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Old October 1st, 2015, 01:06 AM   #641
vittorio tauber
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L'Antigrazioso (1912-13) Umberto Boccioni, collezione Cerruti, Torino

Dalla collezione Cerruti di Torino, di cui si discute nell'articolo sotto riportato.

Quote:
Il collezionista “misterioso” che vinse su Uffizi e Getty Museum. Morto a Torino a 93 anni Federico Cerruti: la sua una delle migliori raccolte d’Europa
Scritto da Massimo Mattioli | domenica, 19 luglio 2015

Sono passati diversi giorni, prima che potessimo scrivere queste poche righe per ricordare quello che qualcuno ha definito “uno dei più grandi collezionisti d’arte in Europa”.

E questo testimonia una delle caratteristiche che ne hanno segnato l’esistenza e la passione collezionistica: l’assoluto, infrangibile bisogno di riservatezza, d anonimato, di silenzio attorno a una raccolta che egli proteggeva come una cattedrale sacra. E ora, per scriverle, ci appoggiamo a quando racconta uno dei pochi che hanno avuto la ventura di conoscerlo, Federico Cerruti, morto a 93 anni in una – ovviamente – imprecisata località nei dintorni di Torino: ovvero Marco Vallora, che ne scrive lungamente oggi su La Stampa.

È da qui che citiamo alcuni aneddoti che forniscono un’idea dell’importanza di una racconta che spaziava senza decise opzioni cronologiche o tematiche per molti secoli. “Gli piaceva accostare un mobile di Piffetti con un Klee premonitore, che anticipava la discesa dell’uomo sulla luna. Medardo Rosso con Dosso Dossi, Tiepolo con Giacometti, codici miniati con le sorelle spettrali di Casorati, Magritte con il giottesco Sano di Pietro”.

Un autodidatta, formatosi con studi tecnici utili a condurre l’avanzatissima legatoria di famiglia, che seppe portare ai massimi livelli di avanguardia e aggiornamento.

“Dieci ineguagliabili De Chirico metafisici in sala da pranzo”, scrive ancora Vallora. “Ed il suo Sancta Santorum nella camera da letto, in cui non osava dormire, perché a riposare c’erano già il Sassetta, Paolo Veneziano, Simone de’ Crocefissi, il precursore gotico che piaceva a Longhi”.

E non mancano aneddoti rivelatori: a partire dal Pontormo che si portò a casa dopo aver vinto una gara nientemeno che con gli Uffizi, una sconfitta che ancora oggi brucia al direttore Antonio Natali. “Quando dal Getty Museum giunse un emissario per acquistare, con un assegno disneyano, il suo prezioso pendant d’opere mitologiche di Batoni, senza spocchia, tassativo, replicò: ‘Va bene, ma quando poi non avrò più i Batoni, che me ne faccio dei soldi?’”.
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Old October 4th, 2015, 03:25 AM   #642
tommolo
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Incredibile!
Io per 'sta collezione ho una idea, se va a finire al FAI come sembra, ormai Villa Panza è sovraccarica, ed è ormai contestualizzato come una specie di Tate Modern del Fondo Ambientale (permettetemi il paragone azzardato), per cui non la vedrei bene collocata lì...
Sapete dove la vedrei bene? A Villa Arconati, oggi di proprietà privata ma assai sgolosata dal FAI, oggi ha bisogno di tanti tanti restauri e ormai i proprietari (un fondo immobiliare) non ci sta più dietro...i discendenti arconati si sono venduti tutto, anche i mobili, negli anni Settanta...c'era pure una intera quadreria oggi completamente deserta, che tristezza! Ebbene, se questo signor Cerruti Gino aveva pure del mobilio, l'occasione è ghiotta per ricollocare l'intera collezione in Villa Arconati a Castellazzo di Bollate, che è una delle più grandi ville gentilizie lombarde...
Quindi riassumendo, il Cerruti dona la collezione al FAI, il FAI si fa carico della villona e colloca ivi la collezione Cerruti...chiaro no?

