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Old October 27th, 2009, 01:56 AM   #331
marcobs
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Giornale di Brescia 26 ottobre 2009

«Prima tutta la città Poi, forse, l’estensione»
Fa discutere l’ipotesi di prolungare la metropolitana verso Sarezzo-Inzino e Rezzato. La Loggia: «Brescia innanzitutto»
«Nord sud, ovest, est e forse quel che cerco neanche c’è...» cantavano qualche anno fa gli 883. Oggi il ritornello che riguarda la metropolitana di Brescia tocca i termini del suo completamento o meglio, a seconda delle prospettive, delle eventuali estensioni lungo le varie direttrici. Già, perché mentre la Loggia accarezza l’ipotesi di estendere la tratta da Lamarmora alla Fiera di Brixia Expo, nel frattempo i Pgt in provincia contemplano l’ipotesi - o la suggestione - di un allungamento delle tratte a nord, verso Sarezzo o Inzino e ad est verso Rezzato.
Più di una suggestione
«Qualcosa di più di una suggestione, direi. Un panorama tutto in divenire, ma che si pone all’orizzonte come un punto di arrivo da non sottovalutare», sottolinea l’assessore al Traffico e alla Mobilità di Brescia, Nicola Orto. Intanto Brescia affila le armi e partecipa ad un bando del Ministero delle Infrastrutture che mette a disposizione 150 milioni di euro. Una frazione di questi potrebbe coprire l’estensione del tracciato verso la Fiera. «Si tratta di un’opera in due tranche, la prima che da Lamarmora arriva ai Magazzini Generali e la seconda che dai magazzini si spinge sino a Brixia Expo», spiegano dall’Assessorato. In sostanza va deciso come procedere, anche in vista dei costi. «Se il primo tratto è da costruirsi in tunnel con un costo di circa 100 milioni di euro, per il secondo verso la Fiera le valutazioni sono ancora da esperire.
I convogli in via Orzinuovi
Tra le ipotesi c’è di far correre la metropolitana in superficie lungo la mezzeria di via Orzinuovi», spiega Orto. Nell’ipotesi verrebbe sfruttata la larghezza della carreggiata per collocare al centro la massicciata dei binari. «Sempre e solo ipotesi, ma percorribili pensando al modello a cui guardiamo per la metropolitana cittadina, ovvero una rete che copra le aree a sud, ovest, nord e est della città. Non dimentichiamoci che tra le aree dei Magazzini Generali e il Comparto Milano, l’estensione a ovest, ossia alla Fiera, darebbe eccellenti risultati in ordine ai servizi» continuano dall’Assessorato.
La filosofia per la Loggia resta dunque quella del completamento della rete, piuttosto che quella dell’estensione, «il tutto nell’ottica di un piano integrato di trasporto pubblico che tenga conto anche delle necessarie sinergie con la Provincia». Tutto considerando che in realtà la Loggia non ha puntato solo alla progettazione e alla costruzione della tratta cittadina del metrò. Per ora Stato e Regione Lombardia hanno concorso al finanziamento esclusivamente del tratto Prealpino-S. Eufemia, non finanziano i progetti, pur presentati, dell’estensione della metropolitana dalla stazione di Lamarmora alla Fiera e dell’estensione in Val Trompia.
Il progetto preliminare verso Inzino fu predisposto da Asm e Brescia Mobilità (per 32 chilometri complessivi e con un investimento allora di 690 miliardi di lire) e trasmesso a Stato e Regione il 15 settembre del 2001. L’opera non è stata ammessa al finanziamento. I costi dovrebbero quindi essere coperti per il 60% dallo Stato, per il quind 15% dalla Regione e per il resto dagli enti locali. Ma comunque il Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), all’articolo 114, «recepisce il progetto della metropolitana di Brescia e della estensione in Val Trompia» e «propone di effettuare lo studio di fattibilità dell’ulteriore estensione fino a Rezzato e ai Tormini».
Roberto Manieri


