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Old June 13th, 2008, 11:35 AM   #1
fabrik
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TORINO | Case ecologiche low-cost a Settimo T.se (Cucinella)

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29/05/2008 - Settimo Torinese realizza case ecologiche low cost. Si tratta del progetto di trenta alloggi ecosostenibili, che tra pochi mesi troveranno spazio in un’area prima occupata da una industria dismessa. Saranno abitazioni “a basso costo, a misura di desiderio e a basso impatto”. Il progetto porta la firma dell’architetto Mario Cucinella, la cui attenzione alla progettazione sostenibile è stata nei giorni scorsi protagonista di una mostra organizzata nell’ambito di Torino 2008 World Design Capital dedicata alla “Energia dell’architettura”.

Per Settimo Torinese l’architetto bolognese ha progettato una “macchina edilizia bioclimatica” da 100mila euro (dai 1200 ai 1500 euro al metro quadrato) che produce energia. Una casa, quindi, non solo acquistabile ad un basso costo, ma anche in grado di assicurare all’acquirente il recupero di buona parte del mutuo richiesto.

Dal punto di vista energetico lo studio Mario Cucinella Architects ha progettato un condominio la cui autonomia è assicurata da impiantistica fotovoltaica integrata architettonicamente, utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, ed ulteriori strategie passive in grado di trasformare l’edificio in una “macchina bioclimatica”.

Il contenimento dei costi di realizzazione è invece affidato all’impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; - sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge).

“Il tutto – spiegano dallo studio Mario Cucinella Architects – inserito in un framework che costituisca l’ossatura base non invasiva di uno schema aggregativo di abitazioni monofamiliari. Si arriva così al risultato di una casa componibile che non sia formalmente invasiva e consenta di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi. La composizione della forma può essere decisa scegliendo tra le ipotesi offerte da una “libreria di soluzioni”, e permette così la realizzazione di combinazioni spaziali che esprimano il desiderio di chi abita la casa. Una forma aperta che consenta a ognuno di elaborare e costruire il proprio ambiente domestico”.





versone più grande..
http://www.archiportale.com/immagini...6.jpg?914,1046


http://www.archiportale.com/News/sch...=11926&IDCAT=3

Last edited by fabrik; June 13th, 2008 at 11:42 AM.
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Old June 13th, 2008, 11:43 AM   #2
fabrik
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A basso costo – A misura di desiderio – A basso impatto
Sono tre i presupposti che danno vita al progetto La Casa da 100 k €.
Il tentativo di restituire una risposta a domande di economicità, riduzione di emissioni inquinanti e senso di piacere dell’abitazione.
Una casa viva, colorata, che lascia spazio alle differenti identità e modalità di vivere, ma capace di produrre energia utilizzando ogni strategia passiva per rendere l’edificio una macchina bioclimatica.
Una casa che si avvale di tutte le tecnologie disponibili per limitare i costi di costruzione senza compromettere la qualità. Una casa a basso costo acquistabile grazie a un mutuo che può essere coperto in buona misura attraverso l’energia che è in grado di produrre.

Un desiderio possibile
Costruire con una logica economica è possibile, utilizzando una prefabbricazione leggera e flessibile che risponda alla flessibilità degli spazi in funzione degli usi e delle abitudini di chi vive una casa.
Nella crescente omologazione propria di un’urbanizzazione che tende ad appiattire su pochi “tipi” statici, emerge la necessità di una risposta critica alla standardizzazione che tenga conto di uno spostamento di attenzione dall’oggetto al soggetto, attraverso nuove forme dell’abitare, che facciano prevalere i bisogni individuali come necessità di esprimere le differenti identità. Si fa strada quindi l’idea di creare spazi dove possa emergere un pluralismo di forme espressive autonome che consenta a chi abita di dettare le proprie esigenze e abitudini, dando libero sfogo a un’autonomia formale che si traduca in vera e propria customerizzazione dei singoli e diversi
modi di abitare.

Dunque, la ricerca è orientata a realizzare una flessibilità che rispecchi differenti aspirazioni sociali e stili di vita e che determini un ambiente suscettibile di trasformazioni anche attraverso la dotazione di elementi seriali, industrializzati, componibili in diverse configurazioni secondo una logica duttile propria della prefabbricazione. Elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; - sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l’aspetto esterno, ma anche garantire un’estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera).
Il tutto inserito in un framework che costituisca l’ossatura base non invasiva di uno schema aggregativo di abitazioni monofamiliari.
Si arriva così al risultato di una casa componibile che – nel quadro di una cornice strutturale solida capace di assicurare performance energetiche nel campo della climatizzazione – non sia formalmente invasiva e consenta di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi. La composizione della forma può essere decisa scegliendo tra le ipotesi offerte da una “libreria di soluzioni”, e permette così la realizzazione di combinazioni spaziali che esprimano il desiderio di chi abita la casa. Una forma aperta che consenta a ognuno di elaborare e costruire il proprio ambiente domestico.

