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Nord Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Valle d'Aosta, Veneto


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Old March 11th, 2005, 06:10 PM   #61
Stranfiér
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Rendering del Hotel Verona

RIORGANIZZAZIONE AREA INFRASTRUTTURALE VERONA EST
STUDIO DI FATTIBILITA’ PER INSERIMENTO ATTIVITA’ RICETTIVE E DI SERVIZIO

Incarico del progetto di massima per la sistemazione dell’area infrastrutturale all’uscita del casello autostradale di Verona EST.
Il Piano regolatore prevede una zona di rispetto ambientale per gli edifici esistenti da ristrutturare e la salvaguardia del rimanente terreno in attesa della definizione del tracciato della Alta Velocità .
Individuata e garantita l’area necessaria per la nuova linea ferroviaria si è potuto organizzare il terreno rimasto per le destinazioni previste dal Piano Territoriale Provinciale.
Il progetto prevede un Hotel con 160 camere, un ristorante, un bar, uffici, una banca, un ufficio postale, una sala congressi-teatro.
Il complesso si integra con il restauro di un rustico esistente, il suo riutilizzo ad uso commerciale, la realizzazione di una stazione di servizio (benzinaio) e di ampi parcheggi.

















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Old March 11th, 2005, 06:39 PM   #62
Alter-Ego
l'incredibile
 
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AZZ STRANFIER QUESTE NOTIZIE POSTALE NEL FORUM PRINCIPALE!!!

cmq bellissimo
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si è sempre i settentrionali di qualcuno

"speremo che al manco st'ano Pasqua la caschi de marti o de zobia..." (cit.)
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Old March 11th, 2005, 08:02 PM   #63
alberty
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Davvero bello..quasi da Star Wars!!
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Old March 12th, 2005, 07:45 PM   #64
Stranfiér
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Unicredit raddoppia il centro servizi

Unicredit raddoppia il centro servizi

Questo è il Piru presentato da Unicredit per ampliare il Centro servizi esistente a San Michele Extra, originariamente nato per Cariverona. La necessità di ampliamento è legata al progetto di creare qui il quartier generale nazionale dell’istituto di credito. La proprietà è in parte di Cordusio Immobiliare e in parte di Unicredit Real Estate.
L’operazione ha un risvolto particolarmente interessante per il Comune, che avrebbe l’opportunità di ottenere, senza pagare un euro, le aree necessarie per la stazione della linea 1 della tramvia, il deposito e il parcheggio scambiatore.
Al Comune in sostanza verrebbero cedute aree per 92 mila metri quadrati da destinare al servizio della mobilità e inoltre verrebbe realizzata da Unicredit anche una bretella stradale per consentire l’allacciamento con la viabilità esistente.
L’intervento consiste nella realizzazione di due corpi di fabbrica prospicienti e speculari, lungo il nuovo asse viario che verrà creato con la prosecuzione di via Monte Bianco.
Il primo edificio sorgerà a sud del nuovo asse viario, verso la ferrovia. Il secondo verrà realizzato a nord, verso la parte già edificata della città.
Il primo edificio è costituito da due corpi di fabbrica a T; l’ala superiore della T di 11 piani fuori terra ha un’altezza totale secondo il progetto di 45,5 metri.
Il secondo edificio è costituito da una stecca di 4 piani fuori terra per un’altezza di quasi venti metri.
Per rispettare gli standard, verranno realizzati parcheggi interrati sia sotto il primo edificio (900 posti) sia sotto il secondo (250 posti).
A piano terra, verranno ricavati circa 50 posti auto a servizio dei due edifici e aree verdi di uso pubblico.

[IMG]http://************/231qpu[/IMG]
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Old March 12th, 2005, 07:56 PM   #65
Falcon83
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Il quartiere generale dell'Unicredito a Verona?...uau!
Questa operazione mi puzza molto! Se davvero vogliono fare il polo finanziario perche ampliano la sede a San michele?....mistero.
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Old March 13th, 2005, 11:20 AM   #66
Stranfiér
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Ex Centrale del latte, albergo case e negozi

Ex Centrale del latte, in Zai, proprietà Immobiliare Arena, amministratore unico Dante Cardarelli. L’area si trova tra via Francia e via Roveggia, di fronte a uno degli ingressi della Fiera, lato don Calabria, destinato a diventare uno dei principali punti di accesso al rinnovato quartiere fieristico.
Destinazione attuale: zona industriale. Nuova destinazione: residenziale, commerciale e alberghiero, con una nuova rotatoria per il traffico a spese dei privati.
Il progetto punta a «costituire una nuova Porta della Zai, con un fronte strada il più possibile compatto e un forte segnale architettonico».
Il progetto prevede la realizzazione di corpi bassi a costruire il fronte strada propriamente detto, e di un edificio a sviluppo verticale posto più all’interno dell’area di progetto. Negli edifici bassi saranno ospitate le funzioni residenziali, commerciali e la parte di ingresso, hall, bar e ristoranti dell’hotel.
L’edificio alto, di dieci piani, a torre irregolare, conterrà invece le camere dell’hotel. Una fascia libera tra gli edifici e la strada verrà utilizzata per parcheggi destinati alla sosta veloce, per piste ciclabili, marciapiedi e bordi alberati.
Il volume totale dell’intervento, su una superficie di 9.400 metri quadrati, sarà di 28.242 metri cubi, con indice territoriale pari a 3. Il volume del residenziale sarà del 15% del totale, con una quota pari a 4.263 metri cubi; la maggior parte dell’intervento, pari a 24 mila metri cubi sarà destinato a commerciale, direzionale e alberghiero.

