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Discussion Starter · #1 · (Edited)
ok ok vi state rompendo per la mia presenza ossessiva immagino :D:D:D:bash::bash::bash: ma che ci volete fare! sono a casa col gesso e questa città è tutta un cantiere!!:rofl::angel:

passiamo al progetto vincitore :) vi anticipo che è una struttura nera come la pece!! :eek:hno: devo vederla finita prima di giudicare ma mi spaventa un po'... poi vi faccio vedere il progetto che ha perso e che ritenevo veramente fico! :eek:hno:

Il concorso per la riqualificazione dell'area ex Alumix ed ex Magnesio
E' stato vinto dallo Studio britannico John Norman Leslie Oldridge (Chapman Taylor), assieme allo studio Claudio Lucchin & architetti associati, il concorso internazionale di progettazione per il recupero funzionale e la sistemazione architettonico-urbanistica dell'area industriale dismessa ex- Alumix ed ex- Magnesio. Era stato bandito nel 2006 dalla Giunta della Provincia autonoma di Bolzano.
L'area di circa 50 mila metri quadrati, situata a sud della città, è destinata a trasformarsi in un polo tecnologico dedicato all'innovazione e alla ricerca: l'ente banditore, infatti, aveva indicato un 'utilizzo specifico come innovativo centro di ricerca e produzione' da inserire 'nell'architettura particolarmente pregiata degli edifici storici esistenti', stanziando per il recupero dell'area 38 milioni di euro. L'area ex Alumix si divide in due zone, una a nord, dove si trovano gli edifici esistenti e le relative aree esterne, e la zona a sud, comprensiva dell'ex Magnesio, che si trova attualmente libera da costruzioni.
Il progetto vincitore concepisce il nascente parco tecnologico in tre sezioni: su oltre 29mila metri quadrati dell'area ex Alumix avranno sede uffici, laboratori, officine e negozi a disposizione di istituzioni di ricerca pubbliche e private; nell'attuale edificio Alumix, in oltre 23mila metri cubi di ampiezza, sorgeranno uffici e laboratori del Tis (Techno Innovation South Tyrol), un centro servizi e spazi espositivi per mostre ed iniziative artistiche; nei 50 mila metri quadrati dell'ex Magnesio saranno invece collocate imprese ad alto contenuto tecnologico.
L'ex-Alumix, originariamente destinato alla trasformazione e alla distribuzione dell'energia elettrica, presenta un corpo di fabbrica che solo in tempi recenti è stato posto a vincolo di tutela storico artistica. Il complesso risale al 1936 e si colloca nel processo d'industrializzazione del regime fascista che favorì la nascita e lo sviluppo dell'intera area industriale di Bolzano; ora si presenta nella sua imponente volumetria, vuota e priva di funzione, in condizione di avanzato degrado ma pregno di potenzialità e di storia. Si legge nel progetto dello Studio John Norman Leslie Oldridge che 'nella ex Alumix, la qualità architettonica delle preesistenze obbliga ad un rispettoso confronto con esse': l'ingresso nel nuovo centro di ricerca avverrà attraverso il portale originario ed uno degli antichi edifici ospiterà il punto informazioni ed altri servizi. In un'alternanza di preesistente e di nuovo, le strutture si svilupperanno in elementi futuristici quasi 'incagliati' nei vecchi edifici, creando un legame ideale in armonioso contrasto tra passato e presente. Nell'area ex Magnesio invece, libera da edifici, il progetto prevede una costruzione 'poderosa e dominante' che si innalza come staccata dal suolo, quasi sospesa su una 'piazza d'acqua'. Entrambe le strutture, della ex Alumix e della ex Magnesio, convergeranno nel loro asse verso il centro cittadino, a significare una connessione ideale tra passato e presente, tra area tecnologica ed industriale e nucleo abitativo. Il progetto, nel suo insieme, prevede l'utilizzo di energie rinnovabili, quali pannelli fotovoltaici in copertura e sonde geotermiche verticali accoppiate a pompe di calore, per sfruttare l'energia accumulata dal terreno.

immagini:

PLANIMETRIE








PLASTICO








RENDERING






Questo nuovo polo darà un impulso "tecnologico" non da poco alla città tenendo conto che il TIS già esiste, anche se ha una sede un po' più modesta ..

