TORINO | Musei e Gallerie - Page 4 - SkyscraperCity
 

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Old January 27th, 2011, 12:54 AM   #61
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una perla che torna splendente...

alcune sale affrescate restaurate di palazzo carignano per i 150 dell'unità d'italia







http://multimedia.lastampa.it/multim...no/lstp/16285/
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http://www.youtube.com/watch?v=sBiL2VLPmFo

«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old March 2nd, 2011, 02:04 AM   #62
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La Gam si fa in quattro

Giovedì s’inaugura il nuovo allestimento del museo torinese. L’ha curato Danilo Eccher che presenta in anteprima i percorsi tematici dall’800 alla creatività contemporanea
ROCCO MOLITERNI
TORINO

Malinconia, Linguaggio, Anima e Informazione: sono i quattro temi-percorso intorno ai quali la Galleria d’Arte Moderna di Torino riallestisce le proprie collezioni da giovedì prossimo. «Due anni fa - ricorda Danilo Eccher, direttore della Gam e artefice del progetto - abbiamo pensato di ridefinire l’identità del museo, puntando su un nuovo criterio espositivo, che superasse i vecchi metodi cronologici». Nacque l’idea di affidare a quattro intellettuali non legati al mondo dell’arte altrettanti temi che facessero da fil rouge per leggere le collezioni del museo che vanno dall’Ottocento a oggi. «L’idea ha avuto successo - dice ancora Eccher -. Proprio in questi giorni abbiamo presentato il voluminoso catalogo che documenta il primo esperimento, che si snodava attraverso Veduta, Genere, Infanzia e Specularità».

Ora si riparte. Questa volta sono stati coinvolti lo psichiatra Eugenio Borgna (Malinconia), il filosofo Sebastiano Maffettone (Linguaggio), il teologo Vito Mancuso (Anima) e il fisico Mario Rasetti (Informazione). Tutti hanno elaborato un testo teorico, che è servito per andare a «pescare» le opere fra le migliaia nel patrimonio della Gam. «Ma più che sulla singola opera di un artista, questa volta abbiamo lavorato sulla poetica che lo caratterizza. Ad esempio nel percorso della malinconia s’incontrano più lavori di Casorati, come nel caso del linguaggio c’è un’intera sala di Fontana».

Il viaggio parte al secondo piano con la Malinconia. «L’abbiamo considerata, sulla falsariga del testo di Borgna, non come suggestione letteraria ma come disagio psichico». Così ad esempio nella prima sala campeggia l’ottocentesco Pazzo di Onetti e non distante c’è la Cella delle pazze di Giacomo Grosso. La malinconia può essere anche interpretata come assenza, di qui la sala con La ragazza rossa di Modigliani e il Requiem di Paolini. «Ma c’è anche una malinconia del paesaggio - dice ancora Eccher -, così abbiamo scelto Dans mon pays di Chagall e sul versante contemporaneo Sorge la luna di Calzolari».

Alla malinconia come solitudine si rifà invece la splendida sala con cinque Casorati, dal poco visto L’uomo con le botti ai celeberrimi La donna e l’armatura eDaphne a Pavarolo . Non mancano Manzù, Campigli, la metafisica di De Chirico, Melotti. Poi si passa al Linguaggio. «Un tema che si può articolare in vari modi. C’è il racconto sulla tela come nel caso della Pia de’ Tolomei di Carlo Arienti o nella Battaglia di Legnano di Massimo d’Azeglio, ma c’è anche il quadro che si fa alfabeto o il linguaggio che si “azzera”». Così si va dalla Compenetrazione iridescente di Balla ai tagli di Fontana (un’intera sala con una grande scultura gialla sul pavimento), per approdare a Warhol, Scarpitta, Burri. E il linguaggio più vicino alla politica è rappresentato da Sironi, Guttuso e Balestrini con il suo La Quinzaine che chiude il percorso.

La cavalcata lungo il tema dell’anima si apre con le tele fine Ottocento di Gastaldi ( San Luigi , L’innominato , Savonarola ). Colpiscono la grande sala in cui un’installazione di Hermann Nitsch si confronta con due combustioni di Nunzio e quella in cui una scultura di Yves Klein dialoga con due Hayez. Ci sono anche anime «peccaminose» (Mosso), un Medardo Rosso accanto a un Cy Twombly e un’imponente e recentissima montagna di Kiefer. Il tema dell’Informazione parte dagli elementi naturali (paesaggi dell’800), passa attaverso Merz, Pinot Gallizio, Piacentino, Buren, Pistoletto, Manzoni, Cragg. A chiuderlo è Pedro Cabrita Reis.

