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Proprio 40 anni fa allo Stonewall Inn di New York veniva scritta un'importante pagina di storia.

Per non dimenticare cosa accadde quella sera in onore di chi si è battuto e di chi continua a farlo dentro e fuori la comunità LGBT:

Moti di Stonewall
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


I cosiddetti moti di Stonewall, chiamati anche nel loro insieme dal movimento gay statunitense rivolta di Stonewall, furono una serie di violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969 poco dopo l'1:20 di notte, quando la polizia irruppe nel bar chiamato "Stonewall Inn", un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village.

"Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della "giornata mondiale dell'orgoglio LGBT" o "Gay pride".

Storia

Le incursioni della polizia nei bar gay e nei night club fecero regolarmente parte della vita gay nelle città di tutti gli Stati Uniti fino agli anni '60, quando divennero marcatamente meno frequenti nelle città principali. Molti concludono che il declino di queste retate può essere attribuito a una serie di azioni legali e all'aumentata resistenza da parte del "movimento omofilo".

Prima del 1965, l'identità dei presenti al momento della retata veniva registrata dalla polizia, e in alcune occasioni venne anche pubblicata sui quotidiani. Talvolta si caricavano sui cellulari quanti più avventori possibile. All'epoca, la polizia usava tutti i motivi che riusciva a escogitare per giustificare un arresto con accuse di "indecenza", tra cui: baciarsi, tenersi per mano, indossare abiti del sesso opposto, o anche il semplice essersi trovati nel bar al momento dell'irruzione.

È importante guardare a prima del 1969 ed esaminare il diverso atteggiamento esistente a New York nei confronti dei bar gay e dei diritti gay. Nel 1965 salirono alla ribalta due figure importanti. John Lindsay, un Repubblicano liberale, venne eletto sindaco di New York con una piattaforma riformatrice. Dick Leitsch divenne presidente della Mattachine Society a New York, all'incirca nello stesso periodo. Leitsch era considerato relativamente militante rispetto ai suoi predecessori, e credeva nelle tecniche di azione diretta comunemente usate da altri gruppi per i diritti civili degli anni 1960.

All'inizio del 1966, a causa delle lamentele della Mattachine, erano cambiate le politiche per cui la polizia stava in strada anche per incastrare i gay e accusarli di atteggiamenti osceni. Il commissario, Howard Leary, istruì le forze di polizia perché non adescassero i gay spingendoli a infrangere la legge e richiese inoltre che ogni poliziotto in borghese avesse un civile come testimone quando veniva arrestato un gay. Ciò pose quasi fine al cosiddetto entrapment (la pratica dell'adescamento con lo scopo di arrestare) dei gay con tali accuse a New York (D'Emilio, p. 207).

Nello stesso anno, allo scopo di sfidare la State Liquor Authority (SLA) sulle sue politiche circa i bar gay, Dick Leitsch condusse un "sip in" (il termine deriva da "sit in", e sip significa "sorseggiare"). Leitsch aveva avvisato la stampa e progettato un incontro in un bar con altri due uomini gay (un bar poteva vedersi revocata la sua licenza di vendita dei liquori se serviva da bere volontariamente a un gruppo di tre o più omosessuali); per verificare la politica della SLA sulla chiusura dei bar. Quando il barista del Julius li mandò via, essi reclamarono davanti alla commissione cittadina per i diritti umani. A seguito del "sip in", il presidente della SLA dichiarò che il suo dipartimento non proibiva la vendita di liquori agli omosessuali. Inoltre, l'anno seguente, due distinte sentenze giudiziarie dichiararono che erano richieste "prove sostanziali" per poter revocare una licenza per gli alcolici. I baci tra due uomini non erano più considerati comportamento indecente. Il numero di bar gay a New York crebbe stabilmente dopo il 1966 (D'Emilio, p. 208).