[IMG]http://************/231qtu[/IMG]
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Old March 13th, 2005, 07:53 PM   #67
Falcon83
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Concluso dopo tre anni l’intervento conservativo che è costato complessivamente 860 mila euro. Ora torna ai cittadini
Montorio, restaurato il castello
In futuro è prevista la riapertura degli spazi interni. A Pasquetta si usa il prato



"Il nostro futuro economico sta nei beni culturali. Questo è senz'altro un modo per contrapporsi al boom economico della Cina, apriamo quindi questi siti e valorizziamoli". Queste sono in sintesi le parole dell'architetto della sovrintendenza ai beni culturali della provincia di Verona, Mariagrazia Martelletto rivolte al primo cittadino Paolo Zanotto all'inaugurazione del castello di Montorio. Una inaugurazione molto sentita da tutta l'amministrazione comunale e dai cittadini della Valsquaranto e della Valpantena.
A tagliare il nastro, sotto un vento che rendeva l'intera area ancora più affascinante, sono stati il sindaco Zanotto, il presidente dell'ottava circoscrizione Enrico Corsi e l'assessore comunale alla sicurezza Elio Pernigo che risiede tra l'altro nella circoscrizione. Parole entusiastiche quelle di Zanotto che ha elogiato il settore tecnico del Comune per aver saputo dare "nuova dignità ad un monumento che è un simbolo della città".
L'intervento è stato spiegato dall'architetto Arturo Sandrini, docente di restauro architettonico dei monumenti al politecnico di Milano che ha premesso come prima di dare il via ai lavori siano serviti due anni di studi: " Rimangono solo tre torri a testimoniare la bellezza e l'importanza storica del sito. Pochi gli approfondimenti fatti su questo castello e la trascuratezza del luogo è durata per circa due secoli. Questo ha comportato un intervento attento e minuzioso che ha visto gli operatori intervenire con scrupolo. Credo che oggi questo manufatto possa rientrare in un percorso turistico".
Il castello sorge in una posizione strategica. Non a caso qui fin dal neolitico era abitato, pare che questo insediamento sia il primo in assoluto "ancora prima di Castel San Pietro e della stessa Verona", ha detto Martelletto. Il primo documento scritto su questa fortezza è di Ottone III che nell'anno 995 lo donò al vescovo di Verona Otberto. Successivamente passò alle famiglie Crescenzi, il vescovo Adelardo lo cedette al Comune di Verona nel 1228 che provvide a fortificarlo. E poi ancora nel 1313 i padovani in guerra contro Cangrande lo incendiarono. Gli scaligeri lo rifecero più bello e lo destinarono a luogo di villeggiatura. Si prosegue con i Veneziani, con i Canossa, i Roncalli di Bergamo. Dopo le guerre di indipendenza il castello tornò alle funzioni militari d'origine. Infatti gli austriaci tra il 1859 e il 1866 lo trasformarono in una grande batteria chiusa per artiglieria, lo armarono di venti cannoni - di questo vi è ancora traccia- e abbatterono ben quattro torri. Per arrivare ai giorni nostri il demanio lo mise in vendita, venne acquistato dalle Tamellini e nel 1987 con l'allora assessore al patrimonio Roberto Uboldi il Comune lo riacquistò grazie ad una permuta. Il 18 luglio del 1998 l'ottava circoscrizione su proposta dell'attuale consigliere comunale Marco Burato provvide a illuminarlo.
Il restauro conservativo del castello ha permesso di rimettere in sicurezza le tre torri e i muri di cinta ( quello che ne è rimasto). La prima torre posizionata in angolo mostrava chiari segni di cedimenti strutturali. Il mastio, ovvero la torre centrale, si presenta oggi con i beccatelli rifatti e sulla facciata porta i segni di quei colori che hanno caratterizzato i diversi domini nella vallata. L'intervento è costato 863 mila euro i lavori sono durati due anni.
[IMG]http://www.************/23ta2b[/IMG]
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Old March 14th, 2005, 03:22 PM   #68
sts
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Cavolo,splendido quell'hotel!!
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Old March 14th, 2005, 04:14 PM   #69
Stranfiér
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Trasloco Azienda Municipalizzata Trasporti

