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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #62 ·
^^ Così mi sembrava, dato che prima mi chiedevi se il centro direzionale fosse costituito da grattacieli, e poi mi hai chiesto se ero al corrente dell'altezza delle torri previste in c.so Martiri della Libertà!
Be', se non è così ritiro quello che ho detto. D'altronde mica t'ho insultato, no? Eheheh! ;)
 

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@Capitan
Grazie x i complimenti!!In questo periodo sto un po disertando causa esami ma a breve mi ributterò a capofitto nel 3d di BS e quello della Metro!
@Sampei
Ancora complimenti! Mi sa che se quest'estate realizzerò il mio sogno di visitare la Sicilia, Catania non me la farò proprio scappare! A proposito che tu sappia esistono voli low-cost tra Parigi e la Sicilia in particolare proprio Paris-CT?
Bye
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #64 ·
Fiumi sotterranei a Catania

Riporto un interessante articolo di Mario Bruno:

Catania città di misteri. Da sempre è afflitta da una carenza idrica che s’aggrava d’estate, eppure, ironia della sorte, è una città insediata sull’acqua. Proprio così. Nel sottosuolo del capoluogo etneo scorrono corsi d’acqua che dovrebbero costituire un’inesauribile risorsa. Macché, qui si piange spesso una siccità che manda in bestia gli abitanti. Come può essere? La spiegazione ufficiale è che le acque sotterranee non possiedono le caratteristiche di potabilità, e realizzare adeguati impianti sarebbe troppo dispendioso. Ecco perché ci si rifornisce presso altri collaudati pozzi. E intanto le acque del sottosuolo si disperdono inesorabilmente. Sono le acque dell’Amenano, del Longane o Lògnina; delle dodici sorgenti della Timpa di via Leucatia che i monaci benedettini facevano convogliare in città, nei secoli scorsi.

I fiumi “invisibili” hanno indubbiamente il fascino tipico di ogni evento al confine tra leggenda e realtà. Non pochi avranno notato un fenomeno curioso: quando piove, dai tombini di piazza Bonadies fuoriesce acqua. È il sottostante Longane che, ingrossato dall’acqua piovana, straripa. Le acque affiorano, dicono gli esperti, perché il corso sotterraneo del fiume è stato sconvolto e deviato dallo sviluppo edilizio. Si sta edificando sui pozzi che pescano nel Longane e ciò provoca “compressioni” del fiume che deve cercarsi strade alternative e che emerge in superficie a seguito delle precipitazioni atmosferiche.

L’Amenano, hanno accertato gli studiosi Franco Andronico e Giuseppe Sperlinga (quest’ultimo direttore della Riserva naturale “Grotta Palombara” dell’università di Catania), in tempi ormai lontani, quando ancora scorreva in superficie, era noto anche con il nome di Judicello perché attraversava la Giudecca, luogo abitato dagli ebrei e che corrisponde oggi alla zona di piazza Mazzini. Cantato da Ovidio e da numerosi poeti dell’antichità, l’Amenano fu considerato un dio. Artisti celebri vi dedicarono statue: il Vaccarini, nel 1785, lo immortalò nella fontana dell’Elefante di piazza Duomo; l’Angelini, nel 1867, realizzò la splendida opera scultorea che i catanesi chiamano “Acqua ‘o linzolu” (cioè acqua a lenzuolo, perché l’acqua, traboccando da una vasca posta ai piedi della statua, assume proprio l’aspetto di un bianco lenzuolo) e che si trova sempre in piazza Duomo, all’inizio di via Garibaldi e in prossimità della pittoresca Pescheria, in un punto al di sotto del quale scorre proprio il fiume. Entrambe le statue – osservano Sperlinga e Andronico – “lo raffigurano come un giovanetto dal sorriso malizioso ed enigmatico, da qualcuno interpretato come un segno di sfida a scoprire le misteriose sorgenti del fiume”.

