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#201 | |
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#202 | |
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Registered User
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#203 | |
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Registered User
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http://www.agoravox.it/?page=article&id_article=10960 Certo, un'altra alternativa alla paralisi (quando il tratto appenninico, per vari motivi, è interrotto, spezzando l'italia in 2) sarebbe potuto essere rappresentato, in futuro, dal prolungamento della A22, ma questa è una storia a parte e si rischia di andare fuori tema. Per rimanere nel tema della variante di valico, sarebbe scelta saggia diversificare il traffico, per esempio (oltre a differenziarlo in base alla provenienza) anche in base alla tipologia, cioè vietando totalmente uno dei due tracciati ai mezzi pesanti e ai veicoli lenti, riservandolo soltanto ai mezzi veloci. |
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#204 |
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Registered User
Join Date: Jul 2010
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Mi ricordo che anni fa il progetto a differenza di questo era diverso.
Il percorso era grosso modo lo stesso,ma nella parte del raddoppio invece che fare una autostrada a 2 corsie+emergenza,la avrebbero fatta a 3 corsie+emergenza con la dismissione della vecchia. Io personalmente avrei preferito una soluzione del genere per vari motivi. Probabilmente i comuni dove passa la Variante di Valico per benestare il progetto avranno imposto che il vecchio tracciato venisse mantenuto per non tagliare fuori i paesi serviti dalla attuale A1 che sarebbero rimasti isolati con la nuova autostrada e magari anche per altri comuni. |
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#205 | |
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#206 | |
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Registered User
Join Date: Dec 2011
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![]() ![]() ![]() Purtroppo quando capiteranno ondate di freddo intenso anche quella quota sebbene più bassa e in galleria non riuscirà a risolvere di molto il problema neve e ghiaccio. |
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#207 |
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Pendolare multiscala...
Join Date: Jan 2009
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Vero, ma tenendo conto del clima di quella zona, penso che i giorni di neve saranno enormemente ridotti (inoltre il percorso e' per lo più in galleria).
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#208 | |
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galactic cannibal
Join Date: Jul 2010
Location: Brescia
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#209 |
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Registered User
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Variante di Valico e terza corsia "Processate 20 indagati"
La procura chiede il giudizio per i manager di Autostrade, Toto costruzioni, Todini costruzioni e Btp. Contestati reati ambientali La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di 20 persone per i reati ambientali che sarebbero stati compiuti nella realizzazione, fra il 2005 e il 2010, delle varianti di valico e della terza corsia dell'A1 fra Firenze e Bologna, oltre che per il crollo della galleria del Melarancio, a Firenze, nel 2008. Fra gli indagati, tecnici, dirigenti delle Autostrade e delle imprese di costruzione, fra cui anche Riccardo Fusi, ex presidente della Btp. Secondo i pm Giulio Monfereini e Gianni Tei, che hanno coordinato le indagini della guardia forestale e della polizia stradale, durante i lavori rifiuti speciali (anche pericolosi) contenenti oli disarmanti e altri inquinanti non sarebbero stati smaltiti correttamente e sarebbero state create discariche abusive. Sarebbero state inquinate, inoltre, anche le acque dei torrenti e danneggiato il lago di Bilancino. Fra gli indagati ci sono Gennarino Tozzi, direttore generale sviluppo rete Autostrade, Tonino Russo, project manager di Autostrade; per la Todini Costruzioni figura Pietro Salini, amministratore delegato nel 2010; per la Toto costruzioni l'amministratore delegato Alfonso Toto. Fra i reati contestati, a vario titolo, traffico organizzato e gestione abusiva dei rifiuti, discariche abusive, abbandono incontrollato di fanghi nei corsi d'acqua. Nell'ordinanza si ipotizzano, tra le altre cose, il deturpamento paesaggistico della collina di Giogoli e la truffa ai danni della Società autostrade. |
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#210 |
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Registered User
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Variante, la frana di Ripoli mette a rischio le condotte