Case al posto del deposito Amt che trasloca in Basso Acquar

Tra i Piru approvati, c’è anche il trasloco del deposito dell’Amt in Basso Acquar da finanziare con una trasformazione dell’attuale area di Porta Vescovo in zona residenziale per 305 abitanti, 46 appartamenti di edilizia convenzionata e 19 di proprietà; 8.650 metri di verde attrezzato e un parcheggio a due piani da 2.400 metri quadrati.
In via Avesani, in Basso Acquar, il Comune intende infatti creare la Cittadella delle aziende (c’è già l’Amia) anche se la Provincia ha detto no all’idea di trasferirvi l’Aptv.
Di conseguenza il Comune con questo Piru punta a «riqualificare il comparto urbanistico di Porta Vescovo con una valorizzazione economica delle aree di proprietà dell’Amt che permette di individuare le risorse economiche da investire per realizzare la nuova sede».
Attorno a due piazzette vengono creati palazzi a ferro di cavallo per quasi 82 mila metri cubi. Le destinazioni d’uso ammesse sono la residenza (60%) con una percentuale minima del 30% da destinare a edilizia residenziale pubblica; le altre destinazioni previste per un massimo del 40% sono a commerciale e direzionale.
«La volumetria è stata individuata in vari corpi edilizia di forma compatta che si snodano attorno a due piazzette e un grande viale pedonale per favorire l’insediamento delle attività commerciali nei piani terra porticati degli edifici».
Il progetto spiega inoltre che «gli accessi sia pedonali che carrai si attestano tutti lungo via Stazione Porta Vescovo evitando così ogni interferenza con la trafficata via Torbido». La tipologia degli edifici e le altezze saranno adeguate alla tipologia edilizia circostante.
Il vertice dell’area che si affaccia sull’incrocio di Porta Vescovo sarà occupato da un parcheggio pubblico su due livelli rivolto soprattutto ai viaggiatori pendolari. La zona più a ovest invece sarà sistemata con un parco urbano vero e proprio.

[IMG]http://************/27zu6f[/IMG]
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Old March 14th, 2005, 07:19 PM   #70
Stranfiér
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Originally Posted by sts
Cavolo,splendido quell'hotel!!
Sì: speriamo venga realizzato!
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Old March 15th, 2005, 02:04 PM   #71
Stranfiér
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Polo finanziario, la settimana della verità

Il sindaco riceve gli industriali.
Riello: «C’è condivisione su questo progetto»

«Larga condivisione su progetti che sono nell’interesse della città. Ora ognuno deve spendere il suo ruolo nel condividerli e spingerli». Sentire Alessandro Riello, presidente dell’Associazione degli Industriali, che a fianco del sindaco Paolo Zanotto parla di «larga condivisione» sul Polo finanziario dieci giorni dopo il clamoroso scontro fra Piazza Cittadella e Palazzo Barbieri proprio sugli stessi temi - urbanistica e strategie di governo - fa un certo effetto. Ma è lo stesso Riello a chiarire: «Non siamo venuti a fare la pace perchè non siamo mai entrati in guerra. Nei giorni scorsi abbiamo voluto lanciare un messaggio e un richiamo bipartisan».
Il presidente ha guidato i vertici degli industriali (i vicepresidenti Bruno Tosoni, Emanuele Armellini, Antonio Bonazzi e il direttore dell’Associazione, Angelo Nardi) cui ieri mattina in Sala Arazzi sono stati illustrati il Polo finanziario e l’operazione di scambio patrimoniale con la Fondazione Cariverona del quale il progetto è uno dei tasselli. Un incontro inserito nel confronto con le realtà cittadine che l’amministrazione sta conducendo prima di portare giovedì la delibera in Consiglio comunale.
Secondo lo schema, alla Fondazione vengono ceduti l’area dell’ex Mercato ortofrutticolo dove sorgerà il Polo finanziario, i palazzi Pompei e Gobetti e Castel San Pietro; il Comune otterrà in cambio dell’ex Mercato la parte di caserma Passalacqua proprietà della Fondazione, in cambio di Castel San Pietro e dei due palazzi oggi sede del Museo di Storia Naturale i proventi per restaurare la futura sede del Museo, l’Arsenale, e la garanzia che Castel San Pietro sarà a sua volta ristrutturato per diventare museo di Arte moderna.
Per Riello «è uno schema che può funzionare nel suo assieme». Quanto al Polo finanziario, «è stato fatto un attento esame, a tutte le nostre domande è stata data una risposta e tutte le risposte hanno una loro credibilità». E ora, «in questa larga condivisione dei contenuti bisogna che ognuno faccia la sua parte, un recupero di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti accanto al Comune, dalle istituzioni finanziarie all’autostrada Serenissima alle Ferrovie, tutti parte di uno schema e chiamati a giocare in modo positivo la loro partita. Del resto c’è una congiuntura positiva di uomini per un progetto che rappresenta una ripartenza della città». Il riferimento è alla presenza ai vertici di Serenissima (Merlin e Lepore) e Fs (Zaninelli) di veronesi in grado di far pesare la loro influenza sui destini di quei progetti.
Sono i tre punti chiave dell’intera operazione Comune-Fondazione, questi toccati da Riello. Il primo: la giunta ieri ha ribadito che il Polo finanziario non può essere disgiunto dal resto dello scambio patrimoniale, come invece chiede gran parte dell’opposizione rendendo incerte le sorti consiliari della delibera. Dopo l’incontro, l’assessore al Patrimonio Poli spiegava che solo il meccanismo architettato consentirà di vendere due palazzi del centro mantenendo intatta l’opportunità di utilizzarli come museo rispettivamente per altri tre e otto anni; di ricavare le risorse per mettere a posto l’Arsenale; di vendere Castel San Pietro con la garanzia che verrà rimesso a nuovo e a disposizione della città; di realizzare un progetto virtuoso come il Polo finanziario. «Il tutto a prezzi che la perizia ordinata dal Tribunale e commissionata all’ingegner Giovanni Montresor ha giudicato “sostanzialmente di buona congruità, con valori che si collocano nella fascia medio-alta”».
La perizia di congruità, datata 10 marzo, per Poli è una buona arma per spuntare l’offensiva della minoranza. Si riferisce ai prezzi fissati dal contratto fra Comune e Fondazione e finiti ancora ieri nel mirino della Lega. Ex Mercato 33 milioni (più 10-11 di oneri di urbanizzazione), Palazzo Gobetti 5.6 milioni, Palazzo Pompei 11.5 milioni, Castel San Pietro 11.05 milioni: secondo parte dell’opposizione Palazzo Barbieri svende i suoi beni e fa troppi favoritismi alla Fondazione. «La perizia dice che non è vero e il confronto con il prezzo del Campone (9.5 milioni, ed è più grande di Castel San Pietro) parla chiaro», dice Poli. «Cosa dovevamo fare: mettere l’ex Mercato all’asta? Allora addio Polo finanziario. E chi altri poteva comprare Castel San Pietro a quel prezzo e impegnarsi a farne un museo per la città?»

