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In attesa di una riorganizzazione del sub-forum "aree metropolitane" in threads regionali, posto qualche news su progetti e tematiche urbane di vario genere in Friuli (non in Venezia Giulia: gia` rappresentata dal thread Triestino).

UDINE:

"Udine - Quattro torri da 15 piani nell'ex area Bertoli

Di Camilla De Mori

Modificato il progetto originario, ridotto di un terzo il numero dei palazzi, ma aumentata l'altezza. Il primato dei palazzoni di piazzale Osoppo ha i giorni contati. Perché se il nuovo progetto per l'area ex Bertoli andrà in porto, nello skyline udinese le torri che svetteranno più in alto di tutte saranno quelle 'griffate' dal blasonato studio Gregotti nella nuova cittadella multifunzionale di Udine nord.

Fedele alla parola d'ordine 'meno palazzoni, più palazzine', la proprietà dell'area industriale dismessa, accantonato il 'vecchio' progetto Gregotti ereditato dalla Seci assieme a 323mila metri quadri di terreni, ha già pronta una nuova proposta urbanistica, che, come assicura Paolo Di Salvio, amministratore della Opit spa, capofila del gruppo, «presenteremo a breve al Comune per una prima ricognizione».

Rispetto alla prima previsione di modifica (che vedeva di buon grado un dimezzamento del numero di palazzi), avanzata subito dopo aver acquisito l'area, la soluzione finale si è rivelata ben più radicale. Delle dodici torri da dodici piani progettate inizialmente, che avevano lo svantaggio di offrire un'unica tipologia commerciale non così appetibile per tutti, nel nuovo disegno dei concreti bergamaschi della Opit ne sono rimaste quattro, un terzo appena. Ma si è compensato con l'altezza, accresciuta di un quarto, quasi una decina di metri in più verso il cielo udinese. «Abbiamo deciso di cambiare un po' tutto, rivedendo il numero delle torri, che passeranno da 12 a 4. - spiega Di Salvio - Per assurdo, però, le aumenteremo in altezza, portandole a 15 piani. Al posto degli altri palazzi faremo più palazzine basse, con soluzioni molto articolate per venire incontro alle diverse esigenze dei potenziali acquirenti».

Secondo quanto anticipato a suo tempo dall'amministratore della Opit, una sostanziosa revisione attende anche il mega-centro direzionale del primo progetto, che dovrebbe essere ridimensionato a tutto vantaggio della 'fetta' riservata alle abitazioni. Per avere su carta il progetto dell'area residenziale e direzionale visto e approvato, però, «ci vorrà almeno un anno, anche per ottenere la variante urbanistica necessaria», visto che l'iter prevede un nuovo passaggio in consiglio comunale.

Nell'attesa, però, la proprietà non ha intenzione di starsene con le mani in mano. Dopo aver bonificato quasi «80mila metri quadri di eternit» e aver ripulito tutta l'area, demolendo quel che c'era da demolire, «stiamo aspettando dal Comune la concessione edilizia chiesta alla fine del 2005, per avviare le opere di urbanizzazione primaria: strade e fognature, che contiamo di poter mettere in cantiere a giugno». Sempre sperando che le 'grane' con gli espropri (vedi altro articolo) si risolvano in tempi non biblici. Il primo passo verso la 'città nella città' che sorgerà a Udine nord sarà la realizzazione del centro commerciale, un tempio dello shopping da 33mila metri quadri, con 2100 parcheggi, che «speriamo di poter cantierare con il 2007. Anche in questo caso - dice Di Salvio - stiamo aspettando dal Comune la concessione edilizia». "

FONTE: Il Gazzettino - Friuli
 

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fcom1 said:
non ne ho mai sentito parlare... ne delle torri ne del centro commerciale...
Altro articolo del Gazzettino del 9 di Febbraio dove viene descritto il progetto prima delle recenti modifiche:


"Ex Bertoli, verso la revisione del maxi-progetto
La nuova proprietà dell’area sta pensando a una soluzione diversa dai dodici palazzoni. Prime opere da giugno

