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Old April 3rd, 2010, 12:18 PM   #21
w3deco
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PORTI: GIOIA T., CAGLIARI E TARANTO ALLEATE NEL TRANSHIPMENT

(AGI) - Gioia Tauro (Reggio Calabria), 2 apr. - I maggiori porti di transhipment italiani hanno deciso di fare squadra. E' nata "Imeta" l'Associazione italiana dei porti di transhipment del Mediterraneo che unisce gli scali di Cagliari, Gioia Tauro e Taranto. "L'obiettivo - spiega l'autorita' portuale di Gioia tauro con un comunicato - e' quello di mantenere e promuovere nel tempo la propria leadership nel circuito dei traffici internazionali del Mediterraneo, attraverso un sistema di offerta integrata. Del resto, dalle finalita' associative traspare, immediatamente, la volonta' delle tre Autorita' Portuali di mettere in campo ogni possibile strumento e risorsa per uscire dalla crisi economica di settore con una posizione di forza, generata dalla cooperazione reciproca attraverso azioni sinergiche che fanno rete". L'intento di Giovanni Grimaldi, presidente dell'Autorita' Portuale di Gioia Tauro, di Paolo Fadda presidente dell'Autorita' Portuale di Cagliari e di Salvatore Giuffre' commissario dell'Autorita' Portuale di Taranto, spiega il docuemnto "e' quello di mettere in campo, anche per il futuro, azioni comuni per definire una posizione stabile che faccia sentire la propria voce alle istituzioni e, di conseguenza, al mercato". Dalla lettura dello statuto, tra le finalita', emerge la volonta' istitutiva "di lavorare insieme per il potenziamento dell'offerta portuale hub del transhipment nazionale in forma organica ed integrata fra i 3 porti". Partendo dall'analisi dettagliata dell'evoluzione del mercato e dell'emergere di una nuova agguerrita offerta, rappresentata dagli scali del Nord Africa, i porti di Gioia Tauro, Cagliari e Taranto "riconoscono la necessita' di agire per il potenziamento integrato dell'offerta portuale. Tra le azioni mirate a perseguire questo obiettivo sono state previste una serie programmatica di operazioni comuni. Tra queste vi e' l'aggiornamento periodico a livello internazionale dell'evoluzione dei traffici e dell'organizzazione dell'offerta portuale e marittima. Non potra' mancare l'analisi delle possibili forme di organizzazione gestionale degli scali dei 3 porti in forma integrata. A tutto questo si aggiunge la definizione dell'integrazione del sistema dei servizi di feederaggio e logistica, ma anche la delineazione di un programma congiunto per la gestione dei containers. E, non ultimo, l'adozione comune di programmi di formazione del personale". (AGI)
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«Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un'altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa» (D.H. Lawrence)
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Old April 12th, 2010, 11:15 PM   #22
w3deco
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Il terminal di Cagliari azzera le tasse

