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Anche quest'anno è passata in sordina l'ennesima occasione per una riflessione da parte di tutti riguardo un problema che diventa di anno in anno sempre + grande. Soprattutto nel nostro "bel paese".
Siccome nessuno ne parla, e questa giornata (voluta e istituita dal Parlamento Europeo) passa inosservata ogni anno nel nostro paese, ho voluto postare queste sette domande con relative risposte. Domande che qualcuno di voi potrebbe porsi in questo momento.

PS: è anche il mio compleanno!! (continui a credere che fosse tutto scritto nel mio destino!!) ;)


SETTE DOMANDE SULLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA
1° Quali sono gli scopi pratici di questa Giornata?
Il nostro primo scopo pratico è suscitare iniziative. Potranno assumere forme molto diverse: un dibattitto a scuola, una mostra in un caffè, un’animazione di strada, una trasmissione radiofonica, una proiezione in un circolo di quartiere, una tavola rotonda organizzata da un partito politico, un concorso letterario lanciato da un giornale, una campagna di sensibilizzazione condotta da un sindacato, eccetera. Queste iniziative potranno essere promosse da associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans), da organizzazioni di difesa dei diritti umani, ma anche da cittadine e cittadini di ogni provenienza. In effetti, molte persone che non si interessavano particolarmente all’omosessualità si sentono oggi sempre più coinvolte dal problema dell’omofobia.
Il secondo scopo della Giornata è coordinare e rendere visibili le iniziative. Se hanno luogo lo stesso giorno, saranno più visibili ed efficaci. E se questo giorno diventa un appuntamento annuale, i media e l’opinione pubblica saranno molto più attenti ai problemi sollevati, e potranno osservare meglio i progressi compiuti o il deteriorarsi della situazione. D’altra parte, i coordinatori della Giornata potranno fare un resoconto delle varie iniziative, informare i giornalisti e favorire la collaborazione tra le persone che operano nel campo.
Questo progetto ha un terzo obiettivo: iscrivere la Giornata nel calendario nazionale del maggior numero di paesi e poi, perché no, farla adottare a livello internazionale. Evidentemente è un obiettivo remoto, forse utopistico. Ma il riconoscimento ufficiale non è solo un simbolo – senza contare che i simboli sono, come sappiamo, una cosa essenziale. Esso contribuirà a far durare questa battaglia nel tempo. Permetterà inoltre di mostrare che la lotta all’omofobia non riguarda solo le persone omo-, bi- o trans, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società.
2° È meglio parlare di omofobia o di LGBTfobia?
La parola «LGBTfobia» permetterebbe di tener conto delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei trans. Purtroppo, si rischia di perdere in leggibilità quello che si vorrebbe guadagnare in visibilità. Al giorno d’oggi la parola «omofobia» è conosciuta, e riconosciuta, in un gran numero di paesi. La parola «LGBTfobia», invece, è pressoché sconosciuta in quasi tutti i paesi del mondo. D’altra parte, alcuni suggeriscono addirittura LGBTQfobia per includere i «queer». In fondo, perché no? Secondo noi, tutto dipende dal contesto. Una «Giornata Mondiale contro la LGBTfobia» rischierebbe evidentemente di non essere capita dal grande pubblico, e a maggior ragione di non essere riconosciuta dalle istanze nazionali o internazionali. Non ci guadagneremmo molto. È per questo che preferiamo la formula «Giornata Mondiale Contro l’Omofobia», a patto di ricordare continuamente al grande pubblico che la nostra battaglia non riguarda solo l’omosessualità maschile, ma che si tratta anche delle lesbiche, dei bisessuali e dei trans. In questo contesto, l’espressione LGBT ci sembra molto utile per mettere in rilievo la varietà dei problemi affrontati. In effetti, l’omofobia riguarda le lesbiche (lesbofobia), i gay (gayfobia) e le persone bisessuali (bifobia). Ci impegniamo inoltre a combattere contro la transfobia, che, pur distinguendosi dall’omofobia in quanto riguarda l’identità di genere e non l’orientamento sessuale, rinvia comunque a dispositivi sociali che sono spesso vicini alle logiche omofobe in senso stretto. In altre parole, rifiutiamo ogni monopolio. Parliamo di «Giornata Mondiale Contro l’Omofobia», ma teniamo anche a ricordare al grande pubblico che ci battiamo per i diritti delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei trans, cioè per le persone LGBT, e in genere contro tutte le discriminazioni.
