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"Noi non vogliamo razze di cani stranieri". E' l'ultima sparata del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini. Parlando in occasione della presentazione delle unità cinofile del Corpo Forestale, in piazza dei Signori, lo Sceriffo anti-immigrati stavolta se l'è presa con il meticciato dei nostri amici a quattro zampe: ok al lupo italiano, una razza nata alla fine degli anni Sessanta, al bando pechinesi, chihuahua, labrador, husky e tutto quanto suoni "esotico". Anche se si chiama Fido e non Mohamed.

In piazza dei Signori era in corso un'esibizione del Corpo forestale che presentava le unità cinofile per il recupero di animali di specie estinte. Si tratta di cani di una razza chiamata "lupo italiano", creata negli anni Sessanta. Cani che piacciono a Gentilini: "Questi sì che vanno bene, sono gli animali dei nostri progenitori. Dobbiamo dire no, invece - ha proseguito il vicesindaco di Treviso - a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell'ecoflora nostrana e del nostro ambiente".

Gentilini non è nuovo a sparate contro gli stranieri, in particolare gli immigrati islamici. Ma è la prima volta in assoluto che se la prende con i cani "meticci" o di razze estere, anche se in passato era già stato protagonista di una memorabile battaglia contro le cacche dei quattro zampe.
(29 maggio 2008)


Ok è una battuta ma solo lui la poteva concepire :nuts::lol:
 

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Beh sappiamo com'è fatto Gentilini, ma necessitava proprio di un thread a parte? Ce ne sono svariati sull'immigrazione, sugli animali domestici oltre che l'angolo del buon umore! :)
 

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Cigni extracomunitari

Qualche giorno fa l'annuncio del sindaco Gentilini: i cigni del parco verranno soppressi. Le polemiche, e ora le dichiarazioni di un primo cittadino famoso per le battaglia anti-stranieri: "Sono uccelli extracomunitari"
di Luisa Morbiato


TREVISO - "I cigni non sono una specie autoctona sono stati portati sul Sile nel 1984. Le due coppie originarie si sono moltiplicate fino a raggiungere i circa 700 esemplari attuali. Ribadisco che sono extracomunitari e lo dico perchè si tratta di una specie totalmente estranea all'ecosistema del fiume della mia terra, alla civiltà fluviale della Serenissima. Sono pericolosi, attaccano le persone e gli altri abitanti del fiume distruggendo anche tutta la parte vegetale di cui si cibano. Devo difendere le "anarete" (anitre). In questo senso dico che sono extracomunitari ma c'è l'abitudine a stravolgere tutto quello che dico".
E' divertito il sindaco Giancarlo Gentilini di tutto l'interesse suscitato dall'idea di ridurre la popolazione di cigni del fiume Sil, nel parco cittadino della "sua " Treviso, e osserva che "se la stessa proposta fosse stata avanzata da un altro primo cittadino il clamore non ci sarebbe stato".
Ci tiene a sottolineare, lui, il sindaco sceriffo che di recente è stato eletto "campione di seduzione" dalle donne della sua città, che l'idea non è sua ma è stata lanciata dal nuovo Presidente dell'Ente Parco del Sile e da lui ripresa, ma Gentilini pone l'accento anche sulla sicurezza, e ricorda che, ad esempio, lo stesso provvedimento è stato preso in Australia con i conigli.
"I cigni attaccano le persone, i pescatori e chi si reca lungo le rive a passeggiare. Ormai si allontanano dal fiume dove hanno razziato ogni cibo possibile. Si alzano in volo come bombardieri, non sono galline, e planano sulle strade e sulla tangenziale. Se 15 chili di pennuto si scontrano con un'auto le conseguenze possono essere anche tragiche - sottolinea - devo pensare anche a questo. Quindi si devo prendere provvedimenti come rendere infeconde le uova ma le iniezioni alle uova non le fa il sindaco. Non è una mia competenza anche se poi mi sento rispondere da una rappresentante Verde che "pungere" le uova altera l'equilibrio psichico dei cigni. Ci sono problemi più importanti ai quali pensare, i giovani , gli anziani ma forse a Treviso si vive troppo bene e allora si fa clamore sui cigni".
In realtà i trevigiani sembrano sostenere il loro sindaco giunto ormai alla fine del suo secondo e, ultimo per legge, mandato tanto da aver avviato una raccolta di firme affinchè gli si conceda una terza guida della città. "Una soluzione ci sarebbe per mettere d'accordo tutti - chiude - un bel e succulento arrosto ma purtroppo i cigni non sono commestibili".