TIS attuale
cmq come promesso vi mostro il progetto che secondo me meritava di più! soprattutto perchè si sviluppava in altezza :D:D:D cosa che a noi skyscraperisti piace molto :lol::weirdo:











ma ditemi se non è bello!!?? :eek:hno::cry::pet:
18-19 piani!! sarebbe stato uno dei palazzi più alti della città..
sob sob
 

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trovo che il progetto esteso rientri di + in una città come Bolzano...quando sono previsti gli inizi e la consegna dei cantieri???
 

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Discussion Starter · #5 ·
si è concluso il mese scorso il restauro di un solo padiglione per ospitare "manifesta".. una manifestazione che parla appunto di edilizia da quel che ho capito.. per la data di scadenza di tutto il progetto non ho alba :( però i lavori inizieranno nel 2009 mi pare.. mettiamo un ipotetico 2013 ? :D
 

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Discussion Starter · #8 ·
Ex-Alumix

le prime restrutturazioni dovrebbero essere finite per garantire lo svolgimento di "Manifesta 07" :bowtie:

cmq vi mostro la planimetria della manifestazione espositiva


Come appare inevece oggi esternamente il vecchio edificio




Penso che sarà la provincia per intero a sborsare i quatrini :)
poi penso darà in affitto i locali alla imprese hi-tech che ne faranno richiesta.. penso..
 

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et in arcadia ego
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si è concluso il mese scorso il restauro di un solo padiglione per ospitare "manifesta".. una manifestazione che parla appunto di edilizia da quel che ho capito.. per la data di scadenza di tutto il progetto non ho alba :( però i lavori inizieranno nel 2009 mi pare.. mettiamo un ipotetico 2013 ? :D
per la cronaca: manifesta è un'importantissima biennale d'arte contemporanea che si svolge ogni volta in un luogo differente: quest'anno in trentino..
http://www.manifesta7.it/

già che sei in zona facci un salto ;)
 

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Discussion Starter · #12 · (Edited)
Giro fotografico

Oggi ho passato il pomeriggio in mezzo ai cantieri :lol: e ho riportato un po' di foto :cheers:

inizio da qui e poi per il resto li trovate negli altri 3D

esterno dell'ex-alumix













 

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Discussion Starter · #16 ·
Bolzano avrà il parco tecnologico
Sì al progetto in Zona industriale


Approvato il progetto di massima per la realizzazione della nuova struttura da 160 mila metri cubi in zona industriale, sui terreni dell’ex Alumix. Il costo è di 90 milioni, i lavori inizieranno nel 2011 per terminare nella primavera del 2013

BOLZANO. Il Parco tecnologico si farà. La Provincia ha approvato il progetto di massima per la realizzazione della nuova struttura da 160 mila metri cubi in zona industriale, sui terreni dell’ex Alumix. Il costo è di 90 milioni, i lavori inizieranno nel 2011 per terminare nella primavera del 2013.
La giunta provinciale ha approvato la delibera di massima presentata dagli assessori Thomas Widmann (industria), Roberto Bizzo (innovazione), Sabina Kasslatter-Mur (università), Florian Mussner (lavori pubblici) e Michl Laimer (urbanistica): «Abbiamo deciso di realizzare il Parco tecnologico che dovrà ospitare centri di ricerca pubblici e privati, ma anche aziende innovative», ha riassunto la decisione il presidente della Provincia Luis Durnwalder al termine della seduta di giunta.

La costruzione. Il progetto firmato dal gruppo di lavoro composto dallo studio inglese Chapman Taylor, dall’a rchitetto bolzanino Claudio Lucchin, dal geometra meranese Andrea Cattacin e dall’architetto Mauro Dell’Orco è pronto da più di due anni. Quello che mancava, erano i contenuti della struttura che sorgerà all’ex Alumix, su una superficie di circa 12 ettari per una volumetria complessiva di 160 mila metri cubi. I lavori saranno suddivisi in due lotti, che però procederanno parallelamente. Il primo riguarda il centro ricerca in senso stretto e in 120 mila metri cubi ospiterà il Tis, il Fraunhofer Institut, l’Istituto per l’energia rinnovabile e altri centri ricerca. «Costerà 58 milioni, compreso il rimborso per Manifesta», spiega l’assessore Bizzo.
Il secondo lotto sarà invece destinato alle aziende e potrà ospitare anche capannoni produttivi. Sarà realizzato in moduli, a seconda delle esigenze delle imprese a cui sarà affittato. In questo caso i costi sono compresi tra i 30 e i 40 milioni (la spesa dipende da quanti moduli saranno realizzati), che la Provincia conta di recuperare in gran parte attraverso gli affitti che pagheranno le imprese che andranno ad occupare gli spazi.

