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Discussion Starter · #1 · (Edited)
Mancava un thread sullo stadio di Bari. Su quello di Foggia c'è, apro questo anche per non inquinare gli altri.

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Erba e 'petali', stadio alla deriva
"Una figuraccia che costerà cara"
Monta la rabbia tra i tifosi per lo stato del terreno di gioco che quasi sicuramente farà perdere a Bari l'organizzazione del Trofeo Tim. Il sindaco risponde a chi lo chiama in causa: "Colpa della società, i Matarrese incassano i diritti tv, loro devono pensare alla cura del manto erboso"
di RAFFAELE LORUSSO


Altro che palcoscenico internazionale. L'edizione 2012 del trofeo Tim rischia di essere l'ultima giocata al San Nicola. Difficilmente squadre del calibro di Juventus, Inter e Milan accetteranno di tornare a Bari. Almeno fino a quando le condizioni del terreno di gioco resteranno pietose come quelle che tutta l'Italia, l'altra sera, ha potuto vedere in diretta tv. Le parole di Antonio Conte negli spogliatoi, a fine partita, sono state perentorie. "Dispiace che in un torneo così bello, con questo pubblico fantastico - ha detto l'allenatore della Juventus - si possa trovare questo tipo di terreno che facilita gli infortuni, sabbioso e scivoloso".

Il tecnico campione d'Italia non ha mandato giù gli incidenti a Simone Pepe e Martin Caceres, che rischiano un lungo stop, ma con le sue parole ha messo il dito nella piaga. Lo stadio San Nicola sta diventando lentamente un rudere. L'astronave di Renzo Piano, che infiammò il Mundial del '90, è ormai un ricordo lontano. Prima i teli di copertura distrutti dal maltempo e mai sostituiti. Adesso il terreno di gioco. Per non parlare delle condizioni dei servizi igienici e degli spazi comuni. In questa situazione è difficile che la struttura possa nell'immediato futuro ospitare altri importanti appuntamenti, calcistici e non.


I più arrabbiati sono i tifosi, che si sfogano sia su facebook sia su twitter, chiamando in causa il sindaco. Michele Emiliano risponde colpo su colpo. Ammette la figuraccia e chiama in causa l'As Bari. "Abbiamo fatto una brutta figura", esordisce il primo cittadino. Che a chi gli chiede conto dell'accaduto risponde sbuffando. "A che cosa avremmo dovuto pensare prima? - attacca - . Pure all'erba che dal '90 è affidata all'As Bari, devo pensare io? Lo stadio per il calcio deve essere mantenuto da chi gioca e incassa i diritti tv".

Emiliano dice di essere preoccupato perché, osserva, "lo stadio è stato affidato gratuitamente all'As Bari in cambio di manutenzione". Il sindaco si sofferma anche sull'organizzazione del trofeo Tim, che tanti tifosi vedono adesso a rischio. "Non è giuridicamente organizzato da noi, ma dalla Mastergroup, che è l'agenzia di comunicazione del Bari, è incredibile", si lascia andare. Di certo, la figuraccia dell'altra sera aprirà un nuovo fronte di guerra fra Comune e As Bari.

(23 luglio 2012)
(bari.repubblica.it)
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Discussion Starter · #2 · (Edited)
Stadio San Nicola: oggi conferenza di Emiliano
17:07 | Raccolto in: Politica locale | Pubblicato da: Giornale di Puglia