I lavori di Hera: tornano le ruspe contro il rischio rottura. Il prefetto convoca il tavolo di emergenza per il 2 maggio ![]() RIPOLI - Hera è tornata a sventrare le stradine attorno a Ripoli, mentre l'allarme destato dai possibili movimenti del viadotto dell'Autosole che passa sulla testa del paese ha indotto la Società Autostrade a bucare il terreno a pochi metri dai piloni scalcinati dal tempo e dalle vibrazioni. Non c'è pace a Ripoli Santa Maria Maddalena tormentato dalla frana che si è risvegliata dopo gli scavi alla galleria della Variante di valico. Per il 2 maggio il prefetto Angelo Tranfaglia ha riunito di nuovo tutte le parti del tavolo di emergenza in modo da ascoltare le conclusioni dei tecnici chiamati da fuori, del Cnr e dell'Ispra, tra le proteste del comitato dei residenti che non è invitato, mentre era stato chiamato a spiegare le proprie ragioni proprio a quegli stessi tecnici. Il comitato nota che tra gli invitati c'è il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alfonso Manzo, e si chiede il perché: "I carabinieri non dovrebbero starne fuori? Sono super partes, stanno facendo le indagini della Procura". Il comitato non ha fiducia nel collegio dei tecnici della Prefettura, dove Autostrade cerca di far entrare anche i geologi della Regione, ma in Prefettura ribattono che "i carabinieri sono presenti in quanto presidiano quel territorio e sono organi di Protezione civile. Fanno le indagini, ma gli ambiti sono differenti". In attesa di sapere che cosa diranno i tecnici esterni chiamati dal prefetto, l'allarme non cessa. Hera ha mandato di nuovo le ruspe, ha messo un cartello di strada chiusa per lavori fino al 27 aprile all'inizio del paese e quasi 500 metri dopo, vicino alle abitazioni crepate di Cà di Simone spostate per lo scivolamento di 8 centimetri (ma per il comitato sono 20). La ruspa riporta alla luce la condotta del gas per inserire delle camere di espansione, contro il rischio di rottura a causa dello spostamento del terreno: "Solo misure precauzionali", dicono i tecnici. Mentre Hera scava sotto il paese, Autostrade scava sopra. Hanno messo tre "inclinometri" accanto ai piloni del viadotto Rio Piazza, che secondo i rilievi topografici si muovono: un centimetro il pilone 2, un centimetro e 3 il numero 3 e 4 e ben due centimetri e un millimetro il numero 5. Autostrade dice che sono errori di misurazione, però si è premunita mandando i geometri a infilare tubi nel terreno e vedere se si inclina. "Non mi pare che ci siano problemi - dice il geometra che sta finendo di installare uno degli inclinometri -. Quello impiantato una settimana fa non dà segni di movimento. Sarebbe gravissimo se lo facesse in così poco tempo. Vediamo le misurazioni di qui a due mesi che cosa diranno". Il geometra Dino Ricci che presiede il comitato scuote la testa: "Come si fa a mettere uno strumento che arriva solo fino a 48 metri in mezzo all'argilla? Si muove di conserva con la frana, che oltretutto ha un piano di scivolamento molto più basso, di 68 metri". Il braccio di ferro continua. |
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#211 | |
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Logan
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#212 |
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galactic cannibal
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Se lo dicono gli stessi che costruiscono direi che qualche problema c'è davvero.
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#213 |
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Pendolare multiscala...
Join Date: Jan 2009
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Volatili per diabetici...
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#214 | |
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Logan
Join Date: Jan 2010
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Continua il botta e risposta:
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- Sintesi - Toto: costruiamo ma se frana non vogliamo responsabilità Autostrade: se frana è perché siete degli incapaci Toto: come si permette!
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- Logan - siv0968 - LogBLog.it |
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#215 |
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Pendolare multiscala...
Join Date: Jan 2009
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Ribadisco il mio commento di cui sopra...
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#216 |
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BANNED
Join Date: Apr 2012
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A me sembra che la situazione sia realmente critica ed il contenzioso profondo non solo in termini di mm o cm e non sia tutta una montatura che potrebbe rivelarsi catastrofica nel vero senso della parola e non solo in termini economici per la collettività.
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#217 |
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galactic cannibal
Join Date: Jul 2010
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Ovviamente che volete che Autostrade vi dica? "Sì è vero, stiamo lavorando da 10 anni ma inutilmente, perché la galleria non reggerà". Certo che no, devono minimizzare, per questo quello che dicono non ha alcun valore.
Quello che dice Toto, invece, è davvero preoccupante. |
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#218 |
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Il punto è che la Toto, avvisando la Procura, si vuole giustamente cautelare da future responsabilità per rovina dell'opera e danni a cose o persone che da essa potrebbero derivarne. In questo modo si chiama fuori da eventuali citazioni future e Autostrade rimarrebbe l'unica responsabile cosa che ovviamente non le può far certamente piacere.
