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Impressionante come un piccolo centro come Bolzano sia così proiettato verso il futuro e ci siano così tanti progetti. Quanti saranno effettivamente realizzati? Riqualificazione stazione e delle sponde del fiume?

Vorrei fare una domanda: come città è viva? Paragonandola ovviamente a centri della stessa grandezza-popolazione.
Allora secondo me la maggior parte dei progetti si faranno, girano molti soldi, molti imprenditori hanno voglia di investire sul capoluogo sudtirolese e il comune è ben disposto ad accogliere queste novità. Bolzano ha un incredibile bisogno di abitazioni e nuove strutture, ha circa 106 mila abitanti in un territorio veramente concentrato (l'agglomerato urbano invece è di circa 160000 abitanti), la densità media se non ricordo male 2.200 persone per kmq ma con punte ad esempio il quartiere Europa che ha 20.000 ab/kmq! Bolzano è una città che vuole crescere, diventare sempre più importante sia a come polo economico, tecnologico e turistico.
L'unico progetto che vedo ancora molto lontano è la riqualificazione della sponda sinistra del fiume Isarco, non è un progetto semplice perché si dovrebbero spostare (interrare) grandi vie di comunicazione che ora ci passano sopra come la ss12 e l'A22. Nei prossimi 10 anni si pensa che in città i residenti aumentino del 5% e nei comuni limitrofi del 3%, quindi questo porterà ad ulteriori nuovi progetti e nuove costruzioni, anche se ormai lo spazio disponibile è pochissimo e a prezzi quasi impossibili.

La città io la reputo abbastanza viva in tutti i sensi, anche se forse per i giovani offre ancora un po poco, ma da quando l'università ha preso piede le cose stanno lentamente migliorando.
 

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Allora secondo me la maggior parte dei progetti si faranno, girano molti soldi, molti imprenditori hanno voglia di investire sul capoluogo sudtirolese e il comune è ben disposto ad accogliere queste novità. Bolzano ha un incredibile bisogno di abitazioni e nuove strutture, ha circa 106 mila abitanti in un territorio veramente concentrato (l'agglomerato urbano invece è di circa 160000 abitanti), la densità media se non ricordo male 2.200 persone per kmq ma con punte ad esempio il quartiere Europa che ha 20.000 ab/kmq! Bolzano è una città che vuole crescere, diventare sempre più importante sia a come polo economico, tecnologico e turistico.
L'unico progetto che vedo ancora molto lontano è la riqualificazione della sponda sinistra del fiume Isarco, non è un progetto semplice perché si dovrebbero spostare (interrare) grandi vie di comunicazione che ora ci passano sopra come la ss12 e l'A22. Nei prossimi 10 anni si pensa che in città i residenti aumentino del 5% e nei comuni limitrofi del 3%, quindi questo porterà ad ulteriori nuovi progetti e nuove costruzioni, anche se ormai lo spazio disponibile è pochissimo e a prezzi quasi impossibili.

La città io la reputo abbastanza viva in tutti i sensi, anche se forse per i giovani offre ancora un po poco, ma da quando l'università ha preso piede le cose stanno lentamente migliorando.
Grazie di queste informazioni, in effetti sto proprio prendendo in considerazione questa università per i miei studi futuri, ma suBolzano in generale non sono molto informato.
 

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Giovedì scorso sulla rete crucca ARD è andato in onda una nuova serie "KriPo Bozen" raccogliendo buoni dati d'ascolto!

http://www.ardmediathek.de/tv/Ferns...ste/Video?documentId=26172594&bcastId=1933898
Si ho visto la prima puntata, a me personalmente sembra fatto meglio che ad un passo dal cielo (trasmesso in contemporanea su RAI 1). Però come serie tv la vedo meglio per un pubblico italiano che per un pubblico germanico. Infatti è più una commedia che un poliziesco. Secondo me in italia andrebbe ancora meglio con lo share ^^
 

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Quotidiano Alto Adige 11 feb 15

Alloggi in Zona e viabilità rivoluzionata
Workshop all’Eurac voluto dal Comune. Pasquali: «Ripensiamo l’area tra ponte Roma e ponte Palermo»


