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Edifici come "nuvole", laboratori come "bolle" d'aria, chiese come cubi magici di Rubik, corridoi come grand canyon di vetro e torri come astronavi. Alle Scuderie Aldobrandini di Frascati sfilano 5 progetti-shock di Massimiliano Fuksas

Frascati - Tra un traguardo e un pit-stop, mentre s'inaugura il nuovo polo Fiera Rho-Pero vicino Milano, ma rimane "sospesa" la Nuvola romana - il Centro congressi dell'Eur - per mancanza di investitori privati :bash: , Massimiliano Fuksas torna a Frascati. Ci ritorna da "civis tusculanus", con tanto di cittadinanza onoraria, ospite di quelle secentesche Scuderie Aldobrandini ai margini dell'omonima villa, che cinque anni fa, grazie al suo intervento di ristrutturazione, venivano riconvertite in spazio museale polifunzionale di indubbio appeal. Tutta in onore dell'"ultimo enfant prodige dell'architettura italiana", per dirla con Paolo Portoghesi, la mostra dal titolo cabalistico "5+5=5", un racconto degli ultimi cinque anni di carriera attraverso cinque progetti cult, come la già citata "Nuvola", il Centro Ferrari di Maranello, la Chiesa di S. Giacomo a Foligno, il Padiglione del tessile a Torino-Porta Palazzo e "Le Bolle", alias il Centro ricerche Nardini a Bassano del Grappa (Vicenza), illustrati, sotto la cura della moglie-collega Doriana O. Mandrelli, con modelli di studio, ricostruzioni virtuali in video, docu-film sulle fasi clou della realizzazione dei progetti, dall'ideazione allo sviluppo, all'esecuzione. Il tutto, in un allestimento di gusto hi-tech che sfodera una coreografia di piccoli monitors al plasma. Cinque progetti strategici tutti italiani, seguiti proprio alle Scuderie frascatane che nel 2000 segnavano la rentrée di Fuksas nel giro delle committenze italiane dopo venti anni di assenza e di lavoro d'oltralpe. Progetti che testimoniano una creatività matura ma sempre scalpitante e insofferente alle regole di questo 61enne architetto romano figlio dell'idealismo del '68, che della diversità e delle forme esasperate ha fatto la sua forza, della scuola del decostruttivismo ha preso in prestito la spinta all'istintività estetica per ribellarsi "alla schiavitù del filo a piombo". Fuksas è l'architetto-coraggio, influenzato da personaggi come Aldo Rossi e James Stirling, capace di concepire volumi liberi, disinibiti, vertiginosi e paradossali, è l'architetto-artista che si può permettere edifici-shock come "nuvole" solo perché ispirato dal cielo suggestivo della Grecia d'estate, che progetta laboratori come "bolle" d'aria, chiese come cubi magici di Rubik, corridoi come grand canyon di vetro, torri come astronavi. Ma l'irregolarità di Fuksas non deriva solo dall'inquietudine del suo linguaggio. Ma anche dai campi di applicazione. Fuksas è l'architetto-missionario che professionalmente esplode con l'attenzione spasmodica per i problemi urbani ed in particolare per le periferie-province cancro della metropoli. La sua grandiosità creativa è riservata da subito a piccole città laziali, disseminata ecletticamente tra cimiteri, scuole, uffici comunali, palestre, da Paliano a Cassino, da Sassocorvaro a Civita Castellana, per poi affacciarsi alla scena internazionale, con fulcro a Parigi, che dall'89 comincerà a dividere con lo studio di Roma. E via con il centro commerciale-hotel-uffici Mab a Francoforte, il parco acquatico Aquadeus a Salisburgo, ancora un centro commerciale nella tedesca Erlangen, multiplex, ristoranti, parcheggi e il masterplan per la Wienerberger City a Vienna, il Peace Center a Jaffa, su incarico di Simon Peres e Yasser Arafat, la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Ilôt Cantagrel a Parigi XIII, il Centro per la Formazione e la Ricerca sulla Costruzione Maximilien Perret de Vincennesn ad Alfortville in Francia, l'Università del Centro Città a Brest, la Maison des Arts all'Università di Bordeaux, la sistemazione urbanistica della Place des Nations a Ginevra, la ristrutturazione urbanistica dei quartieri situati sul fronte Senna Clichy a Parigi, il piano