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Old April 16th, 2005, 02:42 PM   #1
robyk
 
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Progetti a Catania

Etna Valley - settore: tecnologia

Distretto: Etna Valley
Provincia: Catania
Regione: Sicilia
Imprese: 1.223
Occupati: 7.000
Fatturato: //
Exp/produzione: //
Export: //


Il distretto dell’alta tecnologia che si estende in tutta la zona alle falde dell’Etna, è noto anche come “Etna Valley”. Questo prestigioso polo tecnologico nostrano accoglie sul suo territorio circa 200 imprese locali italiane, 1.000 nuove microaziende collegate all’high tech (semiconduttori, biotecnologie, chip, software, servizi di connettività) e 23 grandi multinazionali come Nokia, Arch. Chemicals Inc., IBM, Alcatel, Omnitel, T.net, ISSRF, Accent, Csc, con un aumento degli insediamenti nell’ultimo anno pari a 60 nuove aziende. L’Etna Valley occupa oggi circa 5.000 addetti (cifra significativa in Sicilia dove gli occupati sono 1.350.000), con un 27% della forza lavoro assorbita dall’industria e il 10% nella sola “new economy”. Un panorama che ha reso Catania e la sua provincia teatro privilegiato della svolta tecnologico-sociale del terzo millennio, quella costituita dall’industria e da tutti i servizi correlati alle prosperose nuove tecnologie dell’informatica, della telematica e delle telecomunicazioni. Si può affermare che l’inventore e promotore di questo luogo privilegiato per le nuove tecnologie è stato il catanese Pasquale Pistorio, che nel 1987, attraverso il risanamento della SGS, ha iniziato una politica di investimenti sul territorio che hanno dato vita alla fusione con la francese Thomson, oggi divenuta la ST-Microelectronics. Questa azienda è un vero colosso del settore e ha in mano il 4% del mercato mondiale dei semiconduttori, con una forza lavoro globale di 33.000 addetti e oltre 3.000 nel solo distretto catanese, 75% dei quali diplomati o laureati. In particolare il forte investimento nella tecnologia legata ai circuiti integrati (calcolatori elettronici, telefonia cellulare, telematica ed Internet), ha permesso a Pistorio di divenire il vero protagonista del panorama industriale dell’Etna Valley e di riconoscergli il merito di aver prodotto buona parte dell’attuale indotto industriale della zona e di aver saputo richiamare nel distretto le grandi multinazionali tuttora presenti. Senza dubbio comunque il polo tecnologico ha trovato una realtà favorevole alla sua espansione (provvedimenti politici volti a incentivare gli investimenti finanziari e agevolare le aziende, burocrazia più snella e grande disponibilità di personale con un buon grado d’istruzione), permettendoci oggi di parlare di un vero miracolo economico per la zona, che diventa sempre più un terreno appetibile anche per i grandi marchi stranieri. Importante inoltre è la presenza delle Università, attraverso la promozione di progetti di formazione e stage, della Comunità Europea e di organismi catalizzatori quali la Global Communication, che funge da vero e proprio Internet incubator per l’Etna Valley. Si ricorda infine che all’interno del distretto si svolge Smau Sicilia, la grande fiera del comparto elettronico, multimediale e digitale che raduna circa 90 espositori di tutto il mondo.
http://www.distretti.org/cgi-bin/dis...gia_technology

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The Miracle of the Etna Valley
Roma - (Adnkronos Multimedia) - Italian industrial districts often have very old-established roots. Most of them emerged from the core of small artisan firms which, over the course of some decades, became specialised in specific production lines. They underwent a mutual integration process and developed into true industrial firms able to compete on international markets. But a remarkable exception also exists, and this is the industrial district of Catania, Sicily - the so-called Etna Valley. In 1997, when in Catania the new ST Microelectronics factory was opened - the multinational microchip firm created by the merger between SGS Italiana and the components sector of the French firm Thomson - perhaps nobody could have imagined that only a few years on, a solid group of horizontally and vertically integrated firms would emerge from just one firm, representing a positive reference point on the Italian and European industrial panorama.

A network of relationships was developed between high technology industries, research centres, training institutes and universities, whose synergy encouraged the establishment of new activities. Over a five-year span, more than 60 entrepreneurial enterprises were established in Catania, all addressed to new technologies and capable of a high level of output in terms of research and innovation. Antech, a satellite communications firm, is a case in point. Other firms include Teleservice, operating in the telecommunications sector; Zetel, specialising in software for industrial automation; SeaSoft, producing industrial and scientific software; SistemiData, operating in the industrial software sector and STS, a leader in civil engineering software.

