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Near Cevo, there was in 1998 an unusual memorial cross erected as memento of a visit of Pope John Paul II in the same year. Why was it erected as an inclined structure?
Was it rebuilt after its collapse in 2014?
 

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Capitoliumart punta sulla qualità e aumenta il fatturato semestrale

«Il primo semestre 2018 della casa d'aste Capitoliumart di Brescia si è concluso con un fatturato di 2.899.970 euro, in crescita rispetto al primo semestre 2017. I lotti venduti sono stati 1.631 su 3.449 offerti con un prezzo medio di 1.778 euro. Le percentuali di venduto sono state del 47% per lotto e del 57% per valore. Il settore a più alto aggiudicato è stata l'arte moderna con 1.374.867 euro. Il top lot un dipinto di Hans Hartung, «T1963 - U22» del 1963, stimato 100-120.000 euro e venduto a 134.434 euro. In questa intervista al responsabile arte moderna e contemporanea Gherardo Rusconi, il trend della casa d’asta.


Arte CineseQuaderno con disegni di fiori ed iscrizioni firmato Wu Changshuo (1844-1927)

Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Il primo semestre di quest'anno è andato molto bene con un andamento in positivo del 46%.
La logica quadrimestrale degli anni scorsi è stata abbandonata e ci siamo allineati alle altre case d'asta concentrando le aste secondo un andamento semestrale. I numeri quindi indicano una percentuale di crescita fuorviante che andrebbe ridotta, ma non al di sotto del 30%. I dati sono dunque incoraggianti e premiano le nuove strategie (sia dal punto di vista del marketing che dell'organizzazione interna) introdotte nel 2017.

Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Le aste sono bene o male rimaste le stesse. È diminuito il numero dei lotti presentati così come la percentuale di venduto sul numero totale degli stessi. È aumentata, invece, dal 49% al 57% la percentuale del venduto calcolata sulle riserve. Il lavoro è stato quindi orientato maggiormente sulla selezione delle opere e sulla ricerca e cura del cliente. 


Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti? 

La tendenza del collezionismo in tutti i segmenti è sempre maggiormente mirata alla sicurezza dell'acquisto sia
dal punto di vista dell'originalità che dell'investimento. 


Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
L'incidenza degli acquisti stranieri permane intorno al 40% sul numero totale delle transazioni ma aumenta sul valore delle aggiudicazioni toccando in alcune vendite anche il 70%. Sono maggiormente presenti nelle aste di arte orientale e design. Nelle aste di arte moderna e antica si aggiudicano quasi tutta la fascia medio-alta.

Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che cosa comprano?

Non ci sono nuovi clienti italiani. Il profilo è lo stesso ma la capacità di acquisto è aumentata, soprattutto, per quanto ci riguarda, nel design dove diversi top lot sono stati aggiudicati a clienti italiani. 


Come cambia il profilo di chi vende?
La nostra Casa d'aste è fortemente legata alla committenza privata che non rivela cambiamenti di profilo. La spinta alla vendita è alimentata da un ampio spettro di necessità o prospettive. C'è chi vende per bisogno, chi per strategia (tendenzialmente per cambiare investimenti o per metterli a frutto) o chi semplicemente per questioni organizzative come nei casi delle divisioni ereditarie o dei cambiamenti di locazione. 


Chi sono gli artisti e quali i movimenti artistici sottovalutati?

Come casa d'aste siamo convinti che non ci pertenga indicare chi meriti maggior mercato in virtù delle qualità artistiche proprie o di un movimento di appartenenza. Possiamo valutarne le possibilità di crescita economica sulla base di una storicità che indichi elementi comuni con casi di successo. Al momento la schiera è folta ma le indicazioni sono ancora deboli. Per proiezioni a breve termine è forse meglio aspettare le aste di fine anno. Nel lungo termine, invece, sicuramente la faranno da padrone le opere più significative per qualità, unicità e curriculum dei grandi artisti del Novecento. Sicuramente da evitare i fuochi di paglia.

Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate possano avere un margine di crescita ulteriore?

Sicuramente il design ha ancora molto da esprimere. C'è molto entusiasmo sia nella proposta che nella vendita. Gli acquirenti italiani sono inoltre in crescita anche su valori di fascia medio alta, il che è un ottimo segnale. 


Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
L'obiettivo è di affinare le strategie che si sono dimostrate virtuose. Per adesso non è prevista l'apertura di nuovi dipartimenti cosa che probabilmente avverrà nel 2019. 


Circolazione internazionale: dall'introduzione della riforma del Ddl concorrenza (agosto 2017) quali semplificazioni e quali difficoltà avete incontrato all'esportazione di beni artistici? Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione delle Soprintendenze?
Per il momento le semplificazioni del “DDL Concorrenza” non sono ancora operative, si attende il via libera una volta chiariti dal ministero i dettagli sull'applicazione delle soglie di valore». 


http://www.ilsole24ore.com/art/arte...trale-141913.shtml?uuid=AE9vxQdF&refresh_ce=1
 

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Vivere SS 729
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Dal rottame al lingotto: l’alluminio bresciano sceglie l’integrazione

«Un operatore integrato lungo la filiera, dalla scelta delle materie prime fino alla produzione dei lingotti, il tutto rigorosamente «made in Brescia». Il mondo dell’alluminio tiene a battesimo una nuova realtà nata dall’integrazione di due player territoriali, con un progetto che sarà in grado di garantire una maggiore forza competitiva non solo per la capacità congiunta di attivare investimenti sotto gli aspetti tecnologici e organizzativi, ma anche per il presidio di più anelli della stessa filiera.



I protagonisti dell’operazione sono Arm spa, specializzata nel recupero di rottami metallici non ferrosi, e Deltacom srl, produttore di lingotti in leghe di alluminio. Insieme hanno fondato Advance holding spa, nuova realtà presieduta da Mario Assisi (è presidente di Arm spa), nella quale sono confluite le intere partecipazioni di entrambe le società. L’aggregato vale circa 90 dipendenti complessivi per un fatturato che supera i 130 milioni di euro.

«L’evoluzione dei mercati – spiega Tiberio Assisi, amministratore delegato di Arm spa – impatta sul core business dell’impresa pone le aziende davanti alla necessità di muoversi responsabilmente per restare competitive e, quindi, capaci di continuare a generare valore nel territorio. L’integrazione a valle è stata per noi la soluzione corretta. Pur restando un operatore aperto al mercato, in Deltacom abbiamo identificato il giusto partner per trasformare un’idea di verticalizzazione in un progetto concreto. Con Advance Holding saremo più vicini al cliente finale, più efficienti e competitivi».

[...]

https://www.ilsole24ore.com/art/imp...lie-l-integrazione-151156.shtml?uuid=AEyGqLdG
 

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A Brescia l’acciaieria 4.0 cerca laureati con l’X factor

«Dark polo gang, Tedua, Rkomi, Capo plaza. Se non avete la più pallida idea di chi siano è, probabilmente, perchè avete più di 20 anni, e le vostre orecchie sono avvezze ad altri suoni rispetto alla «trap», genere musicale amato dai giovanissimi e di cui i quattro sono esponenti di spicco.



Eppure per capire il mondo di oggi bisognerebbe, forse, ascoltare anche un po’ di trap, perchè suonare la stessa musica può essere di conforto, ma non apre a nuove prospettive. Succede anche nelle aziende. Stanco di «ascoltare la stessa musica», Giuseppe Pasini, imprenditore siderurgico leader del gruppo Feralpi di Lonato, ha di recente lanciato un’iniziativa per incoraggiare l’ingresso in azienda di giovani laureati con competenze nuove, cercando quelli con l’«x factor». Giovani cioè in grado, all’occorrenza, di rivoltare l’azienda come un calzino, di mostrare da prospettive diverse processi e prassi aziendali ormai consolidati per chi ci vive dentro da anni.

Pasini cerca la chiave per interpretare, grazie ai Millennial, i mercati del futuro. «Cerchiamo ragazze e ragazzi che abbiano una particolare propensione alla trasformazione digitale - spiega il presidente -, e vogliamo che si impegnino a sviluppare progetti capaci di incidere in modo innovativo sui processi aziendali». Il requisito per candidarsi è semplicemente essere un giovane laureato, indipendentemente dalla facoltà frequentata. È il benvenuto, ribadisce l’imprenditore, «non solo chi ha tra le mani un titolo accademico in materie tecniche, ma anche chi può mettere in un’azienda come Feralpi, internazionale e multi-stabilimento, le proprie competenze scientifiche, sociali o umanistiche».

