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Old June 9th, 2009, 05:22 PM   #1
Paxromana
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TORINO | Gestione degli impianti olimpici

Sole24ore.com
Gara a due per gli impianti di Torino 2006
di Marco Ferrando

Sarà gara a due per la gestione degli impianti olimpici di Torino 2006. Ieri alle 15 si è chiuso il termine per la partecipazione alla gara internazionale bandita dal Top, il Torino Olympic Park: due le buste arrivate sulla scrivania della presidente, Tiziana Nasi. I nomi dei candidati si conosceranno solo dopodomani, quando si riunirà il cda dell'ente, una fondazione pubblica costituita dagli enti locali e dal Coni, per nominare una commissione di valutazione ad hoc.

Ma intanto si è evitato il primo pericolo, quello della gara deserta: evidentemente, dentro alla voluminosa eredità dei giochi ci sono pezzi pregiati, costosi sì ma anche capaci di far reddito. Formalmente la gara prevede la gestione per 30 anni attraverso l' acquisto del 70% di Parcolimpico Srl di un pacchetto di dieci strutture che comprende due palazzetti (il Palasport e il Palavela di Torino), quattro impianti sportivi (trampolini del salto, pista di bob e di biathlon, half pipe), tre alberghi (Bardonecchia, Pragelato e Sansicario) e le arcate del Villaggio olimpico di Torino. Inizialmente la gara avrebbe dovuto chiudersi il 7 maggio scorso, ma vuoi per la concomitanza con la campagna elettorale, vuoi per l' inserimento in data room dei bilanci 2008, migliori del previsto il Top aveva deciso lo slittamento di un mese dei termini.

Le voci della vigilia davano in lizza dei cinque gruppi, tre stranieri e due italiani. Nomi in alcuni casi noti (come Live Nation e Aeg) che negli ultimi mesi erano stati visti compiere i sopralluoghi nei siti olimpici e bussare alle porte di alcuni professionisti della città per consulenze e valutazioni di benchmark. Un dato, intanto, è certo: chi si aggiudicherà la gara dovrà mettere mano al portafoglio. Ai 2,1 milioni (base d' asta) per il 70% di Parcolimpico, ne dovrà aggiungere altri 60 milioni per gli interventi di manutenzione e riparazione sugli impianti (una cifra «indicativa», specifica il bando) e altri 4,5 milioni per coprire il rosso con il quale si è chiuso l' esercizio 2008 di Parcolimpico, peraltro in linea con le previsioni. «Ci vuole un soggetto con le spalle larghe, lo sappiamo aveva dichiarato Tiziana Nasi, che del Top è presidente, presentando la gara. Ma sappiamo anche che un operatore del settore potrà trovare inaspettate fonti di reddito». Un esempio su tutti: l' intitolazione degli impianti, dai quali si stima che si possano ottenere sponsorizzazioni superiori al milione di euro solo per Palavela e Palasport, i due contenitori più appetibili.

9 giugno 2009
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Old June 9th, 2009, 06:18 PM   #2
Rhoy
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Buona idea.
Questo è il sito del parco olimpico di Torino2006 http://www.torinolympicpark.org
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Old June 9th, 2009, 07:21 PM   #3
Keiki
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... ed un logo che mi sembra però bruttino :P
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Old June 10th, 2009, 09:08 AM   #4
ScarryTO
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Bene bel modo di valorizzare un parco olimpico che non ha eguali in italia...anche se si infrange un mio sogno, vedere il palavela affidato in gestine ad una nuova società di basket torinese creata a DOC per arrivare in pochi anni in A1
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Old June 10th, 2009, 03:38 PM   #5
Keiki
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Credo che per gare di basket si andrebbe ad usare lo stesso impianto usato dalle altre squadre torinesi senza crearne uno ad hoc. Però rimettere mano al PalaRuffini e renderlo migliore e all'avanguardia non sarebbe male. Qualcuno sa quanti spettatori può ospitare per ora?
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Old June 10th, 2009, 03:52 PM   #6
cityto
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Credo che per gare di basket si andrebbe ad usare lo stesso impianto usato dalle altre squadre torinesi senza crearne uno ad hoc. Però rimettere mano al PalaRuffini e renderlo migliore e all'avanguardia non sarebbe male. Qualcuno sa quanti spettatori può ospitare per ora?
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Old August 30th, 2009, 10:41 AM   #7
fabrik
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"Musica e sport, 200 eventi all'anno"