Dodici palazzoni non saranno forse un po' troppi, soprattutto se con dimensioni extralarge da 12 piani ciascuno? E poi dove trovare milleottocento persone smaniose di prender casa proprio a Udine nord, nell'area ex Bertoli?
Dubbi che non sono sorti solo agli abitanti della zona in cui sorgerà la "città nella città" progettata dallo studio Gregotti, contrari fin dal primo giorno a farsi nascondere la vista delle montagne da quelle torri gigantesche. Le stesse perplessità se le sono poste anche i nuovi proprietari dell'area ex Bertoli, i bergamaschi della Opit Spa, capofila del gruppo che a settembre ha acquistato dalla Seci i 323mila metri quadri di terreno, progetto Gregotti (da quasi 130 milioni di euro - di cui 21,4 per l'area commerciale e 87,7 per quella residenziale - la fetta più rilevante dei 182,6 milioni degli inerventi del Prusst) incluso, e che, dopo la bonifica, si appresta ad aprire i primi cantieri entro giugno. Da immobiliaristi di lungo corso non hanno potuto non osservare che negli ultimi anni molti udinesi sonofuggiti dalla città e che quindi «12 palazzi sono forse un po' troppi: dal punto di vista commerciale è una proposta un po' "forte", soprattutto perché l'unica tipologia offerta è quella degli appartamenti in torri, forse un po' riduttiva». Tanto che ora, si lascia sfuggire l'amministratore della Opit Paolo Di Salvio, ieri ospite della Provincia alla conferenza sul Prusst (di cui sono partner privati) con il socio Tarcisio Testa, «ci potrebbe essere l'idea di fare qualcosa di diverso nell'area residenziale. Abbiamo acquistato il progetto, ma non è detto che non si possa presentare una proposta alternativa ai 12 palazzi», se non altro la riduzione del numero. Certo, dice, «per ora è solo un'idea nostra ed è prematuro parlarne, anche perché occorre prima discuterne con il progettista e il Comune».

A conciliare la riflessione sarà anche il posticipo di «un paio d'anni» sullo start dei lavori per la parte residenziale, «per l'impossibilità di operare sull'area, ancora occupata». Ma, nel frattempo, i nuovi proprietari non resteranno con le mani in mano. «A dicembre - dice Di Salvio - abbiamo consegnato al Comune i progetti per il centro commerciale e il centro direzionale. Adesso attendiamo le concessioni edilizie, per poter partire con le opere di urbanizzazione entro giugno. La gran parte delle aree è già stata bonificata: abbiamo smaltito 80mila metri quadri di eternit. Intendiamo portare avanti il progetto nel più breve tempo possibile». L'obiettivo è arrivare con viabilità e fogne già realizzate «in tempo per l'apertura del centro commerciale nel 2008: auspichiamo, infatti, di avviare il cantiere per il centro nel 2007». Un vero colosso «da 33mila mq, con 2100 parcheggi», che rivaleggerà con Carrefour e Città Fiera, anche se non si sa ancora sotto quale nome («le trattative sono in corso»). Ma quel che importa di più ai nuovi proprietari è non costruire cattedrali nel deserto. «Prima di edificare i palazzi vogliamo creare l'ambiente in cui inserirli, per dare appeal alla zona».

Camilla De Mori"

LINK: http://gazzettino.quinordest.it/Vis...783123&Luogo=Udine&Data=2006-2-9&Pagina=UDINE
 

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Pordenone

"Pordenone - Vlla Correr Dolfin di Porcia, dal 12 al 14 maggio, 'Il dolce stil novo', una mostra-mercato sulle energie rinnovabili e la finanza etica

Di E.M.

'Allora si potrebbe immaginare un neo-rinascimento, un individuo tutto da inventare, in continuo movimento. Con la certezza che in un futuro non lontano al centro della vita ci sia di nuovo l'uomo'. La frase del cantautore Giorgio Gaber è lo slogan della prima 'festa del quotidiano sostenibile' che si terrà a villa Correr-Dolfin di Porcia, dal 12 al 14 maggio. 'Il dolce stil novo', è il nome dell'evento. Sarà una mostra-mercato sul mondo del commercio equo, del biologico e del volontariato. Vari i temi: energie rinnovabili e architettura sostenibile, agricoltura biologica, finanza etica e microcredito, educazione al consumo, mobilità e turismo responsabili, pace e volontariato. Sono previsti gruppi di lavoro, laboratori di creatività artigianale, spazi di animazione per bambini e un punto di ristoro bio-equo.

Promossa da varie associazioni di volontariato e cooperative sociali, nonchè da Provincia di Pordenone e Comune di Porcia, la festa sarà - secondo gli organizzatori - un'occasione di incontro di realtà, persone, gruppi, associazioni, imprese profit e non profit, enti pubblici. Realtà del Friuli Occidentale, ma non solo, capaci di promuovere l'economia solidale, i consumi responsabili, gli stili di vita sostenibili e la responsabilità sociale d'impresa.