BARI. Il sindaco Michele Emiliano é intervenuto oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città, sulle condizioni del manto erboso dello stadio San Nicola durante il "Trofeo Tim". "Da 22 anni - ha dichiarato il Sindaco - cioè da quando lo stadio San Nicola è stato costruito, il manto erboso è curato dall'A.S. Bari, che è l'unica responsabile della manutenzione. Il Comune di Bari non ha nessun ruolo né nella manutenzione dell'erba né nella decisione se giocare o non giocare il torneo. Decisione che spetta esclusivamente all'arbitro, alle società ed agli organizzatori del trofeo. Le polemiche che tirano in ballo il Comune per le cattive condizioni dell'erba sono totalmente infondate".
Emiliano ha ricordato che tra sabato e domenica l'Amministrazione Comunale é stata interessata nell'organizzazione di numerosi eventi in contemporanea, tra i quali il Trofeo Tim, Battiti live (e relativa giornata di prove), Menu Kebab, i concerti di Tiziano Ferro e Niccolò Fabi, che si sono svolti regolarmente e senza sbavature per quanto di competenza del Comune.
Per questo per il Sindaco: "Tirare in ballo il Comune di Bari come responsabile delle imperfezioni del manto erboso non è corretto". Ai giornalisti che gli hanno chiesto la disponibilità del Comune a dare una mano alla società sportiva in questo momento difficile, Emiliano ha risposto: "Sono disposto a dialogare e a dare una mano, ma l'unica soluzione è vendere la squadra a chi se la può permettere e a chi può riportare a Bari un calcio capace di riempire nuovamente lo stadio. Chi riporterà il grande calcio a Bari si assumerà anche il compito di gestire i costi di manutenzione dello Stadio. Sarebbe infatti inaccettabile che il popolo di Bari, che sta tirando la cinghia, dovesse investire nei prossimi anni 20 milioni di euro per la manutenzione del San Nicola.
In attesa della vendita della squadra, visto che la società è in una condizione economica problematica, se fosse necessario il nostro intervento per una migliore manutenzione del campo erboso siamo anche disponibili a contribuire economicamente. Ma questo sarà comunque l'ultimo campionato fatto in questa maniera perché la città sta provando un dolore smisurato per queste vicende calcistiche."
 

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Discussion Starter · #3 · (Edited)
Musei e ipermercati senza variante
presto lo stadio sarà un business

Al varo la legge nazionale che consentirà al Comune di cedere il San Nicola con tutte le pertinenze dei terreni: il proprietario del Bari calcio avra diritto di prelazione. Il Comune pensa di incassare dai 20 ai 30 milioni
di GIULIANO FOSCHINI

Addio alla pista d'atletica. Negozi e museo all'interno dello stadio. Cinquanta ettari all'esterno dove poter realizzare centri commerciali, negozi, impianti sportivi uffici. Una cifra che va dai 20 ai 30 milioni di euro, compreso il marchio di Renzo Piano. Eccolo il piano del comune di Bari per salvare lo stadio San Nicola e forse anche il Bari calcio. Proprio nella notte in cui il San Nicola si ripresenta ai 30mila spettatori del grande calcio (trofeo Tim) come un fiore spelacchiato (il Comune non ha i soldi per la manutenzione delle coperture, mancano un paio di teloni) l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro, scopre le carte tracciando quello che potrebbe essere il futuro del San Nicola. E forse anche del Bari calcio. Tra qualche settimana, e comunque prima della pausa estiva, dovrebbe essere definitivamente approvato al Senato il testo della legge che consentirà ai comuni di cedere gli stadi ai privati.

Non ci sarà bisogno di procedere a una gara d'appalto ma i proprietari della squadra avranno una sorta di diritto di prelazione. Assieme allo stadio (che potrà essere acquistato con una serie di procedure privilegiate, compreso l'accesso al credito sportivo) verranno cedute anche le aree di pertinenza dove, senza alcuna variante urbanistica, i proprietari potranno costruire impianti sportivi, ipermercati o anche uffici purché abbiano una certa attinenza con lo sport.

