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Old February 13th, 2010, 11:16 AM   #41
Pincio
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Uno dei tratti più sconosciuti (e belli) delle Mura Aureliane: Porta Tiburtina, alias Porta San Lorenzo. Imbiancata dalla neve.

Sembra un pandoro

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Porta San Giovanni:

[IMG]http://i44.************/fm4611.jpg[/IMG]
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Old February 13th, 2010, 11:27 AM   #42
butel
Catena Beach, VR
 
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bellissima Roma innevata!
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Old February 13th, 2010, 11:07 PM   #43
GUISKARD
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Augusta (Siracusa):


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"Sono convinto che i rimedi necessari per l'Italia, come il reggimento costituzionale del Piemonte, ben lungi dall'avvicinarla al suo risorgimento, ne l'allontanano: non farei il minimo sacrifizio per cacciare gli austriaci dalla Lombardia ed accrescere il Regno sardo: per me dominio di casa Savoia e dominio di casa d'Austria è precisamente lo stesso"
dal "Testamento politico" di Carlo Pisacane, 1857
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Old February 14th, 2010, 05:01 PM   #44
yuri
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Quel che rimane delle porte della cinta muraria di Napoli:

Porta Capuana


Port'Alba:


Porta San Gennaro:


Porta Nolana:


Quel che rimane delle Mura Aragonesi:


Il Carmine:


Le costruzioni militari intraprese in epoca aragonese, regalarono alla città un sistema difensivo moderno e di tutto rispetto.

Le mura e le torri furono portate più avanti rispetto alle impostazioni antecedenti; nel 1448 la città si presentava con un perimetro visibilmente allargato e provvisto di ventidue possenti torri cilindriche: partendo dal forte dello Sperone, al Carmine, proseguiva l'odierno corso Garibaldi combaciandosi con la nuova Porta Capuana (un progetto di Giuliano da Maiano); la cinta continuava ad estendersi sull'attuale via Cesare Rosaroll e San Giovanni a Carbonara; rivolta ad occidente, infine, si delineava a Porta San Gennaro, dunque con le antiche mura.

Le Torri [modifica]
Le torri Aragonesi e vicereali, alcune delle quali sopravvissute nei secoli, erano denominate in questo modo:

La Brava
Il Trono
La Fedelissima
La Vittoria
La Fortezza
La Cara Fè
La Speranza
L'Aragona
San Severo
Sebeto
Partenope
La Gloria
L'Onore
La Virtù
Sant'Anna
La Duchessa
Sant'Efremo
La Sirena
San Michele
Il Salvatore
San Giacomo
L'Austria
Il Popolo
Le Grazie
Sant'Anello
Torre di Guasto
Port'Alba
Il Reale
Come riportato nella pianta Lafrery, Le Grazie, Sant'Anello, Torre di Guasto, Port'Alba e il Reale, erano piuttosto dei bastioni che delle vere e proprie torri.
Aggiungo un paio di curiosità: parte delle mura aragonesi è stata inglobata da costruzioni edificate in epoca successiva. Le mura hanno influenzato la loro forma e sono state sfruttate come corpi degli edifici stessi. Caso emblematico è la caserma Garibaldi.

Guyscard, mi permetto di usare questa tua foto per rendere l'idea.



La linea gialla mostra il tracciato delle mura inglobato nei palazzi. La torre in basso a destra, sempre di epoca aragonese, è sede di un'autofficina.

Sono torri davvero imponenti, se osservate la caserma dal vivo ve nme renderete conto. Ma di interessante a Napoli ci sono anche le mura greche:

Piazza Bellini:



Si tratta di una cinta muraria doppia, molto imponente per l'epoca.

Dietro piazza Cavour:


E questa è la mappa che mostra cosa inglobavano queste mura (parte bianca della cartina)
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Old February 14th, 2010, 05:44 PM   #45
yuri
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Appena a destra di porta Capuana è possibile osservare un tratto di mura aragonesi pressoché intatto

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Old February 14th, 2010, 08:45 PM   #46
GUISKARD
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Ecco i torrioni superstiti di Via Rosaroll:






Ecco la caserma Garibaldi, costruita su Porta Carbonara che come si può vedere era davvero gigantesca:
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Old February 15th, 2010, 01:49 PM   #47
yuri
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L'unica cosa che mi chiedo adesso è se le strutture bianche sono postume alle torri oppure sono le torri stesse riadattate. Penso comunque che sia più la prima, in quanto non penso che le mura fossero così alte in passato.
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Old February 15th, 2010, 01:56 PM   #48
creatorVesevo
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si sono state costruite successivamente. e pensa che le torri vere e proprie che si vedono non sono scoperte del tutto, ma sotto c'è ancora la "scarpa" della torre, cioè il muro inclinato che fa da base alla torre vera e propria.
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Old February 15th, 2010, 03:57 PM   #49
yuri
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Gli aragonesi erano gente seria, non c'è che dire
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Old February 15th, 2010, 05:36 PM   #50
GUISKARD
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Sicuramente continuano per un bel pezzo sottoterra perchè quando le mura funzionavano c'erano anche i fossati che oggi sono coperti.
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Old July 25th, 2011, 11:24 PM   #51
Joule69
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Le mura dell'Aquila
Fin dalla fondazione, L'Aquila è stata dotata di mura che percorrevano l'interno perimetro della città. Dopo le distruzioni apportate da Manfredi nel 1259, la cinta muraria venne ricostruita da Lucchesino da Firenze; i lavori si conclusero verso il 1316. Vi erano solo quattro porte, una per ogni quartiere: Porta Barete, Porta Paganica, Porta Bazzano e Porta Rivera. Da allora, almeno fino al '500, furono aperte altre porte: si cercò di realizzarne però il minor numero possibile, per garantire la difesa della città. Un elemento importante nell'assetto urbanistico e nelle mura aquilane fu la costruzione del Castello da parte degli Spagnoli (1534- 1634): per la sua edificazione di abbattè un gran numero di case oltre a un tratto di mura che comprendevano anche una porta (Porta di Barisciano).
Nel Seicento si potevano contare ben 18 porte, di cui oggi sei ancora oggi esistenti mentre altre due trasformate in zone panoramiche. Le altre porte sono state distrutte.

Pianta dell'Aquila realizzata nel 1575 da Girolamo Pico Fonticulano. All'epoca la città contava 13 porte; nella cartina è disegnato anche il Castello, che però verrà completato solo un secolo dopo. Alla destra del Castello c'è una porta senza nome: è Porta Barisciano, che era stata chiusa nel 1534 per la realizzazione del Forte e verrà definitivamente abbattuta nell'Ottocento.


Pianta dell'Aquila realizzata nel 1753. Nel '700 L'Aquila era dotata di 18 porte (contando anche l'ormai chiusa Porta Barisciano); nella cartina si notano molte zone, all'interno delle mura, non edificate: esse verranno occupate da vari edifici tra la fine dello stesso secolo e buona parte del secolo successivo.

Questa cartina evidenzia l'andamento delle mura aquilane con le loro porte:

1) Porta Barete: demolita, ma ne rimane qualche resto. Era sita all'estremità occidentale della città ed era dotata di un piccolo fortilizio. Venne demolita nell'Ottocento assieme all'attigua chiesa di Santa Croce.

2) Porta San Lorenzo: questa porta è ancora oggi in piedi, ma il suo varco è stato chiuso nel '600 e perciò non è più accessibile. Da qui partiva la strada che portava a Pizzoli.

3) Porta Branconio: la porta venne costruita nella metà del '300, ma venne murata poco dopo (1378). Fu riaperta qualche secolo più tardi dalla famiglia Branconio ed oggi ha la funzione di belvedere verso il Gran Sasso. Anticamente la porta, sita nei pressi della chiesa di San Silvestro, era chiamata "di Collebrincioni".


4) Porta Paganica: demolita nel 1753. Da qui iniziava l'attuale Corso Vittorio Emanuele, che si conclude a Piazza Duomo. La porta, già compromessa nel '500 a causa della costruzione del Castello, venne murata nel 1622 al pari di Porta Barisciano visto che ormai le funzioni di accesso settentrionale alla città erano svolte da Porta Castello. Sul sito dell'antica porta verrà realizzata nel 1934 la Fontana Luminosa.

5) Porta Barisciano: demolita. Sita abbastanza vicina alla precedente, Porta Barisciano verrà chiusa nel 1534 con l'inizio dei lavori del Castello. Le carte però la segnalano ancora nei secoli precedenti: verrà abbattuta solo nell'Ottocento.

6) Porta Castello: fu realizzata alla metà del '500 e andò a sostituire le precedenti porte Barisciano e Paganica: la prima fu sacrificata per la costruzione del Castello, l'altra venne chiusa proprio per la realizzazione del nuovo accesso urbico. Viene chiamata così perchè dalla porta iniziava la via che conduceva al Forte (Via Castello).


7) Porta Leoni: è una delle più suggestive della città e fu edificata nella seconda metà del '300. Consta di un torrione sotto a cui si apre il varco di accesso; danneggiata dal sisma del 1461, inizialmente si pensò di abbatterla ma furono necessari lavori di riparazione perchè la porta veniva utilizzata dai pellegrini che si recavano alla Basilica di San Bernardino.


8) Porta Bazzano: tra le porte più antiche dell'Aquila, la porta si presenta oggi dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1703. Vi svetta lo stemma della città; perduto, invece, è l'affresco che raffigurava i santi protettori della città. Fino all'Ottocento da qui partiva l'unica strada che conduceva a Collemaggio.