BOLZANO. Uno pensa alla Zona, alla parte alta di via Galilei e dice: quella è periferia. Poi la guarda in pianta e si corregge: no, sta nel mezzo di Bolzano. Per questo decine di architetti, urbanisti, imprenditori, sindacalisti (le "parti sociali"), sono stati convocati ieri all'Eurac dall’assessore all’urbanistica Chiara Pasquali, messi dietro i banchi e “interrogati” su che volto dare a quella parte, decisiva, di città. Per due ragioni. La prima è che era ora perchè la Zona sta trasformandosi ed il tutto va governato. La seconda è che, su quella porzione di Zona in particolare, è già arrivata una proposta di un privato (la Podini holding) per riqualificarla secondo lo schema del Pru (Piano di riqualifazione urbanistica). Alla fine, tante idee. E alcune linee guida su come cambierà l'area. Che Francesco Sbetti prima (uno dei padri del Masterplan) e l'assessora dopo hanno riassunto. Eccole. La prima: si tratta di un quadrante in mano ai privati e dunque i privati vanno coinvolti nel processo di trasformazione. La seconda: flessibilità negli insediamenti. E dunque non solo produttivo o commerciale ma anche abitativo. Perchè o quella zona viene abitata o resta periferia. E dunque una giusta mixitè di funzioni. Senza no ideologici. Terzo: la mobilità va ripensata. Ma siccome per farlo occorrerebbe aspettare lo spostamento dell'A22 e dunque tempi biblici, vanno cercati dei passaggi intermedi. Tipo: pensare a un depotenziamento di via Galilei, prima di una sua definitiva chiusura al traffico, ragionando sulle alternative: Siemens e Pacinotti. Infine: va prospettato il riuso delle rive del fiume, come verde pubblico e collegamento con gli altri quartieri e pure su questo vanno coinvolti, in un momento di spending review in profondità, i privati. "L'unica cosa che non ci serve più - ha chiarito la Pasquali - è mettere delle regole fisse e assolute. Il mondo va veloce, occorre stabilire linee guida nell'interesse della collettività ma lasciare la strada aperta a soluzioni cui oggi, magari, non pensiamo e che ci saranno chiare tra un anno". E dunque qualche sì, molti ni ma nessun no preventivo. "Dobbiamo accompagnare la trasformazione - ha aggiunto Sbetti - senza troppe nostalgie. Sapendo che la Zona è già diventata mista e che la sua destinazione residenziale, almeno parziale, è la chiave per la sua valorizzazione. Tracciamo linee guida realistiche e flessibili per governare il cambiamento". Al centro, soprattutto, i problemi del traffico. Far piovere case e servizi tra i fumi delle auto, come ora, è complicato. Ma come pedonalizzare, depotenziare le attuali direttrici? Peter Plattner, autore delle simulazioni progettuali per il Puc tra Ponte Roma e Ponte Palermo è stato chiaro: "Lo spostamento dell'A22 è una prospettiva lontana. Nel medio periodo meglio pensare a spostare l'arginale a sud agganciandola alla nuova Ss12 e al passante di Maso della Pieve. Nel breve periodo iniziare ragionare su un alleggerimento di via Galilei puntando sull'alternativa di via Siemens". Ma una pedonalizzazione integrale di via Galilei ha incontrato ancora buone resistenze. Come anche è risultata abbastanza visibile la dialettica intercorsa tra i sindacalisti, soprattutto Toni Serafini, e alcuni urbanisti e architetti (Azzolini, Stramandinoli, Lucchin). "Bolzano ha già un paio di aree destinate all'abitativo - ha detto Serafini - e non è necessario prevedere case anche in Zona. Le faremo in via Druso o nell'ex Areale". Ma è proprio sui tempi di progetto e realizzazione dell'Areale che si sono mosse le repliche. Perchè l'Areale è pubblico e la sua trasformazione è molto di là da venire mentre i terreni interessati ai Pru in Zona sono privati e dunque disponibili, e le riqualificazioni potrebbero avere tempi di realizzazione molto più compattati. Ma tutti da governare. E' stato questo il punto, per Pasquali ed il Comune. E anche il senso dell'evento. "La legge 55 quinquies - ha commentato l'assessora - sta stimolando i privati a proporre. Ma questa volta, a differenza di quanto è accaduto in via Alto Adige, voglio arrivare al confronto diretto col privato dopo aver condiviso e elaborato linee guida compatibili per un equilibrato sviluppo della zona".


