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Old July 1st, 2008, 09:03 PM   #1
lucaf1
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VENEZIA - MESTRE | Civic Tower Mall - P.zza Ferretto

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Accordo pronto per Tessar. Giù con Cel-Ana
Comune e Piovesan ad un passo dalla firma. Questo consentirà finalmente l’abbattimento dell’edificio

Accordo fatto per Tessar. L'avvocato Giancarlo Tonetto e la famiglia Piovesan hanno deciso di accettare l'offerta del Comune di Venezia di una cifra che si aggira, tra una cosa e l'altra, attorno ai 900 mila euro più un appartamento in via Caneve per un importo complessivo di 1 milione di euro circa. Tanto vale Tessar. I contanti non saranno sborsati tutti dal Comune, ma in quota parte anche dalla Pio Guaraldo - che è proprietaria di Cel-Ana. La Guaraldo infatti avrebbe speso più soldi per abbattere solo Cel-Ana - come era inevitabile prima dell'accordo con Tessar - dal momento che bisognava puntellare e procedere con attenzione alla demolizione. Così invece andrà giù tutto con un colpo di ruspa e i soldi risparmiati andranno ad aumentare la quota di indennizzo per il negozio Tessar.La firma sotto l'accordo non c'è ancora, ma il recente incontro tra la proprietà, assistita dall'avvocato Tonetto, e il Comune con l'assessora al Patrimonio Mara Rumiz ha dato risultati importanti. Del resto - spiega Mara Rumiz - i proprietari si sono resi conto che noi come Comune dobbiamo rispettare le valutazione e le regole e che, per quanto di possa parlare di trattativa privata, ovviamente i parametri sono quelli e non abbiamo grandissimo margine. E poi i prezzi degli immobili, soprattutto se si tratta di negozi, stanno scendendo. D'altro canto anche noi abbiamo interesse a chiudere limando al rialzo l'offerta perchè così mettiamo la parola fine a questa storia infinita dell'abbattimento di Cel-Ana e della liberazione della torre".Il compromesso è stato trovato grazie ad un appartamento di via Caneve 77 ora occupato dagli uffici delle Politiche della residenza del Comune di Venezia. Quell'appartamento che si trova al terzo piano del condominio verde d'angolo è in una zona pregiatissima perchè pedonale e in pieno centro, anche se deve essere ristrutturato. Certo, ha un valore, in prospettiva, superiore a quello di un negozio in zona perchè gli appartamenti stanno perdendo decisamente meno valore dei negozi. A suo tempo ai Piovesan era stato offerto un negozio in via Palazzo, dove una volta c'era la tabaccheria, proprio di fronte al Municipio. La trattativa però si era bloccata e il Comune era partito con la procedura di esproprio. L'accordo di adesso risolverebbe in un colpo solo tutto il contenzioso e darebbe il via finalmente all'abbattimento del complesso Ce-Ana/Tessar, portando alla luce la porta della torre dell'orologio che ora è nascosta dal fabbricato. Mara Rumiz mette le mani avanti: "Non dico niente finché non c'è la firma. Vuol dire che teniamo aperta anche la procedura di pubblica utilità, ma la speranza è che riusciamo a chiudere in fretta. Così Mestre riavrà finalmente la sua torre."
Il gazzettino

Come è ora:


L'abbattimento farà decollare il rpogetto Civic Tower Mall:

http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=663
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Old July 1st, 2008, 09:24 PM   #2
Tzaziky
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un altro rovinasso anni 60 che se ne va..
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Old July 1st, 2008, 09:28 PM   #3
gf9
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è stato molto discusso come progetto (visto che si costruisce su parte di verde), ma finalmente si eliminerà Cel-ana. Il verde perso verra recuperato (e incrementato) con la riforestazione di parco ponci, trasformato in parcheggio negli anni 50/60
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Old July 13th, 2008, 08:24 PM   #4
lucaf1
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Qua si vede meglio cosa sarà abbattuto:


Last edited by lucaf1; July 13th, 2008 at 09:35 PM. Reason: Modificata immagine...
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Old July 13th, 2008, 09:12 PM   #5
gf9
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Anche quello più piccolo in parte (attaccato a quello evidenziato)
è questo che ha creato gli ultimi ritardi, si stava per arrivare all'esproprio poi c'è stato l'accordo.
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Old July 13th, 2008, 09:35 PM   #6
lucaf1
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Modificata immagine...
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Old July 13th, 2008, 10:39 PM   #7
sts
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L'Italia si riprende la sua bellezza rubata dai famigerati anni 60!
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Old October 28th, 2008, 02:53 PM   #8
lucaf1
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Cel-Ana: si va avanti.