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Lumezzane: sì al metrò ma ci serve l’autostrada
LUMEZZANE«La metropolitana è un’opera importante che permetterà di fare arrivare la città a livelli europei» ricorda Silverio Vivenzi, primo cittadino di Lumezzane. Per il sindaco della cittadina valgobbina «è auspicabile l’arrivo della metropolitana in Valtrompia, per diversi motivi. In primo luogo per alleviare il traffico della Triumplina, intasata come sempre. Penso subito, per esempio al vantaggio per i giovani studenti che si recano in città. Togliendo i pullman avremmo la fluidificazione del collegamento con la città e le importanti arterie stradali». Secondo Vivenzi si «favorirebbe il flusso verso la città delle persone che vanno a lavorare, o si recano negli uffici pubblici cittadini o ancora per raggiungere gli impianti sportivi e naturalmente per fare shopping. Pratica questo a cui il lumezzanese non rinuncia comunque neppure con un forte traffico veicolare e le conseguenti code».
A giudizio del primo cittadino deve essere però chiaro che la metropolitana «non può e non deve rappresentare un’alternativa all’autostrada, su cui i lumezzanesi e l’Amministrazione puntano ancora».
La preoccupazione maggiore è quella di trovare uno spazio in grado di fare da parcheggio ai veicoli di coloro che vorrebbero prendere il futuro metrò: «il punto di raccolta è fondamentale - ricorda Vivenzi -. Dobbiamo infatti pensare che la nuova struttura possa arrivare al massimo a Sarezzo o proseguire per Gardone, ma difficilmente possa arrivare a Lumezzane». Il primo cittadino non esclude comunque la possibilità di studiare e verificare una possibile soluzione che permetta anche a Lumezzane, magari all’inizio salendo da Sarezzo, di avere un punto di partenza e termine della nuova struttura.a. sen.

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Rezzato: non vogliamo essere un parcheggio
REZZATO«Non vogliamo diventare una sorta di Cascina Gobba bresciana. Già, Rezzato non ci sta a diventare solo un terminale della metropolitana ed a mettere a disposizione un’ampia area per un parcheggio scambiatore». Parola di Enrico Danesi, primo cittadino di Rezzato, che non nasconde la contrarietà ad un ipotesi di solo arrivo del metro sul suo territorio. «Il progetto iniziale parlava di Brescia-Tormini: in questo caso non saremmo terminale ed i disagi verrebbero meno. Diversamente abbiamo la certezza che le aree a sud della ferrovia diverrebbero enormi parcheggi meta di pendolari».
Sullo sfondo c’è spazio anche per qualche commento legato alla politica di trasporto pubblico che va ben oltre al solo tema della metropolitana. «La nostra Stazione ferroviaria è da una ventina di anni solo scalo merci. Prima era anche scalo passeggeri. Col treno ci mettavamo tre minuti ad arrivare in città. Nonostante le nostre richieste non ci hanno più inserito come fermata. La metropolitana futura avrebbe una stazione limitrofa alla nostra attuale stazione ferroviaria, dunque è gioco forza pensare quale destinazione potrebbero avere i terreni oltre la linea ferroviaria rispetto all’abitato».
Da Rezzato giunge quindi un sì parziale alla metropolitana: sì per l’infrastruttura ed il suo passaggio e quindi il contenuto di modernità del servizio, no ad essere terminale sul territorio e ospite di un mega parcheggio per pendolari. La stessa logica per cui Rezzato bocciava lo stadio a Castenedolo: «la nostra stazione sarebbe stata la meta di una serie di comitive che avrebbero sconvolto la quiete del paese. Dunque facciamo volentieri a meno di portarci a casa disturbi e difficoltà, mentre ad altri vanno i vantaggi» chiosa Danesi.ro. ma.

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IL SINDACO DI LUMEZZANE«Siamo favorevoli all’ipotesi di estensione della metropolitana verso nord e che tocchi Sarezzo, il tutto nell’ottica di poter eliminare i pullman dalla triumplina. Tuttavia per noi resta strategica la costruzione dell’autostrada della Val Trompia».

IL SINDACO DI REZZATO «Ci va bene che la metropolitana arrivi sono a Rezzato, ma non vogliano diventare il terminale in cui strutturare il parcheggio scambiatore che accoglie tutto il bacino di veicoli del Garda. Piuttosto varrebbe la pena di ripristinare la fermata ferroviaria, così che in tre minuti saremmo comunque in città».

L’ASSESSORE AL TRAFFICO «L’ipotesi dell’estensione del metrò è più di un’idea. Tuttavia prima va completata la copertura delle zone di forte utenza potenziale della città. In provincia, poi, i costi difficilmente saranno coperti dallo Stato con una legge-obiettivo».
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