L'amministratore deligato di Live Nation, Roberto De Luca

Live Nation svela il suo piano per la città: «Faremo rivivere gli impianti dei Giochi»


maurizio tropeano

torino

Alla fine di settembre si saprà con certezza se Live Nation Italia (LNI) si sarà aggiudicata la gestione dei siti ex olimpici di proprietà della Fondazione Top. Il ramo tricolore di questa multinazionale americana dello spettacolo quotata a Wall Street sembra rimasto l’unico concorrente in corsa nella gara internazionale voluta da Top. Un vizio di forma avrebbe reso vana la partecipazione di GL Events, la multinazionale francese che gestisce il Lingotto Fiere. In questi giorni Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation, sta mettendo a punto il piano finanziario che dovrebbe permettere di «raggiungere il pareggio di bilancio in 12, massimo 18 mesi».

E per farlo, la settimana dopo Ferragosto, ha chiamato a raccolta a Milano i manager della multinazionale che gestiscono direttamente, in giro per il mondo, impianti polifunzionali. LNI per la prima volta, infatti, si troverà ad occuparsi direttamente non solo della programmazione ma anche della gestione organizzativa di alcune strutture. Una scommessa che secondo De Luca si può «vincere» perché «sotto la Mole abbiamo visto la possibilità di realizzare qualcosa di importante». In una parola far soldi e farli fare anche a Top, la fondazione postolimpica che resta a maggioranza pubblica.

Come si fa a raggiungere il pareggio di bilancio in così poco tempo?


«Partiamo da un dato. Torino e il Piemonte nel corso del 2008 sono al secondo posto in Italia, dopo Milano, per l’organizzazione di eventi. Noi abbiamo esperienza, artisti e voglia di potenziare questa macchina. E possiamo farlo non solo per quanto riguarda i grandi concerti dal vivo e la loro commercializzazione».

E per quanto riguarda l’aspetto sportivo? Non mi dica che farete musica anche sulle piste da bob?

«No. Stiamo preparando un piano finanziario per ogni struttura. Partiamo dal Palazzetto olimpico. Noi crediamo che quell’impianto non debba vivere solo la notte del concerto. Si possono mettere in campo soluzioni diverse che permettano di sfruttarlo per almeno 200 giorni l’anno. Di giorno e anche di sera».


Tutti i giorni grandi eventi?


«Evidentemente non ci saranno 200 giorni di grandi concerti ma quella struttura può vivere anche grazie a musical, balletti e spettacoli per 2.000-2.500 persone. Unico comune denominatore: la qualità».

E come farete?

«Le faccio un esempio. Volevamo portare il musical di Mamma Mia a Torino ma non c’era, e non c’è, una struttura in grado di contenere un paio di migliaia di persone e le scenografie. Lo spettacolo l’abbiamo organizzato a Milano: 32 giorni di repliche con il tutto esaurito. Più di sessantamila persone. E il Palazzetto Olimpico, con una semplice modifica delle tribune, può diventare uno spazio teatrale».


Ci spiega come Torino può reggere la concorrenza con Milano?

«In questi anni abbiamo organizzato grandi concerti nelle due città. Sono andati più che bene dimostrando che ci sono due bacini d’utenza separati che possono essere complementari e che non si fanno concorrenza».


Parliamo di attività sportiva. Nei mesi scorsi si era parlato di far tornare sotto la Mole il basket di serie A. È così?

«È presto per parlarne. Stiamo definendo un progetto che tenga insieme musica, teatro e attività sportiva. Un programma organico sarà pronto fra un paio di settimane».