Cel-Ana: si va avanti. Il sindaco Massimo Cacciari è riuscito a fare la quadratura del cerchio, convincendo Lorenzo Marinese a tener duro ancora per un po'. Marinese, il patron della Pio Guaraldo, aveva dichiarato pubblicamente di voler lasciare perdere visto che è da quasi 4 anni che aspetta il via libero per l'abbattimento di Cel-Ana e la costruzione di un condominio in via Pio X. Ieri mattina il sindaco ha riunito mezza Giunta e uno stuolo di funzionari comunali allo scopo di rifare il punto della situazione. Dando per scontato che Marinese effettivamente ha più di qualche ragione a lamentarsi per i ritardi, ritardi che fanno cadere la costruzione del nuovo condominio di via Pio X in un momento terribile per l'edilizia, il sindaco ha assicurato che il Comune farà l'impossibile per accelerare i tempi e, anche, per dare una mano a Marinese sul fronte della Soprintendenza. Che, tra parentesi, non è più quella archeologica perchè i reperti trovati in via Pio X sono del Seicento o del Settecento e dunque la competenza è della Soprintendenza ai beni ambientali ed architettonici. Il sindaco ha fatto nell'incontro con Marinese il riassunto dei problemi. Il primo è relativo a Tessar. E' certo - lo ha controllato di persona Cacciari - che l'accordo è stato trovato. Si tratta di mettere a punto alcuni dettagli, tipo la svendita, ma entro la fine dell'anno è certo che il Comune diventerà proprietario di Tessar. A quel punto si potrà iniziare ad abbattere l'edificio che comprende Cel-Ana e Tessar. Per guadagnare tempo, appena la demolizione sarà ad un punto giudicato irreversibile, Marinese potrà cominciare a lavorare in via Pio X. Potrebbe essere già entro la fine dell'anno, anzi il Comune lavora proprio perchè avvenga entro la fine dell'anno. Anche perchè - ha spiegato il sindaco Cacciari - l'abbattimento di Cel-Ana e la liberazione della torre fa parte delle priorità di questa amministrazione comunale.
il gazzettino
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Old October 28th, 2008, 03:31 PM   #9
Alter-Ego
l'incredibile
 
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Originally Posted by Tzaziky! View Post
un altro rovinasso anni 60 che se ne va..



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si è sempre i settentrionali di qualcuno

"speremo che al manco st'ano Pasqua la caschi de marti o de zobia..." (cit.)
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Old December 27th, 2008, 07:37 PM   #10
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http://carta.ilgazzettino.it/MostraO...27&CodSigla=VE
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Old January 16th, 2009, 03:06 PM   #11
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Approvato ieri in giunta l’accordo con Tessar: il Comune pagherà 800mila euro alla famiglia Piovesan, più un appartamento in via Caneve
Più vicina la liberazione della Torre




La "liberazione" della torre di piazza Ferretto si avvicina. Ieri la Giunta comunale ha approvato l’accordo con Tessar, che porterà all’abbattimento dell’ex negozio che ancora ingloba la torre simbolo di Mestre.
La delibera, a questo punto, dovrà passare in Consiglio comunale. Poi si potrà procedere alla ratifica dal notaio dell’accordo. Solo a quel punto potranno entrare in azione le ruspe che abbatteranno l’intero fabbricato, quindi oltre a Tessar anche Cel-Ana, per ridare alla torre il suo aspetto originario. Sarà un momento storico, in una vicenda tanto annosa e complicata. E ieri l’assessore al patrimonio, Mara Rumiz, era ottimista. «Mi auguro che appena questa delibera passa in Consiglio comunale si faccia anche l’atto notarile. Poi saremo pronti a buttar giù tutto». Entro l’estate? «Molto prima, conto in un paio di mesi» calcola l’assessore.
La delibera passata ieri in Giunta ricalca i contenuti dell’accordo che Ca’ Farsetti ha siglato con la proprietà di Tessar ancora nel luglio scorso. In cambio della costruzione da abbattere, il Comune pagherà alla famiglia Piovesan 800 mila euro, più un appartamento al civico 77 di via Caneve, ora occupato dagli uffici delle Politiche della residenza del Comune, del valore di altri 200 mila euro. I contanti non saranno sborsati tutti dal Comune, ma in quota parte anche dalla Pio Guaraldo - che è proprietaria di Cel-Ana. La Guaraldo infatti avrebbe speso più soldi per abbattere solo Cel-Ana, come sarebbe stato inevitabile prima dell’accordo con Tessar, dal momento che bisognava puntellare l’edificio e procedere con attenzione alla demolizione. In questo modo, invece, le ruspe butteranno giù tutto e i soldi risparmiati andranno ad aumentare la quota di indennizzo per il negozio Tessar.
A sboccare le trattative, l’anno scorso, era stata proprio l’offerta dell’appartamento di via Caneve, al terzo piano del condominio verde d’angolo, in zona pregiatissima perchè pedonale e centrale. In precedenza ai Piovesan era stato offerto un negozio in via Palazzo, proprio di fronte al Municipio.
Ma la trattativa si era bloccata e il Comune aveva così avviato la procedura di esproprio, che avrebbe avuto un costo attorno agli 800 mila euro ma tempi più incerti. Ed ecco il nuovo accordo di quest’estate che ora dovrebbe produrre il suo risultato.
il Gazzettino
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Old January 27th, 2009, 02:51 PM   #12
lucaf1
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da il gazzettino

