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Lo ha capito perfino Beppe Grillo...

14 Maggio 2007

Garibaldi addio



Tutto passa tranne Andreotti. Stati, imperi, religioni. Il tempo li cancella e li consegna ai libri di Storia. Lo Stato Italiano postunitario, postmonarchico, postfascista, e, attualmente, cattopostcomunista, passerà come tutto il resto. Ma quando? Se l’Italia avesse sei mesi di vita cosa farebbero gli italiani? Festeggerebbero?
Un signore inglese soffre di dolori addominali. Come gli italiani durante i discorsi dei loro dipendenti politici. In ospedale gli danno sei mesi. Inizia il miglior periodo della sua vita. Spende tutto quello che ha in vacanze, ristoranti di lusso, alberghi. Mette da parte il vestito per il suo funerale: abito nero, camicia bianca e cravatta rossa. Allo scadere del sesto mese i medici si accorgono che non ha nulla. Un errore. L’ex paziente è disperato: è rovinato economicamente e non è neppure morto.
Qui da noi è l’opposto, continuano a dirci che l’Italia è uno Stato vero, che gode di ottima salute. Gli italiani sono sospettosi, ma sono anche degli inguaribili ottimisti che credono nella provvidenza. Cinque anni dello psiconano gli avevano ridato la speranza. Quella di un cambiamento. Per un quinquennio hanno sperato di guarire dai dolori gastrointestinali. La digestione era quella che era con tutta la m..da da inghiottire. Le votazioni avrebbero dovuto cambiare tutto, ma non è cambiato niente o quasi niente. Che è la stessa cosa. L’ex elettore è disperato: è distrutto politicamente ed è ancora in vita.
Abbiamo fatto l'Italia, mancavano gli italiani. Gettiamo la spugna. Ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti in 150 anni. L’idea dell’Italia è fallita. Torniamo agli Stati preunitari dell’ottocento: al Granducato di Toscana, al regno dei Borboni, al Lombardo Veneto. A prima di Garibaldi, del Risorgimento, delle stragi dei meridionali, del fascismo, di due guerre mondiali e dello sfascio della seconda repubblica. Stavamo meglio ed eravamo più in salute.
Ho ragione o sto derivando? Ditemi qualcosa!


Postato da Beppe Grillo il 14.05.07 16:44

http://www.beppegrillo.it/2007/05/garibaldi_addio.html#trackbacks
 

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A parte che proprio perchè lo dice Grillo è 'na strunzata... mi pare evidente il tono provocatorio e sarcastico dell'intervento
Grillo dirà tante sctrunzate con intento sarcastico…ma se voleva fare del sarcasmo, di certo, qui non c’è riuscito:

"…Abbiamo fatto l'Italia, mancavano gli italiani. Gettiamo la spugna. Ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti in 150 anni. L’idea dell’Italia è fallita…"

"…Torniamo...A prima di Garibaldi, del Risorgimento, delle stragi dei meridionali, del fascismo, di due guerre mondiali…"
 

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DIABOLIKVS
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Beh,
se dobbiamo andare a ritroso, allora torniamo direttamente all'Impero Romano, quando l'Italia era il baricentro del mondo e gli italiani erano gli americani dell' epoca.

All'epoca sì che stavamo bene, altro che i piagnucolosi staterelli preunitari.
 

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Discussion Starter · #5 ·
^^Non serve andare a ritroso per ritrovarci in pieno inbero romano...perfino la (in)giustizia in italia funziona come quella romana!
Vuoi mettere la Giustizia Veneta (che poi gli inglesi hanno copiato e ribattezzato Common Law)?

Cmq, il commento più intelligente, fino ad ora, è stato questo (ndr: non è mio):

Si caro Beppe , preferisco tornare indietro
alla Serenissima dove erano vietati i partiti ( 1300 ),
dove la giustizia funzionava
e i processi dovevano effettuarsi entro un limite di tempo
e i giudici dovevano visitare i carcerati ogni mese ,
dove chi aveva posti di responsabilità aveva pene doppie
rispetto ai normali cittadini ,
dove gli avvocati avevano l'obbligo di difendere gratuitamente
chi non era abbiente ( 1300 ) ,
dove era vietato lavorare prima dei 16 anni (1490) ,
dove a turno un nobile , un artigiano e un parroco
dovevano curarsi dei poveri e trovagli un lavoro ( 1350),
dove chi falsificava , imbrogliava e violava le leggi
veniva punito severamente ,
dove si pensava prima al bene comune e non a leggi
fatte per favorire questo o quello ma al bene comune ....
Si, caro Beppe, preferisco la Serenissima ....
 