L'iniziativa è rivolta ad associazioni, istituzioni e aziende che potranno iscriversi e tenere un banchetto personale, ma anche al singolo cittadino desideroso di informarsi sulla realtà del vivere sostenibile. L'iniziativa prevede che le persone abbiano la facoltà di scegliere tra vari livelli di coinvolgimento: dal semplice fare la spesa al capire come si costruisce una casa ecologica, dall'assaggio di prodotti biologici al comprendere cos'è e come funziona un gruppo d'acquisto. Si potrà imparare a fare il sapone o farsi spiegare come si apre un conto corrente etico. "

FONTE: Il Gazzettino
 

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Udine: riaperto edificio Mercato del Pesce

"Udine - Riapre il Mercato del pesce, 'evento' per la città

Quale udinese non si è chiesto almeno una volta perché mai quel piccolo gioiello di architettura liberty, collocato proprio nel cuore del centro storico, e adibito a Mercato del pesce dal 1925, non venga riaperto e restituito alla città, magari per destinarlo alle nuove esigenze di una cittadinanza che sempre più spesso chiede luoghi e spazi per inedite forme di aggregazione culturale? Chiuso per restauro dal 1989, l'edifico non è stato più riaperto a causa di un annoso contenzioso tra il Comune di Udine, proprietario dell'edificio, e l'affittuario, che dovette lasciare la struttura per permetterne la messa a norma.

Il Comune, in accordo con la controparte, ne ha ora concesso l'uso a 'vicino/lontano'. Entrambi lo hanno fatto in considerazione dell'alto profilo culturale della manifestazione promossa e organizzata lo scorso maggio dall'associazione, che ha riunito a Udine intellettuali e studiosi di livello internazionale, animando la città con incontri-dibattito, mostre, letture e proiezioni sul tema del confronto tra Oriente e Occidente.

Anche il programma dell'edizione 2006 si annuncia ricco e stimolante: ancor più nutrito, rispetto all'anno passato, il numero degli incontri su tematiche di prepotente attualità. Di qui la necessità di restituire al pubblico uno spazio affascinante e discreto insieme, amato dagli udinesi di vecchia data e destinato altrimenti a rimanere sconosciuto ai visitatori occasionali della nostra città.

L'apertura ufficiale avverrà la sera di giovedì 11 maggio, alle 23, dopo la conclusione del primo dei confronti che inaugureranno la manifestazione Identità e differenze al tempo dei conflitti, in San Francesco. Vicino/lontano intende celebrare come si conviene tale occasione (che si può davvero considerare un 'evento' nell'evento), spalancando le porte della Vecchia Pescheria, come l'hanno sempre chiamata gli udinesi, alla musica, alle immagini, ai sapori.

Musica e immagini accompagneranno per tutta la durata della manifestazione di vicino/lontano i momenti della pausa-pranzo e quelli della pausa-cena. "

FONTE: il Gazzettino - Friuli

Informazioni sull'evento culturale: http://www.ilfriuli.it/index.php?sez=view_art&CodArticolo=7738
 

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Spilimbergo

"Spilimbergo(UD) - Lavori, nasce la banca dati

Di C.L.

Il Comune di Spilimbergo ha emanato un avviso pubblico per compilare un elenco di professionisti, cui attingere in caso di affidamento lavori. Si tratta dei soggetti previsti dall'articolo 9 della legge regionale 14 del 2002, interessati all'affidamento di servizi di ingegneria e architettura, quando l'importo dei lavori sia inferiore alla soglia comunitaria e riguardano la progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza, contabilità, assistenza, collaudo, certificazione di regolare esecuzione e prestazioni tecniche e amministrative accessorie e connesse.

Gli elenchi non hanno funzione di graduatoria, ma solo di banca dati, cui l'amministrazione comunale può accedere nel caso voglia procedere per trattativa privata, con particolare riguardo agli interventi inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche 2006-2008. Il bando è stato emanato dall'ufficio tecnico dei Lavori Pubblici; le domande di partecipazione devono essere presentate entro il termine inderogabile di mezzogiorno del 15 maggio. La presentazione della domanda non è comunque vincolante per il Comune ad affidare concretamente i lavori. Gli elenchi così formati, rimarranno validi fin all'approvazione del prossimo piano triennale. Per partecipare occorre compilare la domanda predisposta dagli uffici comunali, oltre al curriculum professionale. Ulteriori informazioni e tutti i documenti necessari sono disponibili sia direttamente negli sportelli dell'ufficio tecnico, sia al sito internet del Comune www.comune.spilimbergo.pn.it, nella pagina relativa ad aste, gare d'appalto e bandi di concorso "

FONTE: Il Gazzettino
 

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Discussion Starter · #9 ·
Pordenone - Piazza Risorgimento

"Pordenone - Piazza Risorgimento, progetto Atap. La fontana sarà spostata, previsti più alberi e due rotonde per il traffico. Una nuova biglietteria