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Amico Albero ed altre 58 associazioni cittadine hanno chiesto un incontro al sindaco per giovedi, prima dell’ok definitivo all’operazione con Marinese

Mobilitazione per salvare il parco di via Pio X


Ha le ore contate il giardino di via San Pio X. Venerdì pomeriggio alle 15 è fissata la prossima seduta della Giunta in cui dovrebbe essere adottata la delibera per la permuta che sbloccherà il Piruea della Torre: il Comune cederà il fazzoletto verde alla società Guaraldo di Lorenzo Marinese, questa gli darà a sua volta l’ex CelAna. Così, dopo che l’amministrazione ha raggiunto l’accordo per la parte di Tessar con la famiglia Piovesan cui va una contropartita di 800 mila euro e un appartamento in via Caneve, si potrà procedere alla demolizione dei due fabbricati mentre, d’altro canto, Marinese potrà iniziare a costruire il nuovo condominio di 8 piani in via San Pio X. La sensazione che la partita sia prossima alla definizione ha portato ieri a una nuova mobilitazione di coloro che chiedono la difesa del giardino pubblico, che peraltro è già inaccessibile da tempo (e da settimane è chiuso l’impianto di irrigazione delle piante).
«Chiediamo al sindaco Massimo Cacciari un incontro per giovedì mattina, alle 11» ha annunciato Michele Boato, anima di Amico albero e coordinatore della protesta, chiudendo un affollato incontro al Centro culturale “Città aperta” in via Col Moschin: «Su questa vicenda il Comune si sta giocando la faccia, quello di via Pio X è un parco storico e non ammettiamo alcun baratto perché il sacco di Mestre continuerebbe» ha detto l’esponente ambientalista e, con lui, Stefano Zabeo del “Gruppo Valdemare”. Sono 59 le associazioni e 5200 le persone tra cui anche storici, professori universitari e personalità del mondo culturale come Giovanna Nepi Scirè già sovrintendente del Polo museale, che hanno aderito all’appello in difesa di quello che è uno degli ultimi giardini rimasti in centro città. Numerose le voci che si sono levate contro il Piruea.
«Mestre non può rinunciare a un altro spazio verde» ha detto Graziano Fusati del “Comitato Forte Gazzera”; «Non dobbiamo farci scappare l’occasione per resistere» ha aggiunto Gherardo Ortalli di “Italia Nostra”; «Non serve costruire ancora se la popolazione non è più quella di anni indietro ed è ulteriormente destinata a diminuire?» sostiene Luciano Callegaro del “Comitato 17 settembre”; «La città è ormai in mano agli speculatori mentre le denunce e le segnalazioni dei cittadini vengono sistematicamente ignorate» ha aggiunto Luciano Pasinetti di “Un nuovo volto per Mestre”. Ma poiché il fronte della critica sa che lamentarsi non basta ma è anche necessario proporre delle possibili alternative, è stata rilanciata l’idea di dare in cambio a Marinese l’immobile della ex Carive di via San Rocco, al momento dimesso, di proprietà comunale e la cui asta per la vendita è andata deserta. A lanciare la proposta, poi recepita anche dal presidente del Consiglio comunale Renato Boraso, era stato il consigliere della Municipalità del centro Gian Franco Sperandio che ha chiesto «più coesione per sostenerla; in ogni caso si fermi il progetto e non dimentichiamo che altre zone della città vedranno colate di cemento». Tra coloro che sono pronti a spendersi a difesa del giardino di via San Pio X ci sono anche alcuni giovani, come il gruppo di studenti universitari che ha messo in piedi la nuova rivista periodica dal titolo molto esplicito: “L’alternatore, il generatore d’idee”.
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Old January 28th, 2009, 12:11 PM   #13
gf9
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Epolis
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Old January 28th, 2009, 12:45 PM   #14
Manua
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Io quelli di amico albero non li capisco...ok, si perde un giardinetto, ma ne verrà creato uno più grande in Parco Ponci al posto del parcheggio (il primo lotto di lavori è già iniziato) e nel futuro un'altro dietro Le Barche...mah