Il gruppo Feralpi è uno dei principali player siderurgici italiani ed europei, con una produzione di 2, 5 milioni di tonnellate di acciaio, 1.500 occupati e un fatturato di 1,2 miliardi di euro, realizzato vendendo soprattutto acciai destinati all’edilizia. Ma anche il laureato in filosofia può andare bene nella prospettive immaginata dall’imprenditore bresciano. Anzi, da queste parti la prospettiva che un giovane dedito a Wittgenstein e Kant provi a mettere il naso dentro questa acciaieria, indossando caschetto e scarponi e indicando con il dito a ogni passo tutte le cose «strane» che vede è, sotto sotto, desiderata».

[...]

https://www.ilsole24ore.com/art/man...aureati-l-x-factor-161802.shtml?uuid=AEuWmJoG
 

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sinestesico associator
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23:06 gio29nov2018 ^^
=
Non mi risulta, che il mondo di oggi sia nelle mani dei giovani.
Comunque è proprio un vizio diffuso, quello di cercare l'uomo del miracolo e
cullarsi nelle illusioni. ..E fatto pure da gente che dovrebbe essere concreta...
- Ma perché allora, per dire... all'Alfa acciai invece cosa fanno?...
..Va be'... si vede che alla Feralpi qualcuno è in crisi esistenziale
(o forse c'è di peggio, e la crisi si estende alle competenze?...)
-_
 

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Il rilancio del rame di Eredi Gnutti: dall’anticamera del fallimento all’Élite di Borsa Italiana

«Dal rischio default all’Elite di Borsa italiana. Eredi Gnutti Metalli completa il percorso riorganizzativo avviato nello scorso esercizio e chiude l’anno in positivo, un patrimonio rafforzato e un assetto più adatto a presidiare i mercati di riferimento, vale a dire la produzione di barre in ottone e, in misura sempre maggiore, di laminati in rame destinati a settori in trasformazione, come l’automotive e l’elettronica. Un percorso di risanamento che le ha permesso di intraprendere il percorso Élite di Borsa Italiana, insieme ad altre realtà emergenti del capitalismo famigliare italiano, ora intenzionate ad aprirsi alla managerialità e al mercato dei capitali.



Due anni fa la storica azienda bresciana (è stata fondata nel 1860) era stata costretta ad affrontare una severa ristrutturazione, per risolvere una situazione di bilancio critica, che stava mettendo a repentaglio l’operatività aziendale. Le scelte messe in fila in questo ultimo periodo hanno riportato l’azienda in carreggiata. Il gruppo si è concentrato a Brescia, chiudendo un centro servizi e altri due siti in provincia di Venezia e di Milano, utilizzando ammortizzatori sociali e cercando di riassorbire il più possibile le attività nello storico quartier generale. Poi c’è stata la firma di un accordo di ristrutturazione ex articolo 67 con le banche e la ridefinizione della governance e della specializzazione produttiva.

Nel corso dell’ultimo esercizio il gruppo Egm ha incrementato i ricavi a 213 milioni di euro, sfruttando la leggera tendenza alla ripresa del settore. La ricerca di mercati in crescita e a maggiore valore aggiunto, unito a una attenta politica di controllo dei costi operativi (scesi da 43,7 a 38,3 milioni grazie al nuovo assetto organizzativo) ha prodotto risultati anche sul fronte delle marginalità, con un Ebitda salito a 13,5 milioni (il 6,3% del fatturato) e un risultato netto che, dopo il pareggio dell’anno precedente, ritorna decisamente in nero, con un utile di 5 milioni di euro. La posizione finanziaria netta, nonostante la crescita del fatturato, si riduce ulteriormente a 69,8 milioni di euro a fronte dei 75 dell’anno precedente. Non è, come ovvio, tempo di remunerare gli azionisti (per altro numerosi, frammentati tra le diverse componenti della famiglia) per Egm : l’intero utile è stato portato a patrimonio netto, che sale a 51 milioni, portandosi a 1,3 volte rispetto l’indebitamento».