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Old October 4th, 2015, 03:28 AM   #643
tommolo
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Questo l'hai visto alla mostra "Mito e Natura" di Palazzo Reale, nevero?
Anche io ne sono rimasto affascinato!
Allestimento un po' zoppo a volte, qualche intuizione interessante e alcuni capolavori da jaw dropping!
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Old October 7th, 2015, 12:54 AM   #644
vittorio tauber
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Incredibile!
Io per 'sta collezione ho una idea, se va a finire al FAI come sembra, ormai Villa Panza è sovraccarica, ed è ormai contestualizzato come una specie di Tate Modern del Fondo Ambientale (permettetemi il paragone azzardato), per cui non la vedrei bene collocata lì...
...
Bella Villa Arconati ma la collezione Cerruti resterà a Torino, come è giusto che sia. Preferirei fosse esposta alla Galleria Sabauda, ma se la signora Cerruti, unica erede, deciderà come sembra di affidare al FAI la gestione della villa-museo, me ne farò una ragione.
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Old October 8th, 2015, 03:35 PM   #645
Daimon78
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Incredibile!
Io per 'sta collezione ho una idea, se va a finire al FAI come sembra, ormai Villa Panza è sovraccarica, ed è ormai contestualizzato come una specie di Tate Modern del Fondo Ambientale (permettetemi il paragone azzardato), per cui non la vedrei bene collocata lì...
Sapete dove la vedrei bene? A Villa Arconati, oggi di proprietà privata ma assai sgolosata dal FAI, oggi ha bisogno di tanti tanti restauri e ormai i proprietari (un fondo immobiliare) non ci sta più dietro...i discendenti arconati si sono venduti tutto, anche i mobili, negli anni Settanta...c'era pure una intera quadreria oggi completamente deserta, che tristezza! Ebbene, se questo signor Cerruti Gino aveva pure del mobilio, l'occasione è ghiotta per ricollocare l'intera collezione in Villa Arconati a Castellazzo di Bollate, che è una delle più grandi ville gentilizie lombarde...
Quindi riassumendo, il Cerruti dona la collezione al FAI, il FAI si fa carico della villona e colloca ivi la collezione Cerruti...chiaro no?


Concordo
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Old October 16th, 2015, 09:24 PM   #646
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Cappella di Teodolina (Duomo di Monza)

La Cappella della Regina Teodolinda si apre nel braccio settentrionale del transetto del Duomo di Monza. Di snelle forme gotiche, fu eretta negli anni a cavallo del 1400, durante l’ultima fase dei lavori di ricostruzione della basilica avviati nel 1300.
La sua decorazione pittorica, risalente alla metà del XV secolo e dedicata alle Storie di Teodolinda, distribuite in 45 scene, si presenta come un sentito omaggio alla sovrana longobarda che aveva fondato la chiesa e nello stesso tempo come una testimonianza del delicato passaggio dinastico che si stava allora profilando nel ducato di Milano tra la famiglia dei Visconti e quella degli Sforza, cui rimandano i simboli araldici dipinti nelle incorniciature e le allusioni metaforiche al matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza presenti nelle immagini.

Con le opere superstiti di Michelino da Besozzo, di Pisanello e di Bonifacio Bembo, alle quali è intimamente legato sotto il profilo stilistico, il ciclo di affreschi della cappella è considerato uno dei capolavori della pittura del gotico internazionale in Italia, nonché il più importante esito dell’attività degli Zavattari: una famiglia di pittori milanesi attivi in Lombardia per tutto il Quattrocento, che ci viene presentata dai documenti come una vera e propria dinastia di artisti, composta dal capostipite Cristoforo, responsabile tra il 1404 e il 1409 di alcuni lavori nel Duomo a Milano, da suo figlio Franceschino, anch’egli operoso nel Duomo di Milano dal 1417 al 1453, e dai tre figli di quest’ultimo, Giovanni, Gregorio e Ambrogio, con i quali Franceschino lavorò probabilmente a Monza e, solo con gli ultimi due, alla Certosa di Pavia. La serie è conclusa da Franceschino II, figlio di Giovanni e fratello di Vincenzo, Gian Giacomo e Guidone.

Le 45 scene narrano la storia della Regina Teodolinda a partire dai resoconti storici di Paolo Diacono (VIII sec.), autore della Historia Langobardorum, e di Bonincontro Morigia (XIV sec.), autore del Chronicon Modoetiense. Sviluppata su una superficie di circa 500 mq ed organizzata in cinque registri sovrapposti, la narrazione segue un andamento orizzontale da sinistra a destra, e dall’alto in basso, ed è così suddivisa: le scene dalla 1 alla 23 descrivono i preliminari e le nozze tra Teodolinda, principessa di Baviera, e Autari, re dei Longobardi, concludendosi con la morte del re; dalla scena 24 alla 30 sono raffigurati i preliminari e le nozze tra la Regina e il secondo marito Agilulfo; dalla 31 alla 41 sono raffigurate la fondazione e le vicende iniziali della Basilica di Monza, seguite dalla morte di re Agilulfo e della Regina; dalla scena 41 alla 45 è infine illustrato lo sfortunato tentativo di riconquistare l’Italia da parte dell’imperatore d’Oriente Costante e il suo mesto rientro a Bisanzio.