Il primo esempio di autonomia finanziaria portuale in Italia

Il porto di Cagliari brucia sul tempo gli altri scali italiani e azzerando le tasse di ancoraggio realizza la prima misura concreta di federalismo e autonomia portuale.
Una decisione motivata dalla necessità di fornire al porto impegnato nel mercato di transhipment (ovvero di trasbordo dei containers da una nave grande impegnata su lunghe rotte, a una di dimensioni minori per la distribuzione in Mediterraneo), uno strumento per arginare la concorrenza esercitata dai nuovi porti di transhipment della sponda sud del Mediterraneo. Porti che si giovano di un regime fiscale estremamente favorevole nonché di costi della manodopera inferiori anche del 70% rispetto a quelli di cui sono gravati i porti italiani. La scelta dell’Autorità portuale di Cagliari, che attingerà da avanzi di amministrazione i fondi per colmare il buco che l’abolizione delle tasse di ancoraggio creerà nel suo bilancio, si pone come un precedente storico per l’Italia.
Grazie al decreto legge di recente approvazione che consente ai singoli porti di modulare, al rialzo o al ribasso, le tasse di ancoraggio al fine di attuare una reale politica di promozione dei traffici e radicare quindi in porto ricchezza e occupazione (altrimenti destinate ad essere azzerate) l’Autorità portuale di Cagliari ha implicitamente riconosciuto la funzione delicatissima dei terminal di transhipment. Al contrario di quanto accada per i porti di destino finale (che godono comunque di una rendita di posizione determinata dal mercato che servono) i porti di transhipment sono tipiche realtà industriali fungibili, suscettibili cioè di essere trasferite se le condizioni gestionali non ne consentono la sopravvivenza. Lo strumento dell’autonomia finanziaria diventa quindi la chiave di volta per difendere realtà come Cagliari, Gioia Tauro e Taranto che hanno assunto un peso rilevante nell’economia locale e che stanno subendo un attacco su basi di distorsione della concorrenza dalla sponda sud del Mediterraneo.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...e=285&sezione=
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Old April 12th, 2010, 11:41 PM   #23
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per fare il punto sull'iter free zone.. Vediamo quanto ci impiegano ancora 'sti lumaconi..


L'Unione Sarda 9 Aprile 2010

Zona franca, il Comune tra gli azionisti

Anche Regione e Provincia acquisteranno quote della società di Autorità portuale e Cacip

Entro l'anno la gara per l'insediamento di nuove imprese


Il Piano di sviluppo dell'area di Macchiareddu ha ricevuto il via libera dal Comitato portuale.
Il primo passo sarà un riassetto societario: Regione, Comune, Provincia e Camera di commercio diventeranno azionisti della “Zona franca di Cagliari”, società consortile fondata nel 2001 (costituita da Autorità portuale e Cacip) per gestire l'area industriale che si sviluppa alle spalle del Porto canale di Macchiareddu. La ricetta si conosce da circa vent'anni, e si può riassumere così: attirare nuove imprese, dunque creare posti di lavoro, assicurando un esonero dalla tasse doganali e un particolare regime giuridico, ovviamente favorevole alle aziende.
IL BANDO La seconda mossa sarà l'approvazione del Piano di sviluppo della free zone , che arriverà non appena si insedierà il nuovo consiglio di amministrazione - si passerà da 4 componenti a 3, nominati da Regione, Authority e Cacip - quando gli enti ufficializzeranno il proprio ingresso nel capitale sociale. Rimescolamento di poltrone a parte, questo significa che entro l'anno potrebbe vedere la luce il bando internazionale per la concessione delle aree e il successivo insediamento delle imprese.
IL COMUNE La notizia di queste ore però riguarda i cambiamenti nell'azionariato della società: la Giunta comunale si prepara ad approvare una delibera con la quale acquisterà (con 28 mila euro) il 10 per cento delle quote. Lo stesso farà la Provincia. La Regione invece avrà il 26 per cento, come Autorità portuale e Cacip. L'unica ad avere già ufficializzato l'ingresso nella società (con il 2 per cento) è la Camera di commercio di Cagliari.
IL PIANO È inutile dire che il vero fulcro della Zona franca sarà il Piano di sviluppo: la bozza del documento ha ricevuto poche settimane fa un primo via libera durante la penultima riunione del Comitato portuale (un organismo dove siedono i rappresentanti di tutti gli enti pubblici già citati, più quelli di Capitaneria e delle varie categorie di lavoratori coinvolti) e sarà il primo argomento che verrà affrontato dal nuovo consiglio di amministrazione. «Sarà convocato appena tutti i nuovi soci approveranno l'ingresso nell'azionariato», precisa Paolo Fadda, presidente dell'Autorità portuale e della “free zone”. Questione di giorni, visto che sia il Comune che la Provincia e la Regione hanno già pronte le delibere. Poi si lavorerà alla gara internazionale per selezionare le aziende. Se è difficile che nell'area si insedino imprese sarde - un porto franco defiscalizzato fa gola a grosse società che lavorano “estero su estero” - di sicuro il bando metterà paletti decisivi per uno sviluppo che coinvolga la città e tutta la provincia: «I requisiti che verranno richiesti sono tanti. Nella selezione avrà un peso, ad esempio, il rispetto per l'ambiente e i programmi sull'occupazione», dice Fadda.
BARCELLONA Per avere un'idea di quello che potrebbe succedere, si può guardare cosa è avvenuto a Barcellona: nei terreni dietro il porto industriale sono stati costruiti magazzini e uffici. Nel Polígon Industrial de la Zona Franca , sotto Montjuic, sono arrivate circa 100 aziende. Swarovski , Albertis, H & M moda, Panasonic, Shell, Fila Sport, tanto per citare le più famose. Risultato, più di 700 posti di lavoro tirati su dal nulla, più altrettanti di indotto.
MICHELE RUFFI
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Old June 4th, 2010, 11:19 PM   #24
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PORTO CANALE CAGLIARI: 24 GIUGNO DEFINIZIONE ULTIMA DELIMITAZIONE