Così, se nel 1969 i bar gay erano legali, perché allora ci fu l'irruzione allo Stonewall Inn? John D'Emilio, storico gay statunitense, fa notare che la città era nel mezzo di una campagna per l'elezione del sindaco e John Lindsay, che aveva perso le primarie del suo partito, aveva motivo di chiedere un repulisti dei bar della città. Lo Stonewall Inn forniva pretesti per un intervento della polizia. Operava senza licenza per i liquori, aveva legami con il crimine organizzato, e forniva dei "go-go boys" scarsamente abbigliati come intrattenimento (D'Emilio, p. 231).

Il vice ispettore Seymour Pine, che guidò l'incursione nel bar della prima notte, sostenne che gli venne ordinato di chiudere lo Stonewall Inn perché era il luogo principale ove raccogliere informazioni sugli uomini gay che lavoravano a Wall Street: un incremento nel numero di furti organizzati in aziende di intermediazione di Wall Street aveva portato la polizia a sospettare che dietro a questi furti ci fossero gay che venivano ricattati (Carter 262).

Perché Stonewall?

Gli avventori dello Stonewall erano abituati a queste retate e il personale era generalmente in grado di riaprire il bar nella notte stessa o in quella seguente. Cosa rese allora diversa questa irruzione, rispetto a tutte le altre?
In proposito ci sono due spiegazioni. La prima è quella storica, che sottolinea come la situazione fosse ormai matura per una ribellione, dopo la crescita del movimento anti-autoritario e di protesta del "Sessantotto", specie quello contro la guerra del Vietnam, a cui avevano partecipato in altra veste molti dei gay che presero parte ai moti. Era nell'aria l'idea che le minoranze avessero il diritto di rivendicare una loro dignità. Da questo punto di vista, il modello fornito dal movimento per i diritti civili dei neri influenzò molto i militanti gay della prima ora, come dimostra il fatto che lo slogan "Gay power" (potere gay) che venne lanciato durante i disordini, derivava direttamente dallo slogan "Black power" (potere nero).
In tale contesto, bastava una scintilla per incendiare gli animi, e questa scintilla fu la retata dello Stonewall.
In effetti, la rivolta del 28 giugno 1969 è considerata un momento di "rottura" nella storia della comunità omosessuale proprio perché ciò che ne venne fuori aveva molte più somiglianze con i movimenti di lotta politica non gay di quegli anni, piuttosto che con i movimenti "omofili" che fino a quel giorno avevano condotto la lotta per i diritti degli omosessuali.
La principale differenza fu che mentre il movimento omofilo cercava d'integrare gli omosessuali nella società così come essa era, il nuovo movimento, che si autodefinì, usando un termine gergale, "gay", rifiutava l'integrazione in una società giudicata incapace di accettare le diversità, sostenendo che essa andasse rivoluzionata.

La seconda spiegazione è meno rigorosa dal punto di vista storico ma più popolare (e stereotipica), e collega i moti del giugno 1969 con la morte, avvenuta una settimana prima, di Judy Garland, un'importante icona culturale in cui si identificavano molti appartenenti alla comunità gay. Il palpabile lutto per la sua perdita culminò nel suo funerale, il 27 giugno, cui parteciparono 22.000 persone, di cui si stima 12.000 fossero gay. Molti degli avventori dello Stonewall quindi sarebbero stati ancora provati emotivamente quando quella notte avvenne l'irruzione.
Questa è la tesi che viene sposata, e quindi resa celebre, dal film Stonewall.
In realtà molti dei partecipanti alla rivolta dichiararono ripetutamente in seguito che la morte di Judy Garland non fu il fattore motivante.

La retata di Stonewall e le conseguenze

Diversi fattori differenziano la retata che si svolse il 28 giugno da altri simili allo Stonewall Inn. Generalmente, il sesto distretto avvisava i gestori dello Stonewall Inn prima delle retate, che si compivano abbastanza presto la sera, in modo da permettere il normale ritorno agli affari per le ore di punta della notte.

Approssimativamente all'1 e 20 di notte, molto più tardi del solito, otto ufficiali del primo distretto, dei quali solo uno era in uniforme, entrarono nel bar di Christopher Street. Gran parte degli avventori fu in grado di sfuggire all'arresto, poiché gli unici arrestati furono "coloro i quali si trovavano privi di documenti di identità, quelli vestiti con abiti del sesso opposto, e alcuni o tutti i dipendenti del bar" (Duberman, p. 192).

