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Sud e Isole Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia


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Old October 8th, 2004, 07:56 PM   #101
Eletrix
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Piazza Municipio: metropolitana 1 e 6, riqualificazione Stazione Marittima, sottopasso Via Acton....

Descrizione degli interventi più foto (inedite) del progetto di ALVARO SIZA sulla nuova stazione metropolitana di P.zza Municipio...finalmente ho trovato una foto Il progetto è spaventoso!

http://www.nausicaa.napoli.it/files/news/Interventi.pdf
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Old October 10th, 2004, 11:53 AM   #102
therock
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Campania: un progetto per il recupero del Litorale Domitio

Napoli - La Giunta Regionale della Campania ha approvato il Progetto integrato "Litorale Domitio" finalizzato al recupero di un territorio dalla forte vocazione turistica ma attualmente in parte degradato, compreso tra i comuni di Cellole, Castelvolturno, Giugliano , Sessa Aurunca, Mondragone, Villa Literno e Carinola.
Il Progetto integrato "Litorale Domitio" è uno degli otto "Itinerari Culturali" promossi dalla Regione Campania al quale sono destinate risorse pari a 34.190.420,26 euro.
Nell'ambito di questo progetto si intendono realizzare interventi favorevoli alla riqualificazione ambientale e allo sviluppo economico, sociale e culturale dell'area interessata, favorendo allo stesso tempo l'insediamento e la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nonché il potenziamento e la riqualificazione di quelle già esistenti.
In particolare sono previsti interventi di recupero della costa e della duna litoranea nel comune di Castelvolturno; la realizzazione, con tecniche di bio-ingegneria, di un itinerario attrezzato turistico-ambientale della duna costiera nel Comune di Cellole; la sistemazione e valorizzazione dell'area archeologica di Liternum nel comune di Giugliano in Campania; la rigenerazione e riqualificazione delle aree urbane litoranee per l'incremento qualitativo dell'offerta turistica nel comune di Mondragone; la sistemazione e valorizzazione dell'area archeologica di Sessa Aurunca.
Il Progetto integrato è realizzato in sinergia con la Provincia di Caserta, la Provincia di Napoli, i Comuni di Castelvolturno, Cellole, Villa Literno, Carinola, Giugliano, Mondragone, Sessa Aurunca, la Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici e per il paesaggio, per il Patrimonio storico, artistico, e demoetnoantropologico di Napoli e Provincia, la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta.
"Prosegue così la valorizzazione del Litorale Domitio - ha dichiarato l'assessore ai Beni Culturali, Marco Di Lello - avviata con l'abbattimento delle torri di Villaggio Coppola. Consentiamo, inoltre, di realizzare le condizioni per attrarre gli investimenti dei privati. Si tratta del 14° Pit - Beni Culturali che avviamo ad esecuzione e che dovrà permettere di potenziare la vocazione turistica dell'area di un comprensorio che sino ad oggi non è stato in grado di esprimere al meglio le potenzialità di cui è sicuramente dotato. Il Pit tiene conto delle caratteristiche del territorio, anche attraverso l'attuazione di progetti di sviluppo sostenibile".
"Si tratta un programma - ha affermato l'assessore alle Attività Produttive, Gianfranco Alois - attraverso cui realizzare significative azioni per riqualificare il tessuto produttivo e il territorio locale. Tra i progetti figurano interventi per il recupero e la messa in sicurezza delle cave di sabbia abusive e non attive nei Comuni di Castevolturno , Giugliano, Mondragone. Per tali interventi sono previsti stanziamenti rispettivamente pari a 2.065.827,59 euro, 1.549.370,00 euro e 1.549.370,00 euro a valere sui fondi del Por ( Programma Operativo Regionale) Campania. Proseguiamo dunque lungo la strada avviata già nei mesi per il recupero del territorio casertano e in particolare delle cave abbandonate "Cocozza" e "Fusco" per cui abbiamo stanziato 1.400.000 euro. Il recupero prevede attività di messa in sicurezza dei siti di cava, la ricomposizione a verde e altri interventi di riqualificazione ambientale".
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Old October 10th, 2004, 12:26 PM   #103
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Napoli cambia look