I NODI DI VERONA SUD

Assicurazioni su viabilità e parcheggi
Sarà fatta una parte di Mediana. Zanotto: «Chiediamo di poter arrivare al voto»

Il secondo punto evidenziato ieri mattina da Riello riguarda in particolare la viabilità e le infrastrutture.
Forti sono sempre state le preoccupazione degli industriali sulla sostenibilità complessiva del nuovo sistema Verona Sud, anche in prospettiva della trasformazione di complessi come ex Cartiere e Officine Adige e delle necessità di sviluppo della Fiera. Preoccupazioni che sembrano essere state fugate - «risposte credibili» - attraverso dettagliate spiegazioni sulle infrastutture in programma a Verona Sud. Con qualche novità. Ci saranno la variante della statale 12 e il suo innesto in città con un’asta di penetrazione parallela a viale dell’Industria per distribuire il traffico di accesso; il prolungamento della statale 434 Transpolesana fino a Basso Acquar a cura dell’Anas e l’ulteriore bretella fino a viale Piave a cura dell’Autostrada, alla quale sarà chiesto anche di realizzare un tratto non previsto, da viale Piave alla mediana di Verona Nord lungo l’ex scalo merci: una parte di Mediana. Agli industriali è stato ricordato che nel sottosuolo del Polo finanziario 2.600 posti auto saranno a disposizione degli operatori della Fiera, più altri 900 da ricavare sotto il piazzale dell’Agricenter. Mentre i visitatori saranno serviti dal parcheggio scambiatore della Genovesa collegato con navette ai quartieri fieristici.
L’ultimo punto toccato da Riello è quello più articolato e in un certo senso più complesso. Riguarda opportunità e «scogli» legati alla politica. «Nell’esporre agli industriali i vantaggi che porteranno alla città il Polo finanziario e lo scambio con la Fondazione», ha detto Zanotto, «abbiamo parlato dell’agibilità del Consiglio comunale e del problema ostruzionismo. Noi abbiamo detto che tutte le intese possono essere fatte in città, ma rischiano di svanire se non si arriva al voto in aula. Non pretendiamo che l’opposizione aderisca alle nostre proposte, ma crediamo che l’assunzione della responsabilità di consentire il voto del Consiglio riguardi la credibilità delle istituzioni democratiche e la rappresentatività del Comune rispetto alle realtà associative cittadine».
Si tratta di assicurare «l’agibilità del campo». Ma come fare? «Ognuno usi il suo ruolo per condidivere e spingere», ha detto Riello accanto a Zanotto. Il tempo stringe. Il contratto siglato fra Comune e Cariverona pone la condizione del voto in Consiglio entro fine marzo, pena lo scioglimento delle parti dai reciproci impegni. Sono tempi «impossibili», se la scaletta fosse dettata dalle volontà ostruzionistiche del centrodestra. Gli industriali ne sono consapevoli e ieri è stato chiesto alla giunta se non c’è modo (almeno) di scaglionare l’operazione. Potranno diventare tempi possibili, con questo forte richiamo al senso di responsabilità da parte di Zanotto e Riello?

