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1° giorno (trasferimento a Bangkok + mercato Chatuchak) - 1a parte

Ciao amici, eccoci pronti per una nuova avventura. Thailandia.

Spu' ha deciso di rimanere incinta un mesetto prima della partenza, così i vostri affezionatissimi si vedono costretti a modificare il loro tour thailandese, aboliscono il tour nel nord del paese e si dedicano alla capitale ed alle tre isole più grandi del golfo di Thailandia, con ritmi estremamente soft.

Alla fine resteremo 7 giorni a Bangkok, 9 giorni nelle isole (1 a Koh Samui, 4 a Koh Phangan e 4 a Koh Tao) e l'ultimo giorno nuovamente nella capitale.



Partiamo alle 4 del mattino del 26 luglio da Napoli diretti a Fiumicino, che raggiungeremo 2 ore dopo. Optiamo per il Parking Blu (consigliatoci dall'ottimo Federofl), sito poco al di fuori dell'aeroporto romano. 65 euro per 19 notti, se po' fa'. Navetta istantanea e dopo 10 minuti siamo al terminal 3.

Facciamo il check-in in tempi rapidi e lasciamo le nostre valigie.

Ciao cazzoni.



Prima tappa Zurigo, con Swiss. Gli svizzerotti a bordo ci offrono una barretta di cioccolato, buona. Un'ora e mezza dopo siamo già a terra.

L'aeroporto di Zurigo sembra una mezza chiavica, caruccio sarebbe lo shuttle che collega i terminal, se non fosse per il sottofondo verso-di-mucca :picard: Ridicoli.

Nemmeno il tempo di raggiungere il gate che ci mettiamo in fila.





Ovviamente in questa città di merda piove. Se ne deve cadere insieme alla nazione di cui fa parte e a buona parte (se non tutto) del nord Italia.

Un'occhiata fugace al velivolo che ci porterà dall'altra parte del mondo (a beneficio dei nerd aviatori).



L'aereo partirà un'ora e mezza dopo mentre noi coglioni continuiamo a restare a bordo. Questo perchè sono costretti, chissà per quale motivo, ad aggiornare i sistemi (elettronici credo). Dalla mia postazione vedo dei tecnici di terra che collegano all'aereo dei cavi (credo elettrici).

Alla faccia della puntualità svizzera.

Finalmente si parte. Breve video a bordo.


La mia consorte, manco a dirlo, si appisola.

Si sta stretti, cacchio se non si sta stretti. Con mezza business vuota, porcoddue. Il cibo però è buono. Le cuffiette una mezza chiavica, i monitor così e così, trasmettono molti film, di cui soltanto qualcuno in italiano, molta scelta musicale (ma molta musica thai), giochini da nerd, dati di volo ed anche videocamera esterna (questa è carina).

Passiamo per Afghanistan e Pakistan (prevalentemente buie e con sparute luci, stranamente più buio il Pakistan) e Calcutta, che invece è un tappeto luminescente. Stelle a morire ovunque (tranne sull'India).



Di dormire non se ne parla. Il cuscino fornito da Thai è tamquam non esset. Copertina idem come sopra.

Si spostano le lancette di 5 ore avanti (ora locale di Bangkok, sebbene non ancora raggiunta).

Il sud est asiatico ci accoglie così, poco dopo l'alba. Qui stiamo sorvolando Myanmar.



(mo' AN e compagnia si fapperanno)

Finalmente, dopo 11 ore e mezza di strazio, arriviamo a Bangkok

(fine prima parte).
 

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1° giorno (trasferimento a Bangkok + mercato Chatuchak) - 2a parte

7:00 del mattino, ora locale. Scendiamo dall'aereo e ci dirigiamo verso la dogana. Dieci minuti di fila.


E' tutto elettronico. L'ufficiale è coadiuvato da una specie di web cam che scruta i nostri volti e verifica la corrispondenza con la foto del passaporto. L'operazione dura pochissimi minuti.

Superata la barriera, ci accoglie il mastodontico e meraviglioso aeroporto di Suvarnabumi. Troviamo il nostro belt agevolmente, e dopo pochi secondi recuperiamo i nostri bagagli. Perfetto.

Ci rechiamo verso l'accesso ai public taxi, molto ben segnalato. Tutto organizzato anche qui. Vi sono numerose postazioni con degli addetti che accolgono, raccolgono i dati dell'hotel e li trasmettono ai tassisti dei taxi, ordinatamente in fila. Noi prendiamo il nostro. Toyota Corolla, come il 99% dei taxi di Bangkok.

Saliamo a bordo e commettiamo il nostro unico errore, chiediamo di accendere il tassametro (meter, anzi metel), come letto su vari forum i viaggiatori.

Cazzata.

Sti cessi con i tassametri accesi fanno finta di perdersi, fanno giri più lunghi e vanno piano. Ma proprio alla luce del sole, senza fingere.