Pubblicità su colonne meteo e
cestini
Panchine, chioschi, orologi,
cestini a forma di anfora, fioriere
e colonne-barometro. Napoli
rinnova il look, con
un'operazione firmata Clear
Channel Italy Outdoor. La
concessionaria di pubblicità
esterna, che con un
investimento di 50 milioni di euro
si è aggiudicata il concorso
d'arredo urbano indetto dal
comune partenopeo, ha
presentato ieri alla Triennale di
Milano i 12 elementi che rinnoveranno il volto della città.
La proposta più innovativa è la colonna meteo che sintetizza in un unico
oggetto quattro funzioni: panchina, bussola, barometro e pubblicità. Si tratta
di una seduta circolare con al centro un cilindro costituito da tre pannelli
retroilluminati. In cima è posta una bussola, e sopra alla struttura c'è una
calotta trasparente che muta colore a seconda del tempo (verde tempo
variabile, rosso pioggia, azzurro soleggiato). Per un totale di 11.500 metri
quadrati di pubblicità, al momento sono state installate 48 colonne, 56
poster del formato 4x3, 142 di quelli 6x3, 150 cestini a forma di anfora e 100
panchine. A breve verranno predisposti orologi, dissuasori, chioschi, fioriere,
paline pluriuso, transenne e orologi. ´Un progetto importante', afferma Paolo
Casti, consigliere delegato di Clear Channel Italy Outdoor, ´per ricordare ai
pubblicitari che non esistono solo le piazze di Milano e Roma ma c'è anche
Napoli, che con i suoi 3 milioni di abitanti offre una grande visibilità alle
aziende. Il nostro gruppo ha accettato la sfida di un progetto creativo su
misura e si è aggiudicato tutti e cinque i lotti messi in palio
dall'amministrazione. Per il momento le aziende che hanno deciso di
investire nelle colonne sono state Sisley, Sprite, Intimissimi e Benetton,
mentre Opel, Coca-Cola, Peugeot e Piaggio si sono affidate ai poster'.
Fino a ora le attrezzature d'arredo erano pensate per ridurre i costi dei
costruttori e per funzionare in qualsiasi città. ´Il risultato mediamente era
quello di un prodotto standard e freddo', continua Casti. ´Napoli rappresenta
il primo caso di città italiana per la quale è stato progettato un sistema
d'arredo urbano su misura. Le strutture sono state progettate pensando ai
napoletani e alla loro cultura'. L'intento è quello di fornire beni pubblici
fabbricati con materiali preziosi, veri e propri oggetti di valore che nobilitino
la città.
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Old October 10th, 2004, 01:16 PM   #104
Madeco
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Vasi, anfore e statue
nasce il museo metrò