3° E le altre discriminazioni? Questa Giornata contro l’Omofobia non rischia di occultarle?
No. È vero che bisogna considerare la Discriminazione come un fenomeno generale; ma bisogna anche combatterla nelle sue forme specifiche – e l’omofobia è una di queste forme. Altrimenti, il discorso e l’azione rischiano di rimanere astratti, indifferenziati, o addirittura confusi. È del resto una delle ragioni per cui la Giornata Mondiale delle Donne è importante. Essa mette l’accento specificamente sulla disuguaglianza tra i sessi. Allo stesso modo, la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia consentirà di mettere l’accento specificamente sulla disuguaglianza tra le sessualità. Tuttavia, la lotta all’omofobia sfocia necessariamente nell’affermazione dei diritti sessuali in generale, che si tratti di sesso, di identità di genere o di orientamento sessuale. Per questo si ricollega alla battaglia contro il sessismo; e del resto non è un caso che le persone più sessiste siano spesso anche le più omofobe. Ma si ricollega anche alla lotta contro l’Aids e contro tutte le infezioni sessualmente trasmissibili, dato che non si può praticare l’autonomia sessuale senza un minimo accesso all’informazione e alle cure. La lotta all’omofobia sfocia infine nell’affermazione dei diritti umani in generale. Del resto, le associazioni LGBT si impegnano spesso ben al di là delle problematiche sessuali, e agiscono all’unisono con altri movimenti sociali. In queste condizioni, la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia favorirà l’avvicinamento tra le associazioni LGBT e le associazioni di difesa dei diritti umani.
4° In che cosa la Giornata Mondiale si distingue dalla Marcia dell’Orgoglio LGBT?
Questi due eventi si distinguono appunto nella misura in cui si completano a vicenda:
- a livello di principio: le Marce mettono l’accento sull’orgoglio delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei trans che rifiutano l’obbrobrio; la Giornata Mondiale, invece, mostra che la vera vergogna è l’omofobia, che va decostruita nelle sue logiche sociali e combattuta concretamente. - a livello pratico: attraverso la Marcia dell’Orgoglio, scendiamo nelle strade per far sentire la nostra voce alla società civile; attraverso la Giornata Mondiale, entriamo nella società civile per portare il dibattito dentro le istituzioni, le scuole, i quartieri, eccetera. Come si vede, le due strategie sono perfettamente simmetriche e complementari.
D’altra parte, le persone che, pur essendo sensibili al problema dell’omofobia, pensano di non aver posto in una Marcia dell’Orgoglio LGBT, potrebbero dare comunque il loro contributo attraverso l’alternativa rappresentata dalla Giornata Mondiale Contro l’Omofobia. Analogamente, ma su scala internazionale, nei paesi in cui è impossibile organizzare una Marcia dell’Orgoglio, si potrebbe condurre un’azione contro l’omofobia in occasione della Giornata Mondiale, soprattutto quando l’omosessualità non è condannata - almeno ufficialmente - dalle leggi in vigore. In tal senso, la Giornata Mondiale può rappresentare una leva politica in grado di prolungare l’azione delle Marce presso le persone o i paesi che non possono (o non vogliono) iscriversi nella logica di queste ultime. Ma, nell’insieme, è chiaro che queste due iniziative sono al tempo stesso necessarie e complementari.
5° Parlare di omofobia non significa crogiolarsi in un atteggiamento da vittime?
È poco probabile che le vittime dell’omofobia abbiano voglia di crogiolarsi in un simile ruolo. Gli atti e i discorsi omofobi sono una realtà che non si può (più) ignorare. Il nostro scopo è appunto denunciare le violenze passate e presenti per prevenire, o almeno limitare, le violenze future. Il problema non è l’omosessualità, ma l’omofobia: dobbiamo dunque concentrare i nostri sforzi in questo senso.
Che lo vogliamo o no, siamo tutte e tutti figli dell’omofobia. Ma la battaglia che conduciamo contro di essa, prima di tutto dentro di noi, ci rende più forti di essa. Lungi dall’ispirarci un atteggiamento vittimistico, la conoscenza dei meccanismi dell’omofobia sociale fa di noi soggetti più autonomi. Per questo l’affermazione di una politica LGBT non può prescindere dalla decostruzione delle logiche che la rendevano fino allora impossibile, e che la rendono ormai necessaria.
6° La Giornata Mondiale assumerà ovunque la stessa forma?
È poco probabile. Dato che l’omofobia assume forme molto diverse a seconda degli spazi geografici e sociali, anche le risposte all’omofobia saranno sicuramente molto diverse.