Questo video lo conoscete a memoria.


C'è anche il seguito, con il cazzone che fa il finto tonto.


I tassisti prendono l'autostrada che collega l'aeroporto al centro città, che loro chiamano aivì. Soltanto 24 ore dopo capirò che è il loro modo per dire highway. :eek:hno:

L'autostrada costa 75 baht (pari all'incirca a 1,50 euro), che i tassisti fanno pagare ai clienti. Impareremo che con i tassisti bisogna contrattare prima di salire, e si contratta anche il pagamento dell'autostrada (se si è bravi la si lascia pagare al conducente, cosa che faremo sia al ritorno che in altre due occasioni in cui prenderemo l'highway).

Arriviamo al nostro hotel ed il tassametro segna 300 baht, io gli chiedo quant'è, lui mi dice 400, io vado in freva e gliene do 250. Lui prende una questione che non finisce più, io spalleggiato dal concierger dell'hotel lo mando inaffanculo e me ne vado. Non l'ho più rivisto. :D

L'albergo è sontuosissimo. Hotel Ramada Plaza Menam Riverside, proprio sul fiume Chao Phraya.

Al nostro arrivo scopriamo che siamo clienti executive. Perfino la reception è riservata. Anzichè al pian terreno, la nostra si trova al quindicesimo ed ultimo piano della struttura. Siamo gente che sa campare. :cheers:

Alle 9 del mattino la camera è già pronta per il check-in. Eccola, sontuosa.

Quello non è uno schermo 75 pollici full HD, è la finestra della nostra camera da letto, cazzoni.



Ci buttiamo sul letto stremati, scopatella, sonnellino (di due ore e mezza) e ci buttiamo in mezzo Bangkok.

Che fare? Il 27 luglio è una domenica, e così ce ne andiamo di corsa al mercato del Chatuchak, aperto solo i fine settimana. Prendiamo il taxi, questa volta contrattiamo, decidiamo di dargli 200 baht. Capiremo in realtà che in città bastano anche 150, in alcuni casi perfino 100 (ma non di sera tardi).

Scesi dal taxi, sotto una pioggia torrenziale, percorriamo questo corridoio sotto i tendoni, zeppo di roba da mangiare.

IMG_0048 by '99, on Flickr

Non abbiamo manco avuto il tempo di mettere piede su suolo Bangkokese che subito cominciamo a riempirci come porci di roba locale, arrosticini vari, pesce, carne, insalate, di tutto. Consumato in piedi sotto la pioggia e in mezzo agli autoctoni. Bello.

Finalmente entriamo nel mercato vero e proprio.

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I prezzi sono stracciati. T-shirt di qualità a 50 centesimi l'una, jeans a 5 euro, scarpe a 3 euro, roba assurda. Pochi occidentali in giro.

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Qui ci faremo il nostro primo foot-massage. Scopriremo che in realtà è abbastanza caro rispetto alla media della città. Altrove con 100 baht ti fai un massaggio di un'ora.

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Sì certo, come no.

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Usciamo dal mercato.

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Saliamo su uno degli innumerevoli cavalcavia di questa città.

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Ed ecco il celebre skytrain, la metro sopraelevata.

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Bangkok ha una rete molto povera di metro classica. Questo skytrain, però, è molto ben fatto, anche se lascia scoperte molte aree della città, tra cui quella storica dei templi.

Foto di rito di un tempietto.

IMG_0050 by '99, on Flickr

Ce ne sono ovunque in città.

Si è fatta una certa. Fermiano il terzo taxi della giornata, questa volta con fare esperto. Cominciamo a trattare in maniera estenuante, tanto che due tassisti ci manderanno inaffanculo. Il terzo accetta di portarci a destinazione per 100 baht. Epic win.

Rientriamo in albergo e decidiamo di assaggiare la piscina che offre.


Non male come rinfrescata serale. Fa caldo, ma sopportabile. Venticello gradevole.

Questa sera andremo a letto presto, intorno alle 21.
 

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langhe
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Hanno offerto l'orchidea a Spu?
 

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langhe
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In aereo, strano. Che belle foto, complimenti 99
 

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Discussion Starter · #7 ·
grazie eros. no, nemmeno in aereo. sorrisi, tanti. fazzoletti bagnati (inizialmente bollenti :bash: ), pure. cibo e bevande a volontà ma niente orchidee.

comunque non si possono fare 12 ore in economy, si rischia seriamente la trombosi.
 

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Discussion Starter · #11 ·
^^ il diretto da roma costava 300 euro a persona in più, l'egypt air faceva scalo al cairo per lo stesso prezzo della thai.
 