9) Porta Tione: di origine medievale, la porta perse gradualmente importanza tanto che nel '700 venne chiusa. Fu riaperta nel secolo successivo con le funzioni di belvedere.


10) Porta Civita di Bagno: demolita. Edificata nel '400, non la ritroviamo però nelle carte dell'Aquila. Forse crollò a seguito del terremoto del 1703, secondo altri invece fu distrutta molto tempo rpima.

11) Porta Napoli: si trova all'estremità meridionale del centro storico e venne edificata nel 1548 (la tradizione attribuisce il disegno a Michelangelo) in onore della visita di Carlo V a L'Aquila. La porta però venne solamente utilizzata come arco trionfale per l'occasione e infatti subito dopo abbandonata. Nel 1820 venne ricostruita rispettando gran parte del modello originario: venne così creato un nuovo e più comodo collegamento tra la città e l'area extra moenia di Collemaggio.


12) Porta di Bagno: l'antica porta venne chiusa dopo il 1820 con l'apertura di Porta Napoli. La costruzione, ancora oggi visibile, venne poi inglobata nel '900 nei progetti di edificazione dell'area.

13) Porta Roiana: edificata nel '300, quando la zona attorno alla porta (Sant'Apollonia) era particolarmente abitata. Successivamente la porta perse importanza e, abbandonata, venne chiusa nel '700. Oggi è ancora visibile ma è in stato di forte degrado.

14) Porta di Lucoli: demolita. Edificata quasi in contemporanea con la precedente, la porta perse ben presto importanza: addirittura, si pensa che la sua chiusura sia avvenuta poco tempo dopo la sua realizzazione. Lasciata in stato di abbandono, più che essere demolita scomparve pian piano a seguito dei numerosi terremoti che colpirono la città.

15) Porta Rivera: edificata nella prima metà del '300, la porta si trova in una delle zone più suggestive di L'Aquila: oltrepassandola, infatti, ci si ritrova subito davanti la chiesa di San Vito e la fontana delle 99 Cannelle.


16) Porta della Stazione: è la porta più recente. Infatti fu edificata a seguito della costruzione, nelle vicinanze, della stazione ferroviaria (1875). Non si costruì una vera e propria porta: si aprì solamente un varco in un tratto delle mura.


17) Porta Romana: di incerte origini, Porta Romana risulta chiusa nel '700. Si pensò di riaprirla, ma ogni proposta venne bloccata nel 1875 con la costruzione della vicina Porta della Stazione. Oggi è ancora visibile dalla strada, anche se diruta.

18) Porta Pilese: demolita. Si trovava molto vicina a Porta Barete e forse questo ne causò l'abbandono. Ancora esistente nel '500, venne abbattuta nel secolo successivo.

Perno del sistema difensivo della città era il Castello, meglio conosciuto come Forte Spagnolo.



L'imponente fortezza venne realizzata utilizzando come manodopera gli stessi aquilani che all'inizio dell'occupazione spagnola si ribellarono duramente; altra punizione dei ribelli fu la fusione di tutte le campane della città, compresa quella civica, per realizzare i cannoni. La costruzione, diretta da vari generali e architetti, iniziò nel 1534, ma si concluse solo nel 1634, esattamente un secolo dopo. E' diviso in tre piani: al piano terra c'è il cortile, intorno al quale ci sono alcune stanze dove forse erano vari uffici; il primo piano, detto "nobile", ancora decorato con i soffitti decorati, era la residenza dell'ufficiale e del governatore; l'ultimo piano comprendeva gli alloggi dei soldati. Nel piano sotterraneo, infine, c'erano le scuderie, le prigioni, la sala delle torture e camminamenti segreti per spostarsi indisturbati da una parte all'alta dell'edificio. Abbandonato già poco dopo la fine dei lavori, venne recuperato nel secondo dopoguerra diventando, nel 1951, sede del Museo Nazionale d'Abruzzo.
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Old July 26th, 2011, 12:51 AM   #52
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Sulmona