Di Loris Del Frate

Piazza Risorgimento potrebbe cambiare volto molto presto. Ieri, infatti, il presidente dell'Atap Mauro Vagaggini, ha confermato che il progetto affidato ai professionisti è praticamente terminato. Sarà presentato nei prossimi giorni nel corso di una conferenza stampa alla quale sarà presente anche il sindaco Sergio Bolzonello che sul 'rinnovo' della piazza si è speso in più occasioni. Resta il fatto che l'Atap, oltre alla progettazione è anche disponibile a partecipare con una quota sostanziosa ai lavori. A questo punto c'è solo da capire se il sindaco accetterà in toto il progetto o se vorrà alcune modifiche. I lavori potrebbero comunque partire in tempi moderatamente brevi. C'è il massimo riserbo su come verrà sistemata Piazza Risorgimento anche perchè la 'sorpresa' sarà svelata nel corso dell'incontro congiunto. Alcune indiscrezioni sono però trapelate.

Per prima cosa c'è subito da dire che la fontana sarà mantenuta. Resterà, insomma, il 'monumento' che da tanti anni caratterizza il sito ed èdiventato un punto di ritrovo. La struttura, però, sarà modificata e spostata. Verrà trasferita dall'altra parte rispetto a dove si trova ora e le dimensioni saranno ridotte. Dovrebbe, però, mantenere la stessa architettura. La sosta delle corriere verrà spostata dall'altro lato dove saranno realizzate pensiline per l'attesa. Sarà inoltre creato un nuovo immobile quasi al centro della piazza, non grande e sicuramente proporzionato dove l'Atap installerà la biglietteria. La struttura sarà leggera e non avrà un grosso impatto ambientale. Il progetto prevede, inoltre, il recupero dello spiazzo (ora adibito a parcheggio e a isola ecologica) che si trova tra viale Cossetti e via Fratelli Bandiera. Il recupero di quel sito si integrerà con il resto della piazza. Ma non è ancora tutto. Già, perchè l'accesso al traffico sarà garantito da due rotonde, una su viale Dante, l'altra sarà invece costruita all'incrocio tra viale Cossetti e viale Trieste e consentirà di scegliere la direzione senza doversi fermare allo stop.

L'intera piazza (se i soldi saranno sufficienti) sarà ripavimentata e saranno pure piantumati nuovi alberi con una superficie verde leggermente superiore a quella di adesso. C'è però un fatto assodato: piazza Risorgimento resterà il terminal del trasporto pubblico extraurbano almeno sino a quando non sarà realizzata l'autostazione delle corriere nei pressi della stazione ferroviaria. «Ma anche in seguito - ha tenuto a precisare Vagaggini - piazza Risorgimento assolverà ad un ruolo legato a fermate e soste perchè è un punto fondamentale e riconosciuto. Ovviamente diminuirà in maniera consistente il traffico di bus e corriere».

Ma l'Atap punta anche ad un altro progetto: la realizzazione della nuova sede, uffici e rappresentanza. Dove? Lungo viale Dante nell'ex caserma dei vigili del fuoco. Se la Regione interverrà con un congruo finanziamento potrebbe essere rimessa in ordine anche quell'area della città che aspetta una sistemazione da troppi anni. Nei prossimi giorni, infine, la giunta provinciale approverà il piano urbano del traffico. A quel punto potrebbe partire anche il nuovo progetto legato all'oramai famosa Circolare. "

FONTE: Il Gazzettino
 

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San Vito al Tagliamento - PN

"San Vito al Tagliamento (PN) - La 'nuova' Loggia perde i pezzi, cadute di intonaco deturpano la facciata a poco più di un mese dalla riapertura

Di Emanuele Minca

A poco più di un mese dalla sua riapertura, l'edificio della Loggia che ospita l'antico teatro sociale Gian Giacomo Arrigoni perde già i primi pezzi. Due lati della struttura, quello su via Marconi e il lato che si affaccia su piazza del Popolo, presentano evidenti cadute di intonaco che deturpano le due facciate. Dall'ufficio tecnico del Cises, responsabile dei lavori spiega: «I problemi sono causati da infiltrazioni d'acqua: abbiamo già provveduto ad interpellare la ditta che ha effettuato i lavori».

Era il 10 marzo e mancavano trenta giorni alle elezioni amministrative, quando si tenne il brindisi con la cittadinanza (sotto campagna elettorale non si possono tenere cerimonie ufficiali, ndr.) per l'apertura della Loggia dopo il restauro e dopo la realizzazione al suo interno del nuovo teatro di San Vito. Interventi che hanno richiesto una spesa di 2 milioni 880 mila euro.

