. Il progetto di trasformazione degli ex Magazzini generali in borgo Sannazaro - spiegano gli architetti Davide Gasparetti e Alessandro Benevolo, che fanno parte del comitato editoriale -, in discussione in commissione urbanistica, è un buon punto di partenza per capire in che direzione sta andando la città e per verificare le convergenze tra impresa privata e Amministrazione comunale. Un progetto che peraltro tocca e confina con zone molto diverse della città: dai quartieri Don Bosco e Primo Maggio, più residenziali, ai complessi commerciali a sud, fino ad arrivare ad est all’ex area industriale Pietra.
Se ne discuterà venerdì alle 18 in un incontro promosso dalla rivista alla sala della Loggetta di piazza Loggia 4, a cui è stato invitato anche Daniel Libeskind, progettista del nuovo borgo Sannazaro. «Un intervento particolarmente interessante, anche perchè in questo caso ci sono i tempi e i modi per discuterne a fondo prima che si arrivi alla sua definitiva formulazione».
«All’appuntamento - continuano Gasparetti e Benevolo - abbiamo cercato di invitare un po’ tutti i soggetti coinvolti nell’operazione e nella trasformazione della città: l’Amministrazione, che ha un ruolo di controllo e di indirizzo; la committenza; gli architetti, una categoria importante che ha una grande responsabilità, in quanto portatrice di qualità urbanistica». Manca solo la cittadinanza che in un secondo momento - assicurano i due architetti - avrà l’occasione di intervenire nel dibattito.
Del nuovo Borgo Sannazaro parleranno l’assessore Mario Venturini, il docente di Fondamenti di urbanistica alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano Silvano Tintori, il presidente della commissione Urbanistica della Loggia Fausto Baresi. Oltre a Gasparetti e Benevolo, interverranno poi Luciano Lussignoli, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, Gian Piero Ribolla, dirigente del settore Urbanistica della Loggia e Michela Tiboni, professore associato del corso di Tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università di Brescia.
La trasformazione degli ex - Magazzini generali sarà anche uno dei temi all’oggetto della prossima seduta della commissione Urbanistica, che si riunirà alle 15 di venerdì, proprio prima del convegno, nella sala Commissione edilizia di via Marconi 12. NA.DA.
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Old July 12th, 2007, 10:57 AM   #11
bressa82
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per chi conosce orzinuovi....
i tre progetti dell'architetto andrea Bruno (quello di torino)

area del castelllo (ex mercato del fieno)
area delle angioline
attuale zona campo sportivo che dovrebbe trasloccare vicino al palazzetto e sempre bruno a fare il nuovo progetto dello stadio





bressa82 no está en línea  
Old July 12th, 2007, 04:20 PM   #12
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Sono in attesa di vedere come "andranno a finire" questi progetti della bassa bresciana. Per quanto ne sò, hanno avuto una accoglienza abbastanza contrastata fra la popolazione locale. Ricordo che anni fa (circa una quindicina), fu presentato in castello un concorso dove parteciparono parecchi gruppi per il recupero della rocca stessa. Fu realizzato un bel restauro conservativo, pur restando questo enorme "non luogo anteriore" alla rocca stessa.......Meriterebbe di essere valorizzato, non dimenticando però che per la piccola cittadina della bassda brescianas, la percezione di queste storicità sono un ottimo biglietto da visita.
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Old July 12th, 2007, 04:57 PM   #13
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io credo che l'asse che unisce il castello piazza garibaldi, piazza vittorio emanuele via roma, giardini in fondo (mi sfugge il nome) credo sia uno dei posti piu frequentati tra quelli non celebri (piazzale arnaldo a brescia, desenzano, iseo) della provincia di brescia... e questa area si sta sempre piu espandendo prendendo le vie trasversali... credo che in italia pochi paesi di provincia possano vantare una cosa del genere.... a qualsiasi ora in qualsiasi giorno dell'anno in piazza trovi sempre qualcuno!!!!!!!!
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Old July 15th, 2007, 09:33 AM   #14
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nel treads archiviato si era parlato dell'area multisala ad orzinuovi...

http://www.skyscrapercity.com/showpo...&postcount=480

stamattina giretto in bici all'esterno e:
- hanno praticamente pulito tutta l'area che era ancora incolta
- li nei pressi sono presenti vari mezzi di costruzione strade: graders apripista....
- sono presenti proprio sopra a dove sorgera la multisala due palificatrici di cui una casagrande piuttosto grossa
- sono gia li in cantiere le gabbie d'armatura per i pali
- impianto di fanghi bentonitici molto grosso
bressa82 no está en línea  
Old July 15th, 2007, 03:40 PM   #15
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dal bresciaoggi:

