SkyscraperCity banner
Status
Not open for further replies.
1 - 5 of 5 Posts

·
Registered
Joined
·
657 Posts
Discussion Starter · #1 ·
Arriva il primo "idrogenodotto" il network per le utility del futuro LE NUOVE FONTI ENERGETICHE/ IL PREZIOSO ELEMENTO È UTILIZZATO DAGLI ARTIGIANI PER LE SALDATURE E ANCHE PER DELLE MINICENTRALINE ELETTRICHE, RAFFREDDATE AD ACQUA: IL VAPORE VA AL RISCALDAMENTO

Un’energia pulita, fatta in casa, senza forniture che rischiano di essere tagliate all’improvviso, prezzi che raddoppiano nell’arco di mesi e bilancia commerciale in sofferenza. Non è ancora realtà ma è qualcosa più di un sogno. Con l’idrogenodotto di Arezzo, il primo al mondo ad essere costruito in area urbana, il progetto idrogeno ha mosso un passo in avanti in direzione della concretezza grazie a un’utenza industriale particolare: il distretto orafo da sempre grande utilizzatore di questo gas. Dal primo maggio, seguendo le condutture che corrono lungo un chilometro ad un metro di profondità, 40 metri cubi all’ora di idrogeno a bassa pressione prendono la strada di quattro aziende orafe in località San Zeno: la Mgz del gruppo di oreficeria Unoaerre, la Falco, la Treemme e la Co.Ar. che li utilizzano come materia prima per le saldature e l’eliminazione degli ossidi. Inoltre con lo stesso idrogeno alimentano delle piccole centrali elettriche da 5 Mw (la Fabbrica del Sole ha costruito anche altre centraline da 2 Mw "portatili" che installa in luoghi diversi). Non è finita: per raffreddare queste centrali si usa acqua, e il vapore da questa prodotto al contatto con la centrale calda è usato per il riscaldamento.
I clienti industriali hanno fatto da volano a un programma più ambizioso che nei prossimi mesi porterà l’idrogeno nelle case per sostituire il metano in cucina e fornire, attraverso le fuel cell, sia elettricità che calore e fresco. «La prima tappa è stata semplice: si trattava di passare dalla fornitura di idrogeno trasportato in bombole alla fornitura di idrogeno che arriva comodamente in casa attraverso un tubo, come il gas. Adesso viene il bello», spiega Emiliano Cecchini, presidente della Fabbrica del Sole, una piccola cooperativa di trentenni che, investendo 800 mila euro (più i 400 mila stanziati dalla Regione Toscana) ha disegnato il progetto a cui hanno partecipato la Sapio srl, l’Arcotronics, l’Enea, Coingas, gli enti locali, Assindustria, Cna e Confartigianato. L’idrogenodotto è stato inaugurato pochi giorni fa dal sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani.
La prossima innovazione, a fine anno, sarà il passaggio dall’idrogeno ricavato dal metano all’idrogeno pulito che si ottiene utilizzando l’energia solare per scindere le molecole di acqua in idrogeno e ossigeno (usato per scopi medici). «Abbiamo costruito un elettrolizzatore con una membrana in grado di rendere il processo 4 o 5 volte più efficiente», aggiunge Cecchini. «Se riusciremo a confermare le prestazioni che abbiamo ottenuto, si aprirà una strada di grande interesse per un uso molto largo dell’idrogeno. Dai nostri test risulta che per alimentare per otto ore un fornello medio da cucina basta un metro cubo di idrogeno: questi numeri ci permetterebbero di assicurare forniture domestiche di questo gas a un prezzo più basso di quello del metano. E sarebbe un’energia sicura, ricavabile sotto il tetto di casa».
L’uscita dal sistema energetico basato sui combustibili fossili avverrebbe con un guadagno netto in termini di costi e di sicurezza di approvvigionamento visto che si tratta di una griglia produttiva estremamente decentrata e meno esposta ai rischi di black out. La seconda frontiera innovativa che ad Arezzo stanno cercando di percorrere è il «solar cooling»: un apparente ossimoro che nasconde la possibilità di trasformare il caldo in freddo attraverso sistemi ispirati al principio delle pompe di calore. In questo caso per la prima volta viene usato l’idrogeno. Il calore di scarto delle fuel cell alimentate con l’idrogeno e il calore proveniente dai pannelli solari termici a tubi sotto vuoto vengono immessi in una macchina frigorifera ad assorbimento che cattura questo calore e, attraverso un processo basato su una forte evaporazione di un liquido composto da acqua e bromuro di litio, consente la produzione di acqua fredda da utilizzare per gli impianti di aria condizionata. Il salto innovativo è dato dalla miniaturizzazione che ha permesso di arrivare a costruire una macchina grande come una grossa lavatrice che soddisfa le necessità di condizionamento di una casa di cento metri quadrati.
La nuova applicazione aumenta l’efficienza complessiva del ciclo dell’idrogeno che avrebbe così quattro utilizzazioni: materia prima industriale, vettore energetico, gas domestico, carburante per i trasporti. Il Comune di Arezzo ci crede e sta già predisponendo nella nuova rotonda di Olmo, vicino all’Hydrolab della Fabbrica del Sole, le opere necessarie ad allargare la rete di infrastrutture necessaria a consentire un più ampio uso anche domestico dell’idrogeno. Ma non è solo la Toscana a guardare con interesse allo sviluppo dell´idrogeno. Gli esperti della Fabbrica del Sole sono stati chiamati in Cina per studiare la possibilità di costruire altri idrogenodotti. Il Giappone ha scommesso sull’idrogeno 20 miliardi di euro nel periodo 2006–12. Il Parlamento europeo ha deciso di realizzare, entro il 2025, una capillare rete infrastrutturale per utilizzare questo gas. E in Puglia entro un anno entreranno in funzione cinque distributori di idrometano, una miscela formata dal 30 per cento di idrogeno e dal 70% di metano, che potrà essere utilizzato dalle macchine a metano.
 