urbanistico di Tremblay en France su un'area di mille ettari nel settore dell'aeroporto internazionale di Roissy-Charles de Gaulle a Parigi, l'International Trade Center a Pudong, Shangai, su un'area di 4.000.000 di metri quadrati. E alla sua Roma, dove continua a vivere "per amore e per testardaggine" senza essere riuscito però a costruire ancora niente, ha dedicato la "Nuvola", presentata in mostra - oltre alla sede della prestigiosa Agenzia Spaziale Italiana, prevista nei pressi del Villaggio Olimpico e dello Stadio Flaminio. Alto 32 metri, orientato longitudinalmente - largo 75 e lungo 198 - l'edificio progettato da Massimiliano Fuksas si presenta come un grande contenitore di vetro traslucido, sui cui lati trasversali si sviluppano due piazze aperte al quartiere e alla città. Come la perla nell'ostrica, la vera chicca è la creatura in acciaio e teflon contenuta all'interno che appare fluttuante come una vera e propria "nuvola", retta da una fitta maglia di nervature in acciaio, una superficie di 10.000 metri quadrati sospesa tra pavimento e soffitto, che conterrà un auditorium da 1.800 persone e sale riunioni. Magistralmente visionario, come un romanzo di Philip K. Dick, è il Centro ricerche Nardini a Bassano del Grappa, il grande alambicco di vetro dedicato alla celebre distilleria Nardini, con l'ambizione di rappresentare, nella metafora astratta congeniale alla vena artistica dell'architetto, la segreta alchimia dell'arte della distillazione. Tre sono i livelli strutturati. In alto, due nidi di vetro, ribattezzati "bolle" per la forma ellissoidale, in bilico sulle gambe di un fenicottero d'acciaio racchiudono i laboratori di ricerca; in basso, "sommersa" sotto terra, la caverna luminosa di un auditorium da cento posti, solcato da taglienti lame di luce, che sembra scavato nel terreno come un grand canyon. Dietro l'avveniristica ironia di due platee-astronavi la cui forma segue l'andamento aritmico dell'ambiente naturale circostante. Assai intrigante è il complesso parrocchiale di San Giacomo a Foligno, che all'esterno appare come un monolite, ma all'interno svela una natura da cubo magico, costituito com'è da due volumi di forma parallelepipeda inseriti l'uno nell'altro che contengono l'aula liturgica e la tengono sollevata di un metro rispetto al terreno. Se aperture irregolari nelle pareti, come tagli di Lucio Fontana, lasciano filtrare fasci di luce indirizzati verso gli elementi principali dell'aula, il programma iconografico è affidato all'artista Maurizio Nannucci, che distribuisce frasi della Bibbia scritte con sottili tubi al neon. Una dinamica di percorsi a ballatoi anulari con un sistema di rampe a sbalzo che salgono su pilastri rastremati intorno ad un vuoto centrale, caratterizza il padiglione del tessile di Torino Porta Palazzo, un edificio scandito da cinque piani, di cui due interrati che aprono panoramiche su testimonianze di antiche ghiacciaie ipogee. Basato sull'alchimia di luce, acqua, bamboo e cristallo, il centro ricerche Ferrari a Maranello sembra l'esempio di un'architettura bio-climatica che cresce per gemmazione continua. Elemento clou è il volume aggettante, che come un organismo si sviluppa dal resto del corpo e rimane sospeso sulla superficie dell'acqua che copre completamente il primo livello dell'edificio.

LAURA LARCAN

Notizie utili - "5+5=5. Massimiliano Fuksas. 5 anni 5 progetti", dal 17 aprile al 15 maggio 2005. Scuderie Aldobrandini, piazza Marconi, 6. Frascati (Roma). La direzione scientifica della mostra è di Doriana O. Mandrelli, che insieme a Gianluca Brancaleone ha curato anche l'ideazione e il progetto dell'allestimento.
Orari: martedì-venerdì, 10-18; sabato e domenica, 10-19; lunedì chiuso.
Ingresso: intero €5,16, ridotto €2,58.
Informazioni: 06-9417195.
(19 aprile 2005)









 

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Metalhead User
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A Frascati??? Stà a 4 km da casa mia probabilmente ci farò un salto :)
 
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