In molti paesi del Sud il problema consiste nel matrimonio coatto (eterosessuale, naturalmente), soprattutto per le donne; in molti paesi del Nord è il divieto del matrimonio (omosessuale, naturalmente) a essere al centro del dibattito. In certi ambienti gli uomini sono esclusi o linciati sulla pubblica piazza, mentre le donne sono imprigionate o punite nel silenzio dei ginecei. In certi casi l’omofobia agisce in nome di Dio, in altri in nome della Scienza. A volte l’omosessualità è condannata ma i transgender sono «tollerati», a volte è il contrario. A seconda dei casi, la bisessualità è considerata un male minore o il colmo del vizio, eccetera.
Insomma, le situazioni sono molteplici, e il lavoro di coordinazione generale non potrà che sottolineare il carattere originale e specifico delle iniziative condotte qua e là. Da qualche decennio a questa parte hanno visto la luce numerose azioni molto positive. Le Marce dell’Orgoglio si svolgono un po’ in tutto il mondo, e sono sempre più numerose. Nel 1996, il Sudafrica ha aperto la strada (seguito poco dopo dall’Ecuador) affermando nella sua costituzione l’eguaglianza tra tutti i cittadini, qualunque ne sia il sesso, l’identità o l’orientamento sessuale. D’altra parte, esiste da qualche anno negli Stati Uniti una giornata del ricordo per le vittime di atti transfobici, che viene ormai celebrata da varie associazioni anche in Spagna, Francia, Cile e Canada. E dal 2003 il Canada organizza una Giornata nazionale contro l’omofobia, alla quale dobbiamo ispirarci.
Infine, al di là delle iniziative locali o nazionali, due fatti attirano la nostra attenzione nella misura in cui coinvolgono le istanze internazionali. Il primo riguarda la recente risoluzione presentata dal Brasile alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per far riconoscere i diritti delle persone LGBT. Naturalmente, non possiamo che appoggiare questa iniziativa e speriamo che possa essere votata quanto prima, malgrado gli ostacoli incontrati finora. Il secondo fatto è un po’ meno recente, ma non meno significativo: il 17 maggio 1990, l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Così facendo, intendeva mettere fine a più di un secolo di omofobia medica. Di conseguenza ci auguriamo che, in accordo con questa logica storica, anche l’Alto Commissariato per i Diritti Umani e la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite condannino l’omofobia nelle sue manifestazioni politiche, sociali e culturali riconoscendo questa Giornata. La decisione dell’OMS rappresenta per noi una data storica e un simbolo forte: proponiamo dunque che questa Giornata mondiale abbia luogo ogni anno il 17 maggio.
7° Qual è dunque il calendario delle prossime azioni?
In un primo tempo, sulla base del testo proposto, vogliamo ottenere il maggior numero possibile di firme, via internet o su carta, nel maggior numero possibile di paesi. Le firme possono venire da associazioni LGBT, associazioni legate alla difesa dei diritti umani, sindacati, partiti politici, cittadine, cittadini, eccetera. Ci auguriamo anche di ottenere l’appoggio dell’ILGA (International Lesbian and Gay Association) e delle sue branche continentali in occasione delle prossime riunioni (a Katmandu, Budapest e Santiago del Cile). Dopo aver riunito il maggior numero possibile di appoggi, vorremmo fissare per il 17 maggio 2005 la prima Giornata Mondiale Contro l’Omofobia. In tutti i paesi in cui sarà possibile, la petizione potrà essere consegnata ufficialmente alle autorità nazionali quello stesso giorno, in modo simbolico. Questo non può che rafforzare la dimensione internazionale del nostro impegno, e aiutare chi vive in paesi dove iniziative del genere sono ancora impossibili. Dopodiché, potremo fare un primo bilancio che permetterà di migliorare e ampliare le iniziative degli anni a venire. Speriamo che la nostra richiesta possa essere presentata alle Nazioni Unite già il secondo anno o, eventualmente, il terzo o il quarto, cioè non appena la Giornata mondiale sarà diventata abbastanza importante da poter essere presentata in modo significativo. Evidentemente non sappiamo quando le Nazioni Unite riconosceranno la legittimità e l’importanza delle nostre azioni, ma ciò non ci impedisce di continuare la nostra battaglia contro l’omofobia e per i diritti delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei trans in tutti i paesi del mondo.
Fonte: www.omofobia.it