Secondo lo storico e geografo Strabone, l’Amenano nasceva dal lago Gurrida, ancora oggi esistente nel territorio di Randazzo. Dopo un lungo percorso sotto le lave del vulcano, esso veniva alla luce alle porte di Catania e, attraversata la città, sfociava direttamente in mare. Il vulcanologo Giuseppe Recupero asseriva invece che le acque del fiume scaturivano dalle viscere del vulcano ed era possibile seguire il suo percorso sotterraneo attraverso i numerosi pozzi da cui i catanesi attingevano l’acqua. Non la pensava allo stesso modo un altro celebre vulcanologo etneo, Carlo Gemmellaro, il quale escludeva qualsiasi collegamento tra l’Amenano e il lago Gurrida. Al contrario, egli sosteneva che il fiume sarebbe alimentato da un’unica sorgente sotterranea e si suddividerebbe, poi, in un ramo orientale (che attraverserebbe le località Rinazzi, Fusara, Monti Rossi, Torre del Grifo, Mascalucia, Gravina, San Giovanni Galermo) e in uno occidentale (Monte San Leo, Belpasso, Valcorrente, Misterbianco, Monte Po) per confluire entrambi alle porte di Catania, più precisamente nella borgata Cibali. Da qui il percorso sotterraneo urbano dell’Amenano si snoderebbe per viale Mario Rapisardi, piazza S. Maria di Gesù, via Plebiscito, via Botte dell’Acqua fino a giungere al di sotto del monastero dei Benedettini, zona in cui tornerebbe a dividersi questa volta in tre rami.

Uno di questi, il citato Judicello, attraverserebbe il quartiere di Sant’Agata alle Sciare, il cortile San Pantaleone, le vie Orfanelle e Santa Maria delle Grazie, il vico degli Angeli e, quindi, la Pescheria e la villa Pacini, per poi riversarsi in mare. Un altro ramo invece scorrerebbe al di sotto di via Sant’Agostino, dell’antico Teatro Greco, di piazza San Francesco d’Assisi, di via Vittorio Emanuele II, di piazza Duomo, per poi sfociare in mare. La terza ramificazione, infine, passerebbe sotto il monastero di San Giuliano e le Terme Achillee. A proposito del fiume che scorrse sotto la Pescheria e villa Pacini, tempo fa abbiamo pubblicato su queste pagine un servizio riguardante l’insolita pesca di anguille “praticata” attraverso i tombini. Sotto, infatti, scorrono le tumultuose acque del fiume in procinto di riversarsi nello Jonio.

Nel nostro sottosuolo ci fu perfino un lago, il lago di Nicito, che lo scrittore Saverio Fiducia definì “luogo di remote delizie catanesi, forse più che i villaggi marini”, aggiungendo: “Il lago, fra vaghe ville e lussureggianti giardini, si stendeva per più di sei miglia di circuito di fronte al Bastione degl’Infetti, press’a poco dove sono oggi la via Daniele, il popolare quartiere che da questa si ramifica e la cava di pietre che limita entrambi. Esso, in meno di una giornata, scomparve sotto l’ignea corrente che avanzava in quel punto con un fronte di più di un chilometro, ogni cosa bruciando, travolgendo e seppellendo”. Lo scrittore si riferisce all’eruzione dell’Etna del 1669 che seppellì del tutto il lago.

L’Enciclopedia di Catania diretta da Vittorio Consoli ricorda che il lago era talmente vasto che l’8 settembre 1652, ricorrendo la festa della Madonna, fu teatro di una imponente regata navale. Fu chiamato lago di Anicito (detto poi Nicito) dall’aggettivo greco aniketos (invitto), che viene a sua volta da nike (vittoria). Di questo leggendario lago resta oggi l’omonima via che congiunge piazza Santa Maria di Gesù a via Plebiscito. E che al di sotto di quell’area ci fosse acqua lo conferma la testimonianza di uno studioso di storia catanese, il dottor Salvatore Cuscunà il quale rammenta: “Una trentina di anni fa abitavo da quelle parti e vidi personalmente, nel corso di scavi a cura del Comune per la posa di tubazioni, che il sottosuolo era costituito, in quel tratto, da argilla molto umida, per l’evidente presenza di qualche falda acquifera”.