Quote:
URBANISTICA. Convegno al Sancarlino
«Ecco il volto della Brescia che cambia»
Il verde, sistema connettivo della città contemporanea
A differenza di Milano, da noi si è optato per una strategia di sviluppo più «radicale»

Federica Papetti

Le grandi trasformazioni urbanistiche in atto a Brescia s’inseriscono nella cornice del nuovo Piano Regolatore divenuto operativo nel 2004. I problemi legati alla mobilità, all’ambiente e le impellenti trasformazioni del tessuto socio economico hanno spinto l'Amministrazione a ridisegnare la città con una strategia diversa rispetto a quella adottata dal vecchio piano Benevolo. Sono le premesse con cui l’assessore all'urbanistica Mario Venturini ha illustrato i progetti bresciani nel convegno organizzato dall’ordine degli Architetti al San Carlino che ha messo a confronto le due realtà metropolitane di Brescia e Milano. Per entrambe vale la considerazione che l’area propriamente urbana risulta troppo piccola rispetto ad un territorio che coinvolge da punto di vista funzionale una pluralità di comuni limitrofi. Eppure Brescia , a differenza di Milano, ha preferito optare per una strategia di sviluppo radicale, rinnovando il Prg e ristabilendo la quantità dell’edificazione e la distribuzione degli spazi aperti. Il verde nella nuova concezione rappresenta il sistema connettivo della città contemporanea e il parco Tarello, recentemente inaugurato, simboleggia proprio la vision di derivazione parigina sperimentata a «La Villette».
Gianpiero Ribolla, responsabile del settore Urbanistica, ha riassunto le grandi opere che hanno modificato il volto della città, alcune delle quali sono terminate. Il ripensamento di Borgo Whurer o Sanpolino, un vero e proprio pezzo di città che si aggiunge a Brescia. Ma come per il capoluogo lombardo anche il Piano regolatore bresciano coinvolge le aree industriali dismesse, nelle quali è concentrato un ingente patrimonio immobiliare: dal comparto Milano, alla ex Santoni o ancora alla ex Cidneo in via Chiusure. Oggi la la città disegnata non corrisponde alla città costruita. Una trasformazione non priva di polemiche che solo nel futuro dispiegherà tutti i suoi effetti.
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Old July 16th, 2007, 02:24 PM   #16
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un reperto archeologico nel campo della pubblicità....
l'articolo dedicato al crystal palace del tuttocittà 1991



chissa che riesca a recuperare anche quello storico del progetto originale... nessuno sa piu o meno l'anno??????

chi conosce altre sue opere????????

Last edited by bressa82; July 16th, 2007 at 02:30 PM.
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Old July 16th, 2007, 02:48 PM   #17
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Se guardi l'archivio1 di Brescia, vedi che diverse pagine addietro, Uniposta ne parlò abbastanza ampiamente. La tipologia iniziale era a piramide (Fedrigolli disegnò un impianto che architettonicamente assomigliava vagamente alla torre di Renzo Piano a Londra.....negli anni 80, quindi ben 20 anni prima dell'architetto genovese-parigino), e ricordo che lo stesso Uniposta ne elencava pregi e difetti della soluzione più scultorea e quella invece adottata. Penso che in tal senso sia l'unica persona che possa completamente rispondere a tutte le curiosità.
Ahimè il modellino, piramidale è stato tolto dalla galleria sotto il crystal in cui era installato (non sono riuscito a fotografarlo........)
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Old July 16th, 2007, 02:52 PM   #18
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si si avevo letto i post di uniposta... e mi pare nominasse un tuttocittà con progetto prima versione
questo del 91 me lo ricordavo anche io di tuttocittà.... avevo 9 anni e il piccolo costruttore di lego che c'era in me impazziva all'idea del crystal..... sabato come l'ho trovato in mezzo ad un mucchio di cianfrusaglie ho detto "mio e scansiono"
potrebbe saltar fuori anche quello vecchio vecchio....
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Old July 16th, 2007, 02:56 PM   #19
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Originally Posted by bressa82 View Post
si si avevo letto i post di uniposta... e mi pare nominasse un tuttocittà con progetto prima versione
questo del 91 me lo ricordavo anche io di tuttocittà.... avevo 9 anni e il piccolo costruttore di lego che c'era in me impazziva all'idea del crystal..... sabato come l'ho trovato in mezzo ad un mucchio di cianfrusaglie ho detto "mio e scansiono"
potrebbe saltar fuori anche quello vecchio vecchio....
Sarebbe un ottimo colpo!!! Sono anni che sto cercando qualcosa.......Qualche volta mi sono domandato se quello splendore me l'ero sognato.......
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Old July 17th, 2007, 12:37 PM   #20
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dal bresciaoggi 17 luglio 2007