I dettagli su come ebbe inizio la rivolta variano.
Secondo un resoconto, una transgender di nome Sylvia Rivera scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata pungolata con un manganello (Duberman). Un'altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un'auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire (D'Emilio, p. 232).[1]
Comunque sia, la mischia si accese in mezzo alla folla, che presto sopraffece la polizia. Intontiti, i poliziotti si ritirarono all'interno del bar. Il cantante eterosessuale Dave van Ronk, che stava passeggiando nella zona, venne afferrato dalla polizia, trascinato nel bar e picchiato. Gli attacchi della folla non cessavano.
Alcuni cercarono di appiccare il fuoco al bar. Altri usarono un parchimetro come ariete per costringere gli agenti ad uscire.
La notizia della rivolta si diffuse rapidamente e molti residenti, così come gli avventori dei bar vicini, accorsero sulla scena.

Nel corso della notte la polizia isolò molti uomini effeminati e spesso li picchiò. Solo nella prima notte vennero arrestate 13 persone e vennero feriti quattro agenti di polizia, oltre a un numero imprecisato di dimostranti. Si sa comunque che almeno due dimostranti vennero picchiati selvaggiamente dalla polizia (Duberman, pp. 201-202). Bottiglie e pietre vennero lanciate dai dimostranti che scandivano lo slogan "Gay Power!".
La folla, stimata in 2.000 persone, battagliò contro oltre 400 poliziotti.

La polizia inviò rinforzi composti dalla Tactical Patrol Force, una squadra anti-sommossa originariamente addestrata per contrastare i dimostranti contro la Guerra del Vietnam. Le squadre anti-sommossa arrivarono per disperdere la folla, ma non riuscirono nel loro intento e vennero bersagliate da pietre e altri oggetti. Ad un certo punto si trovarono di fronte a una fila di drag queen che le prendeva in giro cantando:
(EN)
« We are the Stonewall girls
We wear our hair in curls
We wear no underwear
We show our pubic hair
We wear our dungarees
Above our nelly knees! »
(IT)
« Siamo le ragazze dello Stonewall
abbiamo i capelli a boccoli
non indossiamo mutande
mostriamo il pelo pubico
e portiamo i nostri jeans
sopra i nostri ginocchi da checche! »

Alla fine la situazione si calmò, ma la folla ricomparve la notte successiva. Benché meno violenta del giorno precedente, la folla conservava ancora la stessa elettricità. Le schermaglie tra rivoltosi e polizia proseguirono fino alle 4 del mattino.

Il terzo giorno di rivolta si svolse cinque giorni dopo la retata allo Stonewall Inn. In quel mercoledì, 1.000 persone di radunarono al bar e causarono gravi danni alle cose. La rabbia contro il modo in cui la polizia aveva trattato i gay nei decenni precedenti affiorò in superficie. Vennero distribuiti volantini con la scritta "Via la mafia e gli sbirri dai bar gay!".

Eredità

Le forze che ribollivano prima della rivolta non erano emerse in superficie. La comunità creata dalle organizzazioni omofile dei due decenni precedenti aveva creato l'ambiente perfetto per la nascita del Movimento di liberazione gay. Per la fine di luglio a New York si formò il Gay Liberation Front (GLF), e per la fine dell'anno il GLF comparve in città e università di tutti gli Stati Uniti.
Organizzazioni simili vennero presto create in tutto il mondo: Canada, Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Australia e Nuova Zelanda. In Italia, dove un movimento omofilo che preparasse il terreno non era mai esistito, si dovette aspettare fino al 1971.

L'anno seguente, in commemorazione dei moti di Stonewall, il GLF organizzò una marcia dal Greenwich Village a Central Park. Tra i 5.000 e i 10.000 uomini e donne vi presero parte.
Da allora, molte celebrazioni del gay pride in tutto il mondo scelgono il mese di giugno per le parate e gli eventi che commemorano "la caduta della forcina che si udì in tutto il mondo" (D'Emilio, p. 232).