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#219 |
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Intanto, come spesso accade in Italia, tra i due litiganti che si rimpallano le responsabilità presenti e future quelli che ci vanno di mezzo sono gli incolpevoli abitanti di Ripoli.
Frana la Variante di Valico, pronto un piano di evacuazione dei paesi Nel caso la situazione dovesse peggiorare le persone che vivono a Ripoli devono prepararsi ad abbandonare le case come altri hanno già fatto. Sono i risultati della grande opera di epoca berlusconiana e progettata da una delle società dell'ex ministro Pietro Lunardi Ripoli, paese dell’Appennino attraversato dalla Variante di Valico, il tratto di autostrada che nei progetti deve aggiungersi al tratto di A1 tra Bologna e Firenze, si prepara a un piano di evacuazione nel caso la frana si muova un po’ più del dovuto. Piano che prevede suoni di allarme delle campane in caso di emergenza. “La gente deve sapere che cosa fare se una soglia viene superata. È una questione sulla quale la popolazione va coinvolta”. I tecnici del Cnr e dell’Ispra venuti da Roma su invito del prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, hanno emesso oggi il loro verdetto sulla vicenda del paesino appenninico messo a rischio dagli scavi di una galleria per la Variante di valico. Un verdetto che non mette uno stop ai lavori, ma che riconosce una volta per tutte che la frana è causata da quei lavori. Per questo la sentenza degli esperti impone una serie di prescrizioni prima di andare avanti a perforare. Tra queste quella della creazione di un sistema di allarme, una sorta di piano d’evacuazione per i ripolesi, che permetta ai cittadini di capire come muoversi in caso di improvvisi smottamenti. Per prima cosa dunque il documento dei tecnici riconosce che la frana prima dell’inizio degli scavi non si era mossa. “L’analisi delle serie storiche di deformazione (…) ha evidenziato come l’area della frana interessata dalla frana antica di Santa Maria Maddalena non abbia subito movimenti nel periodo compreso tra il 2003 e il 2010”, spiegano consegnato oggi nelle mani di Tranfaglia da Fausto Guzzetti, direttore del Irpi-Cnr. Gli otto fogli, firmati anche dal presidente dell’Ispra, Bernardo De Bernardinis, evidenziano il legame tra l’accensione delle perforatrici e la riattivazione della frana. “Nel periodo 24 aprile 2011 – 1 aprile 2012”, gli studi hanno evidenziato “come le deformazioni misurate in superficie e in profondità siano congruenti e riconducibili alla sovrapposizione di deformazioni indotte dall’avanzamento dei fronti di scavo nelle due canne”. In poche parole “lo scavo (…) ha prodotto un disturbo (detensionamento) dell’ammasso roccioso”. Inoltre se dal 12 febbraio 2012 alcune frane si sono riattivate a causa dello scioglimento della neve, lo studio evidenzia che negli anni passati “seppure vi siano stati eventi piovosi e di fusione della neve (…) non si ha notizia di (ri)attivazioni di porzioni estese del versante”. Come dire che la neve ha semplicemente facilitato un movimento rimesso in moto quest’anno dagli scavi del tunnel. Ma sono le conseguenze di queste affermazioni a far tremare i polsi. A spiegarle è lo stesso Guzzetti nel vertice di ieri pomeriggio in cui era presente lo stesso Gennarino Tozzi, condirettore generale per lo sviluppo della rete di Autostrade per l’Italia. “È del tutto possibile che il prossimo anno o fra dieci anni ci siano delle frane, nella zona interessate da vicino dagli scavi la probabilita’ è maggiore. Quantificare questo e dire se siamo oltre un livello di rischio accettabile è impossibile”, ha ammesso Guzzetti. Insomma se, come si legge nel documento inviato al prefetto, molti fattori portano a “escludere con un buon grado di affidabilità la possibilità di un crollo catastrofico e repentino dell’intero versante”, questo non dovrebbe troppo tranquillizzare. “L’apertura e l’eventuale rapida propagazione di un sistema di fratture che interessi uno o più edifici (…) può provocarne l’instabilità parziale o totale, causando crolli delle (o nelle) abitazioni”. Per questo i tecnici di Ispra e Cnr raccomandano che sia creato un vero e proprio “sistema di protezione civile che descrive nel dettaglio il complesso delle azioni da attuare in caso di superamento delle soglie”. Potrebbe esserci, come ammette lo stesso