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Dietrich von Welschbern
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Hey, Tonino, ti informo che Lavezzi gioca nel PSG ;)

P.S. avvocato voglio le foto di Gardaland, altro che Bangcock (= scopa il cazzo)
 

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langhe
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mi sa che l'attesa sarà lunga :D
 
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Discussion Starter · #15 ·
non ho portato la reflex a gardaland, sorry. :dunno:

(e bene ho fatto, 12 ore con uno zaino in spalla carico di obiettivi ed arnesi vari mi avrebbe massacrato).
 

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langhe
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non ho portato la reflex a gardaland, sorry. :dunno:

(e bene ho fatto, 12 ore con uno zaino in spalla carico di obiettivi ed arnesi vari mi avrebbe massacrato).
NUOOOOOOOOOOOOOOO
 

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Discussion Starter · #19 ·
solo adesso scopro che intorno a sto cazzo di gardaland vive un intero mondo, anche su ssc.

a saperlo facevo un reportage anche lì, ma chi poteva mai immaginare (che state così inguaiati)? :D
 

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Discussion Starter · #20 ·
2° giorno: Damnoen Saduak Floating Market + Khao San Road (1a parte)

La mattina del 28/7 decidiamo di recarci al mercato fluviale di Damoen Saduak, località che dista un centinaio di km ad ovest di Bangkok.



L'unico modo per raggiungere il mercato è via taxi da Bangkok. Così, sin dalla sera prima, cominciano le trattative con vari taxisti, il più conveniente dei quali ci chiede 750 baht per il viaggio di andata + ritorno. Mi faccio scrivere su un foglio la cifra finale, gli chiedo il suo cellulare e lo saluto.

Ovviamente utilizzerò quel foglietto per strappare un prezzo migliore al successivo taxista, con il quale chiudiamo a 700 baht a/r. € 16,60 per 200 km. :nuts:

Appuntamento alle 8:00 A.M. sotto il nostro hotel. Il tizio si presenta puntuale e partiamo. Questo è ciò che si trova nelle immediate vicinanze del nostro hotel.


Bangkok letteralmente pullula di scuole private di alto livello (anche cattoliche). Questa è una di quelle.

IMG_0054 by '99, on Flickr

Ogni scuola ha una propria divisa. Per strada di pomeriggio ci sono migliaia di ragazzini ognuno diligentemente in divisa (oltre a centinaia di migliaia di bimbi male in arnese). Qui rubo un'immagine da una cancellata fronte strada.

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Lasciato il caos della capitale, dopo un'ora e un quarto di statale ad una corsia, giungiamo finalmente a Damonen Saduak. Il taxista, evidentemente d'accordo con dei tizi che lavorano ad un particolare pier, ci fa scendere ad un attracco situato poco fuori il mercato.

Qui eravamo preparati, bisogna trattare anche sul prezzo della barca, nonostante loro ti mostrino un biglietto con impresso quello che sembrerebbe essere il prezzo fisso di baht 1500 a persona per un giro di un'ora. Ovviamente io tratto come una bestia ed arriva puntuale la litigata feroce. Alla fine, con l'intercessione del taxista, strappiamo il prezzo di 750 baht a testa per un giro di un'ora e mezza.

Abbiamo però la barca a nostra completa disposizione. Questo è il molo.

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Le barche sono coperte da tendine anti-sole ed anti-pioggia, fortunatamente. Comincia di lì a poco a piovere. Pioggia che sarà una costante del nostro soggiorno nella capitale, non più di due-tre ore al giorno ma costanti.
Altra peculiarità, i motori potentissimi, dal rombo in stile Harley Davidson.

IMG_0057 by '99, on Flickr

Scopriremo che sono motori fatti in casa, alcuni dei quali sfruttando addirittura dei pezzi di motori di pick up o addirittura tir.

Saliamo a bordo ed il tizio, dopo averci dato il "welcome to thailand" comincia a correre come un forsennato.


Il posto è molto piacevole, percorriamo almeno un 4-500 metri di canali stretti così, circondati da vegetazione a dir poco lussureggiante.

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Ecco i primi negozietti, sia di souvenir sia di artigianato locale. Avendo una barca tutta per noi, basta chiedere al conducente di fermarsi e si inizia la trattativa con il venditore di turno.

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Qui compriamo i tipici cappelli conici in bambù, che si riveleranno utilissimi sia per la pioggia di Bangkok che per il sole di Koh Samui.

Ciaooooo.



Un'altra grande particolarità di questo posto è che è circondato da abitazioni fatte in questo modo.

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Qui c'è una vera e propria adorazione per i reali locali. Adorazione pura!

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Gli stretti canali confluiscono in canali sempre più larghi. E di conseguenza cominciamo ad incrociare altre imbarcazioni.

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Il Canal Grande. :D

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Ad un certo punto il tizio attracca ad un piccolo molo in prossimità di un tempietto. Ci lascia 5 minuti di tempo per visitarlo.

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(fine prima parte)
 
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