12 feb 15

BOLZANO. Sì alla riqualificazione della zona produttiva di Bolzano e all'inserimento di nuove attività commerciali o per il tempo libero, no alla costruzione di alloggi. Questa la posizione della giunta esecutiva di Assoimprenditori ribadita nella riunione dell'altra sera in cui ci si è occupati nuovamente dello sviluppo della zona industriale; condivisa, seppur con sfumature diverse, anche da Cisl e Uil. Ciò avviene all'indomani del convegno organizzato all'Eurac dall'assessore Chiara Pasquali, in cui urbanisti, architetti, imprenditori, sindacalisti si sono confrontati su che volto dare a quel pezzo importante di città, rappresentato in particolare dalla parte alta di via Galilei, dove stanno avvenendo una serie di trasformazioni che l'ente pubblico, ovvero il Comune, deve regolamentare.

Dibattito puramente accademico? No, perché a rendere “urgenti” le decisioni è soprattutto il fatto che sull'area che si trova nella zona del megastore “Twenty” c' è il Piano di recupero urbano presentato dalla famiglia Podini: al “South Point” sono previsti uffici, ristoranti, una piscina, una piccola parte di commercio al dettaglio e all'ingrosso e un centinaio di alloggi. Il costo degli investimenti, escluso il valore dei terreni, è stimato in circa 100 milioni. Un'operazione questa che, oltre a riqualificare parti dismesse della vecchia zona industriale, darebbe lavoro alle aziende locali. Ciò spiega il generale interesse per il progetto, ma ci sono anche delle perplessità.

Il rumore. La più forte è quella degli imprenditori secondo cui la convivenza tra zona industriale e residenziale è impossibile. In quella parte di città ci sono oggi 1.800 aziende che danno lavoro a 10 mila persone. Ciò premesso per Assoimprenditori la riqualificazione di quest'area attraverso investimenti pubblici e privati è strategica. Però altrettanto strategico è considerato il mantenimento delle attività produttive, che garantiscono posti di lavoro ed investimenti in ricerca e sviluppo. Per l'associazione, guidata da Stefan Pan, la riqualificazione di Bolzano sud passa innanzitutto attraverso infrastrutture adeguate, ovvero viabilità interna snella, copertura totale con una rete internet veloce e sicurezza nell'approvvigionamento energetico. In questo quadro gli imprenditori vedrebbero di buon occhio anche l'inserimento di servizi complementari destinati ad esempio al commercio e al tempo libero.

«Ciò – dice Pan – che si trova in contrapposizione con l'attività produttiva è la funzione urbanistica-residenziale, in quanto la vicinanza di abitazioni vincola pesantemente le imprese sotto diversi aspetti». A preoccupare sono in particolare le limitazioni relative al rumore che non permetterebbero più le lavorazioni a ciclo continuo: «La perdita del turno di notte comporterebbe una perdita in termini di produttività, ma anche di posti di lavoro».

Le case. Contrari alla realizzazione di alloggi nella parte alta di via Galilei anche i rappresentanti del sindacato, oltre che per quella che si annuncia come una difficile convivenza, anche perché non servono. «L’edificazione in atto in via Resia - sostiene Toni Serafini, segretario della Uil - dove ci sono cantieri fermi, in via Druso dove sono stati appena aperti, e la pianificazione già fatta per quanto riguarda il recupero dell’areale ferroviario e il piano di recupero in via di definizione in via Perathoner, danno sicuramente una risposta più che sufficiente per i prossimi anni». Parere condiviso anche da Michele Buonerba, segretario della Cisl: «A Bolzano ci sono oggi 800 alloggi sfitti, ai quali si aggiungono centinaia di alloggi invenduti. Costruirne altri sarebbe assurdo. Positivo invece il recupero di un’area in cui c’è parecchia cubatura inutilizzata. Si calcola che nelle zone produttive di Bolzano ci siano oggi 132 mila metri quadrati al coperto vuoti e altrettanti allo scoperto inutilizzati». Oltre a questo aspetto c’è quello riguardante la viabilità. «Che va affrontato e risolto come precondizione - spiega Serafini - per un recupero dell’area produttiva, dove oggi c’è un traffico enorme: in autostrada circolano 40 mila veicoli al giorno, 36 mila sull’arginale, 26 mila su via Galilei».