Il principale gruppo britannico per i diritti gay si chiama Stonewall in onore della rivolta.

Sull'episodio è stato prodotto nel 1995 un film celebrativo, rivolto al grande pubblico: Stonewall
 

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e grazie del copioso numero di post.
Com'era? Ah su SSC non c'è omofobia.
Eppure in occasione della giornata della memoria qualche post in + di solito si vede.
E vabbè.
Io vado avanti, un giorno questo diventerà un paese normale.
 

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Quarant'anni


Di queerboy 29/06/2009

Oggi il "movimento" compie quarant'anni. I primi quarant'anni di lotte che nel mondo hanno conquistato risultati diversi stato per stato.
Inutile fare confronti tra l'evoluzione canadese e quella cinese, troppo lontani, troppo diversi, troppo differentemente "democratici.
Inutile anche fare somme e sottrazioni per quel che riguarda i risultati ottenuti in Italia visto che siamo fermi al palo più o meno da un decennio. Quello che duramente si è conquistato nei primi venti anni, perchè in Italia tutto comincia con ritardo, è molto ma quello che è rimasto indietro è ancora di più.
Un movimento che quasi non esiste, una "base" che è ridotta al lumicino su alcuni temi, una quasi completa indifferenza della classe politica e della cosiddetta società civile.
I modelli cui guardare, però, sono esemplari, a quarant'anni dalla notte in cui un gruppo di uomini e donne si è ribellato alle vessazioni e alla volontà di relegarli nell'oscurità.
Proprio oggi, per celebrare i quarant'anni dai moti di Stonewall, il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama riceve nella Sala Est della Casa Bianca una nutrita delegazione di gay, lesbiche, trans e bisessuali americani.
Duecentocinquanta rappresentanti della più folta minoranza che esista sul pianeta per ricordare l'anniversario dell'insurrezione popolare che li ha resi visibili. L'anniversario della nascita del movimento per i diritti degli omosessuali.
E' uno dei passi avanti più importanti che la comunità GLBT americana abbia mai fatto il ricevimento ufficiale alla Casa Bianca. Non era mai accaduto prima, e sta accadendo grazie ad un uomo che ha saputo chiamare a raccolta anche i gay, le lesbiche, i e le transessuali insieme alla società civile attorno ad un'idea di libertà per tutti, perchè "se qualcuno non è libero allora vuol dire che tutti non lo sono".
Niente a che vedere con la delegazione che nel 1977 non vide nemmeno col binocolo Jimmy Carter ma fu accolta da un funzionario. Niente a che vedere con uno sparuto gruppo, peraltro ben più che incompleto, di rappresentanti di associazioni accolto alla Camera dal Presidente Fini.
Duecentocinquanta uomini e donne a colloquio con il Presidente della più grande e potente democrazia del mondo.
Molti stanno dicendo, in America, che "non basta" ma a vederlo dall'Italia sembra già un miraggio.
Qui da noi ci si accontenterebbe perfino di avere un Ministro delle Pari Opportunità che non ci ignori, di un Presidente del Consiglio che non ci bullizzi, di un Presidente della Repubblica che accolga delegazioni rappresentative, di una televisione che si ricordi almeno oggi che è l'anniversario di una data storica e che ogni tanto non ci rappresentasse solo attraverso stereotipi e macchiette, di una società civile che sappia per cosa stiamo lottando e si unisca a noi.
Purtroppo ci si accontenterebbe anche di avere dei rappresentanti degni di questo ruolo.
Il movimento americano oggi compie quarant'anni e li dimostra con la propria maturità.
Quello italiano ne compie una trentina ma si dimostra sfatto e invecchiato, stanco prima del tempo di lottare contro un muro di gomma che è, prima che "fuori", all'interno del movimento stesso.
Tanti auguri!