Ok, ammetto che l'dea di risistemare il palazzone Carive non è male, anzi mi sembra buona, ma non mi sembra il caso di farne una tragedia.
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Old January 28th, 2009, 02:11 PM   #15
gf9
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Concordo. Se fossimo ancora all'inizio si potrebbe anche pensare di cambiare progetto, ma è da troppo tempo che questa storia va avanti.
Poi, come detto, il giardinetto perso verrà recuperato integralmente in parco Ponci, per poi crescere ancora.
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Old January 30th, 2009, 02:42 PM   #16
gf9
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«Così la città rimedia agli errori del passato»
Firma davanti al notaio tra Comune e Marinese: l’edificio è di proprietà pubblica. La soddisfazione della Giunta

La più contenta di tutti è Mara Rumiz, che usa i superlativi: «Esprimo grandissima soddisfazione. Si conclude con questa firma una vicenda che durava da troppo tempo. Finalmente possiamo liberare la torre» - dice l’assessora al Patrimonio. Ieri mattina infatti la Pio Guaraldo di Lorenzo Marinese e il Comune di Venezia hanno firmato davanti al notaio il passaggio di consegne. Il Comune diventa proprietario di Cel-Ana e la Pio Guaraldo prende possesso del giardinetto di via Pio X. Lunedì va in Consiglio comunale la ratifica dell’accordo con Tessar e da lunedì prossimo dunque il Comune diventa proprietario anche di Tessar. A quel punto si può procedere all’abbattimento dell’intero edificio. Certo, ci vorranno ancora un paio di mesi, ma ormai è fatta.
«Si è finalmente conclusa una corsa ad ostacoli. Sono contento perchè Mestre libera la sua torre - dice il sindaco Massimo Cacciari - C’è voluto del tempo, ma i problemi erano tanti e sono contento che Lorenzo Marinese abbia mantenuto l’impegno. Capisco che non è stato semplice perchè la cubatura rispetto al primo Piruea è stata dimezzata e di questo i cittadini spero siano coscienti così come spero sappiano che il verde è stato raddoppiato rispetto all’attuale."
E Lorenzo Marinese conferma: "Ho fatto un grande sacrificio, spero che la città apprezzi perchè il dimezzamento della cubatura e i cinque anni persi, certo non qualificano questa operazione come un affare. Tutt’altro, ma sono contento perchè sto facendo qualcosa di concreto per questa città. Tanti lo dicono, io l’ho fatto." Certo, i margini si sono ridotti di molto e, in più, c’è il momento di crisi generale e del mattone in particolare. Ma Marinese fa capire che quel che gli dà più fastidio è che ci sia una parte della città, pur ridottissima, che ancora non si rende conto che il Piruea di Cel-Ana è un vantaggio per i cittadini. "Ma certo. Lì dove Marinese costruirà, era già previsto dal 1989 che si costruisse un condominio e nessuno avrebbe potuto fermarlo, noi abbiamo ottenuto, oltre alla costruzione, l’abbattimento di Cel-Ana e il doppio di verde, su Parco Ponci e sul giardinetto di via Pio X. Non mi sembra poco - spiega il sindaco Cacciari - Chi continua a protestare facendo finta di non capire i vantaggi dell’operazione, lo fa solo per speculazione politica."
E il prosindaco Michele Mognato ricorda a tutti i mestrini che "si realizza un sogno. E’ un passaggio storico la liberazione della torre. Così si correggono gli errori del passato e si volta pagina, spero che tutti ne siano coscienti, anche coloro che sono contro. Vorrei che fosse per tutti un grande momento di soddisfazione, il segno che questa città cresce rimediando agli errori fatti tanti anni fa."
Ma adesso che cosa succede? Gianfranco Vecchiato, assessore all’Urbanistica: "Mi aspetto che riparta subito la piantumazione delle querce in parco Ponci. Il lavoro è fermo da novembre ed è il primo atto, dopo la piantumazione si può procedere all’abbattimento dell’edificio, Cel-Ana e Tessar. Mancano ancora alcuni passaggi burocratici, ma ormai è fatta. Dal punto di vista strutturale succede questo, che si presenta un progetto per l’abbattimento, progetto che dovrà essere approvato dalla Soprintendenza. Poi si allestisce il cantiere e, fra un paio di mesi, quando si darà il via ai lavori, si inizierà a staccare, a mano, l’edificio Cel-Ana/Tessar dalla torre dell’orologio. Bisognerà procedere con grande cautela perchè non sappiamo quanto Cel-Ana regga la torre o viceversa. Si procederà con estrema cautela fino ad una distanza di circa 4 metri dalla torre, poi il resto si butterà giù senza troppi problemi. E credo che sarà una bella sorpresa per tutti perchè in quella zona, al posto di Cel-Ana/Tessar creeremo una piazzetta e, una volta buttata giù la recinzione della De Amicis, ci sarà uno slargo molto bello. E anche il giardino di via Pio X verrà liberato dalla parte più recente della De Amicis che sarà demolita, così come sarà demolita la Monteverdi. Insomma, l’intervento migliorerà molto l’intera zona, non c’è dubbio."
Intanto Michele Boato ha preannunciato il contrattacco. Oggi conferenza stampa, domani presidio al parco di via Pio X per piantare nuovi alberi e lunedì tutti in Consiglio comunale a protestare. Anzi no, "a guardare educatamente negli occhi e prendere debitamente nota di sindaco, assessori e consiglieri che votano (se la votano) la convenzione per Tessar".
http://carta.ilgazzettino.it/MostraO...30&CodSigla=VE