La politica. Luis Durnwalder mette in chiaro che «prima di dare il via libera definitivo al progetto parleremo con gli imprenditori, perché il Parco tecnologico serve soprattutto a loro». Per gli assessori che hanno presentato il progetto si tratta di «un forte strumento per rendere ancora più appetibile l’i nsediamento in Alto Adige di aziende dall’Italia e dall’estero». Uno degli obiettivi, spiegano, sarà quello di coordinare gli sforzi dei vari enti di ricerca: dal Tis, all’università passando per l’Eurac, l’Agenzia CasaClima e il Fraunhofer Institut attualmente ospitato presso la sede di Assoimprenditori. La fase operativa nei prossimi mesi sarà affidata alla Bls: «Punteremo soprattutto sull’energia e lo sviluppo sostenibile, perché si tratta di un settore nel quale l’Alto Adige è all’avanguardia. Più di cento imprese bolzanine lavorano in questo settore», afferma il direttore della Bls Ulrich Stofner.

Gli imprenditori. Il direttore di Assoimprenditori Josef Negri accoglie con soddisfazione l’invito di Durnwalder: «Il dialogo tra enti di ricerca e imprese è fondamentale per garantire il successo del Parco tecnologico. Le innovazioni di successo si fanno nelle aziende ed è per questo che bisognerà puntare soprattutto sulla ricerca applicata, che nasce proprio dalle esigenze delle imprese. Condividiamo la scelta di puntare sulle energie rinnovabili, ma invitiamo la Provincia a non concentrarsi solo su questo settore: in Alto Adige ci sono molte aziende che si occupano di altro».


:banana::banana::banana::banana::banana::banana::banana:
 

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Discussion Starter · #17 ·
non me lo aspettavo ma le critiche da parte degli imprenditori sono ben accette! che la provincia rivaluti tutto affinchè si abbia qualcosa di utile e non un parco inutilizzato.......

http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/le-imprese-bocciano-il-polo-tecnologico/2162783
Le imprese bocciano
il polo tecnologico


di Mirco Marchiodi

Una stroncatura: «Il Parco tecnologico così non lo accettiamo». Una minaccia: «Molti imprenditori hanno già detto che se il polo hi-tech nascerà così come è stato presentato, allora trasferiranno i loro centri ricerca a Monaco o Innsbruck». Un avvertimento: «Cento milioni di investimento iniziale più altri 30 di costi di gestione annuali sono troppi, così togliamo risorse all’economia e al resto della comunità». Un invito: «Fermiamo le ruspe, rimettiamoci al tavolo e ridiscutiamo il progetto del polo tecnologico prima di costruire una cattedrale nel deserto senza utilità».

L’associazione degli imprenditori ieri ha convocato una conferenza stampa per dire no all’attuale progetto del polo tecnologico. Un polo troppo pubblico e troppo poco rivolto alle aziende, hanno sostenuto il presidente dell’associazione Stefan Pan, il portavoce del gruppo high-tech Federico Giudiceandrea e il direttore di Assoimprenditori Josef Negri.

Per spiegare le perplessità dell’associazione, Pan ha usato un esempio: «L’economia altoatesina è come una scuola d’elite, specializzata in alcuni settori con insegnanti e studenti eccellenti ma con pochi soldi per pubblicare libri, ovvero per innovare. Invece di investire i soldi per pubblicare testi scientifici, si preferisce costruire un nuovo edificio scolastico, nel quale però studenti e insegnanti locali non possono entrare».