Il traffico. Per rispondere alla domanda su come dovrà trasformarsi la viabilità, il gruppo Podini ha affidato all'ingegner Luigi Torriani, uno dei massimi studiosi europei dei flussi di traffico, l’individuazione di una serie di soluzioni da sottoporre ai tecnici comunali. «Sarà studiato - dice Giovanni Podini - il traffico veicolare dal casello di Bolzano sud e dalla Ss12 fino a Oltrisarco, verificando anche la capacità dei due ponti (Roma e Palermo) di assorbire eventuali incrementi del traffico. Torriani costruirà una serie di scenari nell'eventualità auspicabile della pedonalizzazione di via Galilei e sua trasformazione in area verde, raggiungibile in bici una volta completato il ponte del Twenty».
 

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Funivia di San Genesio, ecco il progetto vincitore

«Si è concluso il concorso di idee per la progettazione della nuova funivia di San Genesio: la giuria, composta da esperti del settore, rappresentanti della Provincia e dei Comuni di Bolzano e San Genesio, ha deciso di premiare il lavoro dell’architetto bolzanino Marco Sette, motivando la scelta con l’ottima integrazione nell’ambiente circostante, la funzionalità e la forte identità dell’opera.



“La funivia rimarrà sul tracciato attuale – sottolinea l’assessore alla mobilità Florian Mussner - le novità sono rappresentate del leggero spostamento della stazione a monte e dal rifacimento di quella a valle”. Proprio queste due opere sono state al centro del concorso di idee: a Bolzano spazio a Infopoint, 55 posti auto (di cui 5 con sistema di ricarica per auto elettriche), 150 posti bici scoperti e 50 coperti, mentre presso la stazione a monte di San Genesiosono previsti Infopoint, spazi commerciali, fermata autobus, 90 posti bici e ottimizzazione dei collegamenti pedonali e ciclabili per sfruttare al meglio i parcheggi già presenti in zona. Nel nuovo impianto a fune saranno complessivamente investiti circa 20 milioni di euro: la Provincia sostiene i costi di realizzazione della funivia e i Comuni quelli per i lavori sulle superfici esterne. Le fasi di progettazione e autorizzazione saranno completate entro l’anno, nel 2019 sarà la volta della gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori che dovrebbero prendere il via entro l’autunno del prossimo anno.

Oggi l’impianto trasporta sino a 80mila persone l’anno, mentre la nuova funivia (due cabine da 45 posti) avrà una capacità di 450 persone l’ora con un tempo di percorrenza dei 2,5 km. (760 metri di dislivello) fra Bolzano e San Genesio di 5 minuti e 40 secondi. La funivia sarà completamente automatizzata e senza personale di bordo, avrà 3 piloni portanti anzichè i 7 attuali, e il cadenzamento potrà essere di 15, 10 o 7 minuti e mezzo. L’impianto sarà in esercizio senza conduttore a bordo. Per quanto riguarda le caratteristiche del progetto vincitore dell’architetto Marco Sette, la nuova stazione a valle prevede un parcheggio a nord dell’impianto che garantisce maggiore sicurezza dal punto di vista del traffico, nonchè un ampio ingresso dotato di bistrò. La stazione a monte, invece, che riprende il design di quella a valle, potrà contare in maniera particolare su un ampia terrazza rivolta a sud e su un’area coperta con vista sul centro del paese. Il progetto prevede un impatto paesaggistico limitato e un’ottima integrazione con l’ambiente circostante. “La nuova funivia di San Genesio sarà una vera e propria alternativa concreta all’auto privata per chi si muove da e per il capoluogo – conclude Mussner – verrà incontro alle esigenze di escursionisti e pendolari, sarà sostenibile dal punto di vista economico e si inserirà al meglio nel concetto di mobilità della Provincia”».