Se ne parla dal 1968
Se ne parla dal ’68. Sì, perchè le polemiche su Cel-Ana iniziano il giorno dopo l’approvazione del progetto di costruzione dell’attuale edificio - al posto di una una casetta di campagna. Era il 1968 quando Piero Bergamo, assessore per lo spazio di un mattino, firma il permesso di costruzione. In quella firma è condensata Mestre. Tocca proprio a Bergamo, l’uomo che più ha amato Mestre, a Bergamo anima dei referendum per la separazione di Mestre da Venezia, firmare il permesso per l’edificio che diventerà il simbolo dello scempio del centro città. Dal 1968 ad oggi non si è fatto altro che parlare dell’abbattimento di Cel-Ana e della liberazione della torre. Nel frattempo abbiamo rifatto piazza Ferretto e via Palazzo, via San Girolamo e la torre. Ma Cel-Ana era sempre lì. E Cel-Ana, più ancora di parco Ponci, che pure sparì dalla sera alla mattina con tanto di laghetto e cigni, è diventata il simbolo della voglia di riscatto, di Mestre che volta pagina. La Giunta di Paolo Costa è quella che arriva più vicina all’obiettivo con l’assessore al Patrimonio Paolo Sprocati che insiste per comprare il tutto per demolirlo e il vicesindaco Michele Mognato che segue passo passo la vicenda. Compresi gli espropri. Poi c’è il cambio della guardia. La Giunta Cacciari in teoria parte favorita perchè nel frattempo è entrato in campo la Pio Guaraldo che ha comprato Cel-Ana. Ma è esattamente da quel momento che tutto viene rimesso in discussione. Alla fine di un percorso che è durato tre anni si arriva ad un nuovo accordo: a Marinese viene ridotta del 50 per cento la cubatura, spariscono gli edifici che dovevano essere costruiti in parco Ponci e al loro posto si pianteranno querce. Sparisce anche il parcheggio sotterraneo su parco Ponci e il verde raddoppia. Ma di mezzo c’è ancora il negozio di Tessar. Per trovare l’accordo il Comune sborsa tra una cosa e l’altra 1 milione di euro, pur di buttar giù il simbolo della Mestre di una volta. Adesso ci siamo, può cominciare il conto alla rovescia.
http://carta.ilgazzettino.it/MostraO...30&CodSigla=VE
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Old February 18th, 2009, 02:22 PM   #17
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Cacciari pone la "fiducia", Celana addio