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Basta leggerlo nell'ottica che indica Grillo (come Dan Brown che la prima pagina scrive che è tutto inventato e la seconda che è tutto vero, così non contraddicendosi mai).
Chi stava bene (meglio?) 150 anni fa? Oggettivamente solo i Toscani, tutti gli altri ci hanno guadagnato. Quindi? Le questioni dovrebbero interrompersi all'istante.
Ma no, siamo Italiani ovvero le questioni andranno avanti in saecula saeculorum...
 

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Certo una tesi intreressante di cui Grillo non offre alcuna argomentazione però.. detta così sembra una sparata e basta!
Non dico che l'unità non abbia portato i suoi mali, anzi, ma sono convinto che il risorgimento fosse un processo inevitabile all'epoca.
 

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Basta leggerlo nell'ottica che indica Grillo (come Dan Brown che la prima pagina scrive che è tutto inventato e la seconda che è tutto vero, così non contraddicendosi mai).
Chi stava bene (meglio?) 150 anni fa? Oggettivamente solo i Toscani, tutti gli altri ci hanno guadagnato. Quindi? Le questioni dovrebbero interrompersi all'istante.
Ma no, siamo Italiani ovvero le questioni andranno avanti in saecula saeculorum...
una critica costruttiva al nostro passato non è mai male, se l'italia a tutt'oggi è un fiorire di campanili vuol dire che degli errori ci sono stati, che tutti ci abbiano guadagnato non è facile dirlo i fattori da considerare sono molti, napoli all'epoca era una delle maggiori città europee, aveva la prima ferrovia italiana e tutto sommato una discreta iniziativa industriale.

Stranfiér said:
Cmq, il commento più intelligente, fino ad ora, è stato questo (ndr: non è mio):
magari gli devi spiegare che la serenissima non è finita x colpa di garibaldi :)
 

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una critica costruttiva al nostro passato non è mai male, se l'italia a tutt'oggi è un fiorire di campanili vuol dire che degli errori ci sono stati, che tutti ci abbiano guadagnato non è facile dirlo i fattori da considerare sono molti, napoli all'epoca era una delle maggiori città europee, aveva la prima ferrovia italiana e tutto sommato una discreta iniziativa industriale.
Questo è quello che si racconta al bar, poi basta aprire un qualsiasi libro sulla storia del Regno delle Due Sicilie e possibilmente leggerlo.
Non è vero nulla di quel feulleiton pubblicistico ad uso e consumo dei meno informati che lo voleva uno stato bello, ricco, all'avanguardia e retto da sovrani illuminati. Fole. Ma grosse come una montagna.
Il Meridione d'Italia prima dell'Unità era l'angolo più negletto e miserevole d'Europa insieme forse soltanto alla Spagna, in balia di una monarchia corrotta e reazionaria e in cui la quasi totalità della popolazione faceva il servo della gleba, come nel Medioevo. Per non dire della sua capitale, che a leggere le cronache dei viaggiatori del tempo sembra dovesse assomigliare ad una manifestazione terrestre dell'inferno, in cui le epidemie di colera scoppiavano un giorno sì e l'altro pure e i cadaveri si amassavano sulle strade.
 

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Valpolicella abuser
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tra l'altro oggi ho sentito l'intervista del nuovo sindaco di Palermo, il quale felicemente si atteggiava nel far sapere al mondo che già da oggi ha cominciato a chiedere miliardi di euro al governo centrale e Co.

Ma porca pupazza sembra che sia l'unica cosa che quel babbeo è capace di fare!!
 

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Николай
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Grillo però omette una cosa.
Se ad una persona l'Italia non piace, può andarsene.
Almeno per ora abbiamo un diritto, quello di levarci dalle palle da questo paese.

Chi vuole vivere qui, tra fatti assurdi, giustizia fai da te, imprenditori con le pezze al culo, laureati precari, politici mafiosi e abusivismo edilizio lo può fare liberamente.

A me dispiacerebbe molto lasciare la mia città, ho vissuto momenti indimenticabili ma giorno dopo giorno, mi accorto che si avvicina davanti a me un muro che non ha ne finestre, ne porte. Solo cemento.
Un bel muro di niente, un futuro di niente.