Guzzetti, anche la predisposizione di segnali sonori: “una campana” d’allarme vera e propria. Il documento inoltre segnala più volte la poca completezza degli studi sinora condotti: “il modello geologico tecnico del versante risulta poco accurato”, e questo “influenza l’affidabilità delle possibili previsioni”. Infine un avvertimento ad Autostrade: a breve arriveranno dei punti critici. Uno potrebbe essere al chilometro 7,125, dove pare ci sia presente una faglia o un sistema di fratture. “Tale condizione potrebbe favorire maggiori afflussi d’acqua in profondità e in galleria determinando condizioni di scavo ed effetti superficiali peggiori rispetto a quelli incontrati in precedenza”. Alla società dei Benetton si chiede inoltre che si adottino “diverse strategie di scavo” per “ridurre gli effetti di disturbo”. Il sit in dei ripolesi. Intanto, mentre in prefettura si teneva il vertice, i cittadini del piccolo borgo di montagna sono scesi in città per protestare contro gli scavi di quella galleria. Erano una quarantina, soprattutto anziani (la maggioranza in paese), ma anche qualche giovane che non ci sta a perdere la propria casa. È stata la prima volta che sono scesi in così tanti in città. Al vertice non sono stati convocati. Qualcuno, come la giovane Karin, è scesa in strada perché vorrebbe qualcosa di più che il semplice salvare la pelle. Vorrebbe salvare anche la casa e il suo paese: “Provassero loro che cosa significa la paura di perderla”. |
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#220 |
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Legambiente sollecita l'intervento del Ministro dell'Ambiente Clini
Variante di Valico. Emergenza frane. Legambiente: “Intervenga il ministro dell'Ambiente” “Le notizie circolate in questi giorni sulla Galleria di Ripoli della Variante di Valico, con gli impatti sempre più evidenti della frana sulle abitazioni e, addirittura, la possibilità che la stessa galleria diventi tra pochi anni inutilizzabile, evidenziano una situazione tanto delicata quanto pericolosa, su cui il Governo deve intervenire”. Così il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, esprime preoccupazione per la situazione della Variante di Valico, che interessa il tratto di A1 tra Bologna e Firenze. Si tratta di un’opera discussa per moltissimi anni – ricorda Legambiente - che vide nella progettazione il coinvolgimento della Società dell’ex Ministro Lunardi, e che fu approvata nel 2001 dal governo Berlusconi attraverso un provvedimento che cancellava larga parte delle osservazioni della Commissione nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale. In questi giorni, i tecnici di CNR e Ispra coinvolti dal Prefetto, hanno infatti confermato i rischi legati alla frana e evidenziato un possibile collasso dell’intero versante. “Ma ancora più rilevante, a quanto si apprende dai giornali - prosegue Legambiente - è la perizia dell’impresa Toto Costruzioni, depositata in Procura, nella quale si sostiene che la pressione della frana abbia già modificato di alcuni centimetri l’assetto dell’opera, e che nel corso degli anni renderà del tutto inutilizzabile l’autostrada che corre dentro la galleria”. Per l’associazione ambientalista anche questa vicenda dimostra quanto sia importante il ruolo della valutazione ambientale delle opere, e quanto sia stata nefasta l’operazione di totale svuotamento operata con la Legge obiettivo. “Il ministro dell’Ambiente Clini deve intervenire per dare certezze ai cittadini interessati da un fenomeno franoso legato ai cantieri che si sta rivelando ogni giorno più pericoloso. Ma il governo deve anche fare chiarezza su una vicenda paradossale, perché – aggiunge Zanchini - se veramente gli effetti nel tempo potrebbero essere tali da portare alla chiusura della nuova autostrada ancor prima che sia completata, ciò rappresenterebbe una vera beffa per il Paese dopo anni di discussioni sul progetto. Al contempo - ha aggiunto Zanchini - diventa quanto mai urgente realizzare una riforma delle procedure di valutazione e monitoraggio ambientale, dopo i danni della propaganda sulle grandi opere di questi anni, che consenta di ristabilire trasparenza, indipendenza e serietà per queste fondamentali fasi di verifica e approvazione dei progetti, come avviene in tutti i Paesi europei”. |
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