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http://blog.civicum.it/2009/07/03/rapporto-civicum-comune-milano/

Rapporto Civicum 2009​

Il Rapporto Civicum-Politecnico di Milano sul Comune di Milano
ha l’obiettivo di sintetizzare le principali informazioni contenute
nel rendiconto del Comune.
Per rendere tali informazioni più “significative” per il cittadino, in
particolare:
Le informazioni vengono articolare per “politiche”, in modo da
comprendere le risorse realmente destinate a ogni politica
comunale;
I valori vengono comparati con quelli delle principali realtà
nazionali, in modo da cogliere le specificità bolognesi;
Per quattro aree specifiche (servizi all’infanzia, servizi agli
anziani, trasporto pubblico locale e viabilità, sicurezza) i dati
di spesa vengono messi in relazione con le caratteristiche dei
servizi effettivamente erogati, anch’esse espresse in termini
comparati con altre realtà comunali in particolare quelle
caratterizzati da “vicinanza” geografica e omogeneità
dimensionale.




Le entrate correnti (1.361 € / abitante) sono superiori rispetto alla
media nazionale, anche se con alcune differenze sulle singole
componenti.
In particolare:
Milano presenta risultati superiori alla media nelle entrate
extratributarie derivanti da attività gestionali dei Comune
(dividendi erogati dalle partecipate, proventi da servizi pubblici,
proventi immobiliari),
pur non rappresentando mai la “best
practice”



Le entrate tributarie determinate dal comune sono
sostanzialmente allineate alla media nazionale
I trasferimenti correnti per abitante sono di oltre il 20% inferiori alla
media nazionale. Se fossero allineati alla media nazionale,
sarebbe possibile ad esempio dimezzare le tasse che i milanesi
devono pagare





Le politiche cui il comune di Milano destina la proprie risorse in
misura molto superiore rispetto alla media nazionale sono quelle
relative alla spesa sociale, all’istruzione
e, anche se in misura più
contenuta, alla polizia locale

Circa due terzi degli investimenti del comune di Milano si sono
concentrati nel settore Viabilità e Trasporti, con valori per abitante
superiori al doppio della media nazionale.



La componente anziana della popolazione residente a Milano è in
linea con le altre realtà confrontabili sia per localizzazione, sia per
dimensione

• Rispetto ad altri comuni, invece, il comune di Milano offre un servizio
migliore; tutti gli indicatori analizzati risultano infatti superiori alla
media, soprattutto se si considera l’estensione dei servizi offerti (per
esempio, assistenza a domicilio, residenzialità e teleassistenza)
• Il livello di assistenza economica è simile alle altre realtà comunali del
Nord, mentre è maggiore rispetto agli altri comuni “grandi”


La fascia di popolazione infantile sta crescendo a Milano più
velocemente non solo rispetto alla media nazionale, ma anche a
quella dei comuni confrontabili per localizzazione o dimensione


• A fronte di una spesa per residente tra 0 e 3 anni di poco superiore
alla media nazionale, il Comune di Milano, grazie a una buona
efficienza nella gestione, riesce a “ospitare” negli asili nido il 17,7%
degli infanti, oltre tre punti percentuali in più rispetto alla media, senza
che questo comporti un aumento delle tariffe

• L’unico elemento che desta qualche preoccupazione è il numero di
educatori per posti offerti in asili a gestione comunale, inferiore
rispetto alla media


Il Comune di Milano è tra quelli che spendono di più per la
sicurezza, e garantisce una presenza di addetti di polizia locale tra le
più ampie.

• Al contrario, la presenza di punti luce per abitante è inferiore alla
media nazionale, anche se in modo più contenuto rispetto a quanto
avviene nelle altre grandi città
• Infine, si deve sottolineare come, nonostante le spese più elevate per
la sicurezza, l’andamento dei reati risulta sostanzialmente in linea con
la media dei grandi comuni nazionali.



Le prestazioni del Comune di Milano nell’area Trasporti e Viabilità
sono superiori alla media, sia in termini di produttività dei dipendenti
che di qualità dei mezzi
• Le caratteristiche del comune di Milano rendono tuttavia complesso
un confronto con tutti i Comuni analizzati; l’estensione territoriale, il
notevole afflusso di pendolari e la presenza di una consolidata rete di
metropolitana sono solo alcuni degli elementi che rendono in
particolare poco significativa la comparazione con le realtà più piccole
• Il confronto con i soli comuni più grandi evidenzia ancora valori
positivi per Milano, anche se il differenziale risulta in questo caso più
contenuto rispetto a quello relativo alla media nazionale