http://mobilita.org/2018/05/29/bolzano-funivia-di-san-genesio-ecco-il-progetto-vincitore/
 

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5mila metri in più per la Bonfiglioli in Polo Meccatronica

Sono stati avviati ieri, presso l’hub dell’innovazione di Trentino Sviluppo a Rovereto, i lavori per il nuovo edificio

«La multinazionale bolognese Bonfiglioli è arrivata a Rovereto 7 anni fa, con 3 soli lavoratori. Oggi i lavoratori impiegati nel punto di produzione trentino sono 80, e il giro di affari della multinazionale dei riduttori sul territorio provinciale è passato dai 300 mila euro del 2011 ai 20 milioni di euro del 2017. Una crescita veloce e incontenibile, che ha reso necessaria la progettazione di nuovi spazi di produzione, sempre all’interno di Polo Meccatronica.

Ed è così che ieri, lunedì 23 luglio, è stato dato ufficialmente il via ai lavori per la costruzione del nuovo edificio denominato Bonfiglioli Mechatronic Research, il quale verrà ultimato durante l’estate dell’anno prossimo e metterà a disposizione dell’azienda 5mila metri quadrati di superficie, divisi su due piani. All’inaugurazione del cantiere erano presenti il vicepresidente della provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, la presidente di Bonfiglioli Sonia Bonfiglioli, il presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini nonché i principali manager dell’azienda emiliana, come Fausto Carboni, amministratore delegato, Gilbert Khawam, general manager dell’unità di business Mechatronics Drive and Solutions e Marco Bertoldi, direttore commerciale della stessa business unit e dello stabilimento di Rovereto.

A finanziare la costruzione del nuovo edificio c’è la Provincia di Trento: la progettazione è stata realizzata internamente da Trentino Sviluppo, mentre i lavori saranno eseguiti materialmente dall’impresa di Lasino Costruzioni Dallapè, la quale, insieme all’azienda Gruber Srl di Riva del Garda, si è aggiudicata la gara d’appalto con un prezzo di 4,5 milioni di euro.

La Bonfiglioli è un’azienda leader nella progettazione e nella produzione di motoriduttori di velocità, di sistemi di azionamento e di automazione industriale, di inverter, di soluzioni per il fotovoltaico e di motoriduttori epicicloidali. Come anticipato, attualmente a Rovereto l’impresa dà lavoro a circa 80 lavoratori, tra operai specializzati, progettisti e ingegneri. Il 74% di loro è trentino, mentre la metà ha meno di 30 anni. Entro il prossimo anno la forza lavoro è destinata a crescere ulteriormente, di circa 20 unità».

https://trentinostartup.eu/5mila-metri-in-più-per-la-bonfiglioli-in-polo-meccatronica-e8ee251dc5b2
 

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Nuovo headquarter con giardino pensile

«Entro l’anno Bolzano avrà una nuova torre, sarà quella della sede Markas (nel rendering). Quaranta metri di altezza, 10 piani, e con un volume di 22mila mc, per uno degli interventi di rigenerazione urbana che sta caratterizzando la zona produttiva dei Piani, con vista sull’area ferroviaria della città. L’azienda fondata in Alto Adige nel 1985, specializzata nei servizi di pulizia e ristorazione, ha assegnato alla società Atp di Innsbruck l’incarico di costruire un nuovo headquarter. C’è un abete sulla copertura: è già stata fatta la tradizionale Richtfest, la festa della posa del tetto.



Secondo il cronoprogramma, i dipendenti si trasferiranno nella nuova sede, a due passi dall’attuale, dall’inizio del 2019. Qui troveranno uffici spaziosi, con 220 postazioni di lavoro, una sala convegni per 200 persone e una ventina di sale riunioni, aree comuni, la mensa con l’area cucina e la caffetteria, una palestra e un parcheggio sotterraneo. Ma l’elemento distintivo del progetto scelto dalla committenza, la famiglia Kasslatter, sarà il giardino pensile che si svilupperà su tutto il quarto piano dell’edificio. A rendere ancora più verde la sede, oltre agli alberi piantati nello spazio pubblico antistante l’edificio, le piante arrampicanti che saliranno fino al solaio del giardino pensile, che funge da basamento agli ultimi piani. Le aree centrali sono state concepite per offrire un luogo di incontro e condivisione, gli spazi green accoglieranno i collaboratori nei momenti di relax.