"La prospettiva è molto interessante" spiega l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro. "In questi anni avevamo in più occasioni parlato della possibilità di vendere lo stadio. Insieme con l'allora assessore Francesco Boccia avevamo fatto anche uno studio per valutare il valore di mercato, che era intorno ai 50 milioni. Una cifra forse troppo alta. C'erano poi una serie di problemi tecnici che però sono stati risolti". Il problema "tecnico" è che il San Nicola è a tutti gli effetti, come ha stabilito un decreto dell'allora ministro Melandri, un'opera d'arte dell'architettura contemporanea. Per toccarlo c'è bisogno dell'assenso del suo progettista, Renzo Piano. L'architetto genovese non solo ha dato l'assenso, abbozzando cosa potrebbe essere realizzato fuori. Ma ha anche stilato le linee guida per la ristrutturazione del San Nicola: addio alla pista d'atletica e lavori interni, con la realizzazione anche nello stadio di ipermercati e strutture commerciali. "In questa maniera, con il pacchetto stadio - conclude Sannicandro speriamo anche di aumentare l'appeal della squadra in vista di una cessione societaria".

(22 luglio 2012)
© Riproduzione riservata

(Bari/Repubblica)
 

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Discussion Starter · #4 ·
Il dilemma dello stadio San Nicola

un lusso da un milione all'anno

Comune e società spendono 36mila euro a gara: "Non possiamo più permettercelo". La scorsa stagione è stato aperto solo 25 giorni. Ma adeguare l'arena della Vittoria costerebbe non meno di 10 milioni
di RAFFAELE LORUSSO


Pur limitandosi agli interventi di manutenzione straordinaria strettamente necessari, il Comune spende ogni anno circa 300mila euro. Se a questi si aggiungono i 600mila euro annui a carico del bilancio dell'As Bari per la manutenzione ordinaria, si comprende la portata del problema. Nella passata stagione calcistica l'impianto è stato aperto al pubblico soltanto in 25 occasioni: 21 partite di serie B, 2 di Coppa Italia, il Trofeo Tim e l'amichevole Italia-Spagna. Ciò significa che - sommando i costi di manutenzione sostenuti da Comune e As Bari - il San Nicola costa 36mila euro per ogni giorno di apertura al pubblico. Se si tiene conto anche delle sedute di allenamento, i costi diminuiscono sensibilmente, ma il problema rimane.

Si possono spendere centinaia di migliaia di euro l'anno per una struttura che apre per 25 giorni in una stagione calcistica? "Lo stadio San Nicola è un gioiello architettonico, ma sotto il profilo degli investimenti non è una priorità per l'amministrazione comunale - taglia corto l'assessore allo Sport, Elio Sannicandro - . Lo sbocco naturale non può essere che la vendita insieme con le aree circostanti. Sarebbe un'operazione dai 60 ai 100 milioni di euro. In questa fase è impensabile che l'amministrazione comunale possa utilizzare risorse proprie per interventi sullo stadio".

Negli uffici dell'assessorato all'urbanistica giace ancora il piano di interventi messo a punto nel 2008, quando l'amministrazione comunale presentò la candidatura agli Europei di calcio. Allora erano previsti lavori per 8 milioni di euro. "Volendo adeguare la cifra, direi che oggi siamo a 10 milioni", spiega Sannicandro. La somma comprende lavori sulle strutture, interventi di protezione del calcestruzzo, riverniciatura, sostituzione della copertura. Quest'ultima da sola costa fra i 3 e i 4 milioni. "Si tratta di interventi che si possono effettuare gradualmente - sottolinea l'assessore - ma in questa fase non possiamo permetterceli".

Lo stesso discorso vale per l'arena della Vittoria. Il vecchio stadio del '34, rimesso a nuovo in occasione dei Giochi del Mediterraneo del '97, costa ogni anno al Comune circa 100mila euro per la manutenzione straordinaria. A quella ordinaria provvedono il Coni e le federazioni che hanno lì la sede. Volendo riconvertirlo ad usi calcistici di alto livello (serie A e B), come sogna il sindaco Michele Emiliano, ci sarebbe bisogno di non meno di 10 milioni di euro, di cui la metà, o poco meno, per adeguarlo alla legge Pisanu sui percorsi di accesso. "Vale lo stesso discorso del San Nicola: non possiamo permettercelo", dice Sannicandro. Anche perché, oltre ai due stadi, ci sono altri 60 impianti sportivi, che costano ogni anno al Comune circa mezzo milione di euro.