Proprio come questo paese, che é il più bel paese del mondo, ma che é stato rovinato dalla malpolitica, dalla disorganizzazione totale. Perchè se ci avessero messo un minimo di serietà negli ultimi 50 anni forse non saremmo messi cosi male.

La politica non cambia, sembra di vivere l'Inghilterra degli anni 70, quella indebitata con una strage di disoccupati e con sindacati che parlavano e parlavano di statalizzare tutto, di dare soldi a tutti. Vivevano anche loro nel mondo dei balocchi, poi é arrivata una donna di nome Tatcher. E tutto cambiò.

Io aspetto solo quel momento, aspetto una persona disposta a stravolgere la politica italiana, a stravolgere l'economia, le imprese, lo stato, i sindacati, i lavoratori.

Io sto lavorando come un ebete per pochi soldi, e non me li sto mettendo via per farmi un viaggio a Cuba o per comprarmi la brum brum, ma per l'Università.
Dopo l'Università cosa farò? Probabilmente me ne andrò via.

Ci sono migliaia di precari laureati, di persone con voglia di fare che non vengono pagate.
Io dico a questa gente : "andateneve via da qui, vi pagato il triplo all'estero e vi trattano meglio, che senso ha rimanere qui?"

Aveva ragione mia zia quando negli anni 70 emigrò in Australia e disse "con la DC e Andreotti facciamo una brutta fine, guarda che faccia che ha".

E aveva ragione...
 

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ehm, stranf, va ben tuto te lo se che te apresso, però qua te ghe scrito na stronsada.

firmado, studente de dirito internasional.
Te si studente...difati, te ghe n'è (ncora) da studiar! ;)

Se fuse par mi, no te darìa la laurea fin che no te ghè léto:

 

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^^
Tutti i politici locali fanno così, al Nord e al Sud:"Abbiamo chiesto i finanziamenti per l'importante progetto di qua e di là..."
Si certo...per alcuni, però, si tratta di avere indietro dei soldi; per altri si tratta di averli...e basta.
 

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DIABOLIKVS
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Stranfiér; said:
^^Non serve andare a ritroso per ritrovarci in pieno inbero romano...perfino la (in)giustizia in italia funziona come quella romana!
Vuoi mettere la Giustizia Veneta (che poi gli inglesi hanno copiato e ribattezzato Common Law)?
Non voglio mettere no.
Nulla può essere paragonato all' Impero.

Già il nome.....l' IMPERO.

IMPERO

IMPERO .....ahhh...come suona bene :applause:

A proposito, il galata del tuo avatar è morente.

Bellissimo, ma non vorrei (ti) portasse sfiga :lol:
 

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Discussion Starter · #20 ·
Grillo però omette una cosa.
Se ad una persona l'Italia non piace, può andarsene.
Almeno per ora abbiamo un diritto, quello di levarci dalle palle da questo paese.

Chi vuole vivere qui, tra fatti assurdi, giustizia fai da te, imprenditori con le pezze al culo, laureati precari, politici mafiosi e abusivismo edilizio lo può fare liberamente.

A me dispiacerebbe molto lasciare la mia città, ho vissuto momenti indimenticabili ma giorno dopo giorno, mi accorto che si avvicina davanti a me un muro che non ha ne finestre, ne porte. Solo cemento.
Un bel muro di niente, un futuro di niente.

Proprio come questo paese, che é il più bel paese del mondo, ma che é stato rovinato dalla malpolitica, dalla disorganizzazione totale. Perchè se ci avessero messo un minimo di serietà negli ultimi 50 anni forse non saremmo messi cosi male.

La politica non cambia, sembra di vivere l'Inghilterra degli anni 70, quella indebitata con una strage di disoccupati e con sindacati che parlavano e parlavano di statalizzare tutto, di dare soldi a tutti. Vivevano anche loro nel mondo dei balocchi, poi é arrivata una donna di nome Tatcher. E tutto cambiò.

Io aspetto solo quel momento, aspetto una persona disposta a stravolgere la politica italiana, a stravolgere l'economia, le imprese, lo stato, i sindacati, i lavoratori.

Io sto lavorando come un ebete per pochi soldi, e non me li sto mettendo via per farmi un viaggio a Cuba o per comprarmi la brum brum, ma per l'Università.
Dopo l'Università cosa farò? Probabilmente me ne andrò via.