(AGI) - Cagliari, 4 giu. - Dopo oltre vent’anni dall’inizio dei lavori potrebbe essere definita il prossimo 24 giugno la quarta e ultima delimitazione del porto canale di Cagliari. L’annuncio e’ stato dato stamane dal comandante di vascello della Capitaneria di porto, Giuseppe Mastroianni, che ha spiegato di aver convocato per quella data i proprietari delle aree a ridosso del porto canale. “E’ una vicenda che si trascina dagli anni ‘90 - ha spiegato il comandante - e, facendo seguito a quanto previsto dal Piano regolatore del porto, abbiamo finalmente individuato i proprietari, finora un centinaio, e provveduto alla convocazione. Ci siamo serviti dall’aiuto dell ‘agenzia del demanio, ma qualcuno potrebbe esserci sfuggito e anche per questo chiediamo la collaborazione dei mezzi di informazione”. Una commissione costituita da tutti i soggetti interessati individuera’ il nuovo confine demaniale, che inglobera’ le aree ritenute qualificabili come demaniali marittimi. “Queste - ha sottolineato Mastroianni - diventeranno aree dello Stato, gestite dalla autorita’ portuale. I proprietari, secondo il codice marittimo, non hanno diritto a risarcimento”. (AGI)
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Old June 5th, 2010, 12:19 AM   #25
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PORTO CANALE CAGLIARI: 24 GIUGNO DEFINIZIONE ULTIMA DELIMITAZIONE

(AGI) - Cagliari, 4 giu. - Dopo oltre vent’anni dall’inizio dei lavori potrebbe essere definita il prossimo 24 giugno la quarta e ultima delimitazione del porto canale di Cagliari. L’annuncio e’ stato dato stamane dal comandante di vascello della Capitaneria di porto, Giuseppe Mastroianni, che ha spiegato di aver convocato per quella data i proprietari delle aree a ridosso del porto canale. “E’ una vicenda che si trascina dagli anni ‘90 - ha spiegato il comandante - e, facendo seguito a quanto previsto dal Piano regolatore del porto, abbiamo finalmente individuato i proprietari, finora un centinaio, e provveduto alla convocazione. Ci siamo serviti dall’aiuto dell ‘agenzia del demanio, ma qualcuno potrebbe esserci sfuggito e anche per questo chiediamo la collaborazione dei mezzi di informazione”. Una commissione costituita da tutti i soggetti interessati individuera’ il nuovo confine demaniale, che inglobera’ le aree ritenute qualificabili come demaniali marittimi. “Queste - ha sottolineato Mastroianni - diventeranno aree dello Stato, gestite dalla autorita’ portuale. I proprietari, secondo il codice marittimo, non hanno diritto a risarcimento”. (AGI)
vorrei capire questi proprietari da dove cavolo sbucano fuori.. intorno al porto canale è tutto terra di riporto, dove prima c'era laguna.. come fanno ad esserci proprietari? misteri..
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Old June 5th, 2010, 12:28 AM   #26
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Già...misteri! Che poi, un centinaio!!!
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Old June 5th, 2010, 03:58 PM   #27
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Nei mesi scorsi si vedeva una draga in azione. Qualcuno sa se si trattava dei lavori per l'abbassamento del fondale a -16m oppure se si tratta di normale manutenzione?
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La mia pagina dei contributi su Istella: http://www.istella.it/home/cubo78/library .