Anche l'Ente Parco Sile è intervenuto per placare le polemiche nate dopo le esternazioni del sindaco che, ricordano non ha comptenze. Assicurano che ai cigni del Sile non verrà torta una piuma ma che si studieranno una serie di interventi per controllarne le nascite.
Lo stesso presidente del Parco ha ammesso che i cigni sono troppi e una soluzione si deve trovare ma non sarà quella dello sterminio e si procederà dopo un'attenta valutazione della situazione della distribuzione degli esemplari lungo il fiume, dell'età e del sesso.

(30 GENNAIO 2003, ORE 15:00)
Dietro i toni carnascialeschi tipici di quel bifolco di Gentilini l'argomento è più serio di quello che potrebbe sembrare...
 

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"Noi non vogliamo razze di cani stranieri". E' l'ultima sparata del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini. Parlando in occasione della presentazione delle unità cinofile del Corpo Forestale, in piazza dei Signori, lo Sceriffo anti-immigrati stavolta se l'è presa con il meticciato dei nostri amici a quattro zampe: ok al lupo italiano, una razza nata alla fine degli anni Sessanta, al bando pechinesi, chihuahua, labrador, husky e tutto quanto suoni "esotico". Anche se si chiama Fido e non Mohamed.

In piazza dei Signori era in corso un'esibizione del Corpo forestale che presentava le unità cinofile per il recupero di animali di specie estinte. Si tratta di cani di una razza chiamata "lupo italiano", creata negli anni Sessanta. Cani che piacciono a Gentilini: "Questi sì che vanno bene, sono gli animali dei nostri progenitori. Dobbiamo dire no, invece - ha proseguito il vicesindaco di Treviso - a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell'ecoflora nostrana e del nostro ambiente".

Gentilini non è nuovo a sparate contro gli stranieri, in particolare gli immigrati islamici. Ma è la prima volta in assoluto che se la prende con i cani "meticci" o di razze estere, anche se in passato era già stato protagonista di una memorabile battaglia contro le cacche dei quattro zampe.
(29 maggio 2008)


Ok è una battuta ma solo lui la poteva concepire :nuts::lol:

E' matto. Inutile aggiungere altro.
 

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DIABOLIKVS
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Magari 15 chili di pennutto si scontrassero con Gentilini.
Anzi di più, uno stormo di cigni che si alza a bombardiere e si reca a beccare Gentilini.

Forza cigni!!
 

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DIABOLIKVS
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Che poi non esistono cani padani.

L'unico è, probabilmente, il pastore bergamasco.
Gli altri sono quasi tutti cani appenninici, selezionati nelle corti rinascimentali toscane.
 

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suburban bishop
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Ma questo qui si alza alla mattina e pensa "oggi come lo perdo il mio tempo, di quale cazzata mi occupo?"
 

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Venetian User
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Da gente del genere cosa ci si può aspettare?

lunedì 24 marzo 2008

Gentilini denuncia il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno per vilipendio al Tricolore

Giancarlo Gentilini è furibondo con il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno, Nicola Atalmi, e ha deciso di trascinarlo in tribunale denunciandolo per «vilipendio al Tricolore». Al centro della polemica, i manifesti elettorali della Sinistra, con l'immagine di un maiale o di un gallo cinti dalla fascia tricolore. E con uno slogan: «o lui, o Atalmi». Gentilini è un fiume in piena: «Atalmi è uno spergiuro, un falso, un delinquente istituzionale, se ci fossero i tribunali speciali, sarebbe fucilato di schiena». Nonostante un asterisco rimandi alla frase "ogni riferimento a persone è completamente casuale" quasi tutti hanno pensato che il riferimento fosse mirato al vicesindaco (tanto più che proprio quest'ultimo una decina di giorni fa si era paragonato al classico gallo del pollaio…). Se il sindaco Gian Paolo Gobbo si è lasciato scivolare addosso la cosa senza fare una piega e un commento, così non è stato per lo Sceriffo, che ha già dato mandato di preparare tutta la documentazione necessaria e si appresta a denunciare il candidato sindaco della Sinistra l'Arcobaleno. Non tanto per le eventuali allusioni quanto perché a suo giudizio è stata offesa la fascia tricolore e di conseguenza la bandiera nazionale: «Ho già dato disposizioni di preparare tutto e martedì firmo l'atto di denuncia. Lo deve sapere tutta l'Italia. Io sono un cultore degli ideali della Patria e attaccherò. Perché, se Atalmi crede di essere a capo di un'accolita che sputa sul tricolore, sbaglia. Cercherò di distruggerlo sotto tutti i punti di vista. Non me ne frega niente delle allusioni nei manifesti ma del fatto che si utilizzi il tricolore sì». Ecco dunque il vicesindaco difenderlo a spada tratta: «Quello non si tocca. Sotto quella bandiera sono morti centinaia di migliaia di cittadini italiani, che sono partiti senza chiedere nulla. Non avevano certo denari come ce li hanno adesso i volontari. Sono morti guardando il tricolore".
 
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