Mercoledì 18 Febbraio 2009,
É stata una battaglia durissima, ma alla fine ha deciso Cacciari. É toccato al sindaco mettere tutti in riga. Lo ha fatto alle 17.50 quando dopo un pomeriggio di colpi di scena ha dato la stretta finale. «Con grande rammarico - ha detto - mi vedo costretto ad appellarmi all’articolo 19 del regolamento del consiglio comunale. Una sorta di "mozione di fiducia" per chiudere definitivamente la discussione». Poche parole per spiegare quella che ha definito «un’operazione buona e giusta» e che, nonostante i pareri discordanti di un’opposizione trasversale che ha unito Fi, Idv, An, Gruppo Misto, Lega e anche Rifondazione Comunista, prevede di liberare la Torre dal palazzotto Tessar-Celana, di "sacrificare" il giardinetto di via San Pio X consentendo l’edificazione di un palazzo di sei piani e per realizzare, poco distante, un parco pubblico nell’area di Piazzale di Porta Altinate, per intenderci il parcheggio dell’ex Parco Ponci. Alla fine, tra batti e ribatti, si è giunti alla "conta" e il risultato è apparso scontato: 36 presenti, 35 votanti (escluso il sindaco che poco prima aveva annunciato di non partecipare al voto), 26 favorevoli, 9 contrari e un "non votante" (Jacopo Molina del Pd).
Si è conclusa così una "maratona" durata, a più riprese, almeno una decina di giorni. Ma che le cose non fossero semplici lo si è capito fin dal momento della convocazione della seduta. Al di là del ritardo cronico (l’assemblea annunciata per le 14, è iniziata in realtà con due ore di ritardo), si è sfiorato il record da Guinness dei Primati, appena i consiglieri hanno preso posto sugli scranni. Quando il presidente dell’assemblea, Renato Boraso, ha annunciato l’apertura dei lavori, immediatamente Piero Rosa Salva per il Pd, ha chiesto un’immediata sospensione. Motivi squisitamente di numero. Poca la truppa "democratica" presente in aula e quindi poteva esserci il rischio di una doccia fredda per l’amministrazione. Così, alla ripresa dei lavori, dopo tre quarti d’ora di "time-out", è toccato all’opposizione sferrare l’attacco. Ci ha pensato Valerio Lastrucci (Idv) annunciando la volontà di rivolgersi alla Corte dei Conti; ha rincarato la dose, Cesare Campa (Fi) che ha tuonato con un perentorio "Andate a casa e vergognatevi" all’indirizzo della giunta supportato dalla claque di "Albero Amico" e dei vigili urbani-anti consorzio al grido di "Buu! Buu!» e «Buffoni» E poi di seguito Paolino d’Anna, Antonio Cavaliere e Saverio Centenaro. «Sarebbe bene - ha detto l’ex parlamentare Campa - che usciste allo scoperto: mettete in atto la procedura della "mozione di sfiducia". Abbiate il coraggio delle vostre azioni!». Rosa Salva ha cercato di parare il colpo e se, con fare diplomatico, ha denunciato l’atteggiamento "ostruzionistico della minoranza", dall’altro insieme ai suoi colleghi stava lavorando per raccogliere le firme necessarie per avviare la procedura prevista dall’articolo 19. Ed è stato un batti e ribatti continuo con scambi d’accuse e anche qualche sfottò. Una per tutti quella di Campa rivolto all’assessore Mara Rumiz alle prese con un microfono senza la luce accesa rossa: "Questo microfono non ha il colore rosso... ha detto Rumiz; e Campa: «Non c’è più nulla che funziona con quel colore...».
Ma non sono mancati nemmeno momenti di tensione quando il vicesindaco Michele Vianello è stato accolto in aula da più di qualche protesta dai vigili anti-Consorzio, ma per fortuna al di là di tutto non sono volate parole grosse. Vivace scambio di battute, invece, tra Beppe Caccia (Verdi) e gli ambientalisti di "Albero Amico", vedi Michele Boato, entrambi su posizioni diverse sul caso Celana-Tessar"; favorevole il primo, fermamente contrari i secondi. Applaudito, infine, l’intervento di Sebastiano Bonzio (Rifondazione) in favore dei vigili urbani e anche per la sua posizione sul caso Tessar che, come lui ha ammesso in aula, lo ha portato ad una posizione comune con Raffaele Speranzon di An e con il centrodestra con tanti saluti agli schieramenti politici tradizionali. Infine, come detto, è toccato al sindaco azzittire tutti, prima riepilogando l’intero tormentato iter della delibera sul caso Tessar-Celana e l’annuncio in diretta - finora rimasto inedito - di voler eliminare anche l’attuale scala esterna in bocca di piazza sul lato di via Pio X. «Dove non c’è intesa - ha concluso il sindaco - mi vedo costretto, nonostante ve ne fossero i margini, a ricorrere alla "mozione di fiducia" e a chiudere la discussione con una votazione». Parole che hanno riacceso la protesta di "Amico Albero": «Salva il parco! Lacrime di coccodrillo» è stato urlato in aula. Poi lo scrutinio finale. Maggioranza uno, opposizione zero. Palla al centro e tutti a casa.
Paolo Navarro Dina