Ci spiega che cosa farete negli altri impianti?

«Palavela e Arcate si possono sicuramente valorizzare. Per gli impianti di montagna pensiamo di potenziare l’esperienza di Top. Vogliamo fare business ma è chiaro che, visto il rapporto con il pubblico, siamo anche molto sensibili alle ricadute economiche sul territorio di queste nostre attività. Il nostro progetto si basa anche sulla possibilità di offrire nuovi posti di lavoro».

Belle parole, ma il programma è molto generico. Perché?

«Perché aspettiamo l’esito ufficiale della gara. Per noi parlano gli eventi organizzati a Torino e in Italia: Police, Vasco Rossi, Madonna. Abbiamo deciso di partecipare alla gara perché risponde alla logica di potenziare la nostra attività. Stiamo lavorando sodo e non vogliamo improvvisare anche perché la gara prevede un impegno alla gestione che dura per tanti anni».

http://www3.lastampa.it/torino/sezio...lo/lstp/50031/
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Old August 30th, 2009, 11:19 AM   #8
BestJack
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speriamo davvero che si aggiudichino gli impianti
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Old September 21st, 2009, 08:56 AM   #9
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possibili casini in vista causa ricorso al TAR di GL events...

http://rassegnastampa.comune.torino....1813723370.pdf
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http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo

«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old September 21st, 2009, 11:25 PM   #10
Keiki
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Devo dire che sono più favorevole alla multinazionale americana per differenziare la presenza sul territorio. Non solo. La mia esperienza con GL è stata pessima (almeno per il momento). Non esiste che per organizzare un evento la gente debba attendere mesi per avere solo una risposta circa l'interesse da parte loro. La presenza di una nuova ditta potrebbe anzi portare a svegliare la stessa GL.
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Old September 22nd, 2009, 06:26 PM   #11
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concordo. però che palle con questi ricorsi (vedi inceneritore e palazzo del nuoto)
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Old September 27th, 2009, 12:02 PM   #12
fabrik
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Il Tar invalida la gara (La Stampa)
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Old September 29th, 2009, 08:03 AM   #13
(fabrizio)
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fantastico....l'eterna dannazione dei ricorsi al tar.
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Old September 30th, 2009, 08:35 AM   #14
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Il Tar invalida la gara (La Stampa)
nessun accenno alle tempistiche per il nuovo bando??
ho cercato sulla rassegna stampa online ma non l'ho trovato
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Old September 30th, 2009, 09:23 AM   #15
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TOP CONTRO IL TAR CHE BLOCCA LA GARA RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO
http://rassegnastampa.comune.torino....3013820902.pdf

dopo il consiglio di stato a chi tocca??
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«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old September 30th, 2009, 09:26 AM   #16
fabrik
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nessun accenno alle tempistiche per il nuovo bando??
ho cercato sulla rassegna stampa online ma non l'ho trovato
fine anno come minimo
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Old October 6th, 2009, 07:38 PM   #17
paolorsm
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Il caso
Dieci nazionali bloccate niente ghiaccio per il bob
Chiusa la pista di Cesana, costruita per "Torino 2006": rotti i compressori. Nessuno ha avvisato le squadre provenienti da tutta Europa per allenarsi in vista dei giochi di Vancouver
di ALBERTO CUSTODERO