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Old March 16th, 2005, 05:54 PM   #72
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«Ma il progetto non esiste»
Udc: «Solo operazione speculativo-immobiliare»



Il giorno prima dell’approdo in Consiglio comunale dell’operazione Comune-Cariverona imperniata sulla nascita del Polo finanziario, il centrodestra lascia intendere che la sfisda sarà dura e a tutto campo. Alla mattina in conferenza stampa preoccupa l’amministrazione con toni guerreschi, ma al pomeriggio in commissione l’assessore Poli e la maggioranza si rinfrancano scorgendo nella durezza dei consiglieri di Forza Italia, An, Udc, Lega e Oltre le Mura qualche appiglio cui poter ancorare un confronto costruttivo.
Certo che ieri mattina al centrodestra della delibera non andava bene niente. Non vedendo garanzie sufficienti per Polo finanziario, Pierluigi Bolla di Forza Italia ha proposto di modificare in toto il meccanismo di vendita dell’ex Mercato: «Facciamolo attraverso Verona Immobiliare (società controllata dal Comune, ndr) per assicurare trasparenza nelle realizzazioni di ogni attore coinvolto, far capire quanta parte dei 43 mila 900 metri quadri, con destinazione direzionale, commerciale e attrezzature ricettive, saranno effettivamente a servizio del Polo finanziario, quale sarà l’indotto economico e occupazionale, quali le infrastrutture e i parcheggi. Votare la delibera così com’è significa firmare un assegno in bianco al sindaco Zanotto: per rispetto dei cittadini non possiamo farlo».
Per Luca Bajona di Alleanza nazionale «le categorie economiche sono state ingannate e hanno espresso un parere favorevole senza aver letto la delibera». E poi «è stata offerta alla Fondazione una contropartita non necessaria. Quell’istituzione ha già nel suo statuto il sostegno a progetti culturali e l’Arsenale l’avrebbe appoggiato lo stesso senza chiedere nulla in cambio, come l’ingegner Biasi aveva detto alla Sironi».
Ma è stato Roberto Marchesini dell’Udc a portare l’attacco più duro, mettendo in dubbio addirittura le intenzioni degli attori coinvolti nel progetto del Polo finanziario. «Non mi fido. L’operazione», ha detto, «è solo del Banco Popolare. Ma il Banco sta già ampliando il centro servizi in Zai, quindi il Polo finanziario non esiste, esiste solo un’operazione immmobiliare-speculativa a vantaggio solo di chi la fa. Non certo del Comune, che cede a 33 mila euro un’area di 243 mila metri cubi edificabili a 470 euro il metro quadro: sfido chiunque a trovare un’area con queste caratteristiche e in quella posizione a quel prezzo. Perizie congrue? Sì, ma fatte a naso e con l’unico parametro dei Piru. E i palazzi Pompei e Gobetti sono trattati come catorci da svendere».
Anche per Paolo Tosato della Lega «non c’è alcuna garanzia che la delibera porti al Polo finanziario. Finora tra Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni e Fondazione esiste solo una lettera d’intenti: qualora l’operazione non andasse in porto, la Fondazione resta comunque proprietaria dell’area, con destinazione commerciale, direzionale e attività ricettive. I palazzi Gobetti e Pompei non sono “ossi” come vuol farci credere l’assessore al Patrimonio, l’unico “osso” in questo scambio è la Passalacqua, che guarda caso finirà al Comune. Strano: l’amministrazione sembra aver fretta di disfarsi di contenitori che non sa gestire e in cambio cosa ottiene? Un altro contenitore difficile da gestire, che procurerà solo costi».
Per Luca Darbi di Oltre le Mura, «non ci saranno le risorse sufficienti per gestire Palazzi Scaligeri e Arsenale. Il Comune deve iniziare a fare operazioni finanziarie per reperire risorse da investire nel settore culturale, con un piano generale di sviluppo della città che in questa operazione però non vediamo». (b.pi.)


FIGO!! Ma allora non sono l'unico a dire che (purtroppo) non esiste neanche un progetto!
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Old March 17th, 2005, 01:32 PM   #73
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Polo finanziario, le garanzie di Biasi

Il presidente della Fondazione scrive per rassicurare il Consiglio. Via al dibattito, la minoranza si divide sull’ostruzionismo

Lettera a Zanotto: «Se il progetto sfuma, il Comune potrà riavere l’area»