A pochi anni di distanza dalla costruzione della nuova sede Markas in Austria, con un progetto dello studio Feld72, per Bolzano con Atp si è optato per una nuova costruzione caratterizzata esternamente da una diagrid, cioè da un reticolato con elementi triangolari, con travi a supporto diagonale. «Lo spazio interno – racconta Robert Mantinger, responsabile del facility management per Markas – sarà funzionale, flessibile e carico di appeal: è stata coinvolta l’azienda svizzera Vitra per realizzare elementi d’arredo customizzati per gli spazi di lavoro e per quelli della condivisione, per le scrivanie e le sedute, con l’intento di progettare un ambiente su misura, sulla base dell’identità aziendale e ascoltando le reali esigenze dei collaboratori. Il colore sarà la chiave di lettura per le diverse aree, comprese quella della comunicazione, della rigenerazione, della concentrazione e dei servizi».

In tema di sostenibilità, infine, questa nuova sede non sarà solo CasaClima A , ma sarà il primo edificio in Italia certificato Well Building, lo standard internazionale che promuove la salute e il benessere delle persone negli edifici».

http://www.ilsole24ore.com/art/casa...r-giardino-pensile-190443.shtml?uuid=AEeCGqNF
 

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A Bolzano cresce l’innovazione: 9,3 milioni per la ricerca al NOI Techpark

«In Alto Adige cresce l’ecosistema dell’innovazione. Che da quasi un anno ha il suo fulcro fisico nel parco scientifico-tecnologico NOI Techpark, inaugurato il 20 ottobre 2017 in un complesso di archeologia industriale alle porte di Bolzano. Un motore di ricerca e tecnologie strategicamente situato alla cerniera fra economia italiana e tedesca. Un motore in cui la giunta della Provincia autonoma di Bolzano ha appena messo nuova benzina: 9,3 milioni di euro, questo l’investimento ufficializzato da una delibera 4 settembre 2018 nell’ambito della “Iniziativa per la ricerca” avviata a febbraio.



La misura si concretizza in una serie di convenzioni stipulate con enti di ricerca attivi nel territorio: Università di Bolzano, Eurac, Laimburg ed Eco Research. Che si traducono in progetti di ricerca comuni, e nella realizzazione di laboratori nell’ambito delle tecnologie verdi e alpine, delle tecnologie alimentari e dell’automazione.
Il programma della Giunta per rafforzare l’Alto Adige come polo scientifico attraverso il sostegno dei suoi attori principali e la realizzazione delle infrastrutture adeguate è denominato “Capacity building per lo sviluppo delle competenze”. Insieme all’ampliamento delle strutture di ricerca, propone soluzioni innovative per l’economia attagliate sulle esigenze del territorio.

Agroforestale, materiali da costruzione e sensori
Un esempio in questo senso è rappresentato dal progetto condotto da Unibz sulla deriva dei pesticidi in agricoltura, o da quello relativo alla sicurezza dei trattori che operano sui pendii ripidi. La giunta finanzia progetti e ampliamenti relativi a laboratori già presenti all’interno del NOI Techpark, ma anche due nuovi laboratori: uno per la sensoristica della Laimburg (Senslab) con il quale è possibile caratterizzare gli alimenti sulla base della loro analisi sensoriale con particolare attenzione alla loto tipicità, e un altro dell’Eurac per testare le caratteristiche igrotermiche dei materiali da costruzione (Hylab).
Le convenzioni con gli enti di ricerca hanno una durata di tre anni. Nel 2018 la giunta provinciale ha messo a disposizione 4 milioni di euro. Complessivamente è stata ora messa a disposizione fino al 2020 la somma di 9.366.647 euro per l’ampliamento delle attività di ricerca.