PAOLA PEREZ

Nei prossimi giorni il Comune darà l’annuncio ufficiale. Si anticipano i tempi della realizzazione del museo dedicato ai tesori archeologici scoperti durante gli scavi del metrò: entro la prossima primavera i reperti troveranno spazio in una struttura di 1800 metri quadri. Dal cantiere del metrò di piazza Nicola Amore continuano a venir fuori tesori dell’antichità. Ultime scoperte, il porticato che si affacciava sulla pista di atletica utilizzata per i giochi augustali e le lastre di marmo che portavano impressi, anno per anno, i nomi dei vincitori delle gare. «Meraviglie che meritano di essere al più presto accessibili per i napoletani e per i turisti - spiega Rocco Papa, vicesindaco e assessore all’urbanistica - è per questo che abbiamo deciso di anticipare i tempi di realizzazione del museo dedicato ai reperti ritrovati durante lo scavo». Una struttura che nasce come provvisoria - il progetto originario prevedeva che l’esposizione trovasse sede nella stazione di piazza Municipio, da inaugurare nel 2007 - ma, se ritenuta convincente, potrebbe anche diventare definitiva.
«Il nostro intento - continua Papa - è quello di completare l’allestimento entro la primavera dell’anno prossimo. Abbiamo a disposizione i fondi, un milione e mezzo di euro inseriti del piano annuale dei lavori pubblici, e un’area di circa 1800 metri quadri».
Nei prossimi giorni il sindaco Rosa Iervolino darà l’annuncio ufficiale del progetto. Quanto alla localizzazione degli spazi espositivi, si può immaginare che l’amministrazione non intenda allontanarsi troppo dal fulcro delle scoperte: sotto osservazione l’area compresa tra l’asse piazza Nicola Amore-piazza Municipio e la stazione marittima, dove a gennaio inizieranno anche i lavori per il recupero del palazzo dell’Immacolatella che ospiterà il museo dell’emigrazione.
Alla soprintendenza archeologica spetta il compito, certamente non facile, di selezionare le opere che potranno comparire sotto i riflettori in condizioni di massima sicurezza. Certamente non le barche romane, chiuse nel loro «guscio» di restauro nel deposito-laboratorio di Piscinola (ma si pensa di esporne almeno una riproduzione in scala reale), e nemmeno le colonne o il frontone del tempio di età imperiale. Per il resto, resta solo l’imbarazzo della scelta nel vasto campionario di oggetti di dimensioni più contenute: vasi, monili, anfore funerarie, corredi delle imbarcazioni, la testa di una statua che si tende a identificare come ritratto del generale Germanico e tanto altro ancora.
Campo libero, dunque, per la valorizzazione delle testimonianze del passato: e il futuro del trasporto urbano su ferro? «Nessun problema e nessun ritardo per la costruzione del metrò - garantisce il vicesindaco - stiamo studiando un percorso alternativo per lo scavo delle gallerie in piazza Nicola Amore che consentirà agli archeologi di proseguire nel loro lavoro mentre nel sottosuolo avanzano le ”talpe”. Quanto a piazza Municipio, dove il livello più profondo delle scoperte pare ormai raggiunto, la riattivazione del cantiere è imminente. Ci sono più di sessanta operai in attesa di tornare alle loro mansioni: la questione occupazionale è, e deve restare, una priorità. Per quanto riguarda la Linea 6 il prossimo settore d’intervento sarà localizzato nei giardini del Maschio Angioino e, fino a Natale, non comporterà interruzioni del traffico: ci è sembrato opportuno muoverci in questo senso per non creare troppi disagi ai cittadini durante le feste. A gennaio verrà impegnata anche la carreggiata che costeggia il castello. I veicoli percorreranno in doppio senso il versante opposto della piazza». Sarà ingorgo? «Non so cosa ne pensino gli esperti di mobilità. Dal mio punto di vista, e aspetto la prova dei fatti, è una soluzione più funzionale di quella attuale». Il cantiere di viale Augusto dovrebbe terminare a fine anno, o per lo meno a fine anno riprenderà la viabilità regolare. Poi inizierà la seconda fase dei lavori a piazzale Tecchio. Il cantiere di piazza Italia, invece, terminerà tra la metà e la fine di novembre».
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Old October 10th, 2004, 01:17 PM   #105
Madeco
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Un polo turistico
nel parco di Baia