(25 luglio 2012)
© Riproduzione riservata

(Bari/Repubblica)
 

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Il dilemma dello stadio San Nicola

un lusso da un milione all'anno

Comune e società spendono 36mila euro a gara: "Non possiamo più permettercelo". La scorsa stagione è stato aperto solo 25 giorni. Ma adeguare l'arena della Vittoria costerebbe non meno di 10 milioni
di RAFFAELE LORUSSO


Pur limitandosi agli interventi di manutenzione straordinaria strettamente necessari, il Comune spende ogni anno circa 300mila euro. Se a questi si aggiungono i 600mila euro annui a carico del bilancio dell'As Bari per la manutenzione ordinaria, si comprende la portata del problema. Nella passata stagione calcistica l'impianto è stato aperto al pubblico soltanto in 25 occasioni: 21 partite di serie B, 2 di Coppa Italia, il Trofeo Tim e l'amichevole Italia-Spagna. Ciò significa che - sommando i costi di manutenzione sostenuti da Comune e As Bari - il San Nicola costa 36mila euro per ogni giorno di apertura al pubblico. Se si tiene conto anche delle sedute di allenamento, i costi diminuiscono sensibilmente, ma il problema rimane.

Si possono spendere centinaia di migliaia di euro l'anno per una struttura che apre per 25 giorni in una stagione calcistica? "Lo stadio San Nicola è un gioiello architettonico, ma sotto il profilo degli investimenti non è una priorità per l'amministrazione comunale - taglia corto l'assessore allo Sport, Elio Sannicandro - . Lo sbocco naturale non può essere che la vendita insieme con le aree circostanti. Sarebbe un'operazione dai 60 ai 100 milioni di euro. In questa fase è impensabile che l'amministrazione comunale possa utilizzare risorse proprie per interventi sullo stadio".

Negli uffici dell'assessorato all'urbanistica giace ancora il piano di interventi messo a punto nel 2008, quando l'amministrazione comunale presentò la candidatura agli Europei di calcio. Allora erano previsti lavori per 8 milioni di euro. "Volendo adeguare la cifra, direi che oggi siamo a 10 milioni", spiega Sannicandro. La somma comprende lavori sulle strutture, interventi di protezione del calcestruzzo, riverniciatura, sostituzione della copertura. Quest'ultima da sola costa fra i 3 e i 4 milioni. "Si tratta di interventi che si possono effettuare gradualmente - sottolinea l'assessore - ma in questa fase non possiamo permetterceli".

Lo stesso discorso vale per l'arena della Vittoria. Il vecchio stadio del '34, rimesso a nuovo in occasione dei Giochi del Mediterraneo del '97, costa ogni anno al Comune circa 100mila euro per la manutenzione straordinaria. A quella ordinaria provvedono il Coni e le federazioni che hanno lì la sede. Volendo riconvertirlo ad usi calcistici di alto livello (serie A e B), come sogna il sindaco Michele Emiliano, ci sarebbe bisogno di non meno di 10 milioni di euro, di cui la metà, o poco meno, per adeguarlo alla legge Pisanu sui percorsi di accesso. "Vale lo stesso discorso del San Nicola: non possiamo permettercelo", dice Sannicandro. Anche perché, oltre ai due stadi, ci sono altri 60 impianti sportivi, che costano ogni anno al Comune circa mezzo milione di euro.

(25 luglio 2012)
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(Bari/Repubblica)
bisogna PRIVATIZZARE!!!!!!!!!!!!!!!!!vendere alle societa'!!!!!!!!!!!!!!!che quest'ultime spendano sugli stadi e non sui giocatori con ingaggi immondi!utilizzino atleti che vengono dalle giovanili e dalle categorie inferiori spesso migliori dei tanti bidoni stranieri!!!!!!!!!!!!!!!
 