[...]

https://www.ilsole24ore.com/art/imp...liana-181726.shtml?uuid=AEqy4lpG&refresh_ce=1
 

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Brescia ritocca verso l’alto il record dell’export

«Non si arresta la corsa delle esportazioni bresciane. Tra giugno e settembre il controvalore delle merci vendute dalle imprese oltre i confini italiani è stato di 4 miliardi di euro, in aumento del 6,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, anche se il dato congiunturale (il confronto rispetto al trimestre precedente) evidenzia un calo del 10,7 per cento. Brescia ritocca comunque verso l’alto il record storico dell’export: nei primi nove mesi dell’anno le vendite hanno generato un valore di 12,6 miliardi, con un tendenziale positivo (+8,2%) superiore a quello rilevata sia in Lombardia (+5,1%) che in Italia (+3,1%).



Tra i settori, sempre su base tendenziale, i più dinamici sono: apparecchi elettrici (+15,6%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+14,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+13%), metalli di base e prodotti in metallo (+12,7%), sostanze e prodotti chimici (+10,7%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+9,5%). In calo solo il comparto dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-28,4%) e quello dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-0,8%).

Tra i mercati di sbocco, crescono soprattutto le esportazioni verso Brasile (+42,2%), Stati Uniti (+16%) e Paesi Bassi (+18,5%), ma registrano incrementi consistenti anche Belgio (+11,9%), Germania (+10,1%, anche se c’è qualche preoccupazione per il rallentamento di queste settimane) e Regno Unito (+9,9%). Diminuiscono le vendite verso Algeria (-42,3%) e Russia (-5%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’America settentrionale (+13%) e dell’Unione europea a 28 (+10,2%). Negativa la dinamica dell’Africa (-12,3%). Il saldo commerciale è positivo (+5.227,1 milioni di euro), in aumento del 6,3% rispetto a quello dei primi nove mesi del 2017 (+4.918,4 milioni di euro)».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...xport-183852.shtml?uuid=AEicrqyG&refresh_ce=1
 

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Bello , ma..

Brescia, stipendi sempre più bassi: siamo il fanalino di coda della Lombardia

Lombardia la regione più ricca, con uno retribuzione annua lorda media di 31.692 euro: la provincia più ricca è invece Milano, con 34.302 euro di Ral media, seguita da quella di Monza e Brianza con 32.161 euro. Seguono la provincia di Bolzano (31,946), Bologna (31.497) e Parma (31.488). Roma è al decimo posto con una Ral di 30,453 euro, Brescia è solo al trentaquattresimo, in calo di due posizioni sul 2017, con una Ral media di 29.053 euro.

https://www.bresciatoday.it/economia/brescia-redditi-2018.html
 

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La spac ALP. I. si integra con Antares Vision e investe 70 milioni nel gruppo bresciano

«A dieci mesi dalla quotazione, Alp.I. I, la Spac promossa da Mediobanca, sceglie la bresciana Antares Vision, leader mondiale nell’ispezione visiva, nelle soluzioni di tracciatura e nella gestione dati per il settore farmaceutico. Le due società hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per l’integrazione al fine di sostenere e accelerare il percorso di crescita intrapreso da Antares Vision fino ad oggi. Nel dettaglio, ALP.I investirà 70 milioni, acquisendo post operazione circa un 12% dell’azienda bresciana. L’assemblea di approvazione della business combination si terrà così nel prossimo mese di febbraio.



Antares Vision, fondata nel 2007 da Emidio Zorzella e da Massimo Bonardi, due ingegneri opto-elettronici bresciani il cui sodalizio risale ai tempi dell'università, è una società tecnologica con cultura industriale. E oggi spicca a livello mondiale nel settore farmaceutico nella progettazione, realizzazione e implementazione di soluzioni di tracciatura, sia hardware che software con oltre 2000 installazioni su linee di confezionamento in oltre 200 stabilimenti farmaceutici in Italia e nel mondo. La posizione di leadership fa di Antares Vision il fornitore principale di 10 dei 20 maggiori gruppi farmaceutici al mondo: oltre l’80% della sua produzione è destinata infatti all’estero.

Nel contesto di supporto e di sviluppo di questo progetto di crescita ed espansione si inseriscono dapprima l’ingresso avvenuto tramite aumento di capitale di Sargas, veicolo costituito ad hoc da Guido Barilla con la partecipazione, tra gli altri, di Inpar Investment Fund, H14 della famiglia Berlusconi e Antonio Belloni, che avrà circa il 14% del capitale sociale post combination e, adesso, l’accordo con ALP.I per una quotazione all’AIM e un successivo passaggio al MTA».