Molte sono le scene che riguardano la vita di corte - balli, feste, banchetti, battute di caccia - ma anche i viaggi e le battaglie, e numerosi i particolari sulla moda e i costumi dell’epoca presentati dai protagonisti: abiti, acconciature, armi e armature, suppellettili, atteggiamenti e attitudini. Tutto ciò fornisce uno dei più ricchi e straordinari spaccati della condizione e della vita di corte nella Milano del XV secolo, l’ambiente forse più europeo nell’Italia dell’epoca. Il complesso procedimento utilizzato dagli autori - nel quale convivono materiali e tecniche diverse come l’affresco, la tempera a secco, la pastiglia a rilievo, le dorature e le argentature in foglia - mostra la straordinaria versatilità operativa della bottega e risponde perfettamente al clima sfarzoso che dominava nelle corti e presso l’aristocrazia dell’epoca. Nell’altare della Cappella, realizzato nel 1895-96 in stile neo-gotico su progetto di Luca Beltrami, è custodita la Corona Ferrea, la più celebre e sacra tra le oreficerie del Tesoro del Duomo di Monza.























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Old October 17th, 2015, 10:34 AM   #647
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La cappella di Teodolinda si trova nel duomo di Monza, a sinistra dell'abside centrale. Vi si conserva, in un'apposita teca nell'altare, la corona ferrea, inoltre è decorata da un ciclo di affreschi degli Zavattari (1441-1446) , famiglia di pittori con bottega a Milano, che è il maggior esempio di ciclo pittorico dell'epoca tardo gotica lombarda.

La serie delle Storie di Teodolinda si compone di 45 scene disposte su cinque registri sovrapposti che rivestono interamente le pareti. La fonte primaria è l'Historia Langobardorum di Paolo Diacono, integrata dalla cronaca dello storico monzese di età viscontea Bonincontro Morigia. La scena 32 è firmata collettivamente "de Zavatarijs" e datata 1444.

Completamente restaurata nel 2008-2015. (da wiki)

ops, mi ero dimenticato di questo post... vabbè, ogni tanto qualche doppione non fa male. e poi adesso la vediamo completamente restaurata
Monza è raggiungibile con la S7, mmh... ci farò un pensiero quando ricapiterò in Milàn
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Old October 17th, 2015, 12:21 PM   #648
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Repetita juvant, e poi le foto di Bartol0 sono molto più belle.
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Old October 17th, 2015, 02:22 PM   #649
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Galleria Farnese, museo di Capodimonte (Napoli)

vale postare un'intera collezione? scegliere un'unica opera era davvero difficile. grazie Carlo <3


Trasferita a Napoli da Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta ultima discendente dei Farnese, la collezione costituisce il nucleo fondante del Museo di Capodimonte, di cui occupa l’ala orientale del piano nobile del palazzo voluto dal sovrano nel 1738, anche con l’intenzione di dare collocazione adeguata al ricco patrimonio ereditato.

Il primo nucleo della collezione si forma grazie all’iniziativa di Alessandro Farnese (1468-1549), papa col nome di Paolo III (1534), interessato tanto alle antichità (oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli) quanto alle principali personalità artistiche del periodo chiamate a ritrarlo (Raffaello, Tiziano, Guglielmo della Porta) e a lavorare presso le sedi pontificie e nella fabbrica di Palazzo Farnese (Sebastiano del Piombo, Michelangelo, Antonio da Sangallo).

Un altro Alessandro (1520-1589), nipote di Paolo III e anch’egli cardinale, animato da sapiente mecenatismo, arricchisce le collezioni circondandosi di una schiera di artisti del calibro di Tiziano, El Greco, Giulio Clovio, Bertoja, Salviati e Guglielmo Della Porta, le cui opere costituiscono oggi la parte principale della raccolta.

Un terzo significativo nucleo va ad incrementare la collezione grazie alla donazione del colto bibliotecario Fulvio Orsini, consigliere di Alessandro, che nel 1600 lega la propria raccolta d’arte e antichità (tra cui i preziosi cartoni di Raffaello e Michelangelo) al cardinale Odoardo Farnese (1573-1626), attento collezionista anch’egli e promotore del riordino delle raccolte romane nel palazzo di famiglia, impreziosito, tra l’altro, dai cicli pittorici di Agostino e Annibale Carracci.

Alla metà del XVII secolo gli interessi familiari si spostano a Parma; le collezioni, ad esclusione delle raccolte di antichità indissolubilmente legate alla residenza romana, vengono trasferite nel Palazzo del Giardino in cui si riuniscono inizialmente oltre mille dipinti, parzialmente esposti al secondo piano per un pubblico selezionato.