The last three years have witnessed further developments, caused by the decision of several large companies to establish important production divisions and research centres in the Etna Valley. Vodafone, Nokia, IBM, Nortel and Sicos have all set up business in Catania. Meanwhile the side industries generated by ST Microelectronics have prompted the development of hundreds of small and very small firms, supplying the microelectronic giant with components and equipment previously imported from abroad. There are also other sectors with a high technological content - but outside the area of electronics, information and communication technology - which find an area for potential development on the slopes of Etna. This particularly applies to Wyeth Lederle, a leading European pharmaceutical firm carrying out important research in the vaccine sector.

In just seven years, the Etna Valley has become an essential reference point in Italy's economic system: more than 1,200 firms, one thousand of them resulting from initiatives by very young local entrepreneurs; about 200 national firms which have chosen Catania to develop their businesses; and 23 multinationals. This has also resulted from the strong integration which has taken place across firms, local institutions and universities. It has allowed the companies established in the area to identify young people who are adequately trained, as well as providing incentives for new infrastructure and a drastic simplification of the administrative procedures necessary in the establishment of new firms.

A large part of the merit of this extraordinary evolution can be attributed to the commitment of local institutions, but also to a very unique man: Pasquale Pistorio. A Sicilian by birth, Pistorio, after a long period of managerial experience in the United States, took over as manager of ST Microelectronics, tenacious in his desire to give a new opportunity to the land of his birth. It was a difficult challenge which many others in the past had attempted in vain, but success was finally achieved on the slopes of the largest volcano in Europe.

Area: Province of Catania
Productive specialisation: microelectronics, ICT, biotech.
Number of towns: 58
Area: 3,500 square kilometres
Population: 1,100,000 inhabitants
Number of firms: 1,200
Employees: 7,000
Sales: 1,900 million euros
Exports: 50%


http://www.italtrade.com/focus/etnavalley.htm
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http://www.etnavalley.com/
robyk no está en línea   Reply With Quote
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Old April 16th, 2005, 02:46 PM   #2
robyk
 
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Per il 2008 la città di Catania avrà il Mercato agroalimentare più grande del Sud Italia

Una grandissima area che ospiterà i mercati ortofrutticolo, flori-vivaistico e ittico



Su di un area di 390.000 metri quadrati, 49.000 dei quali coperti, quando nel 2008 verrà completato, a Catania si avrà il più grande mercato agroalimentare del Sud Italia. Ospiterà i mercati ortofrutticolo, flori-vivaistico e ittico. La prima pietra di questo mercato agroalimentare da record è stata posta lunedì scorso dal prefetto Anna Maria Cancellieri Peluso, dal sindaco Umberto Scapagnini e dal presidente della Provincia Raffaele Lombardo. Un'autogru ha posizionato sul terreno un masso lavico di 35 quintali, che simbolicamente, ha rappresentato l'inizio della costruzione.

La costruzione del Mercato, che sorgerà accanto allo svincolo di Bicocca della Tangenziale di Catania, in contrada Jungetto, è stata finanziata dall'Irfis (Mediocredito della Sicilia S.p.a.) con 10 miliardi e 750 milioni di vecchie lire. La posizione offre una possibilità di rilancio all'economia agricola siciliana permettendo di migliorare l'organizzazione di vendita dei prodotti agroalimentari attualmente caratterizzata da una eccessiva frammentazione e consentendo lo sviluppo di rapporti commerciali con tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo.
La struttura, che avrà un costo complessivo di 115 miliardi vecchie lire, sarà dotata di un'area direzionale con uffici, banche, posta, negozi e ristoranti.
Il cuore sarà il mercato agroalimentare, con 88 box modulari di 220 mq ognuno, esteso per 136 mila mq. Le sezioni dedicate ai mercati floro-vivaistico ed ittico si svilupperanno ognuna su 25.000 mq.