Ristoro, visite guidate, centro residenziale e di accoglienza volante. D’intesa con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, nasce un polo turistico attrezzato nel cuore del parco archeologico e monumentale di Baia. Un progetto inedito, scaturito dall’impegno sinergico di una società privata (quattro giovani imprenditori locali) e delle istituzioni pubbliche, in testa la Soprintendenza. Per molti versi un’operazione-pilota, dunque, che potrebbe essere riproposta in altri parchi della zona flegrea e della regione, così come del resto è avvenuto per molte oasi ambientali e culturali del patrimonio nazionale.
Stamane l’inaugurazione, alle 10, con le prime visite guidate nello splendido percorso dell’antica Baia imperiale, accessibile dall’ingresso della Soprintendenza Archeologica, in via Lucullo. Il complesso, realizzato con moderne tecniche di ingegneria naturalistica, progettista l’architetto Mirta Rem Picci, comprende una piccola struttura di accoglienza e d’informazione turistica, dodici camere con letti doppi, un centro ristoro allestito con produzioni tipiche locali, un vasto giardino disegnato fra suggestive insulae archeologiche. Nei piani dei promotori del progetto, definito Batis, l’attenzione dovrebbe essere rivolta (per dodici mesi all’anno) alle esigenze di campus giovanili, borse di studio, corso di formazione scientifica, accademica, didattica. Il progetto Batis, insomma, parte con finalità di studio e conoscenza, ma non saranno certo sbarrati i cancelli a piccoli gruppi di turisti in cerca di pace e di esperienze più approfondite sulla realtà straordinaria del patrimonio storico di Baia e dei Campi Flegrei.
Le visite guidate proseguiranno nelle prossime domeniche, dal 17 al 31 ottobre. Subito dopo il centro di accoglienza di Baia - che per il momento non ha ricevuto alcun finanziamento pubblico - entrerà in pieno regime, con l’arrivo delle comitive che hanno già prenotato brevi soggiorni, attraverso le agenzie turistiche internazionali.
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Old October 10th, 2004, 01:19 PM   #106
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@Madeco
Ciao! hai notizie della nuova sistemazione di Piazza Garibaldi ad opera di Perrault?
Non so se il progetto è già stato presentato...
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Old October 10th, 2004, 01:28 PM   #107
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il progetto è in rivisitazione a causa di problemi per la sistemazione delle scale mobili etc..
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Old October 10th, 2004, 01:38 PM   #108
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gli scavi archeologici del metrò

Lo scavo archeologico nel cantiere della stazione Duomo della Linea 1 della Metropolitana ha riservato una nuova eccezionale scoperta: un “portico” che corre parallelamente al tempio venuto alla luce negli scorsi mesi.
Il portico scoperto in questi giorni si compone di un muro di fondo, in opera mista di reticolato e laterizi, e di un basamento sul quale poggiano le colonne.

Il muro di fondo del portico, solo in parte crollato, era completamente ricoperto da lastre di marmo con iscrizioni che danno la possibilità di ricostruire con certezza le attività svolte.

E infatti le iscrizioni rinvenute sono relative al catalogo dei vincitori e delle vincitrici delle gare: corsa, corsa armata, pancrazio –una sorta di pugilato nel quale erano ammesse alcune prese di lotta–. Nelle lastre meglio conservate sono citati, per ogni concorrente, il nome con il patronimico, la località di provenienza, la categoria dei partecipanti: uomini, ragazzi, fanciulle. Inoltre, in molti frammenti, si leggono i nomi degli imperatori sotto i quali si svolgevano i giochi, tra cui Tito, Domiziano e Vespasiano.

“La scoperta del portico –ha dichiarato il Vicesindaco Rocco Papa– contribuisce ulteriormente a chiarire la rilevanza della scavo archeologico in corso. La presenza del portico fa infatti pensare ad un complesso monumentale unitario articolato in varie fasi edilizie.