In seguito, Ranuccio II (1630-1694) trasferisce i pezzi migliori nella Galleria ideata nel cinquecentesco Palazzo della Pilotta (dove allestisce anche la ‘Galleria delle cose rare‘), disponendoli con un criterio fondato sulla varietà delle scuole pittoriche e la centralità dei grandi classicisti toscani, romani, veneti ed emiliani.
Tale sistemazione è rispecchiata dall’attuale allestimento della collezione nel Museo di Capodimonte, che la ospita nuovamente dal 1957, anno di apertura al pubblico, che vede la presenza di alcune significative integrazioni, di provenienza borbonica o post-unitaria, come le tavole di Masaccio, Perugino, Luca Signorelli, Boccaccio Boccaccino e Joos van Cleve.




sala 2 del museo - Ritratti Farnese



Tiziano - Ritratto di Papa Paolo III



Tiziano - Ritratto di giovinetta; Danae; La Maddalena



Jacopo de' Barbari - Ritratto di Luca Pacioli



Annibale Carracci - Ercole al bivio



Masaccio - Crocifissione



Raffaello Sanzio - Mosè davanti al roveto ardente



Sala 12 del museo, dedicata alle opere del Parmigianino



Parmigianino - Galeazzo Sanvitale; Antea; Ritratto di gentiluomo



Giovanni Bellini - Trasfigurazione di Cristo



Giambologna - Ritratto di una sabina. sullo sfondo Cebetis Thebani Tabula del pittore fiammingo Jan Sons



Marcello Venusti - copia del Giudizio universale



Pieter Bruegel il Vecchio - Misantropo

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Old October 17th, 2015, 10:32 PM   #650
tommolo
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vale postare un'intera collezione? scegliere un'unica opera era davvero difficile. grazie Carlo <3

Jacopo de' Barbari - Ritratto di Luca Pacioli


Straordinaria collezione, davvero emozionante.
Tuttavia...quest'opera firmata IACO.BAR non credo che possa essere stata del de' Barbari.
Per farvi capire, Jacopo de' Barbari dipingeva così...



Mentre il ritratto del Pacioli mi pare dipinta in una maniera effettivamente impeccabile...
C'è anche qualcuno che ha sparato l'attribuzione a nomi bombastici, guardate il volto del fanciullo a fianco di Luca Pacioli ad esempio...
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Old October 18th, 2015, 11:30 AM   #651
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eh, ogni tanto qualche studioso attribuisce un'opera "napoletana" dall'autore ancora incerto a Leonardo (qualcuno addirittura suppose che le sue spoglie fossero conservate a Napoli, all'interno della chiesa di San Domenico Maggiore), ma finora nulla di fatto prima o poi arriverà la volta buona, dai
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Old November 11th, 2015, 06:16 PM   #652
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Ieri ho avuto modo di visitare abbastanza approfonditamente Vercelli, ecco il mio
racconto fotografico di uno dei capolavori della città, il ciclo di affreschi ed il dipinto di Gaudenzio Ferrari presso la chiesa di San Cristoforo.
Meravigliose opere di Gaudenzio Ferrari, tra cui alcuni tra i suoi capolavori assoluti, come la Madonna degli Aranci, la pala d'altare, e forse la sua opera più riuscita, l'affresco della crocefissione.



Gli interni:



Tra affreschi settecenteschi avviluppanti, si nota la chiarezza compositiva degli affreschi Cinquecenteschi di Gaudenzio Ferrari. Sua anche la stupenda pala d'altara nota come "Madonna degli Aranci":



Cupolina completamente affrescata:



Affreschi del Gaudenzio Ferrari:



La stupenda Crocefissione, per alcuni autori il capolavoro di Ferrari:







E qui la pala d'altare del Ferrari nota come la Madonna degli Aranci:



L'opera ben fotografata ed in dettaglio, da Wikimedia commons:

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Old November 11th, 2015, 06:48 PM   #653
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Gran begli affreschi, tra i capolavori di Gaudenzio Ferrari. E bella città, dove conservo tanti amici del mare e dell'università.