Mi piacerebbe che la mole di documenti postate in questo forum diventasse informazione ricercabile. Col vostro permesso, quindi, lavorerei per costruire un archivio in grado di catturare queste informazioni potenziali che normalmente vengono seppellite in fretta sotto migliaia di post.
Se avete contributi e avete piacere che vengano catalogati, fatemi un fischio e lo farò io per voi.

Se vi iscrivete fatevi riconoscere in modo che io possa seguirvi!!! :)
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Old June 18th, 2010, 05:22 PM   #28
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Cagliari, il Porto Canale utilizzato dal 15 % delle imprese dell'Isola

Volume di traffico assestato ormai oltre i 700 mila Teu (l'unità di misura dei container), ma solo il 15% delle imprese sarde utilizza il porto canale per l'export. Sono i due dati principali emersi questa mattina dallo studio "Hub portuale e feeder network di Cagliari: intermodalità e servizi per un nuovo sviluppo imprenditoriale" realizzato dalla Camera di commercio e presentato a Cagliari

I motivi per cui gli imprenditori isolani snobbano Macchiareddu? Primo, il numero limitato o le dimensioni dei colli da trasportare. Un problema che, secondo le conclusioni dello studio, potrebbe essere mitigato o eliminato se esistesse un operatore che facesse consolidamento o "groupage". Secondo, la scarsa conoscenza dello stesso porto: da un questionario diffuso presso le imprese risulta che il 72% degli intervistati ignora i servizi offerti al territorio dal porto canale. Tirando le somme secondo l'analisi "le imprese sarde hanno una struttura poco allineabile alle caratteristiche attuali del Terminal Contenitori il quale, allo stato attuale, si conferma come porto di transhipment di sicuro rilievo, con una potenzialità d'integrazione con il tessuto imprenditoriale piuttosto scarsa". Durante il convegno si è parlato anche delle possibilità di rilancio del porto canale soprattutto contro la crisi e la concorrenza dei sempre più aggressivi hub nordafricani: "Free zone - ha detto Alessandro Olivo, coordinatore del gruppo di lavoro del Cirem, Centro interuniversitario di ricerche economiche del Dipartimento di Ingegneria del Territorio essere le soluzioni. Deve essere ridotto anche il peso della burocrazia. Naturalmente occorre inoltre un adeguamento delle infrastrutture".

Venerdì 18 giugno 2010 12.31

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/184946
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Old June 18th, 2010, 05:30 PM   #29
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Nei mesi scorsi si vedeva una draga in azione. Qualcuno sa se si trattava dei lavori per l'abbassamento del fondale a -16m oppure se si tratta di normale manutenzione?
stanno banchinando il lato sud del porto. Ovverosia il tratto che chiude il bacino di evoluzione. Potrebbero essere lavori contestuali
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Old June 18th, 2010, 05:37 PM   #30
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Cagliari, il Porto Canale utilizzato dal 15 % delle imprese dell'Isola

Volume di traffico assestato ormai oltre i 700 mila Teu (l'unità di misura dei container), ma solo il 15% delle imprese sarde utilizza il porto canale per l'export. Sono i due dati principali emersi questa mattina dallo studio "Hub portuale e feeder network di Cagliari: intermodalità e servizi per un nuovo sviluppo imprenditoriale" realizzato dalla Camera di commercio e presentato a Cagliari