Quote:
URBANISTICA. L’assessore regionale Buscemi ha fatto approvare la sua delibera. Le classi di valutazione, come per gli elettrodomestici, andranno dalla A+ alla G
«Certificato energetico» per le case bresciane
In vigore da settembre, rivoluzionerà il mercato immobiliare: ogni abitazione sarà valutata in base all’impatto ambientale prodotto
«Sui temi ambientali siamo in netto ritardo»
A Brescia sono ottanta ad aver superato l’esame di idoneità

Mimmo Varone

E’ realtà per gli elettrodomestici, ora lo è pure per le case. I bresciani (e i lombardi in generale) dovranno abituarsi a valutare abitazioni e uffici in base a parametri energetici. Dovranno sapere se la loro residenza è una «A+», oppure «A», o «B», o addirittura «G», per rendersi conto di quanto consumi, dell’impatto che ha sull’ambiente. In una parola dovranno abituarsi alla certificazione energetica degli edifici.
Lo impone una delibera dell’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi. Cambierà non poco il nostro modo di concepire uffici e residenze. La delibera firmata da Buscemi farà scattare da settembre le prime scadenze relative all’obbligo della certificazione energetica. Ed è facilmente prevedibile che nel giro di un paio d’anni condizionerà il mercato immobiliare. Ogni edificio dovrà dichiarare in modo esplicito in una scala di valutazione che va dal parametro «A+» al «G», tutta una serie di caratteristiche energetiche.
In generale la certificazione dovrà valutare l’impatto dell’unità immobiliare sull’ambiente (isolamento termico delle pareti, impianti che sfruttano energie rinnovabili, esposizione), e modificherà la determinazione del valore di una casa. Una casa potrà essere pure di lusso, se però divora energia finirà per valere di meno.
La delibera regionale, peraltro, si muove nel solco delle linee guida che il ministero dello Sviluppo economico pubblicherà per rendere note a livello nazionale le scadenze relative all’obbligo della certificazione energetica. E già si sa che la stessa certificazione sarà indispensabile per ottenere le detrazioni fiscali previste dalla Finanziaria. Senza quel documento, uno può anche investire per isolare meglio le pareti della sua abitazione ma non riceverà un centesimo dallo Stato.
D’altra parte, la stessa normativa nazionale prevede che un’eventuale regolamentazione regionale possa prevalere. Caso mai, potrà essere importante che nell’evoluzione delle norme non ci siano troppe differenze tra una regione e l’altra, ma questo è un altro discorso.
Nei fatti, la delibera che sta per approdare davanti alla Giunta Formigoni anticiperà alcune scadenze contenute nelle linee guida del ministero. Dal primo settembre la certificazione energetica sarà obbligatoria in tutta la Lombardia per la realizzazione di nuovi edifici o per le ristrutturazioni di quelli esistenti. E dalla stessa scadenza dovrà essere allegata agli atti di compravendita degli immobili interi, quindi non di singoli uffici o di appartamenti inseriti in contesti più ampi.
In seguito, entro e non oltre il primo luglio 2009, il documento di certificazione diventerà necessario per tutti gli edifici pubblici o di uso pubblico con superficie superiore ai mille metri quadrati, e anche per i cosiddetti contratti «Servizio energia», vale a dire quei servizi attivati dal proprietario o dal gestore di un immobile per ridurne l’impatto ambientale e il consumo energetico.
Sempre dal primo luglio 2009, inoltre, la certificazione sarà indispensabile per la compravendita di qualsiasi unità immobiliare, e dall’anno successivo (primo luglio 2010) anche per la locazione.
Naturalmente ci vorranno i certificatori, le figure professionali abilitate ad assegnare agli immobili la classe energetica. I primi ci sono già, anche a Brescia, formati dalla Regione e abilitati con tanto d’esame. E Punto Energia, l’agenzia interamente controllata dal Pirellone, terrà un registro dei professionisti accreditati.
Questo accade in Lombardia ma anche nel resto d’Italia, a seguito della constatazione che il consumo energetico continua a crescere, senza che le amministrazioni pubbliche e i privati si rendano granchè conto del risparmio possibile a beneficio dell’ambiente. Gli esperti ripetono che con l’uso più accorto dei materiali, l’installazione di pannelli fotovoltaici e l’utilizzo di fonti energetiche nuove, un edificio può arrivare a consumare la metà dell’energia che attualmente divora. Da settembre arrivano i primi obblighi di certificazione energetica degli edifici, e l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi spera di poter anticipare la normativa nazionale. Non per arrivare primi a tutti i costi, ma «perchè dobbiamo renderci conto - ha dichiarato - che sui temi dell’impatto ambientale siamo tutti in ritardo».
MENTRE annuncia che il decreto regionale sulla obbligatorietà della certificazione energetica è pronto, Buscemi ne spiega i concetti chiave. «Bisognerà certificare la realtà immobiliare esistente, da ristrutturare o da costruire ex novo, in varie fasi - dice - . La certificazione non potrà non avere influenza sul valore delle case e quindi porterà chi costruisce arealizzare immobili a bassi consumi».
Potrà certamente accadere che una casa di elevata «classe energetica» costi il 3 o il 4 per cento in più di quanto costa oggi, tuttavia «sarà in grado di garantire in risparmio di breve e medio periodo, che sarà un parametro da valutare sul mercato», sottolinea. Dunque, «sono fiducioso – aggiunge l’assessore regionale – e credo che questo sia l’inizio di un cammino importante».
DIRE quanto un edificio consuma e quanto potrà risparmiare dopo un intervento di ristrutturazione, aprirà le porte a una nuova professione, quella dei certificatori.
I calcoli dicono che nel 2015 alla regione mancheranno circa 1.450 megawatt all’anno, pari al 9 per cento del fabbisogno generale attuale. Per contro, i consumi sono aumentati di circa il 20 per cento nell’ultimo decennio, e nel settore terziario l’incremento sfiora addirittura l’80 per cento. In una situazione simile, bisognerà risparmiare.