Nella zona di via Leucatia, come accennato all’inizio, ci sarebbero – sottolineano Franco Andronico e Giuseppe Sperlinga – una dozzina di sorgenti provenienti dall’Etna. Le acque scorrono con una portata di 30 litri al secondo, che in inverno raddoppia. Il Comune vorrebbe destinarne una parte all’irrigazione del vicino Parco Gioeni. Le acque affiorano in superficie a monte dei ruderi dell’acquedotto dei Benedettini.

Quante sorgenti, quanti corsi d’acqua e fiumi. Catania è una città sull’acqua, quasi una gigantesca “palafitta”. Ma troppe volte i rubinetti restano misteriosamente (e colpevolmente) a secco.


La Fontana dell'Amenano, sotto alla quale scorre l'omonimo fiume.


Le Terme "Achilleane", di epoca romana, sotto piazza Duomo.
 

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gangsta said:
@Capitan
Grazie x i complimenti!!In questo periodo sto un po disertando causa esami ma a breve mi ributterò a capofitto nel 3d di BS e quello della Metro!
@Sampei
Ancora complimenti! Mi sa che se quest'estate realizzerò il mio sogno di visitare la Sicilia, Catania non me la farò proprio scappare! A proposito che tu sappia esistono voli low-cost tra Parigi e la Sicilia in particolare proprio Paris-CT?
Bye

da Marzo il vettore siciliano Low-cost Windjet effettuerà voli di linea a tariffe vantaggiose da Catania e Palermo per Parigi CDG :)
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #68 ·
gangsta said:
@Sampei
Ancora complimenti! Mi sa che se quest'estate realizzerò il mio sogno di visitare la Sicilia, Catania non me la farò proprio scappare! A proposito che tu sappia esistono voli low-cost tra Parigi e la Sicilia in particolare proprio Paris-CT?
La basso-costo WindJet, che tra l'altro è una compagnia catanese, opera il volo Catania-Parigi CDG. :)

Forse ci sono anche altre soluzioni possibili. Questa è la prima che m'è venuta in mente!
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #69 ·
^^ cacchio mi sono accorto adesso che t'aveva già risposto umbe84!
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #71 ·
Nuove strutture sanitarie

Entro sette mesi l'avvio dei lavori del nuovo grande ospedale San Marco e del Centro di Eccellenza per l'Ortopedia. Entrambe le strutture saranno realizzate nel popoloso quartiere di Librino, nella periferia sud della città. Un'operazione importante sia dal punto di vista strutturale-sanitario che urbanistico, potendo così dotare Librino, pressocché quartiere-dormitorio, di strutture che porteranno nuove funzioni nell'area.
Per il nuovo complesso sanitario la Regione Siciliana ha già assegnato la somma di centocinquantuno milioni di euro cui vanno aggiunte altre somme da parte dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania.
Se tutto procede come previsto, le nuove strutture potranno essere operative entro quattro anni.
Il 13 gennaio è stata indetta la gara d'appalto; i due grandi istituti sorgeranno in un'area di ventitremila metri quadrati e disporranno complessivamente di settecentoventi posti letto (cinquecentosessanta al San Marco e centosessanta al polo ortopedico d'eccellenza).
L'ospedale Vittorio Emanuele, sito nel centro storico di Catania, potrà contestualmente essere dismesso e al suo posto sorgere un parco pubblico con qualche struttura abitativa. Dalle ruspe si salveranno solo due costruzioni storiche dell'attuale Vittorio Emanuele (in corrispondenza del quale è comunque prevista la realizzazione di una stazione della costruenda metropolitana di Catania), ovvero il Costanza Gravina ed il Padiglione San Marco, presso le cui strutture potrebbe comunque rimanere un presidio medico di pronto soccorso, dotato magari di eliporto, in modo da non lasciare sguarnita quest'area urbana da punti di riferimento in ambito sanitario.