I motivi per cui gli imprenditori isolani snobbano Macchiareddu? Primo, il numero limitato o le dimensioni dei colli da trasportare. Un problema che, secondo le conclusioni dello studio, potrebbe essere mitigato o eliminato se esistesse un operatore che facesse consolidamento o "groupage". Secondo, la scarsa conoscenza dello stesso porto: da un questionario diffuso presso le imprese risulta che il 72% degli intervistati ignora i servizi offerti al territorio dal porto canale. Tirando le somme secondo l'analisi "le imprese sarde hanno una struttura poco allineabile alle caratteristiche attuali del Terminal Contenitori il quale, allo stato attuale, si conferma come porto di transhipment di sicuro rilievo, con una potenzialità d'integrazione con il tessuto imprenditoriale piuttosto scarsa". Durante il convegno si è parlato anche delle possibilità di rilancio del porto canale soprattutto contro la crisi e la concorrenza dei sempre più aggressivi hub nordafricani: "Free zone - ha detto Alessandro Olivo, coordinatore del gruppo di lavoro del Cirem, Centro interuniversitario di ricerche economiche del Dipartimento di Ingegneria del Territorio essere le soluzioni. Deve essere ridotto anche il peso della burocrazia. Naturalmente occorre inoltre un adeguamento delle infrastrutture".

Venerdì 18 giugno 2010 12.31

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/184946

credo che le imprese sarde, per le loro dimensioni, si avvalgano di un trasferimento su gomma quindi traffico Ro.Ro. A cagliari molo rinascita (ma in futuro porto canale). In quel segmento c'è anche la forte concorrenza di olbia
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Old June 20th, 2010, 12:35 AM   #31
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In effetti le imprese sarde sono mediamente piccole o piccolissime e usufruiscono soprattutto del trasporto su gomma.

Però rimane il fatto che si dovrebbe fare una campagna di informazione sui servizi offerti. Potrebbe usufruirne qualcuno in più sicuramente.

Per quanto possa non essere carino da dire, ma economicamente parlando, Cagliari dovrebbe puntare a rubare un pò di traffico ai porti vicini. Taranto e Gioia Tauro in primis, ma anche i porti del nord Africa. Insomma, una battaglia interna al mediterraneo. Cercando poi di stringere altri rapporti commerciale con le compagnie asiatiche che passano dal canale di suez per arrivare al nord europa.

Ma tutto ciò può ovviamente essere fatto solo se lo consentono le infrastrutture.



Trasporti: Record di movimentazione merci al porto canale di Cagliari

Cagliari, 19 giu. - (Adnkronos) - Con oltre 745mila teu, unita' di misura corrispondente a un container di 20 piedi, nel 2009 il Porto canale di Cagliari registra il record assoluto di movimentazione merci, ma soltanto il 15 per cento delle imprese utilizza i suoi servizi. E' quanto e' emerso dallo studio ''Hub portuale e feeder network di Cagliari: intermodalita' e servizi per un nuovo sviluppo imprenditoriale'' realizzato dalla Camera di commercio di Cagliari, in collaborazione con Confidustria della Sardegna meridionale e Api Sarda, e affidato al Cirem - Centro interuniversitario di ricerche economiche e mobilita' del dipartimento di Ingegneria del Territorio dell'Universita' di Cagliari, presentato in un convegno della Camera di commercio. Lo studio, illustrato dagli ingegneri del Cirem Simone Loi, Valentina De Virgiliis e Nicoletta Rassu, ha messo in evidenza come il 2009 segni il record assoluto nella movimentazione merci al Porto canale.

Gli oltre 745mila teu registrati l'anno scorso vanno ben oltre al precedente record di 687mila del 2006. Un balzo in avanti ancor piu' significativo perche' avvenuto durante una profonda crisi economico-finanziaria mondiale. Determinante - secondo lo studio - e' stato il cambio dell'assetto gestionale del Porto canale con un aumento dell'offerta di trasporto sia oceanica sia in tutto il Mediterraneo fino ai porti del Mar Nero.
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Old June 28th, 2010, 01:09 PM   #32
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Visto che ancora mancava, segnalo il sito internet del cict (Cagliari international container terminal) e questo bel filmato.
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Old August 19th, 2010, 01:50 AM   #33
anticalcare
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finalmente hanno aggiornato il sito dell'autorità portuale di cagliari. ora è molto più completo, navigabile e trasparente. in una parola ora è un sito utile!
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Old August 19th, 2010, 11:15 PM   #34
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Ci sono passato un'oretta fa li a fianco...tutto illuminato e con una nave in carico (o scarico)... sembra stia lavorando bene...
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Old August 22nd, 2010, 02:20 PM   #35
brick84
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Visto che ancora mancava, segnalo il sito internet del cict (Cagliari international container terminal) e questo bel filmato.
quoto.

