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Vivere SS 729
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Non basta tutto il danno che han fatto a questo paese ed all'economia, devono proprio vietare a chi vuole investire e guadagnare in modo trasparente di esistere. :bash: Sosteniamo ZOPA!


Social lending: stop dal Ministero a Zopa

Mentre in Italia esplode il boom del credito individuale, il più noto operatore, Zopa, viene "escluso dai giochi" da un decreto ministeriale

Sconcerto nel mercato italiano del credito individuale (social lending): la più nota tra le società di intermediazione di prestiti personali, Zopa, è stata interdetta nella sua attività a seguito di contestazioni da parte della Banca d'Italia ancora da chiarirsi.

A darne conferma è la stessa Zopa Italia che, nella nota inviata oggi ai propri utenti, annuncia lo stop con apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che la cancella dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106.

Un duro colpo per il mondo del microcredito e del prestito sociale via Web in Italia, proprio in un momento in cui la crisi rilancia questa realtà presente ne Paese da alcuni anni e oggi in forte crescita.

Il social lending offre di per sè grandi potenzialità: nessuna intermediazione bancaria, niente tempi biblici di valutazione prestiti, niente ostacoli logistici all'incontro fra domanda e offerta ma piuttosto un meccanismo virtuoso trasparente e competitivo volto a stabilire di volta in volta il tasso di interesse più vantaggioso.

Il tutto, con la supervisione di un intermediario esecutivo per garantire l'effettivo "passaggio" di denaro tra le parti e verificare l'affidabilità di richiedenti e prestatori, nonché curando la contabilità degli utenti a monte di una percentuale sui prestiti.

Un sistema che funziona, ma a cui Zopa al momento non potrà più accedere. Lo stop ministeriale non bloccherà comunque il meccanismo dei prestiti. Per tutti i fruitori, è online una pagina FAQ e una nota informativa sulla vicenda, che non si fermerà qui ma di certo procederà ancora per vie legali.


Chi uccide il p2p lending?

Pare che la Banca d’Italia abbia chiesto e ottenuto dal Ministero dell’Economia la revoca dell’attività finanziaria da parte di Zopa, azienda internazionale leader e tra i pionieri del prestito (lending) peer-to-peer.

Zopa Italia si difende accampando le ragioni del “social lending”: la gggente che nobilmente si presta il denaro senza l’intermediazione di una banca. Può darsi che questa strategia comunicativa paghi.

A me, però, questa visione “sociale” convince pochissimo: da un anno prestavo in Zopa e non lo facevo per beneficienza ma per guadagnarci. (Per la verità sinora ci ero stato più che altro per capire bene il modello, che fa parte di un libro che sto scrivendo, e verificare se reggeva).

Ecco dunque che preferirei non parlare di social lending e restare invece sul terreno del p2p: utenti web, in qualche modo accreditati da Zopa, che fungono gli uni da prestatori e gli altri da richiedenti di prestiti, potenzialmente con risultati per gli uni e per gli altri più interessanti di quelli che si estraggono dal sistema bancario (almeno limitatamente ai prestiti personali).

Manco a dirlo, si trattava, si tratta di una minaccia a parte del business model bancario. (Ci sono decine di siti di p2p lending, e anche uno recente tutto italiano).

Da tempo attendevo una risposta competitiva da parte delle banche italiane, sotto forma di un business model creativo oppure di un’acquisizione.

Invece, arriva questa simpatica mossa della Banca d’Italia. Mah. Non sono un dotto finanziere (spesso non lo sono neanche coloro che dirigono le banche e le loro associazioni: perché dovrei esserlo io?) e quindi non so se nella nostra giurisdizione il p2p lending sia insostenibile per ragioni legislative.

Certo, il sospetto che si sia fatta pastetta e ucciso un concorrente innovativo con le carte bollate anziché con la creatività e la concorrenza, è forte.

Se è un pensiero azzardato e infondato, fatemelo sapere.
 

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Vivere SS 729
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Zopa, ecco i motivi della sospensione

Zopa è stata esclusa da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 a causa di un vizio congenito nella natura stessa del social lending: le somme in attesa di prestito configurano un deposito. ...
In pratica non sono capaci di analizzare la struttura di un progetto quando viene presentato e - ancora peggio - hanno scelto ovviamente l'interpretazione più assurda e scorretta del concetto di "deposito". ...

Zopa è un progetto innovativo e ad altissimi contenuti etici e solidali. Basti pensare che, nel 2008 (anno della crisi del secolo della finanza creativa e di truffe miliardarie) i Prestatori zopiani hanno beneficiato di ottimi rendimenti e i Richiedenti di tassi molto favorevoli. In questo momento di crisi molti invocano la necessità di micro-credito, di prestiti solidali a favore di categorie meno fortunate: Zopa questo lo stava facendo.
http://blog.zopa.it/
 
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