Fonte: queerway.it
 

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Surfinio
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e grazie del copioso numero di post.
Com'era? Ah su SSC non c'è omofobia.
Eppure in occasione della giornata della memoria qualche post in + di solito si vede.
E vabbè.
Io vado avanti, un giorno questo diventerà un paese normale.
Un giorno purtroppo non così vicino.... è una vergogna che l'Italia discrimini ancora gli omosessuali. Aspettiamo un decente presidente di sinistra capace di prendere decisioni così forti. Mah, chissà.

Ah, buon anniversario a te.
 

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Discussion Starter · #5 ·
Un giorno purtroppo non così vicino.... è una vergogna che l'Italia discrimini ancora gli omosessuali. Aspettiamo un decente presidente di sinistra capace di prendere decisioni così forti. Mah, chissà.

Ah, buon anniversario a te.
grazie :)
 

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Ich bin Blau
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Un giorno purtroppo non così vicino.... è una vergogna che l'Italia discrimini ancora gli omosessuali. Aspettiamo un decente presidente di sinistra capace di prendere decisioni così forti. Mah, chissà.

Ah, buon anniversario a te.
Qui non è da ricercare banalmente nella questione ideologica tra destra e sinistra, semplicemente in Italia non c'è ne la voglia ne l'interesse a prendere certe decisioni in ambito di omosessualità.
 

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Surfinio
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Mah guarda io sono prevalentemente apolitico, ho ideologie di sinistra ma della sinistra non accetto l'incapacità di concretizzare le idee. Apprezzo la voglia di fare e l'innovazione dei governi si destra ma non le loro idee. Ma è una grande generalizzazione con fondamenti solo nella mia testa.
Non voglio parlare di politica, questo non è il 3d adatto. Ho citato la sinistra perchè è generalmente da governi orientati in quella direzione politica che ci si aspetta questo tipo di riforme. O almeno parlo per me, conoscendo i casi di UK e Spagna.

Felicissimo di essere smentito, mi basta che si diano una mossa.
 

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Kunst um der Kunst willen
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e grazie del copioso numero di post.
Com'era? Ah su SSC non c'è omofobia.
Eppure in occasione della giornata della memoria qualche post in + di solito si vede.
E vabbè.
Io vado avanti, un giorno questo diventerà un paese normale.
La domenica sera non tutti postano su SSC.
Cmq ieri c'era un banner a ricordare gli eventi.

http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=38941188&postcount=938

Il banner era gioioso e divertente, è possibile che tu invece sia sempre incazzato e provocatorio?
 

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Discussion Starter · #9 ·
La domenica sera non tutti postano su SSC.
Cmq ieri c'era un banner a ricordare gli eventi.

http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=38941188&postcount=938

Il banner era gioioso e divertente, è possibile che tu invece sia sempre incazzato e provocatorio?
Non si può non esserlo in italia, soprattutto se c'è gente che dice che basta un banner per ricordare gli eventi.
Capisco che non tutti apprendano a pieno l'importanza di una ricorrenza come questa e quello che 40 anni di lotta ha dato ai nostri fratelli omosessuali in giro per il mondo.
Il semplice fatto di vivere in un paese come questo, che tratta ancora l'omosessualità e gli omosessuali in questo modo dovrebbe far incazzare tutti, e non solo me.
Il fatto che si cerca sempre di non parlare di omosessualità, si cerca sempre di minimizzare e che si spreca un misero post di polemica solo se vi si ricorda la responsabilità almeno morale di lottare tutti insieme per essere finalmente persone come gli altri.
Ti rigiro la domanda:
te invece perchè sei così tranquillo e soddisfatto?
Forse perchè non vivi in Italia?
Beh allora ti capisco, ma essere picchiato per strada perchè vieni individuato come gay o perchè ti tieni mano nella mano col tua ragazzo non lo accetto in un paese come l'IRan , pensa se posso accettarlo nel mio cazzo di paese!
Credi non sia giunto il momento di parlarne di certe cose?
di renderle visibili? di far girare cultura e idee?
Parlate fino alla nausea di gossip e di boni su altri 3d. Ma chi si informa realmente su cosa succede nel mondo gay?
Provo a riformulare una domanda:
Chi dei forumers di SSC (i gay dicono sarebbero la maggioranza) si è preso la briga di andarsi a vedere gli interventi politici e le rivendicazioni delle associazioni gay fatti alla fine del pride di Roma?
Io l'ho fatto (altri non sò).
Chi di voi sa quali sono le vere rivendicazioni del movimento?
Chi di voi sa che in italia esistono migliaia di figli di genitori omosessuali che in caso di morte del genitore biologico non avranno tutele?
Cosa chiedono le Famiglie Arcobaleno?
Cosa è la rete Lenford?
Vogliamo capirlo che la situazione non è rosea solo se ci fanno scopare tranquilli nelle dark nelle saune e nei parchi?
Nasconderci nel buio come i topi e picchiarci alla luce del giorno.
A te tutto questo non fa inkazzare?
contento per te, ma non giudicare chi tutta questa situazione la trova insostenibile.
 

