MESSINA | Recupero affaccio a mare e riqualificazione urbana - Page 2 - SkyscraperCity
 

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Old January 9th, 2011, 02:20 PM   #21
trainspotting
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AZZ !
Questo si che è un capolavoro di architettura moderna. Comunque se lo fanno in una sola sponda non significa che poi dall'altra sponda non vi si possa accedere, perchè grazie al ponte sospeso è facile da raggiungere questo futuro edificio. In che cosa consistono i piccoli interventi a Ganzirri, Felix ? Faranno un altro edificio più piccolo ?
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Lo sviluppo passa dalle grandi opere.

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COME MAI SI PARLA SEMPRE POCO DELLE COSE IMPORTANTI NEL NOSTRO PAESE ?
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Old January 9th, 2011, 04:20 PM   #22
brick84
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Inanzitutto, anche se in ritardo, complimenti (e grazie) Trinacria per le info e tutto il resto!!

Avevi già dato delle anticipazione nel thread sul Ponte...


Quote:
Originally Posted by duemilatrentanove View Post
inizio lavori previsto per? maddai... non verrà mai realizzato. in sicilia fanno sti progetti tanto per farli. non vengono mai realizzati. siamo in mano alla mafia purtroppo. tristemente rassegnati.
Ragionamento assurdo tipico del siciliano che si gira dall'altra parte anziché impegnarsi a cambiare le cose!
Complimenti.
Ed è grazie a questa rassegnazione, spesso, che si fa avanti la mafia (o meglio la "cultura mafiosa") nella nostra società.

Quote:
Originally Posted by trainspotting View Post
L'intervento sul waterfront e sulla nuova stazione sono lavori inclusi nella riqualificazione legata all'intervento del Ponte.
Però sarebbe giusto che Daniel Libeskind in segno di continuità tra le due sponde progetterà opere architettoniche anche in Messina. Nel 3D del ponte parlano di Villa San Giovanni, ma sarebbe giusto che l'intervento vada a pari passo con la sponda in provincia di Messina.
Quoto.
Ma infatti se non ho letto male le INTENZIONI sono quelle!
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Old January 9th, 2011, 09:08 PM   #23
pe sky
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Che spettacolo!!!
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Old January 9th, 2011, 09:54 PM   #24
logan1975
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Quote:
Originally Posted by TRINACRIA FELIX View Post
Il ridisegno e la progettazione della nuova stazione di Messina è di competenza di RFI. I lavori più grossi, oltre quelli del Ponte, che toccano, come estensione relativamente le zone di Messina, sono il centro direzionale e le attrattive turistiche che si trovano tutte in Calabria, a Messina verranno fatti da Daniel Libeskind relativamente piccoli interventi in continuità con l'altra sponda, penso al ridisegno di tutta l'area nei pressi/sotto le torri e viadotto a Ganzirri.

ESEMPIO

[IMG]http://i54.************/3096g53.jpg[/IMG]
Oddio... spero di vederlo dal vivo un giorno...
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Lasciate entrare il cane coperto di fango: si può lavare il cane e si può lavare il fango, ma quelli che non amano né il cane, né il fango, quelli no, non si possono lavare.
Jacques Prévert
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Old January 10th, 2011, 09:10 AM   #25
Gualtiero
Silencio...No hay banda.
 
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Bravo Trinacria!!!E dillo che un paio di foto sono anche le mie .....perfetto...adesso abbiamo un thread apposito che useremo per tutti gli aggiornamenti a riguardo!!!Complimenti davvero...per qualsiasi altro aiuto non hai che da chiedere....!!
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Old January 10th, 2011, 12:14 PM   #26
_emy
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Vi prego sistemate quel titolo, si dice 'affaccio sul mare' non affaccio A mare!
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Old January 12th, 2011, 10:49 AM   #27
DueMari
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Waterfront, si studiano le immagini dall'alto Palazzo Zanca valuta le criticità del litorale attraverso un video registrato durante una ricognizione aerea

