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Fuksas vince il concorso per il Campus di Abuja in Nigeria
Sarà l’architetto italiano a costruire l’Istituto Nelson Mandela

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31/05/2006 - Massimiliano Fuksas si è aggiudicato il concorso internazionale per la progettazione del Primo Campus Universitario per l’Istituto Africano di Scienza e Tecnologia (AIST) di Abuja in Nigeria.
Il campus è un progetto sviluppato dalla Fondazione Nelson Mandela e da organizzazioni come la World Bank e punta ad essere il primo di molti progetti promossi per la crescita economica dell'Africa sub-sahariana.
L’architetto Fuksas, che si sta occupando anche del progetto del Centro per la Pace Shimon Perez di Israele, si è detto molto contento della vittoria: “il campus sarà un altro esempio di architettura come parte integrante della democrazia”.
Ha aggiunto: "Questo è molto più di un enorme progetto. È anche un modo di vedere se è possibile fare architettura in un continente che ha visto così tanta sofferenza. Ho voluto progettare qualche cosa che ricordasse la filosofia di Mandela e ho preso un articolo da lui scritto più di 40 anni fa sulle opportunità per imparare e fare ricerca delle persone di colore. Le sue parole sono state incise nel pavimento in bronzo".
Fuksas ha, inoltre, aggiunto che si è ispirato alle torri tradizionali e alla terra rossa dell’Africa.

«L'Istituto africano di Scienza e Tecnologia ha come principio di ispirazione lo sforzo di incentivare la crescita e lo sviluppo economico, sociale e politico dell’Africa attraverso la promozione dell’eccellenza nell’istruzione. […] Nel contesto africano, l’architettura dovrebbe riflettere la volontà di creare un'università pan-africana, un'istituzione di classe mondiale dedicata alla libertà d'insegnamento e alla coesistenza pacifica di tutto il popolo africano.
Il progetto proposto aspira a combinare saggiamente “tradizione africana” e “valori culturali” con l’innovazione applicata alle costruzioni e al management.
L’architettura modella la geografia come un patchwork di tessiture africane. I collegamenti “cuciranno” tra loro le zone di Aso Rock, che nel linguaggio Asokoro (“il popolo della vittoria”) significa “vittorioso”. Un asse visivo verso la “roccia sacra” condurrà gli studenti alle loro personali “vittorie”, per diventare i professionisti che con le loro conoscenze e leadership contribuiranno a trasformare le comunità locali e a migliorare la condizione umana del continente africano».

Il sito proposto per l’ubicazione del Campus è a sud della Città federale di Abuja ed è delimitato da due arterie stradali principali della città, la Airport Drive ad ovest e la Ring Road a nord. Questa ubicazione assicura un collegamento ottimale con il centro urbano e con i maggiori accessi alla città.
Il luogo è caratterizzato da tre elementi principali: topografia, natura ed i resti di una precedente attività.
Il progetto scaturisce dall'osservazione delle strutture preesistenti e delle tracce lasciate dall’attività umana.
Gli edifici sono organizzati lungo un asse di pedonale principale, orientato verso Aso Rock, e fortuitamente coincidente con la griglia principale di Abuja.
Ubicazione di primaria importanza è data agli edifici principali dell'università, seguono le aree dedicate allo svago e al tempo libero.
Sul suolo di una miniera disattivata a nord è stato creato un parco metropolitano come spazio di transizione tra la città e l'AIST. Questo spazio verde ospiterà un museo all’aperto e piccoli padiglioni sparsi ove saranno esposti pezzi di arte contemporanea africana.
La cava a sud è stata riutilizzata per ubicare il centro sportivo che servirà come punto di ancoraggio per ogni sviluppo futuro dell'AIST verso sud.

La piazza
Al centro del suolo ed attraversato dai principali viale pedonali, vi è Piazza Nelson Mandela.
Sul punto più alto vi è l’edificio della Convocational Hall che ospiterà l'Amministrazione Generale.
I quattro edifici principali della facoltà circondano la piazza rendendola il cuore dell’intero complesso.
Le aree pavimentate della piazza sono incise con le parole di Mandela per ispirare le nuove generazioni alla costruzione di un comune futuro di pace dell'Africa.

L’edificio pubblico
Gli edifici della facoltà sono stati pensati come elementi solidi collegati l'un all'altro tramite elementi di copertura e localizzati attorno alla Piazza Mandela. Ogni facoltà avrà uno skyline differente, facilmente riconoscibile da studenti e personale di facoltà.
Uno conduce all’interno dell’edificio attraverso un ingresso e una sequenza di cortili porta ai diversi spazi educativi: laboratori, classi, stanze-studio…un ambiente sereno per incentivare la conoscenza. La biblioteca, il centro linguistico e gli altri edifici amministrativi sono ubicati lungo l'asse principale a Sud, creando un asse pedonale.
Al lato opposto di Piazza di Mandela, il secondo “punto di ancoraggio” principale del complesso è localizzato il centro sportivo.
I tagli sul suolo (i resti dell'attività estrattiva nell'area) costituiscono un luogo naturale perfetto per ospitare le tribune dello stadio.

Gli spazi abitativi
Gli spazi abitativi sono ispirati dalle forme trovate su tessuti tradizionali africani.
I lotti degli edifici si adattano alla topografia come pezzi di tessuto sparsi per terra.
Questi edifici variamente sagomati ospiatno i dormitori studenteschi. La scala controllata degli edifici ed il loro outline organico contribuiscono a creare spazi semi-pubblici attorno alle residenze studentesche che migliorano il senso di appartenenza alla comunità.
Questi edifici sono progettati per creare un confine virtuale tra il pubblico e il privato,
assicurando la transizione dallo spazio pubblico esterno all’interno di una specifica comunità. Ogni comunità studentesca condivide gli spazi comuni progettati per le attività di svago e tempo libero.
I dormitori sono immaginati come “technological living box” protetti da una pelle esterna in legno. La luce è filtrata da questo guscio ligneo, riducendo il calore nella stanza e favorendo la ventilazione naturale.









 
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