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Old February 26th, 2009, 02:34 PM   #18
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Martedì a Mestre l'avvio dei lavori di demolizione dell'immobile adiacente alla Torre e dell'Umberto I

Doppio appuntamento a Mestre, martedì prossimo, 10 marzo, con l'intervento del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, per l'avvio dei lavori di demolizione dell'immobile adiacente alla Torre di Mestre, e del dismesso complesso ospedaliero Umberto I: lavori preliminari, il primo alla realizzazione del programma integrato di recupero urbanistico, edilizio, ambientale (Piruea) dell'area della Torre e di Parco Ponci, il secondo alla realizzazione del progetto di valorizzazione dell'area, destinata a più funzioni, direzionale, commerciale, residenziale, culturale.

Il programma prevede alle ore 11 l'inizio dei lavori di demolizione dell'edificio già sede del negozio Cel-Ana, e quindi un sopralluogo al Parco Ponci, dove sono stati piantumati alberi ad alto fusto, alle ore 12 l'inizio dei lavori di demolizione del dismesso nosocomio, con ingresso dalla Porta Merci di via Einaudi.
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Old March 11th, 2009, 11:00 PM   #20
gf9
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«Da oggi inizia la costruzione della nuova città»
Il sindaco Massimo Cacciari ieri mattina ha dato il via alle demolizioni di Cel-Ana e dell’ Umberto I


E’ già il momento del ricordo. Da oggi i mestrini si divideranno in due, quelli che si ricordano come era la torre prima di Cel-Ana e quelli no. Lo stesso per il vecchio Umberto I. E il momento del primo colpo di piccone, ieri, era talmente "storico" che più d’uno si è intascato un pezzetto di muro. Sia dell’edificio di Cel-Ana, smantellato alle 11.25 in punto del 10 marzo 2009 dal martello pneumatico azionato da Gianfranco Dus, sia del vecchio ospedale. Come il muro di Berlino. Anche il sindaco ha preso per ricordo un quadratino di Cel-Ana e Laura Fincato se n’è preso un pezzo più grande: "Lo voglio mettere nel nuovo museo di Mestre".
Del resto per la città questo è un momento davvero storico.
"Buttiamo giù gli obbrobri di Mestre" - ha detto il sindaco fuori dai denti. "E’ una giornata che ricorderemo come una data simbolica, che ha segnato davvero l’avvio di lavori fondamentali per la costruzione della nuova Mestre, lavori che cambieranno il volto della città” - secondo Massimo Cacciari.
Ai piedi della Torre, di fianco alla scala, si è anche lasciato sfuggire che bisogna "ripensarla, questa scala", guardando Mario Berengo che vorrebbe mettere una carica di dinamite sotto la scala. Adesso però tutti aspettano di vedere l’effetto che fa la liberazione della torre dall’edificio costruito nel 1960 al posto della casetta dove abitava la famiglia di Luigi Marchini. La prima licenza di vendita di tendaggi e roba di arredamento è del 1938 - racconta Aldo Barlese che di Cel-Ana è stato l’anima e la mente per 55 anni - La licenza era intestata a Celmanti Anacleto, da qui il nome Cel-Ana. C’erano tre botteghe, lì. Oltre a Cel-Ana, la bottega di Elena Nicandri che vendeva bottoni e passamanerie, poi spostata dall’altra parte della torre e la bottega di scarpe di Mazzucco che abitava sopra Cel-Ana. L’edificio è stato costruito nel 1960 e la Cel-Ana che conosciamo ha aperto i battenti i 9 novembre 1962. E’ durata, almeno come edificio fino alle 11.25 di ieri. Al suo posto nascerà una piazza e una nuova area verde di 1.390 metri quadrati, il Giardino delle Mura, cui si aggiungerà la piazza-giardino di Parco Ponci, con altri 1.560 metri quadrati di verde, a fronte del “necessario sacrificio” dei circa 750 metri quadrati oggi esistenti. “Tremila contro 750: sono semplici dati di un cambio molto positivo” ha sottolineato, ricordando gli altri benefici dell’operazione: la liberazione della Torre e la realizzazione di una piazza pubblica “bella come Piazza Ferretto”; con altri lavori, come quelli all’Umberto I e quelli in via Poerio, il centro di Mestre sta diventando “un grande centro urbano”. All’Umberto I, Cacciari ha poi parlato di lavori di grande mole e di grande audacia, opere importanti a livello nazionale. In una situazione oggettiva di grande difficoltà, investire è segno di audacia e di fiducia. Dobbiamo essere fiduciosi – ha annotato – nella capacità del Paese di riprendersi con opere come queste: bandita ogni nostalgia conservatrice, occorre fare e fare bene, perché una città è fatta sì di opere, ma di opere belle. Il sindaco ha quindi ricordato l’intervento per Piazza Ferretto, la più bella piazza contemporanea d’Italia, e ha accennato ai lavori per la Torre ma anche al ponte di Calatrava e al restauro di Tadao Ando in Punta della Dogana “capolavori di arte contemporanea”, per rilevare che Mestre e Venezia stanno davvero voltando pagina. Le città – ha detto – si rinnovano non attraverso soli numeri di metri quadrati e di metri cubi, ma attraverso opere di qualità: e le alte torri in progetto all’Umberto I potranno diventare il nuovo simbolo di Mestre.
http://carta.ilgazzettino.it/MostraO...11&CodSigla=VE