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Io ti ho risposto nonostante non sia gay. E come tale personalmente ti posso dire che il modo di affrontare la questione diritti civili portata avanti dalle associazioni gay è poco saggia, invece di comunicare spesso so utilizza il metodo dello schoccare e lo choch spaventa la casalinga di Voghera e la casalinga di Voghera vota. E in Italia è pieno di casalinghe di Voghera.
 

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Io ti ho risposto nonostante non sia gay. E come tale personalmente ti posso dire che il modo di affrontare la questione diritti civili portata avanti dalle associazioni gay è poco saggia, invece di comunicare spesso so utilizza il metodo dello schoccare e lo choch spaventa la casalinga di Voghera e la casalinga di Voghera vota. E in Italia è pieno di casalinghe di Voghera.
A quale choc ti riferisci?
ad un ragazzo pestato solo perchè gay?
 

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A quale choc ti riferisci?


...o questo tipo qua è normale?

la casalinga di Voghera finisce per identificare tutti i gay con questi individui, e io a questo tipo non farei accudire nemmeno un gatto, figuriamoci crescere dei bambini
 

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...o questo tipo qua è normale?

la casalinga di Voghera finisce per identificare tutti i gay con questi individui, e io a questo tipo non farei accudire nemmeno un gatto, figuriamoci crescere dei bambini
che a te piaccia o no, è normale anche una persona così.

E questa invece secondo te si veste così tutti i giorni?
Ben venuto al carnevale di Rio.
Eppure mica pensiamo che tutti i brasiliani siano così. o sbaglio?




Mi spiace è un fatto culturale e fino a che ci saranno quelli come te che filtrano le immagini col pregiudizio e l'omofobia (ben riconoscibile nel tuo post) non andremo da nessuna parte.
Sarai mica casalinga di Voghera?
:eek:hno::eek:hno::eek:hno:
 

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che a te piaccia o no, è normale anche una persona così.

E questa invece secondo te si veste così tutti i giorni?
Ben venuto al carnevale di Rio.
Eppure mica pensiamo che tutti i brasiliani siano così. o sbaglio?


Mi spiace è un fatto culturale e fino a che ci saranno quelli come te che filtrano le immagini col pregiudizio e l'omofobia (ben riconoscibile nel tuo post) non andremo da nessuna parte.
Sarai mica casalinga di Voghera?
:eek:hno::eek:hno::eek:hno:
Ti piaccia o no, la casalinga di Voghera vota e il suo voto decide le politiche famigliari e mi spiace dirlo l'abito fa il monaco e non solo a Voghera.
 

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^^ Il carnevale di Rio è un... carnevale. Il gay pride sarebbe meglio se non lo fosse.
In linea di massima la penso come te. Non sono mai stato un fan del Gay pride....e neanche del carnevale di Cento.

E' anche vero che al Gay Pride c'è tanta gente sobria che vi partecipa ma non fanno appeal sul target di Voghera. E' anche "colpa" dei media.
Il messaggio che passa è uno e sempre lo stesso. Non solo in Italia.
Non è certo il gay pride a conquistare il diritto alle unione civili. Quella è una battaglia che si gioca su altri campi, con altri personaggi.
 

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che a te piaccia o no, è normale anche una persona così.