«Lavorare a Torino - conclude Eccher, che ha diretto musei civici a Bologna e Roma - è una sfida. Da un lato la città ha un grande patrimonio museale e dall’altro una capacità di innovazione che non è sempre facile trovare altrove. In questo senso penso sia giusta la definizione di città-laboratorio»

http://www3.lastampa.it/arte/sezioni...o/lstp/391064/
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«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old March 7th, 2011, 12:10 AM   #63
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la stanza dei mappamondi restaurata all'accadema delle scienze





http://multimedia.lastampa.it/multim...no/lstp/26944/
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«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old March 7th, 2011, 11:10 AM   #64
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la stanza dei mappamondi restaurata all'accadema delle scienze





http://multimedia.lastampa.it/multim...no/lstp/26944/

Davvero un'ottima notizia, dopo l'allagamento e i danni alla volta ( e non solo), a seguito della rottura di una tubazione dovuta al gelo estremo di 2 inverni fa.
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Old March 8th, 2011, 12:27 AM   #65
plastik
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Sapete per caso se è possibile visitare questa sala?
Se non fosse stato per l'allagamento non sarei mai neanche venuto a conoscenza della sua esistenza...
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Old March 9th, 2011, 05:59 PM   #66
Wetter
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Vorrei sottolineare, facendo ammenda per una mia precedente e grave imprecisione, che in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, riaprirà con un nuovo e pregevole allestimento il Museo Nazionale del Risorgimento, con un percorso di visita del tutto innovativo, distribuito su ben 30 sale espositive, compresa, ovviamente quella ben nota del primo Parlamento Subalpino.

Ecco il link diretto al sito del Museo, che riesce già a dare una buona idea dell'enorme valore storico espositivo.

http://www.museorisorgimentotorino.it/index.php

Sicuramente da visitare nei prossimi giorni e mesi del 2011! (invito anche per i non torinesi)

Last edited by Wetter; March 9th, 2011 at 06:09 PM.
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Old March 9th, 2011, 08:58 PM   #67
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sito molto bello e ben fatto
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Old March 10th, 2011, 01:36 AM   #68
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Riapre Palazzo Carignano
visitabile lo studio di Cavour


E' uno dei gioielli del barocco europeo, frutto del genio architettonico di Guarino Guarini, inserito tra i siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Nel 2014 la nuova Galleria Sabauda a Palazzo Reale

Riapre stabilmente i battenti a Torino uno dei gioielli del barocco europeo, Palazzo Carignano, frutto del genio architettonico di Guarino Guarini, in occasione dei 150 anni dall'Unità d'Italia. Dal 20 marzo i portoni dello storico edificio dove sono nati Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, inserito tra i siti dell'Unesco, riaprono grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e all'impegno della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, "regione che sta avanti rispetto alle altre per la tutela del proprio patrimonio", ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, presente alla conferenza stampa.

Il restauro, curato dall'architetto Salvatore Simonetti, ha riguardato lo studio del conte di Cavour, l'Appartamento dei principi, famoso per le magnifiche boiseries dorate, l'Appartamento di Mezzanotte, lo scalone monumentale del Guarini che conduce al Parlamento Subalpino, il primissimo parlamento italiano, e alcune zone da sempre chiuse al pubblico, come le scale elicoidali che si affacciano su Piazza Carignano e conducono ai sotterranei, anch'essi visitabili.

Insieme agli appartamenti del Palazzo, progettato nella seconda metà del Seicento e interamente affrescato da Stefano Maria Legnani detto il Legnanino, fino al 26 giugno la soprintendenza, in stretta collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali del Piemonte, allestisce nei saloni del Palazzo una mostra dedicata proprio al Legnanino.

"Una mostra -sottolinea la soprintendente per i Beni storici del Piemonte, Edith Gabrielli- costata relativamente poco e realizzata in breve tempo", che raccoglie una trentina di opere, provenienti da chiese, palazzi e musei di tutta Italia. "Il Legnanino -spiega Gabrielli- è stato un pittore lombardo di formazione romana.
La sua prima opera è infatti la pala d'altare della chiesa trasteverina di San Francesco a Ripa, che sarà esposta nella mostra.
Accanto alle sue opere, ci saranno i lavori di altri pittori suoi contemporanei, come Carlo Maratta, Andrea Pozzo o Daniele Seiter".