Le critiche alla Provincia sono nel metodo («possibile - sbotta Negri - che al progetto strategico abbiano collaborato Tis, Eurac, università, istituto CasaClima, Bls ma non gli imprenditori?»), ma soprattutto nel merito. Bocciato il megaprogetto da 100 milioni: «Quale impresa - chiede Giudiceandrea - andrebbe a spendere così tanti soldi prima di vedere se il concetto funziona? Bisogna iniziare da quello che abbiamo già, in particolare dall’università che deve formare più ingegneri. E bisogna fare rete e sfruttare le sinergie. Tis, Bls, Eurac e gli altri centri di ricerca devono collaborare, non aumentare i propri organici». Bocciato l’o rientamento quasi esclusivo alla green-economy: «Un settore su cui puntare, ma non può essere l’unico. Vogliamo scommettere sull’e conomia verde? Benissimo, allora rafforziamo le piante esistenti sul territorio invece di cercare di far crescere qui in Alto Adige quelle esotiche», l’invito di Pan per continuare a promuovere le aziende locali, «che hanno i loro punti di forza in tutt’altri campi». Bocciata anche la decisione di concentrarsi sulle piccole imprese, «perché le grandi aziende - così aveva sostenuto Bizzo - la ricerca la fanno già al loro interno». «Ma le nostre grandi aziende - ribatte Assoimprenditori - sono piccole a livello internazionale e rischiano di essere penalizzate rispetto ai loro concorrenti esteri». La grande paura è quella di perdere i contributi per l’innovazione. «La Provincia dove andrà a prendere i 30 milioni per la gestione del polo tecnologico? È facile pensare che toccherà all’economia coprire questa spesa».

Tutto da buttare? «No, ma adesso fermiamoci e ridisegniamo il polo tecnologico. Perché alla fine l’innovazione la fanno le aziende».
 

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Discussion Starter · #20 ·
Il progetto del Parco Tecnologico e il suo impatto sullo sviluppo della città dal punto di vista economico e urbanistico. Sono stati questi i temi affrontati oggi (26 luglio) durante l’incontro tra l’assessore provinciale all’innovazione Roberto Bizzo e la Giunta comunale di Bolzano guidata dal sindaco Luigi Spagnolli. "Per il capoluogo - ha spiegato Bizzo - il Parco Tecnologico rappresenta una grande opportunità".

"L'amministrazione del capoluogo è da sempre coinvolta nel Parco Tecnologico - sottolinea Roberto Bizzo - che rappresenta uno dei progetti prioritari della Giunta provinciale. Vogliamo però che Bolzano diventi sempre più parte attiva perchè questa struttura rappresenta una grande opportunità di sviluppo per tutta la città: con questo primo incontro, al quale ne seguiranno altri, crediamo di aver compiuto il primo passo in questa direzione. Nel Parco troveranno posto imprese e centri di ricerca altamente innovativi, che consentiranno di offrire posti di lavoro qualificati".

Il piano di finanziamento quinquennale per la realizzazione della struttura prevede investimenti per un totale di oltre 60 milioni di euro: all'interno delle palazzine saranno ospitati istituti di ricerca e imprese, e sono già molte le richieste giunte presso gli uffici provinciali. "Si tratta di aziende non solo locali - spiega l'assessore Bizzo - ma anche provenienti da fuori Provincia, a dimostrazione che l'interesse nei confronti del Parco Tecnologico è già molto elevato. Per una reale e positiva ricaduta del progetto sul territorio ci sarà bisogno di una sempre più stretta collaborazione fra le imprese e chi fa ricerca, come ad esempio la LUB e l'Eurac".

L'impatto del Parco Tecnologico sulla città di Bolzano non sarà però soltanto economico. "Abbiamo illustrato il nostro piano di attuazione del progetto - prosegue Bizzo - che cercheremo di portare avanti assieme all'amministrazione comunale. Una struttura del genere, infatti, ha necessariamente ricadute importanti sulla politica cittadina per quanto riguarda urbanistica e viabilità. Da entrambe le parti c'è la volontà di impostare un percorso comune".

All'incontro erano presenti l'assessore Roberto Bizzo, il direttore di Dipartimento Andrea Zeppa, i direttori di TIS e BLS, Hubert Hofer e Ulrich Stofner, il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, il suo vice Klaus Ladinser e gli assessori Luigi Gallo, Judith Kofler Peinter, Maria Chiara Pasquali, Mauro Randi e Patrizia Trincanato.

(mb)
 
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