È iniziato con un coup de theatre il dibattito in Consiglio comunale sull’operazione patrimoniale fra Comune e Fondazione Cariverona finalizzata alla realizzazione del Polo finanziario nell’area dell’ex Mercato di Verona Sud, alla trasformazione in museo di Castel San Pietro e al reperimento delle risorse per la sistemazione dell’Arsenale.
Durante la presentazione della delibera l’assessore al Patrimonio Gian Gaetano Poli ha letto due lettere arrivate in giornata al sindaco Zanotto: una firmata dal presidente del Banco Popolare Carlo Fratta Pasini e dall’amministratore delegato della Cattolica Assicurazioni, Ezio Paolo Reggia - i due soggetti attuatori del Polo finanziario - e l’altra del presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi. Entrambe ribadiscono l’impegno di quelle istituzioni a realizzare il Polo finanziario secondo gli accordi presi fra loro e con il Comune.
Perchè le lettere? Tutto è nato dalla commissione consiliare di martedì, quando la Casa delle Libertà ha messo pesantemente in dubbio l’effettiva volontà di realizzare il Polo finanziario. «Le garanzie richieste da alcuni consiglieri mi hanno trovato sensibile», ha detto ieri sera in aula l’assessore Poli, «tanto che subito dopo la commissione il sindaco e io ci siamo attivati». Le due lettere sono il risultato dei contatti avviati da Zanotto e Poli. «Obblighi, garanzie, condizioni e termini», non cambiano, scrivono Fratta Pasini e Reggia. «Le scriventi istituzioni possono assicurarle che, come loro costume, adempiranno scrupolosamente a ogni impegno assunto in ordine all’edificazione del Polo finanziario».
La lettera dell’ingegner Biasi tocca un punto chiave della delibera, punto sui cui in commissione si sono concentrati dubbi e critiche della minoranza. Sia il contratto preliminare fra Comune e Fondazione sia la delibera prevedono infatti che nel caso il Polo finanziario dovesse sfumare per responsabilità non della Fondazione (diventata proprietaria dell’area) ma degli altri soggetti, l’area resterebbe alla Fondazione esonerata da ogni addebito e autorizzata a usarla nelle destinazioni urbanistiche previste, «prevalentemente direzionali». Un passaggio a scarsissima tutela del Polo, secondo il centrodestra. Le cui ragioni hano fatto breccia nell’amministrazione e nel presidente Biasi, che ieri ha scritto: «È data facoltà al Comune di vedersi restituita proprietà e possesso dell’area con il rimborso delle spese di acquisto sostenute dalla Fondazione in caso di inadempimento nella realizzazione del Polo finanziario, restando a carico del Comune le spese rivenienti dalla reintestazione dell’area stessa».
Insomma, se non si fa il Polo l’ex Mercato torna al Comune che se lo ricompra rimborsando lo stesso prezzo. Come chiede anche un emendamento di una parte di Forza Italia (primo firmatario Giacino), che insiste anche sulla divisione dell’operazione: sì alla vendita dell’ex Mercato per il Polo finanziario, no all’alienazione di Castel San Pietro e palazzi Pompei e Gobetti.
Ed è questa la partita di sostanza che si giocherà nel dibattito. A meno che un’altra parte di centrodestra non si faccia risucchiare da tentazioni ostruzionistiche. Proprio mentre sul loggione si presentava l’ex assessore Marangoni che s’è dimesso proprio per protesta contro l’ostruzionismo, e mentre il forzista Bolla svolgeva la relazione di minoranza, sui banchi del Consiglio Bajona, Gruberio, Marchesini e Polato preparavano il solito pacco da centinaia di emendamenti seriali.
Il dibattito riprende oggi. Per domani alle 18 la minoranza ha invitato le categorie economiche in Comune per un confronto sulla delibera (b.pi.)

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Old March 17th, 2005, 07:05 PM   #74
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Giovedì 17 Marzo 2005

Dopo sette anni di lavori e 120 milioni di euro investiti, ufficializzata l’apertura al pubblico del nosocomio che ne sostituisce altri quattro


Ospedali, al via il «polo» dell’Est

San Bonifacio: già operativi prelievi e analisi, a fine aprile il primo ricovero

Sette anni di lavoro e un costo di 120 milioni di euro finanziati dalla Regione, per avere oggi funzionante il nuovo ospedale di San Bonifacio, il polo unico dell’est veronese che con i suoi 400 posti letto sostituisce quattro strutture, Soave, Tregnago, Cologna Veneta e il vecchio nosocomio di San Bonifacio, che diventeranno residenza sanitaria assistita (Rsa) o country hospital per post-acuti. «Già i tempi ridotti e una spesa per posto letto tra le più basse d’Italia, ne fanno un ospedale da record», ha voluto sottolineare il direttore generale dell’Ulss 20 Ermanno Angonese, non nuovo a queste imprese, essendo colui che in pochi anni realizzò ex novo l’ospedale di Bassano; «Era il novembre 1997 quando il presidente della Regione Galan venne qui alla posa della prima pietra, chiedendoci di non farne un’opera infinita. La promessa è stata mantenuta».
Ieri l’azienda sanitaria ha ufficializzato l’apertura al pubblico, partita il 10 marzo con i prelievi e le analisi di laboratorio, cui a poco a poco si aggiungeranno gli altri servizi, e già da fine aprile si potrà avere il primo ricovero con degenza, fino ad arrivare alla completa funzionalità entro l’anno. Grande (320mila metri cubi), dal forte impatto architettonico, una hall che sembra quella di un albergo di lusso, il nuovo ospedale è pensato con criteri moderni e le più avanzate tecnologie, ma è anche attento alle esigenze dei pazienti, con spazi colorati e gradevoli, pensati per garantire la privacy e il comfort. Le due grandi novità sono la separazione delle degenze dalle medicine, posizionate in due piani diversi, e la flessibilità dei posti letto che rimangono in gran parte generici e assegnabili secondo le esigenze.
«Tutti vorrebbero avere l’ospedale sotto casa» ha spiegato Angonese, «ma non sempre questo garantisce sicurezza e qualità. Molto meglio un ospedale di eccellenza come questo, perché non vi verranno solo trasferiti fisicamente i reparti degli altri ospedali, ma ci sarà un’alta qualità del servizio. E’ un ospedale chiamato a servire un bacino di circa 100-120mila abitanti, ma ha possibilità ben superiori. Lo conferma anche il provvedimento di questi giorni della Giunta regionale, che - ci ha annunciato il consigliere regionale Fiorin - ha assegnato all’ospedale di San Bonifacio l’oncologia, che finora mancava nelle strutture dell’Ulss 20 e che sarà attivata entro il 2005».
«E’ un ospedale elastico, flessibile, polivalente» ha aggiunto l’ingegnere Cesare Locatelli, direttore del dipartimento tecnico dell’Ulss 20 «sia nei posti letto, raggruppati in moduli di 52, la maggior parte generici (tranne quelli per cardiologia, pediatria e sale parto) e assegnabili secondo occorrenza, sia negli ambulatori. Questi ultimi sono 85-90 di cui una quarantina specialistici per mammografia, oculistica, dentistica e cardiologia, e tutti gli altri utilizzabili a rotazione. La parte dell’emergenza e del pronto soccorso, insieme alla terapia intensiva e al gruppo operatorio, occupa un intero piano ed è accessibile solo dal suo ingresso riservato dove si trova anche l’area per l’elicottero».
«Nei pochi giorni dall’apertura con i soli prelievi, già un migliaio di utenti è passato da qui» ha aggiunto il direttore medico del nuovo ospedale Paolo Montresor «e ha già potuto verificare come un ospedale possa avere non solo la funzione strettamente terapeutica, ma anche tutte le caratteristiche della vivibilità». Manca solo da definire la segnaletica, che sarà fondamentale per non perdersi nella grande struttura, soprattutto tenendo conto che non è suddivisa in reparti tradizionali, quelli cioè con studi medici, ambulatori e degenti nello stesso corridoio. Anche la prima visita guidata, tra mobili ed attrezzature ancora imballati e stanze vuote, ha rischiato di perdersi.
«Sarà garantita anche la continuità assistenziale del paziente, dall’ospedale alle strutture residenziali del territorio, che corrispondono a circa mille posti letto tra case di riposo, hospice, ecc.» ha concluso Roberto Borin, direttore del distretto sanitario di San Bonifacio. «Inoltre nel nuovo ospedale verranno trasferiti tutti i servizi del distretto e la guardia medica».
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Old March 17th, 2005, 07:12 PM   #75
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aaaaaaaaaa bon ciò i ga verto l'ospedale de Sanbo!!!
a ghe vo stasera mi a Sanbo, vo al cineforum co la morosa!!!