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bisogna PRIVATIZZARE!!!!!!!!!!!!!!!!!vendere alle societa'!!!!!!!!!!!!!!!che quest'ultime spendano sugli stadi e non sui giocatori con ingaggi immondi!utilizzino atleti che vengono dalle giovanili e dalle categorie inferiori spesso migliori dei tanti bidoni stranieri!!!!!!!!!!!!!!!
Ma se sono indebitate! Il Bari, da quello che si è capito, non riescono a venderlo! Poi se si ritesse giusto cedere uno stadio e l'area su cui insistesse, vecchio, malandato costoso che fosse, per 50.000€ all'anno e per 99 anni, credo che tutto si potrebbe fare!:eek:hno:
 

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da barese vi dico se vogliono i numeri è normale che non si vende aime molti tifosi sperano in un fallimento e magari sperare in una rinascita
 

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Ma se sono indebitate! Il Bari, da quello che si è capito, non riescono a venderlo! Poi se si ritesse giusto cedere uno stadio e l'area su cui insistesse, vecchio, malandato costoso che fosse, per 50.000€ all'anno e per 99 anni, credo che tutto si potrebbe fare!:eek:hno:
per me ai comuni converrebbe comunque, con qualche attenzione e garanzia, leggasi controlli e contratti con obblighi specifici pluriennali a carico degli acquirenti. almeno smetterebbero di spendere!
 

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per me ai comuni converrebbe comunque, con qualche attenzione e garanzia, leggasi controlli e contratti con obblighi specifici pluriennali a carico degli acquirenti. almeno smetterebbero di spendere!
Per certi Comuni, quelli più grandi, Bari è uno di questi, se anche la gestione fosse negativa, potrebbe esserlo di un'entità tale giustificabile proprio per la funzione sociale a cui sono destinate dette strutture.
Peraltro Bari ha ben 2 stadi capienti, di cui quello "vecchio" rimodernato qualche anno fa, ed entrambi con pista di atletica e, nel caso, ci sarebbe pure da valutare quale cedere, sempre a condizioni eque però e non donandoli perché le squadre di calcio di serie A non sono propriamente delle onlus o delle polisportive dilettantistiche....
 

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Per certi Comuni, quelli più grandi, Bari è uno di questi, se anche la gestione fosse negativa, potrebbe esserlo di un'entità tale giustificabile proprio per la funzione sociale a cui sono destinate dette strutture.
Peraltro Bari ha ben 2 stadi capienti, di cui quello "vecchio" rimodernato qualche anno fa, ed entrambi con pista di atletica e, nel caso, ci sarebbe pure da valutare quale cedere, sempre a condizioni eque però e non donandoli perché le squadre di calcio di serie A non sono propriamente delle onlus o delle polisportive dilettantistiche....
Certo che avere a Bari 2 stadi con pista di atletica è lo specchio di una classe politica miope ed ottusa. (A Torino era successa la stessa cosa) Speriamo che cambi qualcosa
 

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Certo che avere a Bari 2 stadi con pista di atletica è lo specchio di una classe politica miope ed ottusa. (A Torino era successa la stessa cosa) Speriamo che cambi qualcosa
E' stato solo per realizzare maggior profitti perché in tutti e 2 i casi sembrò allora che gli stadi preesistenti non fossero ristrutturabili e sufficienti per le necessità locali. Peraltro, tanto più che ancora non si era manifestata a pieno l'esigenza di avere gli stadi all'inglese, uno stadio con la pista ingrandiva il business... I primi segnali dicono che sarà difficile che qualcosa cambi realmente anche se si riuscisse ad avere tutti gli stadi all'inglese....
 