"L'appartamento dei principi -spiega ancora Gabrielli- era stato adibito a biblioteca. Per il restauro ha contribuito la Compagnia di San Paolo con 800mila euro. Di questi, 500mila sono stati utilizzati per la pulitura delle boiseries e per la realizzazione del percorso per i visitatori diversamente abili, mentre gli altri 300mila sono stati utilizzati per la mostra".

Ma il risveglio culturale di Torino, che "da città prevalentemente industriale -afferma Mario Turetta, direttore regionale per i Beni culturali del Piemonte- è diventata città d'arte e cultura", non finisce qui. "A fine 2014 -spiega il direttore generale- sarà aperta la rinnovata Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale".

http://torino.repubblica.it/cronaca/...vour-13391982/


(09 marzo 2011)
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Old March 10th, 2011, 09:55 AM   #69
Wetter
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Strano che nell'articolo non si faccia alcun riferimento al rinnovato allestimento nel Museo Nazionale del Risorgimento...
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Old April 16th, 2011, 07:23 PM   #70
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47 MILA VISITATORI NEL PRIMO MESE AL MUSEO DEL RISORGIMENTO,
60 MILA NELLE SALE DI PALAZZO MADAMA

http://torino.repubblica.it/dettagli.../13:40/3953978
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«Torino è la città italiana in cui negli ultimi anni si è costruito di più, un processo che riguarda tutte le città post-industriali, destinate a diventare città del divertimento. Il modello, anche se non esplicito, è Las Vegas» (Giuseppe Culicchia)
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Old April 20th, 2011, 12:33 AM   #71
giek85
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Per chi fosse interessato, dalla scorsa settimana ha riaperto il Castello di Moncalieri

http://www3.lastampa.it/torino/sezio...o/lstp/397847/

http://multimedia.lastampa.it/multim...no/lstp/37317/

Naturalmente non le sale interessate dall'incendio del 2008, ma gli appartamenti al piano terra che furono abitati da Maria Letizia Bonaparte, figlia di Maria Clotilde di Savoia e seconda moglie di Amedeo duca d'Aosta. Le sale riaprono con un riallestimento che vuole essere una sorta di sunto della storia del castello.
Le visite sono ad orario in gruppo, guidate ("one man show" del sottoscritto! ), dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 18, ultimo ingresso alle 17. Ingresso a 5 euro per tutti, non è ancora valida la carta musei, ridotto a 3 euro fino ai 18 anni. Sarebbe meglio prenotare la visita, per evitare di arrivare e trovare già tutto pieno!