Riccardo D'Andrea
L'operazione "Waterfront", che da tempo vede impegnati il Comune e la Capitaneria di porto di Messina, prosegue con il placet dei messinesi e nonostante qualcuno abbia manifestato chiaramente di non gradire. La riqualificazione di una delle zone più affascinanti della città è un atto dovuto da parte di chi amministra una città che può ancora trarre ricchezza dal suo incomparabile affaccio a mare. Man mano che i manufatti dell'area di Maregrosso vengono abbattuti si apre un nuovo angolo di cielo. Emergono piccoli pezzi di Paradiso. Gli occhi scorgono finalmente ciò che a lungo era fuori dal campo visivo: la spiaggia e lo Stretto. Ma la strada del recupero di questa porzione di territorio è ancora lunga e carica di ostacoli. Per capire i punti forti e deboli della costa messinese, l'assessore comunale alle Politiche del Mare Pippo Isgrò ha chiesto al Gruppo Aeronavale della Guardia di finanza peloritana di riprendere dall'alto tutta la zona. Così, lo scorso 7 gennaio, gli uomini delle Fiamme gialle, coordinati dal colonnello Joselito Minuto, hanno effettuato un tour in elicottero, riprendendo il tutto con una telecamera. Dalle immagini si nota un paesaggio a due facce. Lo spartiacque è rappresentato dal tratto di costa davanti alla via Santa Cecilia. Il versante sud presenta una spiaggia pulita, con scogliere frangiflutti poste a distanza regolare l'una dall'altra. Poche centinaia di metri più avanti e lo scenario muta radicalmente. Decine di vecchi aliscafi sono abbandonati sul litorale. Procedendo verso nord, si nota lo spazio al centro della bonifica effettuata su disposizione di Palazzo Zanca e Capitaneria di porto. È una sorta di "ground zero", attorniata da fabbricati ancora da abbattere e da scheletri di vecchie abitazioni. I resti delle demolizioni e dei rifiuti sono accatastati, formando delle piccole piramidi. Oltre ci sono il campo nomadi di San Raineri, lembi di spiaggia, l'inceneritore, l'ex stazione di degassifica e la zona militare. A proposito della riqualificazione cominciata da via Adrano, la pala meccanica dei mezzi comunali tornerà in azione a breve. Prima, però, bisogna completare la caratterizzazione dei rifiuti accatastati e il conferimento in discarica. Operazioni che saranno intraprese già nei prossimi giorni, con l'analisi a campione dei vari materiali. Ad eseguire la classificazione dei rifiuti sarà lo Studio tecnico ambientale del dott. Giuseppe Zaffino. I mezzi dell'impresa Salvatore Croce li trasporteranno in discarica. Si attendono ancora gli atti relativi alla concessione dei locali della vecchia facoltà di Veterinaria da parte dell'Università di Messina. Fabbricati che verranno buttati giù al più presto, liberando circa 6000 metri quadrati di demanio. Stessa sorte toccherà a tutti i depositi la cui concessione, in scadenza, non sarà rinnovata. E come non ricordare gli obiettivi ambiziosi del Piau, il Piano innovativo in ambito urbano della costa, che mira alla valorizzazione dei 7 chilometri di litorale dalla Zona falcata agli approdi di Tremestieri. Se il progetto dovesse concretizzarsi, Maregrosso non sarà più un'oasi nel deserto.

fonte: gazzettadelsud.it
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Old January 12th, 2011, 10:54 AM   #28
Skyscraper87
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Bei progetti, veramente! Se Messina manterrà questi propositi, darà una pista a tanti imbecilli che parlano male di molte città del Sud...
A proposito: si sa qualcosa delle torri che vedo nel progetto "isola dell'ex-ferrovia"?? qualche ipotesi? altezze?
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Old January 12th, 2011, 10:58 AM   #29
marzok
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forza ragazzi incrocio le dita per voi! i progetti sono spettacolari e rivoluzionerebbero totalmente il paesaggio
Una riqualificazione del genere darebbe lustro non solo a Messina ma a tutta Italia
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Old January 14th, 2011, 09:08 AM   #30
DueMari
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Le aree ferroviarie da restituire alla città Confronto a Roma Buzzanca-Lo Bosco L'obiettivo finale è l'accordo anche economico sui siti che saranno dismessi e destinati alle opere del Piau