La prima licenza intestata a Celmanti Anacleto - da qui il nome "Cel-Ana" - è del 1938. Poi nel 1960 venne costruito l’edificio che ora si va ad abbattere
C’era una volta una casetta, con tre negozi

Da una parte si procederà con il bisturi, dall’altra con i colpi di maglio. Per Cel-Ana ci vuole grande attenzione perchè l’edificio degli anni ’60 è addossato alla Torre e, dunque, nessuno sa se sia la torre che sostiene Cel-Ana o il contrario. Tant’è che dentro è stato puntellato tutto mentre gli operai della Pio Guaraldo lavorano distaccando a mano l’edificio dalla torre. Perchè Cel-Ana è stata costruita in due fasi. Nella prima fase solo la parte che dà verso via Palazzo fino alla porta, poi il pezzetto che va dalla porta del negozio e fino alla torre. E’ già stato tolto il primo muro e si è arrivati al secondo, dietro il secondo muro c’è il muro della torre. L’architetto Giovanni Caprioglio avverte che bisogna andare avanti con estrema cautela e in costante contatto con la Soprintendenza per vedere quanto si deve salvare del muro interno. Poi, una volta tolta di mezzo Cel-Ana, apparirà la porta, riempita di mattoni, della vecchia torre. Ma ci vorrà un bel po’ perchè non si può andare avanti a colpi di benna.
Discorso diverso invece per l’Umberto I dove si può procedere alla demolizione senza andare tanto per il sottile. Ieri è stato dato il via libera simbolico e l’ing. Flavio Zuanier ha scelto per la cerimonia una zona tra il padiglione Pozzan e il Cecchini perchè lì si recupererà il segno del castrum, ovvero del castello che, prima, era un campo fortificato. Lo studio Zuanier ha anche deciso che il padiglione Cecchini diventerà una delle entrate del nuovo complesso. Intanto a giorni partiranno i lavori di sgombero di tutto quel che è rimasto dentro il vecchio ospedale ed è un sacco di roba. Tant’è che Veritas per portar via tutto ha fatto un preventivo di 250 mila euro. Del resto dentro ci sono ancora n sacco di letti e materassi, ma anche mobili da cucina, un intero ufficio ancora imballato e armadi delle sale operatorie in acciaio inossidabile. E poi ci sono ancora lampade scialitiche e culle termiche, eletrocardiografi e suppellettili di ogni tipo. Insomma l’ospedale è ancora mezzo pieno. Ci vorrà un mese per buttar via tutto. Poi inizieranno i lavori di demolizione vera e propria. Da quel momento un anno esatto per demolire tutto. Un altro anno per le fondazioni e due anni per tirar sù le tre torri, una da 115, una da 110 e una da 84 metri. Tre torri che diventeranno il simbolo della nuova Mestre. Tre torri che bisogna aver coraggio di costruire in questo momento, ma come ha detto Dante Pasqualini della società "Il Rovere" che ha acquistato l’area dell’Umberto I, "l’edilizia è il treno che deve far ripartire l’economia".
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