SINTESI E SPUNTI A CURA DI CIVICUM​

1. Le entrate
Il finanziamento di un Comune è composto da tre grandi voci, le entrate tributarie, quelle legate alla capacità di valorizzare beni e
servizi dell’ente e quelle dovute a trasferimenti da altri livelli di governo (Stato e Regione). Il comune di Milano presenta entrate
complessivamente superiori alla media pur in presenza di un’imposizione fiscale allineata alla media e di trasferimenti dallo Stato
sensibilmente inferiori, grazie alla propria capacità di gestione di beni e servizi, tra le più alte tra i comuni analizzati.
Se i trasferimenti correnti fossero in linea con la media nazionale il Comune avrebbe 132 milioni di euro in più di entrate e potrebbe ad
esempio più che dimezzare le tasse o le tariffe dei servizi pubblici. Sul fronte dei trasferimenti in conto capitale da notare che quelli da
parte dello Stato (151 milioni di euro) sono più che doppi rispetto alla media nazionale anche se lontani da quelli di città come Napoli e
Trento. Sono invece quasi nulli quelli da parte della Regione; se fossero in linea con la media nazionale Milano avrebbe 130 milioni di
euro in più e potrebbe di conseguenza investire il 24% in più.


2. Le spese
Il 2007 ha segnato una sostanziale invarianza della spesa complessiva; qualche preoccupazione desta tuttavia il fatto che siano
aumentate le spese correnti e siano invece diminuiti del 9% gli investimenti. Il livello delle spese di auto-amministrazione, in
particolare, è inferiore alla media nazionale ma non è tra i più bassi in assoluto; se Milano, a titolo d’esempio, raggiungesse livelli simili
a quelli di Torino, potrebbe ottenere risparmi di gestione per quasi 90 milioni di € ogni anno.
Le politiche cui il comune di Milano destina la proprie risorse correnti in misura molto superiore rispetto alla media nazionale sono
quelle relative alla spesa sociale, all’istruzione e, anche se in misura più contenuta, alla polizia locale; circa due terzi degli investimenti
del comune di Milano si sono concentrati nel settore Viabilità e Trasporti, con valori per abitante superiori al doppio della media
nazionale.


Per la funzione istruzione Milano è il Comune, tra quelli analizzati, che spende di più per assistenza, trasporto e refezione scolastica,
poco meno del doppio della media nazionale. In totale 106 milioni.

Con che risultati? Andrebbero monitorati e controllato se a tali costi
corrisponda un corrispondente livello della qualità del servizio.
Discorso analogo si potrebbe fare per le scuole materne: Milano vi
dedica 106 milioni l’anno e pur non essendo il Comune in assoluto che spende di più, è comunque ad un livello quasi doppio rispetto
alla media.


Ogni milanese, attraverso il proprio Comune dona 142 euro all’anno in assistenza e beneficenza alla persona. Un importo superiore
alla media (118) ma lontano dai massimi (465). Si tratta di 184 milioni annui che vengono impiegati per i più bisognosi. Anche qui
sarebbe opportuno verificare i risultati ottenuti, in termini di riduzione del disagio di queste persone.
Nella funzione territorio e ambiente la spesa corrente risulta essere il 5% inferiore alla media ma Milano è il Comune che spende
comunque di più per la gestione dell’edilizia residenziale pubblica, 39 milioni all’anno. Gli investimenti in territorio e ambiente per
essere in media dovrebbero essere aumentati da 60 milioni a 91 milioni, concentrandoli soprattutto nel settore urbanistica che
andrebbe più che raddoppiato. Anche così Milano sarebbe comunque a 70 euro per abitante, lontana dai Comuni che investono di più
nel loro territorio (201 euro per abitante).
I trasporti pubblici sono il servizio in cui il Comune investe di più: 180 milioni pari a 139 euro per abitante, più del doppio della media
nazionale ma meno del massimo (617 euro per abitante). Seguono a breve distanza gli investimenti in viabilità: 151 milioni pari a 116
euro per abitante, quasi il doppio della media nazionale ( 67 euro) ma circa la metà del massimo (275 euro).

Vista l’entità delle cifre in
gioco, sarebbe utile conoscere sia lo stato di avanzamento dei lavori sia gli obiettivi in termini di aumento di passeggeri e di velocità
del traffico, per poterli monitorare.
Se si sommano gli investimenti alle spese correnti arriviamo a circa 190 euro per abitante, non
ancora al livello di altre città europee : Londra (650 euro), Parigi (600), Monaco (250), Francoforte (250), Madrid (250), Lione (250).

Una curiosità: gli investimenti in viabilità sono di un importo quasi uguale al ricavato delle multe (106 euro per abitante).
I trasporti pubblici per quanto riguarda la spesa corrente, sono invece inferiori di 29 euro per abitante alla media nazionale e lontani
dal massimo (269 euro per abitante).
Milano spende di più per la gestione corrente dei suoi musei e teatri (55 euro per abitante) che per la gestione della viabilità (37 euro
per abitante).