Curiosità: a fianco della chiesa di San Cristoforo c'è la Prefettura, che conserva ancora la targa in francese del palazzo della prefettura (Palais National) di epoca napoleonica, quando il Piemonte fu annesso alla Francia per un quindicennio. Una sopravvivenza praticamente unica, che merita di essere conservata per il solo fatto di essere arrivata fino a noi.
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Old November 11th, 2015, 07:03 PM   #654
tommolo
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Ma l'ho ben vista infatti! "Palais National, section du Monferrat"! Mi ha strappato un sorriso...comunque mi ha sorpreso come città, moltissimi elementi in barocco piemontais a due passi dalla lomellina lombarda...alcune opere sono addirittura dello Juvarra, come il Seminario strutturato come una sorta di piccolo palazzo del Valentino.
Che cambio culturale che si percepisce, anche devo ammettere a livello gastronomico, un sacco di dolcerie zeppe di delizie piemontesi.
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Old November 20th, 2015, 12:02 PM   #655
Repetto
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Caroto, Ritratto di ragazzo con disegno, Verona, Museo di Castelvecchio.

Scusate l'immagine di pessima qualità, ma ne cercavo giusto una che riprendesse il quadro nel suo allestimento perché pare che sia tra quelli trafugati in queste ore da Castelvecchio.

http://www.ilgiornaledellarte.com/ar...11/125287.html
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Old November 20th, 2015, 01:58 PM   #656
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Si sono presi i pezzi migliori. 15 tele tra cui Benini, Tintoretto, Pisanello, Caroto, Rubens, Mantegna
Un colpo durissimo, viene da piangere.
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"A Torino sso' cchiu mariuol e cca"
senza generalizzare, ovviamente ;)

Last edited by Fab87; November 20th, 2015 at 02:05 PM.
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Old November 20th, 2015, 02:12 PM   #657
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Caroto, Ritratto di ragazzo con disegno, Verona, Museo di Castelvecchio.

Scusate l'immagine di pessima qualità, ma ne cercavo giusto una che riprendesse il quadro nel suo allestimento perché pare che sia tra quelli trafugati in queste ore da Castelvecchio.

http://www.ilgiornaledellarte.com/ar...11/125287.html


La Madonna della quaglia del Pisanello

San Girolamo penitente nel deserto di Jacopo Bellini

la Sacra famiglia con una santa di Andrea Mantegna

Ritratto di giovane con disegno infantile e Ritratto di giovane benedettino di Giovanni Francesco Caroto

Madonna allattante, Trasporto dell'arca dell'alleanza, Banchetto di Baltassar,

Sansone e Giudizio di Salomone di Jacopo Tintoretto

Ritratto maschile della cerchia di Jacopo Tintoretto

Ritratto di ammiraglio veneziano della Bottega di Domenico Tintoretto

Dama delle licnidi di Peter Paul Rubens

Porto di mare di Hans de Jode

Ritratto di Girolamo Pompei di Giovanni Benini
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senza generalizzare, ovviamente ;)
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Old November 23rd, 2015, 02:58 AM   #658
tommolo
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secondo voi li prendono? secondo me si. Voglio essere ottimista. Troppo rumore quelle tele. Chi lo ha commissionato (perchè sembra un furto su commissione) secondo voi è in Italia?
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Old November 23rd, 2015, 03:34 AM   #659
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Io sono più pessimista. Se poi fossero andati anche all'estero, come molto probabile, le indagini sarebbero ancora più complesse
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>>> sorry for my English <<<
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Old December 14th, 2015, 03:51 PM   #660
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(Copia della) Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi - Oratorio di San Lorenzo, Palermo

Caravaggio - (Copia della) Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi (Oratorio di San Lorenzo, Palermo)


La tela racconta la nascita di Cristo, traducendo un realismo autentico che rende l'episodio "vero". I santi, le madonne del Caravaggio hanno le fattezze degli emarginati, dei poveri che egli bene aveva conosciuto durante il suo peregrinare e fuggire in lungo e in largo per l'Italia. Nella “natività” palermitana ogni personaggio è colto in un atteggiamento spontaneo: San Giuseppe ci volge le spalle ed è avvolto in uno strano manto verde. Sicuramente molto giovane rispetto all'iconografia tradizionale, dialoga con un personaggio che si trova dietro la figura di San Francesco, che alcuni critici pensano possa essere Fra Leone. La presenza di San Francesco è sicuramente un tributo all'Oratorio, che all'epoca era passato alla Venerabile Compagnia a lui devota costituitasi già nel 1569. La figura a sinistra è San Lorenzo. La Madonna, qui con le sembianze di una donna comune, ha un aspetto estremamente malinconico, e forse già presagisce la fine del figlio, posto sopra un piccolo giaciglio di paglia. La testa del bue è chiaramente visibile, mentre l'asino si intravede appena. Proprio sopra il bambino vi è infine un angelo planante, simbolo della gloria divina. Ciò che conferisce particolare drammaticità all'evento è il gioco di colori e luci che caratterizzano questa fase creativa del pittore.







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