Alessandro Tumino
Giovedì prossimo, alle 15.30, il sindaco Giuseppe Buzzanca e il presidente di Rfi e dell'Autorità portuale, Dario Lo Bosco, s'incontreranno a Roma per tornare ad affrontare un tema strategico per la città, divenuto attuale: l'accordo sulla dismissione, e successiva sclassificazione, di rilevanti aree ferroviarie comprese tra la Zona falcata e Contesse. Le premesse ci sono già, e di peso: si tratta del protocollo d'intesa che anni fa il Comune, l'Autorità portuale e Rete ferroviaria italiana firmarono per portare avanti la progettazione della Via del Mare tra la Falce e Tremestieri, destinata ad attraversare il demanio ferroviario, in particolare la Piccola velocità di via S. Cecilia bassa.
Se quest'ultimo progetto è in corso di stesura definitiva, a cura del gruppo di progettisti "3TI" che s'è aggiudicato l'apposita gara (le planimetrie dell'elaborato di massima sono già disponibili sul sito del Comune) è proprio perché nel 2005 fu siglato quel protocollo d'intesa. Ma ora la posta in gioco delle aree di Rfi da dismettere e riconvertire per la città, appare più alta.
Al centro del confronto ci sono tutte quelle superfici FS «la cui dismissione sia compatibile con l'esercizio» – ricorda il prof. Dario Lo Bosco, da noi contattato per telefono – e che costituiscono uno dei punti chiave del Piau, il programma innovativo in ambito urbano anch'esso frutto dell'intesa istituzionale tra il Comune, l'Autorità portuale ed Rfi. È un programma strategico che già quest'anno si riempirà di contenuti di progettazione concreta proprio per la porzione più ricca di aree ferroviarie, quando sarà aggiudicato il concorso internazionale di progettazione da 1 milione, bandito in ottobre: in gara tra i professionisti, c'è la redazione del "Piano integrato di ristrutturazione e di riqualificazione urbana dell'area Stazione Marittima-Santa Cecilia". Entro il 4 febbraio, secondo le linee guida stese in precedenza con il contributo dell'architetto spagnolo Oriol Bohigas, saranno presentate le proposte (prima generali, poi in dettaglio) sugli "elementi costituenti": il piano particolareggiato dell'area Stazione Marittima-Santa Cecilia; il progetto preliminare e definitivo di un "Parco urbano tra il porto centrale e la Real Cittadella, e di un Centro servizi direzionali avanzati "ad alto contenuto di conoscenza e turistici" (via S. Cecilia bassa); il progetto preliminare della "Marina di S. Cecilia", l'ipotizzato porticciolo turistico conformato come un canale interno alla linea costiera di Maregrosso.
Stiamo passando, dunque, da una fase teorica ad una pratica, verso una definizione precisa delle aree in cui si faranno, un domani, gli interventi del Piau. A questo punto, la ripresa del confronto con Rfi, per trasformare in piano operativo di dismissione, il protocollo d'intesa sottoscritto con l'ing. De Vito, responsabile dei "Sistemi urbani" della Spa nazionale, diventa doveroso. Comincia quella che il sindaco Buzzanca definisce un'importante "trattativa" e che l'assessore comunale allo Sviluppo, e curatore dell'iter del Piau, Gianfranco Scoglio, similmente chiama "negoziazione". Secondo l'assessore e avvocato, «si dovranno valutare le aree in modo distinto; a seconda del tipo di destinazione, se sia di valorizzazione con opere pubbliche oppure economica, affidata a quegli interventi privati che sono previsti dal Piau. In quest'ultimo caso, facciamo l'esempio del centro direzionale o di un albergo, le Ferrovie potranno avere il giusto e consistente vantaggio grazie alla nuova valorizzazione urbanistica, sotto forma di vendita o di concessione ai privati. Ma parallelamente, laddove si tratti delle aree destinate, per esempio, ai parchi pubblici urbani, qui a nostro giudizio c'è il diritto del Comune di riacquistare il territorio a titolo gratuito».
Da parte sua il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco, inevitabilmente vicino alla questione strategica messinese per la sua presidenza dell'Authority (che assieme al Ministero ai Trasporti è parte integrante del Piau) non si sbilancia ma si mostra ben disposto: «Abbiamo tutti a cuore – afferma – le prospettive di riqualificazione e sviluppo che la città affida a quelle aree ferroviarie la cui dismissione, naturalmente, sia compatibile con l'esercizio del sistema ferroviario. E cercheremo di raggiungere questo risultato in tempi europei».
Ma cosa accadrà con le dismissioni collegate, lungo la medesima fascia costiera, alla costruzione del Ponte, la cui nuova stazione ferroviaria centrale è prevista a Gazzi? Scoglio: «C'è già una stima – sottolinea – visto che dei 25 binari esistenti tra la Stazione Marittima e via S. Cecilia, con il Ponte e la nuova stazione a Gazzi, ne rimarrebbero 4, di cui uno per la Metroferrovia, mentre se non si facesse il Ponte, di binari, ne dovrebbero restare 8». E Lo Bosco: «L'accordo sulle aree da restituire alla città è raggiungibile a prescindere dai tempi del Ponte».

fonte: gazzettadelsud.it
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Old January 15th, 2011, 02:21 PM   #31
TRINACRIA FELIX
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Ecco la potenzialità turistica di Messina, riappropriarsi dell'affaccio sul mare unico al mondo (60 km di costa) da valorizzare al massimo.
Queste sono le foto del nuovo lungomare “Parco Ringo" dove vi era degrado e squallore ora vi è un'affaccio sullo Stretto bellissimo.
Dove ora ci sono gli approdi che hanno schiavizzato Messina, una volta c'era un lido balneare.
Per chi non conoscesse Messina la spiaggia si trova in città!











