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L’ipotesi progettuale muove in prima istanza dalla volontà di esaltare le relazioni con il contesto e con i suoi segni più significativi.
L’area d’intervento costituisce una dilatazione nell’andamento rettilineo del lungomare, in continuità con l’intervento realizzato dal catalano Busquet.
Gli edifici di progetto sorgono arretrati, per lasciar spazio ad una grande piazza urbana ma in contatto fisico, diretto e funzionale con il mare e con il porto; l’arretramento apre una visuale ad ampio spettro verso il centro storico cittadino, verso il mare e verso la magnifica vista di Capo Caccia.
Gli spazi esterni pavimentati racchiudono gli edifici e si insinuano negli ambiti interstiziali lasciati dal costruito rievocando l’andamento dell’acqua intorno alle banchine del porto, quasi come una nuova, inaspettata ed artificiale “linea di costa”.
Gli edifici prospettano differentemente a seconda che guardino verso il mare o la città. Così il dislivello tra i due fronti offre l’opportunità di incastrare la massa degli edifici dal lato della città in un sistema di terrazze che nasce come prosecuzione “naturale” del costruito.
Gli edifici appaiono solidi, caratterizzati da una doppia identità: da una parte saldati a terra, quasi un’estrusione del terreno, dall’altra sbalzati verso il porto; concretizzazione della città che si protende verso il mare.
I volumi, gusci solidi, si aprono sul fondo a simulare cannocchiali di luce e si sollevano protesi dando origine a sorprendenti tagli di vetro e luce. Tutto si gioca in un continuo contrasto tra solidità, accentuata dal rivestimento lapideo in marmo di Alghero, e leggerezza, tra massa e vuoto.
Il progetto immagina e disegna uno spazio flessibile in grado di rispondere alle nuove esigenze di rappresentatività, di incontro tra percorsi e culture differenti, di dinamismo e trasformazione ed al contempo di confrontarsi con il patrimonio storico e culturale del luogo in cui si esprime.
Uno spazio in evoluzione, vivo ed aperto ad un’ampia gamma di manifestazioni e servizi, che nel tempo saprà adattarsi ai rapidi cambiamenti che caratterizzano sempre di più la nostra epoca.


Progettista Capogruppo: Arch. Alfredo Amati
Gruppo di progettazione: - STUDIO AMATI S.r.l.: Arch. Alfredo Amati (capogruppo), Arch. Giuseppe Losurdo, Ing. Adriano Di Barba .
- SMT STUDIO: Arch. Giacomo Gajano Saffi, Arch. Mauro Gastreghini
- SIPROJ S.R.L.: Ing. Marco Sotgiu, Arch. Marcello Demartis, Ing. Antonio Diana
- Ing. Marco De Simone













 

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Casteddaiu Shardana
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E' il vincitore di un concorso di idee proposto dall'amministrazione comunale per riqualificare un'area industriale (se non ricordo male una fabbrica di liquori....) dismessa alla fine degli anni '60, in prossimità del centro storico....

Chissà se lo realizzeranno veramente, sarebbe un'opera di qualità in una cittadina già di per se stessa molto carina (in effetti possiamo affermare che siamo in un pezzo di Spagna in Italia, quindi è probabile che questo progetto venga realizzato :)! )
 

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l'incredibile
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belo ciò :cheers:
 
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