In ogni caso è un bel modo per riaprire la residenza sabauda meno conosciuta tra tutte, sperando in futuro di riuscire a renderla sempre più fruibile
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Old April 20th, 2011, 10:27 PM   #72
derit
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Old April 23rd, 2011, 12:07 AM   #73
giuseppe tubi
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Strano che nell'articolo non si faccia alcun riferimento al rinnovato allestimento nel Museo Nazionale del Risorgimento...
Sono stato a visitarlo. L'allestimento è bello e molto curato ma ho avuto due enormi delusioni.
La prima perché hanno fatto scomparire completamente Palazzo Carignano pannellando completamente le sale (e forse frazionandole ulteriormente) e schermando tutte le finestre con tendine rigide. Si vedono solo più i soffitti mentre prima si potevano ammirare gli interni e ci si poteva persino affacciare dalle finestre godendo un punto di vista invidiabile di Piazza Carignano dall'alto.
La seconda perché è stata eliminata l'ultima sala, quella sulla Resistenza, lasciando al posto un corridoio vuoto. Ci sono state polemiche a cui si è risposto che la storiografia più attuale fa finire il Risorgimento con la Grande Guerra e a Torino esiste un Museo della Resistenza. Sarà anche vero ma mi domando: allora perché è stata lasciata la sala sulla guerra di Libia del 1911?
E' stata anch'essa un episodio risorgimentale?
E poi, visto che in fin dei conti si tratta di un escursus sulla nascita della nostra Nazione, chi arrivasse dall'estero assolutamente digiuno di italica storia cosa pensa, che l'Italia sia ancora la monarchia uscita dalla prima guerra mondiale? Ci stava tanto male un accenno a come siamo diventati Repubblica democratica?
Per me sono due scelte discutibili che hanno modificato in peggio quello che era un bellissimo e unico museo. Per farlo così (ripeto che è comunque bello ed esauriente) tanto valeva spostarlo al Lingotto o in altro ambiente non di pregio.
Adesso aspetto di vedere cosa faranno del Museo dell'Artiglieria, che nel suo allestimento ottocentesco durato fino agli anni 90 era una miniera di oggetti stupefacenti stipati nelle sale e lungo le pareti di un ambiente antico, un po' come l'arsenale di Solothurn, se qualcuno c'è stato. Ogni angolo una scoperta. Temo che lo ritroveremo anch'esso pannellato di truciolare, magari con più installazioni multimediali e tante cose in meno da scoprire.
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Old April 23rd, 2011, 12:30 AM   #74
Wetter
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Originally Posted by giuseppe tubi View Post
Sono stato a visitarlo. L'allestimento è bello e molto curato ma ho avuto due enormi delusioni.
La prima perché hanno fatto scomparire completamente Palazzo Carignano pannellando completamente le sale (e forse frazionandole ulteriormente) e schermando tutte le finestre con tendine rigide. Si vedono solo più i soffitti mentre prima si potevano ammirare gli interni e ci si poteva persino affacciare dalle finestre godendo un punto di vista invidiabile di Piazza Carignano dall'alto.
La seconda perché è stata eliminata l'ultima sala, quella sulla Resistenza, lasciando al posto un corridoio vuoto. Ci sono state polemiche a cui si è risposto che la storiografia più attuale fa finire il Risorgimento con la Grande Guerra e a Torino esiste un Museo della Resistenza. Sarà anche vero ma mi domando: allora perché è stata lasciata la sala sulla guerra di Libia del 1911?
E' stata anch'essa un episodio risorgimentale?
E poi, visto che in fin dei conti si tratta di un escursus sulla nascita della nostra Nazione, chi arrivasse dall'estero assolutamente digiuno di italica storia cosa pensa, che l'Italia sia ancora la monarchia uscita dalla prima guerra mondiale? Ci stava tanto male un accenno a come siamo diventati Repubblica democratica?
Per me sono due scelte discutibili che hanno modificato in peggio quello che era un bellissimo e unico museo. Per farlo così (ripeto che è comunque bello ed esauriente) tanto valeva spostarlo al Lingotto o in altro ambiente non di pregio.
Adesso aspetto di vedere cosa faranno del Museo dell'Artiglieria, che nel suo allestimento ottocentesco durato fino agli anni 90 era una miniera di oggetti stupefacenti stipati nelle sale e lungo le pareti di un ambiente antico, un po' come l'arsenale di Solothurn, se qualcuno c'è stato. Ogni angolo una scoperta. Temo che lo ritroveremo anch'esso pannellato di truciolare, magari con più installazioni multimediali e tante cose in meno da scoprire.
Mah, premesso che la Resistenza ha un valore assoluto e di primaria importanza nella storia italiana, concordo, tuttavia, sul fatto che il Risorgimento si esaurisca temporalmente e storicamente con la Grande Guerra, con l'annessione del Trentino-Alto Adige e della Venezia-Giulia.

Sull'allestimento interno di Palazzo Carignano direi che non mi è parso così male, con i colori tematici che caratterizzano le varie sale espositive.

Forse, per la mole di materiale esposto, occorrerebbe una sede espositiva più grande, ma Palazzo Carignano rimane la sede "naturale" del Museo.

Va anche detto che, a compensazione, vi è il recupero degli appartamenti nell'altra ala del Palazzo (visitabili separatamente dal Museo NAzionale del Risorgimento. Non so se sia possibile fare un biglietto cumulativo delle 2 visite.
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Old April 28th, 2011, 06:04 PM   #75
giuseppe tubi
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Mah, premesso che la Resistenza ha un valore assoluto e di primaria importanza nella storia italiana, concordo, tuttavia, sul fatto che il Risorgimento si esaurisca temporalmente e storicamente con la Grande Guerra, con l'annessione del Trentino-Alto Adige e della Venezia-Giulia.

Sull'allestimento interno di Palazzo Carignano direi che non mi è parso così male, con i colori tematici che caratterizzano le varie sale espositive.

Forse, per la mole di materiale esposto, occorrerebbe una sede espositiva più grande, ma Palazzo Carignano rimane la sede "naturale" del Museo.

