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langhe
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Ginevra, 22 aprile 2014 - Sono arrivate a oltre 140 le vittime dell’epidemia di Ebola in corso in Africa occidentale dove si riscontrano circa 230 casi di contagio certo o solo sospettato.

Sono le ultime cifre diffuse dall’Organizzazione mondiale della Sanità che rivela che la maggior parte dei casi di morte, 129, si sono registrati in Guinea con altri 13 in Liberia mentre l’epidemia si sta ancora espandendo.

http://qn.quotidiano.net/esteri/2014/04/22/1056208-ebola-epidemia-contagio.shtml

Ebola, anche l’Italia, era ora, attiva le misure di “sicurezza” .

Ormai è chiaro, anche se il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, e quello dell’Interno, Angelino Alfano, non lo vogliono ammettere ufficialmente: gli sbarchi di decine di migliaia di disperati, soprattutto in Sicilia, oltre ad essere una catastrofe umanitaria, potrebbero provocare anche gravi problemi sanitari.

http://www.linksicilia.it/2014/04/e...cilia-siamo-tutti-a-rischio-ma-nessuno-parla/


Il servizio medico spagnolo e la Guardia Civil hanno sottoposti i 25 clandestini intercettati ieri alle Canarie, e provenienti da Senegal, Gambia e Guinea ad uno screening completo. Verranno messi in isolamento alla luce dell’allarme del virus Ebola, apparso in diversi paesi dell’Africa occidentale.

http://voxnews.info/2014/04/16/alla...-mascherine-ai-clandestini-intercettati-foto/

l'operazione Mare Nostrum ha - nella sostanza - esteso questi «punti internazionali d'ingresso» a tutto il Mediterraneo. E in prima linea ci sono gli uomini della Marina militare e delle Capitanerie. Sono loro che accolgono, recuperano, salvano i migranti che a frotte arrivano nella Penisola.

Le loro uniche protezioni sono guanti in lattice e mascherina. Bastano a fermare l'Ebola? Un ufficiale di rango preferisce non scendere in dettagli. «Ci hanno spiegato - dice - che i migranti che soccorriamo non possono essere infetti da Ebola. La malattia ha un'incubazione di 21 giorni. Quindi, quelli che imbarchiamo sui nostri mezzi al centro del Mediterraneo non possono averla. Chi l'ha contratta nei paesi in cui è stata segnalata l'epidemia è già morto prima di imbarcarsi dalle coste libiche».

http://www.ilgiornale.it/news/interni/ebola-e-tbc-sbarcano-immigrati-1011595.html

è in atto un focolaio in Africa Occidentale. Il numero dei casi sospetti o confermati di Ebola in Guinea ha superato i 150, con circa 100 decessi. Almeno venti casi sono segnalati dalla Liberia a tutt’oggi. Casi sospetti vengono riportati dal Mali e dalla Sierra Leone. Le probabilità che possa diffondersi comunque al di fuori dell’area geografica in cui si è manifestato sono del tutto trascurabili, a detta di tutte le fonti autorevoli. La situazione appare del tutto sotto controllo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/virus-ebola-numeri-e-cause-di-unepidemia/960832/
 

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langhe
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L'ebola è un virus appartenente alla famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l'uomo, che causa una febbre emorragica. Il primo ceppo di tale virus fu scoperto nel 1976, nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l'uomo. Fin dalla sua scoperta, il virus ebola è stato responsabile di un elevato numero di morti.[1] Verosimilmente il virus viene trasmesso all'uomo tramite contagio animale. Il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti. Considerati l'alto tasso di letalità, la rapidità del decesso, la localizzazione geografica delle infezioni (frequentemente in regioni isolate),


Nonostante numerosi studi, la riserva naturale di ebolavirus non è ancora stata identificata. Tra il 1976 e il 1998, nessun "ebolavirus" è stato riscontrato nelle 30.000 specie fra mammiferi, uccelli, rettili, anfibi ed artropodi prelevate nelle regioni colpite,[7] fatta eccezione per del materiale genetico ritrovato in sei roditori (Mus setulosus e specie Praomys) e in un toporagno (Sylvisorex ollula) reperito nella Repubblica Centro Africana nel 1998.[8] Ebolavirus furono scoperti in carcasse di gorilla, scimpanzé e gazzelle durante l'epidemia del 2001 e del 2003 (le carcasse erano la fonte dell'epidemia umana iniziale), ma l'elevata mortalità dell'infezione preclude a queste specie la possibilità di tramutarsi in riserva.[7]