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E' stato solo per realizzare maggior profitti perché in tutti e 2 i casi sembrò allora che gli stadi preesistenti non fossero ristrutturabili e sufficienti per le necessità locali. Peraltro, tanto più che ancora non si era manifestata a pieno l'esigenza di avere gli stadi all'inglese, uno stadio con la pista ingrandiva il business... I primi segnali dicono che sarà difficile che qualcosa cambi realmente anche se si riuscisse ad avere tutti gli stadi all'inglese....
Spiegami l'arcano. Il business dello stadio con pista chi lo fa? La solita ditta che costruisce piste in tutto il mondo?
Con Italia 90 per un mondiale di Calcio (ripeto calcio non atletica) si sono costruite più piste che in tutto il resto del pianeta per non essere poi mai messe a disposizione delle scuole o associazioni sportive. Ho visto ricostruire piste di atletica a Torino,Bari,Lecce,Verona,Roma,Cagliari,Siena,Ascoli,Napoli,Bologna e chissà quante ne dimentico. Forse nemmeno nella ex URSS si poteva arrivare a tanto
 

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Il san nicola è veramente il segno della decadenza del calcio italiano e dei suoi impianti.. Stadio nuovo, recentissimo, progettato da Renzo Piano, e direi indiscutibilmente un gioiello. Con la pista d'atletica c'è stato il primo compromesso, poi la COMPLETA incuria l'ha fatto diventare ciò che è.. Campo di gioco inguardabile, un petalo staccato, servizi inesistenti o distrutti, seggiolini mai cambiati, mai una verniciatura, ecc..
Sarebbe bastato fare negli anni la manutenzione e aggiornarlo e oggi si avrebbe uno degli stadi più belli d'europa.. Immaginatelo messo a posto, verniciato, con l'illuminazione giusti, magari con i seggiolini ribaltabili rossi e bianchi.. Uno spettacolo..
Poi certo, 58000 posti ormai sono un'esagerazione, e ci sarebbe il problema pista.. Per quello servirebbe una ristrutturazione più profonda, per la quale tra l'altro Renzo Piano si era detto disponibile, avendo già l'idea di come fare..
A quel punto non si avrebbe niente da invidiare neanche all'Allianz arena..
 

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Il san nicola è veramente il segno della decadenza del calcio italiano e dei suoi impianti.. Stadio nuovo, recentissimo, progettato da Renzo Piano, e direi indiscutibilmente un gioiello. Con la pista d'atletica c'è stato il primo compromesso, poi la COMPLETA incuria l'ha fatto diventare ciò che è.. Campo di gioco inguardabile, un petalo staccato, servizi inesistenti o distrutti, seggiolini mai cambiati, mai una verniciatura, ecc..
Sarebbe bastato fare negli anni la manutenzione e aggiornarlo e oggi si avrebbe uno degli stadi più belli d'europa.. Immaginatelo messo a posto, verniciato, con l'illuminazione giusti, magari con i seggiolini ribaltabili rossi e bianchi.. Uno spettacolo..
Poi certo, 58000 posti ormai sono un'esagerazione, e ci sarebbe il problema pista.. Per quello servirebbe una ristrutturazione più profonda, per la quale tra l'altro Renzo Piano si era detto disponibile, avendo già l'idea di come fare..
A quel punto non si avrebbe niente da invidiare neanche all'Allianz arena..
giusto, poi considera ke sono sei i petali staccati
 