Queste le iniziative in programma a Roma:

17 maggio
Giornata contro l’Omofobia

La Giornata Internazionale contro l’Omofobia (IDAHO - International Day Aginst Homofobia) si celebra ogni anno il 17 di maggio.

L’istituzione di tale giornata ha come obiettivo quello di coordinare gli eventi internazionali che richiamano al rispetto per le lesbiche ed i gay in tutto il mondo. Diversamente dalla giornata dell’orgoglio LGBT, che ha come scopo quello di sottolineare la fierezza di ognuno nel vivere la propria sessualità liberamente e rigettare l’idea che ad essa sia connaturato un senso di vergogna, la Giornata Mondiale contro l’Omofobia è stata istituita per mettere in luce che in realtà ad essere ripugnante è l’omofobia stessa, e che essa debba essere scardinata nella sua logica sociale e combattuta apertamente.

Il 17 maggio è stato scelto come giorno dell’evento poichè l’omosessualità venne rimossa dall’elenco internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità proprio il 17 maggio del 1990.


In occasione della celebrazione della
IV Giornata Internazionale contro l’Omofobia


il Circolo Mario Mieli vi invita ad un fine settimana ricco di iniziative.

Programma

Venerdì 16 maggio.
Dalle 20,30.

Proiezione di ALTROMONDO di Fabiomassimo Lozzi, presso la Casa del Cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni n. 1 (Villa Borghese).
Ponendosi a cavallo tra un’opera teatrale e un documentario, affrontando in modo diretto e scomodo il tema dell’omosessualità in Italia, politicamente scorretto nel raccontare le tante sfumature di un mondo a molti sconosciuto ma non per questo invisibile, ALTROMONDO traccia un percorso molto personale dello sviluppo dell’identità omosessuale maschile in Italia, partendo dalla negazione della stessa, attraversando gli stereotipi, i pregiudizi, i fantasmi, le ossessioni e le diverse realtà sommerse per arrivare alla formazione e accettazione di un’identità e di un’anima omosessuale pienamente espressa.

Sabato 17 maggio: Giornata Internazionale contro l’Omofobia
Dalle 17,30.
Presso la sede del Circolo in Via Efeso 2/A.

· Gianni Farinetti presenta Il segreto tra di noi
Copywriter, sceneggiatore e regista (ha realizzato alcuni documentari e cortometraggi), Gianni Farinetti ha esordito in narrativa nel 1996 con il romanzo Un delitto fatto in casa, con cui ha vinto il Premio Grinzane Cavour, Il Premiere Roman di Chambery e il Premio Città di Penne. Nel 1998 ha vinto il Premio Selezione Bancarella con L’isola che brucia. I suoi romanzi sono tradotti nei maggiori paesi europei.
Interverranno, oltre all’autore, Francesco Gnerre e Daniele Cenci.