Nei secoli scorsi, la Loggia ospitava la compagnia teatrale di San Vito che è stata protagonista anche di una rivolta per la difesa del teatro. Il progetto per il nuovo teatro di San Vito al Tagliamento si presenta come uno spazio raccolto, a palchetti su più piani secondo lo schema settecentesco, adatto a spettacoli di teatro all'italiana. In tutto sono stati ricavati 120 posti. Il teatro ha nel suo nome riassunto tutte le principali connotazioni storiche del sito: antico perchè si inserisce all'interno della Loggia che si affaccia su piazza del Popolo e viene fatto risale alla seconda metà del XV° secolo; teatro sociale per la sua funzione originaria e Gian Giacomo Arrigoni per ricordare uno dei massimi musicisti del 600 originario di San Vito. Cifre e notazioni storiche che hanno contribuito a creare attorno all'edificio un alone di importanza e di centralità nella vita cittadina. Anche per questo, ha suscitato non poche perplessità e malumori tra i sanvitesi, la vista che il gioiellino architettonico sta già mostrando cadute di intonaco sulla superficie esterna.

«In questi giorni alcuni sanvitesi mi hanno fermato per farmi presente il problema - ha spiegato il sindaco Gino Gregoris-. Ho subito interpellato gli architetti e il direttore lavori perchè si attivassero immediatamente e provvedessero a risolvere il problema». Abbiamo quindi interpellato l'ufficio tecnico del Cises. «Per quanto riguarda la mancanza di intonaco sulla facciata che guarda la piazza, il problema è dovuto semplicemente al fatto che è stato staccato il supporto esistente dell'illuminazione pubblica. Per quanto riguarda il lato che si affaccia su via Marconi, la muratura ha avuto un problema con l'umidità». Il personale tecnico ha spiegato che durante i lavori di sistemazione della terrazza dell'edificio, si è verificata un'infiltrazione d'acqua che ha poi causato il sollevato di ampie porzioni d'intonaco. «Abbiamo comunque già attivato la ditta che ha eseguito i lavori per sistemare il problema». E il conto a chi va? «È un aspetto ancora da definire». "
 

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Bioedilizia -PN

"Il Gazzettino - Friuli - 23.05.2006
Pordenone - Professionisti a scuola di bioedilizia

Di Sabrina Delle Fave

Quaranta tecnici tornano sui banchi del 'Pertini' per aggiornarsi sulle case ecocompatibili Avere una casa totalmente eco-compatibile nel rispetto dell'ambiente e della propria salute? Oggi si può e sembra che la sensibilità verso il 'costruire sostenibile' stia aumentando anche nel territorio pordenonese. A dimostrarlo è stato il positivo riscontro in termini di partecipazione del corso di aggiornamento per docenti dedicato alle tecniche di bio-edilizia, organizzato recentemente dall'Istituto per Geometri Pertini e aperto anche al mondo produttivo locale. Il corso ha raccolto l'interesse e la partecipazione di oltre 40 professionisti tra docenti, geometri, ingegneri, architetti e costruttori edili del territorio pordenonese, a conferma di un crescente bisogno di informazione in materia. Si tratta in effetti di un mercato, quello della bio-edilizia, che anche in provincia di Pordenone si presenta ancora di nicchia. Anche per questo i costi risultano più elevati: in media in Italia circa l'8 per cento in più, anche se la situazione varia molto da caso a caso. La scelta è legata prevalentemente alla sensibilità del singolo privato che, nel momento in cui intende far costruire o ristrutturare la propria casa, chiede che vengano rispettati tutti i criteri di eco-compatibilità e sostenibilità ambientale.

La richiesta del mercato sta tuttavia aumentando: sempre più persone si dimostrano interessate ad una casa veramente sana per sé e per l'ambiente, tanto che a Pordenone ci sono già diversi professionisti che lavorano in questo campo e, del resto, una recente normativa regionale ha dettato le disposizioni in materia di edilizia sostenibile, prevedendo anche l'erogazione di contributi per chi fa scelte di costruzione di questo tipo. La Regione è inoltre capofila del progetto Itaca, un protocollo condiviso tra più regioni italiane per l'individuazione di una metodologia standard per la certificazione degli edifici sostenibili. 'Costruzione sostenibile' o 'progettazione bio-edile' significa infatti molte cose: installazione di pannelli solari e fotovoltaici per lo sfruttamento dell'energia rinnovabile; utilizzo di materiali naturali (e dunque non nocivi), come le vernici e colle naturali o il legno, usato, per esempio, al posto del cemento armato; il ricorso a materiali più sostenibili, che presentano costi energetici inferiori sia in termini di produzione sia di trasporto e smaltimento. Fino ad arrivare all'uso di tecnologie per il risparmio energetico, come quelle finalizzate, per esempio, al recupero dell'acqua piovana per usi domestici o a tutte quelle nuove tecnologie in grado di ridurre il più possibile gli sprechi di energia e quindi, in prospettiva, di recuperare anche l'investimento iniziale più consistente attraverso i risparmi che si possono ottenere in seguito.