E' un bel sito per uno dei più importanti terminal container del paese!
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"Quello che facciamo per noi stessi,muore con noi quello che facciamo per gli altri e per il mondo rimane, ed e’ immortale" - Albert Pine.

Ponte sullo Stretto di Messina - Prima parte
Ponte sullo Stretto di Messina - Seconda parte
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Old August 31st, 2010, 10:30 PM   #36
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PORTO CAGLIARI: TASSE ANCORAGGIO, SOSPESO DECRETO DI RIDUZIONE

(AGI) - Cagliari, 30 ago. - L’Autorita’ portuale di Cagliari ha sospeso il decreto con cui nell’aprile scorso aveva disposto per il 2010 una riduzione del 90% delle tasse di ancoraggio esclusivamente per i servizi di transhipment. La misura, riservata alle sole navi adibite al trasporto di container che movimentano in trasbordo oltre il 75% delle unita’ caricate o scaricate, era stata decisa per mantenere la competitivita’ del Porto canale di Cagliari rispetto a quelli di Malta e del Nord Africa e tutelare il lavoro di circa 500 addetti, fra diretti e indiretti.

Ma una controversia interpretativa fra ministeri del Tesoro e dei Trasporti sulla norma nazionale che avrebbe consentito il taglio delle tasse di ancoraggio ha costretto il presidente dell’Autorita’ portuale, Paolo Fadda, a proporre ieri al comitato portuale la sospensione del decreto. Alla decisione, comunicata oggi ai sindacati, hanno aderito anche la Provincia e il comune di Cagliari. L’Autorita’, percio’, dovra’ reintrodurre le tasse nella misura del 100%, con il rischio che l’attuale operatore di transhipment (Contship Italia, attraverso Cict-Cagliari International Container Terminal) abbandoni il porto di Cagliari.

In una lettera, inviata anche al governo, alla Regione e ai parlamentari sardi, Fadda chiarisce la portata potenzialmente disastrosa della mancata riduzione delle tasse di ancoraggio per il porto di Cagliari, sostenuta dal ministero dei Trasporti, ma contrastata da quello del Tesoro per ragioni di bilancio. L’Autorita’ portuale auspica il coinvolgimento dei parlamentari sardi e dei consiglieri regionali che porti a una rapida interpretazione della norma giuridica. Serve - scrive Fadda - “un tempestivo intervento in sede legislativa, per scongiurare una seconda crisi dei traffici del porto canale, con gravi conseguenze sui lavoratori”. L’Autorita’ era pronta ad applicare la riduzione delle tasse anche per il 2011, in caso di positiva risposta del mercato e prevedeva di far fronte alle minori entrate attraverso il ricorso all’avanzo di amministrazione consolidatosi al 31 dicembre scorso, anche grazie alla riduzione delle spese correnti negli esercizi 2008 e 2009.(AGI) Rob


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PORTO CAGLIARI: CGIL-CISL-UIL, REGIONE CONVOCHI INCONTRO PLENARIO

(AGI) - Cagliari, 1 set. - Le segreterie territoriali di Cagliari di Cgil, Cisl e Uil si rivolgono alla Regione perche’ convochi un incontro sul porto industriale di Cagliari, in particolare sulle questioni delle tasse di ancoraggio, la cui riduzione e’ stata sospesa, e della proprieta’ e destinazione delle aree circostanti contesa fra Cacip e autorita’ portuale.

Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello alle parti in causa affinche’ siano bandite “le sterili polemiche e si eviti di incappare nei lunghi tempi della magistratura e nei cavilli della burocrazia”. “E’ invece importante”, sostengono i tre segretari territoriali Nicola Marongiu, Fabrizio Carta e Gianni Olla, “che il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, la Regione, nella sua massima espressione dell’onorevole Ugo Cappellacci, l’Autorita’ portuale, la Provincia e il comune di Cagliari usino tutto il loro peso politico per risolvere la questione in termini positivi per la Sardegna e per il territorio cagliaritano”.

“Cagliari ha assoluto bisogno dell’operativita’ del suo porto industriale”, aggiungono i sindacati, preoccupati per il futuro degli addetti, “peraltro mai acquisita per sempre e oggi messa in discussione dalla questione tasse di ancoraggio, ma ha anche bisogno che nelle aree non demaniali si possano dispiegare iniziative economiche e imprenditoriali che diano ossigeno all’asfittica condizione dei cagliaritani, che soffrono disoccupazione e sottosviluppo. Per questo e’ opportuno che sia promosso in tempi brevi un incontro plenario al quale partecipino gli attori della vicenda, alla presenza delle forze istituzionali, sociali e sindacali del nostro territorio”.(AGI) Red-Rob
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«OCCORRE L’UNITÀ PER SALVARE IL PORTO CANALE»

Appello della Cisl alle istituzioni per una battaglia a sostegno di una fonte di occupazione e di sviluppo della città

CAGLIARI. «La riduzione delle tasse di ancoraggio per il transhipment nel porto industriale di Cagliari e la definizione della proprietà delle aree circostanti, contese tra Cacip (e gli enti locali proprietari) e il demanio costituiscono due facce di una stessa medaglia». Sulla vicenda del porto canale intervengono con una nota il segretario della Fit Corrado Pani e il Segretario dell’Ust Fabrizio Carta. «Da anni – si legge nel documento – la comunità cagliaritana si batte perché il porto industriale si sviluppi non solo attraverso l’incremento dei traffici, ma anche attraverso l’utilizzo a scopi produttivi e industriali delle aree attorno ad essa, rendendo possibili investimenti produttivi, anche attraverso la zona franca. L’incremento degli arrivi dei container, favorito dalla riduzione delle tasse di ancoraggio (così come prevede la legge per i prossimi due anni) e la presenza di aree attrezzate sulle quali puntare per l’aumento delle percentuali delle merci lavorate a Cagliari sono i due fattori attraverso i quali far sviluppare la crescita e l’occupazione in maniera significativa e dare respiro alle migliaia di cagliaritani e sardi che, oggi, vivono nella disoccupazione e nella povertà».
Nei prossimi giorni ci saranno appuntamenti decisivi per la questione tasse di ancoraggio.
«La Cisl e la Fit – prosegue la nota – auspicano che vengano introdotte modifiche tali da consentire l’attuazione del decreto, ora sospeso, approvato dal Comitato Portuale. Le forze politiche nazionali e regionali, con in testa il Presidente della Giunta regionale, devono intervenire perché gli emendamenti presentati in tal senso siano approvati nella Commissione del Senato. In ogni caso – conclude il comunicato – si deve agire tutti insieme per evitare che Cagliari, una città di mare, sul mare e che ha l’ambizione – come si è detto tante volte – di essere una capitale sul Mediterraneo se non del Mediterraneo, si trovi nella situazione di non vedere più alcuna nave nel suo porto. Contro questa ipotesi, che creerebbe solo disoccupazione a partire dai 1000 lavoratori attuali, va messa in campo una mobilitazione popolare. Per questo è necessario un intervento politico e di concreto sostegno da parte di tutti: Regione Sardegna, Provincia, Comune, Camera di Commercio, non possono non avere a cuore le sorti del Porto di Cagliari ed esimersi dal contribuire a tenere in piedi un Terminal che lavoratori e lavoratrici, con la loro professionalità, hanno reso importante per la nostra città e per l’intera Regione».