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Old January 19th, 2011, 02:43 PM   #32
TRINACRIA FELIX
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Che tristezza!!
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Old January 21st, 2011, 08:28 PM   #33
TRINACRIA FELIX
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TRACCIATO DEFINITIVO DI MASSIMA DELLA VIA MARINA!

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Old January 21st, 2011, 09:03 PM   #34
TRINACRIA FELIX
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CANC
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Old January 22nd, 2011, 09:20 AM   #35
Milo26
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CANC che? XD

Comunque, fresco fresco da tempostretto!


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Old January 22nd, 2011, 10:01 AM   #36
TRINACRIA FELIX
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Questo invece è il video prodotto dal Comune di Messina Ufficio Programmi Complessi che visualizza
una panoramica delle zone interessate al recupero ambientale e riqualificazione urbana che va da
Tremestieri alla zona Falcata.

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Last edited by TRINACRIA FELIX; January 22nd, 2011 at 10:11 AM.
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Old January 22nd, 2011, 03:16 PM   #37
DueMari
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Posto anche l'interessante articolo apparso insieme al video su tempostretto...

Non solo Maregrosso: il faticoso percorso per recuperare l’affaccio a mare. Il video dall'alto

Le immagini girate dalla Guardia di Finanza (IN BASSO IL VIDEO) commentate con l’assessore al Waterfront Pippo Isgrò. Che traccia il bilancio di un anno di bonifiche

Oltre 25 mila metri quadri liberati, più di 30 immobili demoliti, 6 mila metri cubi di inerti, 100 mila euro già spesi, altri 200 mila impegnati. Sono i numeri che vengono messi a bilancio dall’assessore al Waterfront Pippo Isgrò un anno dopo l’inizio di quella che ormai viene identificata come “operazione Maregrosso”, ma che in realtà ha ambizioni più alte: recuperare davvero il fronte a mare “vietato” per anni alla città. Siamo ancora agli inizi, la demolizione di alcuni capannoni non può che essere considerato solo l’avvio di un processo lungo e complicato, che per proseguire ha bisogno di pazienza, ostinazione e soprattutto di soldi. Senza queste tre componenti, l’operazione si rivelerà un bluff, un buon tentantivo andato male. Isgrò c’ha scommesso tutto e ha trovato al suo fianco il sindaco Giuseppe Buzzanca. E non ha intenzione di fermarsi. «Martedì libereremo l’area dagli inerti»,


annuncia l’assessore “Maregrosso”. Che spiega quali sono stati gli ultimi passaggi e quali saranno i prossimi. «Abbiamo speso 100 mila euro per la caratterizzazione, il trasporto ed il conferimento in discarica degli inerti. Altri 18 mila euro li utilizzeremo per l’amianto. Il prossimo passo sarà la demolizione degli immobili dell’area ex Veterinaria, che l’Università ha passato al Comune. Dopo il dissequestro butteremo giù il grosso capannone del marmista, poi passeremo alle abitazioni. Sono nove, di cui sette hanno concessioni scadute, per una scadrà quest’anno e per un’altra nel 2012».

C’è ancora da superare il nodo artigiani. «Insieme all’assessore all’Urbanistica Corvaja abbiamo incontrato una delegazione delle cinque ditte più grosse – spiega Isgrò – e soprattutto in regola. Ci chiedono immobili per 10 mila metri quadri più altri 10 mila di pertinenza, per un consorzio che formerebbero a spese loro. Il Comune dovrebbe solo concedere il diritto di superficie dei locali. L’area che immaginiamo è quella Asi a Larderia e stiamo lavorando per questo. Per quanto riguarda gli artigiani più piccoli, l’ipotesi che abbiamo in mente è un’area a Faro Superiore». Ma ci sono i fondi per andare avanti? «Abbiamo ottenuto 200 mila euro che abbiamo già impegnato. Dobbiamo andare avanti, non ci sono storie. Proseguire, in sinergia con la Capitaneria, con i sequestri e le demolizioni. Al tempo stesso inizieremo ad illuminare e a rendere fruibili le aree liberate».