Va anche detto che, a compensazione, vi è il recupero degli appartamenti nell'altra ala del Palazzo (visitabili separatamente dal Museo NAzionale del Risorgimento. Non so se sia possibile fare un biglietto cumulativo delle 2 visite.
Infatti io non discuto quella interpretazione di Risorgimento, per quanto veda quello del 1945 come un risorgimento ancora più colossale dal baratro in cui l'Italia era piombata nei 25 anni successivi alla fine della Grande Guerra.
Il fatto, a mio avviso, è che:

il museo è al 9° allestimento dal 1878, come si vede qui e fino agli anni 30 copriva il periodo 1821-1870 (presa di Roma). Nel 1938 il fascismo prese (naturalmente) in considerazione tutta la storia dalla nascita di Roma a quella del fascio. Nel 1948 si tornò a 1821-70 con in più una nutrita appendice dedicata alla Resistenza (è naturale) e probabilmente una rinnegazione momentanea del periodo monarchico che portò al fascismo. Dal 1961 ad oggi si prese come inizio del nostro percorso unitario nazionale l'era post rivoluzionaria e napoleonica (che diede i fondamenti a tutti i moti rivoluzionari dell'800) aggiungendo la Grande Guerra e mantenendo la sezione sulla Resistenza.
Quindi a parte il periodo fascista-romano, ha sempre seguito l'avanzare del processo rivoluzionario-risorgimentale-unitario, con un costante aggiornamento fino alla Repubblica democratica.

Quindi mi domando che senso abbia (pur con tutti i crismi della moderna storiografia) fermare l'Italia al Regno di V.E. III come se tutto il resto, fascismo e Repubblica, non fosse mai accaduto. Alle scolaresche o agli stranieri cosa si dice, mentre si festeggiano i 150 anni d'Italia e non il 4 novembre 1918? "Per il seguito della storia si cambia museo"? Per me non ha senso.

Quanto all'allestimento confermo quanto ho già detto: è bello ma ha fatto sparire Palazzo Carignano. Se sei anche tu di Torino ti sarà capitato forse in passato durante la visita di affacciarti ad una finestra immaginando per un attimo di essere un politico dell'epoca e di vedere i colleghi e Cavour in persona attraversare la piazza per andare a mangiare al Cambio... A me sì, e con questo allestimento non potrà più accadere.
Ripeto: sarebbe il massimo se fosse al Lingotto o alle OGR, ma pannellare le sale di Palazzo Carignano per me è un delirio dell'ego da curatore di mostre, degno di Vittorio Sgarbi!
Gli appartamenti del Legnanino sono una lodevole aggiunta alla fruibilità del Palazzo (non li ho ancora visitati causa affollamento) ma non compensano tutto il resto, del quale non si vedono più che i soffitti...

Non so come sia per i biglietti, avendo la carta musei per tutto l'anno...

Ciao!
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Old April 29th, 2011, 06:59 PM   #76
giek85
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Ipotesi di un Mueseo Nazionale del Libro nel Castello di Moncalieri

http://torino.repubblica.it/cronaca/...ibro-15483058/
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Old April 30th, 2011, 01:48 AM   #77
RezTo
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...
Intanto cominciano le grandi manovre per il nuovo assetto della Fondazione per il libro, la musica, la cultura e del Salone. A giugno scade il mandato del presidente Rolando Picchioni e del direttore Ernesto Ferrero, in sella da dodici anni. Niente esclude una loro riconferma, alla luce dei successi ottenuti dalla fiera del Lingotto. In ogni caso circola già qualche voce sui possibili aspiranti al trono. Per la presidenza della Fondazione, ad esempio, si fa il nome di Lorenzo Del Boca. Qualcuno, poi, suggerisce anche quello di Sandro Bondi.
Maronna miiia!!!! Carme' puorta ca' i cornetti, l'aglio e tuocca fierro, che a Pompei 'u ministro so arricuordano bbene!!!

Vergognoso!
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Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi? (Aristotele)

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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Last edited by RezTo; April 30th, 2011 at 01:55 AM.
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Old April 30th, 2011, 09:12 AM   #78
giek85
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Magari una bottiglia di plastica non sappiamo dove buttarla, però un politico si sa sempre come riciclarlo
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Old April 30th, 2011, 09:42 AM   #79
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Magari una bottiglia di plastica non sappiamo dove buttarla, però un politico si sa sempre come riciclarlo
La questione specifica mi fa finalmente capire l'utilità dei termovalorizzatori.
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Old April 30th, 2011, 12:24 PM   #80
Andrea87
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Ma anche no. Nel termovalorizzatore non puoi buttare quello che vuoi. Alcuni prodotti producono troppe diossine e inquinanti pericolosi per la popolazione che vive attorno.
Bisogna smaltirli nelle discariche di rifiuti industriali pericolosi come quella a Baricalla a Collegno.
E in ogni caso la situazione non mi piace perché vivo a metà strada tra i due.

Va beh, mi trasferisco nelle mia casa in val di Susa vicino a Chiomonte dove non ci sono grandi cantieri lunghi 15 anni
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