La delibera che l’assessore regionale Massimo Buscemi porterà in Giunta questa settimana li prevede. E non potrebbe essere diversamente, perché la certificazione energetica degli edifici non si fa senza i «certificatori».
A Brescia sono già una ottantina. Hanno seguito un corso di 80 ore nella sede cittadina dell’Ordine degli ingegneri, hanno superato l’esame finale, e dispongono delle competenze necessarie. Tra essi c’è pure Angelo Bettoni, già direttore dell’Aler di viale Europa.
Le certificazioni energetiche degli edifici hanno una storia ormai lunga. «Avrebbero dovuto partire fin dal 1991 - spiega Bettoni -, vale a dire da quando è stata varata la legge 10. Ma da allora non se n’è fatto nulla, finchè nel 2002 un Decreto Ue è tornato a imporle.
Intanto Bettoni e gli altri si sono portati avanti. Hanno seguito un corso organizzato da Sacert: per ora, però, i suoi corsi non sono riconosciuti, e i «certificatori» è come se non esistessero, almeno dal punto di vista formale. Ma qualora Sacert venisse accreditata, spunterebbero tutt’a un tratto, quasi per incanto.
Bettoni non nasconde di aver seguito il corso anche con l’occhio all’inedita professione, tuttavia, «se non accadrà l’avrò fatto per cultura personale - dice senza troppi problemi - ».
In ogni caso, è pronto, insieme agli altri 80, a certificare i consumi delle case dei bresciani. La legge 192, e la delibera di Buscemi imporranno che tra un paio d’anni tutte le transazioni immobiliari, locazioni comprese, per poter avvenire debbano essere corredate da certificazione energetica, e «nei Paesi dove è già affermata - ricorda Bettoni - si sta molto attenti alle classi».
All’esame finale, lui e gli altri hanno dovuto presentare l’analisi di un edificio per la certificazione, accompagnata da proposte di miglioramento. Ormai sanno come si fa. Sono addestrati ad andare nei cantieri e nelle abitazioni per dichiarare la classe energetica dell’edificio sulla base di un software che permette di valutare l’isolamento dell’involucro, il tipo di impianto di riscaldamento utilizzato e l’efficienza delle relative modalità di regolazione e quant’altro.
Insomma i «certificatori» bresciani sono già pronti: quando dovranno scendere in campo, la certificazione sarà garantita.

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