Cosa è stato fatto e cosa si potrà fare lo si “tocca” quasi con mano osservando le riprese aeree girate dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza, coordinato dal colonnello Joselito Minuto, a bordo di un elicottero il 7 gennaio scorso (IN BASSO IL VIDEO COMPLETO). Lo abbiamo visionato insieme ad Isgrò. Si parte da Contesse dove, spiega l’assessore, «si può notare che la spiaggia è perfetta, perché “salvaguardata” dalle Ferrovie. Una spiaggia integra e già fruibile, diventerebbe una gran cosa senza i binari». Proseguendo verso nord, all’altezza del viale Europa, ecco il primo cantiere navale, in coincidenza con via Don Blasco. E’ la linea di confine con l’inizio del degrado. Arriva il primo capannone sequestrato, quello «del marmista», poi la segheria, ma anche i primi spazi liberati, ben visibili perché sono ampi “varchi” in mezzo ai vari immobili che occupano l’affaccio a mare. Dall’alto notiamo, sempre proseguendo verso nord, una discarica di inerti, un enorme capannone («quello del “ferrovecchio”»), quindi l’area che fino a poche settimane fa apparteneva all’Università e alla facoltà di Veterinaria. «Qui potremmo realizzare un piccolo parco urbano», è l’idea che lancia Isgrò. Un parco urbano, però, “soffocato” da capannoni, poco più a nord ne spunta un altro molto grande, di ceramiche. A pochi passi dallo storico bastione Blasco, quasi un corpo estraneo in mezzo a tanta incuria. Si giunge al cavalcavia, nuova linea di confine, stavolta tra le aree di pertinenza del Comune e quelle dell’Autorità portuale.

«Sa cosa immagini alla fine del cavalcavia?», dice Isgrò: «Uno slargo su piloni, affacciato sul mare, con una grande piazza a forma di meridiana, dalla quale i messinesi e i turisti possano godere dello spettacolo dello Stretto». Perché pensare che debba essere irrealizzabile ciò che in un’altra città potrebbe essere messo su in pochi mesi? Certo, le riprese dall’alto ci mostrano, poco più avanti, che è ancora una realtà il Campo Rom. E ancora a nord la grande area dei cantieri Rodriquez. Qui inizia il conflitto di competenza tra Authority ed Ente Porto. Iniziamo a intravedere la Cittadella, quel “mostro”, l’inceneritore, posato lì come monumento alla vergogna, questo sì un corpo estraneo in mezzo ai bastioni della fortezza storica della zona falcata. In acqua notiamo il relitto di un vecchio barcone spiaggiato. Poi i capannoni ex Cassaro, l’area Smeb, il pontile della ex degassifica, «che potrebbe essere riconvertito», suggerisce Isgrò. Ancora cisterne, quelle dell’eurobunker, a pochi metri dalla lanterna del Montorsoli. «Mi dite cosa c’entrano delle cisterne con la lanterna?». Nulla, c’entrano nulla. Lo scenario cambia con l’area militare, un giardino che conduce alla Madonnina del Porto. Alle cui spalle c’è l’area della città che fa più rabbia di ogni altra. Per quello che potrebbe rappresentare e che invece è diventata negli anni.

fonte: tempostretto.it
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Old January 22nd, 2011, 03:21 PM   #38
Milo26
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Ehm si io l'articolo l'avevo omesso xD
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Old January 22nd, 2011, 03:38 PM   #39
DueMari
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Originally Posted by Milo26 View Post
Ehm si io l'articolo l'avevo omesso xD
Eheh...ancora sei nuovo!
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Old January 22nd, 2011, 09:59 PM   #40
Milo26
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Originally Posted by DueMari View Post
Eheh...ancora sei nuovo!
Sai, l'avevo omesso perchè stringendo ripete un pò quello che già in questo Topic avevamo detto, quindi Sono comunque dubbioso su molte cose: per il corretto funzionamento di molte "nuove strutture" bisognerebbe cambiare la mentalità a molti messinesi (es. per quanto possano pulire la zona falcata, e fare il centro turistico, i Messinesi avrebbero la voglia di andare là a fare una passeggiata o meglio la "passiata" in siciliano? Zalli, delinquenti o altro che già affollano determinate zone contemplate nel progetto, si approprieranno anche delle "Nuove" "Vecchie" zone? Voglio comunque essere ottimista...!
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messina, waterfront

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