Anche piante, artropodi e uccelli sono stati considerati riserve virali; tuttavia, i pipistrelli sono considerati i candidati migliori.[9] Taluni pipistrelli erano noti per risiedere nella fabbrica di cotone nella quale i pazienti indiziati per le epidemie del 1976 e del 1979 lavoravano e che furono inoltre implicati nelle epidemie di Marburg nel 1975 e nel 1980.[7] Tra le 24 specie di piante e le 19 specie di vertebrati inoculati sperimentalmente con ebolavirus, solo nei pipistrelli si è verificata l'infezione.[10] L'assenza di segni clinici in questi pipistrelli è caratteristica delle specie-riserva. Nel 2002-03, un'indagine su 1.030 animali provenienti dal Gabon e dalla Repubblica del Congo che includeva 679 pipistrelli ha identificato RNA proveniente da ebolavirus in 13 di questi (Hyspignathus monstrosus, Epomops franquetti e Myonycteris torquata).[11] I pipistrelli sono anche noti per essere la riserva virale di numerosi virus come nipahvirus, hendravirus e lyssavirus.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola
 

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langhe
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http://www.focus.it/scienza/salute/otto-cose-da-sapere-su-ebola_C12.aspx

È vero che dopo molto tempo i patogeni perdono la loro virulenza?
È una specie di leggenda urbana, perché si pensava che un virus o un batterio si evolvesse in modo da essere sempre meno virulento più a lungo dura il suo rapporto con l'ospite. Ma il danno che un virus o un batterio infliggono all'ospite dipendono da molti fattori, in particolare la facilità di trasmissione. La cosiddetta "ipotesi del compromesso" suggerisce che il patogeno debba stare in equilibrio tra il tempo in cui è in grado di stare in un ospite e la velocità di trasmissione. In breve, il danno che si crea all'ospite e la trasmissione debbono esser bilanciate per massimizzare la diffusione. Un patogeno che si trasmette attraverso l'aria (sia autonomamente sia attraverso vettori come gli insetti) è molto facile che non divenga affatto più "buono" col tempo, ma rimanga estremamente dannoso; questo perché può spostarsi da un ospite all'altro anche se il colpito è fermo a letto, malato. Le specie che si trasmettono per fluidi corporei o in generale attraverso il contatto diretto hanno bisogno che l'ospite si muova e incontri altri "contagiabili" e quindi non devono creare troppi danni agli ospiti stessi. È stato dimostrato che aumentare la difficoltà di trasmissione diminuisce anche la virulenza di un virus.
 

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langhe
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Mica rido
 

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Falso allarme Ebola su Facebook
il colpevole è un torinese xenofobo

La polizia postale individua l'uomo che ha diffuso la notizia dei tre casi di malattia a Lampedusa. "Con una foto raccapricciante ha fatto il giro del web"


ROMA - Con un'indagine difficile ma velocissima la polizia postale è arrivata all'autore del falso allarme lanciato su Facebook per tre casi di Ebola a Lampedusa. L'uomo, un torinese di 44 anni, con precedenti di xenofobia, è stato denunciato. La polizia è inoltre riuscita a cancellare la falsa notizia da oltre 27 mila profili fb che l'avevano condivisa, oltre alla macabra foto che l'accompagnava.

"La foto raccapricciante postata su Facebook - spiega il direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese - raffigurava il volto di una persona sfigurata dalle piaghe, mentre il messaggio raccontava di tre casi di Ebola a Lampedusa, e proseguiva con 'scienziati e medici temono epidemia globale'".

La foto e il messaggio in pochissimo tempo avevano dilagato. "Con un'indagine complessa siamo riusciti a risalire all'autore del messaggio - aggiunge Apruzzese - lo abbiamo raggiunto nella sua casa di Torino e non ha potuto che confessare di essere stato lui a confezionare il falso". L'uomo, come si evince anche dal suo profilo Facebook, ha tendenze xenofobe. La Polizia ha dunque rimosso la foto e il messaggio (già arrivato a 27 mila condivisioni) dalla rete.
http://www.lasiciliaweb.it/articolo...-facebook-il-colpevole-e-un-torinese-xenofobo
 
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