Inoltre, come si rileva dalla nota del Soprintendente per i Beni Archeologici, dott.sa Valeria Sampaolo, la presenza del portico è un elemento di straordinaria rilevanza, poiché i testi delle iscrizioni sulle lastre che ricoprivano il muro di fondo del porticato confermano, senza ombra di dubbio, che il complesso portato alla luce era parte del settore dell’antica città di Neapolis destinato ai giochi isolimpici, fondati dall’imperatore Augusto nel 2 d.c"
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Old October 11th, 2004, 03:24 PM   #109
Madeco
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LlNEA 9 DELLA METROPOLITANA DI NAPOLI
su questo link troverete una descrizione delle indagini speleo-archeologiche fatte per la Linea dei due Musei e/o Linea 9 della Metropolitana di Napoli
http://www.napoliunderground.homedns...tit-lid-4.html
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Old October 11th, 2004, 05:07 PM   #110
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Hanno reperito i fondi per la linea 9?
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Old October 11th, 2004, 07:49 PM   #111
Madeco
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No.
Purtroppo i fondi per la costruzione sono affidati alla Finanziaria, e la "Linea 9 del metrò" si è classificata al ventesimo posto tra i tanti progetti presentati dai Comuni d'Italia. Sono stati erogati fondi solo per i primi otto. speriamo che i fondi vengano erogati con quella del 2005.
le varie indagini nel sottosuolo sono state già fatte grazie al contributo della Regione Campania.
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Old October 11th, 2004, 09:26 PM   #112
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NUOVI TRENI PER LA CIRCUMVESUVIANA



23 nuovi convogli bloccati saranno forniti nel biennio 2006-2008 alla ferrovia Circumvesuviana di Napoli per rinnovare il servizio sulle proprie linee sociali. L'appalto, del valore complessivo di circa 103 milioni di Euro, è stato aggiudicato al raggruppamento formato da Ansaldobreda e Firema. I nuovi elettrotreni potranno trasportare fino a 450 passeggeri (130 in piu' rispetto ai vecchi treni, +40%) e saranno dotati delle piu' avanzate tecnologie, compresi gli impianti di videosorveglianza (collegati ad una centrale operativa) e di informazione in tempo reale agli utenti (visive e sonore).
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Old October 11th, 2004, 09:52 PM   #113
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Originally Posted by Madeco
No.
Purtroppo i fondi per la costruzione sono affidati alla Finanziaria, e la "Linea 9 del metrò" si è classificata al ventesimo posto tra i tanti progetti presentati dai Comuni d'Italia. Sono stati erogati fondi solo per i primi otto. speriamo che i fondi vengano erogati con quella del 2005.
le varie indagini nel sottosuolo sono state già fatte grazie al contributo della Regione Campania.
Veramente per quanto mi risulta la relazione speleo-archeologica sulla linea dei due musei, è stata fatta esclusivamente grazie al contributo del Centro Speleologico Meridionale senza nessuna contropartita
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Old October 11th, 2004, 09:58 PM   #114
therock
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Originally Posted by full
Veramente per quanto mi risulta la relazione speleo-archeologica sulla linea dei due musei, è stata fatta esclusivamente grazie al contributo del Centro Speleologico Meridionale senza nessuna contropartita


Benvenuto sul nostro forum full !!!!!
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Old October 11th, 2004, 10:03 PM   #115
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Benvenuto FULL anche da parte mia!
Finalmente un altro NAPOLETANO, giusto?
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Old October 11th, 2004, 10:19 PM   #116
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Grazie per la calda accoglienza

A tutti un affettuoso saluto da Napoli
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Old October 11th, 2004, 10:26 PM   #117
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Bene, così non saremo solo io e madeco a tirare avanti questo thread
Sei di napoli city? Vedo che sei interessato a Napoli sotterranea, sei un membro del "club" dell'universo sotterraneo partenopeo?
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Old October 11th, 2004, 11:27 PM   #118
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Già ... è un poco di tempo che m'interesso del lato oscuro della città del sole.
Se date un'occhiatina al sito di cui parlavate avrete idea di cosa intendo.
Voi cosa fate di bello, vi vedevo particolarmente attenti ai progetti in corso.
Puro interesse culturale o lavoro???
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Old October 12th, 2004, 01:21 AM   #119
capitan harlock
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avevo una curiosita':
ho letto che Piano ha realizzato un centro Commerciale nei dintorni di Napoli , mi pare a Nola, a forma di vulcano, qualcuno sa trovare le immagini??
vi ringrazierei molto!!!!
ciaoooo
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Old October 12th, 2004, 12:23 PM   #120
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Originally Posted by capitan harlock
avevo una curiosita':
ho letto che Piano ha realizzato un centro Commerciale nei dintorni di Napoli , mi pare a Nola, a forma di vulcano, qualcuno sa trovare le immagini??
vi ringrazierei molto!!!!
ciaoooo
Non sapevo nulla di questo centro servizi!
Sarà il centro commerciale/servizi più grande d'ITALIA! by RENZO PIANO