·
Registered
Joined
·
657 Posts
Discussion Starter · #2 ·
MOBILITÀ SOSTENIBILE

Ravenna sperimenta bus a idrogeno-metano

Al via il primo progetto emiliano-romagnolo per la sperimentazione dell'uso di miscele idrogeno-metano su autobus di linea. In normali motori a scoppio predisposti per il gas naturale la miscela riduce ulteriormente l'inquinamento
Al via il primo progetto emiliano-romagnolo per la sperimentazione dell'uso di miscele idrogeno-metano su autobus di linea. La ricerca, finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e condotta da Atm Ravenna e Atr Forlì-Cesena, ha l'obiettivo di analizzare il funzionamento del motore a gas naturale compresso alimentato con la miscela idrogeno-metano che in normali motori a scoppio predisposti per il gas naturale favorisce un'ulteriore riduzione dell'inquinamento.

La miscela costituisce perciò un ponte verso i futuri motori a idrogeno con emissioni zero. A Ravenna, si partirà con autobus urbano a metano BredaMenarinibus modello Vivacity da otto metri. Coinvolta nel progetto anche l'azienda ravennate Rosetti Marino Spa da tempo impegnata nello sviluppo di sistemi di produzione dell'idrogeno. I test saranno realizzati grazie al supporto scientifico del laboratorio Enea di Casaccia (Bologna).

Al termine della fase sperimentale, nei laboratori Cnr saranno eseguite anche prove meccaniche sui componenti del motore e del circuito per verificare gli effetti del contatto con l'idrogeno. Dopo questa fase in circuito chiuso, la sperimentazione, con autorizzazione ministeriale, potrà continuare su strada, fino all'inserimento in servizio dell'autobus alimentato a idrometano che potrebbe arrivare già entro l'anno.

L'obiettivo è quello di estendere l'impiego della miscela idrogeno-metano a tutta la flotta urbana e suburbana Atm, ottenendo, secondo le previsioni Enea, riduzioni ulteriori di anidride carbonica del 40% e un rendimento del 15% superiore a quello dei bus alimentati solo a metano.

16 giugno 2008
 

·
4 more years
Joined
·
2,291 Posts
Buono per l'ambiente ma non per la geopolitica: l'H2 si fa dal petrolio.
 

·
former citizen p.
Joined
·
67 Posts
^^
Infatti mi chiedo quanto sia vantaggioso anche dal punto di vista del rendimento energetico. Magari Mr.Beat può darci qualche delucidazione.
 
1 - 5 of 5 Posts
Status
Not open for further replies.
Top