Per il futuro ospedale San Marco si è fatta avanti una cordata guidata da Cofathec Servizi SPA, una multinazionale controllata da Gaz de France (già concessionaria in Italia del nuovo CTO di Torino e in cordata per gli ospedali di Brescia e Mestre), insieme con altre due società, la CCC di Bologna e l'Ignazio Calì di Catania.


Una veduta di Librino.
 

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umbe84 said:
Salve a tutti :)

Ho sempre letto i post ma non sono mai intervenuto,comincio da adesso :D

colgo l'occasione per fare anch'io i complimenti a Sampei per il suo sito e per le numerose notizie su Catania

Benvenuto! :) sei di Catania?
 

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Discussion Starter · #74 ·
^^ Bravo!

Io sono catanese e di padre catanese (anche se mia madre è mantovana), sono nato e cresciuto alle falde dell'Etna (o all'ombra del Liotro, se preferisci!) e sto studiando qui. Spero di poterti tenere in qualche modo vicino alla nostra Catania! :)

 

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Sampei said:
^^ Bravo!

Io sono catanese e di padre catanese (anche se mia madre è mantovana), sono nato e cresciuto alle falde dell'Etna (o all'ombra del Liotro, se preferisci!) e sto studiando qui. Spero di poterti tenere in qualche modo vicino alla nostra Catania! :)



Sampei

sugnu anche tifuso do catania :carrot:

correggimi che ho sicuramente sbagliato va :lol:


cmq se dovessi avere info su Catania prima del mitico Sampei,che lo vedo super informato,non esiterò a postarla ;)
 

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Discussion Starter · #76 ·
^^ OVVIAMENTE anch'io sono tifoso del grande Catania! :nocrook: Chissà, magari s'intuisce dal mio avatar... :lol:

Io non posso darti "lezioni" di catanese, ma qualcosa te la correggo: "magari iù sugnu tifosu du Catania!"! Da noi "anche" si dice "magari"!



PS
Ai moderatori:
non ce ne vogliate... un incontro tra catanesi è sempre una festa, e con la scusa ho pure postato un'immagine dello stadio Massimino di Cibali che è una delle principali infrastrutture della città! m))
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #77 ·
PalaGhiaccio

Ecco a voi la pista di pattinaggio su ghiaccio più meridionale d'Europa!
È il PalaGhiaccio di Catania, sito a pochi metri (letteralmente) dalla spiaggia che si estende per circa 25 kilometri.









Durante le festività natalizie, qui si è svolto il grande spettacolo "Christmas on Ice" poi trasmesso da Canale5 e SportItalia, con la partecipazione dei campioni del mondo e d'Europa.
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #79 ·
Fognature per Ognina e Picanello

Grazie all'approvazione nei giorni scorsi di una perizia di variante per la realizzazione della tratta della metropolitana Galatea-Giovanni XXIII, sarà possibile la realizzazione di un “sifone di ricongiungimento” di tutta la zona di nord-est (Ognina e Picanello, due popolosi quartieri del capoluogo etneo) al canale emissario della fognatura. Pertanto tutte le fognature già realizzate a servizio di queste zone diverranno effettivamente funzionanti grazie a questo collegamento e ciò consentirà di realizzare gli allacci degli immobili alle fognature con conseguente disinquinamento del sottosuolo e del litorale costiero.