TORINO - "Spiacente, manca il ghiaccio, la pista è chiusa". Il bollettino della pista di bob di Cesana è arrivato ieri, all'ultimo momento, quando dieci nazionali avevano fissato sul sito olimpico di "Torino 2006". costato 107 milioni (uno dei migliori al mondo), gli allenamenti in vista delle Olimpiadi di Vancouver 2010.
Oltre agli azzurri del bob e dello slittino, avevano prenotato gli allenamenti i lituani, gli inglesi, gli austriaci, gli slovacchi, i romeni, i monegaschi, i belgi, gli olandesi. Gli svizzeri, in particolare, avevano organizzato sulla pista di bob di Cesana addirittura il campionato nazionale di selezione per Vancouver.
Ma per motivi tecnici, l'ex sito olimpico è stato improvvisamente chiuso. Pare che tre compressori su quattro fossero rotti, e quello rimasto in funzione si è rivelato insufficiente per ghiacciare tutta la pista. Alcune nazionali, come quella lituana, erano già arrivate in Alta Val Susa. Altre erano già in viaggio. In fretta e furia gli atleti hanno dovuto cambiare destinazione trovarsi soluzioni alternative, compresi gli italiani partiti alla volta dell'Est.
Se il bob di Cesana è chiuso per guasti, altri siti olimpici non versano in condizioni migliori nel torinese. E' il caso dei trampolini di Pragelato, venti milioni di impianti, fiore all'occhiello del salto con gli sci e combinata nordica. Ebbene, proprio nei giorni scorsi gli organizzatori hanno deciso di tenere chiuse le rampe di gara per tutto l'inverno, lasciando in funzione solo i piccoli salti da scuola. L'impianto olimpico resterà aperto solo d'estate, una decina di giorni, il tempo per disputare il summer grand prix. La pista di fondo, sempre a Pragelato, non rischia la chiusura, però, a un mese dall'inizio della stagione invernale, ancora non si sa chi dovrà gestirla.


http://www.repubblica.it/2009/10/spo...tml?ref=hpspr1
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Old October 7th, 2009, 05:52 AM   #18
dreaad
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non è una bella figura
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Last edited by dreaad; October 7th, 2009 at 06:48 AM.
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Old October 7th, 2009, 09:34 AM   #19
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INFO SUL GUASTO ALLA PISTA DI BOB. SI PREVEDE UN FERMO TEMPORANEO PER CONSENTIRE LA NORMALE RIAPERTURA DELLE ATTIVITA'
http://rassegnastampa.comune.torino....0713882533.pdf
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Old October 9th, 2009, 08:56 AM   #20
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Cesana e la pista di bob
anello debole dei Giochi


L’eredità di Torino 2006,conti sempre in rosso

giorgio viberti
cesana torinese

Anche gli atleti slovacchi del bob ieri pomeriggio hanno salutato Cristina Ollivier, la segretaria poliglotta dell’impianto di Cesana Pariol (che comprende le piste di bob, skeleton e slittino), e se ne sono tornati mestamente dapprima al Grand Hotel Sestriere e poi in patria. Insieme con le rappresentative di Svizzera, Monaco, Francia, Austria, Inghilterra, Lituania, Olanda, Italia e altre ancora, avrebbero dovuto allenarsi nell’impianto olimpico fino a domenica 18 ottobre. Invece un inconveniente tecnico ha causato l’improvvisa chiusura della pista di Cesana, che non sarà agibile prima di una settimana. «Abbiamo avvisato tutte le Nazionali in tempo utile - assicura Paolo Bellino, direttore generale del Top (Torino Olympic Park) che gestisce l’impianto -, sono contrattempi che possono succedere».

Sarebbe il caldo di questi giorni il principale responsabile dello stop: i tre compressori che rendono ghiacciata la pista rischiavano di saltare per l’eccessivo lavoro, anche perché si erano formate delle sacche d’aria nelle canaline in cui scorre l’ammoniaca che riducevano l’efficienza del sistema di refrigerazione. «Abbiamo preferito sospendere la formazione di ghiaccio - aggiunge Bellino - anche se la pista era già pronta al 75% e alcune squadre avevano già fatto delle discese». Oltre alla Slovacchia, erano infatti già a Cesana gli atleti monegaschi e lituani.