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https://www.ilsole24ore.com/art/fin...i-gruppo-bresciano-103148.shtml?uuid=AEpqRN2G
 

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Maire Tecnimont entra nel green con la plastica da rigenerare

«L’ecologia dei fatti si contrappone all’ecologia delle parole al vento. La società di ingegneria Maire Tecnimont , quotata in Borsa, ha investito per sviluppare una tecnologia di riciclo delle materie plastiche in un impianto a Bedizzole (Brescia).



L’impianto fa parte del programma verde della società milanese e viene in soccorso all’emergenza italiana del settore del riciclo che, paralizzato da incertezze normative e da una domanda modesta, si sta intasando di plastica e altri materiali che non trovano la via della rigenerazione.

L’investimento della Maire Tecnimont nel Bresciano fa parte del progetto di Green Acceleration annunciato in novembre dal presidente Fabrizio Di Amato: il gruppo Maire Tecnimont attraverso la controllata NextChem entra nell’innovazione verde «con tre pilastri: l’economia circolare — spiega l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero — il Greening the Brown, cioè mitigare le ricadute ambientali della trasformazione di petrolio e gas, e il Green-Green, ovvero sviluppare additivi o sostituti del petrolio per carburanti o plastiche da fonti rinnovabili».

Il primo passo verso questo progetto, avviato con Intesa SanPaolo, riguarda l’investimento in un impianto a Bedizzole (Brescia), basato sulla tecnologia MyReplast, con efficienza di riciclo al 95%, che a regime produrrà 40mila tonnellate all’anno di plastiche da rigenerare, tra i più grandi in Europa».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...erare-160156.shtml?uuid=ABCkaRWB&refresh_ce=1
 

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«Apro l’Hilton a Brescia perché questa piazza ha molte potenzialità»

Della Frera investe anche in viale Europa: 143 stanze



«Guido della Frera ha le idee chiare sulle potenzialità turistiche di Brescia tanto da investire, in pochi anni, una cifra superiore ai 16 milioni di euro per far rientrare nell’orbita della GDF Hotel, di cui è presidente, due alberghi.

Il primo è stato, tre anni fa, il Novotel che ha acquistato con circa 8 milioni (2,5 milioni di ristrutturazione), il secondo è quello che entro la fine dell’anno, dopo averlo comprato da Unipol staccando un assegno superiore ai 7 milioni e siglato un accordo di franchising con l’americana Hilton, sarà l’Hilton Hotel (ex Una Hotel) in Viale Europa a Mompiano. Suo anche il Cristallo a Ponte di Legno.
«La piazza di Brescia ci sta dando grandi soddisfazioni. Lo scorso anno il Novotel con 120 camere disponibili ha fatturato circa 3,5 milioni di euro. L’Hilton che ci ha dato solo il marchio mentre la gestione sarà completamente nostra, di camere ne avrà 143 con 300 metri quadrati di spazi per eventi, un business centre totalmente rinnovato così come il centro fitness, un bar e un ristorante aperto anche a clienti esterni all’hotel».

Non pensa però che l’offerta alberghiera in città sia già sufficientemente satura?
«Non credo altrimenti non ci avrei investito ulteriormente. E poi è dimostrato che più alberghi sono presenti su un territorio, più cresce la capacità di attirare turisti. Brescia è una città laboriosa, con un’industria manifatturiera tra le prime in Italia, con eventi come la Mille Miglia di rilievo internazionale e che attira tanta gente e con un potenziale di città d’arte che è ancora tutto da esplorare. Non è da sottovalutare nemmeno la posizione geografica: è al centro del passaggio verso il lago di Garda e il lago d’Iseo che con la passerella di Christo ha avuto una risonanza mondiale. Inoltre è a due passi dalla Franciacorta e dai suoi vini».