Ma bioedilizia è anche isolamento acustico, adeguato orientamento dell'edificio per ottenere, per esempio, una corretta ventilazione, arredamento interno che assicuri tutti i principi di sostenibilità e rispetto dell'ambiente. Il tutto senza dover rinunciare a nulla in termini di comfort, ma anzi guadagnandone in benessere e qualità della vita: le nuove abitazioni godono infatti di particolari accorgimenti tali da ridurre l'inquinamento e i consumi/spese senza intaccare le comodità del vivere moderno. La bio-edilizia è infatti considerata come un nuovo approccio al progettare, costruire, e poi vivere la casa: una scelta di qualità che passa attraverso il ritorno all'equilibrio tra uomo e ambiente, recuperando anche le vecchie tecniche del buon costruire oggi spesso abbandonate per motivi urbanistici e di convenienza economica. "
 

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Udine: Progettazione in zone sismiche

FONTE: Il Gazzettino - Friuli - 25.05.2006


"Udine - 'Progettazione strutturale e innovazione' nella costruzione in zona sismica

'Progettazione strutturale e innovazione di prodotto'. Se ne parlerà nel Workshop organizzato a Udine da Tecnostrutture e rivolto. ai progettisti di tutta la Provincia. L'incontro è dedicato, tra l'altro, alla discussione di problematiche di costruzione in zona sismica. Si terrà giovedì 25 maggio a partire dalle 15 presso la Sala Riunioni dell'Enaip di Pasian di Prato, il Workshop tecnico 'Progettazione strutturale e innovazione di prodotto' organizzato dall'azienda Tecnostrutture di Noventa di Piave con il patrocinio dell'Associazione degli Ingegneri della Provincia di Udine, dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Udine, nonché dell'ordine dei Geometri della stessa provincia.

L'incontro, che si colloca all'interno di una serie di iniziative promosse da Tecnostrutture in tutta Italia per lo sviluppo della cultura della progettazione e del costruire, si propone di presentare ed approfondire i temi legati alla progettazione strutturale. "
 

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Discussion Starter · #14 ·
Udine Sud

Il Gazzettino - Friuli - 31.05.2006

Udine - Udine sud, Stu pronta al decollo. La seconda fase dello studio ha stabilito la fattibilità economica della società mista

Di Camilla De Mori

La Società di trasformazione urbana è pronta al decollo. Il via libera 'tecnico' è arrivato dal pool di esperti (l'Ati formata da Politecnica Ingegneria, Architettura scarl di Modena, Scs Azioninnova di Bologna e Cooprogetti scrl di Pordenone) arruolati dal Comune, che, con la seconda fase dello studio di fattibilità consegnato nei giorni scorsi a Palazzo D'Aronco, hanno concluso che, sì, la complessa 'macchina' che si appresta a cambiare volto ad un'area di 168mila metri quadri a Udine sud può stare in piedi economicamente.

Almeno, «a certe condizioni», come precisa l'assessore Giorgio Cavallo. Non un risultato scontato, visto che, dalla prima fase dello studio era emerso che, con un intervento faraonico da 206,5 milioni di euro (152 solo per immobili e posti auto) per riqualificare un'area che comprende l'ex Safau e diverse aree ferroviarie dismesse, la società mista pubblico-privato ne avrebbe fatti fruttare 230, con un saldo positivo di appena 24 milioni e la prospettiva di rientrare dall'investimento iniziale dopo 12 anni e di doversi sobbarcare un costo di 100mila euro per le spese di funzionamento della Stu.«Adesso - spiega Cavallo - la seconda fase dello studio, che ci è stata consegnata nei tempi previsti, è all'esame degli uffici. Non appena il documento sarà ritenuto perfetto, lo porterò in giunta».

Ma, per mettere concretamente i ferri in acqua per la Stu - che dovrebbe dar vita a un'area residenziale con quasi 300 abitazioni, 24mila metri quadri di negozi, 2900 parcheggi e al nuovo centro intermodale con tapis roulant da 350 metri - ci vorrà ancora del tempo: «Per ragionarci seriamente - dice l'assessore - bisognerà aspettare il 2007». E il motivo è semplice. «Lo studio dice che la Stu, fatti tutti i conti, è economicamente fattibile. Gli esperti che lo hanno elaborato hanno prospettato diversi scenari. Ma, prima di avviare la società mista, dev'essere chiaro il percorso urbanistico. È fondamentale attendere la conclusione della variante al piano regolatore, che dovrà essere pronta entro fine anno. Un meccanismo complesso come quello della Stu, infatti, si può far partire solo a scelte urbanistiche fatte».
 