Una casa in grado di produrre
In campo edilizio una politica rivolta al miglioramento degli edifici, potrà avere un beneficio diretto non solo sulla qualità degli edifici stessi e della città ma anche un beneficio indiretto sulla riduzione di emissioni e di inquinamento urbano. Occorrerebbe pertanto sviluppare una politica locale capace di incentivare da un lato il recupero degli immobili più “energivori” e dall’altro di diffondere una migliore informazione sulle applicazioni di tecnologie a scala familiare. Una nuova economia in piccola scala, capace di generare piccole autonomie che moltiplicate per migliaia di unità creerebbero una inversione di tendenza: da edifici consumatori a edifici produttori di energia.

Se immaginiamo uno schema aggregativo di unità abitative – un condominio – riunite e accomunate dalla cornice strutturale, come quello descritto, abbiamo la libertà di prefigurare e progettare una serie di servizi comuni funzionali a ogni famiglia partecipante. In questo modo si azzera la polverizzazione e la reiterazione di oggetti strumenti (ma anche macchine - energivore), a favore di un’unificazione capace di produrre risparmi in termini di acquisto, gestione e manutenzione: dal locale lavanderia al sistema di raffrescamento, dal sistema di aspirazione polvere centralizzato a quello di smaltimento e compattamento dei rifiuti. Ma ci si può spingere fino al Car Sharing condominiale o al servizio di noleggio di attrezzature che generalmente ogni famiglia possiede, ma il cui utilizzo complessivo è davvero scarso: trapano, smerigliatrice eccetera. Utilizzare senza possedere può rappresentare una chiave di volta per abbattere costi e sprechi energetici. Ancor più l’ipotesi trova conferma se applicata al sistema energetico.

La spesa media mensile della famiglia italiana è pari a € 2.461 (Istat) e il 5 per cento viene destinato a combustibili ed energia elettrica (€ 123 ). Soltanto in elettricità, il consumo medio della famiglia è di circa 3.000kWh/anno. Un impianto fotovoltaico da un kW di potenza nominale è in grado di generare tra i 1.100 e i 1.600 kWh/anno (in funzione della collocazione Nord/Sud Italia). Se ipotizziamo che una famiglia di Milano – con 70 metri quadrati di tetto piano a disposizione – decida di sfruttare le attuali tariffe incentivanti per il montaggio di un impianto fotovoltaico, otterremo questo risultato:

Potenza impianto: 2,73 kWp
Produzione annua: 3000 kWh
Budget previsto per l’investimento: € 18.681,82
Credito annuale derivante dall’incentivo: € 1.320,00
Risparmio annuale sulla spesa elettrica: € 540,00
Ricavo totale annuale: € 1.860,00
Ricavo atteso nei primi 20 anni: € 37.200,00
Utile atteso nei primi 20 anni: € 18.518,18
Tempo di ritorno dell’investimento: 10 anni

Naturalmente, le cifre cambiano in proporzione – e vantaggiosamente – con una progettazione per impianti di maggiori dimensioni (ad uso di un condominio), per un’impiantistica integrata architettonicamente, con l’utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell’aria per quelli estivi, e con tutte le strategie passive adottabili per rendere l’edificio una macchina bioclimatica
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Old June 14th, 2008, 09:31 AM   #3
mi3max
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Bellissima iniziativa, vedo che si fanno largo nuove tecniche costruttive che abbinano economicità di realizzazione a basso impatto ambientale (due grandi emergenze), spero che sulla base di queste prime realizzazioni si formi un modello da estendere su scala nazionale e non siano solo 'felici esperienze dimostrative'.
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«È cosa risaputa che i torinesi trapiantati a Milano non vi allignano, o vi allignano male.»
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Old June 14th, 2008, 10:08 AM   #4
(fabrizio)
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bellissima iniziativa, le case sono carine, costano anche relativamente poco...speriamo siano di buona fattura e che facciano scuola.
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Old June 14th, 2008, 04:30 PM   #5
dreaad
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quoto! bel progetto
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http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo

«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old June 14th, 2008, 04:39 PM   #6
fabrik
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tra i comuni dell'area metropolitana torinese mi sembra che al primo posto come "vivacità" progettuale ci sia Settimo , al secondo Nichelino
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Old June 14th, 2008, 04:40 PM   #7
dreaad
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se per questo si può quasi mettere settimo davanti a torino visto il mega progetto laguna verde
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http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo

«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old June 17th, 2008, 12:30 AM   #8
derit
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non si sa nulla sulla zona in cui verranno costruite?
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