IL VULCANO BUONO CENTRO SERVIZI DI RENZO PIANO

Inquadrato nei parabrezza delle vetture che transiteranno sul nastro cinematico dell´asse di supporto campano, l´edificio a forma di vulcano disegnerà sul profilo naturale piatto delle campagne nolane l´immagine svettante e controluce di una gigantesca montagna artificiale montata nel paesaggio della piana.
Il Centro Servizi dell´lnterporto di Nola è una struttura a funzioni polivalente che si svilupperà su di una superficie di 260 mila metri quadri. E´ l´ultima costruzione del complesso interportuale e se ne prevede la realizzazione nel 2005.
Il rischio a cui si espone chi del territorio nolano non ha sufficiente conoscenza è una perdita di orientamento, un etereo disorientamento riflesso del sostrato poetico dell´opera, ovvero la competizione, letteraria ancor prima che spaziale, duale e allo stesso tempo speculare, tra le due masse volumi, quella costruita e quella eruttata, l´edificio e la montagna, l´artificio e la natura.
Inserito in un lotto a forma irregolare all´ingresso della cittadella del CIS, il vulcano è stato concepito e progettato dal Renzo Piano Building Workshop come una collina artificiale, un´escrescenza del suolo a forma tronco conica congegnata mediante il supporto di un sofisticato sistema informatico CAD, con una geometria radiale che interseca e interagisce spazialmente con tre solidi di rotazione.
La partitura distributiva è tutta dentro questa forma che, (mai come in questo caso in un progetto dell´architetto genovese) fa riferimento a piene mani alla storia e alla morfologia del territorio in cui deve sorgere.
A far da naturale musa ispiratrice dell´edificio è stato il vero vulcano napoletano, il Vesuvio, che lo fronteggerà in un sottile gioco speculare a scala territoriale.
Il complesso ospiterà a piano terra le attività commerciali e un grande ipermercato che, come una lama di lava solidificata, sbuca dai prospetti inclinati dell´edificio.
Circondano la struttura aree sistemate a parcheggio per circa 7.000 posti auto.
Ai piani superiori sono previsti invece le attività commerciali al dettaglio, gallerie di negozi e, quindi, alberghi, ristoranti panoramici, sale congressi, cinema multisala, sale espositive nonché gli uffici direzionali delle attività interportuali.
Insomma un organismo concepito come contenitore di funzioni al servizio della cittadella interportuale nonché dei centri del Nolano, ma assolvendo anche ad una funzione di cerniera tra l´intero comparto interportuale e il bacino urbanistico dell´ hinterland partenopeo.
Una nuova risorsa per un territorio, quel Nolano, che ancora deve trovare un proprio punto di contatto con le strutture commerciali del Ciò che, a loro volta, ancora funzionano come una struttura indipendente e dissociata dalle realtà urbane che lo circondano.
La collina costruita nel territorio piatto della piana si candida ad essere, dunque, un segnale nuovo e socializzante nella Campania Felix, un gigante dell´architettura, per dimensioni e qualità, in Terra di Lavoro.
L´altezza massima che l´edificio raggiungerà alla bocca del vulcano è di 41 metri. Un volume-massa che nell’esattezza della propria geometria tronco-conica non lascia però trasparire il nucleo architettonico interno: la superficie esterna dell´ edificio-montagna, ovvero le pareti del vulcano, solo in alcuni tratti lasciano intravedere le sofisticate tecnologie che lo strutturano, in quanto in gran parte sono alberate o sistemate a verde.
Una sorta di rivisitazione e amplificazione del tetto-giardino di corbusiana memoria che insiste sul gioco degli spazi tra artificio e natura.
Le funzioni del centro sono disposte su piani orizzontali interni alla struttura e affaccianti su un grande cratere di oltre 170 metri di diametro che costituisce il nucleo aperto ma protetto dell´edificio.