''E' il completamento di un grande lavoro svolto in questi anni - ha detto il presidente del consiglio di amministrazione del Maas (Mercati agro-alimentari Sicilia) Riccardo Sciuto - che tende a dare alla città uno strumento per potersi proporre ai mercati di tutto il mondo. Non avrà solo una funzione annonaria ma darà una spinta per centralizzare i prodotti e funzionerà in sintonia con l'Interporto''.
''Questa è una struttura nella quale crediamo perché è strategica - ha detto Lombardo - anche in considerazione della nascita dell'area di libero scambio nel 2010. Il mercato agroalimentare siciliano è una struttura fondamentale per svolgere un ruolo centrale, assieme all'aeroporto internazionale, un'altra infrastruttura strategica che ritengo molto importante creare''.

14/04/05


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Old April 16th, 2005, 04:08 PM   #3
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^ è orrendo!
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Old April 19th, 2005, 01:56 PM   #4
capitan harlock
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Catania recupera cinque piazze
Istanze di partecipazione entro il 16 maggio 2005
19/04/2005 – Il Comune di Catania, con la consulenza dell’Istituto Nazionale di Architettura - IN/ARCH Sicilia, bandisce concorso europeo di progettazione in due fasi per il recupero di cinque piazze cittadine. I cinque spazi pubblici individuati sono piazza Michelangelo; Piazza Montessori; Piazza S. Leone; Piazza S. Maria di Gesù; Piazza Spirito Santo.
Nella prima fase il concorso richiede la formulazione delle idee di base per la trasformazione degli spazi pubblici; nella seconda fase l’elaborazione del progetto preliminare delle opere da realizzare
Benché il recupero dei cinque spazi pubblici sia contemplato in un unico bando, i temi della progettazione sono differenti così come l’aggiudicazione e la realizzazione delle opere progettate.
Il bando chiede ai concorrenti di progettare gli spazi con la cura e l’attenzione di un interno urbano, mediante proposte che conferiscano al sito un’identità particolare che si mantenga valida nel tempo.
Si dovrà tener conto della formazione storica delle aree, della presenza del verde, del traffico veicolare e pedonale con una revisione degli spazi e dei materiali di pavimentazione connessi, delle caratteristiche dei servizi e del sottosuolo, per giungere a una valorizzazione dell’area nel suo insieme ma sapendo creare anche delle visuali suggestive e particolari.

Architetti e ingegneri, iscritti agli albi dei rispettivi ordini professionali, interessati a prender parte alla competizione dovranno presentare istanza di partecipazione entro le ore 12:00 del giorno 16 Maggio 2005. La documentazione dovrà essere inviata al seguente indirizzo: Segreteria del Concorso “Piazze Botaniche - recupero di cinque piazze cittadine - Concorso europeo di progettazione” - Comune di Catania – Protocollo Generale - Piazza Duomo n.1 - 95100 Catania - 5° Direzione Lavori Pubblici - 4° Servizio Progettazione e realizzazione nuovo verde e arredo urbano.
È prevista una quota di iscrizione di € 50, da versare sul c/c n. 11087954, intestato a: Comune di Catania - Tesoreria Comunale - Piazza Duomo 95100 Catania, riportando in causale la dicitura: “Concorso di idee e di progettazione per il recupero di cinque piazze cittadine”.
Per la consegna degli elaborati previsti nella prima fase del concorso si avrà tempo sino al 30 giugno 2005.
__________________
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Old July 26th, 2005, 03:23 PM   #5
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NOZIONE

L'Interporto si configura come un centro di trasporto ed interscambio delle merci dotato di impianti capaci di integrare il trasporto ferroviario e quello su gomma. Le infrastrutture di base sono costituite da fasci ferroviari e strade interconnesse, oltre ad aree per lo stoccaggio delle merci in ariivo ed in partenza, nonché un'area destinata ai servizi generali (ristorazioni, posto di Polizia, Ufficio postale, banca, pronto soccorso, eccetera).

OBIETTIVI GENERALI

L' incremento degli scambi di merci ha generato una crescita geometrica del trasporto su gomma no, avendo altre modalità di trasporto sufficienti infrastrutture per accogliere neppure l'incremento del traffico merci. In proposito va detto che l'80% delle merci viaggiano in Italia su strada nonostante il nostro Paese abbia un'estensione di oltre 2000 Km di coste e si presti bene al capodaggio marittimo solo se una ventina dei 120 portie esistenti fossero dotati di un minimo di infrastrutture per l'intermodale e fossero gestiti con criterio di managerialità. L'obiettivo degli interporti é di trasferire una quota considerevole di mezzi viaggianti dalla strada alla ferrovia soprattutto per i percorsi superiori ai 400-500 Km.