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Udine: recupero dell'ex Macello

Il Gazzettino - Friuli - 30.05.2006

"Udine - Il progetto di recupero dell'ex Macello interessa.

Il progetto di recupero dellex Macello interessa. Eccome. Ieri pomeriggio la riunione informativa organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti coordinata da Serse Raccanello ha letteralmente riempito la sala Ajace. Evento raro, parola donore.

Ma non è solo questa la novità della serata. I tre architetti che stanno lavorando per individuare le soluzioni più adatte a rendere funzionale uno spazio cittadino di cui si parla da molti anni, hanno illustrato le caratteristiche del nuovo-vecchio Macello. Lobiettivo dellamministrazione, e in particolare del gruppo consiliare di Sinistra per il Friuli, è realizzare un auditorium capiente (si parla di 1200 posti), un ostello da 60 posti-letto - novità assoluta per Udine - rivolto non solo agli studenti, una serie di spazi riservati ai giovani musicisti (sale-prova, sala di incisione), spazi multimediali, una specie di museo interattivo per i bambini.

Alessandro Oria, giovane consigliere Ds attivo da tempo sul fronte ex Macello, si augura che - superata lincertezza dellattuale momento politico - la giunta Cecotti voglia supportare il progetto. E lidea di questo ex Macello giovane soddisfa anche il consigliere dopposizione Fausto Deganutti: «Credevo che Udine fosse ormai una città morta - ha commentato ieri - ma questi ragazzi mi fanno ben sperare perché hanno lavorato per la loro città: li sosterrò in ogni iniziativa». E per essere concreto Deganutti ha proposto di creare una onlus in modo che il prossimo anno, al momento della dichiarazione dei redditi, i cittadini udinesi possano destinare il 3 per mille alla ristrutturazione dellex Macello, opera onerosa che richiede diversi milioni di euro di investimento.

In concomitanza con lincontro del pomeriggio, sotto la Loggia del Lionello ieri alcuni giovani del Csa di via Volturno hanno esposto uno striscione per sollecitare la ricerca di una nuova sede per il Centro sociale, in via di sfratto da parte della Regione. "
 

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FONTE: Il Gazzettino - Friuli - 01.06.2006

"Udine - Due udinesi in finale al premio vinto da Piano

Di Cdm

Arrivare fra i finalisti di un blasonato premio italiano, sbaragliando centinaia di concorrenti, è già un colpaccio per un giovane studio udinese di architetti, nato ufficialmente 7 anni fa. Figurarsi, poi, se quel premio, la Medaglia d'oro all'architettura italiana, promosso dalla Triennale di Milano con il Darc, lo vince uno dei numi riconosciuti del settore, l'osannato Renzo Piano. Piano in cima alla hit con l'High Museum of Arts di Atlanta, Usa. Stefano Gri e Piero Zucchi dello studio Geza di Udine, qualche scalino più in basso, fra i quattro finalisti della sezione 'Abitare' con il progetto delle case e del parco Natali Moratti di via Oltretorre, Tarcento, Friuli, Italia. Sopra di loro, fra i due vincitori della sezione residenziale il premiato duo Camerana-Rosenthal, autori del villaggio olimpico di Torino 2006. E scusate se è poco. Difatti, Zucchi e Gri, entrambi quarantenni ed entrambi udinesi doc, sono «molto soddisfatti». Nella loro breve ma intensa («abbiamo realizzato un'ottantina di lavori in dieci anni») carriera, questo è il riconoscimento più prestigioso del loro palmares, dove figurano il Premio Città di Oderzo, l'Europan in Portogallo e l'invito al concorso 'La casa del futuro'.

A Tarcento, con il progetto premiato, hanno dato una nuova veste a tre edifici inseriti in una zona di dimore nobiliari di inizio '900 e al parco di 6300 metri quadri. La cifra innovativa è lo stile scelto per l'ampliamento della casa padronale, marcatamente d'epoca: nessuna mimesi fasulla, ma uno stacco netto nelle forme e nei materiali. «Mentre quasi tutti puntano all'integrazione fra volumi vecchi e nuovi, noi abbiamo scelto un progetto basato sulla differenza. Dove il vecchio si vede che è vecchio e il nuovo si vede che è nuovo», spiega Zucchi. Particolarmente 'ferrati' sul fronte residenziale, Gri&Zucchi hanno avuto meno occasioni di lavorare nel settore pubblico, se si fa eccezione per alcuni progetti, come la Casa della Musica di Cervignano. «Le opere pubbliche - nota Gri - sono di difficile accesso per gli studi giovani». A dimostrare che agli 'splendidi quarantenni' (la citazione è morettiana) dell'architettura udinese l'ingegno certo non manca, la presenza, fra i finalisti della Gold Medal (nel settore Attività produttive e per il pubblico), di un altro studio cittadino, quello guidato dal giovane Piero Valle, figlio di Gino. "
 

