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Siceliota
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Discussion Starter #1 (Edited)
Da Le strade di Catania, di S.Correnti e S.Spartà - Newton & Compton








E’ una delle vie più suggestive del mondo, dove ancora si respira l’atmosfera della Catania settecentesca, nel fervore della ricostruzione che seguì al catastrofico terremoto dell’11 gennaio 1693.
Oltre ai palazzi che vi aggettano, essa deve il suo fascino soprattutto alla leggenda del “Cavallo senza testa”, e alle sue bellissime chiese di San Benedetto, di San Francesco Borgia e di San Giuliano. Per godere meglio del colpo d’occhio scenografico sarà bene osservare l’insieme architettonico di via Crociferi dall’angolo con la salita di San Giuliano, che interseca quasi al centro la bella strada catanese, avendo, a destra, il portale della Villa Cerami, e, a sinistra, l’arco delle monache di San Benedetto, che la tradizione vuole costruito in una sola notte, nel 1704, per congiungere le due parti del convento delle Benedettine, ad opera di maestranze religiose, perché le autorità laiche si opponevano al congiungimento delle due badie.










 

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Siceliota
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Discussion Starter #2 (Edited)
San Benedetto








La chiesa di San Benedetto all’inizio della via Crociferi, è di ricca facciata (di Alonzo di Benedetto), con suggestivo portale (del Vaccarini) ed elegante vestibolo d’ingresso, che con vivace gradinata porta all’unica navata dell’interno, dal pavimento di preziosi marmi intarsiati.
Gli affreschi sono dovuti al pittore castiglionese Giovanni Tuccari (secolo XVIII) e rappresentano Scene della vita di San Benedetto nella volta, e l’Incoronazione della vergine nell’abside.
La chiesa è a una sola navata, è stata completata nel 1747, come si ricava dalla iscrizione sull’architrave della porta di ingresso, vivacemente decorato.
La chiesa venne consacrata il 18 giugno del 1763 dal vescovo Salvatore Ventimiglia; essendo pontefice Clemente XIII e re Ferdinando III, come ci assicura una lapide. Accanto alla chiesa è la Badia Grande, mentre di fronte è la Badia Piccola, forse del Vaccarini, congiunte dal cavalcavia suaccennato. Tele interessanti nella Chiesa di San Benedetto sono L’arcangelo Raffaele e Tobia di Matteo Desiderati (secolo XVIII), nel primo altare a sinistra (in sagrestia se ne può osservare il bozzetto), e l’Immacolata di Sebastiano Lo Monaco, pure del Settecento, nella prima cappella a destra.
 

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Siceliota
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San Francesco Borgia




Accanto alla chiesa di San Benedetto, separata dalla stretta viuzza omonima, in fondo alla quale si scorge la scenografica facciata del Palazzo Asmundo, è la chiesa di San Francesco Borgia, più nota come chiesa dei Gesuiti, con l’annesso collegio.
La facciata della chiesa, un po’ manieristica, ma solenne è di Angelo Italia (secolo XVIII); l’interno, dell’arch. Gesuita Giuseppe Pozzi, cui si devono le tipiche colonne binate, reca sculture pregevoli nel transetto, con le statue di Sant’Ignazio e San Francesco Saverio, e buoi affreschi di Olivio Sozzi nella cupola, raffiguranti episodi della storia della Compagnia di Gesù (1760). L’annesso collegio presenta bellissimi cortili.

 

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Siceliota
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San Giuliano




Uno dei capolavori dell’architettura settecentesca catanese è la chiesa di San Giuliano, edificata dal Vaccarini tra il 1738 e il 1760. La facciata curvilinea, col suo gagliardo movimento convesso, genera vigorosi chiaroscuri,
Il barocco esuberante ed insulso si è trasformato nel razionalismo illuministico, e tutta la costruzione esprime un saldo ed armonioso equilibrio architettonico.
La chiesa di San Giuliano, che sorgeva sul tempio di Castore e Polluce, intorno al XIII secolo, distrutta nel terremoto del 1693, fu edificata su progetto del Vaccarini e consacrata l’8 aprile del 1763 dal vescovo Salvatore Ventimiglia, essendo pontefice Clemente XIII e re Delle Due Sicilie Ferdinando III, come attesta una epigrafe.
La chiesa si presenta con una navata ellittica e all’interno con un prezioso pavimento di marmo.
La chiesa custodisce opere d’arte di un certo pregio, come Sant’Antonio abate di Pietro Abbadessa (1643) e Madonna delle grazie con i Santi Giuseppe e Benedetto di Olivio Sozzi (XVIII secolo).
In questa chiesa fu battezzato il 4 novembre del 1801 Vincenzo Bellini.



 

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Siceliota
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melior de cinere surgo
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melior de cinere surgo
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All'appello, in queste foto, mancano ancora la chiesa di San Camillo e il bellissimo convento, ex sede Cisl, prossimo museo.
 

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Stupenda la via Crociferi, così incredibilmente evocativa. La prima volta che l'ho vista sono rimasto a bocca aperta. Davvero una delle strade più belle che abbia mai visto. E di sicuro è il luogo di Catania che preferisco.
Ciò che serve è un massiccio recupero totale di tutti i complessi che vi si affacciano. Se già abbaglia così, figuriamoci tutta restaurata:)

@Stesicoro, alcune foto non si vedono, potresti ricaricarle? :) grazie in anticipo.
 

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melior de cinere surgo
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^^ Grazie.

È molto bella anche la salita di San Camillo che collega via Manzoni a via Crociferi, proprio lì di fronte. :)
 

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melior de cinere surgo
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