IL PIANO GENERALE DEI TRASPORTI

Nel 1986 l'Italia si dotò di un piano generale dei trasporti (Prt) che introdusse per la prima volta il concetto di intermodalità e la nozione di interporto prevedendo una prima rete di 7 interporti di 1° livello, tutti ubicati al Nord eccetto uno solo; nel Mezzogiorno, quello di Napoli, e una decina di interporti di secondo livello. Catania, nonostante qui operasse un terminal intermodale della Cemat, non venne inclusa nella lista degli interporti di 1° livello previsti dalla legge240/1990 per l'inerzia della classe politica locale e regionale di quegli anni. La stesura del piano completo degli interporti venne demandato al Cipet, un comitato interministeriale non più esistente, che alla vigilia delle elezioni del 07 aprile 1992 approvò uno schema che prevedeva ben 30 interporti di 2° livello, di cui due, Catania-Bicocca e Termini Imerese, in Sicilia. Entrambi sono stati a loro volta inclusi nel Piano regionale dei trasporti (Prt), approvato nel 1984 dalla Regione siciliana, nonché nel Piano di sviluppo della Provincia regionale di Catania.

I GIORNI NOSTRI

Nove interporti sono già stati finanziati per 483 miliardi: sono quelli di Torino, Milano, Verona, Padova, Rivalta Scrivia (Alessandria), Parma, Bologna, Livorno e Napoli. Molte altre città hanno nel frattempo dato vita ad iniziative locali. Sono Vado Ligure, Novara, Bergamo, Cervignano del Friuli, Prato, Ancona-Pescara, Bari, Cagliari e Catania-Bicocca. Nel 1995 stata costituita la società Interporto con due miliardi di capitale sociale sottoscritti da Camera di commercio e Comune di Catania, Regione siciliana, Apindustrie, Assindustria, Ance, Camera di commercio di Ragusa,Lega coop, Cas, che deve occuparsi di progettare, realizzare e gestire l'infrastrutture.

L'INTERPORTO PER LA SICILIA

L'Interporto di Catania - per la cui realizzazione il ministero dei Trasporti ha assegnato a Catania un finanziamento di 19,5 miliardi, pari al 60% degli investimenti previsti per l'opera - costituirà la struttura portante di una rete logistica siciliana, che potrà prevedere, oltre all'interporto di Termini Imerese, centri intermodali nei principali bacini di traffico e una serie satellitare di autoporti. Ma c'è di più. Nonostante la penalizzazione subita da Catania ci sono tutte le condizioni perché il nostro Interporto possa essere inserito in una rete logistica europea che si sta delineando a livello della Direzione generale VII della Commissione europea.

I benefici e le ricadute per Catania e la Sicilia Da analoghe esperienze in corso di realizzazione sia in Italia, sia all'estero giungono conferme importanti sulla possibilità di stimolare lo sviluppo economico ed occupazionale. Infatti, ad ogni metro quadrato di un Interporto si stima possa generare un migliaio di nuovi posti di lavoro. Ma c'è di più: gli imprenditori stoccare le merci nei depositi e nelle aree dell'Interporto, riducendo i costi di magazzino e rendendosi, dunque, più competitivi sul mercato a tutto vantaggio dell'economia. Una struttura che potrà agevolare sicuramente i trasporti rendendoli più economici, più sicuri, più rapidi, riducendo i costi, decongestionando il traffico ed arrecando benefici all'ambiente



[IMG]http://************/9gvjb8.jpg[/IMG]

Stato dei lavori (6 mesi fa)
[IMG]http://************/9gvjpt.jpg[/IMG]
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Old January 31st, 2006, 03:09 AM   #6
Sampei
melior de cinere surgo
 
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Originally Posted by capitan harlock View Post
Catania recupera cinque piazze, concorso europeo di progettazione
Sono stati resi noti i progetti vincitori: ecco qui.


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__________________
«La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità».

Paolo Borsellino

Last edited by Sampei; December 17th, 2006 at 06:18 PM.
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Old December 17th, 2006, 06:02 PM   #7
Sampei
melior de cinere surgo
 
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La discussione di questo thread continua in Progetti approvati (solo presentazione dei progetti) e in Area metropolitana (approfondimenti e commenti).
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