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Pordenone

FONTE: Il Gazzettino

"Pordenone
L'assessore regionale alla Viabilità, Lodovico Sonego ha confermato ieri alla I e IV Commissione regionale la pedagizzazione dell'A28 secondo l'accordo che lo stesso assessore aveva sottoscritto con i Comuni e con le associazioni di categoria. In pratica la "sbarra" sarà sistemata tra Cimpello e Pordenone Sud (Centro commerciale) e resteranno aperte tutte le entrate e uscite da e per Portogruaro. Restano da stabilire i tempi per l'inserimento del pedaggio che potrebbe essere confermato quando l'intera opera sarà terminata. Ma nel corso dell'incontro con le due Commissioni consiliari al quale ha partecipato anche amministratore delegato, Pietro Del Fabbro, l'assessore ha spiegato la situazione societaria di Autovie Venete e lo stato di attuazione delle opere viarie di sua competenza. Sonego ha parlato da subito delle dimissioni di Aldo Burello da presidente di Autovie Venete dopo lo screzio che ci fu con l'azionista di riferimento, la Regione. «È un episodio su cui non voglio tornare - ha detto l'assessore - La nomina del nuovo presidente avverrà in ottobre e la Regione non ha ancora dato indicazioni sul suo nome. Le ipotesi saranno sviscerate a tempo debito, a ridosso dell'assemblea dei soci. Lo Statuto è stato modificato, ma non nella sostanza (sono state inserite le infrastrutture di sosta intermodale). La società sta operando con successo per se stessa e per gli azionisti, ma anche per i cittadini. Siamo passati - ha spiegato ancora Sonego - da una Società che solo riscuoteva pedaggi ad una che ora, invece, investe e realizza e lo fa nell'ordine di un 1,5 miliardi di euro ribaltando completamente il Piano finanziario approvato nel corso della passata legislatura regionale sia a reperimento delle risorse (ricorso al debito e non più ricorso all'aumento di capitali) e sia per modalità di tariffazione della rete."
 

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Autostrade

FONTE: Il Gazzettino 20/7/2006

"Rete autostradale più tecnologica con 2.500 milioni

Rete autostradale sempre più tecnologica per migliorare la sicurezza. Autovie Venete, concessionaria delle autostrade A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova Udine Sud e A28 Portogruaro-Pordenone Conegliano, nei prossimi giorni pubblicherà i bandi di gara per una serie di interventi che riguardano il sistema di controllo del traffico, nuove colonnine per l'Sos, il potenziamento della rete radio isofrequenziale utilizzata dalla Polizia Stradale. Importo complessivo degli interventi: 2 milioni e 500 mila euro.

L'attuale sistema di controllo del traffico, attualmente dotato di 30 telecamere, sarà potenziato con l'installazione di 40 nuovi sensori e altre 30 telecamere, oltre all'adeguamento della Centrale Operativa che dovrà essere ritarata per operare con le nuove tecnologie. Un milione e 300 mila euro l'importo del bando. Altri 700 mila euro saranno destinati al rinnovo delle colonnine per l' sos che funzioneranno con la tecnologia Gsm, la stessa utilizzata per i telefoni cellulari. Niente energia elettrica, ma funzionamento grazie all'energia solare. Si tratta di un intervento in parte già realizzato e collegato direttamente con il Centro Radio Operativo, che verrà ulteriormente riqualificato dopo la costruzione della terza corsia.

Innovazione tecnologica di ultima generazione anche per la rete radio isofrequenziale (un sistema che permette agli operatori in questo caso la polizia stradale - di dialogare su una frequenza isolata) grazie all'installazione di otto ripetitori radio ai caselli e l'insediamento di due nuove stazioni una a Sacile e l'altra a Ronchi di Latisana. Nessuna pausa estiva per il Consiglio di Amministrazione di Autovie, dunque, che nell'arco di due mesi ha dato il via libera una serie di importanti interventi. "
 

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Complesso residenziale a Tarvisio

Complesso residenziale

progetto preliminare

A Tarvisio un gruppo di piccoli edifici si dispone a scacchiera all'interno di un lotto dalla forma semicircolare, declinando con leggerezza il tema della residenza per vacanze. In ogni elemento gli alloggi possono essere simplex o duplex; le escrescenze vetrate spingono le camere nell'ambiente, mentre il rivestimento continuo in legno si riallaccia, senza accademismi, alla tradizione locale.
Nel piano interrato, che sfrutta le diverse altimetrie tra piano di campagna e accesso carrabile, oltre alle autorimesse trova posto un centro fitness, parzialmente a cielo libero.









 
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