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Spiegami l'arcano. Il business dello stadio con pista chi lo fa? La solita ditta che costruisce piste in tutto il mondo?
Con Italia 90 per un mondiale di Calcio (ripeto calcio non atletica) si sono costruite più piste che in tutto il resto del pianeta per non essere poi mai messe a disposizione delle scuole o associazioni sportive. Ho visto ricostruire piste di atletica a Torino,Bari,Lecce,Verona,Roma,Cagliari,Siena,Ascoli,Napoli,Bologna e chissà quante ne dimentico. Forse nemmeno nella ex URSS si poteva arrivare a tanto
Non è solo la pista che fa costare di più uno stadio che ne è dotato.
Forse, leggendo queste poche righe...tratte da uno scritto dell'ex assessore allo sport dl Comune di Torino del tempo si può capire qualcosa in materia...
La storia della pista di atletica merita un cenno particolare: come assessore competente volevo lo stadio senza pista e venni immediatamente aggredito da Primo Nebiolo (presidente della Federazione Italiana di Atletica) che minacciò di togliere alla città il contributo della legge Capria di 30 miliardi di lire. Nebiolo convinceva i membri della giunta e i segretari dei partiti dicendo che avrebbe usato le 15 mila tessere degli atleti della Federazione Italiana di Atletica contro chi avesse approvato lo stadio senza pista. Gianni Agnelli mi fece capire in una battuta che avrebbe fatto qualcosa, ma se ne guardò bene. La consigliera Elda Tessore per tutta la fase preliminare e di preparazione della delibera di concessione svolse una pesante e isterica campagna in favore della pista.
Alla fine chiesi aiuto a Franco Carraro (allora presidente del CONI) che mi invitò a Roma dichiarandosi d’accordo con me, per vedere cosa si poteva fare: andai a Roma e mi ricevette con a fianco Primo Nebiolo che fece a tutti e tue un cazziatone da caporale di giornata. Carraro abbozzò. Io feci presente a Nebiolo che la pista era un errore madornale: la sua risposta fu volgare. Non era stato ancora truccato il salto in lungo di Evangelisti e Nebiolo era allora molto potente non solo nel CONI, ma in ambiente politico. Carraro ne aveva pauroso rispetto.
La mia battaglia contro la pista venne definitivamente persa quando Vittorio Chiusano (allora presidente della Juve) e Nizzola (consigliere del Torino Calcio) scrissero al sindaco Cardetti che se la città si fosse rimangiata la delibera di Concessione all’Acqua Marcia le squadre (cioè la Fiat) avrebbero fatto lo stadio alla Continassa con la pista. La lettera venne pubblicata da Stampa Sera e negli archivi la si può ancora trovare.
In sintesi quanto sopra significherebbe che anche su Juve e Toro ricadde la responsabilità di aver voluto il Delle Alpi con la pista.
Fatto sta che gli stadi di Italia 90, pista o non pista, sono costati tutti oltre il 50% in più rispetto a quanto preventivato inizialmente, e, come costruzione, sono stati realizzati più o meno tutti dai gruppi imprenditoriali a cui era "previsto" che sarebbero stati appaltati (vedi anche Bari), compreso San Siro per il quale ci fu un ricorso che vide perdente l'impresa catanese F.lli Costanzo a favore di quella milanese Lodigiani (oggi Impregilo), e che ebbe un seguito con un lodo che fece scalpore finito alla Corte Europea.
L'unico stadio la cui realizzazione sfuggì al potentato locale, e che venne finito nei tempi previsti e con la spesa preventivata, fu il Delle Alpi sorto a seguito di una gara che non prevedeva solo la costruzione ma anche la concessione dell'area e dello stadio, dei diritti sulla pubblicità, della gestione dello stadio per 30 anni. Purtroppo il Gruppo Acqua Marcia pagò caro l'acquisizione dei quella concessione... ed un po' anche l'incolvevole stadio pagò caro di esservi ricompreso...
Bastano queste poche note per capire che la storia è più probabile che si ripeta....piuttosto che se ne scriva una totalmente nuova ed un po' più edificante...
 

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E non c'è nessuna intenzione di sistemarlo a breve..

Comunque la società è in vendita, e da quello che c'è sui giornali ci sarebbero dei gruppi imprenditoriali interessati all'acquisto.. Credo essenzialmente in funzione dello sviluppo dell'area attorno allo stadio.. Nel caso si realizzasse questa vendita è oossibilità che lo stadio venga ristrutturato secondo le direttive di Renzo Piano presentate un paio di mesi fa..
 
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