Una veduta di Ognina
 

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melior de cinere surgo
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Discussion Starter · #80 ·
Realizzata e consegnata alla città opera dell'arch. De Carlo

L’Università consegna alla città un altro prezioso spazio a verde collocato sull’area della "Flora Nicolina", gli antichi giardini dei monaci dell’ex Monastero dei Benedettini. Il giardino, inaugurato lo scorso 27 gennaio dal rettore Ferdinando Latteri, al termine dei lavori di risistemazione, si trova lungo l’asse di via Biblioteca che separa l’ex edificio conventuale dal Palazzo Ingrassia, che oggi ospita il Dipartimento di Processi formativi della Facoltà di Scienze della formazione e presto anche il Dipartimento di Studi archeologici, con la propria biblioteca e il proprio museo. Al termine di una cerimonia alla quale hanno preso parte anche il direttore amministrativo dell’Ateneo, Nino Domina, i presidi e numerosi professori delle facoltà umanistiche che insistono nell’area dell’ex Monastero, il rettore ha formalmente affidato al Comune di Catania - rappresentato dagli assessori all’Ambiente Orazio D’Antoni e alla Cultura Giuseppe Maimone e da alcuni esponenti del consiglio di quartiere tra cui il presidente della commissione "verde" Carmelo Coppolino -, la gestione, la manutenzione e la custodia dell’area, mettendola così di fatto a disposizione, oltre che degli studenti e del personale universitario, anche della cittadinanza e, in particolare, degli abitanti del quartiere Antico Corso. «Abbiamo condotto a termine un’operazione dal forte significato culturale, urbanistico e sociale - ha osservato il rettore Latteri -, completando in brevissimo tempo un progetto che era stato avviato con l’opera dell’architetto Giancarlo De Carlo, rispettandone e anzi valorizzandone lo spirito originario. Oggi la nostra città riacquista finalmente uno spazio che ha una grande valenza simbolica, legata alla storia di un edificio monumentale tra i più importanti del Mezzogiorno ma anche all’utilizzo virtuoso che possono farne i cittadini, superando una volta per tutte le incomprensioni che si erano create tra la sede universitaria e il quartiere circostante, attraverso il recupero di una zona per molti anni purtroppo degradata. I cittadini dell’Antico Corso, che ringrazio per la loro partecipazione e collaborazione, dovranno custodire gelosamente e orgogliosamente questo spazio che mettiamo a loro disposizione».
I lavori per il Giardino, condotti dai Servizi tecnici-Aree esterne dell’Università, hanno riguardato il completamento e la finitura delle opere murarie. È stata inoltre completamente realizzata la sistemazione a verde secondo le indicazioni del progetto di De Carlo, con superfici a tappeto erboso, piante erbaceee tappezzanti (lavanda, santolina), bordure di piante erbacee officinali (salvia, rosmarino, ecc.), piante arboree di grossa taglia (alloro, ulivo, arancio amaro, limone), tipiche dei giardini siciliani, e piante storicizzate come la melia e l’eritrina. Intorno al grosso pergolato bianco che affianca l’ingresso del Monastero e il cui profilo riproduce esattamente quello del grande refettorio del Monastero, sono stati invece piantati dei rampicanti a fioritura differenziata, in maniera tale da assicurare una copertura quasi totale della struttura nell’arco delle diverse stagioni e da creare un luogo di ritrovo e di frescura per gli studenti e i cittadini. L’intera area, nella quale sono state inoltre inserite delle panchine ed altri elementi di arredo urbano, è stata delimitata di recente con cancelli in ferro battuto, pedonali e carrabili, realizzati nel rispetto dello stile dell’edificio circostante e dello stesso ottocentesco Palazzo Ingrassia, che permetteranno agli addetti comunali la chiusura del Giardino nelle ore serali e notturne, evitando così il ripetersi di fenomeni vandalici.´

Ho visitato il giardino ed è molto bello. Il modernissimo pergolato bianco riproduce, nella forma, l'antico refettorio benedettino (esistente all'interno del monastero, lato nord). Sarà necessario trovare qualche foto o scattarne qualcuna personalmente. :)
 
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