E questa invece secondo te si veste così tutti i giorni?
Ben venuto al carnevale di Rio.
Eppure mica pensiamo che tutti i brasiliani siano così. o sbaglio?




Mi spiace è un fatto culturale e fino a che ci saranno quelli come te che filtrano le immagini col pregiudizio e l'omofobia (ben riconoscibile nel tuo post) non andremo da nessuna parte.
Sarai mica casalinga di Voghera?
:eek:hno::eek:hno::eek:hno:
Quindi stai associando il Gay Pride ad un carnevale?

Ottimo, allora non ti aspettare riconoscimenti istituzionali che possano essere a favore della causa per cui lotti.
C'è modo e modo per presentare le problematiche di una società.

Detto questo il pride è uno spettacolo bello e divertente, ma non riesco a vedere nulla di più...o forse tu pensi che si possa lottare seriamente per i diritti degli omosessuali in questa sede?
 

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Il carnevale di Rio è, per l'appunto, un carnevale.

Non pretende di essere un movimento politico né chi ci va ha l'aspirazione di vedersi riconosciuti dei diritti civili... o no? Il gay pride può essere una carnevalata, nessuno glielo vieta, ma finché rimarrà quell'aspetto ludico è abbastanza ovvio che a molti sfuggirà il lato impegnato, o no?
 

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che a te piaccia o no, è normale anche una persona così.
certo che è normale, ma si mostra in modo non normale

E questa invece secondo te si veste così tutti i giorni?
Ben venuto al carnevale di Rio.
Eppure mica pensiamo che tutti i brasiliani siano così. o sbaglio?
beh se le immagini che arrivano del brasile fossero solo di questo tipo si tenderebbe a generalizzare pensado che il brasile è un buon posto per scopare ma che probabilmente non ci crescerei mio figlio...

omofobia (ben riconoscibile nel tuo post)
detto da te lo prendo per un complimento :D
 

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Discussion Starter · #20 ·
^^ Il carnevale di Rio è un... carnevale. Il gay pride sarebbe meglio se non lo fosse.
Infatti non lo è, quindi si cerchi di parlare di contenuti. purtroppo non è da tutti conoscere il ruolo avuto dalle drag e dai travestiti allo stonewall inn.
tutti hanno cittadinanza in un pride, ed è giusto che si mostrino per quello che sono.
Io non dovrei andare sfilando magari a torso nudo perchè ho la panza (tanta) e sono peloso quindi non rientro in certi canoni?
ma che ragionamento omofobo è?
Possibile che il gay pride vi faccia sempre dare il peggio di voi?

Ti piaccia o no, la casalinga di Voghera vota e il suo voto decide le politiche famigliari e mi spiace dirlo l'abito fa il monaco e non solo a Voghera.
Come nel resto del mondo.
Che ti piaccia o no la casalinga di Voghera non può decidere di limitare i miei diritti. Nessuno glielo dovrebbe permettere.
L'abito farà il monaco fino a che nessuno interverrà culturalmente insegnando la cultura del diverso e dell'inclusione.
Anni fa nemmeno sarebbe stato pensabile un parlamentare di colore per la casalinga di Voghera. Eppure...

In linea di massima la penso come te. Non sono mai stato un fan del Gay pride....e neanche del carnevale di Cento.

E' anche vero che al Gay Pride c'è tanta gente sobria che vi partecipa ma non fanno appeal sul target di Voghera. E' anche "colpa" dei media.
Il messaggio che passa è uno e sempre lo stesso. Non solo in Italia.
Non è certo il gay pride a conquistare il diritto alle unione civili. Quella è una battaglia che si gioca su altri campi, con altri personaggi.
Fai male a non essere fan del gay pride.
Bisogna cercare di accettare che almeno in un giorno all'anno si possa essere tutti quanti noi stessi. Per il resto andando al gay pride ci si rende conto della vera gente che lo anima. se poi si vuole semplicemente discutere su quello che riposrtano i giornali fate pure.
E rispetto a quello sono daccordissimo con la seconda parte del tuo post che quoto.
 
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