La piazza-giardino circolare, infatti, prende luce dalla sommità del cratere ed è protetta dai venti freddi dell´inverno dalla stessa forma dell´edificio e dalla calura estiva per la presenza degli elementi naturali: alberi, acqua, fontane.
"Ci sono in questo progetto due elementi chiave: l´appartenenza al luogo del volume costruito, quando lo si vede da lontano; e l´appartenenza della piazza interna alla gioiosa partecipazione, all´urbanità come esperienza conviviale e collettiva che è tipica delle abitudini italiane e soprattutto partenopee".
L´edificio a reazione poetica controversa, se da un lato, dunque, trae dal luogo il motivo della costruzione, d´altra parte, come ha detto Kenneth Frampton, risolve la tensione tra la placeform (la forma del luogo) e la produktform (la forma del prodotto) all´interno di un gioco speculare, un nuovo divertente scherzo che Piano ha voluto inventare nella sua logica progettuale di un´architettura "senza miti, eccetto quello, primordiale, del fare: la forza innata dell´homo faber che crea il suo mondo".
L´architettura come una seconda natura che si sovrappone a quella vera.
Nel progetto di Nola l´autore rende più chiara, esplicita e visibile la propria concezione del costruire: un´architettura locale per definizione, in senso analogico ed iconologico, che si relaziona al luogo, alla topografia del terreno, al territorio. Il problema è tutto lì, nel rapporto, nell´aggancio, nella tensione.
A me - sostiene l´architetto genovese - interessa modellare forma e prodotto insieme: scolpire fortemente il terreno, lasciare un segno che graffi la natura o l´urbanistica precedente; ma anche rendere l´architettura complice, partecipe, intrisa delle caratteristiche del territorio".
Piano interpreta la "forma del luogo" come il risultato di una ricerca specifica, una comprensione profonda della storia, della geografia, della geologia, del clima4o.
A Nola questo confronto con la natura del territorio dominato dalla sagoma (solo apparentemente) pacifica del vulcano vero è risolto, come abbiamo detto, con l´insolito tema della dualità spaziale territoriale in cui l´uno, lo spazio artificiale, rinvia all´altro, quello naturale.
"Se. la somiglianza resta, più che di imitazione parlerei allora di allusione, si riconosce qualcosa come spesso capita in musica; si è consapevoli di aver riconosciuto, ma non si sa cosa. Ed è qui - conclude Piano - ancora il rapporto tra struttura, spazio ed emozione".
Nel progetto l´autore rivisita la struttura naturale dello spazio del vulcano e la restituisce in architettura allo stesso modo come a S. Giovanni Rotondo rivisita la struttura naturale microspaziale del guscio di una conchiglia e la restituisce nelle chiglie in legno lamella re della copertura spiraliforme della chiesa.
C´è sempre un riferimento organico e naturalistico nelle architetture di Renzo Piano, in qualche caso anche un po´ affettato, fino al punto tale da affermare che "la natura fa le cose per bene e l´osservazione attenta ci insegna sempre molto". : Se c´è, dunque, un modo appropriato per I definire il riferimento che l´edificio-vulcano (deve al Vesuvio esso è di tipo allusivo nel senso che ne emula la grande massa, il pieno solidificato delle eruzioni laviche, scavato al centro da un enorme cratere, uno" spazio vuoto in cui custodisce la materia E lavica. L´analogia spaziale è tutta dentro questo senso dello scavo, della materia che racchiude uno spazio vuoto, dell´edificio ricavato per sottrazione di materia dentro una collina artificiale.
"Riportare le strutture all´essenziale significa lavorare per sottrazione e in questo c´è un gusto un po´ iconoclasta.