Sullo sfondo delle Langhe di Bormida si dipana la storia dei Valetto: una famiglia contadina come tante eppure una famiglia eccezionale, che le tre sorelle Carla, Lena e Anna, tengono unita con amorosa ostinazione a dispetto del tempo che passa. Ad animare la cascina dei Valèt una folla di personaggi: zio Spirito e zia Madrina, i gemelli Germano e Giacomo, il coraggioso sacerdote Don Lovera, i ricchi marchesi Fey e l’amatissimo Giovanni, unico figlio di una delle sorelle. Nonostante gli strenui sforzi delle tre "mame" per proteggere questa piccola comunità, la storia dei grandi eventi non potrà che lasciare il suo segno sulle esistenze di ognuno.
Farinetti mette in scena il Novecento attraverso la prospettiva marginale ma non meno appassionata dei suoi personaggi. La terra che cambia, una famiglia nobiliare in decadenza, il fascismo, la guerra e la lotta partigiana, la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 1982 e ancora mille grandi e piccole vicende che lasceranno per sempre le loro ferite, le loro ombre e le loro luci sui personaggi. Per giungere infine alla scoperta del segreto custodito con strazio e determinazione dalle tre sorelle, un segreto che racconta molte cose di un mondo antico ma forse migliore del nostro. Un mondo che, a tutti i costi, non vuole cedere alla ferocia umana, non vuole perdere la propria innocenza.

· Alessandro Fontana dal vivo
Attore ed inteprete di musical che testimoniano da sempre la sua passione per la musica, Alessandro Fontana, già nostro ospite durante gli eventi del Pride del 2007, ritorna per proporci brani del suo repertorio, da Mia Martini a Mina, per cantare e raccontare le "diversità" ed amarle. Sarà questa l’occasione per presentare il cd "MI SEI SCOPPIATA DENTRO AL CUORE", con le canzoni di Mina degli anni ’60 e ’70, realizzato a scopo benefico a favore dell’A.S.A.M.S.I. (Associazione Studio Atrofia Muscolare Spinale Infantile).

· The Laramie Project (USA 2002 - Drammatico, 97’)
Matthew Shepard, studente all’ Università del Wyoming, venne derubato e torturato da due ragazzi in una località vicino a Laramie, Wyoming la notte tra il 6 ottobre e il 7 ottobre 1998, a causa del suo orientamento sessuale. Shepard morì cinque giorni dopo a causa delle ferite subite. I suoi assassini stanno attualmente scontando la pena in prigione. Gli avvocati hanno dimostrato che Shepard venne attaccato esclusivamente a causa del proprio orientamento sessuale. Il suo caso, grazie anche alla famiglia che ha scelto di non mettere a tacere l’episodio ma di parlarne in pubblico, è diventato un simbolo contro la discriminazione in tutto il mondo.

The Laramie Project nasce come spettacolo teatrale di Moisés Kaufman e dei membri del Tectonic Theater Project sulle reazioni della popolazione di Laramie all’assassinio di Matthew Shepard. Lo spettacolo raccoglie oltre 200 interviste condotte dai componenti della compagnia teatrale con gli abitanti della città, il diario giornaliero dei membri della compagnia e notizie dei media al tempo.
A seguito del successo dello spettacolo, venne commissionato l’omonimo film uscito nel 2002, anche questo scritto e diretto da Kaufman. La sceneggiatura è nello stile documentario ma alcuni eventi reali sono reinterpretati dagli attori. Il film è stato premiato al Sundance Film Festival nel gennaio del 2002.

Domenica 18 maggio.
Dalle 19,00.

Presso la sede della nostra associazione in via Efeso 2/A, incontro con il regista Fabiomassimo Lozzi, regista di ALTROMONDO, e Antonio Veneziani, scrittore ed autore de I mignotti, i racconti che hanno ispirato il film.

www.idahomophobia.org

Fonte: mariomieli.org

Chiunque volesse postare informazioni riguardo eventi in programma nella propria città è ben venuto.
Grazie
:)
 

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Discussion Starter · #5 ·
Eh si di omofobia ne rimane davvero tanta, continuate a dimostrarlo ogni giorno di più.
Provo immensa pena per quelli come voi.
Se non volete partecipare al topic potete anche farvi un giro altrove.

Chissà che ne pensano i moderatori.
:eek:hno:
 

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Discussion Starter · #7 ·
Cari Alez e Shezan, voglio darvi un'altra possibilità (che non si può negare davvero a nessuno).
Non sia mai che riusciate a postare qualcosa che entri nel merito, o che sia almeno in topic:


Giornata contro l'Omofobia...