Il target di clientela alla quale vi rivolgete con la vostra offerta è quindi composto principalmente da turisti stranieri?
«Gli standard che il brand Hilton assicura sono alti ed è un marchio riconoscibile dal mondo anglosassone e americano ma i fattori che mi hanno convito sono anche altri. L’hotel è vicino alla fermata della metropolitana, all’ospedale Civile, all’Università degli Studi di Brescia, allo stadio e sarà in grado di ospitare convegni di qualunque tipo. Crediamo in un turismo di affari e congressuale ma anche nel turismo sportivo e in quello legato alle famiglie. Anche per questo il prezzo medio delle camere di questo 4 stelle sarà inferiore ai 100 euro».

[...]

https://brescia.corriere.it/notizie...0b-11e9-93fb-6bb49234797c.shtml?refresh_ce-cp
 

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Bello , ma..

Brescia, stipendi sempre più bassi: siamo il fanalino di coda della Lombardia

Lombardia la regione più ricca, con uno retribuzione annua lorda media di 31.692 euro: la provincia più ricca è invece Milano, con 34.302 euro di Ral media, seguita da quella di Monza e Brianza con 32.161 euro. Seguono la provincia di Bolzano (31,946), Bologna (31.497) e Parma (31.488). Roma è al decimo posto con una Ral di 30,453 euro, Brescia è solo al trentaquattresimo, in calo di due posizioni sul 2017, con una Ral media di 29.053 euro.

https://www.bresciatoday.it/economia/brescia-redditi-2018.html

E' sempre stato così.

Non chiedetemi perchè ma la provincia di Brescia è sempre stata una delle massime potenze economiche nazionali, ma il reddito dei residenti è sempre stato (relativamente) basso.

Una volta qualcuno diceva "perchè qui sono tutti operai", adesso non so.


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Secondo me la mentalità è rimasta invariata. E nulla cambiera finché è importante avere un lavoro ed essere "vero lavoratore", cioè fare tante ore di lavoro.

Ma io faccio parte di quelli che si sono trasferiti a Brescia, quindi potrei benissimo sbagliarmi.
 

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Brescia sogna un museo nazionale dell’industria

«Paride Saleri è il nuovo presidente della Fondazione musil-Museo dell’industria e del lavoro di Brescia per i prossimi quattro anni, affiancato dal vicepresidente Giovanni Tampalini e dal direttore Pier Paolo Poggio; Valerio Castronovo mantiene la carica di presidente onorario. La nomina è stata ufficializzata nei giorni scorsi dal Consiglio di indirizzo della Fondazione musil, composto dai rappresentanti di Regione Lombardia, Associazione industriale bresciana, Università degli Studi di Brescia, A2a spa e i principali enti locali.



Paride Saleri guida Omb Saleri, azienda meccanica lumezzanese che negli anni ha saputo collocarsi in una dimensione internazionale, in un settore, quello delle valvole di arresto per gas (partendo dalle applicazioni domestiche fino all’automotive), destinato a espandersi in futuro.

«La consapevolezza che gli industriali influenzano il territorio dove operano, tanto sul piano materiale che su quello culturale - ha detto il neopresidente dopo l’insediamento - motiva l’attenzione nei riguardi di iniziative come quella del museo dell’industria e del lavoro. Rappresenterà la storia dell’industria, nazionale e bresciana, nelle sue ineludibili componenti: quella imprenditoriale e quella del lavoro».

Il presidente onorario del Musil, Valerio Castronovo si è augurato che presto possa giungere a compimento la realizzazione della sede centrale del Musil di Brescia, a conclusione del progetto iniziale finalizzato a dotare l’Italia di un grande museo dell’industria e del lavoro analogo a quelli di altre nazioni europee».

[CONTINUA]

https://www.ilsole24ore.com/art/imp...stria-134939.shtml?uuid=ABz72fqB&refresh_ce=1
 

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Riesumo il thread di Brescia visto che sembra concretizzarsi l’idea del mega teatro di Erbusco da più di 6000 posti con annesso hotel, museo, istituto musicale e una decina di bar oltre ad un teatro minore:

http://https://it.businessinsider.com/franciacorta-terra-di-melomani-il-faraonico-progetto-di-un-teatro-da-6-381-posti-3-volte-la-scala-non-convince-gli-ambientalisti/

Stando all’articolo la data presunta di apertura è il 2023 eventualmente apriremo thread apposito.
Tra l’altro sembra che l’edificio in costruzione ai margini della rotonda sia proprio uno Starbucks come si vocifera da mesi.
 
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