se volì ghe faso anca dee foto quando go tempo, el xse veramente beo!
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Old March 17th, 2005, 10:03 PM   #76
Falcon83
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portate via el pasaporto, che sambo a lè dala parte giusta!!!!
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Old March 18th, 2005, 09:37 AM   #77
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...........................
se volì ghe faso anca dee foto quando go tempo, el xse veramente beo!
Si dai, gràsie!
Sora de tuto da rénto ke me par ghe soméja piasè a 'n...ereoporto!!!
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Old March 19th, 2005, 01:08 PM   #78
Falcon83
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Stretta finale per Pop. Verona-Bnl
Restano le divergenze su valori e governance coi soci del contropatto di Via Veneto. Ricucci: «Oggi si decide. Trattativa a un passo dalla rottura, ma si negozia ancora. I consiglieri dell'istituto veneto restano in preallerta per domani.



L'ultima indicazione è che ieri in tarda serata gli immobiliaristi del contropatto Bnl , riuniti in conclave a Cernobbio al convegno di Confimmobiliare, abbiano trovato l'accordo per cedere i titoli a 2,4 euro per azione. E che oggi si riuniranno formalmente a Roma per decidere le sorti del loro 24,2% di Bnl, che la Popolare di Verona si è detta pronta a rilevare nell'ambito di un più ampio progetto di integrazione industriale tra i due gruppi. Ma l'accordo è tutt'altro che chiuso e, dopo essere quasi saltato deinitivamente ieri sera, oggi potrebbe ancora naufragare. Secondo fonti vicine alle trattative, la Popolare Verona non sarebbe disposta a offrire più di 2,2 euro per azione per rilevare circa la metà dei pacchetti in mano al contropatto a cui partecipano il gruppo Caltagirone (4,93%), Coppola (4,93%), Statuto (4,93%), Ricucci (4,93%), Lonati (2,48%), Bonsignore (1%) e Grazioli (1%). Altre quote trasferibili a Verona sarebbero quelle di Emilio Gnutti, e contatti riservati sarebbero stati avviati anche con gli spagnoli del Bbva (14,9%), questi ultimi perno del patto di sindacato con Generali e Diego Della Valle. È possibile che il gruppo assicurativo e forse anche l'imprenditore marchigiano, se l'operazione realizzarsi, decidano di restare azionisti del l'istituto. Se l'accordo, che resta difficile, dovesse andare in porto, la Popolare Verona acquisirebbe il controllo dell'istituto e lancerebbe poi un'Opa sul 100% del capitale a un prezzo che sarà la media tra quello pagato ai soci di controllo e la media di mercato degli ultimi dodici mesi (ieri il titolo ha chiuso in calo del 2% a 2,295 euro). Oggi il negoziato dovrebbe giungere alla sua giornata finale e per domani i consiglieri di amministrazione della Popolare Verona e Novara sono stati allertati per una riunione straordinaria del board. Lo snodo principale resta il prezzo, ma fino a ieri sera restavano divergenze all'interno del contropatto sulle entità delle singole quote da cedere e su chi dovesse entrare nel consiglio di amministrazione della futura Bnl targata Verona.
I vertici della Popolare restano interessati al progetto che consentirebbe il raddoppio delle dimensioni e per questo avrebbero già messo a punto un progetto industriale che evidenzia numerose sinergie. Ma sia il presidente Carlo Fratta Pasini che l'amministratore delegato Fabio Innocenzi non intendono portare troppo per le lunghe il negoziato anche perchè il mercato, in assenza di dettagli sui costi del l'operazione, ha penalizzato ancora il titolo (ieri -3,61%, dopo il -4,5% di mercoledì). Entro lunedì, pare di capire, la vicenda dovrà essere chiusa per potersi ripresentare al mercato con notizie certe. La vicenda è monitorata da vicino anche dalla Banca d'Italia, che guarda con benevolenza a un'operazione di «sistema» che va nel solco del consolidamento dei gruppi di media dimensione più volte ricordata dal Governatore Antonio Fazio. Inequivocabile, in questo senso, il giudizio del presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Luigi Grillo, vicino a Fazio, che ieri ha detto che «la Popolare di Verona ha intenzioni serie» in Bnl. Secondo Grillo, «l'intervento della Popolare è un bene, è sempre meglio una banca italiana rispetto ad una straniera». E questo perchè «se una banca robusta e patrimonializzata come la popolare mostra il proprio interesse è un fatto altamente positivo». Secondo Grillo, il «vero problema è che in questo momento la governance di Bnl affida un ruolo importante agli spagnoli del Bbva».