«Una pessima figura - replica però Monica Marino, direttrice del Grand Hotel Sestriere - e per il nostro albergo anche un grave danno economico». Circa 200 atleti (fra bob, slittino e skeleton) di 9 diverse Nazionali avrebbero infatti dovuto alloggiare in quell’hotel di Sestriere. Ma proprio alla vigilia del loro arrivo hanno disdetto le camere. «Purtroppo negli sport invernali - precisa ancora Bellino - rinvii o cancellazioni di gare e allenamenti per motivi climatici possono succedere. È accaduto anche ai grandi impianti di Lillehammer o Innsbruck e in alcune occasioni ne abbiamo beneficiato noi, con l’arrivo improvviso in Italia di atleti che non avrebbero più potuto allenarsi nelle sedi previste».

Sorge il dubbio, tuttavia, che la pista di Cesana, che dal punto di vista tecnico ci viene invidiata da tutta Europa, abbia una posizione infelice perché troppo esposta al sole e dunque più difficile da ghiacciare. Inoltre i costi di gestione dell’impianto sono proibitivi: 3,4 milioni all’anno a fronte di 2 milioni di entrate, con una perdita costante di 1,4 milioni a stagione. «Non c’è pista di bob al mondo che lavori in attivo - precisa ancora Bellino -. Governo ed Enti Locali ci hanno dato “una tantum” 20 milioni di euro per la gestione di tutti gli impianti olimpici, ma non bastano». Il Top coordina infatti anche l’utilizzo di PalaIsozaki, PalaVela e Villaggio Olimpico di Torino, palaghiaccio di Pinerolo e di Torre Pellice, Villaggio Olimpico di Bardonecchia, Olympic Center di Cesana e trampolini di Pragelato.

«Purtroppo la pista di bob è sempre in perdita
- ammette il direttore del Top -, così come, ma meno, i trampolini di salto con gli sci», entrambe strutture troppo specifiche e stagionali per poter ammortizzare le spese di manutenzione. «Per fortuna, invece, PalaIsozaki e PalaVela vanno molto bene e ci permettono complessivamente di far quadrare i conti». Si vocifera, per esempio, che Torino potrebbe ospitare nel 2011, proprio al PalaIsozaki, le finali di Eurolega, l’ex Coppa dei Campioni di basket per squadre di club. L’ottimo utilizzo dei due più capienti palasport torinesi non basta tuttavia a lasciare tranquilli i responsabili del Top, che a giorni dovrebbero ufficializzare l’ingresso nella Torino Olympic Park di un megagruppo privato internazionale che avrebbe per 30 anni la cogestione di tutti le strutture olimpiche. Intanto però restano profondi i buchi nel bilancio di impianti nati male come la pista da bob di Cesana.

«Un guasto ci può stare - rilancia la direttrice del Grand Hotel Sestriere - ma mi pare che non ci sia tutta questa volontà di trovare in fretta una soluzione, affinché la pista torni subito agibile. Se questo problema fosse capitato durante i Giochi 2006, li avrebbero rinviati?». In parole povere: poiché il rosso in bilancio della pista di Cesana è tanto maggiore quanto più alta è la temperatura climatica esterna (con il caldo costa di più formare il ghiaccio e mantenerlo), si insinua il sospetto che in fondo il Top ci perda meno a tenere chiuso l’impianto fino all’arrivo dell’inverno.

«Ogni anno ci rimettiamo un milione e mezzo - ribatte Bellino - eppure la pista ha sempre aperto prima delle altre in Europa
. Inoltre non abbiamo mai preteso di gestire noi la logistica alberghiera degli atleti, lasciando piena libertà agli operatori turistici e agli imprenditori locali». Che invece protestano: «Non so se nel 2010 vorremo ancora ospitare le Nazionali di bob» conclude Monica Marino del Grand Hotel. «Peccato, perché in un periodo morto come questo gli atleti hanno sempre portato un po’ di allegria e di vita» dice Cristina Ollivier, la segretaria tuttofare della pista di Cesana. «E magari qualcuno di loro - aggiunge la barista dello Zio Popy - si sarebbe fermato da me a bere un drink». Senza ghiaccio, però.


http://www3.lastampa.it/torino/sezio...lo/lstp/70041/
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