Domani 17 maggio si celebra la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia. L'idea di dedicare una giornata particolare ad una iniziativa tanto impegnativa è di Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l'homophobie (Presses Universitaires de France, 2003), che si è battuto per la celebrazione di un impegno che dovrebbe essere nei calendari politici e di Governo di tutti i paesi ma che ancora oggi è purtroppo disatteso da molti Stati, compresa l'Italia che anche stavolta dimenticherà di dare rilievo all'iniziativa.
E' ormai una triste abitudine vedere i politici e i media dimenticare di celebrare una giornata importante come questa e ancor più triste è vedere come molti degli stessi politici e media si impegnino quotidianamente non nella lotta ma nella pratica di una simile immotivata discriminazione.
Purtroppo bisogna registrare come ancora oggi l'impegno sembri essere più quello di propagandare il razzismo e l'odio che quello di cercare una soluzione comune che porti alla sconfitta dell'omofobia.
Tutto questo nonostante la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia sia stata supportata anche dal Parlamento Europeo con una risoluzione che ne prevede la ferma condanna e l'impegno per l'adozione di norme che mirino a debellarla.


In occasione di una giornata come questa uno dei contributi per la lotta all'omofobia può proprio essere la pubblicazione, diffusione e rilettura della "Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa":
Il Parlamento Europeo,

- visti gli obblighi internazionali ed europei in materia di diritti umani, quali quelli contenuti nelle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo e nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali,
[...]
A. considerando che l'omofobia può essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo,
B. considerando che l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza,
[...]
E. considerando che in alcuni Stati membri i partner dello stesso sesso non godono di tutti i diritti e le protezioni riservati ai partner sposati di sesso opposto, subendo di conseguenza discriminazioni e svantaggi;
[...]
H. considerando che non tutti gli Stati membri hanno introdotto nei loro ordinamenti misure atte a tutelare le persone GLBT, come invece richiesto dalle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE, e che non tutti gli Stati membri stanno combattendo le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e promuovendo l'uguaglianza, [...]
1. condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale;
2. chiede agli Stati membri di assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società;
3. invita con insistenza gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all'odio e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto della libertà di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti umani;
4. chiede alla Commissione di far sì che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo 13 del trattato, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si estendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori;
5. sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;
6. reitera la sua posizione relativa alla proposta di decisione che istituisce l'Anno europeo delle pari opportunità per tutti, secondo la quale la Commissione deve garantire che tutte le forme di discriminazione di cui all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della proposta siano considerate e trattate in maniera equilibrata, come indicato nella posizione del Parlamento del 13 dicembre 2005 sulla proposta, e ricorda alla Commissione la sua promessa di seguire da vicino questa materia e di riferire in merito al Parlamento;
7. esorta vivamente la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano correttamente applicando la direttiva 2000/78/CE e ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla Commissione di assicurare che la relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE comprenda informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti criminosi e violenze a carattere omofobico negli Stati membri;
8. insiste affinché la Commissione presenti una proposta di direttiva riguardante la protezione contro tutte le discriminazioni per i motivi menzionati nell'articolo 13 del trattato, con lo tesso campo di applicazione della direttiva 2000/43/CE;
9. esorta la Commissione a prendere in considerazione il ricorso alle sanzioni penali per i casi di violazione delle direttive basate sull'articolo 13 del trattato;
10. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici;
11. sollecita gli Stati membri ad adottare disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, proprietà, locazione, pensioni, fiscalità, sicurezza sociale ecc.;
12. plaude alle iniziative recentemente intraprese in numerosi Stati membri volte a migliorare la posizione delle persone GLBT e decide di organizzare il 17 maggio 2006 (Giornata internazionale contro l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio delle buone pratiche;
13. reitera la sua richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che garantiscano la libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari nonché del partner registrato di qualunque sesso, come indicato nella raccomandazione del Parlamento del 14 ottobre 2004 sul futuro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
14. chiede agli Stati membri interessati di riconoscere finalmente che gli omosessuali sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista; 15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e ai governi degli Stati membri e dei paesi in via di adesione e candidati.
Fonte: queerway.it
Meditate gente, meditate!!
;)
 