Sulmona, nella Valle Peligna, ha conservato gran parte del sistema murario medievale. Nel periodo altomedievale, la città era molto più piccola di oggi e comprendeva il tratto iniziale di Corso Ovidio fino alla fontana del Vecchio, all'inizio di Piazza Garibaldi. All'estremità meridionale c'era Porta Salvatoris, dalla parte opposta Porta San Panfilo, da dove partiva la strada che conduceva alla Cattedrale dedicata all'omonimo santo (la chiesa era allora fuori le mura).
Nel '200, a ridosso delle mura meridionali, si svilupparono degli agglomerati urbani chiamati "borghi", gli attuali quartieri di S.Maria della Tomba e Porta Manaresca (quest'ultimo prendeva nome dalla porta distrutta presso il quale si era sviluppata). Fu così che nel '300 si decise di ampliare le mura, ingrandendole fino ad inglobare i due nuovi quartieri. Anche la Cattedrale e il vicino Episcopio vennero finalmente inglobati all'interno della città (proprio accanto la chiesa venne aperta la nuova Porta S.Amico) ma fino al secondo dopoguerra questa zona non sarà mai urbanizzata. Nel corso della nuova murazione vennero completamente rifatte anche le mura e le porte del più antico circuito murario (alcune furono però distrutte perchè ormai inutilizzate). Sulmona si trovò così ad avere un totale di 12 porte, di cui 10 in piedi ancora oggi.

Nella cerchia muraria più antica si aprivano sette porte: Porta Salvatoris, Porta San Panfilo e Porta Manaresca scomparvero a seguito dell'ampliamento delle mura e per le ultime due se ne conservò il ricordo perchè diedero nome ai quartieri annessi. Le altre sono ancora in piedi perchè riutilizzate nella nuova murazione.
Porta Bonomini

Di essa ne rimanevano i piedritti già nell'Ottocento (causa il devastante sisma del 1706), ma continuò ad essere utilizzata come porta fino al secondo dopoguerra. Da' il nome ad uno dei sestieri di Sulmona.

Porta Molina

Conosciuta un tempo con il nome di "Porta Sant'Andrea", è la più piccola della città e l'unica che ha conservato i battenti lignei.

Porta Filiamabili

In realtà, questa non è una vera e propria porta, perchè nel '300 essa si trovò compresa all'interno della nuova murazione e nelle immediate vicinanze fu costruita la nuova Porta Sant'Antonio; nonostante ciò, non venne smantellata. Da il nome ad uno dei sestieri della città.

Porta Japasseri
L'antica porta, a dire il vero, è andata quasi del tutto perduta a seguito del sisma del 1706. Di essa rimangono pochissimi resti, ma la porta rimase idealmente visto che comunque vi furono collocati dei cancelli poi rimossi negli anni '50. Da' nome ad un sestiere sulmonese. In compenso, la zona attorno Porta Japasseri conserva un cospicuo tratto delle mura, con tanto di torrione ed archi di rinforzo.



Nel corso dell'ampliamento delle mura, furono aperte 9 nuove porte, di cui risultano scomparse solo Porta Fontis e Porta Sant'Amico (quest'ultimo proprio a ridosso della Cattedrale).
Porta Romana (1428)

Posta proprio al limite tra la vecchia e la nuova recinzione, a nord della città, Porta Romana porta però ancora evidenti i danni del sisma del 1706. Ai lati della porta vi sono alcuni resti delle mura ottimamente conservati.

Porta Sant'Antonio (XVIII secolo)

Sebbene risulti edificata nel '400, Porta Sant'Antonio dell'antica costruzione conserva solo l'arco d'ingresso: l'intera costruzione è stata molto compromessa nel '700 dopo gli eventi tellurici di inizio secolo. Il nome deriva dal fatto che la chiesa del Carmine, non molto lontana, era anticamente dedicata al santo padovano.

Porta Santa Maria della Tomba (XV- XVI secolo)

E' la più recente di tutte le porte e si trova dietro l'omonima chiesa. Nella parte interna è decorata da un affresco barocco raffigurante la Pietà fra santi.

Porta Napoli (1338)
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E' la più grande ed importante delle porte cittadine e venne edificata per volere della regina Giovanna. Non si esclude che la sua realizzazione debba essere attribuita ad artisti della corte napoletana. Agli inizi del '900 la porta era ancora circondata dalle mura, come si evince da questa foto:

Si nota, sulla destra, la cabina per il pagamento del dazio.

Porta Saccoccia (XIV- XV secolo)

La porta, dal curioso nome (che nel dialetto locale indica le tasche), si presenta oggi più bassa sia a causa di alcuni interventi databili al '600 che al sisma del 1706.

Porta Pacentrana (1376)

E' la porta posta più a est della città e infatti il vero nome anticamente era "Porta Orientale". Il nome attuale era in realtà il modo con cui la chiamavano comunemente i sulmonesi, visto che dalla porta inizia la strada che si dirige verso Pacentro.

In questa mappa è possibile rendersi conto della disposizione delle porte oggi:

3- Porta Filiamabili
4- Porta Bonomini
6- Porta Japasseri
9- Porta Romana
10- Porta Napoli
11- Porta Sant'Antonio
12- Porta Pacentrana
13- Porta di S.Maria della Tomba
14- Porta Molina
15- Porta Saccoccia

Last edited by Joule69; July 26th, 2011 at 12:56 AM.
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