Ci sono migliaia di precari laureati, di persone con voglia di fare che non vengono pagate.
Io dico a questa gente : "andateneve via da qui, vi pagato il triplo all'estero e vi trattano meglio, che senso ha rimanere qui?"

Aveva ragione mia zia quando negli anni 70 emigrò in Australia e disse "con la DC e Andreotti facciamo una brutta fine, guarda che faccia che ha".

E aveva ragione...

Questo toccante discorso di un ragazzo veneto, assieme alla notizia che pubblico qui sotto, mi fa capire quanto sia necessario UN CAMBIAMENTO URGENTE ED IRREVERSIBILE!

Rapporto Migrantes: trentamila fuori del Paese ogni anno (il 33\% dal Nordest), sono soprattutto giovani e professionisti specializzati. Il richiamo della Gran Bretagna
Tre milioni di italiani all'estero: nuova risorsa
Una volta partivano con valigia di cartone: strazianti addii e piroscafo. Mano d'opera per Paesi che promettevano cibo e forse un futuro. Una volta erano tante delusioni ma anche qualche successo.Adesso è cambiato. Gli italiani partono ancora all'estero ma sempre più spesso sono manager e laureati, oltre 3 mila e 500 all'anno su un totale di 30 mila persone, soprattutto giovani e professionisti specializzati (manager, ricercatori, operai altamente professionalizzati). Che non scelgono più solo paesi dell'America latina dove fare contadini e allevatori, ma sempre più luoghi di eccellenza, come aziende multinazionali e università.

Sono questi alcuni dei risultati emersi dalla presentazione del «Rapporto sugli italiani nel mondo 2006», ricerca promossa dalla Fondazione Migrantes della Caritas in collaborazione con le Acli, il Patronato Inas-Cisl ed i Missionari Scalabriniani. L'illustrazione dello studio - che si è tenuta nell'Istituto italiano di cultura a Londra a Belgrave Square in collaborazione con l'ambasciata ed il consolato d'Italia - ha dimostrato come la forte presenza italiana in tutte le parti del mondo, unita al flusso migratorio che continua ancora oggi ad essere importante, deve costituire una preziosa risorsa per lo sviluppo del sistema economico italiano.Insomma quell'emigrazione, che decenni fa era considerata una piaga tutta italiana e che "colpiva" soprattutto le aree povere del Sud e del Nord dell'Italia, adesso potrebbe diventare una risorsa. L'Italia, dice lo studio, col coinvolgimento delle capacità professionali ed imprenditoriali dei nostri connazionali all'estero, potrebbe recuperare la competitività persa negli anni, soprattutto in un mondo di globalizzazione dei rapporti imprenditoriali e commerciali. Perché i nostri flussi all'estero adesso sono altamente qualificati.Secondo i dati del Rapporto sugli italiani nel mondo sono 3.106.251 gli emigrati originari della Penisola ed oltre 60 milioni sono gli oriundi. Oltre il 60\% risiede in paesi europei (46\% nei paesi dell'Unione Europea e 12\% in Svizzera), il 34\% in America ed il 4\% in Oceania. Germania (533 mila presenze), Svizzera (459 mila), Argentina (404 mila), Francia (325 mila), Belgio (215 mila), Stati Uniti (187 mila), Brasile (148 mila) e Gran Bretagna (145 mila) sono i maggiori paesi di insediamento delle comunità italiane.

Il rapporto ha mostrato come per decenni, almeno fino alla fine degli anni Settanta emigrante abbia voluto dire denaro per il nostro Paese. Dal 1970 al 1999 l'Italia ha ricevuto dai suoi emigranti 28,5 miliardi di euro. Negli anni dal 1961 al 1979 erano stati 8 miliardi di dollari. «Per un curioso ritorno della storia - dice Franco Pittau, uno dei relatore del rapporto - e seppure con numeri più contenuti il Nord, come all'inizio della nostra emigrazione, è nuovamente il principale protagonista dei flussi da e per l'estero, specialmente per l'alto coinvolgimento delle regioni del Nordest, 32,9\% delle partenze». Si va dai manager di Londra ai gelatai (super qualificati) della Germania, all'imprenditoria nel Centro Europa. I "nuovi migranti" insomma sono anche il volto moderno dell'Italia, ricca e imprenditrice e sempre con voglia di guardare fuori dai confini. Giovani che vanno via attratti dai lavori migliori e dalla vivacità culturale degli altri paesi.
Adriano Favaro
 
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