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16,224 Posts
caro bear, ti ringrazio (penso anche a nome di Alex) per decretare le nostre menti, ed i nostri processi cognitivi pari a quelli delle cubomeduse australiane, ti ringrazierei anche per tutto questo spam, ma per quello temo che domani ti ringrazieranno Genius o SuperTim.
volevo invece dirti, dopo la dovuta premessa, che il mondo che vedi te e quei quattro con i quali vi sostenete a vicenda, per me è una mostruosità contemporanea, in quanto urlate alla discriminazione rendendo noi "altri" della Società dei cannibali, dei porci, degli antiumani che non sosterrebbero le teorie genetiche, mi chiedo dove sta tutta questa paura..
vivi sereno che nessuno ti mangia, e piuttosto vergognati delle tue lamentele umanofobe contro gli altri, pensa a quelli del Benin o del Chad, forse troverai un tuo piccolo e dignitoso spazio d' adattamento nella Società Civile, anzi, forse ti renderai conto che quello spazio già esiste e che te hai pregiudizi verso i suoi odori di normalità.

apri la mente
 

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11,430 Posts
Discussion Starter · #9 ·
caro bear, ti ringrazio (penso anche a nome di Alex) per decretare le nostre menti, ed i nostri processi cognitivi pari a quelli delle cubomeduse australiane, ti ringrazierei anche per tutto questo spam, ma per quello temo che domani ti ringrazieranno Genius o SuperTim.
volevo invece dirti, dopo la dovuta premessa, che il mondo che vedi te e quei quattro con i quali vi sostenete a vicenda, per me è una mostruosità contemporanea, in quanto urlate alla discriminazione rendendo noi "altri" della Società dei cannibali, dei porci, degli antiumani che non sosterrebbero le teorie genetiche, mi chiedo dove sta tutta questa paura..
vivi sereno che nessuno ti mangia, e piuttosto vergognati delle tue lamentele umanofobe contro gli altri, pensa a quelli del Benin o del Chad, forse troverai un tuo piccolo e dignitoso spazio d' adattamento nella Società Civile, anzi, forse ti renderai conto che quello spazio già esiste e che te hai pregiudizi verso i suoi odori di normalità.

apri la mente
Catalogare i miei post a dello spam ti cataloca ancora di + come omofobo.
Il resto del discorso è delirio puro, mi sembra anche di riconoscere un familiare suono di arrampicamento sugli specchi. Come del resto sei solito fare quando ti vedi messo nell'angolo.
Contento te, contenti tutti.
Per l'ennesima volta vai fuori topic perchè non sapresti scrivere nulla di coerente in questo thread.
Puoi anche evitare di postare se non sai bene cosa dire. Non mi offendo. Giuro.

PS:Aprila te la mente.
Ammesso che tu riesca a trovarci qualcosa dentro.
:)
 

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YES
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9,809 Posts
^^guarda che shezan e Alex non sono mica omofobici (io nemmeno), se lo fossero non parteciperebbero neanche al forum vista "l'alta concentrazione" che c'è qui....
Vogliono solo dirti che non c'è bisogno di aprire così tanti thread sullo stesso argomento.

Qui dentro nessuno è omofobico, stai tranquillo ;), e comunque sappiamo tutti che quelli che lo sono........... beh, lasciamo perdere che sennò divento volgare...:D
 

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Chronic neurotic
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5,257 Posts
Tu sei il top...

Ma si stava lavando i denti?

Ma noooooooooooo!!!!!!!

Bisogna insegnarti tutto: foto del primo compleanno dell'orso Knut, quella è la torta con la candelona!

Carino :)
 

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ain't one
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2,846 Posts
che necessità c'era di postare immagini di sbadigli, se non te frega un cazzo risparmi tempo cliccando su "BACK"
 

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ricercatore pampers
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2,323 Posts
che necessità c'era di postare immagini di sbadigli, se non te frega un cazzo risparmi tempo cliccando su "BACK"
Come si dice a Roma....a voleva buttà 'n caciara. E c'è riuscito, ha un futuro a Porta a Porta :|
 
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