Venerdí 18 Marzo 2005
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Old March 19th, 2005, 01:18 PM   #79
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PS

Mi sembra di tornare indietro di 2 mesi quando la Fiera di Verona voleva comprare Padovafiere, poi finita ai francesi di GLevents (gli stessi che gestiranno la nuova fiera di Milano) anche se poi si è andato per vie legali e la partita deve ancora essere chiusa. Questa volta speriamo di farcela al primo round!! C'è la possibilità che arrivi in città la sede della terza (o quarta) banca italiana, e allora si che il nuovo polo finanziario comincerebbe ad essere un'operazione veramente interessante!
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Old March 20th, 2005, 02:52 PM   #80
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Borgo Nuovo. Colpo di piccone del sindaco Zanotto
Abbattute in via Erice le «case di passaggio»
Parte la seconda fase del progetto di riqualificazione del rione

E’ partita ieri la riqualificazione urbana di Borgo Nuovo, con l’apertura del cantiere di via Erice. E’ iniziato così il programma del cosiddetto contratto di quartiere II, progetto bandiera del Piano strategico della città, che porterà il Comune e l’Agec a realizzare una serie di interventi edilizi, urbanistici e sociali, grazie a finanziamenti statali e regionali. Il cantiere è stato inaugurato con l’abbattimento simbolico di una delle «case di passaggio» di via Erice, le abitazioni costruite negli anni Cinquanta come soluzione temporanea per chi si trovava senza alloggio, soprattutto per gli effetti della guerra. A usare il piccone è stato il sindaco Paolo Zanotto.
Un primo passo per la rinascita del quartiere era stato compiuto lo scorso gennaio con l’inaugurazione della «cittadella delle associazioni», sei edifici ristrutturati fra via Gela, via Selinunte e via Enna, che ospitano 12 gruppi di volontariato.
La riqualificazione di Borgo Nuovo non riguarda quindi solo l’aspetto edilizio, ma anche quello sociale, non solo le case, ma anche la qualità della vita degli abitanti.
L’intervento complessivo prevede infatti, oltre alla realizzazione di 150 nuovii alloggi, anche piste ciclabili, la sistemazione di strade e marciapiedi, la ridistribuzione dei parcheggi, la realizzazione di un sistema collegato di aree a verde pubblico, la ristrutturazione del teatro e di alcune sale della parrocchia. Insomma, Borgo Nuovo cambierà volto. Si tratta di un piano di «rigenerazione urbana» che ha l’obiettivo di creare un quartiere a misura d’uomo e soprattutto di bambino.
Durante l’inaugurazione è partita anche una contestazione all’indirizzo degli amministratori. La polemica riguardava soprattutto la scarsa considerazione e gli storici epiteti con i quali sono stati negli anni ribattezzati gli abitanti del «villaggio», identificato spesso come luogo di traffici di droga. Dai poggioli è partito qualche applauso, ma il sindaco ha proseguito, sorridente, con la cerimonia.
Il via libera all’operazione, lo ricordiamo, era stato dato dal Consiglio comunale nel deicembre scorso, con una delibera votata sia dalla maggioranza che dalla minoranza entrambe sensibili a un progetto dai fortissimi connotati sociali e culturali. Ci sarà la possibilità di trovar casa per molte giovani coppie, saranno offerte opportunità di aggregazione per gli abitanti di un quartiere periferico che da sempre convive con problemi di degrado sociale.
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