Per la Polizia, se si esclude Roma che essendo capitale è in una situazione particolare, Milano è tra le città che spende di più: 132
milioni pari a 102 euro abitante contro una media per le grandi città di 92 euro.

Infine, nelle spese di auto-amministrazione, cioè di gestione della macchina amministrativa, nel servizio di Segreteria Generale e
Personale, Milano spende 192 milioni all’anno pari a 148 euro per abitante; la media nazionale è di 78, il massimo 150, il minimo 13.

I risparmi eventualmente realizzabili in questo servizio potrebbero essere in parte utilizzati per aumentare le dotazioni dei servizi di
Programmazione e controllo di gestione, Organi istituzionali e di partecipazione, Gestione beni Demaniali e Ufficio Tecnico che
attualmente ricevono complessivamente 76 euro per abitante contro una media nazionale di 144.


3. La qualità e l’efficienza nella gestione dei servizi
Tutti i servizi pubblici dovrebbero essere pubblicamente monitorati e confrontati per verificarne efficienza ed efficacia, Civicum per il
momento ne ha messo sotto osservazione quattro tra i più importanti. Ci auguriamo che in un futuro prossimo ciò sia fatto
direttamente dalla Pubblica Amministrazione.
La qualità e l’efficienza nella gestione dei servizi erogati dal Comune di Milano sono in generale sensibilmente superiori alla media
nazionale. In particolare:
• I servizi agli anziani presentano prestazioni sempre migliori della media nazionale, soprattutto se si considera l’estensione dei
servizi offerti (per esempio, assistenza a domicilio, residenzialità e teleassistenza).
• A fronte di una spesa per residente tra 0 e 3 anni di poco superiore alla media nazionale, il Comune di Milano riesce a
“ospitare” negli asili nido il 17,7% degli infanti, oltre tre punti percentuali in più rispetto alla media, senza che questo comporti
un livello delle tariffe particolarmente elevato. Volendo fare un paragone europeo la città si situa alla pari con Londra ma sotto
Parigi (22%) e Berlino (40%). Milano è ancora lontana dal target europeo di posti disponibili pari al 30% della popolazione dei
bambini. Alcuni Comuni che hanno quasi raggiunto tale obiettivo abbinano costi per bambino più contenuti e rette maggiori.
Sul fronte della qualità notare infine che il numero di educatori per bambini è inferiore alla media e andrebbero quindi valutato
se opportuno aumentarli.
Il Comune di Milano è tra quelli che spendono di più per la sicurezza, e garantisce una presenza di addetti di polizia locale tra
le più ampie. A Milano nel periodo 1995-2006 i borseggi sono aumentati circa del 50%, le rapine del 75%, mentre gli omicidi
sono diminuiti del 10%. Milano con circa 260 rapine ogni 100.000 abitanti, risulta più sicura di Parigi (650) e Londra (600) e
poco meno di Berlino (240).
Per una più completa comprensione della materia sarebbe opportuno avere la rilevazione di indicatori di costi, qualità ed
efficienza anche da parte di Polizia e Carabinieri.
Da notare che i punti luce potrebbero essere aumentati del 20% per portarli al livello della media nazionale.
• Le prestazioni nell’area trasporti e viabilità sono superiori alla media, sia in termini di produttività dei dipendenti che di qualità
dei mezzi; in questo caso, tuttavia, le caratteristiche del comune di Milano rendono complesso un confronto con tutti i Comuni
analizzati; l’estensione territoriale, il notevole afflusso di pendolari e la presenza di una consolidata rete di metropolitana sono
solo alcuni degli elementi che rendono in particolare poco significativa la comparazione con le realtà più piccole. Il confronto
con i soli comuni più grandi evidenzia ancora valori positivi per Milano, anche se il differenziale risulta in questo caso più
contenuto. Da notare che la percentuale delle carrozze climatizzate (62%) anche se superiore alla media, è lontana dai migliori
(100%).
I servizi di Trasporti Pubblici Locali vengono svolti da ATM (società controllata dal Comune che Civicum analizza nello studio
predisposto da Ufficio Studi Mediobanca). Sarebbe opportuno che l’Amministrazione presentasse un consolidato che analizzi
congiuntamente l’operato del Comune e quello della ATM.

4. L’equilibrio finanziario e patrimoniale
Il 2007 ha segnato un incremento, pur contenuto, del disavanzo di gestione, e un ulteriore crescita dell’indebitamento pro capite, già
tra i più alti in Italia. Sulla base dei dati di bilancio, tuttavia, il livello di indebitamento non appare ancora critico.

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Qui il rapporto Civicum Politecnico di Torino
http://blog.civicum.it/2009/07/01/rapporto-civicum-comune-torino/
 
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