Le risorse sono così suddivise fra gli enti di ricerca: 4.211.888 euro per Eurac, destinati ai laboratori del TerraXCube e per il laboratorio per le energie rinnovabili e lo spin-off Hylab. A Unibz andranno 2.474.989 euro per innovazione nell’ambito agroforestale. Il Centro di sperimentazione Laimburg otterrà 2.385.770 euro per attività di ricerca nel settore agroforestale, incluse quelle del laboratorio Senslab. Eco Research avrà a disposizione 294.000 euro per svolgere insieme a Laimburg e Unibz progetti di analisi delle acque nell’ambito dei prodotti agroforestali e per stabilire con maggiore sicurezza la loro provenienza».

http://www.innovation-nation.it/noi-techpark-9-milioni/
 

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Buongiorno a tutti, rieccomi a scrivere dopo ben 7 anni di assenza da questo forum... mi ero quasi dimenticato della sua esistenza coltivando la passione per l'architettura soltanto privatamente. Spero di tornare a partecipare alla grande rivitalizzando l'angolo bolzanino di questa grande piattaforma.
Bolzano continua ad avere grandi progetti in corso d'opera, in partenza o ancora solo su carta, tenterò di seguire raccontarli a voi!
 

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Oggi mi sono fatto un giretto a Bolzano in centro. Ho visto che in via Alto Adige hanno iniziato da qualche settimana i lavori per il terzo palazzo di via Alto Adige dove per anni c’è stato un vuoto con soltanto i parcheggi interrati costruiti. Il buco di via Alto Adige era stato comprato per 22 milioni dal magnate austriaco Benko che nei prossimi anni stravolgerà l’intera area.
Il buco è rimasto così per un decennio o più.


Ora la gru e i primi lavori



Purtroppo rendering del futuro palazzo non ne ho trovati. Saranno Otto piani fuori terra, tre interrati, due dei quali già collaudati e funzionanti come autorimessa. Facciata strutturale a cellule e un'immagine di risulta fatta di trasparenze e di partizione di montanti. Ingressi al piano terra per valorizzare la parte retrostante, dove ci sarà la porzione commerciale di vendita al dettaglio. "L'idea estetica e urbana - dice l'architetto Andrea Saccani, di Area 17 - è quella di favorire una "permeabilità" tra questa nuova torre di via Alto Adige e gli spazi retrostanti verso il Teatro comunale, il Centro Trevi e il giardino dei Cappuccini".

Un asse che riporta l'urbanistica al centro del progetto, ricostituendo una direttrice di attraversamento oggi degradata anche perchè cancellata dalla sovrapposizione disordinata di edifici vecchi e nuovi e dall'assenza di una continuità d'uso dei luoghi.
 

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A Palais Campofranco invece continua la costruzione attorno al “vaso” del ginko bolina piantato dalla imperatrice Sissi in persona. Dicono che sia il vado più grande del mondo. Particolare perché i negozi saranno attorno alle radici di questa importante pianta.


Se siete interessati a questo particolare progetto ditemi che faccio un approfondimento.
 

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quando partono i lavori per il centro commerciale alla stazione, il WaltherPark?

https://waltherpark.com/?lang=it


Nn c’è ancora una data precisa di inizio lavori. Stanno procedendo abbastanza velocemente alla costruzione della nuova stazione della autocorriere in via Renon. Non so se hanno una data entro la quale la stazione odierna dovrà essere sgomberata.
 

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ICE ARENA

Mentre il comune valuta il costo dell'area municipale di fronte al centro commerciale 20ty vi posto alcuni rendering del progetto per alleggerire il Palaonda ormai troppo sovraccarico di manifestazioni/allenamenti ecc
Questo progetto vuole far diventare Bolzano capitale del ghiaccio in italia.





Non sarà solo un palaghiaccio. Perché lì, tra pista e tribune con 5.000 posti a sedere (più piccolo del Palaonda), in una sua appendice che salirà tra piani di cemento e vetro curvato per seguire il profilo esterno dell'edificio, è previsto che si installi il “Centro federale di alta specializzazione per sport su ghiaccio e medicina dello sport”. Detto in soldoni: sia il cuore medico-scientifico nazionale che lo snodo anche amministrativo-gestionale di hockey su ghiaccio, pattinaggio su ghiaccio, di figura e velocità, curling e short track.
http://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/ice-arena-bz-il-nuovo-palaghiaccio-1.1565746
 
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