"Togliere" - dice ancora Piano - "è una scommessa, un gioco.
Quando hai finito di togliere sai che cosa è realmente necessario; e allora il re è nudo, perché tutto quello che c´era in più sai che in fondo era superfluo".
L´allusione quindi è da leggersi non tanto nella forma quanto nella concezione dello spazio: come nel monte vulcanico la materia, quella lavica, e sedimentata all´interno dell´involucro, in architettura l´edificio-montagna custodisce nel grembo tettonico la vitalità di un organismo intensamente abitato.
"Certo lo spazio è fatto di volume, volumi alti e volumi bassi, compressioni ed espansioni, calma e tensione, piani orizzontali e piani inclinati sono tutti elementi chiamati a creare emozione. Ma non sono soli".
Alla costruzione dello spazio partecipano, quindi, impalpabili, gli elementi immateriali, sensibili strumenti che legano la funzione alle scelte architettoniche e quindi alla fruizione dell´ambiente: la luce, le trasparenze, le vibrazioni, il colore, le emozioni che lo spazio riesce a suscitare e che, quindi, interagiscono con la sua forma.
In fondo il progetto del vulcano individua una geometria elementare che risponde a precise esigenze funzionali per articolarle fra loro nell´ambito di una sistemazione paesistica a verde che assume rilevanza urbana territoriale.
E´ una nuova occasione per promuovere in questo territorio l´incontro tra la più aggiornata cultura architettonica e tecnologica e la cultura umanistica e storica propria di questi luoghi in uno con l´incredibile potenzialità del paesaggio naturale.
Questa complessa trama narrativa del pro- getto dell´edificio-vulcano sembra costituire
il filo rosso che lo lega a quello della Città Nolana progettata da Franz di Salvo quarant´anni prima. Entrambi gli interventi sono a grande scala e lo spessore linguistico di cui sono espressione è da collocare a tutto tondo dentro un linguaggio tecnologico dello spazio.
La cifra stilistica dei nuclei creativi di entrambi i progetti è, infatti, riconducibile alla stessa famiglia di cultura progettuale.
Se da un lato, cioè, le strutture reticolari. e infrastrutturali della città satellite fanno riferimento all´architettura dell´utopia, alla poetica della Plug-in-City, dall´altro è noto come le radici concettuali e progettuali dell´architettura di Renzo Piano affondino nelle preposizioni teoriche della stessa neo avanguardia architettonica inglese degli anni Sessanta e nello sperimentalismo tecnologico di quella stagione dell´utopia della città. In particolare, nel caso di Piano, a quello delle strutture geodesiche ideate e progettate da Richard Buckminster Fuller.
Ma il gioco del rimando storico si esaurisce in questa concezione comune a entrambi i progetti dell´architettura come spazio costruito e conformato dalle tecnologie e, quindi, come campo di sperimentazione delle possibilità delle tecniche di costruzione.
AI fondo emerge invece che, mentre il primo, quello della città satellite, ebbe il suo limite maggiore nella dimensione territoriale dell´intervento legata a una logica di spazi e volumi dissonanti e dirompenti nella realtà dell´agro, il secondo, quello del vulcano tecnologico, seppure mediante un´immagine un po´ scontata e oleografica, riesce a sedurre e a risolvere l´intervento a grande scala in una logica di assonanza, allusiva e sorniona, che rincorre, in modo abile e accattivante, l´identità del territorio in cui dovrà sorge- re, cosciente, nell´ironica e inedita spaziosità della proposta progettuale che, in ogni caso, l´omologazione tra le due realtà fisiche non sarà mai pienamente realizzabile: l´architettura è l´architettura la natura è la natura

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