La Nuova Sardegna 17-09-2010
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Eurispes, servono sessanta milioni per rilanciare il porto di Cagliari

Nei prossimi cinque anni il traffico dei container nel porto di Cagliari crescerà del 25%, ma per approfittare di questa opportunità saranno necessari forti investimenti: fino a 60 milioni di euro. Lo studio è dell'Eurispes

Il traffico di trasbordo container nel Mediterraneo da qui al 2015 crescerà di 5 milioni di Teu (twenty-foot equivalent unit, unità di misura standard del volume trasportato), pari al 25,2%, ma per approfittare di questa opportunità i porti italiani avranno bisogno di forti investimenti, fino a 60 milioni di euro in cinque anni. Lo afferma uno studio Eurispes sul settore, che analizza i motivi della perdita di competitività dei tre scali di Cagliari, Gioia Tauro e Taranto, fornendo proposte di intervento per riequilibrare il gap. Tra il 2008 e il 2009, i traffici di import-export nei grandi siti portuali europei si è considerevolmente contratto, con cali del 9% per Rotterdam, del 15% per Anversa e del 28% per Amburgo; ciononostante, sottolinea il rapporto Eurispes, alcuni dei principali porti del sud del Mediterraneo, in particolare Port Said (Egitto) e Malta, hanno mantenuto i loro volumi, arrivando addirittura vicini ai limiti massimi di movimentazione. In confronto a questi ultimi, i tre porti italiani hanno perso appeal, per una serie di fattori: il maggior costo del lavoro (22,1 euro di salario orario medio, contro i 3,1 del Marocco e gli 1,9 dell'Egitto), la tassazione sui vettori (non praticata dai porti del Nordafrica), i costi operativi e infrastrutturali, le accise sul carburante e le normative più rigide sulla tutela dei lavoratori e dell'ambiente. Per evitare che questa perdita di competitività prosegua, concludono gli esperti Eurispes, le misure da adottare sono molteplici. In primo luogo, "ridurre le accise sui prodotti energetici utilizzati da mezzi operanti esclusivamente in aree portuali dei porti di trasbordo", dai 42 centesimi di euro a una cifra intorno ai 2, e "fiscalizzare il 45% dei contributi sociali a carico del datore di lavoro". Inoltre, l'istituto consiglia di "migliorare i meccanismi di assegnazione delle risorse per investimenti", e "rendere credibile il credito d'imposta riconosciuto".

Lunedì 20 settembre 2010 21.13
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/196649
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Entra nel vivo il progetto Medports per le PMI che operano nella logistica e nei trasporti portuali

Sviluppare un sistema di trasporto integrato nel Bacino del Mediterraneo. È l'obiettivo del progetto Medports, cofinanziata dall'Unione Europea attraverso il programma INVEST IN MED, che vede il Centro Servizi per le Imprese di Cagliari nel ruolo di lead partner.

Indirizzato alle PMI e alle organizzazioni operanti nel settore della logistica e dei trasporti portuali, Medports darà impulso all’intero sistema di gestione portuale delle aree coinvolte (Tangier – Marocco, Tunisi-Radès – Tunisia, Port Said – Egitto, Cagliari) partecipando al raggiungimento degli obiettivi del programma europeo INVEST IN MED: accrescere il volume e la qualità degli investimenti e del commercio euro-mediterraneo e contribuire allo sviluppo sostenibile della regione.

A giugno 2010 è stata avviata l'operazione 1 con la definizione di un Action Plan per lo sviluppo di cluster di PMI operanti nella logistica portuale presso le aree portuali di Tunisi-Radès, Tangier e Port Said e con la prima missione degli esperti del Centro Servizi Promozionali per le Imprese della Camera di Commercio di Cagliari al Cairo e a Port Said.

Il progetto verrà attuato da un partenariato di soggetti composto da Centro Servizi per le Imprese, GAFI (General Authority for Investment), CEEBA (Confederation of Egyptian European Business Association), Unioncamere e Chambre de Commerce et d’Industrie de Tunis.

http://www.csimprese.it/P42A188C43S1...i-portuali.htm
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